L’ALLEGRA BRIGATA DEGLI ANTIFASCISTI (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – FEBBRAIO 2012)

29 aprile 2012

(…) Dopo secoli di silenzio e di decadenza, l’Italia ha nuovamente parlato ed agito. Dopo la marcia su Roma, lungo la strada del suo destino, pietre miliari imponenti hanno segnato, durante quasi un quarto di secolo, i suoi sforzi e le sue realizzazioni. Esse hanno nome: strade, autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Accademia, codici mussoliniani, Patto del Laterano, Conciliazione, pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica, conquista dell’Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. E niente riuscirà a cancellare queste prove sorprendenti di una volontà indomabile di creatività e di ricostruzione (…). Paul Gentizon, “Le Mois suisse” n° 74 – maggio 1945.

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Perché questo inizio? Semplice: dato che sto per parlare di quella ridicola categoria di ignoranti che si vantano di essere antifascisti, ho preferito farmi supportare nel ridicolizzarli da un giornalista e scrittore che Fascista non fu, e che non fu neppure italiano: lo svizzero Paul Gentizon.
Nonostante ciò, egli seppe verificare con i suoi occhi, intervistando più volte Mussolini e vivendo per lunghi periodi in Italia, ciò che a molti decerebrati italiani, che spesso si spacciano per uomini di cultura, storici e giornalisti, ancora oggi non pare chiaro. Il Fascismo, sul quale si potrà discutere al’infinito, ha realizzato tutto quello che ha egregiamente descritto Gentizon, ed anche di più, e lo fece nel breve periodo di un Ventennio, prendendo in mano un’Italia lacerata da crisi economica e politica, attraversata da delinquenziali tentativi di trasformarla in un Soviet analogo a quello creato dal criminale Lenin in Unione Sovietica.
Questi sono fatti, che ogni antifascista da strapazzo potrebbe conoscere, se non fosse allergico alla carta sulla quale sono stati scritti i libri di Storia seri; ovviamente, non sto parlando dei libercoli di ex partigiani assortiti, o di sessantottini falliti, che continuano a dipingere il Fascismo come il braccio armato della borghesia e dei proprietari terrieri, utilizzato per vessare umili lavoratori. Le Leggi sociali volute dal Fascismo, alcune delle quali ancora oggi tutelano i lavoratori ed i bisognosi, stanno a dimostrare la stupidità, l’arroganza e la voglia di disinformazione dei tristi epigoni dell’italico antifascismo.
Sia chiaro, non pretendo che tutti siano fascisti al 100%, ma dirsi solo e semplicemente antifascisti, ovvero contro tutte quelle realizzazioni magistralmente ricordate da Gentizon, non può che essere giudicato al pari del definirsi cretini. Si può essere contro l’istituzione del sabato festivo per i lavoratori, con conseguente riduzione delle ore lavorative settimanali da 48 a 40? Si può essere contro l’istituzione del sistema pensionistico (che in URSS venne introdotto addirittura nel 1956!)? Si può essere contro la bonifica di paludi malsane e pericolose? Si può essere contro l’economia dell’unico Paese (insieme alla Germania Nazionalsocialista) che seppe uscire alla grande dalla famosa crisi del 1929?
Certamente no, se si presume che l’interlocutore abbia almeno un minimo di cervello… Ma le cose cambiano quando si ha a che fare con l’esercito dei cerebrolesi allevati a pane ed antifascismo! Personaggi stomachevoli, dediti alla menzogna ed all’insulto, che cercano di nascondere la propria triste ignoranza storica dietro alla cortina antifascista… Il Fascista non ha diritto di parola (forse perché quando parla ridicolizza regolarmente l’interlocutore?), il Fascista è antidemocratico, il Fascista è rozzo e violento… Queste sono solo alcune delle “perle” che i cretini antifascisti sanno opporre a chi conosce la Storia e cerca di spiegarla ai milioni di ignoranti che in Italia ed in Europa si crogiolano nel loro demenziale antifascismo.
Di recente, abbiamo conosciuto molto da vicino alcuni esponenti di questo mondo senza arte né parte… Tristi personaggi in cerca d’autore che hanno creduto fosse semplice ritagliarsi uno spazio ed una visibilità sulle spalle dei soliti Fascisti, ma che hanno ricavato dalle loro malefatte ai nostri danni soltanto una bella querela, ed una dose molto abbondante di ridicolo.
Mi perdoneranno i Camerati se sovrappongo il mio scritto a quello seguente del Camerata Chessa, ma l’occasione per ridicolizzare degli antifascisti da osteria è troppo ghiotta, così come è ghiotta l’occasione di ribaltare su questa “allegra” brigata di ignoranti tutte le accuse che di solito si lanciano contro i Fascisti…
Di cosa sto parlando? Delle reazioni da trogloditi che si sono registrate dopo l’affissione di manifesti nella zona del cagliaritano ad opera del Camerata Chessa. Stiamo parlando, come nostro costume (non siamo comunisti o anarchici!), di regolari affissioni effettuate dai servizi comunali, dopo il pagamento della relativa tassa. E stiamo parlando di propaganda che ripetiamo da anni, seppure in passato si fosse privilegiata la città di Cagliari, tralasciando i piccoli comuni del circondario. Propaganda legittima, in quanto il MFL è un movimento che esiste ed è attivo da ben 21 anni, svolta pagando le tasse dovute, chiedendo i necessari permessi e proponendo messaggi politici tutt’altro che volgari o provocatori, come spesso fanno certi personaggi dell’estrema destra.
Nel manifesto incriminato, che riproponiamo su queste pagine, parliamo di Socialismo, di Democrazia Corporativa, di socializzazione delle imprese… Nessun messaggio xenofobo, omofobo, violento, razzista (cito le solite accuse da ignoranti che ci piovono addosso ogni qualvolta qualcuno descrive i Fascisti).

Nonostante ciò, dallo sconosciuto blog intitolato “Sestu Sera” (Sestu è uno dei paesi del cagliaritano interessati dalle affissioni), una certa Daniela Pia, evidentemente in cerca di fama e notorietà a buon mercato, parte a testa bassa inserendo un articolo zeppo di insulti e diffamazioni ai nostri danni, ove campeggia, tanto per qualificare subito il tipo di persone con cui abbiamo a che fare, una foto di un nostro manifesto strappato e calpestato da qualche “eroe” partigiano locale… Quelli, per intenderci, che si accaniscono contro i manifesti e si fanno pure immortalare, ma facendo vedere solo le scarpe… Una volta sparavano alla schiena di militi isolati e poi fuggivano, lasciando che fosse la popolazione civile a pagare… Oggi si limitano a stracciare manifesti regolarmente pagati ed affissi pagando regolare tassa!
Ovviamente, non avendo gli strumenti storici, politici e culturali per farlo, la gentile Pia non contesta una sola parola della nostra propaganda: ella ci odia solo per il fatto che esistiamo ed osiamo propagandarci… Nel suo articolo farneticante, infatti, si limita ad indignarsi per la presenza di un “imponente” Fascio e, giunta al limite della sua crisi di nervi, arriva ad argomentare che se sui manifesti era presente il timbro di autorizzazione comunale, esso non poteva che essere falso!
Meraviglie da vera antifascista! Questa infame gentaglia, che grida sempre contro il razzismo e le prevaricazioni, è talmente ignorante da non capire che si sta comportando esattamente come quelli che dicono di odiare… Così come il razzista imbecille all’americana odia il negro non per i suoi comportamenti, ma solo perché è negro ed esiste, questi mascalzoni nostrani ci odiano e ci attaccano non per quanto diciamo, ma solo per il fatto di esistere. Eppure la povera signora Pia ed i suoi soci di Sestu dovranno adattarsi alla situazione: esistiamo, ed avranno modo di conoscerci di persona in Tribunale!
Ovviamente, una volta dato il “la”, altri ignoranti dicono la loro (cretinata) sul suddetto blog, senza discostarsi troppo dalle urla senza senso della Pia… Fra questi, merita una citazione per lo squallore un tal Sannino, addirittura giornalista dell’Unione Sarda!
Costui, senza avere nulla di sensato da dire, sente comunque il bisogno di intervenire sull’argomento con un articolo ove arriva a sostenere le seguenti “perle”: 1) Si vanta di conoscere il delinquente che ha stracciato tutti i manifesti affissi a Sestu; 2) Si vanta di coprirne l’identità (a quando la vanteria di conoscere ladri, stupratori e scippatori della zona?); 3) Lo loda pubblicamente per il suo gesto delinquenziale, congratulandosi ed approvandolo in toto!
E poi si lamentano quando le persone per bene si dicono disgustate dai giornalisti! Se un simile soggetto può permettersi di essere iscritto all’albo e di avere uno stipendio da un quotidiano, anche un teppista da stadio che si diverte a scrivere oscenità sui muri ed a strappare i manifesti altrui può ambire a tale ruolo!
Davanti alla caratura di certi cialtroni, non ritengo sia utile sprecare tante parole; mi limito a riportare una parte della Sentenza del Consiglio di Stato del 1994 a proposito della legittimità del Fascio Repubblicano (e non Littorio, cari ignoranti sardi!):

“(…) Il fascio, usato nell’antica Roma come insegna dei magistrati elettivi dotati di potere di comando (imperium), ha assunto nel tempo il valore di simbolo della forma repubblicana dello Stato – e in particolare di una repubblica non oligarchica né aristocratica, ma retta dalla volontà popolare espressa mediante libere elezioni. Così è stato adottato dalla Rivoluzione francese, ed è tuttora l’emblema ufficioso di quella Repubblica; ed è stato adottato anche dalla Repubblica romana dei Giuseppe Mazzini, e anche da qualche altro Stato (es.: il cantone elvetico di San Gallo) (…)”

Capito, signora Pia e soci? Bastava finire le scuole dell’obbligo per sapere che il Fascio Repubblicano è un simbolo risalente a prima della nascita di Cristo, e che non simboleggia affatto oscure dittature, bensì uno Stato democratico retto da forma Repubblicana!
Chissà quale travaso di bile e quanti articoli deliranti avrebbe prodotto la signora Pia se qualcuno le avesse mostrato un passaporto attuale della Repubblica Francese (unisco una foto, ma mi prometta, signora Pia, di non stare male!), o magari il simbolo ufficiale della Repubblica dell’Ecuador, del Camerun e tante altre!

Persino il Senato USA, cara signora Pia, ha fra i suoi simboli due fasci repubblicani intrecciati! Come la mettiamo, andiamo a stracciare anche quei simboli?

Potremmo finire qui, in attesa che il Tribunale di Cagliari decida le sorti della signora Pia e dei tristi figuri che l’hanno seguita in questa campagna di odio… Ma la signora Pia, che evidentemente non resiste alla voglia di rendersi ridicola sproloquiando senza capo, né coda, non è riuscita a fermarsi, limitandosi a fuggire su un altro blog, nientepopodimeno che “Il blog di Daniele Barbieri”! Non sappiamo chi sia costui, ma facendo un giro sul suo blog abbiamo trovato queste frasi illuminanti: “Tutti i commenti NON insultanti sono benvenuti anche se di diversissimo parere dal nostro (o di alcune/i di noi che per altro non siamo un “blocco omogeneo”). Diversamente – se cioè insultanti – saranno etichettati “spam”. Resta inteso che l’insulto è categoria elastica, poiché non esiste un catalogo degli insulti al quale fare riferimento. A esempio in questo blog è un insulto dare del fascista o della fascista a chi non lo è” (…) “Il diverso parere è una ricchezza, così la polemica (…)”.
Da buon antifascista, il Barbieri si dichiara lieto di ospitare commenti di diverso parere, ed avvisa che per lui la parola Fascista è un insulto… Dove altro avrebbe potuto farsi ospitare la signora Pia, che per l’occasione cerca un alleato nella storia, blaterando a vanvera sulla figura di Sandro Pertini che si diceva, all’epoca, disgustato dall’esistenza del MSIDN?
E così, la povera signora Pia, per tuonare contro i bruti Fascisti che osano fare legittima pubblicità politica senza torcere un capello a nessuno, chiama a soccorso uno dei più brutali macellai della storia partigiana! Ho personalmente inviato al Barbieri alcuni commenti, ove evidenziavo come Pertini fosse contrario alle dittature: “Il 5 marzo 1953 veniva a mancare Giuseppe Stalin. Così parlò di lui – tra gli altri – Sandro Pertini in lacrime, invitando anche le generazioni future a riconoscerne l’immensa grandezza: “Si resta stupiti per la grandezza di questa figura che la morte pone nella sua giusta luce. Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto” (Sandro Pertini, Orazione funebre in onore di Stalin pronunciata in qualità di capogruppo socialista in Senato”; inoltre, giusto per non lasciare parlare il sottoscritto, bieco Fascista, mi facevo aiutare da un noto personaggio del Partito Socialista italiano, tal Stefano Surace, autore del libro “Caro Pertini…” (premiato nel 1982 da una giuria di giornalisti come”miglior libro dell’anno”) già direttore del periodico “Socialismo” e residente per vari anni a Parigi. Alcuni anni fa (era il 1985) il sig. Surace si decise ad intervenire in risposta ad un articolo comparso su “Le Monde”, il più autorevole quotidiano francese, dal titolo “Qurant’anni fa, l’esecuzione sommaria di Mussolini” firmato Jacques Nobécourt, capo dei servizi esteri. Con una lettera inviata a Nobécourt ed al direttore del quotidiano André Fontaine, lo scrittore italiano, rilevando nell’articolo diverse inesattezze storiche, così testualmente rispose: (…) In quell’articolo, in effetti, si afferma fra l’altro:
1. che ad ordinare l’uccisione di Mussolini fu il “comitato insurrezionale” partigiano, e cioè un triunvirato formato da Luigi Longo (comunista), Sandro Pertini (socialista) e Leo Valiani (del Partito d’Azione), ma che il ruolo determinante, in questa faccenda, lo ebbe verosimilmente Luigi Longo;
2. che il giorno dopo l’”esecuzione”, il 29 aprile 1945, i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci e degli altri “giustiziati”, che erano stati appesi per i piedi alle rampe di una pompa di benzina a piazzale Loreto a Milano, vi furono staccati per ordine di Pertini;
3. che quell’esecuzione (realizzata materialmente da un gruppo di partigiani capeggiati da Walter Audisio, detto Colonnello Valerio) ebbe comunque il consenso più o meno tacito di tutti i partners del gioco politico dell’epoca comprese le destre, il Generale Cadorna (comandante militare delle forze partigiane) e lo stesso Pietro Nenni, già amico di Mussolini ma poi diventato suo avversario e ormai diviso da lui da troppo sangue versato. E, in definitiva, che ebbe anche il consenso di inglesi e americani;
4. che in particolare gli americani avevano sì mandato tre missioni per recuperare Mussolini, ma senza fretta. E gli inglesi non si erano affatto curati del Duce;
5. che tutti costoro preferirono che Mussolini fosse ucciso sommariamente piuttosto che processato, poiché si sarebbe trattato di un processo più che a lui, alla politica italiana degli ultimi venti anni; e dunque il Duce ne poteva uscire ben vivo, e magari riabilitato, come ti aveva a suo tempo dichiarato lo stesso Longo (“Se non l’avessimo giustiziato sarebbe stato, due ore dopo, nelle mani degli americani e vivrebbe oggi con un pensione di ex-Presidente del Consiglio”).
Al riguardo debbo osservare:
1. per l’ordine di uccidere Mussolini, più che Longo fu determinante Pertini in quanto rappresentava il Partito Socialista, all’epoca la più importante fra le forze politiche della Resistenza italiana. In questo partito lui aveva un peso decisivo che gli aveva consentito, ad esempio, di essere determinante -e questo lo riconosci nel tuo articolo- anche nel rifiuto della proposta, avanzata da Mussolini, di trasferire i suoi poteri al Partito Socialista. Più precisamente, Pertini diede a Walter Audisio l’ordine perentorio di recarsi a Dongo con un gruppo di uomini scelti con cura, farsi consegnare Mussolini e i gerarchi catturati e ucciderli a tutti i costi prima che qualcuno potesse impedirlo. Siccome però i partigiani che avevano catturato il Duce erano riluttanti a cederlo (intendevano consegnarlo direttamente agli Alleati, secondo le istruzioni che da tempo costoro avevano diffuso largamente e ripetutamente fra i partigiani) Audisio doveva ingannarli, facendo loro credere che avrebbe condotto i prigionieri appunto dagli alleati. Audisio si presentò ai partigiani di Dongo esibendo un ordine scritto firmato da Pertini, di consegnarli Mussolini e gli altri. Quei partigiani in un primo tempo rifiutarono, ma Audisio riuscì alla fine a convincerli, ribadendo che avrebbe condotto Mussolini dagli Alleati senza torcergli un capello. Invece quando lo ebbe nelle mani, dopo pochi chilometri -precisamente a Giulino di Mezzegra- lui e gli altri del suo “commando” lo uccisero (o, come tu scrivi, lo massacrarono) insieme agli altri prigionieri, secondo gli ordini di Pertini. Tutto questo è confermato da numerose fonti ben degne di fede, e concordanti. Mi limito qui ad indicarne una, particolarmente qualificata: la M.O. della Resistenza Giovanni Pesce, tuttora vivente, e il suo libro “Quando cessarono gli spari” pubblicato anni fa dalla Feltrinelli, che queste circostanze narra nei dettagli senza mai essere state smentite.
2. Quell’uccisione non ebbe affatto il consenso generale, tutt’altro. Nessuno dei leaders occidentali e ben pochi dei capi partigiani la volevano, non confondendo certo il Duce con Hitler. Gli Alleati non si erano affatto disinteressati della sorte di Mussolini. In particolare gli americani, oltre ad inviare le tre missioni di cui tu parli, avevano diramato in lungo e in largo, fra i partigiani italiani, l’istruzione precisa che nel caso lo avessero catturato dovevano consegnarlo direttamente, e ben vivo, agli Alleati. Gli Alleati riconoscevano in effetti a Mussolini  come perfino ai criminali di guerra nazisti- il diritto a un processo. E in quello che si farà, a Norimberga, fra gli imputati era previsto anche lui, come precisa fra gli altri lo storico Silvio Bertoldi che nel suo “Norimberga: guai ai vinti” (pubblicato anche come supplemento al n. 14/85 del settimanale “Oggi”) scrive: “A Norimberga avrebbe dovuto esserci anche Mussolini”. Chiaro che, essendoci una bella differenza fra il Duce e i criminali di guerra nazisti, era probabile che lui da quel processo sarebbe uscito vivo, e magari “riabilitato” in tutto o in parte, come ti confermò Longo.
3. Quanto a Nenni, e a tanti altri capi antifascisti, non solo non diedero il loro consenso all’uccisione di Mussolini, ma non perdoneranno mai a Pertini quella ”esecuzione” che giudicavano di una degradante vigliaccheria. Tanto più che, se Pertini era vivo e sano, lo doveva in gran parte proprio a Mussolini. Quando difatti era stato a sua volta -alti e bassi della vita- nelle mani del Duce (era stato arrestato e condannato per cospirazione contro lo Stato) Pertini era gravemente ammalato di tubercolosi, malattia da cui all’epoca difficilmente si guariva da liberi, e figurarsi in prigione. Sarebbe stato facile dunque a Mussolini eliminare definitivamente questo suo accanito nemico, poiché nessuno si sarebbe sorpreso se in carcere la malattia avesse seguito il suo corso abituale, e magari Pertini fosse deceduto. E invece il Duce (sollecitato da Nenni, suo vecchio amico e conterraneo, anche se diventato suo avversario politico) gli fece fare cure così assidue ed efficaci da guarirlo completamente, al punto che Pertini è arrivato all’attuale età in condizioni di salute ed efficienza eccezionali. La galera non è un grande albergo e, se vi si entra sani, dopo un lungo soggiorno si esce quasi sempre malati se non -come suol dirsi- “coi piedi in avanti”. A Pertini invece successe esattamente il contrario: entrò gravemente malato e uscì, dopo quattordici anni, ben sano. Se quindi è potuto arrivare a quest’età e diventare Presidente della Repubblica lo deve, piaccia o no, alle cure che Mussolini gli aveva fatto fare non immaginando certo che, una quindicina d’anni dopo, proprio lui lo avrebbe fatto uccidere senza pietà. Ma Nenni non fu certo il solo ad indignarsi per quel massacro. Furono davvero in tanti: Ferruccio Parri, per citarne uno -che sarà poi a capo dei primi Governi dopo la Liberazione- lo definì “una macelleria messicana”, come riporta fra gli altri Mario Cervi.
4. Anche per l’esposizione di piazzale Loreto -che resta tuttora una macchia per la nostra Resistenza, e tanto ha danneggiato l’immagine dell’antifascismo e del popolo italiano- Pertini fu determinante. Pur volendo supporre che non abbia ordinato precisamente di appendere quei cadaveri per i piedi in quel piazzale (cosa comunque difficile da escludere avendo lui concepito e pilotato fin dall’inizio l’”operazione massacro”) non c’è dubbio che senza l’esecuzione non ci sarebbe potuta essere neanche l’esposizione. Vero è che lui ha poi cercato di giustificarsi sostenendo di essere intervenuto per farla finire. Ma in realtà ad intervenire, più che lui, fu Pietro Nenni, proprio nei suoi confronti e in modo durissimo. E così Pertini dovette muoversi a farli staccare, quei corpi, ma non lo fece certo a gran velocità, vista l’ulteriore durata dello spettacolo. Si tratta di un dettaglio ben conosciuto da chi visse da vicino queste cose, e mi consta personalmente poiché sono stato socio, in una casa editrice, proprio di colui che -a quel tempo ufficiale partigiano e tuttora ben vivo- aveva tolto materialmente i cadaveri da piazzale Loreto portandoli in luogo non esposto. Non bisogna dimenticare inoltre l’intervento del Cardinale di Milano Ildefonso Schuster, che in quei giorni si era interessato perché Mussolini si consegnasse spontaneamente, con garanzia della vita. Costui affermò: “Solo i barbari possono permettersi simili gesta” e si affrettò ad adoperarsi presso il comando partigiano perché lo spettacolo avesse fine; come testimonia fra gli altri Monsignor Angelo Majo, arciprete del Duomo di Milano.
5. Pertini fece dunque uccidere Mussolini contro la volontà degli Alleati e della gran parte dei capi della Resistenza, ingannando quegli stessi suoi compagni partigiani che avevano catturato il Duce e volevano che restasse ben vivo.
6. Sul perché Pertini avesse tanta fretta di uccidere Mussolini, che gli aveva salvata la vita e la salute, c’è da considerare che all’epoca molti pensavano, a torto o a ragione, che gli Alleati intendevano rimettere il Duce al vertice dello Stato italiano, sia pure con poteri limitati (come si regolarono ad esempio per il Giappone). Ma ciò avrebbe impedito che quella carica andasse invece (come in Jugoslavia per Tito e in Cina per Mao Tse Tung) a un capo partigiano, fra i quali uno dei favoriti era appunto Pertini. C’è poi il mistero dell’oro di Dongo, cioè del tesoro della Repubblica di Salò che Mussolini aveva con sé quando fu catturato, e che scomparve come nebbia al sole. Mistero che non sarebbe stato tale se Pertini non avesse fatto uccidere Mussolini. Quanti hanno cercato di testimoniare su quella sparizione sono stati tutti, a loro volta,“misteriosamente” uccisi.
7. Comunque Nenni non perdonerà mai il massacro del Duce, e finché lui ebbe peso nella vita politica italiana (e cioè fino ad una decina d’anni fa, prima che l’età lo prostrasse) Pertini fu condannato ad una specie di emarginazione tacita nel Partito Socialista e nella vita politica italiana, tanto da non avere incarichi politici di rilievo, neanche di semplice ministro. Era solo, in pratica, l’uomo politico più rappresentativo di Savona e della sezione socialista di quella città. Sezione che tuttavia -è emerso poi- è assai ben piazzata per avere la palma della più corrotta fra le sezioni provinciali di tutti i partiti politici italiani, compresa la Democrazia Cristiana; visto che diverse decine di suoi esponenti, dirigenti e membri sono stati messi in prigione o, comunque, incriminati per intrallazzi particolarmente vasti (caso Teardi). Solo quando Nenni, invecchiato, perse autorità, Pertini poté riemergere ed avere la carica di Presidente della Camera, da cui è poi passato a Presidente della Repubblica raggiungendo finalmente il vertice dello Stato, sia pure con tre decenni di ritardo. E quando, dopo qualche tempo, qualcuno ventilò l’opportunità di una sua dimissione, Pertini replicò: “Hic manebo optime”. Esattamente come aveva
risposto a suo tempo Mussolini… Tutto ciò può sorprendere chi è abituato all’immagine agiografica di Pertini abitualmente diffusa dai mass media, in Italia e altrove. Ma questa immagine, che pare messa a punto con estrema cura, si spiega considerando i potenti e vasti interessi che si servono di essa come efficace copertura dei gravissimi abusi che prosperano in Italia su vasta scala. Ma la realtà storica -ed io sono il primo a dispiacermene come italiano- è ben diversa, e non a caso ha reso improponibile l’assegnazione a Pertini di un premio Nobel per la pace, che pure era stata ventilata; o che fosse lui a celebrare, con un discorso ufficiale al Parlamento europeo, la fine della guerra e la riconciliazione generale… Il più bello è che poi Pertini si prende la libertà di definire “assassino” uno come Scalzone che, fino a prova contraria, non ha mai ucciso nessuno, e del resto non è mai stato incolpato di questo. Che cosa fu, quello di Pertini ai danni di Mussolini, se non l’assassinio “politico” di un prigioniero indifeso? Il quale, per di più, quando lo aveva avuto a sua volta in suo potere gli aveva salvato la vita e la salute, facendolo curare come lui stesso non aveva saputo fare? E’ giusto che i lettori de “Le Monde” queste cose vengano a saperle, appunto per obiettività e completezza di informazione.

Con vive cordialità. – Stefano Surace”.

Bell’eroe si è scelto la signora Pia, vero? E il signor Barbieri, cioè quello del “diverso parere è una ricchezza”, come ha reagito all’enorme mole di materiale storico incontrovertibile che gli ho inviato? Da buon antifascista, naturalmente, ovvero, cancellando i miei commenti e lasciandone inserire un altro, disgustoso, con il quale una gentile baldracca si lamentava del “revisionismo” storico che ha portato ad istituire una giornata per il ricordo delle vittime delle foibe!
Di che ci stupiamo? Gli antifascisti di ogni risma hanno sempre preferito associarsi ai peggiori criminali ed assassini della Storia, fingendosi ipocritamente contro le dittature ed i soprusi… Lenin, Stalin, Mao, Tito, Castro… Tutto fa brodo per questi mascalzoni e vigliacchi, che per giunta hanno la faccia tosta di richiamarsi ai “valori” di libertà, democrazia e tolleranza, nonché a quella Costituzione che loro stessi calpestano ogni giorno, credendo forse che termini con le Disposizioni Transitorie, cioè gli unici passi sui quali sono molto ferrati (ma non troppo, perché ancora non capiscono come mai un movimento come il nostro sia legale da 21 anni). Godetevi, quindi, i vostri blog, le vostre diffamazioni ed i vostri assassini. Noi, per fortuna, abbiamo altri eroi!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

ANNO NUOVO, VITA VECCHIA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – GENNAIO 2012)

25 marzo 2012

Inizia un nuovo anno… Come di consueto, nei nostri brindisi di fine anno, ci si augura che sia migliore di quello passato, anche se, passata l’euforia dei festeggiamenti, ci si avvede subito che ben difficilmente potranno cambiare le cose, sia a livello personale, sia a livello politico. Crisi finanziaria gestita dagli stessi loschi individui che l’hanno creata, gente comune sempre più in difficoltà per campare, sante ed intoccabili caste sempre più lontane dalla vita reale e dai bisogni dei poveri cristi… Per non parlare di un mondo politico stomachevole, sempre più arroccato a difesa di privilegi e favoritismi veramente immondi. E il popolo bue cosa fa? Nulla… Anzi, gli italici Pulcinella si congratulano con il giudeo – massone Monti che li sta riducendo alla fame (ma almeno lui, per Diana, non scopa come Berlusconi!) e si scannano fra loro accusandosi reciprocamente di essere evasori fiscali, fascisti (questa accusa non manca mai, fateci caso!), razzisti, qualunquisti, lobbysti…
Come capita in tutti le colonie del mondo, composte da cittadini fieri e lieti di essere servi e lacchè dell’invasore di turno, non si cercano soluzioni per uscire dalla crisi e levarsi dalle palle una classe politica a di banchieri dediti al parassitismo, ma si perde tempo a lanciarsi reciproche accuse demenziali. I dipendenti tuonano contro gli autonomi perché evadono il fisco, gi avvocati fanno il diavolo a quattro per mantenere i loro schifosi privilegi e per continuare a depredare le risorse dei poveracci che capitano fra le loro grinfie, i magistrati si scagliano contro chiunque osi pretendere che paghino per i propri errori come tutte le altre categorie di cittadini, i politicanti di indignano quando qualcuno minaccia di toccare i loro “diritti acquisiti”, e via discorrendo… L’unica volta in cui i pulcinella italici trovano un accordo è quando si tratta di respingere i Fascisti! Come per magia, preti e comunisti, manager e operai, ricchi e poveri, fanno una vera e propria gara d’ignoranza per vincere il titolo di miglior antifascista, il che dimostra, in realtà, quanto basso sia il loro quoziente intellettivo. Invece di guardare alla Storia Patria per reintrodurre ricette già sperimentate da uomini come Mussolini ed Hitler per sganciarsi dalla rapacità di banchieri e politicanti da strapazzo, godono nel mostrarsi lacchè di quelli che li abbatterono per permettere al mondo della finanza occulta, del giudaismo e della massoneria di creare il mondo che vediamo oggi, ovvero quello in cui la vita di tutti noi viene sacrificata nel sommo interesse delle banche e delle speculazioni finanziarie. Verrebbe da dirgli: “Bravi coglioni antifascisti, godetevi il mondo che avete costruito”, se non fosse per il fatto che anche noi con il cervello a posto, siamo costretti a vivere nello stesso mondo, con pochissime possibilità di cambiarlo, fra l’altro! E proprio ad ogni inizio anno, il popolo di Pulcinella lobotomizzati per diventare fieri antifascisti, mette in mostra tutta la sua fierezza di essere schiavo celebrando la famosa “giornata della memoria”, ovvero una giornata (che ormai si dilata a tutto il mese!) nella quale celebrare il mai avvenuto “olocausto” ed i mai morti “6 milioni di ebrei”! Tutti in fila, con la lacrimuccia pronta, i nostri eterni lacchè piagnucolano davanti a filmetti di quart’ordine che raccontano episodi inventati di sana pianta che parlano di deportazioni, sofferenze e nefandezze varie… Ovviamente tutte compiute ai danni del popolo ebraico da parte di criminali nazifascisti assetati di sangue! Ora, prescindendo per un attimo dal fatto che l’olocausto sia una bufala, quand’anche fosse un fatto reale e documentato, perché noi italiani dovremmo darci tanta pena per celebrarlo in pompa magna, dall’ultimo dei cittadini fino al Presidente della Repubblica?
Avete mai visto qualcuno in Israele, o in Tanzania, o in Brasile, piagnucolare per un mese ricordando i cittadini di Dresda bruciati vivi dalle bombe al fosforo dei criminali alleati? Avete mai visto qualcuno al di fuori del Giappone ricordare i due atti più criminali che la Storia ricordi, ovvero le atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki? Credete che ci siano molte nazioni che ricordano con commozione tutti gli italiani deportati nei campi di concentramento alleati, tipo Coltano o Hereford in Texas? E il genocidio degli Armeni? E quello dei Pellirosse americani? Per non parlare delle Foibe, che verranno ricordate alla chetichella nel mese di febbraio, in un contorno di distinguo, proteste e manifestazioni contrarie inscenate da tutto il pattume comunista che non siamo mai riusciti ad eliminare come si dovrebbe!
Ogni popolo ricorda i suoi lutti, e spesso preferisce dimenticarli per mostrarsi degno servitore di altri padroni… Ma solo per quanto riguarda gli ebrei vige una sorta di obbligo morale a celebrare fatti luttuosi per lo più mai avvenuti. Ci sarebbe da chiedersi quando italiani ed europei in genere si sveglieranno, ma la risposta la conosciamo, purtroppo. Qui ci si limita ad un contributo alla memoria vera, pubblicando a seguire documenti noti da decenni (ma ignorati) che sbugiardano le bufale ebraiche… Buona lettura ai cervelli pensanti.

Carlo Gariglio

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Olocausto: bugie, miti, falsità e beffe

“Ho  verificato il testo “La Seconda Guerra Mondiale” di Churchill e l’asserzione è del tutto corretta: neanche una sola menzione delle camere a gas dei Nazisti, del “genocidio” degli ebrei, o di 6.000.000 di ebrei vittime della guerra. Questo è sorprendente. Come può essere spiegato?  La “Crociata in Europa” di Eisenhower è un libro di 559 pagine; i sei volumi della “Seconda Guerra Mondiale” di Churchill hanno 4.448 pagine; i tre volumi “Memorie di guerra” di De Gaulle, hanno in totale 2054 pagine. In questa massa di  scritti, che ammonta complessivamente a 7.061 pagine (non incluse le parti introduttive), pubblicate fra il 1948 e il 1959, non si trova alcuna menzione né delle “camere a gas” dei Nazisti, né del  “genocidio” degli ebrei, o di “6.000.000” di vittime ebree della guerra.”

(Richard Lynn, professore emerito,University of Ulster, 5 dicembre 2005)

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Che dire sulla popolazione ebraica? Secondo il libro World Almanac, aumentò di 584.549 unità tra il 1941 ed il 1948. Quindi, in questo caso, dove sono andati a finire  i 6.000.000 di morti?
Un possibile chiarimento è che 584,549 ebrei scomparvero, e poi riapparvero dopo “l’olocausto”, al fine di qualificarsi per le “riparazioni di guerra”  contro una nazione che né gli ebrei, né Israele, avevano mai avuto come nemica di guerra. In altre parole, gli ebrei che non ammettevano di essere ebrei durante la guerra, improvvisamente hanno ammesso di esserlo quando il denaro veniva consegnato.

 Gli almanacchi mondiali contestano le bugie ebraiche

I seguenti dati dalle edizioni del 1929, 1942, 1947 e 1963 del World Almanac  e del  “Book of Facts” pubblicati dal New York World Telegram, alle pagine 727, 849, 748, e 441, rispettivamente, e dalla edizione del 1996 pubblicata da “Funk & Wagnalls”, pg. 646, dimostrano che sei milioni di ebrei non morirono  nei campi di concentramento nazisti.
Mentre è vero che il numero degli ebrei in Europa diminuì da 10 a 9,4 milioni tra il 1928 e il 1941, anche l’intera popolazione ebraica nel resto del mondo diminuì, e gran parte di ciò avvenne prima che avessero potuto essere sterminati nei campi.
Tutti gli almanacchi del  mondo dimostrano che durante la Seconda Guerra Mondiale il numero degli ebrei in Europa è rimasto invariato, ma il libro “Britannica Book of the Year” riferisce che il numero di ebrei nel mondo è aumentato di 600.000 unità, pari al 4%.
Come potrebbero  6 milioni di ebrei (40% di tutti gli ebrei del mondo e il 64% di quelli in Europa) essere  morti durante l’Olocausto se la loro popolazione mondiale è aumentata  del 4%?

NOTIZIE FLASH! CINQUE MILIONI DI EBREI SPARISCONO

Tra il 1988 e il 2000, secondo fonti ebraiche, la popolazione mondiale di ebrei calò da 18,1 a 13,2 milioni. Finalmente gli ebrei hanno la prova di un vero OLOCAUSTO! Ma non c’era la guerra. I Nazisti sono scomparsi da molto. Nel bel mezzo della pace, gli ebrei persero 4,9 milioni di persone, ed ancora non sono stati in grado di individuarli.  Potrebbe essere che abbiano bisogno di una guerra in Iraq per aumentare la popolazione ebraica di nuovo a 18 milioni? Oltre a questo, la stima del 2000 della popolazione ebraica del mondo comprende 6,7 milioni negli Stati Uniti, quando in realtà lì potevano essercene solo 5,2 milioni. Gli ebrei negli Stati Uniti, con tutte le moderne tecniche per il conteggio delle popolazioni e la gestione delle liste di appartenenza, un sistema postale di prima classe, nessuna guerra, o insurrezione, o forni a gas, o fosse comuni, erano in grado di definire la loro popolazione con un margine di errore inferiore a 1,5 milioni di unità – un errore del 29%!
“La credibilità dello studio è diventato un problema lo scorso ottobre dopo che una parte delle sue conclusioni sulla popolazione è stata pubblicata e poi ritirata perché alcuni dati non sono stati presi in considerazione nel valutare 5,2 milioni di abitanti. Allo stesso tempo, un altro studio condotto da un gruppo di San Francisco – utilizzando una definizione più ampia di chi era ebreo ha stabilito che  la popolazione era di 6,7 milioni. Però dopo aver rielaborato le prove, UJC ha detto che erano intorno ai 5,2 milioni ”.
Queste persone, che non hanno il cervello per utilizzare le moderne tecniche per stimare la propria popolazione con un’approssimazione di 6,4 milioni di individui in tempo di pace, sono le stesse persone che hanno sostenuto di sapere esattamente, per certo, senza alcun dubbio, con assoluta certezza (e che hanno crocifisso centinaia o migliaia di persone per averlo negato), che 6 milioni di ebrei erano scomparsi durante la persecuzione nazista, la guerra mondiale, una migrazione massiccia di ebrei, e la morte o la scomparsa di 264 milioni di cristiani!

307 CRISTIANI MORTI PER OGNI EBREO MORTO

Perché i riferimenti affidabili come l’Enciclopedia Britannica comunicano che ci sono  447.274 ebrei in più nel 1948, dopo la guerra, rispetto al 1933 prima della guerra? Perché c’erano 264 milioni di cristiani in MENO nel mondo nel 1948? (un evento che ha ridotto la popolazione dell’Europa di oltre il 25%). Se i World Almanacs del 1942  e 1949 sono corretti (c’erano 15,2 milioni gli ebrei nel mondo nel 1941 e 15,75 milioni nel 1948) e se l’incremento demografico naturale degli ebrei fosse stato ad un ritmo senza precedenti (senza precedenti in particolare per gli ebrei) dell’1,5% all’anno per sei anni, nel 1947 ci sarebbero stati 16,6 milioni gli ebrei, più di 850.000 riportati da questi riferimenti imparziali.
Molti ebrei sostengono che la seconda guerra mondiale fu combattuta per “salvare gli ebrei dai nazisti”. Noi abbiamo diritto poi in tal caso, a chiedere quanti Cristiani devono essere sacrificati per ogni ebreo salvato, particolarmente quando sono stati 307 i cristiani morti per ogni Ebreo morto.

261 MILIONI DI CRISTIANI MORTI IN EUROPA E RUSSIA

La seconda guerra mondiale ha ridotto la popolazione totale d’Europa di oltre il 25% o 150 milioni, da 542 milioni nel 1940 a 392 milioni  nel 1950. Se la popolazione ebraica in Europa fosse diminuita del 25%, o 2,5 milioni di unità, ci sarebbero stati solo 12,8 milioni gli ebrei in tutto il mondo nel 1946. Se l’almanacco del 1946 è corretto, allora c’erano 3 milioni di ebrei in più che nel 1946 e ancor più nel 1950. Ciò significherebbe che la popolazione ebraica è aumentata nello stesso tempo in cui le popolazioni europea e cristiana sono diminuite. E questo suggerisce che i Nazisti hanno fatto un lavoro migliore nel proteggere gli ebrei che non nel proteggere i cristiani, o, al contrario, che i cristiani sono stati perseguitati dai Nazisti, e non gli ebrei.
Ci sono stati senza dubbio ebrei che furono trattati ingiustamente durante la seconda guerra mondiale, perché la guerra è così. Ma se questi dati non indicano che i nazisti hanno trattato gli ebrei in modo molto più giusto di quanto abbiano trattato i Cristiani od altri Europei, dimostrano sicuramente che gli ebrei sono morti ad un tasso molto inferiore rispetto ai cristiani.
Se meno di 2,5 milioni di ebrei fossero morti durante la seconda guerra mondiale, sarebbero morti ad un tasso inferiore rispetto a tutto il resto d’Europa. Ma c’erano 584.549 ebrei in più dopo  la seconda guerra mondiale rispetto a prima della guerra .
Persino nel 1990, la popolazione europea di 501 milioni è stata ancora del 7% più bassa di quanto lo fosse nel 1940. Ma la popolazione mondiale degli ebrei nel 1988 era 18,08 milioni, l’85% in più rispetto ai 9,8 milioni che gli inventori dell’olocausto sostenevano fossero vivi nel 1946, e il 55% superiore al valore di 11,63 milioni dell’Almanacco del 1955.
Nessuno, neppure gli ebrei, discutono il fatto che meno della metà della popolazione dei campi di concentramento fossero ebrei. Da chi era composta l’altra metà? Cristiani. Anche se si accetta la storia dell’Olocausto nel suo insieme come fatto storico, rimane il fatto che furono 25 volte in  più i morti cristiani di quelli ebrei. Molti di questi cristiani sono morti durante la difesa delle loro case e terre, piuttosto che nei campi di concentramento dove venivano ammassati gli ebrei dopo che essi stessi avevano esercitato pressioni e ottenuto leggi per il controllo delle armi in Germania prima della guerra, proprio come stanno facendo ora negli Stati Uniti.

I nazisti non avrebbero potuto provocare la diminuzione del 40% degli ebrei

Anche se rifiutate i dati degli Almanacchi mondiali, è ancora impossibile che i nazisti abbiano causato una riduzione del 40% del numero di ebrei in tutto il mondo. Per accettare che 6 milioni di 15,2 milioni di ebrei in tutto il mondo sono morti in un Olocausto, si dovrebbe credere che la popolazione ebraica era solo 9,2 milioni nel 1946, il che richiederebbe di credere che il tasso di incremento demografico sarebbe improvvisamente aumentato di un inedito 1,9% per anno dopo la seconda guerra mondiale, fino a raggiungere i 12,9 milioni nel 1963. Cosa che richiederebbero di credere che la tendenza al ribasso della popolazione ebraica prima della seconda guerra mondiale, sia cambiata improvvisamente in una tendenza drasticamente in aumento. Per quale ragione credereste che una tale tendenza potrebbe cambiare in modo così drastico? La popolazione degli ebrei in Europa è diminuito drasticamente, da 10 milioni del 1928 a 1,8 milioni del 1994, ma 7,6 milioni degli 8,2 milioni di diminuzione avvenne dopo la guerra, il che significa che questo è il risultato dell’emigrazione, piuttosto che di uno sterminio. Come potrebbe la popolazione mondiale degli ebrei aumentare quando c’erano tante pressioni sul popolo ebraico a lasciare l’Europa? E perché noi permettiamo così a molti di loro di venire in Nord America?

Il vero OLOCAUSTO ebraico è stato prima della Seconda Guerra Mondiale

La popolazione mondiale ebraica è diminuita del 17% tra il 1946 e il 1994, lo stesso tasso di calo dello 0,2% per anno registrato durante il periodo della “non-guerra” tra il 1928 e il 1941, prima dell’Olocausto. Ma questo era dopo l’Olocausto presunto. Anche se il 1941 stima di 15,2 milioni nel mondo gli ebrei non avevano preso in considerazione quelli che sono morti per mano dei nazisti, questa cifra non sarebbe stata molto diversa. C’erano solo 26.000 ebrei nei campi di concentramento nel 1938, e anche se fossero tutti sterminati (e non abbiamo prove che lo siano stati), ci sarebbero stati ancora 15,2 milioni di ebrei nel mondo nel 1941. Se la tendenza al ribasso del totale della popolazione ebraica, che si è verificata prima che l’Olocausto fosse continuato allo stesso ritmo, allora non ci sarebbero stati 13,5 milioni gli ebrei nel mondo nel 1994 – esattamente il numero del almanacco. In altre parole, questa è solida prova statistica che la popolazione mondiale di ebrei era conosciuta per essere decrescente prima che il mondo abbia mai sentito il termine “olocausto ebraico”, ora chiamato “Shoah”. Non è sorprendente che la riduzione della popolazione ebraica fosse  già iniziata prima della beffa dell’Olocausto, visto che l’odiosa natura del Talmud è ormai conosciuta da più persone in tutto il mondo.

Lo shock della REALTÀ

Rendersi conto che così tanti americani sono stati così seriamente deviati da una tale bufala ben calcolata, richiede un rivisitazione attenta della nostra intera visione del mondo. Willie Martin offre un punto di vista, ma tale vista scuote i sensi così gravemente che è necessario un modo per riprendersi. Egli fornisce maggiori dettagli rispetto a quelli disponibili in almanacchi più semplici, il che rende la sua stima più accurata, ma la rende anche più difficile da verificare. Se ci siamo basati esclusivamente su grandi numeri negli almanacchi,  poche centinaia di migliaia di ebrei avrebbero potuto morire nei campi di concentramento nazisti senza che noi lo sapessimo. Anche così, è impossibile che mezzo milione di ebrei morirono nei campi, tanto meno 6 milioni. Gli almanacchi sono quindi sufficienti a confermare la sua tesi.

Costi sociali di questa bufala

A causa di questa beffa colossale, gli americani non riuscirono a tener conto degli avvertimenti dei nostri Antenati e della Sacra Bibbia e ci hanno fatto abbassare la guardia. Abbiamo permesso agli ebrei di diventare giudici e politici, senza nemmeno richiedere loro di mettere le loro mani sulla Sacra Bibbia e giurare davanti a Dio per sostenere la Costituzione degli Stati Uniti, i giudici che possono prestare il giuramento e recitare il Kol Nidrei il giorno dopo per annullare tutti i giuramenti e le promesse (Una delle più importanti preghiere ebraiche è Kol Nidrei, declamata dopo le parole di apertura della prima preghiera, che cancella ogni promessa e giuramento). Non abbiamo idea di come ormai molti di loro sostengano il Talmud al posto dei nostri principi fondanti. Abbiamo inviato 130 miliardi dollari a Israele, 30.000 dollari per uomo, donna e bambino in Israele, anche se loro hanno i soldi in banca e noi siamo squattrinati. Abbiamo incoraggiato risarcimenti dalla Germania agli ebrei per decine di miliardi di dollari, quando potrebbe essere lo stesso popolo tedesco che dovrebbe ricevere risarcimenti da questi bugiardi esperti di tutto il mondo.

PERDITA della libertà DI PAROLA

Il peggior effetto di questa truffa colossale è il problema che ha causato con la libertà di parola negli Stati Uniti. Non possiamo criticare o addirittura parlare di ebrei per paura innata che un’analisi critica dei fatti possa in qualche modo immediatamente sottoporli a un altro Olocausto e uccidere 6 milioni in più di loro. La convinzione di molti americani che l’Olocausto è stato un evento così atroce, rende soggetti coloro che osano confrontare le statistiche dei fatti e di ridicolizzare, ad insulti razziali e odio di tutti i tipi. E’ facile per i critici accusare chiunque osi mettere in discussione il fatto di essere “antisemita”, “neo-nazisti”, e “odioso”, e non è così facile spiegare che non “odio” gli ebrei solo perché sono bugiardi colossali. Coloro che sostengono di essere più preoccupati dal fatto che 46 milioni dei vostri fratelli cristiani siano morti, oltre che una certa percentuale non specificata di ebrei, sono “antisemiti”. Così, il numero di americani disposti a parlare e difendere la loro eredità cristiana è pietosamente piccolo.

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Il materiale pubblicato è stato ricavato dai seguenti siti:

http://www.captiveminds.org/exzn/hhoax.htm

http://www.jewwatch.com/jew-holocaust-lies-hoax-frauds-blackflagops-hoaxarchive.html

Esisteva un terzo sito, http://www.christianparty.net/holocaust.htm, dal quale è stato ricavato parte di quello che abbiamo pubblicato nel precedente articolo (ecco da cosa deriva l’impronta nettamente cristiana che si evince da molti commenti), sul quale si trovavano anche fotografie molto interessanti che evidenziavano le fole olocaustiche… Purtroppo, come spesso accade ai siti che sbugiardano la lobby ebraica, esso è scomparso nel nulla… Sarà stato un ulteriore regalo agli ebrei per meglio celebrare la loro giornata della (scarsa) memoria.
Ad ogni modo, esistono decine di siti che pubblicano informazioni come queste, e lo fanno non da oggi ma da decenni… Chissà come mai i tanti cialtroni che si definiscono a vario titolo “storici”, “giornalisti” ed uomini di “cultura” varia, non prendono atto delle informazioni ivi contenute, tentando magari di confutarle con argomentazioni serie… Saremmo molto curiosi di assistere ad un dibattito serio intorno ai dati statistici (inconfutabili) che abbiamo riportato, piuttosto che ad un filmetto dell’incapace Roberto Benigni!
A conclusione, desidero ringraziare la Camerata Costina Glodeanu della federazione di Bari, per l’aiuto fornito nel tradurre il materiale pubblicato; ho preferito lasciare a pag. 2 la tabella in inglese, per evitare fraintendimenti nella traduzione dei libri citati.

 Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

CHISSA’ COME MAI NESSUN “MEDIA” NE PARLA…

10 marzo 2012

Nella speranza di contribuire al risveglio delle coscienze e dei cervelli del nostro popolo di Pulcinella, ripubblico un interssante articolo giuntomi via mail.

Alla faccia dei tanti coglioni che continuano ancora a gridare contro Berlusconi e che giudicano il giudeo-massone Monti come un “salvatore”!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

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Crisi: i governi stanno per firmare la nascita di una nuova intoccabile Casta di burocrati europei: lo ESM

Nello spiegare la rinuncia alle Olimpiadi il premier Monti affermò sibillino: “Lo sapete, abbiamo davanti vent’anni di sacrifici…”.
In verità non lo sapevamo, ma cominciamo a capire perchè. Il governo italiano, come gli altri governi dell’area euro, sta per firmare un trattato che sancirà la nascita di una nuova istituzione finanziaria: La ESM (oppure MES se volete..), il “Meccanismo Europeo di Stabilità”, una sorta di FMI o Banca Mondiale in versione europea, che dovrebbe garantire la solvibilità degli Stati rispetto ai buchi della crisi finanziaria in corso.
In apparenza niente di male, anzi uno strumento finanziario per fronteggiare l’emergenza. In realtà ci sono molti motivi di preoccupazione, io ne sottolineo in particolare due:

1) Non si sta parlando di un governo democratico dell’Europa che affronta le sfide economiche con la fiscalità generale e un controllo pubblico delle scelte politiche ed economiche. Ma di un ente per niente trasparente e praticamente incontrollabile, quasi un istituto privato (secondo la stessa logica del FMI) che lega il sostegno finanziario a una sorta di commissariamento delle democrazie nazionali. Sui servizi pubblici, sulle politiche del lavoro, sulle politiche fiscali non ci sarà possibilità di scelta, ma saranno fondamentalmente imposte: praticamente la formalizzazione di quello che sta succedendo alla Grecia.
E tutto questo senza mettere invece limiti e regole ai meccanismi di finanza speculativa per cui c’è gente che continua ad arricchirsi sulla devastazione sociale di interi paesi.

2) Con l’ESM si crea una nuova Casta di Burocrati che, come dicevo, saranno fuori da ogni controllo: il trattato stabilisce che i “beni, le proprietà e le disponibilità del ESM ovunque si trovino e da chiunque siano detenute “godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il ESM rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito” e “non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative”.

In pratica i nuovi signori dell’Europa non li potrà controllare nessuno. Se ci condurranno per mano al disastro per speculare sui nostri sacrifici ce ne accorgeremo solo a cose fatte, perchè prima nemmeno la stampa avrà le informazioni necessarie a capire e ascolteremo solo balle… E poi chi ci assicura che persone di così grande potere senza controllo saranno immuni ai fenomeni di corruzione!? Come se in Italia non avremo già fatto abbastanza esperienza…

Fonte:I Segreti della Casta

Tratto da: Crisi: i governi stanno per firmare la nascita di una nuova intoccabile Casta di burocrati europei: lo ESM | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/02/28/crisi-i-governi-stanno-per-firmare-la-nascita-di-una-nuova-intoccabile-casta-di-burocrati-europei-lo-esm/#ixzz1niIZFBIM

- Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

http://www.informarexresistere.fr/2012/02/28/crisi-i-governi-stanno-per-firmare-la-nascita-di-una-nuova-intoccabile-casta-di-burocrati-europei-lo-esm/#axzz1nfbeu3dr

LA SINDROME DELLA FOGNA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – DICEMBRE 2011)

23 gennaio 2012

Analizzando gli avvenimenti degli ultimi tempi, mi sto convincendo sempre più del fatto che molti appartenenti alla cosiddetta area (ivi compresi, in questo caso, alcuni membri del MFL-PSN), a forza di sentirsi gridare: “tornate nelle fogne”, si siano convinti di dovere per forza difendere posizioni ed azioni indifendibili, in nome di un malinteso senso del cameratismo.

Mi spiego meglio; di recente abbiamo visto squallidi episodi di cronaca nera avere come protagonisti dei sedicenti Fascisti, alcuni arrestati per avere costituito un gruppuscolo dedito esclusivamente alla violenza ed alla minaccia, altri per avere assaltato a Torino un campo rom al fine di difendere l’onore di una ragazza sedicenne stuprata (che però si era inventata tutto, allo scopo di nascondere la sua relazione con un maggiorenne tutt’altro che rom!) ed infine, un ultimo folle che, a Firenze, si è messo a sparare a casaccio e senza motivo su immigrati senegalesi, per poi togliersi la vita a sua volta. In tutti questi casi, pur essendo evidente la totale estraneità di certi comportamenti al nostro mondo, qualcuno si è sentito in dovere di difendere e giustificare gli autori dei misfatti… Persino il folle di Firenze è stato definito da alcuni “un Camerata che ha sbagliato”! Ora, non so voi, ma il sottoscritto prima di etichettare qualcuno come “Camerata”, pretende un minimo di adesione a valori storici, politici e sociali comuni, nonché un valido aiuto nella battaglia ormai ventennale che ho intrapreso in nome del MFL-PSN… Non esistono “Camerati” che danno il loro apporto a sigle diverse, o che se ne stanno tranquillamente in poltrona senza esporsi, limitandosi a qualche messaggio sotto falso nome su Facebook o forum vari; così come non esistono “Camerati” che sfogano le loro frustrazioni sul negro o sul rom di turno, senza motivo alcuno e senza la benché minima provocazione che possa, almeno in parte, giustificarli. Intendiamoci, il sottoscritto è tutt’altro che un benpensante che ha fiducia nella giustizia e nelle istituzioni, o uno di quelli che fanno a gara per dimostrarsi cattolici osservanti, sempre pronti a perdonare qualsiasi offesa e qualsiasi delitto. Io sono un fanatico assertore della pena di morte, così come sono favorevolissimo alla giustizia sommaria nel caso di arbitrio che dovesse colpire me o i miei cari, ma sono abbastanza intelligente per comprendere che prima della parola “sommaria”, viene la parola “giustizia”. Dunque ritengo intollerabile qualsiasi violenza contro chi ha un colore della pelle diverso dal mio, o crede in un altro Dio, o ancora si batte per ideali diversi dai miei, se non per reagire ad una violenza precedente… E naturalmente, nel mio concetto di giustizia sommaria, non è compresa la vendetta a casaccio su persone appartenenti allo stesso gruppo etnico o religioso del colpevole, ma solo quella contro i colpevoli stessi. Per farmi meglio capire dalle tante zucche vuote che infestano l’area e che catalogano le persone in base al colore, all’etnia ed al credo religioso, mi avvarrò di esempi molto banali; siete contenti, cari lettori italiani e fieri di esserlo, quando qualche cialtrone straniero vi etichetta come “mafiosi”, o vi sfotte con le solite litanie a base di “italiani spaghetti, pizza e mandolino”? Oppure, senza cercare l’offesa dallo straniero e limitandosi ai nostri cari pregiudizi italiani, siete contenti voi sardi quando qualcuno sostiene che vi accoppiate con le pecore o che sapete solo vivere con i rapimenti? E voi siciliani, napoletani e pugliesi, come vi sentite quando vi etichettano tutti come mafiosi, camorristi o membri della sacra corona unita? Se tutti ci mettessimo a ragionare in base a questi stereotipi assurdi che generalizzano brutalmente questioni reali, non dovremmo stupirci se qualcuno che ha avuto problemi con la mafia sparasse al primo palermitano che incontra, o se un congiunto di un rapito dall’anonima sequestri sarda aggredisse il primo cagliaritano che passa… Indi, se ai più è evidente l’assurdità di un simile modo di ragionare, mi piacerebbe capire perché la stessa assurdità non venga riconosciuta nei comportamenti e nelle parole di quanti blaterano a vanvera di superiorità dei bianchi, di necessità di lottare contro gli islamici e di aggressioni ai danni di chi, a vario titolo, viene identificato come “nemico”. Quanto vado qui denunciando accade, del resto, da sempre… Anni fa venne stuprata ed uccisa, a Roma, la moglie di un ufficiale di marina da uno sbandato di etnia rom; poche ore dopo, vari cialtroni borgatari di Roma, che cercavano come di consueto una scusa per darsi alla violenza, aggredirono a caso alcuni romeni (che con i rom c’entrano come i cavoli a merenda!), arrivando a percuotere una famiglia con figli piccoli al seguito che stava facendo semplicemente la spesa. Più di recente, il solito borgataro amante della violenza da stadio, uccise con un pugno diretto al volto un’infermiera romena, colpevole di avere litigato con lui… Anche in questo caso, molti “camerati” colpiti dalla sindrome della fogna, blaterarono a vanvera intorno alla presunta arroganza dei romeni in certi quartieri della Capitale e non… Dunque, se i romeni sfaccendati che popolano i nostri bar fin dal mattino, infastidendo la gente per bene, sono diventati un problema, dovremmo sentirci autorizzati ad ammazzare la prima romena che incontriamo, magari per giunta un’onesta lavoratrice che non ha nulla a che fare con le varie gang di delinquenti presenti nel nostro Paese? E se in molte città d’Italia gli spacciatori agli angoli delle strade sono negri o magrebini, dobbiamo metterci a fare come il cerebroleso di Firenze, che ha sparato a casaccio su tutti i senegalesi che incontrava? Francamente, mi rifiuto di pensare che esistano persone, specie se “camerati”, disposti a ragionare e ad agire così! Certo, non possiamo attenderci lucidità di analisi da quei ritardati mentali funzionali al regime, che frequentano il forum per ritardati come loro chiamato “Stormfront”… Questa congrega di idioti, da tempo, sta attirando su tutti i Camerati seri i fulmini del regime e dell’opinione pubblica, a causa di commenti demenziali che plaudono a gesti come quelli di Firenze o addirittura del norvegese Brevik… Su questo ritrovo di pattume, trovano posto i razzisti all’amatriciana in stile americano, ovvero quelli che dopo essersi autoproclamati di pura razza bianca, irridono ai membri di altre razze umane e predicano la loro sottomissione ai bianchi. Molti di questi idioti sono italiani, e per giunta del Sud… Chissà se qualcuno ha mai spiegato loro che per i razzisti storici americani gli italiani, specie se del Sud, sono equiparati ai negri come razza “inferiore”! Questa gente infesta la cosiddetta “area” da tempo, costringendo quelli come noi a fatiche improbe per dimostrare che i veri Fascisti e nazionalsocialisti siamo noi e non loro… Persino sul sito del WUNS a cui abbiamo aderito come MFL-PSN (Unione mondiale dei nazionalsocialisti), sono presenti a decine gli idioti che fondano partiti “nazisti” magari in Bolivia o in Venezuela, mettendosi poi a predicare la necessità di ripulire la Nazione dai non bianchi per assegnare la supremazia a loro! Sarebbe a malapena il caso di ricordare a questi dementi che molti negri combatterono in divisa della Wehrmacht e persino delle Waffen SS, a favore della Germania nazionalsocialista, ove mai nessun negro venne aggredito o rinchiuso in quanto tale, così come sarebbe bello fargli conoscere alcune interviste di negri americani rilasciate durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, nelle quali molti di loro lodarono lo Stato Hitleriano perché trattava i negri molto meglio dell’infame Stato denominato USA… Lo stesso Jesse Owens smentì la favola che circola tuttora, secondo la quale il Fuhrer rifiutò di stringergli la mano dopo le sue vittorie. Per quanti non mi credono e sono contemporaneamente refrattari alle letture, consiglio una visita al famoso sito di filmati chiamato “Youtube”; con una semplice ricerca potrà trovare decine di immagini storiche che parlano dei negri inquadrati nelle truppe tedesche durante la II Guerra Mondiale. Ma la cosa che è certamente più difficile da fare capire ai tanti coglioni che predicano la supremazia razziale bianca nel continente americano, è che qualsiasi indio locale o pellerossa, ha molti più diritti di rivendicare un ruolo superiore di quanti non ne abbiano loro, figli di invasori assassini che hanno depredato le popolazioni dell’America del Nord e del Sud di terre, diritti ed averi, sostituendosi con la violenza e l’inganno ai legittimi proprietari dei territori ed importando, in aggiunta, dei poveracci negri per utilizzarli come schiavi! Sarebbero, quindi, molto più giustificati i discendenti dei veri nativi americani se si mettessero a sparare contro chiunque abbia una carnagione bianca, che non questi ultimi quando sproloquiano intorno alla loro presunta superiorità razziale! E se qualcuno di noi europei potrebbe avere delle ragioni opponendosi all’invasione di popoli e razze che con l’Europa non hanno mai avuto nulla a che fare, quelle stesse ragioni non le hanno certo gli americani del Nord e del Sud, essendo loro per il continente americano quello che rappresentano i negri per quello europeo: degli estranei insediatisi successivamente come ospiti più o meno graditi.

Terminato così di perdere tempo per demolire le argomentazioni di certi coglioni razzisti, torno sulle questioni interne italiane ed europee, suggerendo a certi miei incauti Camerati di imparare a considerare le persone in base ai loro comportamenti, lasciando da parte colore della pelle e religione. Io non tollero sul mio suolo Patrio immigrati clandestini che delinquono regolarmente e che rubano risorse ai mie concittadini, siano essi negri, bianchi, gialli, mulatti o meticci, così come non tollero fanatismi religiosi tesi a vessare appartenenti a confessioni diverse, sia che questi fanatismi vengono da islamici, sia che vengano da cristiani; al contrario, non ho nulla contro chi vive nel mio Paese rispettandone usi, costumi, tradizioni e Leggi, da qualsiasi Paese provenga, qualsiasi colore abbia e qualsiasi religione professi. A quanti continuano a dire cretinate contro i negri, ricordo quanti danni hanno portato all’Italia tanti immigrati che negri non sono, come quelli dell’est Europa… A quanti pontificano circa i pericoli dell’invasione islamica, dico di pensare a quanti crimini sono stati commessi sul nostro suolo Patrio da immigrati cristiani, come quelli provenienti dalla Romania, o addirittura cattolici, come molti i sudamericani ormai presenti… Ed a quanti se la prendono con gli ebrei per ridicole questioni razziali, consiglio di oncentrarsi di più sulle nefandezze commesse dalla lobby ebraica, piuttosto che sul presunto “naso adunco” che dovrebbero avere queste persone! Piantiamola, quindi, con le cretinate pseudobiologiche e mettiamoci in testa che è ora di battersi per questioni serie, che la gente comune sia in gradi di comprendere ed approvare, invece di farci equiparare a quei trogloditi americani che beatamente si illudono di essere “superiori” per il solo fatto di essere nati con l’epidermide chiara! Esistono negri plurilaureati che parlano 4/5 lingue, esistono ebrei antisionisti e revisionisti, esistono islamici nazionalsocialisti che potremmo avere come Camerati e che non ci considerano “il male assoluto” come fanno tanti mascalzoni bianchi, italiani e cattolici… Perché dobbiamo continuare ad inimicarci queste persone ed a considerare nostri fratelli quelli che in realtà sono i nostro peggiori nemici? Perché dobbiamo continuare a farci odiare dall’opinione pubblica a causa del vizietto di parteggiare per qualsiasi cosa sia degna di finire in una fogna? Sveglia, Camerati! Amici e nemici non si decidono in base al loro colore, ma solo ed esclusivamente in base alle loro idee ed ai loro comportamenti!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

06/11/2011: V CONGRESSO NAZIONALE MFL-PSN (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – NOVEMBRE 2011)

1 gennaio 2012

Come precedentemente annunciato, si è regolarmente tenuto il V congresso nazionale del MFL-PSN in Villanova d’Asti, presso il Ristorante – Bar “Il 3° tempo”, con esiti, una volta tanto, superiori alle aspettative; sarà merito della famosa “legge del contrario”, ma per una volta che si è scelto un locale con spazi modesti, memori dei bidoni che tanti “camerati” ci avevano rifilato in occasione degli scorsi congressi, abbiamo registrato il tutto esaurito e si è rischiato veramente di non trovare posto per tutti i convenuti…

Trentatre tesserati effettivi presenti, unitamente ad un paio di parenti di iscritti, hanno gremito la saletta che poteva contenere al massimo una quarantina di persone, dando finalmente l’idea di un gruppo di persone motivate a sostenere i propri impegni politici partecipando in prima persona agli avvenimenti più importanti, quale un congresso nazionale è di sicuro.
Intendiamoci: non vogliamo certo fare concorrenza ai gruppuscoli della cosiddetta “area”, i quali, pur senza tesserati né elettori, riescono sempre a riempire saloni di Hotel principeschi pagando figuranti e ballerine con soldi di ubbia provenienza… Noi preferiamo la nostra onesta miseria, che ci consente di continuare per la nostra strada senza svenderci al Berlusconi di turno e senza rinunciare a nessuna delle nostre idee… E pazienza se qualcuno potrà ironizzare su una sala contenente 33 militanti… Meglio 33 persone vere, in carne ed ossa, che non 300 stipendiati dal PDL per dirigere un partito di falsi Fascisti dediti a raccattare voti della nostra area per portarli nella cascina dei vari Berlusconi, Bossi, Scilipoti e ciarpame simile.
Ulteriore motivo di soddisfazione per le presenze registrate al congresso del 6 novembre scorso è la variegata provenienza geografica dei convenuti; abbiamo, infatti, visto affluire Camerati dalla Puglia, dalla Campania, dall’Abruzzo, dalle Marche, dal Lazio, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Toscana e, naturalmente, dal Piemonte.

Certamente non sono mancati i soliti “bidonisti”, quelli cioè che hanno assicurato la loro presenza fino a pochi minuti prima della partenza, salvo poi inventarsi la scusa gravissima che gli ha impedito di prendere il treno all’ultimo secondo, né sono mancati i veri e propri cialtroni che, pur risiedendo in Piemonte, ovvero a pochi minuti dalla sede congressuale, hanno preferito brillare per la loro assenza… Ma questa volta non ci sono proprio mancati, stanti il numero e la qualità dei presenti!
Venendo alla parte burocratica del congresso, va premesso che ben poca suspance ha caratterizzato l’elezione dei membri della Segreteria Nazionale, in quanto, come di consueto, nessuno ha avanzato la propria candidatura alla segreteria nazionale, né ad alcuna delle cariche detenute dai membri dell’Ufficio Politico; si è, quindi, provveduto alla verifica degli iscritti intervenuti, degli assenti giustificati e dei presenti mediante delega (3 Camerati) , nonché all’elezione del Presidente del Congresso (il sottoscritto Segretario Nazionale, Carlo Gariglio) e del Segretario Verbalizzante (il Vice Segretario Nazionale per le Isole, Andrea Chessa).
I lavori veri e propri cominciano, quindi,  con la riconferma all’unanimità dell’attuale Segretario Nazionale Dottor Carlo Gariglio e di tutti i Vice Segretari Nazionali d’Area fino a quel momento in carica;  su proposta della Segreteria Nazionale, viene indicato nel camerata Giuseppe Lassandro il possibile destinatario della carica vagante di Vice Segretario Nazionale del Sud Italia. Non essendoci stata alcuna obiezione, ed essendoci stata l’accettazione entusiasta del Camerata Lassandro, questi viene designato alla carica di Vice Segretario Nazionale per il Sud Italia.
Restando in tema di nomine, la presidenza del Congresso ha preso atto delle risultanze del Congresso Regionale dell’Abruzzo del 16/10/2011, che ha visto riunirsi i Capi Provincia Paolo Censi (Pescara), Katia De Ritis (Chieti) e Pier Giorgio Basile (L’Aquila), i quali hanno votato a maggioranza il Camerata Pier Giorgio Basile, che diviene quindi Federale Regionale per l’Abruzzo.
Terminata in breve tempo la parte più burocratica del congresso, si è passati ad ascoltare le proposte dei Camerati intervenuti riguardanti tematiche più propriamente politiche e propagandistiche; fra i primi ad intervenire è stato il Camerata torinese Luca Sidoti Pinto, relativamente alle modifiche del sito internet (di cui si richiede un aggiornamento in termini di fruibilità da parte degli utenti), all’utilizzo del contrassegno del PSN per le competizioni elettorali, alla creazione di una apposita bandiera del PSN ed alla richiesta di modificare la proposta statutaria del MFL-PSN riguardante una Legge elettorale con sbarramento al 3% e premio di maggioranza, ritenuta funzionale solo ed esclusivamente alle logiche partitocratiche e non ad una reale esigenza democratica e di rappresentanza, che può venire garantita solo da un sistema proporzionale che contenga sì uno sbarramento minimo di voti per accedere in Parlamento, ma tale da non impedire l’eleggibilità ai soggetti politici più piccoli.

Si è poi proseguito  a discutere dell’attività politica del MFL-PSN, che si vorrebbe maggiore e più costante; il camerata Gianfranco Tesauro, Vice Segretario Nazionale per il Nord Ovest e rappresentante della federazione lombarda, ha chiesto di mettere a verbale il suo impegno a relazionare ogni tre mesi la Segreteria Nazionale del lavoro fatto…
A seguire sono intervenuti vari camerati a proposito delle proposte del camerata Sidoti Pinto e sulle soluzioni per il rilancio del Movimento; fra gli altri, il camerata Emiliano Calemma, Capo Provincia di Asti, richiede, sull’esempio del camerata Tesauro, la verbalizzazione dell’impegno di tutti i dirigenti nazionali e locali ad una maggiore attività politica, anche con il coordinamento delle varie regioni.
Il camerata Davide Agostini, Federale Regionale delle Marche e webmaster ufficiale, in relazione al primo punto esposto dal camerata Sidoti Pinto, si impegna a modificare e migliorare la visibilità del sito.
Il camerata Raffaele Balsamo, Federale Regionale della  Campania, apre la discussione relativa alle posizioni del Movimento nei confronti delle crudeltà contro gli animali (inclusa la caccia, ritenuta una pratica incivile e immorale) e la vivisezione. Tutta l’Assemblea, d’accordo all’unanimità, si impegna a modificare e ad integrare sia lo Statuto, sia il programma politico del Movimento nei confronti dello sfruttamento animale.
E’ poi intervenuto il camerata Pier Giorgio Basile, Federale Regionale dell’Abruzzo, in relazione al punto 17 del programma MFL (uscita dell’Italia dalla NATO), chiedendo di inserire la dicitura “moneta nazionale di proprietà del popolo sovrano”; relativamente al punto 14 si richiede un approfondimento che specifichi e integri la posizione del MFL favorevolmente alla nazionalizzazione delle banche o ad una buona parte di esse. L’Assemblea si dichiara d’accordo nel delegare alla Dirigenza Nazionale i necessari interventi relativamente agli argomenti sin qui trattati, aggiornandosi, mediante tutti i mezzi disponibili (telefoni cellulare, posta cartacea ed elettronica, forum e siti del MFL con apposite sezioni dedicate alle discussioni dei militanti e degli iscritti) ad un futuro e più proficuo prosieguo delle discussioni.

Il Congresso viene interrotto per il pranzo. Riprende alle ore 16.30.

Il camerata Sidoti Pinto chiede di relazionare relativamente al cambio di tipologia delle bandiere finora adottate dal MFL-PSN, già trattato nella mattinata. Si stabilisce che le nuove bandiere del Movimento saranno nere, con al centro il logo storico (Fascio repubblicano rosso e scritta “Fascismo e Libertà”) ed il logo aggiuntivo del PSN, e si delega la Dirigenza Nazionale ed il camerata Sidoti Pinto ad informarsi a proposito della realizzazione delle stesse e dei relativi costi
Si è anche discusso, su suggerimento della camerata De Ritis, Capo Provincia di Chieti, dell’eventualità di cambiare l’inno o di sostituirlo. Nonostante l’opposizione del sottoscritto, che non avrebbe neppure voluto perdere tempo parlando di argomenti così stupidi ed immotivati, l’Assemblea è concorde nella sostituzione dell’inno attuale, ma vista la divergenza di opinioni riguardo all’inno da adottare decide di aggiornarsi, mediante tutti i mezzi disponibili (telefoni cellulare, posta cartacea ed elettronica, forum e siti del MFL con apposite sezioni dedicate alle discussioni dei militanti e degli iscritti) relativamente ad un nuovo inno da adottare per il MFL.
Su suggerimento del camerata torinese Fabio Toma, si è poi deciso  di abbassare l’età del tesseramento al MFL a 14 anni, e non più a 16, come previsto dal precedente Statuto.

Il Congresso si conclude alle ore 17.30

Carlo Gariglio

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TOTO’ TRUFFA E MONTI TRUFFA

13 dicembre 2011

Come non provare un sentimento di nostalgia per quelle simpatiche truffe raccontateci nel passato dai personaggi di Totò o da quegli sfigati dei “soliti ignoti”, che si facevano in quattro per estorcere quattro soldi al malcapitato di turno con tecniche ingegnose e mezzi limitati?

Oggi ci tocca sorbirci le truffe di Monti, molto più odiose, in quanto messe in pratica da un presidente divenuto tale per un golpe bancario a suon di spread e bond, ai danni di un popolo che già non ne poteva più di sopportare le speculazioni bancarie dei soliti noti unite all’incaapcità (o complicità) politica di quanti non facevano nula per prevenirle o attenuarle… Ma soprattutto molto più odiose perchè non fanno rischiare la galera al suo ideatore, a differenza di quelle molto più innocue di Totò e soci… Anzi! Mentre quelli erano chiamati mariuoli ed additati al pubblico ludibrio, questo personaggio viene chiamato “professore” e riceve centinaia di lettere di elogio da parte di italici Pulcinella che ancora si sgolano scrivendo sproloqui ai giornali ove attaccano il fu Berlusconi e plaudono al presidente del golpe bancario… Si sa, gli italiani hanno applausi pronti per tutti; un tempo applaudirono il Duce, poi trovarono più conveniente applaudire quegli “alleati” che avevano raso al suolo il loro Paese e che gli avevano riportato la mafia debellata dal Fascismo… Più i recente, hanno applaudito Berlusconi ed i suoi, salvo poi festeggiare la sua caduta e l’avvenuto golpe bancario – presidenziale voluto dalla Goldman Sachs e dal comunista Napolitano.

Chissà quanti applausi riserveranno all’astuzia di Monti quando scopriranno che il suo decreto non solo affama gli italiani con tasse vecchie e nuove, blocco delle rivalutazioni delle pensioni e aumenti di carburanti, ma anche con piccoli trucchetti da mariuolo nascosti fra le pieghe del suo decreto, tutti tesi a truffare soldi degli italiani a beneficio dei suoi veri datori di lavoro, ovvero i banchieri… Già la bella trovata di impedire ai vecchietti la riscossione della pensione in contanti porterà ai suoi colleghi banchieri migliaia di nuovi conti correnti, grazie ai quali il sistema bancario si arricchirà ulteriormente sulle spalle dei poveri Cristi, ma il vero colpo di genio è un altro, e lo scopriamo nell’art. 26 del decreto “salva Italia” (ma non era meglio “salva banchieri”?):

Articolo 26
Prescrizione anticipata delle lire in circolazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.

Capito? Dato che c’erano ancora nelle tasche degli italiani qualcosa come 1 miliardo e 300 milioni di Euro in vecchie lire, e dato che la Legge dava tempo agli italiani fino al 29 febbraio 2012 per cambiarle presso le sedi della Banca d’Italia, il mariuolo Monti ha deciso di fare incamerare tutto alla suddetta Banca, che poi passerà allo Stato la sua parte del maltolto!

Certamente molti italiani, dopo avere visto i titoli del decreto “truffa Italia” di Monti, sarebbero corsi a recuperare le vecchie lire, magari tenute da parte per pigrizia o per senso di nostalgia, al fine di correre a cambiarle e camparci per qualche tempo…  Ma il capo mariuolo ha previsto tutto in tempo, truffando 1 miliardo e 300 milioni di Euro al popolo…

Chissà quanti altri giochetti nascosti nel decreto “truffa Italia” troveremo, vero “professor” Monti?

Ma stia tranquillo, il popolo di Pulcinella che è stato chiamato a spremere in nome di banchieri e giudei la stima e si merita tutto questo… Si goda il suo popolo scodinzolante e ringrazi che di Italiani veri come noi ce ne sono pochi, altrimenti avrebbe ben poco da godere!

Carlo Gariglio

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NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO…

14 novembre 2011

Avevo appena finito di pubblicare il commento precedente e l’annesso articolo di Paolo Barnard, quando ne ho scoperta un’altra… E nel frattempo continuo a leggere commenti di giubilo per la nomina del losco individuo Mario Monti e Presidente del Consiglio, nonchè lettere alla Stampa di persone felici per la fine dei “17 anni” (SIGH!) di Governo di Berlusconi…

Eccovi, dalle parole della giornalista Ida Magli, pubblicate a questo indirizzo, http://www.italianiliberi.it/Edito11/no-questo-no.html, la vera biografia del “galantuomo” specchiato Mario Monti.

Occhio a non vomitare!

Carlo Gariglio

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No! Questo No!

di Ida Magli
Italiani Liberi | 10.11.2011

No, Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”. Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratti di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica! Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto.

  Senatore a vita il signor Mario Monti? Un cittadino benemerito della Repubblica e di specchiati costumi? Forse non tutti i cittadini lo sanno o se lo ricordano (e su questa ignoranza ha contato, oltre che sul complice silenzio dei politici e dei giornalisti, Giorgio Napolitano nel nominarlo) che Mario Monti è stato costretto, nella sua qualità di Commissario europeo sotto la presidenza Santer, a dare le dimissioni “per l’accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo” messi in luce dal Collegio di periti nominato appositamente dal Parlamento Europeo. La Relazione fatta da questi Saggi al Parlamento, nonostante la prudenza del linguaggio ufficiale, fa paura. Si parla infatti dell’assoluta mancanza di controllo nella “rete di favoritismi nell’amministrazione”, di “ausiliari esterni” e di “agenti temporanei”, di “minibilanci espressamente vietati dalle procedure amministrative”, di “numerosissimi esterni fuori bilancio, ben noti all’interno della Commissione con il soprannome di sottomarini”, che operano con “contratti fittizi”, dietro “raccomandazioni e favoritismi”; di abusi che hanno comportato, con il sistema dei “sottomarini” l’erogazione non controllata di oltre 7.000 miliardi nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza (miliardi usciti dalle nostre tasche, naturalmente, e che dovevano andare, ma non ci sono arrivati se non in minima parte, ai bambini della Bosnia, del Ruanda morenti di fame). Evidentemente Mario Monti è inamovibile, o meglio può perdere un posto soltanto per guadagnarne uno migliore. Nel 1999, al momento di una caduta così ignominiosa, ha provveduto la successiva Commissione, con presidente Romano Prodi, a riconsegnargli il posto di Commissario. Cose che succedono soltanto nell’onestissimo ambito delle nostre istituzioni politiche. I semplici cittadini vanno sotto processo per gli ammanchi, o come minimo perdono l’incarico.

  Perché mai, dunque, dunque, dovremmo affidare a questo signore i nostri ultimi beni? In omaggio, forse, al truffaldino sotterfugio inaugurato dalla Presidenza della Repubblica? I politici che lo voteranno come capo del governo sappiano che, visto che non possediamo nessun altro potere, annoteremo ogni loro “Sì” per cancellare per sempre il loro nome da qualsiasi futura elezione.

Ida Magli
10 novembre 2011

LO STOMACHEVOLE SPETTACOLO DELLA SINISTRA ITALIANA

13 novembre 2011

Chi mi conosce sa che raramente commento a caldo gli avvenimenti della politica italiana… Ma il triste spettacolo dei soliti maiali comunisti riuniti in piazza per festeggiare la caduta del Governo Berlusconi e di tutto il ciarpame catto-comunista rappresentato dai vari Bersani, Casini e pattume simile intenti a brindare, mi provoca un tale disgusto da ispirarmi queste poche righe.

Chi oggi celebra come una vittoria l’insediamento del governo giudaico – bancario guidato da Monti, ovvero colui che, per dirla con le parole del Direttore del “Giornale”, Alessandro Sallusti, : «Ha lavorato per Goldman & Sachs, un covo di criminali veri che ha innestato la crisi finanziaria», non è altro che un delinquente anti italiano schierato con quei poteri forti che hanno generato la crisi e portato alla sostituzione di buona parte dei Governi europei con governi marionetta fedeli alle direttive dei banchieri del giudiasmo internazionale.

Chi fino ad oggi ha governato male l’Italia aveva, quanto meno, vinto regolari elezioni… I banchieri che già tramano per reintrodurre l’ICI ed altre tasse immonde che graveranno sulle persone umili non hanno bisogno di partecipare ad elezioni, e governano sempre… Spesso nell’ombra, da oggi in modo palese e con il consenso di milioni di cerebrolesi con un QI inferiore a quello degli scimpanzè…

I compagnucci nostrani sono così limitati mentalmente e culturalmente da festeggiare quelli che daranno l’ultimo colpo alle finanze della povera gente, e danno il loro appoggio a quelle forze politiche che nel passato hanno operato per generare l’attuale crisi… Ma non lo capiscono, poveretti! Abituati a farsi lavare il cervello dai cosiddetti “media” e dai farabutti che dal 1945 ad oggi hanno rovinato l’Italia, sono così idioti da essersi convinti che Berlusconi governi ininterrottamente da 17 anni; ho letto e sentito personalmente dei giovinastri intervistati che si dichiaravo esausti da più di 15 anni di governo Berlusconi! Peccato per loro che, stando ai dati ufficiali reperibili su tutti i siti istituzionali, a partire dal 1994 si siano succeduti i seguenti governi NON berlusconiani: Governo Dini (10 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 – 4 mesi), Governi Prodi – D’Alema (9 maggio 1996 – 9 marzo 20015 anni), Governo Prodi (17 maggio 2006 – 6 maggio 2008 – 2 anni), per un totale 7 anni e 4 mesi… Non sanno neppure chi li ha governati, ma pretendono di dire la loro in politica, questi poveri sottosviluppati catto – comunisti!

Per farli contenti ed evitare la solita tiritera contro i commenti Fascisti, evito però di continuare a dire la mia su questo popolo di decerebrati e riprendo, a seguire, un ottimo articolo di Paolo Barnard (http://www.paolobarnard.info/home.php), che è stato pubblicato al seguente indirizzo: http://www.liberaopinione.net/wp/?p=4410

Buona lettura!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

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Chi sta dimettendo Berlusconi?

di Paolo Barnard – 08/11/2011

Fonte: paolobarnard

castaitalica

Presidente,

perdoni l’approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell’Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani. Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l’Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo “colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche. (una definizione del tutto ragionata offerta dell’economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d’uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L’Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall’operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell’Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.

L’Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di “Togliere agli Stati la loro ragion d’essere“. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d’Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l’esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell’Eurozona.

- I debiti dell’Eurozona non sono più sovrani, poiché l’Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all’emissione. L’Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è “Ability to pay“, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di “Ability to pay”, la cui presenza è infatti l’unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l’Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L’Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l’assenza radicale di “Ability to pay” nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell’adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall’adozione della moneta unica, che, ribadisco, l’Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l’Europact sono l’espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L’Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l’Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell’Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici’ in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell’Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l’Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l’Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.

In ultimo una precisazione di ordine morale.

Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.

I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.

Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.

Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

INTERVISTA A “Fascismo e Libertà” – Pubblicata sul blog http://mtfitalia.wordpress.com/2011/11/12/intervista-a-fascismo-e-liberta/

13 novembre 2011

Cos’è Fascismo e Libertà?

Il MFL-PSN è un movimento politico chiaramente e dichiaratamente Fascista e Nazionalsocialista, nato nel lontano 1991 grazie a Giorgio Pisanò, all’epoca ancora Senatore del MSIDN; scopo principale del MFL-PSN attuale è la lotta senza quartiere a quanti, all’interno della cosiddetta “area”, pretendono di stravolgere il Fascismo inventandosi fratture con gli storici alleati nazionalsocialisti e pretendendo ridicoli avvicinamenti a quel mondo politico giudeo-massone ed occidentale che fu e rimane il nostro peggiore nemico…

Quali sono i punti fondamentali della politica di Fascismo e Libertà?

Noi siamo per il Fascismo storico, che fu combattuto dai rossi, ma anche e soprattutto dalle lobbies finanziarie che dominavano il mondo occidentale, trovando quali unici alleati i movimenti nazionalsocialisti europei, arabi, nordafricani e del Sud Est Asiatico; non siamo, dunque, come i tanti falsari d’area che blaterano a vanvera circa un Fascismo cristiano o cattolico (i cattolici furono i primi a tradire Mussolini, benché egli avesse donato onori e benefici alla Chiesa, mentre l’Islam rappresentò un alleato fedele fino agli ultimi giorni di guerra), o come i razzisti all’amatriciana di casa nostra (che preferiscono, evidentemente, un bianco cattolico ed antifascista ad un arabo islamico di idee nazionalsocialiste), o ancora come i decerebrati che vaneggiano circa presunte volontà mussoliniane di allearsi con i nostri peggiori nemici di USA e G. Bretagna. La strada Maestra è proseguire nel considerare il Fascismo quello che fu nelle idee di Mussolini, ovvero una forma di socialismo nazionalista, epurato dalle cretinate internazionaliste alla Marx, che si erge come Terza Via fra la criminale visione comunista e quella non meno deleteria del liberalcapitalismo di destra.

Come vedete la situazione politico-economica italiana ed europea attuale?

Siamo nelle mani di banchieri appartenenti alla ben nota ed innominabile lobby giudaica, i quali non esitano a rovinare interi popoli per fare i loro sporchi interessi finanziari e speculativi. E proprio in queste ore, in Italia, i banchieri stanno per andare addirittura al Governo, al posto di chi, pur criticabile per mille motivi, aveva vinto democraticamente le elezioni. Stiamo passando da un Governo occulto di banchieri ad uno palese, con l’aggravante di un popolo di cerebrolesi, di destra e di sinistra, che plaudono alla cosa come se fosse l’unica salvezza per l’Italia e l’Europa intera!

Qual è la posizione di Fascismo e Libertà nei confronti di associazioni, movimenti e partiti con forti idee separatiste, in particolare nei confronti di Lega Nord?

Non sprecherei tante parole per certi squallidi figuri: due pedate nel deretano sono l’unica cosa che meriterebbero… Ma più di tutti, le meriterebbero i tanti pseudo-fascisti che stanno comodamente accasati nella Lega ed in altre gruppuscoli antiitaliani perché non hanno i necessari attributi per fare una politica chiaramente Fascista. Come si possa stare in un partito secessionista ed antiitaliano, il cui leader ogni giorno tuona contro i “fascisti” entrati arbitrariamente nella Lega, e sostenere nel contempo una coalizione dichiaratamente e fieramente antifascista, seppur di destra, è per me uno dei grandi misteri della politica italiana.

Quali sono per Fascismo e Libertà le soluzioni più efficaci per affrontare le problematiche sociali ed economiche del nostro paese?

Ritornare allo Stato sociale del Ventennio Fascista, che dava al popolo la sanità gratuita (oggi si pagano i “ticket” per qualsiasi cosa), il diritto di proprietà della casa (oggi un lavoratore non riesce a pagarsi una casa neppure con un mutuo trentennale), gli ammortizzatori sociali (oggi quasi del tutto aboliti), un’istruzione gratuita e completa dal punto di vista teorico e pratico (oggi l’Università se la possono permettere solo i ricchi, ed i laureati non sono in grado di svolgere alcuna professione pratica) e che aveva modernizzato l’Italia con imponenti opere pubbliche (oggi tanti pseudo-fascisti si accodano ai pidocchiosi rossi ed anarchici, giocando a fare i “NO TAV” e dicendo NO a qualsiasi tentativo di modernizzare il Paese).

Ovviamente, per fare questo, occorrerebbe uscire immediatamente da questa Europa di banchieri e rapinatori giudei, ripristinare una moneta nazionale di proprietà dello Stato (cioè senza pagare il signoraggio ai “signori” di cui sopra) e soprattutto uscire immediatamente dalla NATO, con conseguente ritiro di tutte le truppe inviate in giro per il mondo a sostenere le guerre volute da USA ed Israele per fare i loro sporchi interessi; guerre che, è bene ricordarlo in un periodo ove si finge di cercare chissà dove delle risorse finanziarie, costano al popolo italiano migliaia di miliardi e non ci portano alcun beneficio.

In quale situazione, secondo voi, si trova ora l’attuale area di destra della scena politica italiana?

Non è che la cosa mi interessi più di tanto, dato che siamo fieri di non avere nulla a che fare con quell’area ed abbiamo voluto sottolinearlo di recente, aggiungendo alla denominazione storica “MFL” quella di Partito Socialista Nazionale (PSN), al fine di sottolineare fin dal nome come la nostra collocazione non sia affatto di destra, ma intuendo che la domanda sia rivolta verso quell’area che, più o meno, dice sottovoce di rifarsi in qualche modo al Fascismo, posso dire che non solo non vi abbiamo mai avuto a che fare, ma che anche in futuro le cose saranno così, in quanto non intendiamo mischiarci né con quelli che tuttora annaspano per restare affiliati al PDL berlusconiano (Fiamma, La Destra, MIS di Rauti e le varie creature degli infiltrati come la Alessandra Mussolini e Gaetano Saya), né con quelli che dopo essere stati al loro fianco per anni, oggi cercano di prendere per il deretano il popolo riscoprendosi “duri e puri”, come Forza Nuova, che nel 2006 era fiera di sostenere alle elezioni il trio Berlusconi, Bossi e Fini insieme alle sigle sopra riportate. Tanto meno vogliamo avere qualcosa da spartire con le mille sigle e siglette apparse negli ultimi anni con il falso scopo di “unificare”… Chi vuole unificare non crea una sigla nuova al giorno, ma se mai rispetta il lavoro di chi è sulla scena da 20 anni, come il MFL-PSN, unendosi negli sforzi… Anzi, dirò di più: chi crea nuove sigle, spesso e volentieri è un infiltrato di regime gettato nella mischia proprio con lo scopo di rendere ancora più divisa e litigiosa un’area politica che, se unita e ben disciplinata, potrebbe fare molta paura al regime. A questo proposito ho scritto un recente articolo, visibile a questo indirizzo: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=758

Credete possibile la creazione di un unico partito di destra?

E’ un problema che non ci tocca; chiedetelo ai vari Storace, Fiore, Romagnoli, Rauti… E magari anche ai loro “fratelli maggiori” Fini, Berlusconi, La Russa, Bossi… Noi siamo interessati ad un unico partito Fascista e Nazionalsocialista, che già esiste, sia chiama MFL-PSN, e sarebbe certamente molto più grosso e conosciuto senza le frammentazioni create ad arte dagli infiltrati sopra descritti.

CRISI ED INFILTRATI DI REGIME (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – OTTOBRE 2011)

10 novembre 2011

Durante i ciclici periodi di crisi della politica ufficiale, quello che normalmente è un piccolo timore per i dignitari del regime, diventa un vero e proprio terrore: il riaprirsi di spazi di manovra per la nostra ideologia Fascista (o nazionalsocialista, o socialista nazionale che dir si voglia)… Magari dall’esterno si noterà di meno, ma quando la crisi delle ideologie e delle loro applicazioni si fa critica, dall’interno della cosiddetta “area” vediamo spuntare puntualmente strani personaggi ed ancor più strane sigle di “partiti”, gruppi, associazioni, circoli e quant’altro, che tutti insieme sbarcano nella nostra area di pensiero al fine di frammentare e rendere ancora più confusionario un mondo che, a vario titolo, si dice seguace dell’ideologia Fascista.
Così facendo, il solito vecchio e corrotto regime si difende dalle uniche idee che potrebbero portare ad una sua liquidazione, come in parte avvenuto nei meravigliosi anni che vanno dal 1922 al 1945, allorquando le forze sane dell’Europa, seguendo l’esempio del Fascismo Musssoliniano, si orientarono verso un socialismo nazionalista, epurato dalle tante cretinate internazionaliste del marxismo, il quale si proponeva di tutelare le masse lavoratrici non mediante l’eccidio delle classi borghesi, ma tramite una saggia collaborazione fra tutte le classi di una Nazione. Il fatto che tutto questo sarebbe divenuto intollerabile sia per il liberalismo capitalista, sia per il comunismo, fu presto chiaro agli altri Paesi da questi governati, e portò alla più innaturale ed immonda delle coalizioni della Storia, tenuta insieme dalla sola volontà di eliminare il Fascismo – Nazionalsocialismo per permettere a “lorsignori” di continuare a sfruttare le classi umili dell’Est e dell’Ovest con le armi del comunismo e del capitalismo.
Proprio per i motivi di cui sopra, ancora oggi, benché il Fascismo sia ormai scomparso da 66 anni e sia il più delle volte rappresentato da indegni figuri che nulla hanno a che fare con le nostre idee, quello che terrorizza a morte i padroni del mondo è proprio un ritorno in auge del vecchio Fascismo, il quale, se solo fosse compreso dal popolo bue che preferisce vantarsi di essere antifascista e di prenderla nel di dietro da destra e sinistra, potrebbe finalmente portare il mondo verso un periodo di pace e prosperità oggi inimmaginabili… Non sono certo i pagliacci di regime come Beppe Grillo che possono fare paura, né i rifiuti tossici dell’autonomia che si divertono a cambiare nome, ma che restano sempre dei pidocchiosi senza cervello incapaci di proporre qualsiasi cosa che non sia un “NO” o una manifestazione con annessi disordini… I coglioni non fanno mai paura ai regimi, ma i cervelli sì, ed è ben per questo che assistiamo da sempre all’accanimento giudiziario contro chi osa fare il saluto romano, chi si dice Fascista e chi, come noi, tenta di riportare il Fascismo (quello vero) nella politica italiana semplicemente partecipando ad elezioni in modo del tutto democratico. Repressione, ostracismo e persecuzioni contro chi ha idee buone, massima tolleranza anche nei confronti di chi delinque per i coglioni che non hanno nulla da dire… Ed oltre alle repressioni politico – giudiziarie, il regime “regala” ai Fascisti anche gli infiltrati, con lo specifico compito di dividere (oserei dire atomizzare!) l’area e di confondere quei giovani che, pur non sapendo granché del periodo Fascista, si avvicinano alle nostre idee con una certa simpatia.
Li vediamo in giro da anni, sempre sulla breccia e senza mai alcuna limitazione postagli dal regime che li ha generati o che li sfrutta perché ha compreso che fanno più danno loro, dall’interno, al nostro pensiero politico, di quanto non possa fare la repressione esterna… Ormai siamo abituati a convivere con i gruppi di falsi Fascisti che vanno per la maggiore, ovvero quelli che cercano di pescare consensi e voti dalla nostra area, salvo poi portarli a coalizioni politiche che si dicono fieramente antifasciste, benché di destra, così come ben conosciamo i gruppuscoli di sfigati nati con l’esclusivo scopo di arrecare danno e fastidio a noi del MFL-PSN… Come non pensare, infatti, alla ridicola creatura di un nostro ex (per fortuna) Segretario, il quale ha costituito un “movimento” avente quale unico scopo quello di diffamare il sottoscritto ed il MFL-PSN tutto, nonché di clonare i nostri siti internet nella vana speranza di dirottare qualche simpatizzante un po’ più imbecille degli altri dal nostro movimento al suo gruppuscolo… Così come non possiamo dimenticare il movimento clone del MFL-PSN, creato dai poveracci che nel passato tentarono di impadronirsi del nostro partito, dovendo poi accontentarsi di fondarne un clone con lo stesso simbolo e lo stesso Statuto, avente anch’esso quale unico scopo quello di disturbare la nostra attività.
Non è certo migliore il panorama se guardiamo a certi singoli personaggi che da anni imperversano liberamente nella nostra area di pensiero al fine di provocare danni e litigi vari… Dall’avvocato di Pordenone falso Camerata e vero infiltrato, che avvicina i Fascisti fingendo comunanza di idee e pensiero, salvo poi raggirarli con parcelle estorsive, diffamazioni assortite e porcate varie che si trascinano spesso in aule giudiziarie, al sedicente ex RSI di Perugia, il quale da anni fa il giro dei movimenti d’area, spacciandosi per Camerata duro e puro, salvo poi finire le sue visite con truffe, denaro estorto con le scuse più fantasiose e naturalmente denunce penali di ogni tipo contro chi osa contrastare o smascherare l’arzillo truffatore… E vogliamo dimenticare il Principe degli infiltrati, ovvero quel Gaetano Saya che da decenni armeggia con sigle e simboli che fanno parte della storia Fascista e Nazionalsocialista, salvo poi scrivere di suo pugno pagine di puro antifascismo ed antinazismo, nonché deliranti lodi alla massoneria e ad Israele? Costui, senza mai avere l’incomodo di qualche ostacolo legale, si è dapprima impadronito del nome e del simbolo del fu MSIDN senza suscitare gli strali di Fini e so(r)ci (i quali, stranamente, seppellirono di denunce tutti quelli che osarono farlo prima, da Pisanò a Rauti, passando per Bigliardo ed altri), arrivando negli ultimi tempi a fondare una patetica polizia privata che pretendeva di appropriarsi di simboli e divise proprie del partito Nazionalsocialista tedesco.

Meritano anche una citazione, dato che si parla di squallore, quei poveracci che dopo avere cercato di danneggiare il MFL-PSN dall’interno, finirono con l’uscirne per fondare patetiche sigle alternative, fallite subito dopo la loro nascita per totale mancanza di aderenti… Come dimenticare il mitico federale materano che pretendeva dal sottoscritto i soldi per fare attività politica, e che pochi anni dopo avere fondato la “RSI” finì nella Fiamma Tricolore ad anticipare soldi mai rivisti per l’europarlamentare Romagnoli? E il povero Cristo molisano, che fondò da solo il PFR dopo essere uscito dal MFL-PSN perché il sottoscritto non lo aveva autorizzato ad entrare nella Casa delle Libertà del Molise?
Certo, non tutti quelli citati sono veri infiltrati del regime, ovvero agenti che dipendono dal Ministero dell’Interno e che svolgono la loro stomachevole opera di disinformazione e frammentazione per guadagnarsi uno stipendio; molti altri iniziano le loro tristi attività per pura megalomania, sentendosi cioè dei prescelti dallo spirito del Duce per riportare in auge il “vero” fascismo, o magari per puro spirito di arrivismo, nella speranza cioè di mettersi in evidenza e farsi una carriera in un’area politica da sempre disastrata… O ancora, si tratta di semplici delinquenti che tentano di nascondere le loro illecite attività dietro ad una parvenza politica o giornalistica.
Quello che però è certo è il fatto che tutti questi signori, da qualsiasi luogo arrivino e da qualsiasi malattia mentale nascano, vengono tutelati e protetti dal regime, allorquando si scopre che il loro ruolo falsamente fascista torna utile non al Fascismo vero, ma a quanti hanno quale unico obiettivo quello di continuare ad affossare le nostre idee mediante l’atomizzazione dell’area e la creazione di fascismi all’amatriciana che nulla hanno a che vedere con il Fascismo ed il Nazionalsocialismo storici.
Inutile ricordare le mille querele presentate dal sottoscritto e da altri esponenti MFL-PSN contro questi personaggi alle Procure di Milano, Pordenone e Perugia… Querele che sono scomparse come neve al sole, senza mai arrivare ad un processo e senza mai neppure arrivare ad una comunicazione di archiviazione della pratica: ai Fascisti veri non spetta neppure ricevere le comunicazioni richieste e dovute per Legge… Viceversa, quando qualcuno di questi luridi figuri presenta una denuncia ai miei e nostri danni, essa giunge in carrozza, tramite corsie preferenziali a noi oscure, fino al processo, a volte persino con una condanna!
Ma non mi sono ripromesso di scrivere questo articolo per rivangare un passato più o meno remoto… Desidero, al contrario, mettere in guardia i Camerati da infiltrati più o meno nuovi, che spuntano come funghi da ogni parte, tentando di trascinarci in inutili liti e cercando di instillare nei Camerati più giovani e meno scafati dei dubbi dottrinari a proposito della vera essenza del Fascismo e del Nazionalsocialismo.
Fra gli ultimi arrivati nella fogna degli infiltrati ci sono i sedicenti fascisti del “Covo” (già il nome la dice lunga sul loro livello intellettivo), i quali imperversano da tempo sul passatempo dei coglioni (Facebook) lanciando messaggi deliranti a proposito di un “vero” fascismo (il loro, naturalmente!) che sarebbe stato tradito da tutti i movimenti della cosiddetta “area”, primo fra tutti, guarda caso, proprio il nostro MFL-PSN, ovvero l’unico movimento politico italiano che da sempre difende il Fascismo storico e tutte le sue scelte, non solo quelle che farebbero comodo agli infiltrati attuali.
I parassiti di cui sopra hanno iniziato da tempo una vera e propria campagna contro il MFL-PSN, fingendo naturalmente di prendersela con tutti i movimenti della cosiddetta “area” (i quali, essendo mai stati veramente Fascisti per loro stessa ammissione, non se la prendono certo molto per essere annoverati fra i falsi fascisti), ma avendo quale unico e vero obiettivo il nostro MFL-PSN, cioè l’unico movimento che potrebbe riportare in auge l’ideale Fascista e Nazionalsocialista senza ridurlo ad una parodia dello stesso creata ad arte dai pennivendoli di regime e dagli infiltrati sopra descritti.
Francamente ho molto riflettuto sull’opportunità di rispondere a certi parassiti anonimi, uno dei quali si divertiva a sproloquiare su Facebook firmandosi addirittura “Tiberio Gracco”… Si può prendere sul serio un emerito vigliacco che si nasconde dietro il nome di un Tribuno della plebe del 133 A. C. per diffamare il prossimo e per proporre le sue fantasiose visioni politiche? Sia esso uno dei tantissimi semplici vigliacchi, o uno degli squallidi brigadieri che si infiltrano per ordini superiori, non varrebbe certo la pena entrare in conflitto con costui… Però, essendo molti giovani ancora vittima del passatempo inventato dal giudeo Zuckerberg (Facebook) e non avendo, per ovvi motivi, l’esperienza necessaria per potere discernere le idee che derivano dal Fascismo da quelle inventate dal “Tiberio Gracco” di turno, mi sono ridotto a scrivere questo articolo, che non immagino utile a polemizzare contro delle nullità senza nome, ma se mai utile ai nostri giovani per non cadere in certe trappole.

Di recente, i falliti anonimi del “Covo”, hanno pubblicato un farneticante articolo su un loro blog chiamato “Primato Fascista”; dal tipo di cretinate scritte, comprendiamo che c’è già un errore di fondo: il blog doveva chiamarsi “Primate” fascista, in quanto le argomentazioni esposte sono degne di quegli incroci fra uomo e scimmia che la Storia ci ha abituato a definire “primati”.
Già è interessante notare, giusto per toglierci ogni dubbio, come il nostro MFL-PSN sia stato il secondo movimento annoverato fra i “falsi” Fascisti dai nostri simpatici primati, subito dopo Forza Nuova… Si capisce subito l’onestà intellettuale e di intenti di costoro… Non parlano subito di Fiamma Tricolore, della Destra, della Mussolini, tutti attualmente inseriti nel PDL, né dei mille gruppuscoli nati da traditori del MFL-PSN che hanno quale unico obiettivo quello si sabotarci… E neppure delle creature del Saya, fiero di definirsi antifascista seppure mascherato da Fascista.
No, si attacca subito il MFL-PSN, subito dopo un articoletto dedicato a Forza Nuova, ove campeggia, fra le prove mostrate a testimoniare il fatto che FN non è Fascista, addirittura un articolo tratto da “La Stampa” di Torino che il sottoscritto ha pubblicato svariate volte negli ultimi anni… Ovvero, i cagasotto anonimi del “Covo” ci seguono con amore, tanto da salvarsi i documenti che pubblichiamo sui nostri giornali, blog e siti! Del resto, il povero primate e tribuno della plebe, su Facebook ha ammesso di avere il dente avvelenato con il sottoscritto, il quanto cacciato dal forum del MFL-PSN dopo avere diffuso un po’ delle sue teorie da Fascista all’amatriciana!
Ma quali sarebbero i motivi addotti da questi (ammesso che ne esista più di uno, dato che anche sul blog pubblicano demenzialità assortite firmate da nomi di battesimo o nick fantasiosi…) primati per definirci falsi Fascisti? Ovviamente, le solite demenzialità tanto care ai fascisti all’amatriciana, cioè l’accusa di essere nazionalsocialisti (come se il nazionalsocialismo fosse una cosa diversa, poveri idioti!), di essere razzisti (concetto che non comprendono in alcun modo, da buoni primati) e di avere aderito all’unione mondiale dei nazionalsocialisti, ove figurano movimenti ridicoli, che hanno una comprensione della storia Fascista e Nazionalsocialista pari a quella dei decerebrati del “Covo”.
Ciliegina sulla torta, i poveri primati credono di dimostrare l’avversione del Duce nei confronti del Nazionalsocialismo e del razzismo evincendo dalle migliaia di scritti mussoliniani la seguente frase:
“Noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d’oltralpe, di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio ed Augusto.” Dal discorso di S.E. Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934- XII E.F.
Ora, partendo dalla fine, siamo ben consci che la stragrande maggioranza di quanti si dicono oggi nazisti sono in realtà delle nullità con nessuna formazione storica e politica, i quali credono che il nazismo sia quella parodia razzista e bieca descrittaci dai pennivendoli al soldo del giudaismo e del comunismo; siamo stati noi i primi a denunciare lo squallido ruolo del razzismo all’americana, ovvero quello basato sul colore della pelle e sulle aggressioni agli individui di etnie diverse… Chi ha un minimo di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che più volte mi sono scagliato, in prima persona, contro lo stupido razzismo alla White Power o KKK, cioè un razzismo aggressivo basato sul nulla, che non ha altro fine al di fuori dell’alienarci le simpatie di Camerati appartenenti ad altri popoli ed etnie.
Inoltre, equiparare il Nazionalsocialismo germanico al bieco razzismo in stile americano è una squallida operazione letteraria che la dice lunga sul livello culturale e di onestà di certi primati… Non sarà bello autocitarsi, ma non posso esimermi dal richiamare due mie precedenti articoli reperibili sul mio blog; nel primo, “Il razzismo Nazista” (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=408), saccheggiando un documentatissimo studio del noto giornalista Alberto B. Mariantoni, mostravo agli idioti come quelli del “Covo” ed ai tanti razzisti all’amatriciana, come il Nazionalsocialismo tedesco non si fosse mai sognato di essere antistraniero, antiislamico o stupidamente razzista come certi movimenti americani… Al contrario, i Nazionalsocialisti ebbero ottimi rapporti con movimenti ad essi ispirati che nacquero nel cosiddetto Medio Oriente, nel Sud Est Asiatico e nella stessa Africa; molti nazionalsocialisti arabi ed africani appoggiarono apertamente la politica hitleriana e godettero di ampi finanziamenti da parte del Nazionalsocialismo germanico. Inoltre, in una intervista successiva (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=417), evidenziavo come persino gli ebrei che non avevano mostrato ostracismo ed avversità nei confronti del Nazionalsocialismo poterono vivere indisturbati nella Germania dell’epoca, facendo anche carriera politica e militare. In particolare, citando me stesso:
“Secondo lo storico ebreo BRYAN MARK RIGG autore de “I soldati ebrei di Hitler”, furono ben 150 mila gli ebrei che combatterono per il Reich, fra i quali il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940, l’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssoh, l’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone, il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler, il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort, il generale Gothard Heinrici, il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista, il generale Werner Larzahn decorato da Hitler, il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler, Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer, il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler, il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi, il capitano Helmut Schmoeckel… Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Persino Reinhardt Heydrich, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, diretto superiore di Eichmann, era ebreo da parte di padre ed ebbe l’esenzione da Hitler… Cosa dimostra questo? Semplicemente che sono favole tutte quelle che si raccontano a proposito del razzismo biologico Nazista e dello sterminio sistematico degli ebrei, in quanto non sarebbero esistite le “esenzioni” e/o le dichiarazioni di “arianità” concesse ad ebrei! Né avremmo visto 150 mila uomini collaborare con valore alla eliminazione di loro stessi!”.
Ecco dunque ridicolizzata con i fatti l’affermazione tipica di certi fascisti all’amatriciana che amano equiparare il Nazionalsocialismo ai movimenti razzisti attuali! Lo stesso discorso vale per il Fascismo; è ben vero che Mussolini varò le famose Leggi Razziali del 1938, ma è altrettanto vero che esse contenevano al loro interno tali e tante esenzioni da renderle sostanzialmente inapplicabili a tutti gli ebrei italiani… Si esentavano dagli effetti delle Leggi Razziali tutti gli ebrei che avevano combattuto durante la I Guerra Mondiale, quelli che avevano partecipato alla Marcia su Roma, quelli che avevano combattuto durante la Guerra d’Etiopia e quella di Spagna, nonché i loro parenti… In sostanza, nessun ebreo che aveva mostrato attaccamento allo Stato Italiano ed al Fascismo ebbe nulla da temere da quelle Leggi, mentre molto potevano avere da temere quegli ebrei, soprattutto sionisti, abituati a vivere come parassiti in un Paese che non consideravano la loro vera Patria! Dunque quello che erroneamente viene chiamato razzismo, non ha nulla a che fare con le dottrine deliranti (rimaste Leggi negli USA fino a tutti gli anni 60) che dividono gli uomini fra superiori (bianchi) ed inferiori (negri)… Nel cosiddetto razzismo Fascista e Nazionalsocialista non era certo l’aspetto biologico ad essere privilegiato, anzi! Avete mai visto un ebreo o un negro diventare biologicamente ariani per editto governativo?
Volendo poi giocare sullo stesso sporco piano dei primati “fascisti” del “Covo”, ecco quanto sosteneva Benito Mussolini il 4 giugno 1919 dalle colonne del Popolo d’Italia:
«Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo gli è che così vogliono i grandi banchieri ebraici di Londra e di New York, legati da vincoli di razza con gli ebrei che a Mosca come a Budapest si prendono una rivincita contro la razza ariana, che li ha condannati alla dispersione per tanti secoli. In Russia vi è l’ottanta per cento dei dirigenti dei soviet che sono ebrei… La finanza mondiale è in mano degli ebrei. Chi possiede le casseforti dei popoli, dirige la loro politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg; gli Schiff, i Guggenheim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza. Il bolscevismo è difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale è controllata e dominata dagli ebrei»
Capito? Nel 1919, ovvero quando nessuno in Europa aveva sentito parlare di Hitler! Altro che scelte imposte dall’arroganza dell’alleato Nazionalsocialista! Altro che totale assenza di razzismo nella politica mussoliniana!
Mussolini aveva, ben prima di Hitler, il quadro dello strapotere ebraico molto ben chiaro ed in evidenza, e non ebbe bisogno di nessuna sollecitazione per muoversi non contro gli ebrei in generale, ma contro quegli ebrei che si scagliarono contro la Germania e contro l’Italia in difesa del bolscevismo e delle plutocrazie occidentali controllate economicamente e politicamente da loro confratelli!
Inoltre, a prescindere  dalle citazioni riportate dai primati e dal sottoscritto, ogni persona dotata di buon senso sa che nella vita al mutare delle condizioni, mutano anche gli atteggiamenti dei singoli… Mussolini ebbe certamente delle diffidenze nei confronti dello sconosciuto Hitler che pareva scimmiottare il Fascismo italiano, così come, dopo avere combattuto una I Guerra Mondiale a loro fianco, era convinto di potere avere in Francia, Gran Bretagna ed USA dei validi alleati… Ma con il variare delle posizioni, con la vergogna delle Sanzioni volute dai Paesi forti contro l’Italia che tentava di affacciarsi in Africa e con la rivolta dei capitalisti e dei comunisti terrorizzati dall’idea di essere liquidati da questa nuova ideologia che aveva preso piede in Italia e Germania, ma che vedeva movimenti analoghi avanzare in Spagna (La Falange), in Belgio (il Rexismo di Degrelle), in Romania (La Guardia di Ferro di Codreanu), in Ungheria (le Croci Frecciate) e nella stessa Gran Bretagna (le camicie nere di Sir Oswald Mosley), senza contare i Paesi extraeuropei citati nell’articolo “Il razzismo nazista”, non potevano che mutare alleanze e posizioni sullo scacchiere internazionale.
Tanto per mostrare quanto sia ridicolo e patetico il tentativo dei nostri primati del fascismo di fissare un’idea eincendo dal contesto originario poche righe del pensiero di un uomo, eccovi le dichiarazioni che M. W. Churchill fece alla stampa italiana nel gennaio del 1927, durante un viaggio a Roma:
“Il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero. Sembra che ciò che caratterizza tutte le rivoluzioni sia una progressione costante verso la sinistra, una sorta di slittamento inevitabile verso l’abisso. L’ Italia ha dimostrato che esiste un mezzo per combattere le forze sovversive che possono ingannare le masse popolari e che queste, ben condotte, possono apprezzare il valore di una società civilizzata e difendere l’onore e la stabilità. E’ l’Italia che ci ha dato l’antidoto necessario contro il veleno rosso. (“La decomposizione dell’Europa liberale”, pag. 178 – M. Bertrand de Jouvenel).
Questo è lo stesso Churchill criminale che preferì allearsi dapprima segretamente, poi palesemente, con l’URSS di Stalin, al fine di cancellare il Fascismo ed il Nazionalsocialismo dall’Europa…
Terminato di ridicolizzare questi pagliacci senza nome, sena cervello e senza dignità che si arrogano il diritto di parlare di Fascismo senza averne compreso nulla, e per giunta con  abbondante utilizzo di falsità assortite, vorrei limitarmi a ricordare ai Camerati giovani, che spesso si fanno cogliere dai dubbi, che nessuna ideologia può essere applicata da diverse persone in diversi Paesi nella stessa identica maniera. Così come ci furono innegabili differenze fra il comunismo in URSS, in Cina e nel resto del mondo, ci sono state e ci sono differenze a volte macroscopiche fra i partiti che nel mondo si richiamano al socialismo o al cosiddetto Partito Popolare… Addirittura, possiamo vedere come nel Partito Popolare Europeo confluiscano diversi partiti italiani che in Patria sono schierati su fronti opposti, così come soltanto in Italia esistono socialisti schierati a destra e socialisti schierati a sinistra…
Indi, pretendere di considerare come cose distinte e separate due movimenti gemelli, per il solo fatto di essere andati al potere in due Paesi diversi, come accadde a Fascismo e Nazionalsocialismo, e di essere stati, quindi, adattati a due realtà molto diverse, è operazione infame e degna dei farabutti che si infiltrano nella nostra area al solo scopo di creare attriti e divisioni.
Leon Degrelle, fondatore del Rexismo in Belgio, chiamò così il suo movimento derivandolo dalla frase “Cristo Rex”… Ma non esitò a schierarsi, per comunanza di vedute, dalla parte della crociata Fascista e Nazionalsocialista contro il bolscevismo, senza nascondersi dietro alla differenza che esisteva fra lui, cristiano di ferro, ed Hitler, che certamente non fu l’esempio del cristiano praticante. Degrelle combatté sul fronte dell’Est e si guadagnò decine di decorazioni, anche per i combattimenti corpo a corpo… Partì soldato e tornò Generale.
Hitler stesso, parlando con Degrelle, ebbe a dirgli: “Se avessi avuto un figlio, lo avrei voluto come Lei”.
Ecco, cari Camerati: io ai topi di fogna che cercano di reinterpretare la Storia a loro uso e consumo, restandosene nascosti dietro all’anonimato per gettare letame sui veri Camerati, preferisco i Camerati veri che si gettarono in prima linea, senza nascondersi, per difendere le loro idee e quelle dei Camerati come loro, indipendentemente dal fatto che esistessero alcune differenze ideologiche fra loro.
A voi la scelta se essere degni di Leon Degrelle o del vigliacco con QI da primate che si firma eroicamente “Tiberio Gracco”!

 Carlo Gariglio

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