Noteranno subito i Camerati che questo numero del giornale (ed anche quello seguente) sarà diverso da tutti gli altri.
E’ accaduto, infatti, che di recente un simpatico studente liceale della Svizzera Italiana mi abbia chiesto aiuto per una ricerca impostata sulle diverse risposte date da partiti di tutte le ideologie alle diverse problematiche politiche, soprattutto per quanto riguarda fatti di assoluta attualità.
Ovviamente lo studente ha subito chiarito che non vi era in palio la pubblicazione dello studio in alcun luogo, ma nonostante ciò ho deciso di impegnarmi per dare una mano al giovane, riservandomi, nel contempo, di pubblicare il testo integrale dell’intervista – questionario per utilizzarlo come una sorta di programma politico integrativo, dal quale ciascuno di voi potrà evincere le posizioni ufficiali del MFL-PSN su svariati argomenti attuali. Questo anche in risposta a tutti quelli che ci credono un movimento reducistico legato soltanto ai saluti romani ed ai “Boia chi Molla”; credo che sia giunta l’ora di fare capire a tutti che il MFL-PSN, pur rifacendosi senza vergogna al passato, ha posizioni politiche precise ed attuali su qualsiasi tema politico, sociale ed economico, e non solo su questioni storiche. Inoltre, spero che questo serva anche a certi incorreggibili Camerati che, vedendo l’approssimarsi del mese di luglio, già reclamavano la pubblicazione del solito articolo elogiativo sulla nascita del Duce.
Diciamolo chiaro, una volta per tutte: secondo certuni, ogni mese di aprile dovremmo inserire un articolo con la biografia di Hitler e magari un altro con le foto di Piazzale Loreto, mentre nel mese di luglio dovremmo pubblicare il solito articolo che ci ricordi quant’era bello e bravo il nostro Duce.
Ma dato che siamo ormai nell’era di internet, dove chiunque può trovare informazioni biografiche su Hitler e Mussolini senza alcuna fatica, potendo anche scegliere fra le versioni più vergognosamente diffamatorie e quelle più veritiere ed obiettive, credo che certi articoli non abbiano più alcun senso.
Se proprio vogliamo parlare di storia, facciamolo almeno con criterio, magari pubblicando articoli revisionisti che contribuiscano a fare luce sulle tante omissioni e falsificazioni di regime, oppure ad evidenziare fatti tenuti nascosti dalla “cultura” mafioso – partigiana che domina in Italia. Mostriamo alla feccia antifascista che sappiamo parlare anche di fisco, federalismo, lavoro e quant’altro, senza limitarci come sempre a ricordare la bonifica delle paludi pontine!
Or dunque, cari Camerati incorreggibili, vedete di capire una volta per tutte quanto vado predicando, spesso invano, già da tempo in privato. Le tematiche storiche sono certamente sacre, così come lo sono quelle revisioniste, ma è giunta l’ora di mostrare alla gente che sappiamo anche parlare di attualità, e che anche noi abbiamo ricette valide per risolvere tutte le questioni più importanti della vita politica ed economica del Paese.
Viva il Duce, Viva Hitler, Viva i Fascisti veri, morte ai Fascisti all’amatriciana che tradiscono il nostro passato, ma diciamo la nostra anche sul resto!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
************
QUESTIONARIO
Nome e cognome: Carlo Gariglio
Partito: Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (Italia)
Ruolo: Segretario Nazionale
Esperienze politiche: Nel 1990 aderii al Fronte Nazionale di Franco Freda, per poi passare al MFL fin dalla sua costituzione (25 luglio 1991).
Titolo/i di studio: Laurea in Scienze Politiche – Indirizzo Storico
************
Scelga tre punti tra quelli proposti e li metta in ordine di importanza:
1) Estensione dello stato sociale
2) Ordine, sicurezza e rispetto della legalità
3) Politica migratoria restrittiva
FEDERALISMO
Cosa rappresenta il federalismo dal suo punto di vista?
Premetto di non essere molto interessato alle questioni del tipo “federalismo sì/no”, in quanto ritengo che non sia tanto la forma di Stato, quanto la capacità e la volontà dei politici a determinare la riuscita di un certo tipo di scelta istituzionale. Credo esistano Stati federali validi e non, così come esistono Stati centralisti più o meno validi. In Italia, con la classe politica di incapaci, parassiti e corrotti che ci ritroviamo, nessuna forma di Stato può funzionare bene.
In generale, prescindendo da quanto sopra, penso che il federalismo possa essere utile soprattutto a Stati molto estesi territorialmente, in quanto una certa dose di decentramento amministrativo è quasi obbligatoria.
È giusto che in alcune regioni il carico fiscale su reddito e sostanza sia inferiore?
Mi pare un discorso abbastanza assurdo. Io non solo credo che il carico fiscale debba essere più o meno uguale per ogni cittadino (ovviamente in proporzione al reddito), ma sono anche convinto che sia giusto pagare le tasse solo quando si hanno in cambio da Stato, Regioni e Comuni, dei servizi adeguati, altrimenti oso sostenere che l’evasione fiscale sia non solo giusta, ma anche doverosa.
Un conto è pagare le tasse nei Paesi scandinavi, ove il livello dei servizi è eccezionale, mentre ben diverso è pagare alte tasse in Italia, ove i servizi non esistono o sono fermi al medioevo. Ho espresso questi concetti chiaramente in questo articolo: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=362
Il federalismo può essere considerato come una lotta intestina di intensità molto leggera tra tante piccole borghesie locali?
In Italia pare proprio di sì, ma credo ciò accada perché si parla solo di federalismo a livello fiscale e finanziario.
Il federalismo è anche decentramento di poteri e competenze, non solo tasse da riscuotere e riutilizzare.
Esiste un problema di “gerarchizzazione territoriale” creata da questo sistema oltre alle naturali problematiche connesse alla rendita fondiaria tra paesi a scopo residenziale e città con ampi quartieri dormitorio?
Purtroppo si tratta di leggi di mercato: domanda ed offerta. Finché ci saranno persone disposte ed in grado di sobbarcarsi i costi per vivere in zone e città di lusso, i prezzi resteranno alti. Il giorno in cui chi affitta a prezzi vergognosi si troverà con le proprietà sfitte, sarà costretto a ribassare i prezzi.
Il federalismo è un sistema solidale? È vero che i principali beneficiari sono le persone benestanti?
Non credo che il federalismo interessi solo i benestanti… Se, come dicono, si tratta di pagare le tasse al proprio Comune o alla propria Regione, per vederle poi ritornare sotto forma di servizi al cittadino, credo che ne possano beneficiare anche i bassi redditi.
Tutto sta a vedere se sarà così.
Come valuta il centralismo?
Come dicevo all’inizio, centralismo e federalismo sono solo modi di operare della classe politica. Il centralismo può essere l’anticamera della dittatura, ma può anche essere ben applicato ed apportare benefici. Ovviamente, ciò richiede uno Stato che operi nell’interesse dei cittadini e che sia in grado di gestire perfettamente le competenze che ritiene di avere diritto di esercitare.
È favorevole a decentralizzare i Ministeri dalla capitale politica secondo il principio della specializzazione di ogni singola città?
Sono abbastanza favorevole, anche se non credo che specializzare le singole città sia una buona idea. Ritengo, invece, che Ministeri come quello dell’industria abbiano più senso in prossimità dei poli industriali della Nazione, indi non a Roma, nel nostro caso.
Dove si dovrebbero pagare le imposte? Al comune e alla regione di residenza o quello dove si svolge l’attività lucrativa?
Credo sia più corretto pagare ove si esercita l’attività di impresa; se ho un negozio a Milano, guadagno soldi dai milanesi, compro materie prime in zona, indi devo pagare le tasse a Milano. Ma se sono un semplice dipendente pendolare, allora le tasse posso anche pagarle ove ho la residenza effettiva.
Il federalismo aiuta a mantenere il principio di progressività delle aliquote fiscali?
Non credo che cambi nulla dal centralismo.
IMPOSIZIONE FISCALE
Come valuta l’attuale carico fiscale sulle persone fisiche e giuridiche?
Vergognosamente alto, specie se paragonato ai servizi che tornano indietro al cittadino.
È favorevole all’introduzione di un’imposta di successione per “espropriare” la ricchezza e fare quindi in modo che il capitale liquido e immobile non finisca per concentrarsi nelle mani di poche famiglie?
Dovrei pagare le tasse per ereditare i beni di mio padre o mia madre? Mi pare l’ennesima truffa di Stato! Se ci sono dei soldi, delle case, dei gioielli, normalmente sono già state pagate delle tasse su di essi, non capisco perché dovrebbe pagarne ulteriori chi succede…
È favorevole all’introduzione di un’imposta sulle donazioni effettuate?
No. Vale il discorso di prima: se dono dei soldi derivanti dalla mia attività, o un immobile che ho acquistato, ho già pagato le tasse. Perché pagarne ancora?
Su cosa dovrebbero essere tassate le aziende private?
Sugli utili che conseguono dalle loro attività.
Come valuta le deduzioni fiscalmente ammissibili? Secondo lei dovrebbe essere possibile poter dedurre di più per ogni figlio messo al mondo? Fino a che età un figlio agli studi può essere deducibile dalla dichiarazione dei redditi?
Le deduzioni fiscali sono un altro capitolo vergognoso del fisco italiano. Io acquisto dei beni e dei servizi, posso documentarlo, ma non posso detrarre l’intera spesa perché il fisco non la ritiene, in tutto o in parte, deducibile.
Un fisco giusto deve consentire al cittadino di detrarre dal suo reddito TUTTE le spese documentabili per la sua vita e quella della sua famiglia, comprese le vacanze al mare! Allora si pagherebbe veramente una giusta percentuale su denaro effettivamente intascato, non su redditi virtuali.
Circa i figli, finché sono mantenuti dalla famiglia è giusto dedurre tutte le spese relative.
Le persone singole si lamentano di essere “massacrate” dal fisco. Condivide queste esternazioni?
In Italia tutti sono massacrati dal fisco… Non credo che i single stiano peggio delle coppie con o senza figli.
Le coppie omosessuali, che hanno firmato un regolare contratto di matrimonio, hanno il diritto di godere del trattamento fiscale normalmente destinato alle unioni tra un uomo e una donna?
Perché no?
Come bisogna comportarsi, dal punto di vista fiscale, con le famiglie formate da agiati “DINKS” (acronimo inglese di “Dual income no kids”, ossia famiglie con doppio reddito che non hanno figli, per scelta)? A differenza delle altre coppie si tratta di persone che di norma svolgono attività altamente retribuite.
Cosa li differenzia dagli altri cittadini? Anche loro devono pagare le tasse sul reddito effettivo, detratti i costi… E se non hanno figli non avranno le detrazioni relative. Dato che le imposte sono progressive e percentuali, non vedo perché questi “DINKS” dovrebbero essere trattati diversamente!
Tassazioni forfetarie destinate a stranieri con reddito pari o superiore ai 120’000 Euro annui: è favorevole o contrario ad una loro abolizione?
Gli stranieri devono essere assoggettati allo stesso regime fiscale degli italiani, qualunque esso sia.
TASSE
Nella maggioranza dei casi colpiscono il consumo e da molti sono considerate moleste, se non vissute come una vera e propria ingiustizia da parte di chi svolge un’attività lucrativa a tempo pieno scarsamente retribuita. Qual è la sua posizione in merito?
Come ho già detto, il fisco italiano è uno dei più vessatori ed ingiusti del mondo. Tutti pagano troppe tasse.
Cosa ne pensa dell’IVA? È favorevole a creare un tasso unico su tutti i beni indistintamente se essi siano voluttuari o di prima necessità?
L’IVA è l’apoteosi delle rapine legalizzate. Qualsiasi cosa io acquisti, devo versare un’imposta del 20% allo Stato: perché? Oltre tutto, i lavoratori autonomi possono rivalersi dell’IVA versata sui loro clienti, ma i lavoratori dipendenti? Chi ripaga un operaio o un impiegato dell’IVA versata su ogni minimo acquisto?
Circa i beni di prima necessità, essi non dovrebbero essere minimamente tassati, mentre è accettabile pagare qualcosa per beni voluttuari.
Secondo lei bisognerebbe applicare un’IVA maggiorata sui beni di lusso destinati ad una cerchia ristrettissima di persone (yacht, orologi di lusso, fuoriserie, ecc…)?
Certamente è giusto che chi si può permettere i beni di lusso contribuisca maggiormente al fisco… L’ideale, come dicevo sopra, sarebbe detassare i beni di prima necessità ed applicare aliquote sempre più pesanti ai beni non necessari o di lusso. Fra questi ultimi inserire una bella tassa sugli ingressi in discoteche e locali vari frequentati da perdigiorno con portafoglio gonfio.
COSTUME, SOCIETÀ E CONDIZIONI DI LAVORO
Secondo lei esistono ancora le classi sociali? Se sì, può dare un nome alle classi che compongono l’insieme della popolazione?
Esistono certamente delle classi sociali, ma esse ormai non hanno più nulla a che fare con le classi inventate dal Marxismo, che divideva il mondo in borghesi (imprenditori e proprietari terrieri) e proletari (salariati che vivevano vendendo il loro lavoro ai primi).
Questi cambiamenti, che solo i comunisti ed i loro reggicoda non hanno compreso, hanno fatto sì che oggi esistano dipendenti salariati che guadagnano 500 mila Euro l’anno, ed imprenditori ed artigiani che faticano a raggiungere i 1000 Euro al mese.
Indi le classi sociali odierne sono determinate dal tenore di vita che riescono a garantirsi, più che dal tipo di professione esercitata.
A mio avviso, oggi possiamo suddividere il popolo in 4 classi sociali: quella dei poveri e disagiati, quella medio – bassa, quella medio – alta e quella dei super ricchi. E ciò è indipendente, come ho già detto, dal tipo di professione, dato che molti dei super ricchi sono oggi dei grandi manager dipendenti di società multinazionali, mentre molti dei disagiati e della classe medio – bassa sono professionisti, piccoli imprenditori individuali, artigiani, commercianti…
Talvolta i conservatori parlano di classe media (o ceto medio) ben distinto da uno popolare. Secondo lei da quali categorie professionali sono rappresentate queste due “classi”? Sarebbe in grado di definirle secondo dei parametri di reddito dichiarato?
La risposta credo sia già contenuta in quella precedente: non sono più le categorie professionali a determinare una classe o un reddito di appartenenza.
Circa i parametri di reddito, credo che il ceto popolare possa aggirarsi intorno ai 1000/1500 euro di reddito mensile, mentre quello medio lo collocherei fra i 2000 ed i 3000 euro mensili.
Lo Stato, per come è TEORICAMENTE concepito, è sufficientemente interclassista?
TEORICAMENTE lo Stato è ben concepito in tutti i suoi aspetti… Purtroppo la pratica è cosa ben diversa.
Una ricerca condotta da un’università della Svizzera Romanda evidenzia un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione attiva. In particolare si è posto l’accento sull’aumento delle malattie cardiovascolari e delle problematiche di natura psicosociale (stati ansiosi, disturbi del sonno, ecc…). Questa problematica è stata messa in relazione con le mutate condizioni di lavoro. Condivide questa conclusione?
Più che del solo lavoro parlerei di mutate condizioni di vita. Certamente un lavoro stressante, mal pagato e precario contribuisce a peggiorare la salute dei cittadini, ma accanto a questo porrei una vita sempre più stressante, città caotiche ove diventa impossibile riposarsi, spostamenti sempre più problematici… Senza dimenticarci dell’aumento costante di inquinamento che si accompagna alla diminuzione del verde e dell’aria pura.
I sindacati hanno potere contrattuale? Come dovrebbero organizzarsi? Sulla base della categoria (tutti i lavoratori di un settore, indistintamente dalla mansione svolta in azienda, sono iscritti al medesimo sindacato), su quella professionale (il sindacato degli impiegati, quello dei metalmeccanici, ecc…) o puntare sulla creazione di un sindacato unico?
I sindacati in Italia hanno TROPPO potere e ce ne accorgiamo quando sigle sconosciute, che contano poche decine di iscritti, paralizzano interi settori della vita pubblica. Inoltre, sono troppo politicizzati e se ne infischiano del bene del lavoratore, pensando soltanto a sostenere i provvedimenti di un governo amico e ad avversare quelli di un governo di colore opposto. Basti vedere i cortei giornalieri contro il governo Berlusconi e la sostanziale complicità con tutte le malefatte dei passati governi Prodi.
L’ideale sarebbe un sindacato unico strutturato a livello corporativo, come proponiamo noi da sempre.
Chi fa l’operaio alla catena di montaggio deve avere le stesse tutele, indipendentemente dal fatto che sia comunista o fascista; che senso ha un sindacato comunista, uno socialista, uno leghista…?
Lo Stato è influenzato dai potentati economici?
Lo Stato (e non solo quello italiano!) è completamente sotto il controllo di lobbies economiche.
A quale età una persona può ritirarsi dal mondo del lavoro? È favorevole all’introduzione di un “pensionamento flessibile” che va nella direzione della funzione svolta con lo scopo di far ritirare anticipatamente coloro che hanno svolto un lavoro insalubre o fisicamente usurante?
Più che di età fissa parlerei di anni di lavoro. Mi spiego: se io inizio a lavorare a 15 anni per problemi familiari, non è giusto che vada in pensione alla stessa età di chi inizia a lavorare a 30 anni, dopo essersi laureato con comodità. Dunque, si dovrebbero fissare un minimo di anni di lavoro, al di sotto del quale non si ha diritto alla pensione, ed un massimo, che dà diritto alla pensione immediata.
Credo che un minimo di 15 anni ed un massimo di 40 potrebbero essere giusti.
Circa l’età, ritengo che chi lavora per 40 anni abbia diritto alla pensione immediata, anche se ha solo 55 anni, mentre per gli altri l’età minima per andare in pensione dovrebbe essere 65 anni, ferma restando la possibilità di scegliere se lavorare ulteriormente fino a 70 anni.
Concordo, infine, con la necessità di prevedere dei correttivi per quanti hanno svolto lavoro usuranti e/o insalubri: pensione anticipata o bonus di anni di contribuzione.
È favorevole all’introduzione di un salario minimo legale a prescindere dalla professione in modo da non creare discriminazioni e lamentele, specie nei confronti dei migranti accusati spesso di “rubare il lavoro”?
A cosa servirebbe? I migranti che rubano il lavoro lo fanno spesso e volentieri in nero. Mi risulta che esistano già dei minimi sindacali, ma il lavoratore deve essere in regola… Altrimenti, non cambierà mai nulla.
Dal suo punto di vista è preferibile introdurre un “salario sociale” in cui si percepisce molto poco ma lo Stato si occupa di garantire i bisogni primari quali una casa proporzionata al numero di componenti di un nucleo famigliare, l’accesso gratuito alla sanità, i trasporti pubblici a prezzi popolari, ecc… oppure bisogna puntare sul pagamento generalizzato di salari che consentono una vita decorosa?
Credo che in Unione Sovietica potesse andare bene la prima ipotesi, ma in uno Stato civile e moderno TUTTI devono avere diritto ad avere gli strumenti per fare una vita decorosa e migliorarla.
È favorevole a mettere fuori legge le agenzie di lavoro interinale? Nel caso fosse favorevole, chi dovrebbe incaricarsi per fare da intermediario tra forza lavoro e padronato? Secondo lei attraverso ad esse è stato legalizzato il caporalato in economie complesse?
Metterle fuori legge? E perché? Vogliamo dimenticarci, come tanti “sinistri” di casa nostra, che prima dell’istituzione di queste agenzie e del lavoro precario, l’alternativa a quest’ultimo era spesso e volentieri la totale disoccupazione?
Capisco che a nessuno piaccia un lavoro a termine o precario, ma è sempre meglio della totale disoccupazione.
Inoltre, non vedo perché drammatizzare con la storia del caporalato… Da sempre esistono agenzie di intermediazione in tutti i campi, che vivono mettendo in contatto domanda ed offerta di beni e servizi. Perché demonizzare quelle che vivono mettendo in contatto domanda ed offerta di lavoro?
Come valuta il ruolo della pubblicità e le tecniche di comunicazione usate? Lo Stato dovrebbe intervenire maggiormente a tutela dei consumatori, con un occhio di riguardo ai bambini in tenera età?
Lo Stato dovrebbe togliere dal commercio tutti i prodotti per i quali si è fatta una pubblicità ingannevole e falsa, nonché sanzionare i produttori di essi.
Forse così la finiremmo di strapagare prodotti dozzinali e servizi inutili reclamizzati da testimonial pagati a peso d’oro… Le aziende dovrebbero smetterla di rimbambire il popolo con i loro spot, limitandosi a vendere i loro prodotti al prezzo minimo possibile, esattamente come fanno le piccole aziende che vendono i loro prodotti, spesso di qualità superiore alle grandi marche, nei discount.
Come valuta l’esposizione delle merci e altre tecniche di vendita utilizzate nei grandi magazzini? Alcune persone denunciano che usando carrelli enormi, beni ingombranti posti alla fine, ecc… i consumatori perdano il senso di quello che stanno spendendo, subendo un salasso una volta giunti alla cassa. Condivide questa posizione?
Certamente ci sono delle strategie truffaldine nell’esposizione dei prodotti, ma credo che il problema principale sia la stupidità del consumatore… Se si è attenti e si sa cosa (e dove) comprare, i grandi magazzini possono usare tutte le tecniche possibili, ma non otterranno risultati.
La casa deve essere di proprietà oppure si possono tollerare i grossi proprietari immobiliari (categoria composta da grosse istituzioni finanziare e da padroni di casa)? Lo Stato deve occuparsi in prima persona nel fornire degli alloggi?
Credo che possano coesistere sia le case di proprietà, sia l’edilizia popolare a carico dello Stato per avvantaggiare le classi meno abbienti, esattamente come accadeva durante il periodo Fascista.
Potremmo anche accettare la presenza di grandi proprietari di immobili che affittano le case, ma gli affitti dovrebbero essere calmierati per Legge. Non è accettabile una situazione come quella odierna, ove il costo degli affitti è spesso superiore al salario di un operaio.
Integrazione degli immigrati nel nostro tessuto sociale ed economico: lama a doppio taglio o opportunità culturale? Crede che dietro l’integrazione ci sia un preciso disegno che spinge gli immigrati ad accettare lavori pericolosi e usuranti con poche noie di natura sindacale per le aziende? Ritiene che le persone che dovrebbero essere oggetto di “integrazione” rischiano di essere delle vittime?
Per prima cosa, è necessario capire che nonostante il nostro buonismo pseudo cattolico, sono proprio gli immigrati a non volersi integrare. Troppo spesso li vediamo costituire ghetti chiusi nei confronti dell’esterno e persino degli altri immigrati. Questi signori, avendo capito che l’Italia è il Paese di Bengodi per gli immigrati, pretendono di essere trattati come e meglio dei cittadini, ma in compenso non ritengono di avere alcun obbligo nei confronti della comunità che li ospita. Abbiamo visto nelle cronache molto spesso degli immigrati che vivono e lavorano in Italia con tutti i diritti, ma che magari ammazzano le figlie che osano frequentare gli italiani invece che i connazionali…
D’altra parte, è anche vero che spesso la finta solidarietà non è altro che una maschera dietro la quale si nasconde il più bieco degli sfruttamenti… Si finge di essere umani e tolleranti, si sollecita l’arrivo di nuovi stranieri, ma poi li si costringe a lavorare come muli sottopagandoli e sfruttandoli.
Ovviamente per evitare queste cose, sarebbe necessario uno Stato forte ed autorevole, in grado di cacciare via chi non intende integrarsi e di sbattere in galera i tanti sfruttatori nostrani… Ma ovviamente ciò non accade.
Sovente i partiti di destra pongono l’accento su un’islamizzazione del territorio. Ben più tangibile è invece una pesante colonizzazione americana che non si limita alla sola cultura. Lei cosa ne pensa?
I partiti di destra, specie della cosiddetta estrema destra che spesso si spaccia per “fascista”, sono composti da imbecilli senza cervello, che scimmiottano il Fascismo senza neppure sapere che MAI il Fascismo osò essere antiislamico… Anzi, è bene ricordare che l’Islam fu uno dei più fedeli alleati nella guerra del sangue contro l’oro che Italia e Germania furono costrette ad intraprendere per la loro sopravvivenza.
E mentre la Chiesa cattolica, dopo avere munto dal Fascismo ogni sorta di privilegio, tradiva l’Italia passando dalla parte di comunisti, ebrei e massoni, le divisioni di SS Islamiche resistevano fino all’ultimo uomo al fronte.
Dunque, gli idioti che oggi gridano davanti all’Islam, farebbero bene a ricordare che l’Europa venne rasa al suolo da americani e comunisti, non dagli islamici… E che ancora oggi gli USA hanno ben 113 basi di occupazione sul territorio italiano… Mentre non mi risultano eserciti islamici armati che scorrazzano sul nostro suolo Patrio.
INFRASTRUTTURE E APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO
Secondo lei quali dovrebbero essere le principali fonti da cui poter ricavare l’energia necessaria a muovere l’intero paese?
Sarebbe tanto bello, come pensano i tanti ecologisti senza cervello, potere fare funzionare il Paese solo con energie pulite come l’eolico ed il solare, ma dato che stando agli esperti ciò non è possibile, in quanto tali fonti di energia potrebbero al massimo arrivare a coprire il 30% del fabbisogno nazionale, la scelta è obbligata: petrolio, carbone e nucleare… Tenendo conto del fatto che petrolio e carbone prima o poi si esauriranno, e che sono comunque molto più inquinanti del nucleare, la scelta di chi ha cervello è molto chiara…
È favorevole al nucleare?
Certamente sì, per una serie di motivi che purtroppo i tanti fessi italiani non riescono a comprendere.
Innanzi tutto, il nucleare è molto più sicuro di altre forme di energia… Si parla tanto del cataclisma che ha sconvolto il Giappone, ma si dimentica di dire che la centrale nucleare in avaria ha causato due morti, mentre la centrale idroelettrica la cui diga è stata spazzata via dallo tsunami, ha causato migliaia di morti…
Inoltre, dato che le radiazioni non si fermano alla frontiera, rinunciare al nucleare mentre si è circondati da qualcosa come 439 centrali nucleari europee, è il classico modo di ragionare alla Pulcinella degli italiani…
Ci godiamo gli stessi rischi dei Paesi confinanti, ma non abbiamo i benefici, restando costretti a pagare l’energia il 50% in più dei francesi, ad esempio.
Purtroppo in Italia contano di più le urla dei pezzenti noglobal e notav dei pareri di illustri scienziati…
Come bisognerebbe intervenire per evitare degli sprechi di energia ( riduzione dell’illuminazione pubblica dopo una certa ora, ecc…)?
Sprechi ce ne sono tanti, sia nel pubblico, sia nel privato, come le assurde illuminazioni che vediamo in giro durante certe festività come il Natale, o come in certi negozi con le vetrine illuminate 24 ore su 24. Anche l’abuso di aria condizionata che molte famiglie, negozi e pubblici uffici stanno realizzando andrebbe controllata.
Opere di ingegneria civile: cosa è più urgente realizzare tra nuove trasversali ferroviarie o l’ampliamento della rete viaria? È favorevole alla costruzione di nuovi porti commerciali?
Da buon Fascista, sono favorevole a TUTTE le opere pubbliche che modernizzano il Paese e risolvono problemi di trasporti e comunicazioni.
Il NO alle opere pubbliche lo lasciamo all’oscurantismo della sinistra, che continua a tuonare contro la costruzione di qualsiasi cosa, dal Ponte sullo Stretto di Messina alla TAV.
Secondo lei ci sono troppi mezzi privati in circolazione? Se sì, cosa propone per poter abbassare il numero nell’ottica di rispettare il binomio tra costi e benefici?
Certamente sono troppi, ma ciò dipende dalla stupidità del cittadino medio. Una volta c’era un automobile per ogni nucleo familiare, e raramente se ne acquistavano due… Oggi ogni famiglia ha 3 o 4 vetture, la maggior parte delle usate senza reale necessità; ogni giorno vediamo esimie mamme che portano i figli a scuola con il SUV, magari ad un isolato da casa, oppure ragazzetti che si recano a scuola in auto, ed ancora perdigiorno notturni che passano la notte a girare da un locale all’altro. Persino i minorenni ora hanno a disposizione le cosiddette “Minicar”, benché contribuiscano a mandarne molti all’altro mondo.
Ed il bello è che le famiglie che sperperano risorse così sono le stesse che poi piagnucolano sulla presunta “crisi”!
Ma non vedo modo per limitare l’uso di veicoli inutili, se non una nuova educazione al risparmio ed al rispetto per il prossimo e per l’ambiente.
È favorevole alla riduzione del numero di autotreni in circolazione trasferendo il traffico di merci dalla strada alla rotaia o via mare?
Certamente sì. Non a caso sono un accanito sostenitore della TAV.
RICERCA
Come valuta la creatività e l’innovazioni apportate dal nostro capitale privato?
Praticamente nulle, specie se pensiamo a cose che riguardano la collettività.
Chi si dovrebbe occupare dell’innovazione? Il settore pubblico, quello privato oppure un’interazione tra i due?
Un’interazione fra i due, sempre tenendo presente il fatto che il settore pubblico dovrebbe badare di più agli interessi della collettività, mentre quello privato può anche limitarsi a badare ad interessi di casta o di categoria.
Spesso si sente l’accusa secondo la quale il capitale dell’Italia settentrionale non è in grado di apportare innovazione perché la classe dirigente ad esso associato non guarda oltre all’acquisto della villa del ’700 o del SUV nuovo. Secondo lei è necessario dare delle nuove motivazioni agli imprenditori?
In parte sarà anche vero, ma teniamo anche conto del fatto che spesso l’imprenditore ha le mani legate dallo Stato e dallo strapotere sindacale. Se si tenta di creare flessibilità nei contratti i sindacati rossi bloccano tutto, se si licenzia qualche farabutto che ha sabotato l’impresa per cui lavora sindacati e magistrati ne impongono la riassunzione, se si automatizza una fabbrica l’imprenditore viene crocifisso perché lascia a casa molti lavoratori…
Ovviamente l’imprenditore tira a campare, oppure chiude e riapre all’estero, dove tutte queste cose non accadono.
Sono necessari incentivi, sgravi fiscali e meno laccioli burocratici, se vogliamo vedere gli imprenditori fare qualcosa di innovativo ed utile.
Come valuta le relazioni tra università e aziende?
Nulle, dato che la stragrande maggioranza dei laureati non sa fare assolutamente nulla di pratico una volta terminati gli studi.
Come valuta l’apparizione delle “università delle scienze applicate” i cui programmi risultano essere maggiormente “professionalizzanti”?
Positivamente, proprio per i motivi di cui sopra.
È favorevole al taglio delle materie umanistiche a favore di quelle scientifiche? Se sì, quali taglierebbe?
Non sono favorevole al taglio delle materie umanistiche, ma lo sono al tagli di certi corsi di Laurea inutili, che contano poche decine di iscritti in tutta Italia.
Il nostro paese dovrebbe puntare a specializzarsi in un settore di nicchia (macchinari di precisione, gestione di capitali, ecc…)?
Se intendi la Svizzera, credo lo sia già… Se intendevi l’Italia, non credo ciò sia utile e possibile. L’Italia è un Paese a forte vocazione turistica, sia nel periodo estivo, sia in quello invernale; inoltre attira anche un turismo più elevato del solito svernare al mare o in montagna, grazie alle sue città d’arte.
Oltre a ciò, abbiamo molti prodotti “made in Italy” che vanno forte in tutto il mondo… Non credo proprio sia necessario specializzarsi in un solo settore.
Come valuta l’apprendistato? Un’opportunità per i giovani di imparare un mestiere (di cui certe categorie cominciano a scarseggiare) o un dipendente a basso costo per le aziende già produttivo dopo pochi mesi dall’inizio del tirocinio?
Entrambe le cose, a seconda del punto di vista. Ritengo l’apprendistato sia fondamentale, ma nel contempo credo che si debba regolamentare per impedire alle aziende di approfittarne… Ad esempio, impedendo alle aziende di licenziare un apprendista per assumerne un altro.
L’istruzione deve essere pubblica o privata? Gli istituti privati possono avanzare la pretesa di godere di finanziamenti pubblici?
In un Paese civile l’istruzione dovrebbe essere pubblica, ma dato che l’Italia non lo è, ben venga l’istruzione privata. Oggi la scuola pubblica, a tutti i livelli, oltre a non preparare gli allievi, pretende anche di plagiarli indirizzandoli invariabilmente verso pensieri di sinistra, grazie al fatto che praticamente tutti i docenti sono figli del nefasto 68; scioperi, cortei contro il governo e qualsiasi riforma proposta, violenze nei confronti dei pochi studenti che ragionano a non aderiscono alle organizzazioni delinquenziali dell’estrema sinistra…
Con questo clima, non possiamo stupirci del fatto che molti tentino di preservare la salute mentale dei figli rivolgendosi al privato.
E proprio per questi motivi, cioè per l’incapacità del pubblico di garantire adeguata istruzione, ritengo che qualche finanziamento lo meriti anche la scuola privata.
ECONOMIA
Come dovrebbero essere ripartiti i compiti di gestione economica tra Stato e iniziativa privata?
Come ho già detto in altre risposte, lo Stato dovrebbe occuparsi soltanto dei settori pubblici, ed in particolar modo di quelli dove un privato non troverebbe modo di realizzare utili. Questo, ovviamente, in un Paese civile con una classe politica capace. Non saprei dare una percentuale precisa, ma credo che lo Stato dovrebbe occuparsi di sicurezza pubblica, di sanità e di poche altre questioni.
È favorevole alla privatizzazione di alcuni settori particolarmente delicati (per esempio quello della sicurezza, dove si assiste ad un pullulare di agenzie di sicurezza private)?
Sono costretto a ripetermi: se lo Stato funzionasse a dovere ed i politici fossero competenti, preparati ed onesti, sarei decisamente contrario a privatizzare settori così delicati come la sicurezza.
Purtroppo in Italia le cose non funzionano, grazie a politici corrotti, incapaci ed incompetenti, indi il privato deve per forza di cose tentare di supplire come può a questa triste situazione.
Parlando di sicurezza, da anni assistiamo a tagli assurdi che colpiscono le forze di Polizia ed i Carabinieri… Cercare di difendersi da soli diventa, per i cittadini, una dura necessità.
Lo Stato deve ancora tenere delle attività economiche in mano? Se sì, quali?
Ripeto: lo Stato dovrebbe occuparsi solo di Sanità, Sicurezza ed eventualmente Trasporti, specie per quei collegamenti dove il privato non arriva perché non vede la possibilità di realizzare utili.
Lei valuta positivamente o negativamente l’intervento di capitali (e quindi di classi dirigenti) provenienti dall’estero nel nostro tessuto economico nazionale? Ritiene che sono presenti giusto per sfruttare la nostra legislazione e alcuni benefici per chi intende aprire un’attività lucrativa?
Magari le motivazioni di questi stranieri sono proprio legate allo sfruttamento della nostra legislazione, ma non possiamo negare che l’afflusso di capitali stranieri ha spesso salvato delle aziende italiane, permettendo loro di continuare a produrre e salvare posti di lavoro.
Se i capitali stranieri portano sviluppo e lavoro, non ci vedo nulla di male.
La delocalizzazione della produzione è una minaccia o un’opportunità? Che condizioni dovremmo offrire agli imprenditori che intendono investire nel nostro paese oppure per farli rimanere? (legislazione liberale in materia di contratti di lavoro, sconti fiscali, supporto di università, ecc…)
E’ una minaccia per i lavoratori nostrani, ma è un’opportunità per le nostre aziende. Trasferire gli impianti all’estero, dove i costi del lavoro ed il carico fiscale sono notevolmente più bassi, ha consentito a molte aziende italiane di sopravvivere e tornare competitive sul mercato; d’altro canto, molti lavoratori italiani sono rimasti senza lavoro o non riescono a trovarne alcuno.
Invece di gridare contro l’imprenditore che fa il suo mestiere e bada agli utili, sarebbe il caso di gridare contro la classe politica italiana, che non fa altro che strangolare gli imprenditori fra tasse, intoppi burocratici e sindacalismo selvaggio.
Per trattenere in Italia la produzione, ed attirare nel contempo qualche imprenditore straniero, è necessario cambiare totalmente musica, rendendo il costo del lavoro meno pesante, creando un fisco più equo e meno vessatorio, nonché regolamentando i diritti della miriade di sigle sindacali con le quali si deve avere a che fare.
Secondo lei c’è troppa burocrazia? Se sì, cosa propone per combatterla?
Certamente sì! In Italia non si può fare nulla senza scontrarsi con le assurdità burocratiche, che ti impongono un vero e proprio gioco dell’oca ogniqualvolta devi richiedere un permesso, un documento o addirittura pagare una tassa.
Per combatterla sarebbe sufficiente razionalizzare le incombenze che gravano sul cittadino, eliminando gran parte dei passaggi richiesti per avere un semplice documento o permesso. In molte situazioni l’autocertificazione basterebbe a risolvere molti problemi.
Come valuta i funzionari pubblici? Una casta composta da diversi incapaci e fannulloni da ridimensionare urgentemente oppure sono necessari al buon funzionamento dell’apparato statale?
Per lo più si tratta di una casta di parassiti incapaci, privilegiati per motivi politici da chi vuole garantirsi appoggi e voto di scambio.
A mio modo di vedere la maggior parte di questi parassiti andrebbe gettata per la strada e si dovrebbe istituire il principio meritocratico per quanti rimarrebbero ad occupare il loro posto di lavoro.
Assumere persone capaci e competenti, licenziare parassiti ed incompetenti assunti per nepotismo: ecco tutto.
Come valuta la produzione di beni da parte del capitalismo? Sarebbe favorevole ad un taglio dei prodotti oggi in circolazione tenendo giusto l’essenziale per soddisfare i bisogni primari?
Il capitalismo certamente porta ad uno sfrenato consumismo che porta il cittadino spesso ad indebitarsi per rincorrere il più inutile dei gadget, ma si tratta di una legge di mercato che solo l’intelligenza dei consumatori dovrebbe correggere.
Finché ci saranno legioni di idioti che si mettono in coda per acquistare l’ultimo modello di telefono cellulare o di TV a schermo piatto, ci sarà qualcuno che li produce e li lancerà sul mercato.
Sta al consumatore finale identificare cosa può essergli indispensabile, cosa utile e cosa assolutamente futile e costoso.
CRIMINALITÀ ECONOMICA
È favorevole alla legalizzazione della prostituzione attraverso dei controlli medici regolari, dei sostegni psicologici e delle tassazioni speciali a favore di chi esercita questo “mestiere”? Al contrario ritiene che il problema della prostituzione debba essere represso? Se sì, chi merita la repressione, coloro che si prostituiscono per ragioni moralmente deprecabili, i clienti o i gruppi criminali che ci lucrano sopra?
La prostituzione deve essere legalizzata e regolamentata, cosa che renderebbe più sicura la professione alle prostitute, ma soprattutto andrebbe consentita solo in case chiuse e mai per strada. Ne guadagnerebbero anche la salute dei clienti e l’economia dello Stato, in quanto fior di quattrini che oggi circolano in nero emergerebbero a favore del fisco.
Ovviamente, una volta regolamentata la prostituzione, si dovrebbe colpire duramente quante dovessero tentare di esercitarla senza sottostare alle regole, magari continuando ad esercitare per strada senza controlli. In questo caso, oltre alle sanzioni per le prostitute irregolari, ci vorrebbero pene severissime per i gruppi criminali che ci lucrano sopra, magari schiavizzando le prostitute specialmente straniere e clandestine.
È favorevole alla legalizzazione della droga e di altre sostanze atte ad alterare lo stato psico-fisico fatte in apposite strutture sanitarie pulite e gestite dallo Stato ove i consumatori devono obbligatoriamente iscriversi ad un registro accessibile alle autorità? Al contrario ritiene che il problema della droga vada pesantemente represso? Se sì, chi merita la repressione tra coloro che ne fanno consumo, la spacciano o i gruppi criminali che ci lucrano sopra?
Non solo non sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe, ma sono assolutamente convinto che anche i consumatori debbano finire in galera, oltre agli spacciatori.
E’ ora di finirla con la litania delle povere vittime della droga! Chi si infila un ago in una vena, chi sniffa la cocaina o chi fuma delle cosiddette “droghe leggere”, lo fa in piena consapevolezza di violare la Legge e di diventare un pericolo per sé e per gli altri. Dunque meno comunità, meno tolleranza, meno pietismo e galera vera per chiunque si droghi!
La cronaca quotidiana ci riporta casi di rapine a mano armata, topi d’appartamento, taccheggi nei grandi magazzini, ecc… che vengono socialmente condannati. Ma non viene quasi mai citata una certa criminalità economica (o gestioni al limite della legalità e del buon gusto) che crea altrettanti dissesti che vanno poi a carico della società. Qual è il suo pensiero in merito?
Purtroppo giornali, TG e tutta l’informazione sono nelle mani di quegli stessi ambienti politici ed economici che si macchiano di queste grandi infamie tipo Parmalat, Cirio e tante altre, indi è difficile vedere l’opinione pubblica scagliarsi contro questi grandi criminali economici… E’ più semplice mostrarsi indignati nei confronti di chi ruba una mela, piuttosto che di personaggi come Callisto Tanzi e di tutti i banchieri che continuavano a consigliare i poveracci di investire in Parmalat, nonostante sapessero molto bene che si trattava di titoli – spazzatura.
Cosa ne pensa di finanzieri e grandi speculatori?
Tutto il male possibile. Si tratta di una casta immonda di parassiti pronti a rovinare milioni di persone per aumentare il valore dei loro titoli.

GESTIONE AZIENDALE
Uno dei grandi meriti dell’iniziativa privata è da ricercarsi nel contenimento dei costi di gestione. In compenso una critica ricorrente è quella secondo cui si è assistito ad un peggioramento delle condizioni di lavoro e una retribuzione eccessiva di quadri e azionisti. Condivide queste critiche?
Più o meno. Ma anche qua devo fare risalire la responsabilità alla classe politica che non controlla e non è in grado di intervenire in favore del bene pubblico e delle classi meno abbienti.
Il Fascismo creò una legislazione sociale splendida, che pur garantendo agli imprenditori le loro proprietà e la loro autonomia, imponeva una serie di controlli ed obblighi per i proprietari volti a mantenere le condizioni e le retribuzioni dei lavoratori dignitose. Fu il Fascismo ad istituire il sabato festivo, così come creò l’INPS, l’INAIL, la sanità gratuita, l’assistenza ad invalidi e malati… E fu sempre il Fascismo, sebbene solo durante la RSI, ad introdurre la socializzazione delle imprese, ovvero, il diritto dei lavoratori a partecipare alla ripartizione degli utili.
Sessantasei anni di “democrazia” hanno riportato il mondo del lavoro indietro di secoli!
Secondo lei sono sufficienti il salario mensile, la tredicesima mensilità e le vacanze stabilite dalla legge per riconoscere il lavoro di un salariato dipendente? Il dipendente ha diritto a rientrare a pieno titolo in una fase di ripartizione degli utili o rimane esclusivamente una pedina destinata a conseguire il profitto necessario alla retribuzione di dirigenti e azionisti e far sopravvivere l’azienda nel tempo?
Come ho appena detto, il lavoratore deve partecipare alla ripartizione degli utili, cosa che consentirebbe di ricreare finalmente quel clima di collaborazione fra le classi voluto dal Fascismo.
Oggi il lavoratore tira a campare, bada solo a completare il suo orario di lavoro facendo meno sforzi possibili, ed è in perenne conflitto con le classi dirigenti, cosa che soddisfa gli incorreggibili epigoni del comunismo.
Ma se il lavoratore fosse una delle componenti dell’impresa, alla pari dei proprietari e dei tecnici, sarebbe certamente più gratificato e troverebbe motivazioni economiche e sociali per dare il meglio di sé collaborando con il resto dell’azienda.
Un’azienda, rispettivamente di piccole, medie e grandi dimensioni, quanti livelli gerarchici dovrebbe avere?
Credo che qualsiasi azienda possa funzionare basandosi sui lavoratori manuali, sui tecnici (impiegati), sui dirigenti e naturalmente sui proprietari, indipendentemente dalla sua grossezza.
Certamente le piccole aziende avranno meno persone addette a ciascun settore, ma i livelli dovrebbero essere sempre gli stessi.
Come dovrebbero essere organizzate le aziende? Come dovrebbe avvenire la ripartizione dei compiti tra dirigenti e piani gerarchici inferiori? Secondo lei ci sono i presupposti per favorire un processo di cogestione o autogestione che parte dal basso?
Tutto dovrebbe basarsi su competenza e responsabilità. Ciascuno dovrebbe avere un ruolo ben definito e muoversi al suo interno, senza sconfinare in altri ambiti. La cogestione contrasta con questo, in quanto porterebbe delle categorie di lavoratori a prendere decisioni su argomenti e compiti che non conoscono a sufficienza.
Ad esempio, un operaio dovrebbe potere dire la sua sull’organizzazione della catena di montaggio, sulla dislocazione dei macchinari, sull’organizzazione dei turni, ma non potrebbe certo decidere se vendere il prodotto in Asia piuttosto che in Europa.
A quanto dovrebbero ammontare le ore di lavoro svolte in una settimana?
Credo che le attuali 40 ore siano giuste, suddivise in 5 giorni lavorativi di 8 ore.
Quante settimane di vacanza all’anno dovrebbero essere concesse ad un lavoratore dipendente, oltre ai giorni stabiliti dal calendario (Natale, Capodanno, ecc…)?
Quattro settimane, magari da dividersi in due periodi separati dell’anno.
Come valuta gli efficienti sistemi di produzione giapponese e i cambiamenti da essi apportati?
So che l’efficienza giapponese è proverbiale, così come la qualità dei prodotti esportati, ma non sono sufficientemente informato sui cambiamenti recenti apportati alla produzione.
In ogni caso, ritengo che i prodotti giapponesi siano una garanzia di qualità.
È favorevole ad un divieto generalizzato del lavoro notturno, fatta eccezione di alcune categorie professionali (ospedali, panettieri, ecc…) a cui verrebbe concesso un riconoscimento di natura pecuniaria?
Assolutamente no. Certamente il lavoro notturno andrebbe retribuito maggiormente, ma non vedo perché vietare i turni nelle fabbriche o nei negozi che decidono di rimanere aperti 24 ore su 24.
È favorevole alla detassazione degli straordinari nell’ottica di incentivare il senso del dovere?
Certamente sì.
Cosa ne pensa del sempre più massiccio ricorso della manodopera immigrata? Può essere un espediente usato dal padronato per allargare il bacino della forza lavoro e di conseguenza calmierare i salariali? Questo tipo di manodopera, generalmente poco radicata sul territorio, crea delle problematiche con i lavoratori indigeni venendosi a creare delle divisioni tra lavoratori?
Mi pare di averne già parlato in altra risposta. Molto spesso, dietro alla finta solidarietà sinistrorsa, si nasconde la volontà di riempire le fabbriche e le case dei ricchi con un nuovo proletariato senza diritti ed a bassissimo costo.
Questo, ovviamente, fa sì che i lavoratori italiani si ritrovino a dover scegliere fra la disoccupazione e la necessità di lavorare per salari analoghi a quelli degli immigrati, che però non possono certo bastare per fare una vita decorosa, né tanto meno per mantenere una famiglia.
Come sempre accaduto nella storia in ogni parte del mondo, questa situazione crea una guerra fra poveri, dato che per molti è difficile comprendere che la colpa di tutto ciò non è degli immigrati, ma della classe politica ed imprenditoriale che permette e favorisce questa situazione.
Chi predica tolleranza ed integrazione, spesso persegue obiettivi nascosti tutt’altro che nobili: la chiesa e le sinistre puntano ad arruolare fra i loro “adepti” nuovi poveri Cristi, mentre le classi agiate puntano ad avere nuovi schiavi da sfruttare.
È favorevole alla socializzazione dei mezzi di produzione?
Assolutamente no! Così come vogliamo la tutela dei lavoratori e dei meno abbienti, pretendiamo anche la tutela della proprietà privata.
Ritiene che i comprovati aumenti di produttività a cui si è assistito negli ultimi 20 anni sono stati riconosciuti dalle aziende? La domanda è relativa alla stagnazione dei salari che crescono poco o nulla da diversi anni a questa parte.
I salari non crescono sia per la rapacità degli imprenditori, sia per il folle sistema fiscale e previdenziale che vige in Italia. Non dimentichiamoci che un lavoratore che incassa mille euro di salario, ne costa almeno il doppio all’azienda, fra versamenti INPS, INAIL ed altro.
Diminuire il costo del lavoro e dare la possibilità ai lavoratori di incassare lo stipendio lordo, provvedendo poi essi stessi alla loro previdenza sociale, pubblica o privata; questi sono i provvedimenti necessari… Oltre che, come già detto, la socializzazione degli utili d’impresa.
A quali standard qualitativi devono rispondere le aziende (dei locali ben illuminati, un buon sistema di circolazione dell’aria, ecc…)? A partire da quanti dipendenti bisogna concedere un refettorio, dei locali pausa, ecc….?
Ovviamente il lavoratore va tutelato in tutti gli aspetti, non solo sul salario; quindi, è necessario che il luogo di lavoro sia il più salubre e comodo possibile.
Refettori ed altri locali di pausa credo vadano imposti a tutte le aziende con più di 10 lavoratori, mentre le più piccole suppliranno a questa mancanza riconoscendo ai lavoratori una maggiorazione salariale che compensi l’assenza di un luogo ove consumare i pasti gratuitamente interno all’azienda.
SISTEMA CREDITIZIO
Quale ruolo dovrebbero rivestire gli istituti finanziari (banche e assicurazioni)?
Le banche dovrebbero gestire il risparmio dei cittadini ed erogare finanziamenti a quanti ne hanno bisogno, mentre le assicurazioni dovrebbero occuparsi solo di fare fruttare i soldi versati dagli assicurati, al fine di potere pagare agevolmente chi incorre in sinistri o incidenti vari.
È favorevole ad una nazionalizzazione del sistema creditizio oppure deve continuare a rimanere privato?
Il sistema creditizio privato può andare bene, ma sarebbe necessaria una Banca d’Italia veramente pubblica ed indipendente, che si occupi di battere moneta direttamente, bypassando così l’attuale sistema usurario che dà ai privati la possibilità di stampare cartamoneta realizzando vergognosi profitti tramite il signoraggio.
Come valuta il comportamento delle banche nel nostro tessuto economico?

Le banche sono ormai veri e propri usurai legalizzati… Non riconoscono più alcun interesse a chi non ha ingenti capitali versati, finanziano soltanto chi è già ricco ed ha mille garanzie, lasciando alla rovina famiglie e piccole imprese, e naturalmente realizzano proventi vergognosi da interessi altissimi, spese bancarie non meglio identificate e provvigioni su investimenti scriteriati che sovente consigliano ai poveri Cristi che si fidano…
È giusto che le istituzioni finanziarie speculino sui mercati finanziari con i capitali dei risparmiatori?
Potrebbero anche farlo, ma se almeno riconoscessero ai risparmiatori degli interessi reali sui loro versamenti; purtroppo lo fanno senza pagare nulla o quasi, ed in più inventano spese ed incombenze sempre nuove per i clienti, tipo la nuova tassa sul prelievo del contante agli sportelli!
Come valuta i pacchetti di investimenti offerti dagli istituti finanziari per incrementare il tasso percentuale degli interessi maturati? Gli istituti che offrono queste prestazioni informano a sufficienza sui rischi che si possono correre? Il capitale investito (quello iniziale) deve essere sempre garantito o si va a rischio e pericolo dell’investitore?
Gli investimenti consigliati dalle banche creano profitti sempre e solo alle banche stesse… Raramente gli investitori, specie se piccoli e poco informati, realizzano grossi interessi. E’ giusto il caso di citare nuovamente i nomi di Cirio e Parmalat…
In generale, per avere il capitale garantito si deve investire in titoli di Stato sicuri, ma con bassissimi interessi, mentre per tentare di ottenere rendimenti maggiori, ci si deve spostare sempre di più su titoli poco sicuri o sul mercato azionario; in generale tutto questo può andare bene, ma è assolutamente necessario che gli investitori sappiano a cosa stanno andando incontro, cosa che oggi accade poco spesso.
Su che base deve essere concesso un credito? La solvibilità, la “buona idea”, ecc… devono continuare a rimanere dei punti cardine?
Il credito dovrebbe essere concesso a chi ne ha bisogno, non a chi ha già miliardi investiti in altre attività o proprietà. Ed andrebbe concesso ad interessi bassissimi, più o meno come quelli che le banche stesse pagano ai loro clienti meno importanti.
Ovviamente anche le banche hanno il diritto di tutelarsi controllando la solvibilità e la serietà del cliente, ma per rendere il credito più accessibile, è necessario che intervenga lo Stato per garantire da una parte il capitale versato da chi investe, dall’altra il capitale erogato da chi fornisce prestiti e finanziamenti.
Condivide l’intervento pubblico nel sistema creditizio?
Come ho appena detto, lo Stato dovrebbe intervenire soltanto come garante.
GEOPOLITICA
Come valuta la situazione internazionale attuale?
Come peggio non si potrebbe. Il mondo intero è nelle mani di lobbies ebraiche e massoniche, le quali controllano la politica americana ed occidentale in genere, portandole ad agire in modo infame contro tutti quei Paesi che non vogliono sottomettersi al loro giogo.

Si può preconizzare il crollo della superpotenza americana e dei paesi da essi “colonizzati” nel breve-medio termine o questo colosso si è costituito su basi solide e sarà destinato a dominare la scena mondiale in via duratura?
Magari! La superpotenza americana, che altro non è se non il braccio armato della superpotenza israeliana, agisce ormai in maniera criminale contro chiunque non accetti di essere una colonia servile ed ubbidiente… Purtroppo (e detto da un Fascista fa proprio effetto!), ci tocca rimpiangere il crollo dell’URSS, poiché la presenza di un’altra superpotenza serviva a limitare almeno geograficamente le smanie imperialistiche e terroristiche degli USA.
Oggi i cow boys dello Zio Sam credono di avere il diritto di invadere ogni zona della terra per portare la loro “democrazia” (ovvero, per impadronirsi delle materie prime altrui e per sostituire legittimi capi di Stato con fantocci al loro servizio, esattamene come fecero con Italia, Germania e Giappone dopo la II Guerra Mondiale): Pakistan, Afghanistan, Kosovo, Iraq, Iran, Libia…
A chi altri toccherà nel prossimo futuro vedersi attaccati, rapinati e privati dei leaders legittimamente scelti dal popolo?
Il XX secolo si può archiviare come il “secolo americano”. Il XXI secolo si può considerare già ora come quello cinese? Secondo lei gli Stati Uniti sarebbero disposti a tollerare la presenza di un altro colosso che sulla carta si prospetta tenace, paziente e laborioso?
Non so se sarà il secolo cinese, ma gli USA sono obbligati a sopportare la presenza di questo colosso economico, in quanto non hanno i mezzi militari per eliminarlo come invece hanno fatto con l’Iraq e l’Afghanistan…
E tutta l’ipocrisia americana ed occidentale emerge chiaramente notando i rapporti che l’occidente ha con la Cina: sudditanza e massimo rispetto per un governo che passa con i carri armati sugli oppositori, che riconosce un solo partito, che occupa militarmente il Tibet e tante altre zone non cinesi, che minaccia quotidianamente l’indipendenza di Taiwan… Mentre, invece, ci si affannava per abbattere il “tiranno” Saddam Hussein, si trama per eliminare il “tiranno” Ahmadinejad e si bombarda proprio in questi giorni il “tiranno” Gheddafi…
Chissà, forse l’occidente inventa finti tiranni da assassinare perché non ha il coraggio di combattere quelli veri e veramente coperti da una potenza militare nucleare?
Come valuta l’Unione Europea e più in generale il processo di integrazione europea fino ad oggi?
La cosiddetta unione europea è un circolo di banchieri che trama per rapinare i popoli a vantaggio delle solite lobbies… E per farlo più facilmente, sta gettando sul lastrico i Paesi più deboli, per noi, naturalmente, “aiutarli” a prezzo di interessi cari e salati che indeboliranno sempre di più la sovranità di questi Paesi.
Naturalmente, dato che il potere economico non può che poggiarsi su quello politico, questo ridicolo carrozzone sta cercando di imporre a tutti i Paesi membri delle norme sempre più liberticide, come quelle che puniscono il cosiddetto “revisionismo” olocaustico (con tanto di mandato di cattura europeo!), come quelle che addirittura prevedono delle sanzioni per i Paesi i cui elettori hanno liberamente votato a destra (qualcuno ricorda l’Austria di Haider?).
Ritiene che un’Europa formata esclusivamente dai vecchi Stati nazionali, come auspicano parte dei politici di destra, possa competere con i paesi economicamente emergenti?
Perché no? Escludendo la guerra, non è la grandezza geografica a fare grande un Paese, ma la sua economia ed il suo sviluppo tecnologico.
L’Europa ha dimenticato le proprie regioni periferiche (Grecia, Italia meridionale, ecc…)?
Se ne ricorda molto bene… Quando si tratta di aggredirle con speculazioni o invischiarle in guerre (come quella libica per l’Italia) dalle quali possono solo rimetterci.
È auspicabile un forte intervento europeo atto a creare un nuovo baricentro economico e commerciale all’interno dell’intero bacino del Mediterraneo pari a quello dell’Europa centrale?
Più che l’Europa sono i Paesi europei che si affacciano sul mediterraneo come l’Italia che avrebbero dovuto creare un baricentro economico con gli omologhi Paesi africani… Ma dato che l’Italia è una colonia USA dal 1945, ciò non solo non è stato fatto, ma ci siamo ritrovati costretti ad attaccare un Paese come la Libia, con il quale avevamo trattati di amicizia ed ottimi rapporti commerciai!
Stiamo in un qualche modo pagando la scelta politica di Francia e soprattutto Inghilterra nel non aver voluto cedere il testimone a nazioni giovani quali la Germania e l’Italia (da non confondere con i regimi che hanno preso piede in questi due paesi) che probabilmente, a causa di una vocazione strettamente geografica, avrebbero avuto un’altra visione delle cose in aree economiche oggi particolarmente depresse?
Da non confondersi con i regimi…? Scherziamo? Fu proprio il volersi opporre ad un nuovo sistema politico, che avrebbe spazzato via sia il comunismo, sia il capitalismo, ad averci precipitato in questa squallida situazione voluta e dominata dalle ben note lobbies.
Italia e Germania facevano paura, perché stavano mostrando al mondo intero che esisteva una Terza Via, un socialismo nazionalista che aveva sconfitto la lotta di classe ed al contempo lo strapotere delle classi ricche. Ecco perché Francia e G. Bretagna si inventarono la Guerra Mondiale, combattuta addirittura a fianco di un criminale come Stalin!
Israele destabilizza l’intero Mediterraneo e la politica europea?

Israele destabilizza il mondo intero, non solo il mediterraneo e l’Europa. Uno Stato pirata e genocida che, grazie al lavorio delle lobbies ebraico – massoniche presenti in tutti i Paesi occidentali, spinge gran parte dei Paesi del mondo ad avallare i suoi crimini e ad agire nel suo esclusivo interesse.
Finché esisterà uno Stato razzista e criminale come l’Israele odierno, non ci sarà pace nel mondo.
LA SINDROME DELLA FOGNA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – DICEMBRE 2011)
23 gennaio 2012Analizzando gli avvenimenti degli ultimi tempi, mi sto convincendo sempre più del fatto che molti appartenenti alla cosiddetta area (ivi compresi, in questo caso, alcuni membri del MFL-PSN), a forza di sentirsi gridare: “tornate nelle fogne”, si siano convinti di dovere per forza difendere posizioni ed azioni indifendibili, in nome di un malinteso senso del cameratismo.
Mi spiego meglio; di recente abbiamo visto squallidi episodi di cronaca nera avere come protagonisti dei sedicenti Fascisti, alcuni arrestati per avere costituito un gruppuscolo dedito esclusivamente alla violenza ed alla minaccia, altri per avere assaltato a Torino un campo rom al fine di difendere l’onore di una ragazza sedicenne stuprata (che però si era inventata tutto, allo scopo di nascondere la sua relazione con un maggiorenne tutt’altro che rom!) ed infine, un ultimo folle che, a Firenze, si è messo a sparare a casaccio e senza motivo su immigrati senegalesi, per poi togliersi la vita a sua volta. In tutti questi casi, pur essendo evidente la totale estraneità di certi comportamenti al nostro mondo, qualcuno si è sentito in dovere di difendere e giustificare gli autori dei misfatti… Persino il folle di Firenze è stato definito da alcuni “un Camerata che ha sbagliato”! Ora, non so voi, ma il sottoscritto prima di etichettare qualcuno come “Camerata”, pretende un minimo di adesione a valori storici, politici e sociali comuni, nonché un valido aiuto nella battaglia ormai ventennale che ho intrapreso in nome del MFL-PSN… Non esistono “Camerati” che danno il loro apporto a sigle diverse, o che se ne stanno tranquillamente in poltrona senza esporsi, limitandosi a qualche messaggio sotto falso nome su Facebook o forum vari; così come non esistono “Camerati” che sfogano le loro frustrazioni sul negro o sul rom di turno, senza motivo alcuno e senza la benché minima provocazione che possa, almeno in parte, giustificarli. Intendiamoci, il sottoscritto è tutt’altro che un benpensante che ha fiducia nella giustizia e nelle istituzioni, o uno di quelli che fanno a gara per dimostrarsi cattolici osservanti, sempre pronti a perdonare qualsiasi offesa e qualsiasi delitto. Io sono un fanatico assertore della pena di morte, così come sono favorevolissimo alla giustizia sommaria nel caso di arbitrio che dovesse colpire me o i miei cari, ma sono abbastanza intelligente per comprendere che prima della parola “sommaria”, viene la parola “giustizia”. Dunque ritengo intollerabile qualsiasi violenza contro chi ha un colore della pelle diverso dal mio, o crede in un altro Dio, o ancora si batte per ideali diversi dai miei, se non per reagire ad una violenza precedente… E naturalmente, nel mio concetto di giustizia sommaria, non è compresa la vendetta a casaccio su persone appartenenti allo stesso gruppo etnico o religioso del colpevole, ma solo quella contro i colpevoli stessi. Per farmi meglio capire dalle tante zucche vuote che infestano l’area e che catalogano le persone in base al colore, all’etnia ed al credo religioso, mi avvarrò di esempi molto banali; siete contenti, cari lettori italiani e fieri di esserlo, quando qualche cialtrone straniero vi etichetta come “mafiosi”, o vi sfotte con le solite litanie a base di “italiani spaghetti, pizza e mandolino”? Oppure, senza cercare l’offesa dallo straniero e limitandosi ai nostri cari pregiudizi italiani, siete contenti voi sardi quando qualcuno sostiene che vi accoppiate con le pecore o che sapete solo vivere con i rapimenti? E voi siciliani, napoletani e pugliesi, come vi sentite quando vi etichettano tutti come mafiosi, camorristi o membri della sacra corona unita? Se tutti ci mettessimo a ragionare in base a questi stereotipi assurdi che generalizzano brutalmente questioni reali, non dovremmo stupirci se qualcuno che ha avuto problemi con la mafia sparasse al primo palermitano che incontra, o se un congiunto di un rapito dall’anonima sequestri sarda aggredisse il primo cagliaritano che passa… Indi, se ai più è evidente l’assurdità di un simile modo di ragionare, mi piacerebbe capire perché la stessa assurdità non venga riconosciuta nei comportamenti e nelle parole di quanti blaterano a vanvera di superiorità dei bianchi, di necessità di lottare contro gli islamici e di aggressioni ai danni di chi, a vario titolo, viene identificato come “nemico”. Quanto vado qui denunciando accade, del resto, da sempre… Anni fa venne stuprata ed uccisa, a Roma, la moglie di un ufficiale di marina da uno sbandato di etnia rom; poche ore dopo, vari cialtroni borgatari di Roma, che cercavano come di consueto una scusa per darsi alla violenza, aggredirono a caso alcuni romeni (che con i rom c’entrano come i cavoli a merenda!), arrivando a percuotere una famiglia con figli piccoli al seguito che stava facendo semplicemente la spesa. Più di recente, il solito borgataro amante della violenza da stadio, uccise con un pugno diretto al volto un’infermiera romena, colpevole di avere litigato con lui… Anche in questo caso, molti “camerati” colpiti dalla sindrome della fogna, blaterarono a vanvera intorno alla presunta arroganza dei romeni in certi quartieri della Capitale e non… Dunque, se i romeni sfaccendati che popolano i nostri bar fin dal mattino, infastidendo la gente per bene, sono diventati un problema, dovremmo sentirci autorizzati ad ammazzare la prima romena che incontriamo, magari per giunta un’onesta lavoratrice che non ha nulla a che fare con le varie gang di delinquenti presenti nel nostro Paese? E se in molte città d’Italia gli spacciatori agli angoli delle strade sono negri o magrebini, dobbiamo metterci a fare come il cerebroleso di Firenze, che ha sparato a casaccio su tutti i senegalesi che incontrava? Francamente, mi rifiuto di pensare che esistano persone, specie se “camerati”, disposti a ragionare e ad agire così! Certo, non possiamo attenderci lucidità di analisi da quei ritardati mentali funzionali al regime, che frequentano il forum per ritardati come loro chiamato “Stormfront”… Questa congrega di idioti, da tempo, sta attirando su tutti i Camerati seri i fulmini del regime e dell’opinione pubblica, a causa di commenti demenziali che plaudono a gesti come quelli di Firenze o addirittura del norvegese Brevik… Su questo ritrovo di pattume, trovano posto i razzisti all’amatriciana in stile americano, ovvero quelli che dopo essersi autoproclamati di pura razza bianca, irridono ai membri di altre razze umane e predicano la loro sottomissione ai bianchi. Molti di questi idioti sono italiani, e per giunta del Sud… Chissà se qualcuno ha mai spiegato loro che per i razzisti storici americani gli italiani, specie se del Sud, sono equiparati ai negri come razza “inferiore”! Questa gente infesta la cosiddetta “area” da tempo, costringendo quelli come noi a fatiche improbe per dimostrare che i veri Fascisti e nazionalsocialisti siamo noi e non loro… Persino sul sito del WUNS a cui abbiamo aderito come MFL-PSN (Unione mondiale dei nazionalsocialisti), sono presenti a decine gli idioti che fondano partiti “nazisti” magari in Bolivia o in Venezuela, mettendosi poi a predicare la necessità di ripulire la Nazione dai non bianchi per assegnare la supremazia a loro! Sarebbe a malapena il caso di ricordare a questi dementi che molti negri combatterono in divisa della Wehrmacht e persino delle Waffen SS, a favore della Germania nazionalsocialista, ove mai nessun negro venne aggredito o rinchiuso in quanto tale, così come sarebbe bello fargli conoscere alcune interviste di negri americani rilasciate durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, nelle quali molti di loro lodarono lo Stato Hitleriano perché trattava i negri molto meglio dell’infame Stato denominato USA… Lo stesso Jesse Owens smentì la favola che circola tuttora, secondo la quale il Fuhrer rifiutò di stringergli la mano dopo le sue vittorie. Per quanti non mi credono e sono contemporaneamente refrattari alle letture, consiglio una visita al famoso sito di filmati chiamato “Youtube”; con una semplice ricerca potrà trovare decine di immagini storiche che parlano dei negri inquadrati nelle truppe tedesche durante la II Guerra Mondiale. Ma la cosa che è certamente più difficile da fare capire ai tanti coglioni che predicano la supremazia razziale bianca nel continente americano, è che qualsiasi indio locale o pellerossa, ha molti più diritti di rivendicare un ruolo superiore di quanti non ne abbiano loro, figli di invasori assassini che hanno depredato le popolazioni dell’America del Nord e del Sud di terre, diritti ed averi, sostituendosi con la violenza e l’inganno ai legittimi proprietari dei territori ed importando, in aggiunta, dei poveracci negri per utilizzarli come schiavi! Sarebbero, quindi, molto più giustificati i discendenti dei veri nativi americani se si mettessero a sparare contro chiunque abbia una carnagione bianca, che non questi ultimi quando sproloquiano intorno alla loro presunta superiorità razziale! E se qualcuno di noi europei potrebbe avere delle ragioni opponendosi all’invasione di popoli e razze che con l’Europa non hanno mai avuto nulla a che fare, quelle stesse ragioni non le hanno certo gli americani del Nord e del Sud, essendo loro per il continente americano quello che rappresentano i negri per quello europeo: degli estranei insediatisi successivamente come ospiti più o meno graditi.
Terminato così di perdere tempo per demolire le argomentazioni di certi coglioni razzisti, torno sulle questioni interne italiane ed europee, suggerendo a certi miei incauti Camerati di imparare a considerare le persone in base ai loro comportamenti, lasciando da parte colore della pelle e religione. Io non tollero sul mio suolo Patrio immigrati clandestini che delinquono regolarmente e che rubano risorse ai mie concittadini, siano essi negri, bianchi, gialli, mulatti o meticci, così come non tollero fanatismi religiosi tesi a vessare appartenenti a confessioni diverse, sia che questi fanatismi vengono da islamici, sia che vengano da cristiani; al contrario, non ho nulla contro chi vive nel mio Paese rispettandone usi, costumi, tradizioni e Leggi, da qualsiasi Paese provenga, qualsiasi colore abbia e qualsiasi religione professi. A quanti continuano a dire cretinate contro i negri, ricordo quanti danni hanno portato all’Italia tanti immigrati che negri non sono, come quelli dell’est Europa… A quanti pontificano circa i pericoli dell’invasione islamica, dico di pensare a quanti crimini sono stati commessi sul nostro suolo Patrio da immigrati cristiani, come quelli provenienti dalla Romania, o addirittura cattolici, come molti i sudamericani ormai presenti… Ed a quanti se la prendono con gli ebrei per ridicole questioni razziali, consiglio di oncentrarsi di più sulle nefandezze commesse dalla lobby ebraica, piuttosto che sul presunto “naso adunco” che dovrebbero avere queste persone! Piantiamola, quindi, con le cretinate pseudobiologiche e mettiamoci in testa che è ora di battersi per questioni serie, che la gente comune sia in gradi di comprendere ed approvare, invece di farci equiparare a quei trogloditi americani che beatamente si illudono di essere “superiori” per il solo fatto di essere nati con l’epidermide chiara! Esistono negri plurilaureati che parlano 4/5 lingue, esistono ebrei antisionisti e revisionisti, esistono islamici nazionalsocialisti che potremmo avere come Camerati e che non ci considerano “il male assoluto” come fanno tanti mascalzoni bianchi, italiani e cattolici… Perché dobbiamo continuare ad inimicarci queste persone ed a considerare nostri fratelli quelli che in realtà sono i nostro peggiori nemici? Perché dobbiamo continuare a farci odiare dall’opinione pubblica a causa del vizietto di parteggiare per qualsiasi cosa sia degna di finire in una fogna? Sveglia, Camerati! Amici e nemici non si decidono in base al loro colore, ma solo ed esclusivamente in base alle loro idee ed ai loro comportamenti!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
Pubblicato in Articoli, Commenti | Nessun commento »