Inizia un nuovo anno… Come di consueto, nei nostri brindisi di fine anno, ci si augura che sia migliore di quello passato, anche se, passata l’euforia dei festeggiamenti, ci si avvede subito che ben difficilmente potranno cambiare le cose, sia a livello personale, sia a livello politico. Crisi finanziaria gestita dagli stessi loschi individui che l’hanno creata, gente comune sempre più in difficoltà per campare, sante ed intoccabili caste sempre più lontane dalla vita reale e dai bisogni dei poveri cristi… Per non parlare di un mondo politico stomachevole, sempre più arroccato a difesa di privilegi e favoritismi veramente immondi. E il popolo bue cosa fa? Nulla… Anzi, gli italici Pulcinella si congratulano con il giudeo – massone Monti che li sta riducendo alla fame (ma almeno lui, per Diana, non scopa come Berlusconi!) e si scannano fra loro accusandosi reciprocamente di essere evasori fiscali, fascisti (questa accusa non manca mai, fateci caso!), razzisti, qualunquisti, lobbysti…
Come capita in tutti le colonie del mondo, composte da cittadini fieri e lieti di essere servi e lacchè dell’invasore di turno, non si cercano soluzioni per uscire dalla crisi e levarsi dalle palle una classe politica a di banchieri dediti al parassitismo, ma si perde tempo a lanciarsi reciproche accuse demenziali. I dipendenti tuonano contro gli autonomi perché evadono il fisco, gi avvocati fanno il diavolo a quattro per mantenere i loro schifosi privilegi e per continuare a depredare le risorse dei poveracci che capitano fra le loro grinfie, i magistrati si scagliano contro chiunque osi pretendere che paghino per i propri errori come tutte le altre categorie di cittadini, i politicanti di indignano quando qualcuno minaccia di toccare i loro “diritti acquisiti”, e via discorrendo… L’unica volta in cui i pulcinella italici trovano un accordo è quando si tratta di respingere i Fascisti! Come per magia, preti e comunisti, manager e operai, ricchi e poveri, fanno una vera e propria gara d’ignoranza per vincere il titolo di miglior antifascista, il che dimostra, in realtà, quanto basso sia il loro quoziente intellettivo. Invece di guardare alla Storia Patria per reintrodurre ricette già sperimentate da uomini come Mussolini ed Hitler per sganciarsi dalla rapacità di banchieri e politicanti da strapazzo, godono nel mostrarsi lacchè di quelli che li abbatterono per permettere al mondo della finanza occulta, del giudaismo e della massoneria di creare il mondo che vediamo oggi, ovvero quello in cui la vita di tutti noi viene sacrificata nel sommo interesse delle banche e delle speculazioni finanziarie. Verrebbe da dirgli: “Bravi coglioni antifascisti, godetevi il mondo che avete costruito”, se non fosse per il fatto che anche noi con il cervello a posto, siamo costretti a vivere nello stesso mondo, con pochissime possibilità di cambiarlo, fra l’altro! E proprio ad ogni inizio anno, il popolo di Pulcinella lobotomizzati per diventare fieri antifascisti, mette in mostra tutta la sua fierezza di essere schiavo celebrando la famosa “giornata della memoria”, ovvero una giornata (che ormai si dilata a tutto il mese!) nella quale celebrare il mai avvenuto “olocausto” ed i mai morti “6 milioni di ebrei”! Tutti in fila, con la lacrimuccia pronta, i nostri eterni lacchè piagnucolano davanti a filmetti di quart’ordine che raccontano episodi inventati di sana pianta che parlano di deportazioni, sofferenze e nefandezze varie… Ovviamente tutte compiute ai danni del popolo ebraico da parte di criminali nazifascisti assetati di sangue! Ora, prescindendo per un attimo dal fatto che l’olocausto sia una bufala, quand’anche fosse un fatto reale e documentato, perché noi italiani dovremmo darci tanta pena per celebrarlo in pompa magna, dall’ultimo dei cittadini fino al Presidente della Repubblica?
Avete mai visto qualcuno in Israele, o in Tanzania, o in Brasile, piagnucolare per un mese ricordando i cittadini di Dresda bruciati vivi dalle bombe al fosforo dei criminali alleati? Avete mai visto qualcuno al di fuori del Giappone ricordare i due atti più criminali che la Storia ricordi, ovvero le atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki? Credete che ci siano molte nazioni che ricordano con commozione tutti gli italiani deportati nei campi di concentramento alleati, tipo Coltano o Hereford in Texas? E il genocidio degli Armeni? E quello dei Pellirosse americani? Per non parlare delle Foibe, che verranno ricordate alla chetichella nel mese di febbraio, in un contorno di distinguo, proteste e manifestazioni contrarie inscenate da tutto il pattume comunista che non siamo mai riusciti ad eliminare come si dovrebbe!
Ogni popolo ricorda i suoi lutti, e spesso preferisce dimenticarli per mostrarsi degno servitore di altri padroni… Ma solo per quanto riguarda gli ebrei vige una sorta di obbligo morale a celebrare fatti luttuosi per lo più mai avvenuti. Ci sarebbe da chiedersi quando italiani ed europei in genere si sveglieranno, ma la risposta la conosciamo, purtroppo. Qui ci si limita ad un contributo alla memoria vera, pubblicando a seguire documenti noti da decenni (ma ignorati) che sbugiardano le bufale ebraiche… Buona lettura ai cervelli pensanti.
Carlo Gariglio
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Olocausto: bugie, miti, falsità e beffe
“Ho verificato il testo “La Seconda Guerra Mondiale” di Churchill e l’asserzione è del tutto corretta: neanche una sola menzione delle camere a gas dei Nazisti, del “genocidio” degli ebrei, o di 6.000.000 di ebrei vittime della guerra. Questo è sorprendente. Come può essere spiegato? La “Crociata in Europa” di Eisenhower è un libro di 559 pagine; i sei volumi della “Seconda Guerra Mondiale” di Churchill hanno 4.448 pagine; i tre volumi “Memorie di guerra” di De Gaulle, hanno in totale 2054 pagine. In questa massa di scritti, che ammonta complessivamente a 7.061 pagine (non incluse le parti introduttive), pubblicate fra il 1948 e il 1959, non si trova alcuna menzione né delle “camere a gas” dei Nazisti, né del “genocidio” degli ebrei, o di “6.000.000” di vittime ebree della guerra.”
(Richard Lynn, professore emerito,University of Ulster, 5 dicembre 2005)
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Che dire sulla popolazione ebraica? Secondo il libro World Almanac, aumentò di 584.549 unità tra il 1941 ed il 1948. Quindi, in questo caso, dove sono andati a finire i 6.000.000 di morti?
Un possibile chiarimento è che 584,549 ebrei scomparvero, e poi riapparvero dopo “l’olocausto”, al fine di qualificarsi per le “riparazioni di guerra” contro una nazione che né gli ebrei, né Israele, avevano mai avuto come nemica di guerra. In altre parole, gli ebrei che non ammettevano di essere ebrei durante la guerra, improvvisamente hanno ammesso di esserlo quando il denaro veniva consegnato.
Gli almanacchi mondiali contestano le bugie ebraiche
I seguenti dati dalle edizioni del 1929, 1942, 1947 e 1963 del World Almanac e del “Book of Facts” pubblicati dal New York World Telegram, alle pagine 727, 849, 748, e 441, rispettivamente, e dalla edizione del 1996 pubblicata da “Funk & Wagnalls”, pg. 646, dimostrano che sei milioni di ebrei non morirono nei campi di concentramento nazisti.
Mentre è vero che il numero degli ebrei in Europa diminuì da 10 a 9,4 milioni tra il 1928 e il 1941, anche l’intera popolazione ebraica nel resto del mondo diminuì, e gran parte di ciò avvenne prima che avessero potuto essere sterminati nei campi.
Tutti gli almanacchi del mondo dimostrano che durante la Seconda Guerra Mondiale il numero degli ebrei in Europa è rimasto invariato, ma il libro “Britannica Book of the Year” riferisce che il numero di ebrei nel mondo è aumentato di 600.000 unità, pari al 4%.
Come potrebbero 6 milioni di ebrei (40% di tutti gli ebrei del mondo e il 64% di quelli in Europa) essere morti durante l’Olocausto se la loro popolazione mondiale è aumentata del 4%?
NOTIZIE FLASH! CINQUE MILIONI DI EBREI SPARISCONO
Tra il 1988 e il 2000, secondo fonti ebraiche, la popolazione mondiale di ebrei calò da 18,1 a 13,2 milioni. Finalmente gli ebrei hanno la prova di un vero OLOCAUSTO! Ma non c’era la guerra. I Nazisti sono scomparsi da molto. Nel bel mezzo della pace, gli ebrei persero 4,9 milioni di persone, ed ancora non sono stati in grado di individuarli. Potrebbe essere che abbiano bisogno di una guerra in Iraq per aumentare la popolazione ebraica di nuovo a 18 milioni? Oltre a questo, la stima del 2000 della popolazione ebraica del mondo comprende 6,7 milioni negli Stati Uniti, quando in realtà lì potevano essercene solo 5,2 milioni. Gli ebrei negli Stati Uniti, con tutte le moderne tecniche per il conteggio delle popolazioni e la gestione delle liste di appartenenza, un sistema postale di prima classe, nessuna guerra, o insurrezione, o forni a gas, o fosse comuni, erano in grado di definire la loro popolazione con un margine di errore inferiore a 1,5 milioni di unità – un errore del 29%!
“La credibilità dello studio è diventato un problema lo scorso ottobre dopo che una parte delle sue conclusioni sulla popolazione è stata pubblicata e poi ritirata perché alcuni dati non sono stati presi in considerazione nel valutare 5,2 milioni di abitanti. Allo stesso tempo, un altro studio condotto da un gruppo di San Francisco – utilizzando una definizione più ampia di chi era ebreo ha stabilito che la popolazione era di 6,7 milioni. Però dopo aver rielaborato le prove, UJC ha detto che erano intorno ai 5,2 milioni ”.
Queste persone, che non hanno il cervello per utilizzare le moderne tecniche per stimare la propria popolazione con un’approssimazione di 6,4 milioni di individui in tempo di pace, sono le stesse persone che hanno sostenuto di sapere esattamente, per certo, senza alcun dubbio, con assoluta certezza (e che hanno crocifisso centinaia o migliaia di persone per averlo negato), che 6 milioni di ebrei erano scomparsi durante la persecuzione nazista, la guerra mondiale, una migrazione massiccia di ebrei, e la morte o la scomparsa di 264 milioni di cristiani!
307 CRISTIANI MORTI PER OGNI EBREO MORTO
Perché i riferimenti affidabili come l’Enciclopedia Britannica comunicano che ci sono 447.274 ebrei in più nel 1948, dopo la guerra, rispetto al 1933 prima della guerra? Perché c’erano 264 milioni di cristiani in MENO nel mondo nel 1948? (un evento che ha ridotto la popolazione dell’Europa di oltre il 25%). Se i World Almanacs del 1942 e 1949 sono corretti (c’erano 15,2 milioni gli ebrei nel mondo nel 1941 e 15,75 milioni nel 1948) e se l’incremento demografico naturale degli ebrei fosse stato ad un ritmo senza precedenti (senza precedenti in particolare per gli ebrei) dell’1,5% all’anno per sei anni, nel 1947 ci sarebbero stati 16,6 milioni gli ebrei, più di 850.000 riportati da questi riferimenti imparziali.
Molti ebrei sostengono che la seconda guerra mondiale fu combattuta per “salvare gli ebrei dai nazisti”. Noi abbiamo diritto poi in tal caso, a chiedere quanti Cristiani devono essere sacrificati per ogni ebreo salvato, particolarmente quando sono stati 307 i cristiani morti per ogni Ebreo morto.
261 MILIONI DI CRISTIANI MORTI IN EUROPA E RUSSIA
La seconda guerra mondiale ha ridotto la popolazione totale d’Europa di oltre il 25% o 150 milioni, da 542 milioni nel 1940 a 392 milioni nel 1950. Se la popolazione ebraica in Europa fosse diminuita del 25%, o 2,5 milioni di unità, ci sarebbero stati solo 12,8 milioni gli ebrei in tutto il mondo nel 1946. Se l’almanacco del 1946 è corretto, allora c’erano 3 milioni di ebrei in più che nel 1946 e ancor più nel 1950. Ciò significherebbe che la popolazione ebraica è aumentata nello stesso tempo in cui le popolazioni europea e cristiana sono diminuite. E questo suggerisce che i Nazisti hanno fatto un lavoro migliore nel proteggere gli ebrei che non nel proteggere i cristiani, o, al contrario, che i cristiani sono stati perseguitati dai Nazisti, e non gli ebrei.
Ci sono stati senza dubbio ebrei che furono trattati ingiustamente durante la seconda guerra mondiale, perché la guerra è così. Ma se questi dati non indicano che i nazisti hanno trattato gli ebrei in modo molto più giusto di quanto abbiano trattato i Cristiani od altri Europei, dimostrano sicuramente che gli ebrei sono morti ad un tasso molto inferiore rispetto ai cristiani.
Se meno di 2,5 milioni di ebrei fossero morti durante la seconda guerra mondiale, sarebbero morti ad un tasso inferiore rispetto a tutto il resto d’Europa. Ma c’erano 584.549 ebrei in più dopo la seconda guerra mondiale rispetto a prima della guerra .
Persino nel 1990, la popolazione europea di 501 milioni è stata ancora del 7% più bassa di quanto lo fosse nel 1940. Ma la popolazione mondiale degli ebrei nel 1988 era 18,08 milioni, l’85% in più rispetto ai 9,8 milioni che gli inventori dell’olocausto sostenevano fossero vivi nel 1946, e il 55% superiore al valore di 11,63 milioni dell’Almanacco del 1955.
Nessuno, neppure gli ebrei, discutono il fatto che meno della metà della popolazione dei campi di concentramento fossero ebrei. Da chi era composta l’altra metà? Cristiani. Anche se si accetta la storia dell’Olocausto nel suo insieme come fatto storico, rimane il fatto che furono 25 volte in più i morti cristiani di quelli ebrei. Molti di questi cristiani sono morti durante la difesa delle loro case e terre, piuttosto che nei campi di concentramento dove venivano ammassati gli ebrei dopo che essi stessi avevano esercitato pressioni e ottenuto leggi per il controllo delle armi in Germania prima della guerra, proprio come stanno facendo ora negli Stati Uniti.
I nazisti non avrebbero potuto provocare la diminuzione del 40% degli ebrei
Anche se rifiutate i dati degli Almanacchi mondiali, è ancora impossibile che i nazisti abbiano causato una riduzione del 40% del numero di ebrei in tutto il mondo. Per accettare che 6 milioni di 15,2 milioni di ebrei in tutto il mondo sono morti in un Olocausto, si dovrebbe credere che la popolazione ebraica era solo 9,2 milioni nel 1946, il che richiederebbe di credere che il tasso di incremento demografico sarebbe improvvisamente aumentato di un inedito 1,9% per anno dopo la seconda guerra mondiale, fino a raggiungere i 12,9 milioni nel 1963. Cosa che richiederebbero di credere che la tendenza al ribasso della popolazione ebraica prima della seconda guerra mondiale, sia cambiata improvvisamente in una tendenza drasticamente in aumento. Per quale ragione credereste che una tale tendenza potrebbe cambiare in modo così drastico? La popolazione degli ebrei in Europa è diminuito drasticamente, da 10 milioni del 1928 a 1,8 milioni del 1994, ma 7,6 milioni degli 8,2 milioni di diminuzione avvenne dopo la guerra, il che significa che questo è il risultato dell’emigrazione, piuttosto che di uno sterminio. Come potrebbe la popolazione mondiale degli ebrei aumentare quando c’erano tante pressioni sul popolo ebraico a lasciare l’Europa? E perché noi permettiamo così a molti di loro di venire in Nord America?
Il vero OLOCAUSTO ebraico è stato prima della Seconda Guerra Mondiale
La popolazione mondiale ebraica è diminuita del 17% tra il 1946 e il 1994, lo stesso tasso di calo dello 0,2% per anno registrato durante il periodo della “non-guerra” tra il 1928 e il 1941, prima dell’Olocausto. Ma questo era dopo l’Olocausto presunto. Anche se il 1941 stima di 15,2 milioni nel mondo gli ebrei non avevano preso in considerazione quelli che sono morti per mano dei nazisti, questa cifra non sarebbe stata molto diversa. C’erano solo 26.000 ebrei nei campi di concentramento nel 1938, e anche se fossero tutti sterminati (e non abbiamo prove che lo siano stati), ci sarebbero stati ancora 15,2 milioni di ebrei nel mondo nel 1941. Se la tendenza al ribasso del totale della popolazione ebraica, che si è verificata prima che l’Olocausto fosse continuato allo stesso ritmo, allora non ci sarebbero stati 13,5 milioni gli ebrei nel mondo nel 1994 – esattamente il numero del almanacco. In altre parole, questa è solida prova statistica che la popolazione mondiale di ebrei era conosciuta per essere decrescente prima che il mondo abbia mai sentito il termine “olocausto ebraico”, ora chiamato “Shoah”. Non è sorprendente che la riduzione della popolazione ebraica fosse già iniziata prima della beffa dell’Olocausto, visto che l’odiosa natura del Talmud è ormai conosciuta da più persone in tutto il mondo.
Lo shock della REALTÀ
Rendersi conto che così tanti americani sono stati così seriamente deviati da una tale bufala ben calcolata, richiede un rivisitazione attenta della nostra intera visione del mondo. Willie Martin offre un punto di vista, ma tale vista scuote i sensi così gravemente che è necessario un modo per riprendersi. Egli fornisce maggiori dettagli rispetto a quelli disponibili in almanacchi più semplici, il che rende la sua stima più accurata, ma la rende anche più difficile da verificare. Se ci siamo basati esclusivamente su grandi numeri negli almanacchi, poche centinaia di migliaia di ebrei avrebbero potuto morire nei campi di concentramento nazisti senza che noi lo sapessimo. Anche così, è impossibile che mezzo milione di ebrei morirono nei campi, tanto meno 6 milioni. Gli almanacchi sono quindi sufficienti a confermare la sua tesi.
Costi sociali di questa bufala
A causa di questa beffa colossale, gli americani non riuscirono a tener conto degli avvertimenti dei nostri Antenati e della Sacra Bibbia e ci hanno fatto abbassare la guardia. Abbiamo permesso agli ebrei di diventare giudici e politici, senza nemmeno richiedere loro di mettere le loro mani sulla Sacra Bibbia e giurare davanti a Dio per sostenere la Costituzione degli Stati Uniti, i giudici che possono prestare il giuramento e recitare il Kol Nidrei il giorno dopo per annullare tutti i giuramenti e le promesse (Una delle più importanti preghiere ebraiche è Kol Nidrei, declamata dopo le parole di apertura della prima preghiera, che cancella ogni promessa e giuramento). Non abbiamo idea di come ormai molti di loro sostengano il Talmud al posto dei nostri principi fondanti. Abbiamo inviato 130 miliardi dollari a Israele, 30.000 dollari per uomo, donna e bambino in Israele, anche se loro hanno i soldi in banca e noi siamo squattrinati. Abbiamo incoraggiato risarcimenti dalla Germania agli ebrei per decine di miliardi di dollari, quando potrebbe essere lo stesso popolo tedesco che dovrebbe ricevere risarcimenti da questi bugiardi esperti di tutto il mondo.
PERDITA della libertà DI PAROLA
Il peggior effetto di questa truffa colossale è il problema che ha causato con la libertà di parola negli Stati Uniti. Non possiamo criticare o addirittura parlare di ebrei per paura innata che un’analisi critica dei fatti possa in qualche modo immediatamente sottoporli a un altro Olocausto e uccidere 6 milioni in più di loro. La convinzione di molti americani che l’Olocausto è stato un evento così atroce, rende soggetti coloro che osano confrontare le statistiche dei fatti e di ridicolizzare, ad insulti razziali e odio di tutti i tipi. E’ facile per i critici accusare chiunque osi mettere in discussione il fatto di essere “antisemita”, “neo-nazisti”, e “odioso”, e non è così facile spiegare che non “odio” gli ebrei solo perché sono bugiardi colossali. Coloro che sostengono di essere più preoccupati dal fatto che 46 milioni dei vostri fratelli cristiani siano morti, oltre che una certa percentuale non specificata di ebrei, sono “antisemiti”. Così, il numero di americani disposti a parlare e difendere la loro eredità cristiana è pietosamente piccolo.
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Il materiale pubblicato è stato ricavato dai seguenti siti:
http://www.captiveminds.org/exzn/hhoax.htm
http://www.jewwatch.com/jew-holocaust-lies-hoax-frauds-blackflagops-hoaxarchive.html
Esisteva un terzo sito, http://www.christianparty.net/holocaust.htm, dal quale è stato ricavato parte di quello che abbiamo pubblicato nel precedente articolo (ecco da cosa deriva l’impronta nettamente cristiana che si evince da molti commenti), sul quale si trovavano anche fotografie molto interessanti che evidenziavano le fole olocaustiche… Purtroppo, come spesso accade ai siti che sbugiardano la lobby ebraica, esso è scomparso nel nulla… Sarà stato un ulteriore regalo agli ebrei per meglio celebrare la loro giornata della (scarsa) memoria.
Ad ogni modo, esistono decine di siti che pubblicano informazioni come queste, e lo fanno non da oggi ma da decenni… Chissà come mai i tanti cialtroni che si definiscono a vario titolo “storici”, “giornalisti” ed uomini di “cultura” varia, non prendono atto delle informazioni ivi contenute, tentando magari di confutarle con argomentazioni serie… Saremmo molto curiosi di assistere ad un dibattito serio intorno ai dati statistici (inconfutabili) che abbiamo riportato, piuttosto che ad un filmetto dell’incapace Roberto Benigni!
A conclusione, desidero ringraziare la Camerata Costina Glodeanu della federazione di Bari, per l’aiuto fornito nel tradurre il materiale pubblicato; ho preferito lasciare a pag. 2 la tabella in inglese, per evitare fraintendimenti nella traduzione dei libri citati.
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it













L’ALLEGRA BRIGATA DEGLI ANTIFASCISTI (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – FEBBRAIO 2012)
29 aprile 2012(…) Dopo secoli di silenzio e di decadenza, l’Italia ha nuovamente parlato ed agito. Dopo la marcia su Roma, lungo la strada del suo destino, pietre miliari imponenti hanno segnato, durante quasi un quarto di secolo, i suoi sforzi e le sue realizzazioni. Esse hanno nome: strade, autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Accademia, codici mussoliniani, Patto del Laterano, Conciliazione, pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica, conquista dell’Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. E niente riuscirà a cancellare queste prove sorprendenti di una volontà indomabile di creatività e di ricostruzione (…). Paul Gentizon, “Le Mois suisse” n° 74 – maggio 1945.
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Perché questo inizio? Semplice: dato che sto per parlare di quella ridicola categoria di ignoranti che si vantano di essere antifascisti, ho preferito farmi supportare nel ridicolizzarli da un giornalista e scrittore che Fascista non fu, e che non fu neppure italiano: lo svizzero Paul Gentizon.
Nonostante ciò, egli seppe verificare con i suoi occhi, intervistando più volte Mussolini e vivendo per lunghi periodi in Italia, ciò che a molti decerebrati italiani, che spesso si spacciano per uomini di cultura, storici e giornalisti, ancora oggi non pare chiaro. Il Fascismo, sul quale si potrà discutere al’infinito, ha realizzato tutto quello che ha egregiamente descritto Gentizon, ed anche di più, e lo fece nel breve periodo di un Ventennio, prendendo in mano un’Italia lacerata da crisi economica e politica, attraversata da delinquenziali tentativi di trasformarla in un Soviet analogo a quello creato dal criminale Lenin in Unione Sovietica.
Questi sono fatti, che ogni antifascista da strapazzo potrebbe conoscere, se non fosse allergico alla carta sulla quale sono stati scritti i libri di Storia seri; ovviamente, non sto parlando dei libercoli di ex partigiani assortiti, o di sessantottini falliti, che continuano a dipingere il Fascismo come il braccio armato della borghesia e dei proprietari terrieri, utilizzato per vessare umili lavoratori. Le Leggi sociali volute dal Fascismo, alcune delle quali ancora oggi tutelano i lavoratori ed i bisognosi, stanno a dimostrare la stupidità, l’arroganza e la voglia di disinformazione dei tristi epigoni dell’italico antifascismo.
Sia chiaro, non pretendo che tutti siano fascisti al 100%, ma dirsi solo e semplicemente antifascisti, ovvero contro tutte quelle realizzazioni magistralmente ricordate da Gentizon, non può che essere giudicato al pari del definirsi cretini. Si può essere contro l’istituzione del sabato festivo per i lavoratori, con conseguente riduzione delle ore lavorative settimanali da 48 a 40? Si può essere contro l’istituzione del sistema pensionistico (che in URSS venne introdotto addirittura nel 1956!)? Si può essere contro la bonifica di paludi malsane e pericolose? Si può essere contro l’economia dell’unico Paese (insieme alla Germania Nazionalsocialista) che seppe uscire alla grande dalla famosa crisi del 1929?
Certamente no, se si presume che l’interlocutore abbia almeno un minimo di cervello… Ma le cose cambiano quando si ha a che fare con l’esercito dei cerebrolesi allevati a pane ed antifascismo! Personaggi stomachevoli, dediti alla menzogna ed all’insulto, che cercano di nascondere la propria triste ignoranza storica dietro alla cortina antifascista… Il Fascista non ha diritto di parola (forse perché quando parla ridicolizza regolarmente l’interlocutore?), il Fascista è antidemocratico, il Fascista è rozzo e violento… Queste sono solo alcune delle “perle” che i cretini antifascisti sanno opporre a chi conosce la Storia e cerca di spiegarla ai milioni di ignoranti che in Italia ed in Europa si crogiolano nel loro demenziale antifascismo.
Di recente, abbiamo conosciuto molto da vicino alcuni esponenti di questo mondo senza arte né parte… Tristi personaggi in cerca d’autore che hanno creduto fosse semplice ritagliarsi uno spazio ed una visibilità sulle spalle dei soliti Fascisti, ma che hanno ricavato dalle loro malefatte ai nostri danni soltanto una bella querela, ed una dose molto abbondante di ridicolo.
Mi perdoneranno i Camerati se sovrappongo il mio scritto a quello seguente del Camerata Chessa, ma l’occasione per ridicolizzare degli antifascisti da osteria è troppo ghiotta, così come è ghiotta l’occasione di ribaltare su questa “allegra” brigata di ignoranti tutte le accuse che di solito si lanciano contro i Fascisti…
Di cosa sto parlando? Delle reazioni da trogloditi che si sono registrate dopo l’affissione di manifesti nella zona del cagliaritano ad opera del Camerata Chessa. Stiamo parlando, come nostro costume (non siamo comunisti o anarchici!), di regolari affissioni effettuate dai servizi comunali, dopo il pagamento della relativa tassa. E stiamo parlando di propaganda che ripetiamo da anni, seppure in passato si fosse privilegiata la città di Cagliari, tralasciando i piccoli comuni del circondario. Propaganda legittima, in quanto il MFL è un movimento che esiste ed è attivo da ben 21 anni, svolta pagando le tasse dovute, chiedendo i necessari permessi e proponendo messaggi politici tutt’altro che volgari o provocatori, come spesso fanno certi personaggi dell’estrema destra.
Nel manifesto incriminato, che riproponiamo su queste pagine, parliamo di Socialismo, di Democrazia Corporativa, di socializzazione delle imprese… Nessun messaggio xenofobo, omofobo, violento, razzista (cito le solite accuse da ignoranti che ci piovono addosso ogni qualvolta qualcuno descrive i Fascisti).
Ovviamente, non avendo gli strumenti storici, politici e culturali per farlo, la gentile Pia non contesta una sola parola della nostra propaganda: ella ci odia solo per il fatto che esistiamo ed osiamo propagandarci… Nel suo articolo farneticante, infatti, si limita ad indignarsi per la presenza di un “imponente” Fascio e, giunta al limite della sua crisi di nervi, arriva ad argomentare che se sui manifesti era presente il timbro di autorizzazione comunale, esso non poteva che essere falso!
Meraviglie da vera antifascista! Questa infame gentaglia, che grida sempre contro il razzismo e le prevaricazioni, è talmente ignorante da non capire che si sta comportando esattamente come quelli che dicono di odiare… Così come il razzista imbecille all’americana odia il negro non per i suoi comportamenti, ma solo perché è negro ed esiste, questi mascalzoni nostrani ci odiano e ci attaccano non per quanto diciamo, ma solo per il fatto di esistere. Eppure la povera signora Pia ed i suoi soci di Sestu dovranno adattarsi alla situazione: esistiamo, ed avranno modo di conoscerci di persona in Tribunale!
Ovviamente, una volta dato il “la”, altri ignoranti dicono la loro (cretinata) sul suddetto blog, senza discostarsi troppo dalle urla senza senso della Pia… Fra questi, merita una citazione per lo squallore un tal Sannino, addirittura giornalista dell’Unione Sarda!
Costui, senza avere nulla di sensato da dire, sente comunque il bisogno di intervenire sull’argomento con un articolo ove arriva a sostenere le seguenti “perle”: 1) Si vanta di conoscere il delinquente che ha stracciato tutti i manifesti affissi a Sestu; 2) Si vanta di coprirne l’identità (a quando la vanteria di conoscere ladri, stupratori e scippatori della zona?); 3) Lo loda pubblicamente per il suo gesto delinquenziale, congratulandosi ed approvandolo in toto!
E poi si lamentano quando le persone per bene si dicono disgustate dai giornalisti! Se un simile soggetto può permettersi di essere iscritto all’albo e di avere uno stipendio da un quotidiano, anche un teppista da stadio che si diverte a scrivere oscenità sui muri ed a strappare i manifesti altrui può ambire a tale ruolo!
Davanti alla caratura di certi cialtroni, non ritengo sia utile sprecare tante parole; mi limito a riportare una parte della Sentenza del Consiglio di Stato del 1994 a proposito della legittimità del Fascio Repubblicano (e non Littorio, cari ignoranti sardi!):
“(…) Il fascio, usato nell’antica Roma come insegna dei magistrati elettivi dotati di potere di comando (imperium), ha assunto nel tempo il valore di simbolo della forma repubblicana dello Stato – e in particolare di una repubblica non oligarchica né aristocratica, ma retta dalla volontà popolare espressa mediante libere elezioni. Così è stato adottato dalla Rivoluzione francese, ed è tuttora l’emblema ufficioso di quella Repubblica; ed è stato adottato anche dalla Repubblica romana dei Giuseppe Mazzini, e anche da qualche altro Stato (es.: il cantone elvetico di San Gallo) (…)”
Capito, signora Pia e soci? Bastava finire le scuole dell’obbligo per sapere che il Fascio Repubblicano è un simbolo risalente a prima della nascita di Cristo, e che non simboleggia affatto oscure dittature, bensì uno Stato democratico retto da forma Repubblicana!
Chissà quale travaso di bile e quanti articoli deliranti avrebbe prodotto la signora Pia se qualcuno le avesse mostrato un passaporto attuale della Repubblica Francese (unisco una foto, ma mi prometta, signora Pia, di non stare male!), o magari il simbolo ufficiale della Repubblica dell’Ecuador, del Camerun e tante altre!
Persino il Senato USA, cara signora Pia, ha fra i suoi simboli due fasci repubblicani intrecciati! Come la mettiamo, andiamo a stracciare anche quei simboli?
Da buon antifascista, il Barbieri si dichiara lieto di ospitare commenti di diverso parere, ed avvisa che per lui la parola Fascista è un insulto… Dove altro avrebbe potuto farsi ospitare la signora Pia, che per l’occasione cerca un alleato nella storia, blaterando a vanvera sulla figura di Sandro Pertini che si diceva, all’epoca, disgustato dall’esistenza del MSIDN?
E così, la povera signora Pia, per tuonare contro i bruti Fascisti che osano fare legittima pubblicità politica senza torcere un capello a nessuno, chiama a soccorso uno dei più brutali macellai della storia partigiana! Ho personalmente inviato al Barbieri alcuni commenti, ove evidenziavo come Pertini fosse contrario alle dittature: “Il 5 marzo 1953 veniva a mancare Giuseppe Stalin. Così parlò di lui – tra gli altri – Sandro Pertini in lacrime, invitando anche le generazioni future a riconoscerne l’immensa grandezza: “Si resta stupiti per la grandezza di questa figura che la morte pone nella sua giusta luce. Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto” (Sandro Pertini, Orazione funebre in onore di Stalin pronunciata in qualità di capogruppo socialista in Senato”; inoltre, giusto per non lasciare parlare il sottoscritto, bieco Fascista, mi facevo aiutare da un noto personaggio del Partito Socialista italiano, tal Stefano Surace, autore del libro “Caro Pertini…” (premiato nel 1982 da una giuria di giornalisti come”miglior libro dell’anno”) già direttore del periodico “Socialismo” e residente per vari anni a Parigi. Alcuni anni fa (era il 1985) il sig. Surace si decise ad intervenire in risposta ad un articolo comparso su “Le Monde”, il più autorevole quotidiano francese, dal titolo “Qurant’anni fa, l’esecuzione sommaria di Mussolini” firmato Jacques Nobécourt, capo dei servizi esteri. Con una lettera inviata a Nobécourt ed al direttore del quotidiano André Fontaine, lo scrittore italiano, rilevando nell’articolo diverse inesattezze storiche, così testualmente rispose: (…) In quell’articolo, in effetti, si afferma fra l’altro:
1. che ad ordinare l’uccisione di Mussolini fu il “comitato insurrezionale” partigiano, e cioè un triunvirato formato da Luigi Longo (comunista), Sandro Pertini (socialista) e Leo Valiani (del Partito d’Azione), ma che il ruolo determinante, in questa faccenda, lo ebbe verosimilmente Luigi Longo;
2. che il giorno dopo l’”esecuzione”, il 29 aprile 1945, i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci e degli altri “giustiziati”, che erano stati appesi per i piedi alle rampe di una pompa di benzina a piazzale Loreto a Milano, vi furono staccati per ordine di Pertini;
3. che quell’esecuzione (realizzata materialmente da un gruppo di partigiani capeggiati da Walter Audisio, detto Colonnello Valerio) ebbe comunque il consenso più o meno tacito di tutti i partners del gioco politico dell’epoca comprese le destre, il Generale Cadorna (comandante militare delle forze partigiane) e lo stesso Pietro Nenni, già amico di Mussolini ma poi diventato suo avversario e ormai diviso da lui da troppo sangue versato. E, in definitiva, che ebbe anche il consenso di inglesi e americani;
4. che in particolare gli americani avevano sì mandato tre missioni per recuperare Mussolini, ma senza fretta. E gli inglesi non si erano affatto curati del Duce;
5. che tutti costoro preferirono che Mussolini fosse ucciso sommariamente piuttosto che processato, poiché si sarebbe trattato di un processo più che a lui, alla politica italiana degli ultimi venti anni; e dunque il Duce ne poteva uscire ben vivo, e magari riabilitato, come ti aveva a suo tempo dichiarato lo stesso Longo (“Se non l’avessimo giustiziato sarebbe stato, due ore dopo, nelle mani degli americani e vivrebbe oggi con un pensione di ex-Presidente del Consiglio”).
Al riguardo debbo osservare:
1. per l’ordine di uccidere Mussolini, più che Longo fu determinante Pertini in quanto rappresentava il Partito Socialista, all’epoca la più importante fra le forze politiche della Resistenza italiana. In questo partito lui aveva un peso decisivo che gli aveva consentito, ad esempio, di essere determinante -e questo lo riconosci nel tuo articolo- anche nel rifiuto della proposta, avanzata da Mussolini, di trasferire i suoi poteri al Partito Socialista. Più precisamente, Pertini diede a Walter Audisio l’ordine perentorio di recarsi a Dongo con un gruppo di uomini scelti con cura, farsi consegnare Mussolini e i gerarchi catturati e ucciderli a tutti i costi prima che qualcuno potesse impedirlo. Siccome però i partigiani che avevano catturato il Duce erano riluttanti a cederlo (intendevano consegnarlo direttamente agli Alleati, secondo le istruzioni che da tempo costoro avevano diffuso largamente e ripetutamente fra i partigiani) Audisio doveva ingannarli, facendo loro credere che avrebbe condotto i prigionieri appunto dagli alleati. Audisio si presentò ai partigiani di Dongo esibendo un ordine scritto firmato da Pertini, di consegnarli Mussolini e gli altri. Quei partigiani in un primo tempo rifiutarono, ma Audisio riuscì alla fine a convincerli, ribadendo che avrebbe condotto Mussolini dagli Alleati senza torcergli un capello. Invece quando lo ebbe nelle mani, dopo pochi chilometri -precisamente a Giulino di Mezzegra- lui e gli altri del suo “commando” lo uccisero (o, come tu scrivi, lo massacrarono) insieme agli altri prigionieri, secondo gli ordini di Pertini. Tutto questo è confermato da numerose fonti ben degne di fede, e concordanti. Mi limito qui ad indicarne una, particolarmente qualificata: la M.O. della Resistenza Giovanni Pesce, tuttora vivente, e il suo libro “Quando cessarono gli spari” pubblicato anni fa dalla Feltrinelli, che queste circostanze narra nei dettagli senza mai essere state smentite.
2. Quell’uccisione non ebbe affatto il consenso generale, tutt’altro. Nessuno dei leaders occidentali e ben pochi dei capi partigiani la volevano, non confondendo certo il Duce con Hitler. Gli Alleati non si erano affatto disinteressati della sorte di Mussolini. In particolare gli americani, oltre ad inviare le tre missioni di cui tu parli, avevano diramato in lungo e in largo, fra i partigiani italiani, l’istruzione precisa che nel caso lo avessero catturato dovevano consegnarlo direttamente, e ben vivo, agli Alleati. Gli Alleati riconoscevano in effetti a Mussolini come perfino ai criminali di guerra nazisti- il diritto a un processo. E in quello che si farà, a Norimberga, fra gli imputati era previsto anche lui, come precisa fra gli altri lo storico Silvio Bertoldi che nel suo “Norimberga: guai ai vinti” (pubblicato anche come supplemento al n. 14/85 del settimanale “Oggi”) scrive: “A Norimberga avrebbe dovuto esserci anche Mussolini”. Chiaro che, essendoci una bella differenza fra il Duce e i criminali di guerra nazisti, era probabile che lui da quel processo sarebbe uscito vivo, e magari “riabilitato” in tutto o in parte, come ti confermò Longo.
3. Quanto a Nenni, e a tanti altri capi antifascisti, non solo non diedero il loro consenso all’uccisione di Mussolini, ma non perdoneranno mai a Pertini quella ”esecuzione” che giudicavano di una degradante vigliaccheria. Tanto più che, se Pertini era vivo e sano, lo doveva in gran parte proprio a Mussolini. Quando difatti era stato a sua volta -alti e bassi della vita- nelle mani del Duce (era stato arrestato e condannato per cospirazione contro lo Stato) Pertini era gravemente ammalato di tubercolosi, malattia da cui all’epoca difficilmente si guariva da liberi, e figurarsi in prigione. Sarebbe stato facile dunque a Mussolini eliminare definitivamente questo suo accanito nemico, poiché nessuno si sarebbe sorpreso se in carcere la malattia avesse seguito il suo corso abituale, e magari Pertini fosse deceduto. E invece il Duce (sollecitato da Nenni, suo vecchio amico e conterraneo, anche se diventato suo avversario politico) gli fece fare cure così assidue ed efficaci da guarirlo completamente, al punto che Pertini è arrivato all’attuale età in condizioni di salute ed efficienza eccezionali. La galera non è un grande albergo e, se vi si entra sani, dopo un lungo soggiorno si esce quasi sempre malati se non -come suol dirsi- “coi piedi in avanti”. A Pertini invece successe esattamente il contrario: entrò gravemente malato e uscì, dopo quattordici anni, ben sano. Se quindi è potuto arrivare a quest’età e diventare Presidente della Repubblica lo deve, piaccia o no, alle cure che Mussolini gli aveva fatto fare non immaginando certo che, una quindicina d’anni dopo, proprio lui lo avrebbe fatto uccidere senza pietà. Ma Nenni non fu certo il solo ad indignarsi per quel massacro. Furono davvero in tanti: Ferruccio Parri, per citarne uno -che sarà poi a capo dei primi Governi dopo la Liberazione- lo definì “una macelleria messicana”, come riporta fra gli altri Mario Cervi.
4. Anche per l’esposizione di piazzale Loreto -che resta tuttora una macchia per la nostra Resistenza, e tanto ha danneggiato l’immagine dell’antifascismo e del popolo italiano- Pertini fu determinante. Pur volendo supporre che non abbia ordinato precisamente di appendere quei cadaveri per i piedi in quel piazzale (cosa comunque difficile da escludere avendo lui concepito e pilotato fin dall’inizio l’”operazione massacro”) non c’è dubbio che senza l’esecuzione non ci sarebbe potuta essere neanche l’esposizione. Vero è che lui ha poi cercato di giustificarsi sostenendo di essere intervenuto per farla finire. Ma in realtà ad intervenire, più che lui, fu Pietro Nenni, proprio nei suoi confronti e in modo durissimo. E così Pertini dovette muoversi a farli staccare, quei corpi, ma non lo fece certo a gran velocità, vista l’ulteriore durata dello spettacolo. Si tratta di un dettaglio ben conosciuto da chi visse da vicino queste cose, e mi consta personalmente poiché sono stato socio, in una casa editrice, proprio di colui che -a quel tempo ufficiale partigiano e tuttora ben vivo- aveva tolto materialmente i cadaveri da piazzale Loreto portandoli in luogo non esposto. Non bisogna dimenticare inoltre l’intervento del Cardinale di Milano Ildefonso Schuster, che in quei giorni si era interessato perché Mussolini si consegnasse spontaneamente, con garanzia della vita. Costui affermò: “Solo i barbari possono permettersi simili gesta” e si affrettò ad adoperarsi presso il comando partigiano perché lo spettacolo avesse fine; come testimonia fra gli altri Monsignor Angelo Majo, arciprete del Duomo di Milano.
5. Pertini fece dunque uccidere Mussolini contro la volontà degli Alleati e della gran parte dei capi della Resistenza, ingannando quegli stessi suoi compagni partigiani che avevano catturato il Duce e volevano che restasse ben vivo.
6. Sul perché Pertini avesse tanta fretta di uccidere Mussolini, che gli aveva salvata la vita e la salute, c’è da considerare che all’epoca molti pensavano, a torto o a ragione, che gli Alleati intendevano rimettere il Duce al vertice dello Stato italiano, sia pure con poteri limitati (come si regolarono ad esempio per il Giappone). Ma ciò avrebbe impedito che quella carica andasse invece (come in Jugoslavia per Tito e in Cina per Mao Tse Tung) a un capo partigiano, fra i quali uno dei favoriti era appunto Pertini. C’è poi il mistero dell’oro di Dongo, cioè del tesoro della Repubblica di Salò che Mussolini aveva con sé quando fu catturato, e che scomparve come nebbia al sole. Mistero che non sarebbe stato tale se Pertini non avesse fatto uccidere Mussolini. Quanti hanno cercato di testimoniare su quella sparizione sono stati tutti, a loro volta,“misteriosamente” uccisi.
7. Comunque Nenni non perdonerà mai il massacro del Duce, e finché lui ebbe peso nella vita politica italiana (e cioè fino ad una decina d’anni fa, prima che l’età lo prostrasse) Pertini fu condannato ad una specie di emarginazione tacita nel Partito Socialista e nella vita politica italiana, tanto da non avere incarichi politici di rilievo, neanche di semplice ministro. Era solo, in pratica, l’uomo politico più rappresentativo di Savona e della sezione socialista di quella città. Sezione che tuttavia -è emerso poi- è assai ben piazzata per avere la palma della più corrotta fra le sezioni provinciali di tutti i partiti politici italiani, compresa la Democrazia Cristiana; visto che diverse decine di suoi esponenti, dirigenti e membri sono stati messi in prigione o, comunque, incriminati per intrallazzi particolarmente vasti (caso Teardi). Solo quando Nenni, invecchiato, perse autorità, Pertini poté riemergere ed avere la carica di Presidente della Camera, da cui è poi passato a Presidente della Repubblica raggiungendo finalmente il vertice dello Stato, sia pure con tre decenni di ritardo. E quando, dopo qualche tempo, qualcuno ventilò l’opportunità di una sua dimissione, Pertini replicò: “Hic manebo optime”. Esattamente come aveva
risposto a suo tempo Mussolini… Tutto ciò può sorprendere chi è abituato all’immagine agiografica di Pertini abitualmente diffusa dai mass media, in Italia e altrove. Ma questa immagine, che pare messa a punto con estrema cura, si spiega considerando i potenti e vasti interessi che si servono di essa come efficace copertura dei gravissimi abusi che prosperano in Italia su vasta scala. Ma la realtà storica -ed io sono il primo a dispiacermene come italiano- è ben diversa, e non a caso ha reso improponibile l’assegnazione a Pertini di un premio Nobel per la pace, che pure era stata ventilata; o che fosse lui a celebrare, con un discorso ufficiale al Parlamento europeo, la fine della guerra e la riconciliazione generale… Il più bello è che poi Pertini si prende la libertà di definire “assassino” uno come Scalzone che, fino a prova contraria, non ha mai ucciso nessuno, e del resto non è mai stato incolpato di questo. Che cosa fu, quello di Pertini ai danni di Mussolini, se non l’assassinio “politico” di un prigioniero indifeso? Il quale, per di più, quando lo aveva avuto a sua volta in suo potere gli aveva salvato la vita e la salute, facendolo curare come lui stesso non aveva saputo fare? E’ giusto che i lettori de “Le Monde” queste cose vengano a saperle, appunto per obiettività e completezza di informazione.
Con vive cordialità. – Stefano Surace”.
Bell’eroe si è scelto la signora Pia, vero? E il signor Barbieri, cioè quello del “diverso parere è una ricchezza”, come ha reagito all’enorme mole di materiale storico incontrovertibile che gli ho inviato? Da buon antifascista, naturalmente, ovvero, cancellando i miei commenti e lasciandone inserire un altro, disgustoso, con il quale una gentile baldracca si lamentava del “revisionismo” storico che ha portato ad istituire una giornata per il ricordo delle vittime delle foibe!
Di che ci stupiamo? Gli antifascisti di ogni risma hanno sempre preferito associarsi ai peggiori criminali ed assassini della Storia, fingendosi ipocritamente contro le dittature ed i soprusi… Lenin, Stalin, Mao, Tito, Castro… Tutto fa brodo per questi mascalzoni e vigliacchi, che per giunta hanno la faccia tosta di richiamarsi ai “valori” di libertà, democrazia e tolleranza, nonché a quella Costituzione che loro stessi calpestano ogni giorno, credendo forse che termini con le Disposizioni Transitorie, cioè gli unici passi sui quali sono molto ferrati (ma non troppo, perché ancora non capiscono come mai un movimento come il nostro sia legale da 21 anni). Godetevi, quindi, i vostri blog, le vostre diffamazioni ed i vostri assassini. Noi, per fortuna, abbiamo altri eroi!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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