LA SINDROME DELLA FOGNA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – DICEMBRE 2011)

23 gennaio 2012

Analizzando gli avvenimenti degli ultimi tempi, mi sto convincendo sempre più del fatto che molti appartenenti alla cosiddetta area (ivi compresi, in questo caso, alcuni membri del MFL-PSN), a forza di sentirsi gridare: “tornate nelle fogne”, si siano convinti di dovere per forza difendere posizioni ed azioni indifendibili, in nome di un malinteso senso del cameratismo.

Mi spiego meglio; di recente abbiamo visto squallidi episodi di cronaca nera avere come protagonisti dei sedicenti Fascisti, alcuni arrestati per avere costituito un gruppuscolo dedito esclusivamente alla violenza ed alla minaccia, altri per avere assaltato a Torino un campo rom al fine di difendere l’onore di una ragazza sedicenne stuprata (che però si era inventata tutto, allo scopo di nascondere la sua relazione con un maggiorenne tutt’altro che rom!) ed infine, un ultimo folle che, a Firenze, si è messo a sparare a casaccio e senza motivo su immigrati senegalesi, per poi togliersi la vita a sua volta. In tutti questi casi, pur essendo evidente la totale estraneità di certi comportamenti al nostro mondo, qualcuno si è sentito in dovere di difendere e giustificare gli autori dei misfatti… Persino il folle di Firenze è stato definito da alcuni “un Camerata che ha sbagliato”! Ora, non so voi, ma il sottoscritto prima di etichettare qualcuno come “Camerata”, pretende un minimo di adesione a valori storici, politici e sociali comuni, nonché un valido aiuto nella battaglia ormai ventennale che ho intrapreso in nome del MFL-PSN… Non esistono “Camerati” che danno il loro apporto a sigle diverse, o che se ne stanno tranquillamente in poltrona senza esporsi, limitandosi a qualche messaggio sotto falso nome su Facebook o forum vari; così come non esistono “Camerati” che sfogano le loro frustrazioni sul negro o sul rom di turno, senza motivo alcuno e senza la benché minima provocazione che possa, almeno in parte, giustificarli. Intendiamoci, il sottoscritto è tutt’altro che un benpensante che ha fiducia nella giustizia e nelle istituzioni, o uno di quelli che fanno a gara per dimostrarsi cattolici osservanti, sempre pronti a perdonare qualsiasi offesa e qualsiasi delitto. Io sono un fanatico assertore della pena di morte, così come sono favorevolissimo alla giustizia sommaria nel caso di arbitrio che dovesse colpire me o i miei cari, ma sono abbastanza intelligente per comprendere che prima della parola “sommaria”, viene la parola “giustizia”. Dunque ritengo intollerabile qualsiasi violenza contro chi ha un colore della pelle diverso dal mio, o crede in un altro Dio, o ancora si batte per ideali diversi dai miei, se non per reagire ad una violenza precedente… E naturalmente, nel mio concetto di giustizia sommaria, non è compresa la vendetta a casaccio su persone appartenenti allo stesso gruppo etnico o religioso del colpevole, ma solo quella contro i colpevoli stessi. Per farmi meglio capire dalle tante zucche vuote che infestano l’area e che catalogano le persone in base al colore, all’etnia ed al credo religioso, mi avvarrò di esempi molto banali; siete contenti, cari lettori italiani e fieri di esserlo, quando qualche cialtrone straniero vi etichetta come “mafiosi”, o vi sfotte con le solite litanie a base di “italiani spaghetti, pizza e mandolino”? Oppure, senza cercare l’offesa dallo straniero e limitandosi ai nostri cari pregiudizi italiani, siete contenti voi sardi quando qualcuno sostiene che vi accoppiate con le pecore o che sapete solo vivere con i rapimenti? E voi siciliani, napoletani e pugliesi, come vi sentite quando vi etichettano tutti come mafiosi, camorristi o membri della sacra corona unita? Se tutti ci mettessimo a ragionare in base a questi stereotipi assurdi che generalizzano brutalmente questioni reali, non dovremmo stupirci se qualcuno che ha avuto problemi con la mafia sparasse al primo palermitano che incontra, o se un congiunto di un rapito dall’anonima sequestri sarda aggredisse il primo cagliaritano che passa… Indi, se ai più è evidente l’assurdità di un simile modo di ragionare, mi piacerebbe capire perché la stessa assurdità non venga riconosciuta nei comportamenti e nelle parole di quanti blaterano a vanvera di superiorità dei bianchi, di necessità di lottare contro gli islamici e di aggressioni ai danni di chi, a vario titolo, viene identificato come “nemico”. Quanto vado qui denunciando accade, del resto, da sempre… Anni fa venne stuprata ed uccisa, a Roma, la moglie di un ufficiale di marina da uno sbandato di etnia rom; poche ore dopo, vari cialtroni borgatari di Roma, che cercavano come di consueto una scusa per darsi alla violenza, aggredirono a caso alcuni romeni (che con i rom c’entrano come i cavoli a merenda!), arrivando a percuotere una famiglia con figli piccoli al seguito che stava facendo semplicemente la spesa. Più di recente, il solito borgataro amante della violenza da stadio, uccise con un pugno diretto al volto un’infermiera romena, colpevole di avere litigato con lui… Anche in questo caso, molti “camerati” colpiti dalla sindrome della fogna, blaterarono a vanvera intorno alla presunta arroganza dei romeni in certi quartieri della Capitale e non… Dunque, se i romeni sfaccendati che popolano i nostri bar fin dal mattino, infastidendo la gente per bene, sono diventati un problema, dovremmo sentirci autorizzati ad ammazzare la prima romena che incontriamo, magari per giunta un’onesta lavoratrice che non ha nulla a che fare con le varie gang di delinquenti presenti nel nostro Paese? E se in molte città d’Italia gli spacciatori agli angoli delle strade sono negri o magrebini, dobbiamo metterci a fare come il cerebroleso di Firenze, che ha sparato a casaccio su tutti i senegalesi che incontrava? Francamente, mi rifiuto di pensare che esistano persone, specie se “camerati”, disposti a ragionare e ad agire così! Certo, non possiamo attenderci lucidità di analisi da quei ritardati mentali funzionali al regime, che frequentano il forum per ritardati come loro chiamato “Stormfront”… Questa congrega di idioti, da tempo, sta attirando su tutti i Camerati seri i fulmini del regime e dell’opinione pubblica, a causa di commenti demenziali che plaudono a gesti come quelli di Firenze o addirittura del norvegese Brevik… Su questo ritrovo di pattume, trovano posto i razzisti all’amatriciana in stile americano, ovvero quelli che dopo essersi autoproclamati di pura razza bianca, irridono ai membri di altre razze umane e predicano la loro sottomissione ai bianchi. Molti di questi idioti sono italiani, e per giunta del Sud… Chissà se qualcuno ha mai spiegato loro che per i razzisti storici americani gli italiani, specie se del Sud, sono equiparati ai negri come razza “inferiore”! Questa gente infesta la cosiddetta “area” da tempo, costringendo quelli come noi a fatiche improbe per dimostrare che i veri Fascisti e nazionalsocialisti siamo noi e non loro… Persino sul sito del WUNS a cui abbiamo aderito come MFL-PSN (Unione mondiale dei nazionalsocialisti), sono presenti a decine gli idioti che fondano partiti “nazisti” magari in Bolivia o in Venezuela, mettendosi poi a predicare la necessità di ripulire la Nazione dai non bianchi per assegnare la supremazia a loro! Sarebbe a malapena il caso di ricordare a questi dementi che molti negri combatterono in divisa della Wehrmacht e persino delle Waffen SS, a favore della Germania nazionalsocialista, ove mai nessun negro venne aggredito o rinchiuso in quanto tale, così come sarebbe bello fargli conoscere alcune interviste di negri americani rilasciate durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, nelle quali molti di loro lodarono lo Stato Hitleriano perché trattava i negri molto meglio dell’infame Stato denominato USA… Lo stesso Jesse Owens smentì la favola che circola tuttora, secondo la quale il Fuhrer rifiutò di stringergli la mano dopo le sue vittorie. Per quanti non mi credono e sono contemporaneamente refrattari alle letture, consiglio una visita al famoso sito di filmati chiamato “Youtube”; con una semplice ricerca potrà trovare decine di immagini storiche che parlano dei negri inquadrati nelle truppe tedesche durante la II Guerra Mondiale. Ma la cosa che è certamente più difficile da fare capire ai tanti coglioni che predicano la supremazia razziale bianca nel continente americano, è che qualsiasi indio locale o pellerossa, ha molti più diritti di rivendicare un ruolo superiore di quanti non ne abbiano loro, figli di invasori assassini che hanno depredato le popolazioni dell’America del Nord e del Sud di terre, diritti ed averi, sostituendosi con la violenza e l’inganno ai legittimi proprietari dei territori ed importando, in aggiunta, dei poveracci negri per utilizzarli come schiavi! Sarebbero, quindi, molto più giustificati i discendenti dei veri nativi americani se si mettessero a sparare contro chiunque abbia una carnagione bianca, che non questi ultimi quando sproloquiano intorno alla loro presunta superiorità razziale! E se qualcuno di noi europei potrebbe avere delle ragioni opponendosi all’invasione di popoli e razze che con l’Europa non hanno mai avuto nulla a che fare, quelle stesse ragioni non le hanno certo gli americani del Nord e del Sud, essendo loro per il continente americano quello che rappresentano i negri per quello europeo: degli estranei insediatisi successivamente come ospiti più o meno graditi.

Terminato così di perdere tempo per demolire le argomentazioni di certi coglioni razzisti, torno sulle questioni interne italiane ed europee, suggerendo a certi miei incauti Camerati di imparare a considerare le persone in base ai loro comportamenti, lasciando da parte colore della pelle e religione. Io non tollero sul mio suolo Patrio immigrati clandestini che delinquono regolarmente e che rubano risorse ai mie concittadini, siano essi negri, bianchi, gialli, mulatti o meticci, così come non tollero fanatismi religiosi tesi a vessare appartenenti a confessioni diverse, sia che questi fanatismi vengono da islamici, sia che vengano da cristiani; al contrario, non ho nulla contro chi vive nel mio Paese rispettandone usi, costumi, tradizioni e Leggi, da qualsiasi Paese provenga, qualsiasi colore abbia e qualsiasi religione professi. A quanti continuano a dire cretinate contro i negri, ricordo quanti danni hanno portato all’Italia tanti immigrati che negri non sono, come quelli dell’est Europa… A quanti pontificano circa i pericoli dell’invasione islamica, dico di pensare a quanti crimini sono stati commessi sul nostro suolo Patrio da immigrati cristiani, come quelli provenienti dalla Romania, o addirittura cattolici, come molti i sudamericani ormai presenti… Ed a quanti se la prendono con gli ebrei per ridicole questioni razziali, consiglio di oncentrarsi di più sulle nefandezze commesse dalla lobby ebraica, piuttosto che sul presunto “naso adunco” che dovrebbero avere queste persone! Piantiamola, quindi, con le cretinate pseudobiologiche e mettiamoci in testa che è ora di battersi per questioni serie, che la gente comune sia in gradi di comprendere ed approvare, invece di farci equiparare a quei trogloditi americani che beatamente si illudono di essere “superiori” per il solo fatto di essere nati con l’epidermide chiara! Esistono negri plurilaureati che parlano 4/5 lingue, esistono ebrei antisionisti e revisionisti, esistono islamici nazionalsocialisti che potremmo avere come Camerati e che non ci considerano “il male assoluto” come fanno tanti mascalzoni bianchi, italiani e cattolici… Perché dobbiamo continuare ad inimicarci queste persone ed a considerare nostri fratelli quelli che in realtà sono i nostro peggiori nemici? Perché dobbiamo continuare a farci odiare dall’opinione pubblica a causa del vizietto di parteggiare per qualsiasi cosa sia degna di finire in una fogna? Sveglia, Camerati! Amici e nemici non si decidono in base al loro colore, ma solo ed esclusivamente in base alle loro idee ed ai loro comportamenti!

Carlo Gariglio

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06/11/2011: V CONGRESSO NAZIONALE MFL-PSN (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – NOVEMBRE 2011)

1 gennaio 2012

Come precedentemente annunciato, si è regolarmente tenuto il V congresso nazionale del MFL-PSN in Villanova d’Asti, presso il Ristorante – Bar “Il 3° tempo”, con esiti, una volta tanto, superiori alle aspettative; sarà merito della famosa “legge del contrario”, ma per una volta che si è scelto un locale con spazi modesti, memori dei bidoni che tanti “camerati” ci avevano rifilato in occasione degli scorsi congressi, abbiamo registrato il tutto esaurito e si è rischiato veramente di non trovare posto per tutti i convenuti…

Trentatre tesserati effettivi presenti, unitamente ad un paio di parenti di iscritti, hanno gremito la saletta che poteva contenere al massimo una quarantina di persone, dando finalmente l’idea di un gruppo di persone motivate a sostenere i propri impegni politici partecipando in prima persona agli avvenimenti più importanti, quale un congresso nazionale è di sicuro.
Intendiamoci: non vogliamo certo fare concorrenza ai gruppuscoli della cosiddetta “area”, i quali, pur senza tesserati né elettori, riescono sempre a riempire saloni di Hotel principeschi pagando figuranti e ballerine con soldi di ubbia provenienza… Noi preferiamo la nostra onesta miseria, che ci consente di continuare per la nostra strada senza svenderci al Berlusconi di turno e senza rinunciare a nessuna delle nostre idee… E pazienza se qualcuno potrà ironizzare su una sala contenente 33 militanti… Meglio 33 persone vere, in carne ed ossa, che non 300 stipendiati dal PDL per dirigere un partito di falsi Fascisti dediti a raccattare voti della nostra area per portarli nella cascina dei vari Berlusconi, Bossi, Scilipoti e ciarpame simile.
Ulteriore motivo di soddisfazione per le presenze registrate al congresso del 6 novembre scorso è la variegata provenienza geografica dei convenuti; abbiamo, infatti, visto affluire Camerati dalla Puglia, dalla Campania, dall’Abruzzo, dalle Marche, dal Lazio, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Toscana e, naturalmente, dal Piemonte.

Certamente non sono mancati i soliti “bidonisti”, quelli cioè che hanno assicurato la loro presenza fino a pochi minuti prima della partenza, salvo poi inventarsi la scusa gravissima che gli ha impedito di prendere il treno all’ultimo secondo, né sono mancati i veri e propri cialtroni che, pur risiedendo in Piemonte, ovvero a pochi minuti dalla sede congressuale, hanno preferito brillare per la loro assenza… Ma questa volta non ci sono proprio mancati, stanti il numero e la qualità dei presenti!
Venendo alla parte burocratica del congresso, va premesso che ben poca suspance ha caratterizzato l’elezione dei membri della Segreteria Nazionale, in quanto, come di consueto, nessuno ha avanzato la propria candidatura alla segreteria nazionale, né ad alcuna delle cariche detenute dai membri dell’Ufficio Politico; si è, quindi, provveduto alla verifica degli iscritti intervenuti, degli assenti giustificati e dei presenti mediante delega (3 Camerati) , nonché all’elezione del Presidente del Congresso (il sottoscritto Segretario Nazionale, Carlo Gariglio) e del Segretario Verbalizzante (il Vice Segretario Nazionale per le Isole, Andrea Chessa).
I lavori veri e propri cominciano, quindi,  con la riconferma all’unanimità dell’attuale Segretario Nazionale Dottor Carlo Gariglio e di tutti i Vice Segretari Nazionali d’Area fino a quel momento in carica;  su proposta della Segreteria Nazionale, viene indicato nel camerata Giuseppe Lassandro il possibile destinatario della carica vagante di Vice Segretario Nazionale del Sud Italia. Non essendoci stata alcuna obiezione, ed essendoci stata l’accettazione entusiasta del Camerata Lassandro, questi viene designato alla carica di Vice Segretario Nazionale per il Sud Italia.
Restando in tema di nomine, la presidenza del Congresso ha preso atto delle risultanze del Congresso Regionale dell’Abruzzo del 16/10/2011, che ha visto riunirsi i Capi Provincia Paolo Censi (Pescara), Katia De Ritis (Chieti) e Pier Giorgio Basile (L’Aquila), i quali hanno votato a maggioranza il Camerata Pier Giorgio Basile, che diviene quindi Federale Regionale per l’Abruzzo.
Terminata in breve tempo la parte più burocratica del congresso, si è passati ad ascoltare le proposte dei Camerati intervenuti riguardanti tematiche più propriamente politiche e propagandistiche; fra i primi ad intervenire è stato il Camerata torinese Luca Sidoti Pinto, relativamente alle modifiche del sito internet (di cui si richiede un aggiornamento in termini di fruibilità da parte degli utenti), all’utilizzo del contrassegno del PSN per le competizioni elettorali, alla creazione di una apposita bandiera del PSN ed alla richiesta di modificare la proposta statutaria del MFL-PSN riguardante una Legge elettorale con sbarramento al 3% e premio di maggioranza, ritenuta funzionale solo ed esclusivamente alle logiche partitocratiche e non ad una reale esigenza democratica e di rappresentanza, che può venire garantita solo da un sistema proporzionale che contenga sì uno sbarramento minimo di voti per accedere in Parlamento, ma tale da non impedire l’eleggibilità ai soggetti politici più piccoli.

Si è poi proseguito  a discutere dell’attività politica del MFL-PSN, che si vorrebbe maggiore e più costante; il camerata Gianfranco Tesauro, Vice Segretario Nazionale per il Nord Ovest e rappresentante della federazione lombarda, ha chiesto di mettere a verbale il suo impegno a relazionare ogni tre mesi la Segreteria Nazionale del lavoro fatto…
A seguire sono intervenuti vari camerati a proposito delle proposte del camerata Sidoti Pinto e sulle soluzioni per il rilancio del Movimento; fra gli altri, il camerata Emiliano Calemma, Capo Provincia di Asti, richiede, sull’esempio del camerata Tesauro, la verbalizzazione dell’impegno di tutti i dirigenti nazionali e locali ad una maggiore attività politica, anche con il coordinamento delle varie regioni.
Il camerata Davide Agostini, Federale Regionale delle Marche e webmaster ufficiale, in relazione al primo punto esposto dal camerata Sidoti Pinto, si impegna a modificare e migliorare la visibilità del sito.
Il camerata Raffaele Balsamo, Federale Regionale della  Campania, apre la discussione relativa alle posizioni del Movimento nei confronti delle crudeltà contro gli animali (inclusa la caccia, ritenuta una pratica incivile e immorale) e la vivisezione. Tutta l’Assemblea, d’accordo all’unanimità, si impegna a modificare e ad integrare sia lo Statuto, sia il programma politico del Movimento nei confronti dello sfruttamento animale.
E’ poi intervenuto il camerata Pier Giorgio Basile, Federale Regionale dell’Abruzzo, in relazione al punto 17 del programma MFL (uscita dell’Italia dalla NATO), chiedendo di inserire la dicitura “moneta nazionale di proprietà del popolo sovrano”; relativamente al punto 14 si richiede un approfondimento che specifichi e integri la posizione del MFL favorevolmente alla nazionalizzazione delle banche o ad una buona parte di esse. L’Assemblea si dichiara d’accordo nel delegare alla Dirigenza Nazionale i necessari interventi relativamente agli argomenti sin qui trattati, aggiornandosi, mediante tutti i mezzi disponibili (telefoni cellulare, posta cartacea ed elettronica, forum e siti del MFL con apposite sezioni dedicate alle discussioni dei militanti e degli iscritti) ad un futuro e più proficuo prosieguo delle discussioni.

Il Congresso viene interrotto per il pranzo. Riprende alle ore 16.30.

Il camerata Sidoti Pinto chiede di relazionare relativamente al cambio di tipologia delle bandiere finora adottate dal MFL-PSN, già trattato nella mattinata. Si stabilisce che le nuove bandiere del Movimento saranno nere, con al centro il logo storico (Fascio repubblicano rosso e scritta “Fascismo e Libertà”) ed il logo aggiuntivo del PSN, e si delega la Dirigenza Nazionale ed il camerata Sidoti Pinto ad informarsi a proposito della realizzazione delle stesse e dei relativi costi
Si è anche discusso, su suggerimento della camerata De Ritis, Capo Provincia di Chieti, dell’eventualità di cambiare l’inno o di sostituirlo. Nonostante l’opposizione del sottoscritto, che non avrebbe neppure voluto perdere tempo parlando di argomenti così stupidi ed immotivati, l’Assemblea è concorde nella sostituzione dell’inno attuale, ma vista la divergenza di opinioni riguardo all’inno da adottare decide di aggiornarsi, mediante tutti i mezzi disponibili (telefoni cellulare, posta cartacea ed elettronica, forum e siti del MFL con apposite sezioni dedicate alle discussioni dei militanti e degli iscritti) relativamente ad un nuovo inno da adottare per il MFL.
Su suggerimento del camerata torinese Fabio Toma, si è poi deciso  di abbassare l’età del tesseramento al MFL a 14 anni, e non più a 16, come previsto dal precedente Statuto.

Il Congresso si conclude alle ore 17.30

Carlo Gariglio

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TOTO’ TRUFFA E MONTI TRUFFA

13 dicembre 2011

Come non provare un sentimento di nostalgia per quelle simpatiche truffe raccontateci nel passato dai personaggi di Totò o da quegli sfigati dei “soliti ignoti”, che si facevano in quattro per estorcere quattro soldi al malcapitato di turno con tecniche ingegnose e mezzi limitati?

Oggi ci tocca sorbirci le truffe di Monti, molto più odiose, in quanto messe in pratica da un presidente divenuto tale per un golpe bancario a suon di spread e bond, ai danni di un popolo che già non ne poteva più di sopportare le speculazioni bancarie dei soliti noti unite all’incaapcità (o complicità) politica di quanti non facevano nula per prevenirle o attenuarle… Ma soprattutto molto più odiose perchè non fanno rischiare la galera al suo ideatore, a differenza di quelle molto più innocue di Totò e soci… Anzi! Mentre quelli erano chiamati mariuoli ed additati al pubblico ludibrio, questo personaggio viene chiamato “professore” e riceve centinaia di lettere di elogio da parte di italici Pulcinella che ancora si sgolano scrivendo sproloqui ai giornali ove attaccano il fu Berlusconi e plaudono al presidente del golpe bancario… Si sa, gli italiani hanno applausi pronti per tutti; un tempo applaudirono il Duce, poi trovarono più conveniente applaudire quegli “alleati” che avevano raso al suolo il loro Paese e che gli avevano riportato la mafia debellata dal Fascismo… Più i recente, hanno applaudito Berlusconi ed i suoi, salvo poi festeggiare la sua caduta e l’avvenuto golpe bancario – presidenziale voluto dalla Goldman Sachs e dal comunista Napolitano.

Chissà quanti applausi riserveranno all’astuzia di Monti quando scopriranno che il suo decreto non solo affama gli italiani con tasse vecchie e nuove, blocco delle rivalutazioni delle pensioni e aumenti di carburanti, ma anche con piccoli trucchetti da mariuolo nascosti fra le pieghe del suo decreto, tutti tesi a truffare soldi degli italiani a beneficio dei suoi veri datori di lavoro, ovvero i banchieri… Già la bella trovata di impedire ai vecchietti la riscossione della pensione in contanti porterà ai suoi colleghi banchieri migliaia di nuovi conti correnti, grazie ai quali il sistema bancario si arricchirà ulteriormente sulle spalle dei poveri Cristi, ma il vero colpo di genio è un altro, e lo scopriamo nell’art. 26 del decreto “salva Italia” (ma non era meglio “salva banchieri”?):

Articolo 26
Prescrizione anticipata delle lire in circolazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.

Capito? Dato che c’erano ancora nelle tasche degli italiani qualcosa come 1 miliardo e 300 milioni di Euro in vecchie lire, e dato che la Legge dava tempo agli italiani fino al 29 febbraio 2012 per cambiarle presso le sedi della Banca d’Italia, il mariuolo Monti ha deciso di fare incamerare tutto alla suddetta Banca, che poi passerà allo Stato la sua parte del maltolto!

Certamente molti italiani, dopo avere visto i titoli del decreto “truffa Italia” di Monti, sarebbero corsi a recuperare le vecchie lire, magari tenute da parte per pigrizia o per senso di nostalgia, al fine di correre a cambiarle e camparci per qualche tempo…  Ma il capo mariuolo ha previsto tutto in tempo, truffando 1 miliardo e 300 milioni di Euro al popolo…

Chissà quanti altri giochetti nascosti nel decreto “truffa Italia” troveremo, vero “professor” Monti?

Ma stia tranquillo, il popolo di Pulcinella che è stato chiamato a spremere in nome di banchieri e giudei la stima e si merita tutto questo… Si goda il suo popolo scodinzolante e ringrazi che di Italiani veri come noi ce ne sono pochi, altrimenti avrebbe ben poco da godere!

Carlo Gariglio

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NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO…

14 novembre 2011

Avevo appena finito di pubblicare il commento precedente e l’annesso articolo di Paolo Barnard, quando ne ho scoperta un’altra… E nel frattempo continuo a leggere commenti di giubilo per la nomina del losco individuo Mario Monti e Presidente del Consiglio, nonchè lettere alla Stampa di persone felici per la fine dei “17 anni” (SIGH!) di Governo di Berlusconi…

Eccovi, dalle parole della giornalista Ida Magli, pubblicate a questo indirizzo, http://www.italianiliberi.it/Edito11/no-questo-no.html, la vera biografia del “galantuomo” specchiato Mario Monti.

Occhio a non vomitare!

Carlo Gariglio

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No! Questo No!

di Ida Magli
Italiani Liberi | 10.11.2011

No, Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”. Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratti di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica! Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto.

  Senatore a vita il signor Mario Monti? Un cittadino benemerito della Repubblica e di specchiati costumi? Forse non tutti i cittadini lo sanno o se lo ricordano (e su questa ignoranza ha contato, oltre che sul complice silenzio dei politici e dei giornalisti, Giorgio Napolitano nel nominarlo) che Mario Monti è stato costretto, nella sua qualità di Commissario europeo sotto la presidenza Santer, a dare le dimissioni “per l’accertata responsabilità collegiale dei Commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo” messi in luce dal Collegio di periti nominato appositamente dal Parlamento Europeo. La Relazione fatta da questi Saggi al Parlamento, nonostante la prudenza del linguaggio ufficiale, fa paura. Si parla infatti dell’assoluta mancanza di controllo nella “rete di favoritismi nell’amministrazione”, di “ausiliari esterni” e di “agenti temporanei”, di “minibilanci espressamente vietati dalle procedure amministrative”, di “numerosissimi esterni fuori bilancio, ben noti all’interno della Commissione con il soprannome di sottomarini”, che operano con “contratti fittizi”, dietro “raccomandazioni e favoritismi”; di abusi che hanno comportato, con il sistema dei “sottomarini” l’erogazione non controllata di oltre 7.000 miliardi nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza (miliardi usciti dalle nostre tasche, naturalmente, e che dovevano andare, ma non ci sono arrivati se non in minima parte, ai bambini della Bosnia, del Ruanda morenti di fame). Evidentemente Mario Monti è inamovibile, o meglio può perdere un posto soltanto per guadagnarne uno migliore. Nel 1999, al momento di una caduta così ignominiosa, ha provveduto la successiva Commissione, con presidente Romano Prodi, a riconsegnargli il posto di Commissario. Cose che succedono soltanto nell’onestissimo ambito delle nostre istituzioni politiche. I semplici cittadini vanno sotto processo per gli ammanchi, o come minimo perdono l’incarico.

  Perché mai, dunque, dunque, dovremmo affidare a questo signore i nostri ultimi beni? In omaggio, forse, al truffaldino sotterfugio inaugurato dalla Presidenza della Repubblica? I politici che lo voteranno come capo del governo sappiano che, visto che non possediamo nessun altro potere, annoteremo ogni loro “Sì” per cancellare per sempre il loro nome da qualsiasi futura elezione.

Ida Magli
10 novembre 2011

LO STOMACHEVOLE SPETTACOLO DELLA SINISTRA ITALIANA

13 novembre 2011

Chi mi conosce sa che raramente commento a caldo gli avvenimenti della politica italiana… Ma il triste spettacolo dei soliti maiali comunisti riuniti in piazza per festeggiare la caduta del Governo Berlusconi e di tutto il ciarpame catto-comunista rappresentato dai vari Bersani, Casini e pattume simile intenti a brindare, mi provoca un tale disgusto da ispirarmi queste poche righe.

Chi oggi celebra come una vittoria l’insediamento del governo giudaico – bancario guidato da Monti, ovvero colui che, per dirla con le parole del Direttore del “Giornale”, Alessandro Sallusti, : «Ha lavorato per Goldman & Sachs, un covo di criminali veri che ha innestato la crisi finanziaria», non è altro che un delinquente anti italiano schierato con quei poteri forti che hanno generato la crisi e portato alla sostituzione di buona parte dei Governi europei con governi marionetta fedeli alle direttive dei banchieri del giudiasmo internazionale.

Chi fino ad oggi ha governato male l’Italia aveva, quanto meno, vinto regolari elezioni… I banchieri che già tramano per reintrodurre l’ICI ed altre tasse immonde che graveranno sulle persone umili non hanno bisogno di partecipare ad elezioni, e governano sempre… Spesso nell’ombra, da oggi in modo palese e con il consenso di milioni di cerebrolesi con un QI inferiore a quello degli scimpanzè…

I compagnucci nostrani sono così limitati mentalmente e culturalmente da festeggiare quelli che daranno l’ultimo colpo alle finanze della povera gente, e danno il loro appoggio a quelle forze politiche che nel passato hanno operato per generare l’attuale crisi… Ma non lo capiscono, poveretti! Abituati a farsi lavare il cervello dai cosiddetti “media” e dai farabutti che dal 1945 ad oggi hanno rovinato l’Italia, sono così idioti da essersi convinti che Berlusconi governi ininterrottamente da 17 anni; ho letto e sentito personalmente dei giovinastri intervistati che si dichiaravo esausti da più di 15 anni di governo Berlusconi! Peccato per loro che, stando ai dati ufficiali reperibili su tutti i siti istituzionali, a partire dal 1994 si siano succeduti i seguenti governi NON berlusconiani: Governo Dini (10 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 – 4 mesi), Governi Prodi – D’Alema (9 maggio 1996 – 9 marzo 20015 anni), Governo Prodi (17 maggio 2006 – 6 maggio 2008 – 2 anni), per un totale 7 anni e 4 mesi… Non sanno neppure chi li ha governati, ma pretendono di dire la loro in politica, questi poveri sottosviluppati catto – comunisti!

Per farli contenti ed evitare la solita tiritera contro i commenti Fascisti, evito però di continuare a dire la mia su questo popolo di decerebrati e riprendo, a seguire, un ottimo articolo di Paolo Barnard (http://www.paolobarnard.info/home.php), che è stato pubblicato al seguente indirizzo: http://www.liberaopinione.net/wp/?p=4410

Buona lettura!

Carlo Gariglio

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Chi sta dimettendo Berlusconi?

di Paolo Barnard – 08/11/2011

Fonte: paolobarnard

castaitalica

Presidente,

perdoni l’approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell’Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani. Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l’Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo “colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche. (una definizione del tutto ragionata offerta dell’economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d’uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L’Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall’operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell’Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.

L’Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di “Togliere agli Stati la loro ragion d’essere“. La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d’Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l’esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell’Eurozona.

- I debiti dell’Eurozona non sono più sovrani, poiché l’Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all’emissione. L’Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è “Ability to pay“, cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di “Ability to pay”, la cui presenza è infatti l’unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l’Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L’Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l’assenza radicale di “Ability to pay” nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell’adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall’adozione della moneta unica, che, ribadisco, l’Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l’Europact sono l’espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L’Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l’Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell’Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi ‘tecnici’ in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell’Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l’Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l’Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.

In ultimo una precisazione di ordine morale.

Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.

I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.

Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.

Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

INTERVISTA A “Fascismo e Libertà” – Pubblicata sul blog http://mtfitalia.wordpress.com/2011/11/12/intervista-a-fascismo-e-liberta/

13 novembre 2011

Cos’è Fascismo e Libertà?

Il MFL-PSN è un movimento politico chiaramente e dichiaratamente Fascista e Nazionalsocialista, nato nel lontano 1991 grazie a Giorgio Pisanò, all’epoca ancora Senatore del MSIDN; scopo principale del MFL-PSN attuale è la lotta senza quartiere a quanti, all’interno della cosiddetta “area”, pretendono di stravolgere il Fascismo inventandosi fratture con gli storici alleati nazionalsocialisti e pretendendo ridicoli avvicinamenti a quel mondo politico giudeo-massone ed occidentale che fu e rimane il nostro peggiore nemico…

Quali sono i punti fondamentali della politica di Fascismo e Libertà?

Noi siamo per il Fascismo storico, che fu combattuto dai rossi, ma anche e soprattutto dalle lobbies finanziarie che dominavano il mondo occidentale, trovando quali unici alleati i movimenti nazionalsocialisti europei, arabi, nordafricani e del Sud Est Asiatico; non siamo, dunque, come i tanti falsari d’area che blaterano a vanvera circa un Fascismo cristiano o cattolico (i cattolici furono i primi a tradire Mussolini, benché egli avesse donato onori e benefici alla Chiesa, mentre l’Islam rappresentò un alleato fedele fino agli ultimi giorni di guerra), o come i razzisti all’amatriciana di casa nostra (che preferiscono, evidentemente, un bianco cattolico ed antifascista ad un arabo islamico di idee nazionalsocialiste), o ancora come i decerebrati che vaneggiano circa presunte volontà mussoliniane di allearsi con i nostri peggiori nemici di USA e G. Bretagna. La strada Maestra è proseguire nel considerare il Fascismo quello che fu nelle idee di Mussolini, ovvero una forma di socialismo nazionalista, epurato dalle cretinate internazionaliste alla Marx, che si erge come Terza Via fra la criminale visione comunista e quella non meno deleteria del liberalcapitalismo di destra.

Come vedete la situazione politico-economica italiana ed europea attuale?

Siamo nelle mani di banchieri appartenenti alla ben nota ed innominabile lobby giudaica, i quali non esitano a rovinare interi popoli per fare i loro sporchi interessi finanziari e speculativi. E proprio in queste ore, in Italia, i banchieri stanno per andare addirittura al Governo, al posto di chi, pur criticabile per mille motivi, aveva vinto democraticamente le elezioni. Stiamo passando da un Governo occulto di banchieri ad uno palese, con l’aggravante di un popolo di cerebrolesi, di destra e di sinistra, che plaudono alla cosa come se fosse l’unica salvezza per l’Italia e l’Europa intera!

Qual è la posizione di Fascismo e Libertà nei confronti di associazioni, movimenti e partiti con forti idee separatiste, in particolare nei confronti di Lega Nord?

Non sprecherei tante parole per certi squallidi figuri: due pedate nel deretano sono l’unica cosa che meriterebbero… Ma più di tutti, le meriterebbero i tanti pseudo-fascisti che stanno comodamente accasati nella Lega ed in altre gruppuscoli antiitaliani perché non hanno i necessari attributi per fare una politica chiaramente Fascista. Come si possa stare in un partito secessionista ed antiitaliano, il cui leader ogni giorno tuona contro i “fascisti” entrati arbitrariamente nella Lega, e sostenere nel contempo una coalizione dichiaratamente e fieramente antifascista, seppur di destra, è per me uno dei grandi misteri della politica italiana.

Quali sono per Fascismo e Libertà le soluzioni più efficaci per affrontare le problematiche sociali ed economiche del nostro paese?

Ritornare allo Stato sociale del Ventennio Fascista, che dava al popolo la sanità gratuita (oggi si pagano i “ticket” per qualsiasi cosa), il diritto di proprietà della casa (oggi un lavoratore non riesce a pagarsi una casa neppure con un mutuo trentennale), gli ammortizzatori sociali (oggi quasi del tutto aboliti), un’istruzione gratuita e completa dal punto di vista teorico e pratico (oggi l’Università se la possono permettere solo i ricchi, ed i laureati non sono in grado di svolgere alcuna professione pratica) e che aveva modernizzato l’Italia con imponenti opere pubbliche (oggi tanti pseudo-fascisti si accodano ai pidocchiosi rossi ed anarchici, giocando a fare i “NO TAV” e dicendo NO a qualsiasi tentativo di modernizzare il Paese).

Ovviamente, per fare questo, occorrerebbe uscire immediatamente da questa Europa di banchieri e rapinatori giudei, ripristinare una moneta nazionale di proprietà dello Stato (cioè senza pagare il signoraggio ai “signori” di cui sopra) e soprattutto uscire immediatamente dalla NATO, con conseguente ritiro di tutte le truppe inviate in giro per il mondo a sostenere le guerre volute da USA ed Israele per fare i loro sporchi interessi; guerre che, è bene ricordarlo in un periodo ove si finge di cercare chissà dove delle risorse finanziarie, costano al popolo italiano migliaia di miliardi e non ci portano alcun beneficio.

In quale situazione, secondo voi, si trova ora l’attuale area di destra della scena politica italiana?

Non è che la cosa mi interessi più di tanto, dato che siamo fieri di non avere nulla a che fare con quell’area ed abbiamo voluto sottolinearlo di recente, aggiungendo alla denominazione storica “MFL” quella di Partito Socialista Nazionale (PSN), al fine di sottolineare fin dal nome come la nostra collocazione non sia affatto di destra, ma intuendo che la domanda sia rivolta verso quell’area che, più o meno, dice sottovoce di rifarsi in qualche modo al Fascismo, posso dire che non solo non vi abbiamo mai avuto a che fare, ma che anche in futuro le cose saranno così, in quanto non intendiamo mischiarci né con quelli che tuttora annaspano per restare affiliati al PDL berlusconiano (Fiamma, La Destra, MIS di Rauti e le varie creature degli infiltrati come la Alessandra Mussolini e Gaetano Saya), né con quelli che dopo essere stati al loro fianco per anni, oggi cercano di prendere per il deretano il popolo riscoprendosi “duri e puri”, come Forza Nuova, che nel 2006 era fiera di sostenere alle elezioni il trio Berlusconi, Bossi e Fini insieme alle sigle sopra riportate. Tanto meno vogliamo avere qualcosa da spartire con le mille sigle e siglette apparse negli ultimi anni con il falso scopo di “unificare”… Chi vuole unificare non crea una sigla nuova al giorno, ma se mai rispetta il lavoro di chi è sulla scena da 20 anni, come il MFL-PSN, unendosi negli sforzi… Anzi, dirò di più: chi crea nuove sigle, spesso e volentieri è un infiltrato di regime gettato nella mischia proprio con lo scopo di rendere ancora più divisa e litigiosa un’area politica che, se unita e ben disciplinata, potrebbe fare molta paura al regime. A questo proposito ho scritto un recente articolo, visibile a questo indirizzo: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=758

Credete possibile la creazione di un unico partito di destra?

E’ un problema che non ci tocca; chiedetelo ai vari Storace, Fiore, Romagnoli, Rauti… E magari anche ai loro “fratelli maggiori” Fini, Berlusconi, La Russa, Bossi… Noi siamo interessati ad un unico partito Fascista e Nazionalsocialista, che già esiste, sia chiama MFL-PSN, e sarebbe certamente molto più grosso e conosciuto senza le frammentazioni create ad arte dagli infiltrati sopra descritti.

CRISI ED INFILTRATI DI REGIME (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – OTTOBRE 2011)

10 novembre 2011

Durante i ciclici periodi di crisi della politica ufficiale, quello che normalmente è un piccolo timore per i dignitari del regime, diventa un vero e proprio terrore: il riaprirsi di spazi di manovra per la nostra ideologia Fascista (o nazionalsocialista, o socialista nazionale che dir si voglia)… Magari dall’esterno si noterà di meno, ma quando la crisi delle ideologie e delle loro applicazioni si fa critica, dall’interno della cosiddetta “area” vediamo spuntare puntualmente strani personaggi ed ancor più strane sigle di “partiti”, gruppi, associazioni, circoli e quant’altro, che tutti insieme sbarcano nella nostra area di pensiero al fine di frammentare e rendere ancora più confusionario un mondo che, a vario titolo, si dice seguace dell’ideologia Fascista.
Così facendo, il solito vecchio e corrotto regime si difende dalle uniche idee che potrebbero portare ad una sua liquidazione, come in parte avvenuto nei meravigliosi anni che vanno dal 1922 al 1945, allorquando le forze sane dell’Europa, seguendo l’esempio del Fascismo Musssoliniano, si orientarono verso un socialismo nazionalista, epurato dalle tante cretinate internazionaliste del marxismo, il quale si proponeva di tutelare le masse lavoratrici non mediante l’eccidio delle classi borghesi, ma tramite una saggia collaborazione fra tutte le classi di una Nazione. Il fatto che tutto questo sarebbe divenuto intollerabile sia per il liberalismo capitalista, sia per il comunismo, fu presto chiaro agli altri Paesi da questi governati, e portò alla più innaturale ed immonda delle coalizioni della Storia, tenuta insieme dalla sola volontà di eliminare il Fascismo – Nazionalsocialismo per permettere a “lorsignori” di continuare a sfruttare le classi umili dell’Est e dell’Ovest con le armi del comunismo e del capitalismo.
Proprio per i motivi di cui sopra, ancora oggi, benché il Fascismo sia ormai scomparso da 66 anni e sia il più delle volte rappresentato da indegni figuri che nulla hanno a che fare con le nostre idee, quello che terrorizza a morte i padroni del mondo è proprio un ritorno in auge del vecchio Fascismo, il quale, se solo fosse compreso dal popolo bue che preferisce vantarsi di essere antifascista e di prenderla nel di dietro da destra e sinistra, potrebbe finalmente portare il mondo verso un periodo di pace e prosperità oggi inimmaginabili… Non sono certo i pagliacci di regime come Beppe Grillo che possono fare paura, né i rifiuti tossici dell’autonomia che si divertono a cambiare nome, ma che restano sempre dei pidocchiosi senza cervello incapaci di proporre qualsiasi cosa che non sia un “NO” o una manifestazione con annessi disordini… I coglioni non fanno mai paura ai regimi, ma i cervelli sì, ed è ben per questo che assistiamo da sempre all’accanimento giudiziario contro chi osa fare il saluto romano, chi si dice Fascista e chi, come noi, tenta di riportare il Fascismo (quello vero) nella politica italiana semplicemente partecipando ad elezioni in modo del tutto democratico. Repressione, ostracismo e persecuzioni contro chi ha idee buone, massima tolleranza anche nei confronti di chi delinque per i coglioni che non hanno nulla da dire… Ed oltre alle repressioni politico – giudiziarie, il regime “regala” ai Fascisti anche gli infiltrati, con lo specifico compito di dividere (oserei dire atomizzare!) l’area e di confondere quei giovani che, pur non sapendo granché del periodo Fascista, si avvicinano alle nostre idee con una certa simpatia.
Li vediamo in giro da anni, sempre sulla breccia e senza mai alcuna limitazione postagli dal regime che li ha generati o che li sfrutta perché ha compreso che fanno più danno loro, dall’interno, al nostro pensiero politico, di quanto non possa fare la repressione esterna… Ormai siamo abituati a convivere con i gruppi di falsi Fascisti che vanno per la maggiore, ovvero quelli che cercano di pescare consensi e voti dalla nostra area, salvo poi portarli a coalizioni politiche che si dicono fieramente antifasciste, benché di destra, così come ben conosciamo i gruppuscoli di sfigati nati con l’esclusivo scopo di arrecare danno e fastidio a noi del MFL-PSN… Come non pensare, infatti, alla ridicola creatura di un nostro ex (per fortuna) Segretario, il quale ha costituito un “movimento” avente quale unico scopo quello di diffamare il sottoscritto ed il MFL-PSN tutto, nonché di clonare i nostri siti internet nella vana speranza di dirottare qualche simpatizzante un po’ più imbecille degli altri dal nostro movimento al suo gruppuscolo… Così come non possiamo dimenticare il movimento clone del MFL-PSN, creato dai poveracci che nel passato tentarono di impadronirsi del nostro partito, dovendo poi accontentarsi di fondarne un clone con lo stesso simbolo e lo stesso Statuto, avente anch’esso quale unico scopo quello di disturbare la nostra attività.
Non è certo migliore il panorama se guardiamo a certi singoli personaggi che da anni imperversano liberamente nella nostra area di pensiero al fine di provocare danni e litigi vari… Dall’avvocato di Pordenone falso Camerata e vero infiltrato, che avvicina i Fascisti fingendo comunanza di idee e pensiero, salvo poi raggirarli con parcelle estorsive, diffamazioni assortite e porcate varie che si trascinano spesso in aule giudiziarie, al sedicente ex RSI di Perugia, il quale da anni fa il giro dei movimenti d’area, spacciandosi per Camerata duro e puro, salvo poi finire le sue visite con truffe, denaro estorto con le scuse più fantasiose e naturalmente denunce penali di ogni tipo contro chi osa contrastare o smascherare l’arzillo truffatore… E vogliamo dimenticare il Principe degli infiltrati, ovvero quel Gaetano Saya che da decenni armeggia con sigle e simboli che fanno parte della storia Fascista e Nazionalsocialista, salvo poi scrivere di suo pugno pagine di puro antifascismo ed antinazismo, nonché deliranti lodi alla massoneria e ad Israele? Costui, senza mai avere l’incomodo di qualche ostacolo legale, si è dapprima impadronito del nome e del simbolo del fu MSIDN senza suscitare gli strali di Fini e so(r)ci (i quali, stranamente, seppellirono di denunce tutti quelli che osarono farlo prima, da Pisanò a Rauti, passando per Bigliardo ed altri), arrivando negli ultimi tempi a fondare una patetica polizia privata che pretendeva di appropriarsi di simboli e divise proprie del partito Nazionalsocialista tedesco.

Meritano anche una citazione, dato che si parla di squallore, quei poveracci che dopo avere cercato di danneggiare il MFL-PSN dall’interno, finirono con l’uscirne per fondare patetiche sigle alternative, fallite subito dopo la loro nascita per totale mancanza di aderenti… Come dimenticare il mitico federale materano che pretendeva dal sottoscritto i soldi per fare attività politica, e che pochi anni dopo avere fondato la “RSI” finì nella Fiamma Tricolore ad anticipare soldi mai rivisti per l’europarlamentare Romagnoli? E il povero Cristo molisano, che fondò da solo il PFR dopo essere uscito dal MFL-PSN perché il sottoscritto non lo aveva autorizzato ad entrare nella Casa delle Libertà del Molise?
Certo, non tutti quelli citati sono veri infiltrati del regime, ovvero agenti che dipendono dal Ministero dell’Interno e che svolgono la loro stomachevole opera di disinformazione e frammentazione per guadagnarsi uno stipendio; molti altri iniziano le loro tristi attività per pura megalomania, sentendosi cioè dei prescelti dallo spirito del Duce per riportare in auge il “vero” fascismo, o magari per puro spirito di arrivismo, nella speranza cioè di mettersi in evidenza e farsi una carriera in un’area politica da sempre disastrata… O ancora, si tratta di semplici delinquenti che tentano di nascondere le loro illecite attività dietro ad una parvenza politica o giornalistica.
Quello che però è certo è il fatto che tutti questi signori, da qualsiasi luogo arrivino e da qualsiasi malattia mentale nascano, vengono tutelati e protetti dal regime, allorquando si scopre che il loro ruolo falsamente fascista torna utile non al Fascismo vero, ma a quanti hanno quale unico obiettivo quello di continuare ad affossare le nostre idee mediante l’atomizzazione dell’area e la creazione di fascismi all’amatriciana che nulla hanno a che vedere con il Fascismo ed il Nazionalsocialismo storici.
Inutile ricordare le mille querele presentate dal sottoscritto e da altri esponenti MFL-PSN contro questi personaggi alle Procure di Milano, Pordenone e Perugia… Querele che sono scomparse come neve al sole, senza mai arrivare ad un processo e senza mai neppure arrivare ad una comunicazione di archiviazione della pratica: ai Fascisti veri non spetta neppure ricevere le comunicazioni richieste e dovute per Legge… Viceversa, quando qualcuno di questi luridi figuri presenta una denuncia ai miei e nostri danni, essa giunge in carrozza, tramite corsie preferenziali a noi oscure, fino al processo, a volte persino con una condanna!
Ma non mi sono ripromesso di scrivere questo articolo per rivangare un passato più o meno remoto… Desidero, al contrario, mettere in guardia i Camerati da infiltrati più o meno nuovi, che spuntano come funghi da ogni parte, tentando di trascinarci in inutili liti e cercando di instillare nei Camerati più giovani e meno scafati dei dubbi dottrinari a proposito della vera essenza del Fascismo e del Nazionalsocialismo.
Fra gli ultimi arrivati nella fogna degli infiltrati ci sono i sedicenti fascisti del “Covo” (già il nome la dice lunga sul loro livello intellettivo), i quali imperversano da tempo sul passatempo dei coglioni (Facebook) lanciando messaggi deliranti a proposito di un “vero” fascismo (il loro, naturalmente!) che sarebbe stato tradito da tutti i movimenti della cosiddetta “area”, primo fra tutti, guarda caso, proprio il nostro MFL-PSN, ovvero l’unico movimento politico italiano che da sempre difende il Fascismo storico e tutte le sue scelte, non solo quelle che farebbero comodo agli infiltrati attuali.
I parassiti di cui sopra hanno iniziato da tempo una vera e propria campagna contro il MFL-PSN, fingendo naturalmente di prendersela con tutti i movimenti della cosiddetta “area” (i quali, essendo mai stati veramente Fascisti per loro stessa ammissione, non se la prendono certo molto per essere annoverati fra i falsi fascisti), ma avendo quale unico e vero obiettivo il nostro MFL-PSN, cioè l’unico movimento che potrebbe riportare in auge l’ideale Fascista e Nazionalsocialista senza ridurlo ad una parodia dello stesso creata ad arte dai pennivendoli di regime e dagli infiltrati sopra descritti.
Francamente ho molto riflettuto sull’opportunità di rispondere a certi parassiti anonimi, uno dei quali si divertiva a sproloquiare su Facebook firmandosi addirittura “Tiberio Gracco”… Si può prendere sul serio un emerito vigliacco che si nasconde dietro il nome di un Tribuno della plebe del 133 A. C. per diffamare il prossimo e per proporre le sue fantasiose visioni politiche? Sia esso uno dei tantissimi semplici vigliacchi, o uno degli squallidi brigadieri che si infiltrano per ordini superiori, non varrebbe certo la pena entrare in conflitto con costui… Però, essendo molti giovani ancora vittima del passatempo inventato dal giudeo Zuckerberg (Facebook) e non avendo, per ovvi motivi, l’esperienza necessaria per potere discernere le idee che derivano dal Fascismo da quelle inventate dal “Tiberio Gracco” di turno, mi sono ridotto a scrivere questo articolo, che non immagino utile a polemizzare contro delle nullità senza nome, ma se mai utile ai nostri giovani per non cadere in certe trappole.

Di recente, i falliti anonimi del “Covo”, hanno pubblicato un farneticante articolo su un loro blog chiamato “Primato Fascista”; dal tipo di cretinate scritte, comprendiamo che c’è già un errore di fondo: il blog doveva chiamarsi “Primate” fascista, in quanto le argomentazioni esposte sono degne di quegli incroci fra uomo e scimmia che la Storia ci ha abituato a definire “primati”.
Già è interessante notare, giusto per toglierci ogni dubbio, come il nostro MFL-PSN sia stato il secondo movimento annoverato fra i “falsi” Fascisti dai nostri simpatici primati, subito dopo Forza Nuova… Si capisce subito l’onestà intellettuale e di intenti di costoro… Non parlano subito di Fiamma Tricolore, della Destra, della Mussolini, tutti attualmente inseriti nel PDL, né dei mille gruppuscoli nati da traditori del MFL-PSN che hanno quale unico obiettivo quello si sabotarci… E neppure delle creature del Saya, fiero di definirsi antifascista seppure mascherato da Fascista.
No, si attacca subito il MFL-PSN, subito dopo un articoletto dedicato a Forza Nuova, ove campeggia, fra le prove mostrate a testimoniare il fatto che FN non è Fascista, addirittura un articolo tratto da “La Stampa” di Torino che il sottoscritto ha pubblicato svariate volte negli ultimi anni… Ovvero, i cagasotto anonimi del “Covo” ci seguono con amore, tanto da salvarsi i documenti che pubblichiamo sui nostri giornali, blog e siti! Del resto, il povero primate e tribuno della plebe, su Facebook ha ammesso di avere il dente avvelenato con il sottoscritto, il quanto cacciato dal forum del MFL-PSN dopo avere diffuso un po’ delle sue teorie da Fascista all’amatriciana!
Ma quali sarebbero i motivi addotti da questi (ammesso che ne esista più di uno, dato che anche sul blog pubblicano demenzialità assortite firmate da nomi di battesimo o nick fantasiosi…) primati per definirci falsi Fascisti? Ovviamente, le solite demenzialità tanto care ai fascisti all’amatriciana, cioè l’accusa di essere nazionalsocialisti (come se il nazionalsocialismo fosse una cosa diversa, poveri idioti!), di essere razzisti (concetto che non comprendono in alcun modo, da buoni primati) e di avere aderito all’unione mondiale dei nazionalsocialisti, ove figurano movimenti ridicoli, che hanno una comprensione della storia Fascista e Nazionalsocialista pari a quella dei decerebrati del “Covo”.
Ciliegina sulla torta, i poveri primati credono di dimostrare l’avversione del Duce nei confronti del Nazionalsocialismo e del razzismo evincendo dalle migliaia di scritti mussoliniani la seguente frase:
“Noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d’oltralpe, di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio ed Augusto.” Dal discorso di S.E. Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934- XII E.F.
Ora, partendo dalla fine, siamo ben consci che la stragrande maggioranza di quanti si dicono oggi nazisti sono in realtà delle nullità con nessuna formazione storica e politica, i quali credono che il nazismo sia quella parodia razzista e bieca descrittaci dai pennivendoli al soldo del giudaismo e del comunismo; siamo stati noi i primi a denunciare lo squallido ruolo del razzismo all’americana, ovvero quello basato sul colore della pelle e sulle aggressioni agli individui di etnie diverse… Chi ha un minimo di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che più volte mi sono scagliato, in prima persona, contro lo stupido razzismo alla White Power o KKK, cioè un razzismo aggressivo basato sul nulla, che non ha altro fine al di fuori dell’alienarci le simpatie di Camerati appartenenti ad altri popoli ed etnie.
Inoltre, equiparare il Nazionalsocialismo germanico al bieco razzismo in stile americano è una squallida operazione letteraria che la dice lunga sul livello culturale e di onestà di certi primati… Non sarà bello autocitarsi, ma non posso esimermi dal richiamare due mie precedenti articoli reperibili sul mio blog; nel primo, “Il razzismo Nazista” (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=408), saccheggiando un documentatissimo studio del noto giornalista Alberto B. Mariantoni, mostravo agli idioti come quelli del “Covo” ed ai tanti razzisti all’amatriciana, come il Nazionalsocialismo tedesco non si fosse mai sognato di essere antistraniero, antiislamico o stupidamente razzista come certi movimenti americani… Al contrario, i Nazionalsocialisti ebbero ottimi rapporti con movimenti ad essi ispirati che nacquero nel cosiddetto Medio Oriente, nel Sud Est Asiatico e nella stessa Africa; molti nazionalsocialisti arabi ed africani appoggiarono apertamente la politica hitleriana e godettero di ampi finanziamenti da parte del Nazionalsocialismo germanico. Inoltre, in una intervista successiva (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=417), evidenziavo come persino gli ebrei che non avevano mostrato ostracismo ed avversità nei confronti del Nazionalsocialismo poterono vivere indisturbati nella Germania dell’epoca, facendo anche carriera politica e militare. In particolare, citando me stesso:
“Secondo lo storico ebreo BRYAN MARK RIGG autore de “I soldati ebrei di Hitler”, furono ben 150 mila gli ebrei che combatterono per il Reich, fra i quali il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940, l’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssoh, l’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone, il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler, il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort, il generale Gothard Heinrici, il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista, il generale Werner Larzahn decorato da Hitler, il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler, Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer, il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler, il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi, il capitano Helmut Schmoeckel… Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Persino Reinhardt Heydrich, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, diretto superiore di Eichmann, era ebreo da parte di padre ed ebbe l’esenzione da Hitler… Cosa dimostra questo? Semplicemente che sono favole tutte quelle che si raccontano a proposito del razzismo biologico Nazista e dello sterminio sistematico degli ebrei, in quanto non sarebbero esistite le “esenzioni” e/o le dichiarazioni di “arianità” concesse ad ebrei! Né avremmo visto 150 mila uomini collaborare con valore alla eliminazione di loro stessi!”.
Ecco dunque ridicolizzata con i fatti l’affermazione tipica di certi fascisti all’amatriciana che amano equiparare il Nazionalsocialismo ai movimenti razzisti attuali! Lo stesso discorso vale per il Fascismo; è ben vero che Mussolini varò le famose Leggi Razziali del 1938, ma è altrettanto vero che esse contenevano al loro interno tali e tante esenzioni da renderle sostanzialmente inapplicabili a tutti gli ebrei italiani… Si esentavano dagli effetti delle Leggi Razziali tutti gli ebrei che avevano combattuto durante la I Guerra Mondiale, quelli che avevano partecipato alla Marcia su Roma, quelli che avevano combattuto durante la Guerra d’Etiopia e quella di Spagna, nonché i loro parenti… In sostanza, nessun ebreo che aveva mostrato attaccamento allo Stato Italiano ed al Fascismo ebbe nulla da temere da quelle Leggi, mentre molto potevano avere da temere quegli ebrei, soprattutto sionisti, abituati a vivere come parassiti in un Paese che non consideravano la loro vera Patria! Dunque quello che erroneamente viene chiamato razzismo, non ha nulla a che fare con le dottrine deliranti (rimaste Leggi negli USA fino a tutti gli anni 60) che dividono gli uomini fra superiori (bianchi) ed inferiori (negri)… Nel cosiddetto razzismo Fascista e Nazionalsocialista non era certo l’aspetto biologico ad essere privilegiato, anzi! Avete mai visto un ebreo o un negro diventare biologicamente ariani per editto governativo?
Volendo poi giocare sullo stesso sporco piano dei primati “fascisti” del “Covo”, ecco quanto sosteneva Benito Mussolini il 4 giugno 1919 dalle colonne del Popolo d’Italia:
«Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo gli è che così vogliono i grandi banchieri ebraici di Londra e di New York, legati da vincoli di razza con gli ebrei che a Mosca come a Budapest si prendono una rivincita contro la razza ariana, che li ha condannati alla dispersione per tanti secoli. In Russia vi è l’ottanta per cento dei dirigenti dei soviet che sono ebrei… La finanza mondiale è in mano degli ebrei. Chi possiede le casseforti dei popoli, dirige la loro politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg; gli Schiff, i Guggenheim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza. Il bolscevismo è difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale è controllata e dominata dagli ebrei»
Capito? Nel 1919, ovvero quando nessuno in Europa aveva sentito parlare di Hitler! Altro che scelte imposte dall’arroganza dell’alleato Nazionalsocialista! Altro che totale assenza di razzismo nella politica mussoliniana!
Mussolini aveva, ben prima di Hitler, il quadro dello strapotere ebraico molto ben chiaro ed in evidenza, e non ebbe bisogno di nessuna sollecitazione per muoversi non contro gli ebrei in generale, ma contro quegli ebrei che si scagliarono contro la Germania e contro l’Italia in difesa del bolscevismo e delle plutocrazie occidentali controllate economicamente e politicamente da loro confratelli!
Inoltre, a prescindere  dalle citazioni riportate dai primati e dal sottoscritto, ogni persona dotata di buon senso sa che nella vita al mutare delle condizioni, mutano anche gli atteggiamenti dei singoli… Mussolini ebbe certamente delle diffidenze nei confronti dello sconosciuto Hitler che pareva scimmiottare il Fascismo italiano, così come, dopo avere combattuto una I Guerra Mondiale a loro fianco, era convinto di potere avere in Francia, Gran Bretagna ed USA dei validi alleati… Ma con il variare delle posizioni, con la vergogna delle Sanzioni volute dai Paesi forti contro l’Italia che tentava di affacciarsi in Africa e con la rivolta dei capitalisti e dei comunisti terrorizzati dall’idea di essere liquidati da questa nuova ideologia che aveva preso piede in Italia e Germania, ma che vedeva movimenti analoghi avanzare in Spagna (La Falange), in Belgio (il Rexismo di Degrelle), in Romania (La Guardia di Ferro di Codreanu), in Ungheria (le Croci Frecciate) e nella stessa Gran Bretagna (le camicie nere di Sir Oswald Mosley), senza contare i Paesi extraeuropei citati nell’articolo “Il razzismo nazista”, non potevano che mutare alleanze e posizioni sullo scacchiere internazionale.
Tanto per mostrare quanto sia ridicolo e patetico il tentativo dei nostri primati del fascismo di fissare un’idea eincendo dal contesto originario poche righe del pensiero di un uomo, eccovi le dichiarazioni che M. W. Churchill fece alla stampa italiana nel gennaio del 1927, durante un viaggio a Roma:
“Il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero. Sembra che ciò che caratterizza tutte le rivoluzioni sia una progressione costante verso la sinistra, una sorta di slittamento inevitabile verso l’abisso. L’ Italia ha dimostrato che esiste un mezzo per combattere le forze sovversive che possono ingannare le masse popolari e che queste, ben condotte, possono apprezzare il valore di una società civilizzata e difendere l’onore e la stabilità. E’ l’Italia che ci ha dato l’antidoto necessario contro il veleno rosso. (“La decomposizione dell’Europa liberale”, pag. 178 – M. Bertrand de Jouvenel).
Questo è lo stesso Churchill criminale che preferì allearsi dapprima segretamente, poi palesemente, con l’URSS di Stalin, al fine di cancellare il Fascismo ed il Nazionalsocialismo dall’Europa…
Terminato di ridicolizzare questi pagliacci senza nome, sena cervello e senza dignità che si arrogano il diritto di parlare di Fascismo senza averne compreso nulla, e per giunta con  abbondante utilizzo di falsità assortite, vorrei limitarmi a ricordare ai Camerati giovani, che spesso si fanno cogliere dai dubbi, che nessuna ideologia può essere applicata da diverse persone in diversi Paesi nella stessa identica maniera. Così come ci furono innegabili differenze fra il comunismo in URSS, in Cina e nel resto del mondo, ci sono state e ci sono differenze a volte macroscopiche fra i partiti che nel mondo si richiamano al socialismo o al cosiddetto Partito Popolare… Addirittura, possiamo vedere come nel Partito Popolare Europeo confluiscano diversi partiti italiani che in Patria sono schierati su fronti opposti, così come soltanto in Italia esistono socialisti schierati a destra e socialisti schierati a sinistra…
Indi, pretendere di considerare come cose distinte e separate due movimenti gemelli, per il solo fatto di essere andati al potere in due Paesi diversi, come accadde a Fascismo e Nazionalsocialismo, e di essere stati, quindi, adattati a due realtà molto diverse, è operazione infame e degna dei farabutti che si infiltrano nella nostra area al solo scopo di creare attriti e divisioni.
Leon Degrelle, fondatore del Rexismo in Belgio, chiamò così il suo movimento derivandolo dalla frase “Cristo Rex”… Ma non esitò a schierarsi, per comunanza di vedute, dalla parte della crociata Fascista e Nazionalsocialista contro il bolscevismo, senza nascondersi dietro alla differenza che esisteva fra lui, cristiano di ferro, ed Hitler, che certamente non fu l’esempio del cristiano praticante. Degrelle combatté sul fronte dell’Est e si guadagnò decine di decorazioni, anche per i combattimenti corpo a corpo… Partì soldato e tornò Generale.
Hitler stesso, parlando con Degrelle, ebbe a dirgli: “Se avessi avuto un figlio, lo avrei voluto come Lei”.
Ecco, cari Camerati: io ai topi di fogna che cercano di reinterpretare la Storia a loro uso e consumo, restandosene nascosti dietro all’anonimato per gettare letame sui veri Camerati, preferisco i Camerati veri che si gettarono in prima linea, senza nascondersi, per difendere le loro idee e quelle dei Camerati come loro, indipendentemente dal fatto che esistessero alcune differenze ideologiche fra loro.
A voi la scelta se essere degni di Leon Degrelle o del vigliacco con QI da primate che si firma eroicamente “Tiberio Gracco”!

 Carlo Gariglio

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ONORE A MU’AMMAR GHEDDAFI

21 ottobre 2011

Avrei voluto scrivere un commento per ricordare la figura di Gheddafi, ennesimo uomo libero trucidato dal terrorismo US-raeliano spalleggiato dagli immondi reggicoda francesi, britannici ed italioti… Ma sono troppo disgustato per scrivere qualcosa di mio; il sudicio fetore di traditore che sento nell’aria ha richiamato in me le immagini degli assassini partigiani alla Pertini, Bentivegna, Moranino, Boldrini, nonchè le foto delle loro “epiche” imprese tipo trucidare il Duce ed i suoi uomini ormai arresisi, violentare ed assassinare la Petacci ed esporre tutti i corpi al pubblico ludibrio, per soddisfare la vigliaccheria di quanti fino a pochi mesi prima avevano osannato lo stesso Duce al Lirico di Milano.

E’ proprio vero, la feccia non ha colore, nè razza, nè nazionalità… La stessa immondizia del genere umano l’abbiamo vista in azione in Italia, in Iraq, in Libia…

A questi giganteschi escrementi umani, oltre al mio totale odio e disprezzo, dedico un articolo nel quale mi riconosco totalmente, scritto da Pierangelo Buttafuoco e pubblicato sul quotidiano “Il Foglio” in data 21/10/2011.

Carlo Gariglio

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Onore e armi in pugno: come sanno morire i nostri nemici

Come sanno morire i nostri nemici, nessuno. Come ha saputo morire il rais, armi in pugno, lo sapevano fare solo i nostri. Come a Bir el Gobi quando con onore, dignità e coraggio sorridevano alla morte. Fosse pure per fecondare l’Africa. Sarà tutto tempo perso, dunque, sporcarne gli ultimi istanti, gravarne di dettagli i resoconti e anche quel disumano reportage sul volto fatto strame – tra sangue e calcinacci – non potrà spegnere il crepitare della mitraglia. Perché come ha saputo morire Muammar Gheddafi – così ridicolo, così pacchiano e così a noi ostile – come ha saputo farsi trovare, straziato come un Ettore, solo il più remoto degli eroi dimenticato nell’Ade l’ha saputo fare.

Come i nostri eroi. Come nel nostro Ade. Proprio come seppe morire Saddam Hussein che se ne restò sprezzante sul patibolo. Come neppure la più algida delle principesse di Francia davanti alla ghigliottina. Incravattato di dura corda al collo, l’uomo di Tikrit, degnò qualche ghigno al boia, si prese il tempo di deglutire il gelo della forca per poi gridare la sua preghiera: “Allah `u Akbar”. E fu dunque fatto morto. E, subito dopo, impudicamente fotografato. Come nel peggiore degli Ade. Per quel morire che non conosciamo più perché gli stessi che fino a ieri stavano a fianco del rais, dunque Sarkozy, Cameron, lo stesso Berlusconi, tutto potranno avere dalla vita fuorché un ferro con cui fare fuoco.

La nostra unica arma è, purtroppo, il doppio gioco. I nemici di oggi sono i nostri amici di ieri – amico fu Gheddafi, ancor più amico fu Saddam Hussein – e quando li portiamo alla sbarra, facendone degli imputati, dobbiamo scrivere la loro sentenza di morte con l’inchiostro della menzogna perché è impossibile reggere il ghigno dei nemici. Perché – si sa – i nemici che sanno come morire, poi la sanno sempre troppo lunga su tutto il resto del Grande gioco. Ed è un lusso impossibile quello di stare ad ascoltarli in un’udienza. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno.

L’unica cruda verità della vita è la guerra e solo i nostri nemici sanno creparci dentro. E’ veramente padre e signore di tutte le cose, il conflitto, ma l’impostura è così forte in noi da essere riusciti a muovere guerra alla Libia dandola per procura, lavandocene le mani, mandando avanti gli altri perché a forza di non sapere morire con le armi in pugno, se c’è da sparare, preferiamo dare in appalto la sparatoria. Giusto come un espurgo pozzi neri da affidare a ditta specializzata. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno.

Quando gli eserciti dello zar ebbero ragione del loro più irriducibile nemico, Shamil il Santo – l’imam dei Ceceni, il custode della prima Repubblica islamica nella storia – nel vederselo venire avanti, finalmente sconfitto, non lo legarono a nessun ceppo, a nessuna catena, piuttosto gli fecero gli onori militari per accompagnarlo in un lungo viaggio fino al Palazzo reale dove lo zar, restituendo a Shamil il proprio pugnale, lo accolse quale eroe e lo destinò all’esilio, a Medina, affinché tutta quella guerra, spaventevole, diventasse preghiera e romitaggio.

Come c’erano una volta i nemici, non ce ne saranno più. Ed è per la vergogna di non sapere morire come loro che scacazziamo sui loro cadaveri. Ne facciamo feticcio e se fosse cosa sincera la memoria di ciò che fu, invece che produrre comunicati stampa di trionfo, se solo fossimo in grado di metterci sugli attenti, invece che mettere la morte in mostra, dovremmo concedere loro l’onore delle armi, offrire loro un sudario. Sempre hanno saputo morire i nemici.

E tutti quei corpi, fatti poltiglia dalla macelleria della rappresaglia, nel film della nostra epoca diventano tutti uguali: Benito Mussolini, Che Guevara, Gesù Cristo, Salvatore Giuliano. E con loro, anche i nemici morti ma fatti assenti, tutti uguali: da Osama bin Laden a Rudolph Hess. Fatti fantasmi per dare enfasi al feticcio, come quel Gheddafi armato e disperato che nel suo combattere e urlare, simile a un selvaggio benedetto dal coraggio e dalla rabbiosa generosità, mette a nudo la nostra menzogna.
A ogni pozza di sangue corrisponde l’onta della nostra vergogna e un Pupo che parla a Radio Uno e annunzia “una notizia meravigliosa” e si rallegra di Muammar Gheddafi, morto assassinato, è solo uno che si trova a passare e molla un calcio al morto. Pupo è come quello che sabato scorso, dalle parti di San Giovanni, vede la Madonnina sfasciata appoggiata a un muro e non sapendo che fare le dà un’altra pestata, non si sa mai. Così come il black bloc, anche Pupo, è una comparsa chiamata a raccolta nella montante marea del nostro essere solo canaglie.
La signora Lorenza Lei, direttore generale della Rai, dovrebbe cacciarlo lontano dai microfoni della radio di stato uno così ma siccome il nostro vero brodo è la medietà maligna, figurarsi quanto può impressionare l’offesa al morto. Pupo, infatti, è l’eroe perfetto per il peggiore degli Inferi, l’Ade cui destinare quelli che non sanno darsi uno stile nel morire.

QUESTIONARIO PER CARLO GARIGLIO (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – LUGLIO e AGOSTO 2011)

7 ottobre 2011

Noteranno subito i Camerati che questo numero del giornale (ed anche quello seguente) sarà diverso da tutti gli altri.
E’ accaduto, infatti, che di recente un simpatico studente liceale della Svizzera Italiana mi abbia chiesto aiuto per una ricerca impostata sulle diverse risposte date da partiti di tutte le ideologie alle diverse problematiche politiche, soprattutto per quanto riguarda fatti di assoluta attualità.
Ovviamente lo studente ha subito chiarito che non vi era in palio la pubblicazione dello studio in  alcun luogo, ma nonostante ciò ho deciso di impegnarmi per dare una mano al giovane, riservandomi, nel contempo, di pubblicare il testo integrale dell’intervista – questionario per utilizzarlo come una sorta di programma politico integrativo, dal quale ciascuno di voi potrà evincere le posizioni ufficiali del MFL-PSN su svariati argomenti attuali. Questo anche in risposta a tutti quelli che ci credono un movimento reducistico legato soltanto ai saluti romani ed ai “Boia chi Molla”; credo che sia giunta l’ora di fare capire a tutti che il MFL-PSN, pur rifacendosi senza vergogna al passato, ha posizioni politiche precise ed attuali su qualsiasi tema politico, sociale ed economico, e non solo su questioni storiche. Inoltre, spero che questo serva anche a certi incorreggibili Camerati che, vedendo l’approssimarsi del mese di luglio, già reclamavano la pubblicazione del solito articolo elogiativo sulla nascita del Duce.
Diciamolo chiaro, una volta per tutte: secondo certuni, ogni mese di aprile dovremmo inserire un articolo con la biografia di Hitler e magari un altro con le foto di Piazzale Loreto, mentre nel mese di luglio dovremmo pubblicare il solito articolo che ci ricordi quant’era bello e bravo il nostro Duce.
Ma dato che siamo ormai nell’era di internet, dove chiunque può trovare informazioni biografiche su Hitler e Mussolini senza alcuna fatica, potendo anche scegliere fra le versioni più vergognosamente diffamatorie e quelle più veritiere ed obiettive, credo che certi articoli non abbiano più alcun senso.
Se proprio vogliamo parlare di storia, facciamolo almeno con criterio, magari pubblicando articoli revisionisti che contribuiscano a fare luce sulle tante omissioni e falsificazioni di regime, oppure ad evidenziare fatti tenuti nascosti dalla “cultura” mafioso – partigiana che domina in Italia. Mostriamo alla feccia antifascista che sappiamo parlare anche di fisco, federalismo, lavoro e quant’altro, senza limitarci come sempre a ricordare la bonifica delle paludi pontine!
Or dunque, cari Camerati incorreggibili, vedete di capire una volta per tutte quanto vado predicando, spesso invano, già da tempo in privato. Le tematiche storiche sono certamente sacre, così come lo sono quelle revisioniste, ma è giunta l’ora di mostrare alla gente che sappiamo anche parlare di attualità, e che anche noi abbiamo ricette valide per risolvere tutte le questioni più importanti della vita politica ed economica del Paese.
Viva il Duce, Viva Hitler, Viva i Fascisti veri, morte ai Fascisti all’amatriciana che tradiscono il nostro passato, ma diciamo la nostra anche sul resto!

Carlo Gariglio

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QUESTIONARIO

Nome e cognome: Carlo Gariglio

Partito: Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (Italia)

Ruolo: Segretario Nazionale

Esperienze politiche: Nel 1990 aderii al Fronte Nazionale di Franco Freda, per poi passare al MFL fin dalla sua costituzione (25 luglio 1991).

Titolo/i di studio: Laurea in Scienze Politiche – Indirizzo Storico

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Scelga tre punti tra quelli proposti e li metta in ordine di importanza:

1) Estensione dello stato sociale

2) Ordine, sicurezza e rispetto della legalità

3) Politica migratoria restrittiva

FEDERALISMO

Cosa rappresenta il federalismo dal suo punto di vista?

Premetto di non essere molto interessato alle questioni del tipo “federalismo sì/no”, in quanto ritengo che non sia tanto la forma di Stato, quanto la capacità e la volontà dei politici a determinare la riuscita di un certo tipo di scelta istituzionale. Credo esistano Stati federali validi e non, così come esistono Stati centralisti più o meno validi. In Italia, con la classe politica di incapaci, parassiti e corrotti che ci ritroviamo, nessuna forma di Stato può funzionare bene.

In generale, prescindendo da quanto sopra, penso che il federalismo possa essere utile soprattutto a Stati molto estesi territorialmente, in quanto una certa dose di decentramento amministrativo è quasi obbligatoria.

È giusto che in alcune regioni il carico fiscale su reddito e sostanza sia inferiore?

Mi pare un discorso abbastanza assurdo. Io non solo credo che il carico fiscale debba essere più o meno uguale per ogni cittadino (ovviamente in proporzione al reddito), ma sono anche convinto che sia giusto pagare le tasse solo quando si hanno in cambio da Stato, Regioni e Comuni, dei servizi adeguati, altrimenti oso sostenere che l’evasione fiscale sia non solo giusta, ma anche doverosa.

Un conto è pagare le tasse nei Paesi scandinavi, ove il livello dei servizi è eccezionale, mentre ben diverso è pagare alte tasse in Italia, ove i servizi non esistono o sono fermi al medioevo. Ho espresso questi concetti chiaramente in questo articolo: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=362

Il federalismo può essere considerato come una lotta intestina di intensità molto leggera tra tante piccole borghesie locali?

In Italia pare proprio di sì, ma credo ciò accada perché si parla solo di federalismo a livello fiscale e finanziario.

Il federalismo è anche decentramento di poteri e competenze, non solo tasse da riscuotere e riutilizzare.

Esiste un problema di “gerarchizzazione territoriale” creata da questo sistema oltre alle naturali problematiche connesse alla rendita fondiaria tra paesi a scopo residenziale e città con ampi quartieri dormitorio?

Purtroppo si tratta di leggi di mercato: domanda ed offerta. Finché ci saranno persone disposte ed in grado di sobbarcarsi i costi per vivere in zone e città di lusso, i prezzi resteranno alti. Il giorno in cui chi affitta a prezzi vergognosi si troverà con le proprietà sfitte, sarà costretto a ribassare i prezzi.

Il federalismo è un sistema solidale? È vero che i principali beneficiari sono le persone benestanti?

Non credo che il federalismo interessi solo i benestanti… Se, come dicono, si tratta di pagare le tasse al proprio Comune o alla propria Regione, per vederle poi ritornare sotto forma di servizi al cittadino, credo che ne possano beneficiare anche i bassi redditi.

Tutto sta a vedere se sarà così.

Come valuta il centralismo?

Come dicevo all’inizio, centralismo e federalismo sono solo modi di operare della classe politica. Il centralismo può essere l’anticamera della dittatura, ma può anche essere ben applicato ed apportare benefici. Ovviamente, ciò richiede uno Stato che operi nell’interesse dei cittadini e che sia in grado di gestire perfettamente le competenze che ritiene di avere diritto di esercitare.

È favorevole a decentralizzare i Ministeri dalla capitale politica secondo il principio della specializzazione di ogni singola città? 

Sono abbastanza favorevole, anche se non credo che specializzare le singole città sia una buona idea. Ritengo, invece, che Ministeri come quello dell’industria abbiano più senso in prossimità dei poli industriali della Nazione, indi non a Roma, nel nostro caso.

Dove si dovrebbero pagare le imposte? Al comune e alla regione di residenza o quello dove si svolge l’attività lucrativa?

Credo sia più corretto pagare ove si esercita l’attività di impresa; se ho un negozio a Milano, guadagno soldi dai milanesi, compro materie prime in zona, indi devo pagare le tasse a Milano. Ma se sono un semplice dipendente pendolare, allora le tasse posso anche pagarle ove ho la residenza effettiva.

Il federalismo aiuta a mantenere il principio di progressività delle aliquote fiscali?

Non credo che cambi nulla dal centralismo.

 IMPOSIZIONE FISCALE

 Come valuta l’attuale carico fiscale sulle persone fisiche e giuridiche?

Vergognosamente alto, specie se paragonato ai servizi che tornano indietro al cittadino.

È favorevole all’introduzione di un’imposta di successione per “espropriare” la ricchezza e fare quindi in modo che il capitale liquido e immobile non finisca per concentrarsi nelle mani di poche famiglie?

Dovrei pagare le tasse per ereditare i beni di mio padre o mia madre? Mi pare l’ennesima truffa di Stato! Se ci sono dei soldi, delle case, dei gioielli, normalmente sono già state pagate delle tasse su di essi, non capisco perché dovrebbe pagarne ulteriori chi succede…

È favorevole all’introduzione di un’imposta sulle donazioni effettuate?

No. Vale il discorso di prima: se dono dei soldi derivanti dalla mia attività, o un immobile che ho acquistato, ho già pagato le tasse. Perché pagarne ancora?

Su cosa dovrebbero essere tassate le aziende private?

Sugli utili che conseguono dalle loro attività.

Come valuta le deduzioni fiscalmente ammissibili? Secondo lei dovrebbe essere possibile poter dedurre di più per ogni figlio messo al mondo? Fino a che età un figlio agli studi può essere deducibile dalla dichiarazione dei redditi?

Le deduzioni fiscali sono un altro capitolo vergognoso del fisco italiano. Io acquisto dei beni e dei servizi, posso documentarlo, ma non posso detrarre l’intera spesa perché il fisco non la ritiene, in tutto o in parte, deducibile.

Un fisco giusto deve consentire al cittadino di detrarre dal suo reddito TUTTE le spese documentabili per la sua vita e quella della sua famiglia, comprese le vacanze al mare! Allora si pagherebbe veramente una giusta percentuale su denaro effettivamente intascato, non su redditi virtuali.

Circa i figli, finché sono mantenuti dalla famiglia è giusto dedurre tutte le spese relative.

Le persone singole si lamentano di essere “massacrate” dal fisco. Condivide queste esternazioni?

In Italia tutti sono massacrati dal fisco… Non credo che i single stiano peggio delle coppie con o senza figli.

Le coppie omosessuali, che hanno firmato un regolare contratto di matrimonio, hanno il diritto di godere del trattamento fiscale normalmente destinato alle unioni tra un uomo e una donna?

Perché no?

Come bisogna comportarsi, dal punto di vista fiscale, con le famiglie formate da agiati “DINKS” (acronimo inglese di “Dual income no kids”, ossia famiglie con doppio reddito che non hanno figli, per scelta)? A differenza delle altre coppie si tratta di persone che di norma svolgono attività altamente retribuite.

Cosa li differenzia dagli altri cittadini? Anche loro devono pagare le tasse sul reddito effettivo, detratti i costi… E se non hanno figli non avranno le detrazioni relative. Dato che le imposte sono progressive e percentuali, non vedo perché questi “DINKS” dovrebbero essere trattati diversamente!

Tassazioni forfetarie destinate a stranieri con reddito pari o superiore ai 120’000 Euro annui: è favorevole o contrario ad una loro abolizione?

Gli stranieri devono essere assoggettati allo stesso regime fiscale degli italiani, qualunque esso sia.

 TASSE

Nella maggioranza dei casi colpiscono il consumo e da molti sono considerate moleste, se non vissute come una vera e propria ingiustizia da parte di chi svolge un’attività lucrativa a tempo pieno scarsamente retribuita. Qual è la sua posizione in merito?

Come ho già detto, il fisco italiano è uno dei più vessatori ed ingiusti del mondo. Tutti pagano troppe tasse.

Cosa ne pensa dell’IVA? È favorevole a creare un tasso unico su tutti i beni indistintamente se essi siano voluttuari o di prima necessità?

L’IVA è l’apoteosi delle rapine legalizzate. Qualsiasi cosa io acquisti, devo versare un’imposta del 20% allo Stato: perché? Oltre tutto, i lavoratori autonomi possono rivalersi dell’IVA versata sui loro clienti, ma i lavoratori dipendenti? Chi ripaga un operaio o un impiegato dell’IVA versata su ogni minimo acquisto?

Circa i beni di prima necessità, essi non dovrebbero essere minimamente tassati, mentre è accettabile pagare qualcosa per beni voluttuari.

Secondo lei bisognerebbe applicare un’IVA maggiorata sui beni di lusso destinati ad una cerchia ristrettissima di persone (yacht, orologi di lusso, fuoriserie, ecc…)?

Certamente è giusto che chi si può permettere i beni di lusso contribuisca maggiormente al fisco… L’ideale, come dicevo sopra, sarebbe detassare i beni di prima necessità ed applicare aliquote sempre più pesanti ai beni non necessari o di lusso. Fra questi ultimi inserire una bella tassa sugli ingressi in discoteche e locali vari frequentati da perdigiorno con portafoglio gonfio.

 COSTUME, SOCIETÀ E CONDIZIONI DI LAVORO

Secondo lei esistono ancora le classi sociali? Se sì, può dare un nome alle classi che compongono l’insieme della popolazione?

Esistono certamente delle classi sociali, ma esse ormai non hanno più nulla a che fare con le classi inventate dal Marxismo, che divideva il mondo in borghesi (imprenditori e proprietari terrieri) e proletari (salariati che vivevano vendendo il loro lavoro ai primi).

Questi cambiamenti, che solo i comunisti ed i loro reggicoda non hanno compreso, hanno fatto sì che oggi esistano dipendenti salariati che guadagnano 500 mila Euro l’anno, ed imprenditori ed artigiani che faticano a raggiungere i 1000 Euro al mese.

Indi le classi sociali odierne sono determinate dal tenore di vita che riescono a garantirsi, più che dal tipo di professione esercitata.

A mio avviso, oggi possiamo suddividere il popolo in 4 classi sociali: quella dei poveri e disagiati, quella medio – bassa, quella medio – alta e quella dei super ricchi. E ciò è indipendente, come ho già detto, dal tipo di professione, dato che molti dei super ricchi sono oggi dei grandi manager dipendenti di società multinazionali, mentre molti dei disagiati e della classe medio – bassa sono professionisti, piccoli imprenditori individuali, artigiani, commercianti…

Talvolta i conservatori parlano di classe media (o ceto medio) ben distinto da uno popolare. Secondo lei da quali categorie professionali sono rappresentate queste due “classi”? Sarebbe in grado di definirle secondo dei parametri di reddito dichiarato?

La risposta credo sia già contenuta in quella precedente: non sono più le categorie professionali a determinare una classe o un reddito di appartenenza.

Circa i parametri di reddito, credo che il ceto popolare possa aggirarsi intorno ai 1000/1500 euro di reddito mensile, mentre quello medio lo collocherei fra i 2000 ed i 3000 euro mensili.

Lo Stato, per come è TEORICAMENTE concepito, è sufficientemente interclassista?

TEORICAMENTE lo Stato è ben concepito in tutti i suoi aspetti… Purtroppo la pratica è cosa ben diversa.

Una ricerca condotta da un’università della Svizzera Romanda evidenzia un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione attiva. In particolare si è posto l’accento sull’aumento delle malattie cardiovascolari e delle problematiche di natura psicosociale (stati ansiosi, disturbi del sonno, ecc…). Questa problematica è stata messa in relazione con le mutate condizioni di lavoro. Condivide questa conclusione?

Più che del solo lavoro parlerei di mutate condizioni di vita. Certamente un lavoro stressante, mal pagato e precario contribuisce a peggiorare la salute dei cittadini, ma accanto a questo porrei una vita sempre più stressante, città caotiche ove diventa impossibile riposarsi, spostamenti sempre più problematici… Senza dimenticarci dell’aumento costante di inquinamento che si accompagna alla diminuzione del verde e dell’aria pura.

I sindacati hanno potere contrattuale? Come dovrebbero organizzarsi? Sulla base della categoria (tutti i lavoratori di un settore, indistintamente dalla mansione svolta in azienda, sono iscritti al medesimo sindacato), su quella professionale (il sindacato degli impiegati, quello dei metalmeccanici, ecc…) o puntare sulla creazione di un sindacato unico?

I sindacati in Italia hanno TROPPO potere e ce ne accorgiamo quando sigle sconosciute, che contano poche decine di iscritti, paralizzano interi settori della vita pubblica. Inoltre, sono troppo politicizzati e se ne infischiano del bene del lavoratore, pensando soltanto a sostenere i provvedimenti di un governo amico e ad avversare quelli di un governo di colore opposto. Basti vedere i cortei giornalieri contro il governo Berlusconi e la sostanziale complicità con tutte le malefatte dei passati governi Prodi.

L’ideale sarebbe un sindacato unico strutturato a livello corporativo, come proponiamo noi da sempre.

Chi fa l’operaio alla catena di montaggio deve avere le stesse tutele, indipendentemente dal fatto che sia comunista o fascista; che senso ha un sindacato comunista, uno socialista, uno leghista…?

Lo Stato è influenzato dai potentati economici?

Lo Stato (e non solo quello italiano!) è completamente sotto il controllo di lobbies economiche.

A quale età una persona può ritirarsi dal mondo del lavoro? È favorevole all’introduzione di un “pensionamento flessibile” che va nella direzione della funzione svolta con lo scopo di far ritirare anticipatamente coloro che hanno svolto un lavoro insalubre o fisicamente usurante?

Più che di età fissa parlerei di anni di lavoro. Mi spiego: se io inizio a lavorare a 15 anni per problemi familiari, non è giusto che vada in pensione alla stessa età di chi inizia a lavorare a 30 anni, dopo essersi laureato con comodità. Dunque, si dovrebbero fissare un minimo di anni di lavoro, al di sotto del quale non si ha diritto alla pensione, ed un massimo, che dà diritto alla pensione immediata.

Credo che un minimo di 15 anni ed un massimo di 40 potrebbero essere giusti.

Circa l’età, ritengo che chi lavora per 40 anni abbia diritto alla pensione immediata, anche se ha solo 55 anni, mentre per gli altri l’età minima per andare in pensione dovrebbe essere 65 anni, ferma restando la possibilità di scegliere se lavorare ulteriormente fino a 70 anni.

Concordo, infine, con la necessità di prevedere dei correttivi per quanti hanno svolto lavoro usuranti e/o insalubri: pensione anticipata o bonus di anni di contribuzione.

È favorevole all’introduzione di un salario minimo legale a prescindere dalla professione in modo da non creare discriminazioni e lamentele, specie nei confronti dei migranti accusati spesso di “rubare il lavoro”?

A cosa servirebbe? I migranti che rubano il lavoro lo fanno spesso e volentieri in nero. Mi risulta che esistano già dei minimi sindacali, ma il lavoratore deve essere in regola… Altrimenti, non cambierà mai nulla.

Dal suo punto di vista è preferibile introdurre un “salario sociale” in cui si percepisce molto poco ma lo Stato si occupa di garantire i bisogni primari quali una casa proporzionata al numero di componenti di un nucleo famigliare, l’accesso gratuito alla sanità, i trasporti pubblici a prezzi popolari, ecc… oppure bisogna puntare sul pagamento generalizzato di salari che consentono una vita decorosa?

Credo che in Unione Sovietica potesse andare bene la prima ipotesi, ma in uno Stato civile e moderno TUTTI devono avere diritto ad avere gli strumenti per fare una vita decorosa e migliorarla.

È favorevole a mettere fuori legge le agenzie di lavoro interinale? Nel caso fosse favorevole, chi dovrebbe incaricarsi per fare da intermediario tra forza lavoro e padronato? Secondo lei attraverso ad esse è stato legalizzato il caporalato in economie complesse?

Metterle fuori legge? E perché? Vogliamo dimenticarci, come tanti “sinistri” di casa nostra, che prima dell’istituzione di queste agenzie e del lavoro precario, l’alternativa a quest’ultimo era spesso e volentieri la totale disoccupazione?

Capisco che a nessuno piaccia un lavoro a termine o precario, ma è sempre meglio della totale disoccupazione.

Inoltre, non vedo perché drammatizzare con la storia del caporalato… Da sempre esistono agenzie di intermediazione in tutti i campi, che vivono mettendo in contatto domanda ed offerta di beni e servizi. Perché demonizzare quelle che vivono mettendo in contatto domanda ed offerta di lavoro?

Come valuta il ruolo della pubblicità e le tecniche di comunicazione usate? Lo Stato dovrebbe intervenire maggiormente a tutela dei consumatori, con un occhio di riguardo ai bambini in tenera età?

Lo Stato dovrebbe togliere dal commercio tutti i prodotti per i quali si è fatta una pubblicità ingannevole e falsa, nonché sanzionare i produttori di essi.

Forse così la finiremmo di strapagare prodotti dozzinali e servizi inutili reclamizzati da testimonial pagati a peso d’oro… Le aziende dovrebbero smetterla di rimbambire il popolo con i loro spot, limitandosi a vendere i loro prodotti al prezzo minimo possibile, esattamente come fanno le piccole aziende che vendono i loro prodotti, spesso di qualità superiore alle grandi marche, nei discount.

Come valuta l’esposizione delle merci e altre tecniche di vendita utilizzate nei grandi magazzini? Alcune persone denunciano che usando carrelli enormi, beni ingombranti posti alla fine, ecc… i consumatori perdano il senso di quello che stanno spendendo, subendo un salasso una volta giunti alla cassa. Condivide questa posizione?

Certamente ci sono delle strategie truffaldine nell’esposizione dei prodotti, ma credo che il problema principale sia la stupidità del consumatore… Se si è attenti e si sa cosa (e dove) comprare, i grandi magazzini possono usare tutte le tecniche possibili, ma non otterranno risultati.

La casa deve essere di proprietà oppure si possono tollerare i grossi proprietari immobiliari (categoria composta da grosse istituzioni finanziare e da padroni di casa)? Lo Stato deve occuparsi in prima persona nel fornire degli alloggi?

Credo che possano coesistere sia le case di proprietà, sia l’edilizia popolare a carico dello Stato per avvantaggiare le classi meno abbienti, esattamente come accadeva durante il periodo Fascista.

Potremmo anche accettare la presenza di grandi proprietari di immobili che affittano le case, ma gli affitti dovrebbero essere calmierati per Legge. Non è accettabile una situazione come quella odierna, ove il costo degli affitti è spesso superiore al salario di un operaio.

Integrazione degli immigrati nel nostro tessuto sociale ed economico: lama a doppio taglio o opportunità culturale? Crede che dietro l’integrazione ci sia un preciso disegno che spinge gli immigrati ad accettare lavori pericolosi e usuranti con poche noie di natura sindacale per le aziende? Ritiene che le persone che dovrebbero essere oggetto di “integrazione” rischiano di essere delle vittime?

Per prima cosa, è necessario capire che nonostante il nostro buonismo pseudo cattolico, sono proprio gli immigrati a non volersi integrare. Troppo spesso li vediamo costituire ghetti chiusi nei confronti dell’esterno e persino degli altri immigrati. Questi signori, avendo capito che l’Italia è il Paese di Bengodi per gli immigrati, pretendono di essere trattati come e meglio dei cittadini, ma in compenso non ritengono di avere alcun obbligo nei confronti della comunità che li ospita. Abbiamo visto nelle cronache molto spesso degli immigrati che vivono e lavorano in Italia con tutti i diritti, ma che magari ammazzano le figlie che osano frequentare gli italiani invece che i connazionali…

D’altra parte, è anche vero che spesso la finta solidarietà non è altro che una maschera dietro la quale si nasconde il più bieco degli sfruttamenti… Si finge di essere umani e tolleranti, si sollecita l’arrivo di nuovi stranieri, ma poi li si costringe a lavorare come muli sottopagandoli e sfruttandoli.

Ovviamente per evitare queste cose, sarebbe necessario uno Stato forte ed autorevole, in grado di cacciare via chi non intende integrarsi e di sbattere in galera i tanti sfruttatori nostrani… Ma ovviamente ciò non accade.

Sovente i partiti di destra pongono l’accento su un’islamizzazione del territorio. Ben più tangibile è invece una pesante colonizzazione americana che non si limita alla sola cultura. Lei cosa ne pensa?

I partiti di destra, specie della cosiddetta estrema destra che spesso si spaccia per “fascista”, sono composti da imbecilli senza cervello, che scimmiottano il Fascismo senza neppure sapere che MAI il Fascismo osò essere antiislamico… Anzi, è bene ricordare che l’Islam fu uno dei più fedeli alleati nella guerra del sangue contro l’oro che Italia e Germania furono costrette ad intraprendere per la loro sopravvivenza.

E mentre la Chiesa cattolica, dopo avere munto dal Fascismo ogni sorta di privilegio, tradiva l’Italia passando dalla parte di comunisti, ebrei e massoni, le divisioni di SS Islamiche resistevano fino all’ultimo uomo al fronte.

Dunque, gli idioti che oggi gridano davanti all’Islam, farebbero bene a ricordare che l’Europa venne rasa al suolo da americani e comunisti, non dagli islamici… E che ancora oggi gli USA hanno ben 113 basi di occupazione sul territorio italiano… Mentre non mi risultano eserciti islamici armati che scorrazzano sul nostro suolo Patrio.

 INFRASTRUTTURE E APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO

Secondo lei quali dovrebbero essere le principali fonti da cui poter ricavare l’energia necessaria a muovere l’intero paese?

Sarebbe tanto bello, come pensano i tanti ecologisti senza cervello, potere fare funzionare il Paese solo con energie pulite come l’eolico ed il solare, ma dato che stando agli esperti ciò non è possibile, in quanto tali fonti di energia potrebbero al massimo arrivare a coprire il 30% del fabbisogno nazionale, la scelta è obbligata: petrolio, carbone e nucleare… Tenendo conto del fatto che petrolio e carbone prima o poi si esauriranno, e che sono comunque molto più inquinanti del nucleare, la scelta di chi ha cervello è molto chiara…

È favorevole al nucleare?

Certamente sì, per una serie di motivi che purtroppo i tanti fessi italiani non riescono a comprendere.

Innanzi tutto, il nucleare è molto più sicuro di altre forme di energia… Si parla tanto del cataclisma che ha sconvolto il Giappone, ma si dimentica di dire che la centrale nucleare in avaria ha causato due morti, mentre la centrale idroelettrica la cui diga è stata spazzata via dallo tsunami, ha causato migliaia di morti…

Inoltre, dato che le radiazioni non si fermano alla frontiera, rinunciare al nucleare mentre si è circondati da qualcosa come 439 centrali nucleari europee, è il classico modo di ragionare alla Pulcinella degli italiani…

Ci godiamo gli stessi rischi dei Paesi confinanti, ma non abbiamo i benefici, restando costretti a pagare l’energia il 50% in più dei francesi, ad esempio.

Purtroppo in Italia contano di più le urla dei pezzenti noglobal e notav dei pareri di illustri scienziati…

Come bisognerebbe intervenire per evitare degli sprechi di energia ( riduzione dell’illuminazione pubblica dopo una certa ora, ecc…)?

Sprechi ce ne sono tanti, sia nel pubblico, sia nel privato, come le assurde illuminazioni che vediamo in giro durante certe festività come il Natale, o come in certi negozi con le vetrine illuminate 24 ore su 24.  Anche l’abuso di aria condizionata che molte famiglie, negozi e pubblici uffici stanno realizzando andrebbe controllata.

Opere di ingegneria civile: cosa è più urgente realizzare tra nuove trasversali ferroviarie o l’ampliamento della rete viaria? È favorevole alla costruzione di nuovi porti commerciali?

Da buon Fascista, sono favorevole a TUTTE le opere pubbliche che modernizzano il Paese e risolvono problemi di trasporti e comunicazioni.

Il NO alle opere pubbliche lo lasciamo all’oscurantismo della sinistra, che continua a tuonare contro la costruzione di qualsiasi cosa, dal Ponte sullo Stretto di Messina alla TAV.

Secondo lei ci sono troppi mezzi privati in circolazione? Se sì, cosa propone per poter abbassare il numero nell’ottica di rispettare il binomio tra costi e benefici?

Certamente sono troppi, ma ciò dipende dalla stupidità del cittadino medio. Una volta c’era un automobile per ogni nucleo familiare, e raramente se ne acquistavano due… Oggi ogni famiglia ha 3 o 4 vetture, la maggior parte delle usate senza reale necessità; ogni giorno vediamo esimie mamme che portano i figli a scuola con il SUV, magari ad un isolato da casa, oppure ragazzetti che si recano a scuola in auto, ed ancora perdigiorno notturni che passano la notte a girare da un locale all’altro. Persino i minorenni ora hanno a disposizione le cosiddette “Minicar”, benché contribuiscano a mandarne molti all’altro mondo.

Ed il bello è che le famiglie che sperperano risorse così sono le stesse che poi piagnucolano sulla presunta “crisi”!

Ma non vedo modo per limitare l’uso di veicoli inutili, se non una nuova educazione al risparmio ed al rispetto per il prossimo e per l’ambiente.

È favorevole alla riduzione del numero di autotreni in circolazione trasferendo il traffico di merci dalla strada alla rotaia o via mare?

Certamente sì. Non a caso sono un accanito sostenitore della TAV.

 RICERCA

Come valuta la creatività e l’innovazioni apportate dal nostro capitale privato?

Praticamente nulle, specie se pensiamo a cose che riguardano la collettività.

Chi si dovrebbe occupare dell’innovazione? Il settore pubblico, quello privato oppure un’interazione tra i due?

Un’interazione fra i due, sempre tenendo presente il fatto che il settore pubblico dovrebbe badare di più agli interessi della collettività, mentre quello privato può anche limitarsi a badare ad interessi di casta o di categoria.

Spesso si sente l’accusa secondo la quale il capitale dell’Italia settentrionale non è in grado di apportare innovazione perché la classe dirigente ad esso associato non guarda oltre all’acquisto della villa del ’700 o del SUV nuovo. Secondo lei è necessario dare delle nuove motivazioni agli imprenditori?

In parte sarà anche vero, ma teniamo anche conto del fatto che spesso l’imprenditore ha le mani legate dallo Stato e dallo strapotere sindacale. Se si tenta di creare flessibilità nei contratti i sindacati rossi bloccano tutto, se si licenzia qualche farabutto che ha sabotato l’impresa per cui lavora sindacati e magistrati ne impongono la riassunzione, se si automatizza una fabbrica l’imprenditore viene crocifisso perché lascia a casa molti lavoratori…

Ovviamente l’imprenditore tira a campare, oppure chiude e riapre all’estero, dove tutte queste cose non accadono.

Sono necessari incentivi, sgravi fiscali e meno laccioli burocratici, se vogliamo vedere gli imprenditori fare qualcosa di innovativo ed utile.

Come valuta le relazioni tra università e aziende?

Nulle, dato che la stragrande maggioranza dei laureati non sa fare assolutamente nulla di pratico una volta terminati gli studi.

Come valuta l’apparizione delle “università delle scienze applicate” i cui programmi risultano essere maggiormente “professionalizzanti”?

Positivamente, proprio per i motivi di cui sopra.

È favorevole al taglio delle materie umanistiche a favore di quelle scientifiche? Se sì, quali taglierebbe?

Non sono favorevole al taglio delle materie umanistiche, ma lo sono al tagli di certi corsi di Laurea inutili, che contano poche decine di iscritti in tutta Italia.

Il nostro paese dovrebbe puntare a specializzarsi in un settore di nicchia (macchinari di precisione, gestione di capitali, ecc…)?

Se intendi la Svizzera, credo lo sia già… Se intendevi l’Italia, non credo ciò sia utile e possibile. L’Italia è un Paese a forte vocazione turistica, sia nel periodo estivo, sia in quello invernale; inoltre attira anche un turismo più elevato del solito svernare al mare o in montagna, grazie alle sue città d’arte.

Oltre a ciò, abbiamo molti prodotti “made in Italy” che vanno forte in tutto il mondo… Non credo proprio sia necessario specializzarsi in un solo settore.

Come valuta l’apprendistato? Un’opportunità per i giovani di imparare un mestiere (di cui certe categorie cominciano a scarseggiare) o un dipendente a basso costo per le aziende già produttivo dopo pochi mesi dall’inizio del tirocinio?

Entrambe le cose, a seconda del punto di vista. Ritengo l’apprendistato sia fondamentale, ma nel contempo credo che si debba regolamentare per impedire alle aziende di approfittarne… Ad esempio, impedendo alle aziende di licenziare un apprendista per assumerne un altro.

L’istruzione deve essere pubblica o privata? Gli istituti privati possono avanzare la pretesa di godere di finanziamenti pubblici?

In un Paese civile l’istruzione dovrebbe essere pubblica, ma dato che l’Italia non lo è, ben venga l’istruzione privata. Oggi la scuola pubblica, a tutti i livelli, oltre a non preparare gli allievi, pretende anche di plagiarli indirizzandoli invariabilmente verso pensieri di sinistra, grazie al fatto che praticamente tutti i docenti sono figli del nefasto 68; scioperi, cortei contro il governo e qualsiasi riforma proposta, violenze nei confronti dei pochi studenti che ragionano a non aderiscono alle organizzazioni delinquenziali dell’estrema sinistra…

Con questo clima, non possiamo stupirci del fatto che molti tentino di preservare la salute mentale dei figli rivolgendosi al privato.

E proprio per questi motivi, cioè per l’incapacità del pubblico di garantire adeguata istruzione, ritengo che qualche finanziamento lo meriti anche la scuola privata.

 ECONOMIA

Come dovrebbero essere ripartiti i compiti di gestione economica tra Stato e iniziativa privata?

Come ho già detto in altre risposte, lo Stato dovrebbe occuparsi soltanto dei settori pubblici, ed in particolar modo di quelli dove un privato non troverebbe modo di realizzare utili. Questo, ovviamente, in un Paese civile con una classe politica capace. Non saprei dare una percentuale precisa, ma credo che lo Stato dovrebbe occuparsi di sicurezza pubblica, di sanità e di poche altre questioni.

È favorevole alla privatizzazione di alcuni settori particolarmente delicati (per esempio quello della sicurezza, dove si assiste ad un pullulare di agenzie di sicurezza private)?

Sono costretto a ripetermi: se lo Stato funzionasse a dovere ed i politici fossero competenti, preparati ed onesti, sarei decisamente contrario a privatizzare settori così delicati come la sicurezza.

Purtroppo in Italia le cose non funzionano, grazie a politici corrotti, incapaci ed incompetenti, indi il privato deve per forza di cose tentare di supplire come può a questa triste situazione.

Parlando di sicurezza, da anni assistiamo a tagli assurdi che colpiscono le forze di Polizia ed i Carabinieri… Cercare di difendersi da soli diventa, per i cittadini, una dura necessità.

Lo Stato deve ancora tenere delle attività economiche in mano? Se sì, quali?

Ripeto: lo Stato dovrebbe occuparsi solo di Sanità, Sicurezza ed eventualmente Trasporti, specie per quei collegamenti dove il privato non arriva perché non vede la possibilità di realizzare utili.

Lei valuta positivamente o negativamente l’intervento di capitali (e quindi di classi dirigenti) provenienti dall’estero nel nostro tessuto economico nazionale? Ritiene che sono presenti giusto per sfruttare la nostra legislazione e alcuni benefici per chi intende aprire un’attività lucrativa?

Magari le motivazioni di questi stranieri sono proprio legate allo sfruttamento della nostra legislazione, ma non possiamo negare che l’afflusso di capitali stranieri ha spesso salvato delle aziende italiane, permettendo loro di continuare a produrre e salvare posti di lavoro.

Se i capitali stranieri portano sviluppo e lavoro, non ci vedo nulla di male.

La delocalizzazione della produzione è una minaccia o un’opportunità? Che condizioni dovremmo offrire agli imprenditori che intendono investire nel nostro paese oppure per farli rimanere? (legislazione liberale in materia di contratti di lavoro, sconti fiscali, supporto di università, ecc…)

E’ una minaccia per i lavoratori nostrani, ma è un’opportunità per le nostre aziende. Trasferire gli impianti all’estero, dove i costi del lavoro ed il carico fiscale sono notevolmente più bassi, ha consentito a molte aziende italiane di sopravvivere e tornare competitive sul mercato; d’altro canto, molti lavoratori italiani sono rimasti senza lavoro o non riescono a trovarne alcuno.

Invece di gridare contro l’imprenditore che fa il suo mestiere e bada agli utili, sarebbe il caso di gridare contro la classe politica italiana, che non fa altro che strangolare gli imprenditori fra tasse, intoppi burocratici e sindacalismo selvaggio.

Per trattenere in Italia la produzione, ed attirare nel contempo qualche imprenditore straniero, è necessario cambiare totalmente musica, rendendo il costo del lavoro meno pesante, creando un fisco più equo e meno vessatorio, nonché regolamentando i diritti della miriade di sigle sindacali con le quali si deve avere a che fare.

Secondo lei c’è troppa burocrazia? Se sì, cosa propone per combatterla?

Certamente sì! In Italia non si può fare nulla senza scontrarsi con le assurdità burocratiche, che ti impongono un vero e proprio gioco dell’oca ogniqualvolta devi richiedere un permesso, un documento o addirittura pagare una tassa.

Per combatterla sarebbe sufficiente razionalizzare le incombenze che gravano sul cittadino, eliminando gran parte dei passaggi richiesti per avere un semplice documento o permesso. In molte situazioni l’autocertificazione basterebbe a risolvere molti problemi.

Come valuta i funzionari pubblici? Una casta composta da diversi incapaci e fannulloni da ridimensionare urgentemente oppure sono necessari al buon funzionamento dell’apparato statale?

Per lo più si tratta di una casta di parassiti incapaci, privilegiati per motivi politici da chi vuole garantirsi appoggi e voto di scambio.

A mio modo di vedere la maggior parte di questi parassiti andrebbe gettata per la strada e si dovrebbe istituire il principio meritocratico per quanti rimarrebbero ad occupare il loro posto di lavoro.

Assumere persone capaci e competenti, licenziare parassiti ed incompetenti assunti per nepotismo: ecco tutto.

Come valuta la produzione di beni da parte del capitalismo? Sarebbe favorevole ad un taglio dei prodotti oggi in circolazione tenendo giusto l’essenziale per soddisfare i bisogni primari?

Il capitalismo certamente porta ad uno sfrenato consumismo che porta il cittadino spesso ad indebitarsi per rincorrere il più inutile dei gadget, ma si tratta di una legge di mercato che solo l’intelligenza dei consumatori dovrebbe correggere.

Finché ci saranno legioni di idioti che si mettono in coda per acquistare l’ultimo modello di telefono cellulare o di TV a schermo piatto, ci sarà qualcuno che li produce e li lancerà sul mercato.

Sta al consumatore finale identificare cosa può essergli indispensabile, cosa utile e cosa assolutamente futile e costoso.

 CRIMINALITÀ ECONOMICA

È favorevole alla legalizzazione della prostituzione attraverso dei controlli medici regolari, dei sostegni psicologici e delle tassazioni speciali a favore di chi esercita questo “mestiere”? Al contrario ritiene che il problema della prostituzione debba essere represso? Se sì, chi merita la repressione, coloro che si prostituiscono per ragioni moralmente deprecabili, i clienti o i gruppi criminali che ci lucrano sopra?

La prostituzione deve essere legalizzata e regolamentata, cosa che renderebbe più sicura la professione alle prostitute, ma soprattutto andrebbe consentita solo in case chiuse e mai per strada. Ne guadagnerebbero anche la salute dei clienti e l’economia dello Stato, in quanto fior di quattrini che oggi circolano in nero emergerebbero a favore del fisco.

Ovviamente, una volta regolamentata la prostituzione, si dovrebbe colpire duramente quante dovessero tentare di esercitarla senza sottostare alle regole, magari continuando ad esercitare per strada senza controlli. In questo caso, oltre alle sanzioni per le prostitute irregolari, ci vorrebbero pene severissime per i gruppi criminali che ci lucrano sopra, magari schiavizzando le prostitute specialmente straniere e clandestine.

È favorevole alla legalizzazione della droga e di altre sostanze atte ad alterare lo stato psico-fisico fatte in apposite strutture sanitarie pulite e gestite dallo Stato ove i consumatori devono obbligatoriamente iscriversi ad un registro accessibile alle autorità? Al contrario ritiene che il problema della droga vada pesantemente represso? Se sì, chi merita la repressione tra coloro che ne fanno consumo, la spacciano o i gruppi criminali che ci lucrano sopra?

Non solo non sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe, ma sono assolutamente convinto che anche i consumatori debbano finire in galera, oltre agli spacciatori.

E’ ora di finirla con la litania delle povere vittime della droga! Chi si infila un ago in una vena, chi sniffa la cocaina o chi fuma delle cosiddette “droghe leggere”, lo fa in piena consapevolezza di violare la Legge e di diventare un pericolo per sé e per gli altri. Dunque meno comunità, meno tolleranza, meno pietismo e galera vera per chiunque si droghi!

La cronaca quotidiana ci riporta casi di rapine a mano armata, topi d’appartamento, taccheggi nei grandi magazzini, ecc… che vengono socialmente condannati. Ma non viene quasi mai citata una certa criminalità economica (o gestioni al limite della legalità e del buon gusto) che crea altrettanti dissesti che vanno poi a carico della società. Qual è il suo pensiero in merito?

Purtroppo giornali, TG e tutta l’informazione sono nelle mani di quegli stessi ambienti politici ed economici che si macchiano di queste grandi infamie tipo Parmalat, Cirio e tante altre, indi è difficile vedere l’opinione pubblica scagliarsi contro questi grandi criminali economici… E’ più semplice mostrarsi indignati nei confronti di chi ruba una mela, piuttosto che di personaggi come Callisto Tanzi e di tutti i banchieri che continuavano a consigliare i poveracci di investire in Parmalat, nonostante sapessero molto bene che si trattava di titoli – spazzatura.

Cosa ne pensa di finanzieri e grandi speculatori?

Tutto il male possibile. Si tratta di una casta immonda di parassiti pronti a rovinare milioni di persone per aumentare il valore dei loro titoli.

GESTIONE AZIENDALE

Uno dei grandi meriti dell’iniziativa privata è da ricercarsi nel contenimento dei costi di gestione. In compenso una critica ricorrente è quella secondo cui si è assistito ad un peggioramento delle condizioni di lavoro e una retribuzione eccessiva di quadri e azionisti. Condivide queste critiche?

Più o meno. Ma anche qua devo fare risalire la responsabilità alla classe politica che non controlla e non è in grado di intervenire in favore del bene pubblico e delle classi meno abbienti.

Il Fascismo creò una legislazione sociale splendida, che pur garantendo agli imprenditori le loro proprietà e la loro autonomia, imponeva una serie di controlli ed obblighi per i proprietari volti a mantenere le condizioni e le retribuzioni dei lavoratori dignitose. Fu il Fascismo ad istituire il sabato festivo, così come creò l’INPS, l’INAIL, la sanità gratuita, l’assistenza ad invalidi e malati… E fu sempre il Fascismo, sebbene solo durante la RSI, ad introdurre la socializzazione delle imprese, ovvero, il diritto dei lavoratori a partecipare alla ripartizione degli utili.

Sessantasei anni di “democrazia” hanno riportato il mondo del lavoro indietro di secoli!

Secondo lei sono sufficienti il salario mensile, la tredicesima mensilità e le vacanze stabilite dalla legge per riconoscere il lavoro di un salariato dipendente? Il dipendente ha diritto a rientrare a pieno titolo in una fase di ripartizione degli utili o rimane esclusivamente una pedina destinata a conseguire il profitto necessario alla retribuzione di dirigenti e azionisti e far sopravvivere l’azienda nel tempo?

Come ho appena detto, il lavoratore deve partecipare alla ripartizione degli utili, cosa che consentirebbe di ricreare finalmente quel clima di collaborazione fra le classi voluto dal Fascismo.

Oggi il lavoratore tira a campare, bada solo a completare il suo orario di lavoro facendo meno sforzi possibili, ed è in perenne conflitto con le classi dirigenti, cosa che soddisfa gli incorreggibili epigoni del comunismo.

Ma se il lavoratore fosse una delle componenti dell’impresa, alla pari dei proprietari e dei tecnici, sarebbe certamente più gratificato e troverebbe motivazioni economiche e sociali per dare il meglio di sé collaborando con il resto dell’azienda.

Un’azienda, rispettivamente di piccole, medie e grandi dimensioni, quanti livelli gerarchici dovrebbe avere?

Credo che qualsiasi azienda possa funzionare basandosi sui lavoratori manuali, sui tecnici (impiegati), sui dirigenti e naturalmente sui proprietari, indipendentemente dalla sua grossezza.

Certamente le piccole aziende avranno meno persone addette a ciascun settore, ma i livelli dovrebbero essere sempre gli stessi.

Come dovrebbero essere organizzate le aziende? Come dovrebbe avvenire la ripartizione dei compiti tra dirigenti e piani gerarchici inferiori? Secondo lei ci sono i presupposti per favorire un processo di cogestione o autogestione che parte dal basso?

Tutto dovrebbe basarsi su competenza e responsabilità. Ciascuno dovrebbe avere un ruolo ben definito e muoversi al suo interno, senza sconfinare in altri ambiti. La cogestione contrasta con questo, in quanto porterebbe delle categorie di lavoratori a prendere decisioni su argomenti e compiti che non conoscono a sufficienza.

Ad esempio, un operaio dovrebbe potere dire la sua sull’organizzazione della catena di montaggio, sulla dislocazione dei macchinari, sull’organizzazione dei turni, ma non potrebbe certo decidere se vendere il prodotto in Asia piuttosto che in Europa.

A quanto dovrebbero ammontare le ore di lavoro svolte in una settimana?

Credo che le attuali 40 ore siano giuste, suddivise in 5 giorni lavorativi di 8 ore.

Quante settimane di vacanza all’anno dovrebbero essere concesse ad un lavoratore dipendente, oltre ai giorni stabiliti dal calendario (Natale, Capodanno, ecc…)?

Quattro settimane, magari da dividersi in due periodi separati dell’anno.

Come valuta gli efficienti sistemi di produzione giapponese e i cambiamenti da essi apportati?

So che l’efficienza giapponese è proverbiale, così come la qualità dei prodotti esportati, ma non sono sufficientemente informato sui cambiamenti recenti apportati alla produzione.

In ogni caso, ritengo che i prodotti giapponesi siano una garanzia di qualità.

È favorevole ad un divieto generalizzato del lavoro notturno, fatta eccezione di alcune categorie professionali (ospedali, panettieri, ecc…) a cui verrebbe concesso un riconoscimento di natura pecuniaria?

Assolutamente no. Certamente il lavoro notturno andrebbe retribuito maggiormente, ma non vedo perché vietare i turni nelle fabbriche o nei negozi che decidono di rimanere aperti 24 ore su 24.

È favorevole alla detassazione degli straordinari nell’ottica di incentivare il senso del dovere?

Certamente sì.

Cosa ne pensa del sempre più massiccio ricorso della manodopera immigrata? Può essere un espediente usato dal padronato per allargare il bacino della forza lavoro e di conseguenza calmierare i salariali? Questo tipo di manodopera, generalmente poco radicata sul territorio, crea delle problematiche con i lavoratori indigeni venendosi a creare delle divisioni tra lavoratori?

Mi pare di averne già parlato in altra risposta. Molto spesso, dietro alla finta solidarietà sinistrorsa, si nasconde la volontà di riempire le fabbriche e le case dei ricchi con un nuovo proletariato senza diritti ed a bassissimo costo.

Questo, ovviamente, fa sì che i lavoratori italiani si ritrovino a dover scegliere fra la disoccupazione e la necessità di lavorare per salari analoghi a quelli degli immigrati, che però non possono certo bastare per fare una vita decorosa, né tanto meno per mantenere una famiglia.

Come sempre accaduto nella storia in ogni parte del mondo, questa situazione crea una guerra fra poveri, dato che per molti è difficile comprendere che la colpa di tutto ciò non è degli immigrati, ma della classe politica ed imprenditoriale che permette e favorisce questa situazione.

Chi predica tolleranza ed integrazione, spesso persegue obiettivi nascosti tutt’altro che nobili: la chiesa e le sinistre puntano ad arruolare fra i loro “adepti” nuovi poveri Cristi, mentre le classi agiate puntano ad avere nuovi schiavi da sfruttare.

È favorevole alla socializzazione dei mezzi di produzione?

Assolutamente no! Così come vogliamo la tutela dei lavoratori e dei meno abbienti, pretendiamo anche la tutela della proprietà privata.

Ritiene che i comprovati aumenti di produttività a cui si è assistito negli ultimi 20 anni sono stati riconosciuti dalle aziende? La domanda è relativa alla stagnazione dei salari che crescono poco o nulla da diversi anni a questa parte.

I salari non crescono sia per la rapacità degli imprenditori, sia per il folle sistema fiscale e previdenziale che vige in Italia. Non dimentichiamoci che un lavoratore che incassa mille euro di salario, ne costa almeno il doppio all’azienda, fra versamenti INPS, INAIL ed altro.

Diminuire il costo del lavoro e dare la possibilità ai lavoratori di incassare lo stipendio lordo, provvedendo poi essi stessi alla loro previdenza sociale, pubblica o privata; questi sono i provvedimenti necessari… Oltre che, come già detto, la socializzazione degli utili d’impresa.

A quali standard qualitativi devono rispondere le aziende (dei locali ben illuminati, un buon sistema di circolazione dell’aria, ecc…)? A partire da quanti dipendenti bisogna concedere un refettorio, dei locali pausa, ecc….?

Ovviamente il lavoratore va tutelato in tutti gli aspetti, non solo sul salario; quindi, è necessario che il luogo di lavoro sia il più salubre e comodo possibile.

Refettori ed altri locali di pausa credo vadano imposti a tutte le aziende con più di 10 lavoratori, mentre le più piccole suppliranno a questa mancanza riconoscendo ai lavoratori una maggiorazione salariale che compensi l’assenza di un luogo ove consumare i pasti gratuitamente interno all’azienda.

 SISTEMA CREDITIZIO

 Quale ruolo dovrebbero rivestire gli istituti finanziari (banche e assicurazioni)?

Le banche dovrebbero gestire il risparmio dei cittadini ed erogare finanziamenti a quanti ne hanno bisogno, mentre le assicurazioni dovrebbero occuparsi solo di fare fruttare i soldi versati dagli assicurati, al fine di potere pagare agevolmente chi incorre in sinistri o incidenti vari.

È favorevole ad una nazionalizzazione del sistema creditizio oppure deve continuare a rimanere privato?

Il sistema creditizio privato può andare bene, ma sarebbe necessaria una Banca d’Italia veramente pubblica ed indipendente, che si occupi di battere moneta direttamente, bypassando così l’attuale sistema usurario che dà ai privati la possibilità di stampare cartamoneta realizzando vergognosi profitti tramite il signoraggio.

Come valuta il comportamento delle banche nel nostro tessuto economico?

Le banche sono ormai veri e propri usurai legalizzati… Non riconoscono più alcun interesse a chi non ha ingenti capitali versati, finanziano soltanto chi è già ricco ed ha mille garanzie, lasciando alla rovina famiglie e piccole imprese, e naturalmente realizzano proventi vergognosi da interessi altissimi, spese bancarie non meglio identificate e provvigioni su investimenti scriteriati che sovente consigliano ai poveri Cristi che si fidano…

È giusto che le istituzioni finanziarie speculino sui mercati finanziari con i capitali dei risparmiatori?

Potrebbero anche farlo, ma se almeno riconoscessero ai risparmiatori degli interessi reali sui loro versamenti; purtroppo lo fanno senza pagare nulla o quasi, ed in più inventano spese ed incombenze sempre nuove per i clienti, tipo la nuova tassa sul prelievo del contante agli sportelli!

Come valuta i pacchetti di investimenti offerti dagli istituti finanziari per incrementare il tasso percentuale degli interessi maturati? Gli istituti che offrono queste prestazioni informano a sufficienza sui rischi che si possono correre? Il capitale investito (quello iniziale) deve essere sempre garantito o si va a rischio e pericolo dell’investitore?

Gli investimenti consigliati dalle banche creano profitti sempre e solo alle banche stesse… Raramente gli investitori, specie se piccoli e poco informati, realizzano grossi interessi. E’ giusto il caso di citare nuovamente i nomi di Cirio e Parmalat…

In generale, per avere il capitale garantito si deve investire in titoli di Stato sicuri, ma con bassissimi interessi, mentre per tentare di ottenere rendimenti maggiori, ci si deve spostare sempre di più su titoli poco sicuri o sul mercato azionario; in generale tutto questo può andare bene, ma è assolutamente necessario che gli investitori sappiano a cosa stanno andando incontro, cosa che oggi accade poco spesso.

Su che base deve essere concesso un credito? La solvibilità, la “buona idea”, ecc… devono continuare a rimanere dei punti cardine?

Il credito dovrebbe essere concesso a chi ne ha bisogno, non a chi ha già miliardi investiti in altre attività o proprietà. Ed andrebbe concesso ad interessi bassissimi, più o meno come quelli che le banche stesse pagano ai loro clienti meno importanti.

Ovviamente anche le banche hanno il diritto di tutelarsi controllando la solvibilità e la serietà del cliente, ma per rendere il credito più accessibile, è necessario che intervenga lo Stato per garantire da una parte il capitale versato da chi investe, dall’altra il capitale erogato da chi fornisce prestiti e finanziamenti.

Condivide l’intervento pubblico nel sistema creditizio?

Come ho appena detto, lo Stato dovrebbe intervenire soltanto come garante.

 GEOPOLITICA

Come valuta la situazione internazionale attuale?

Come peggio non si potrebbe. Il mondo intero è nelle mani di lobbies ebraiche e massoniche, le quali controllano la politica americana ed occidentale in genere, portandole ad agire in modo infame contro tutti quei Paesi che non vogliono sottomettersi al loro giogo.

Si può preconizzare il crollo della superpotenza americana e dei paesi da essi “colonizzati” nel breve-medio termine o questo colosso si è costituito su basi solide e sarà destinato a dominare la scena mondiale in via duratura?

Magari! La superpotenza americana, che altro non è se non il braccio armato della superpotenza israeliana, agisce ormai in maniera criminale contro chiunque non accetti di essere una colonia servile ed ubbidiente… Purtroppo (e detto da un Fascista fa proprio effetto!), ci tocca rimpiangere il crollo dell’URSS, poiché la presenza di un’altra superpotenza serviva a limitare almeno geograficamente le smanie imperialistiche e terroristiche degli USA.

Oggi i cow boys dello Zio Sam credono di avere il diritto di invadere ogni zona della terra per portare la loro “democrazia” (ovvero, per impadronirsi delle materie prime altrui e per sostituire legittimi capi di Stato con fantocci al loro servizio, esattamene come fecero con Italia, Germania e Giappone dopo la II Guerra Mondiale): Pakistan, Afghanistan, Kosovo, Iraq, Iran, Libia…

A chi altri toccherà nel prossimo futuro vedersi attaccati, rapinati e privati dei leaders legittimamente scelti dal popolo?

Il XX secolo si può archiviare come il “secolo americano”. Il XXI secolo si può considerare già ora come quello cinese? Secondo lei gli Stati Uniti sarebbero disposti a tollerare la presenza di un altro colosso che sulla carta si prospetta tenace, paziente e laborioso?

Non so se sarà il secolo cinese, ma gli USA sono obbligati a sopportare la presenza di questo colosso economico, in quanto non hanno i mezzi militari per eliminarlo come invece hanno fatto con l’Iraq e l’Afghanistan…

E tutta l’ipocrisia americana ed occidentale emerge chiaramente notando i rapporti che l’occidente ha con la Cina: sudditanza e massimo rispetto per un governo che passa con i carri armati sugli oppositori, che riconosce un solo partito, che occupa militarmente il Tibet e tante altre zone non cinesi, che minaccia quotidianamente l’indipendenza di Taiwan… Mentre, invece, ci si affannava per abbattere il “tiranno” Saddam Hussein, si trama per eliminare il “tiranno” Ahmadinejad e si bombarda proprio in questi giorni il “tiranno” Gheddafi…

Chissà, forse l’occidente inventa finti tiranni da assassinare perché non ha il coraggio di combattere quelli veri e veramente coperti da una potenza militare nucleare?

Come valuta l’Unione Europea e più in generale il processo di integrazione europea fino ad oggi?

La cosiddetta unione europea è un circolo di banchieri che trama per rapinare i popoli a vantaggio delle solite lobbies… E per farlo più facilmente, sta gettando sul lastrico i Paesi più deboli, per noi, naturalmente, “aiutarli” a prezzo di interessi cari e salati che indeboliranno sempre di più la sovranità di questi Paesi.

Naturalmente, dato che il potere economico non può che poggiarsi su quello politico, questo ridicolo carrozzone sta cercando di imporre a tutti i Paesi membri delle norme sempre più liberticide, come quelle che puniscono il cosiddetto “revisionismo” olocaustico (con tanto di mandato di cattura europeo!), come quelle che addirittura prevedono delle sanzioni per i Paesi i cui elettori hanno liberamente votato a destra (qualcuno ricorda l’Austria di Haider?).

Ritiene che un’Europa formata esclusivamente dai vecchi Stati nazionali, come auspicano parte dei politici di destra, possa competere con i paesi economicamente emergenti?

Perché no? Escludendo la guerra, non è la grandezza geografica a fare grande un Paese, ma la sua economia ed il suo sviluppo tecnologico.

L’Europa ha dimenticato le proprie regioni periferiche (Grecia, Italia meridionale, ecc…)?

Se ne ricorda molto bene… Quando si tratta di aggredirle con speculazioni o invischiarle in guerre (come quella libica per l’Italia) dalle quali possono solo rimetterci.

È auspicabile un forte intervento europeo atto a creare un nuovo baricentro economico e commerciale all’interno dell’intero bacino del Mediterraneo pari a quello dell’Europa centrale?

Più che l’Europa sono i Paesi europei che si affacciano sul mediterraneo come l’Italia che avrebbero dovuto creare un baricentro economico con gli omologhi Paesi africani… Ma dato che l’Italia è una colonia USA dal 1945, ciò non solo non è stato fatto, ma ci siamo ritrovati costretti ad attaccare un Paese come la Libia, con il quale avevamo trattati di amicizia ed ottimi rapporti commerciai!

Stiamo in un qualche modo pagando la scelta politica di Francia e soprattutto Inghilterra nel non aver voluto cedere il testimone a nazioni giovani quali la Germania e l’Italia (da non confondere con i regimi che hanno preso piede in questi due paesi) che probabilmente, a causa di una vocazione strettamente geografica, avrebbero avuto un’altra visione delle cose in aree economiche oggi particolarmente depresse?

Da non confondersi con i regimi…? Scherziamo? Fu proprio il volersi opporre ad un nuovo sistema politico, che avrebbe spazzato via sia il comunismo, sia il capitalismo, ad averci precipitato in questa squallida situazione voluta e dominata dalle ben note lobbies.

Italia e Germania facevano paura, perché stavano mostrando al mondo intero che esisteva una Terza Via, un socialismo nazionalista che aveva sconfitto la lotta di classe ed al contempo lo strapotere delle classi ricche. Ecco perché Francia e G. Bretagna si inventarono la Guerra Mondiale, combattuta addirittura a fianco di un criminale come Stalin!

Israele destabilizza l’intero Mediterraneo e la politica europea?

Israele destabilizza il mondo intero, non solo il mediterraneo e l’Europa. Uno Stato pirata e genocida che, grazie al lavorio delle lobbies ebraico – massoniche presenti in tutti i Paesi occidentali, spinge gran parte dei Paesi del mondo ad avallare i suoi crimini e ad agire nel suo esclusivo interesse.

Finché esisterà uno Stato razzista e criminale come l’Israele odierno, non ci sarà pace nel mondo.

PULCINELLA AL REFERENDUM (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – GIUGNO 2011)

7 ottobre 2011

Anche questa è fatta! Il belante popolo di Pulcinella, dopo avere votato alle elezioni del mese scorso, si è nuovamente recato a pascolare presso i seggi elettorali, questa volta per dimostrare tutta la sua ignoranza referendaria, dopo avere mostrato al mondo intero la sua assoluta e totale ignoranza politica.
No, non chiamateci sostenitori di Berlusconi, siamo semplicemente fra i pochi italiani che tentano ancora di mettere in moto il cervello prima di parlare ed agire, e facendo questo, abbiamo compreso che se è il caso di liberarci da Berlusconi e soci, non è certo il caso di cadere dalla padella nella brace, sostituendo costoro con scimmie urlatrici e volgari quali Di Pietro e Grillo, oppure con residuati bellici dell’epoca sovietica come Bersani, Fassino, Ferrero, Pisapia… Certi italiani (e soprattutto certi finti camerati) mi ricordano quel marito del famoso detto popolare, il quale, per fare un dispetto alla moglie, pensò bene di evirarsi da solo!
Questo è accaduto alle ultime elezioni, ma ancora di più è accaduto con la celebrazione dei referendum di questo mese, ove abbiamo assistito alle tristissime e squallide scene offerte da certi sedicenti camerati, i quali hanno avuto l’ardire di trasformarsi negli Ascari di Di Pietro e soci, dapprima favorendo la raccolta di firme, poi recandosi disciplinatamente a votare come tanti pecoroni, ed infine celebrando la vittoria (dei rossi) con grida di giubilo e farneticanti comunicati sui loro inutili giornali ed ancora più inutili siti.
Una cosa sia ben chiara: noi del MFL-PSN non abbiamo fatto alcuna campagna pro o contro i referendum,semplicemente perché non amiamo trasformarci in lacchè ed Ascari di altre formazioni politiche, le quali gradirebbero i nostri sforzi sottobanco, ma sarebbero pronte a sputarci addosso, come di consueto, davanti alla stampa ed al grande pubblico.
Inoltre, non vedo perché dovremmo partecipare a dei riti cartacei dai quali le stesse forze che dovremmo sostenere, con il SI o il NO, fanno di tutto per eliminarci utilizzando tutto l’apparato burocratico – mafioso del quale dispongono… Viviamo un sistema elettorale marcio e corrotto, dove non abbiamo pieno diritto di elettorato passivo: perché mai dovremmo batterci per l’una o per l’altra casta di mafiosi antifascisti, seppure in un semplice referendum?
I Fascisti veri e seri quando non possono esprimersi e sostenere idee e candidati Fascisti, si astengono… Anche se, nel caso dei referendum, ciò non è un dogma, in quanto finché i quesiti non interessano i punti fermi della nostra ideologia e/o del nostro programma, ciascuno è libero di recarsi o meno a votare, purché non si faccia coinvolgere direttamente nella propaganda. Detto questo, e sottolineato che dal MFL-PSN non è mai arrivata altra indicazione di voto al di fuori dell’astensione, a giochi fatti, posso permettermi di dire che l’esito del referendum ha chiarito una volta di più quanto ignorante, incolto, disinformato e manovrabile sia il cittadino medio.
Vi dirò la verità: prima di questo referendum non ero un grande sostenitore del nucleare, ma dopo avere visto gli argomenti di quanti si sono prodigati per fare trionfare il SI, lo sono diventato… Già, perché al sottoscritto piace informarsi e ragionare sulle cose, invece di correre a votare come un cretino per fare dispetto a Berlusconi, o per fare una favore a Di Pietro e Bersani…
Così, mentre legioni di indegni sinistri strumentalizzava la tragedia del terremoto e del conseguente tsunami in Giappone, milioni di coglioni italici, da buoni Pulcinella, correvano a votare per difendersi dalla truce energia nucleare che tante vittime miete… Ma i lettori (e mi riferisco soprattutto ai tanti camerati sensibili alle sirene di certi ecologisti all’amatriciana) si sono mai presi la briga di documentarsi? Se lo avessero fatto, avrebbero scoperto che la prima centrale nucleare ad entrare in funzione nel mondo fu la centrale di Calder Hall, in Inghilterra, che venne inaugurata nel lontano 1956. Sono, dunque, trascorsi 55 anni… In questo lasso di tempo, quanti disastri nucleari che hanno generato morti e feriti ci sono stati nel mondo? La risposta è uno: Chernobyl, nell’odierna Ucraina, all’epoca facente parte del criminale impero Sovietico… E questo disastro, ripeto, unico, venne causato dall’idiozia di ottusi burocrati comunisti ed ampliato dalla criminale volontà comunista di nascondere il tutto, lasciando così morire migliaia di persone inviate nei pressi della centrale… Senza dimenticarsi quanti morirono in seguito a causa delle radiazioni.
Ed invece, parlando di forme di energia non nucleari? Quanti disastri e morti possiamo contare?
Anche in questo caso, con una breve ricerca su Google si ottengono informazioni interessanti:

“Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera “Deepwater Orizon” della BP è stato uno sversamento massivo di petrolio nelle acque del Golfo del Messico in seguito ad un incidente riguardante il “Pozzo Macondo”, posto a oltre 1.500 metri di profondità.
Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni dopo, il 4 agosto, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio cheha formato ammassi chilometrici sul fondo marino. Ha causato undici morti. E’ il disastro ambientale più grave della storia, avendo superato di oltre dieci volte per entità quello della petroliera “Exxon Valdez” del 1989. Pertanto, spesso ci si riferisce a questo disastro con l’espressione “Marea nera”. Esso avrà nel breve e medio periodo gravi effetti sulla numerosa popolazione locale: intensificazione di malattie respiratorie, patologie della pelle e tumori di vario tipo. Inoltre avrà conseguenze nefaste nella catena alimentare per l’accumulo di idrocarburi. Milioni di animali sono morti: pesci, squali, tartarughe marine, delfini, capodogli, tonni, ecc. ma anche molte specie di uccelli delle rive, migratori e pellicani.
Questo è l’ultimo grave incidente petrolifero. Altri incidenti gravi sono stati ormai dimenticati, eppure hanno causato migliaia di vittime. Come quello di Warri, in Nigeria, nel 1998, dove la perdita di un oleodotto provocò una enorme esplosione ed un incendio che costarono la vita di oltre 500 persone. O a Seul, nel 1994, quando nell’incendio e successiva esplosione di diversi serbatoi di carburante morirono altre 500 persone. O a Durunkha, Egitto, sempre nel 1994, dove un fulmine colpì un deposito di petrolio facendolo saltare in aria e uccidendo oltre 600 persone. O ad Asha Ufa, in Siberia, nel 1989, con l’esplosione di un oleodotto che causò più di 600 vittime. Analogo incidente era accaduto a Cubatao, in Brasile, nel 1984, con paragonabile bilancio di morti. E altri disastri gravissimi ancora, caduti nel dimenticatoio, che si sono ripetuti anche con una certa frequenza. Nessuno, in questi disastri, si è però curato di controllare le sostanze cancerogene emesse nell’atmosfera, né di calcolare le vittime presunte a distanza di tempo.
Anche il carbone è responsabile di gravi incidenti. Se ne parla poco o nulla, ma il carbone, in assoluto, è la fonte di energia che provoca più morti: circa 10.000 l’anno, senza contare le vittime differite che si ammalano di silicosi e che sono molte centinaia di migliaia. Sono soprattutto incidenti che si verificano nelle miniere e che, naturalmente, coinvolgono solo gli addetti ai lavori, non la popolazione generale. Per l’estrazione del carbone, nella sola Cina, circa 5mila lavoratori muoiono ogni anno.
E il gas naturale? Nel 1984 a San Jaunito, in Messico, esplosero diversi serbatoi di gas liquido uccidendo sul colpo 550 persone e ferendone 7mila. Ben 300mila abitanti furono evacuati. Un enorme serbatoio venne scagliato a oltre un chilometro di distanza. Tuttavia nessun rilevamento venne eseguito nella zona del disastro e nell’atmosfera, per misurare le sostanze cancerogene sprigionate dalla combustione incontrollata di milioni di metri cubi di gas e di altri materiali presenti(metalli, plastica, vernici, solventi ecc.). Neanche sono state valutate le vittime differite o presunte per aver inalato dosi dei micidiali fumi dell’incendio. E dopo poco 25 anni, nessuno si ricorda dell’incidente di San Juanito, anche se come numero di morti fu 10 volte superiore a quello dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986(che invece tutti ricordano benissimo).
Anche nelle energie rinnovabili, come l’idroelettrico, ogni tanto succede qualche catastrofe. Un esempio che vale per tutti e che ormai fa parte della storia del nostro Paese: la tragedia del Vajont con quasi 2mila morti. Quello del Vajont è stato uno dei disastri più gravi nella storia degli impianti idroelettrici. La terribile catastrofe dell’ottobre 1963 fu provocata non dal cedimento della diga, che invece tenne bene, ma da una frana che cadde nel bacino pieno d’acqua. L’onda, alta più di 200 metri, sollevata dal pezzo di montagna scivolato, a 100 chilometri orari, nell’acqua, scavalcò la diga e precipitò sui paesi a valle, in particolare su Longarone, radendoli al suolo. Incidenti alle dighe continuano a verificarsi in tutto il mondo, di uno all’anno in media. (…) Se poi dobbiamo parlare di inquinamento dovrebbe essere assai noto il ruolo devastante (gas serra, buco dell’ozono, variazioni climatiche, atmosfera tossica irrespirabile per gli elementi inquinanti) dei combustibili fossili, soprattutto petrolio che con i suoi derivati da’ energia al gigantesco traffico automobilistico e dei trasporti a livello mondiale (circa 3miliardi di veicoli circolanti), causando direttamente e/o indirettamente milioni di morti l’anno nel pianeta per malattie polmonari, cardiocircolatorie e tumori”.

Ordunque, miei cari Pulcinella italioti, dato che i morti si contano a centinaia di migliaia nei disastri causati da centrali idroelettriche, carbone, pozzi petroliferi e gas, come mai tremate di paura davanti ai possibili effetti di un disastro nucleare? E come mai tuonate contro l’inquinamento relativo, senza neppure sapere che il nucleare è una forma di energia assolutamente pulita? Lo dico io? Nossignore!

“Comunque anche Moore, fondatore di “GREENPEACE” ed ecologista convinto, in occasione dell’incontro a Roma con Chicco Testa ha dichiarato: “L’energia nucleare è importante dal punto di vista ambientale perché non produce inquinamento atmosferico”.  Inoltre “costa meno rispetto al solare e all’eolico ed è sostenibile”.

Ecco quindi che i profeti di sventura che vanno per la maggiore in Italia e quelli che oggi esultano per l’esito del referendum non meritano altro che l’appellativo di coglioni! Coglioni che si fanno terrorizzare dal disastro di  Fukushima senza arrivare a capire che un simile evento è accaduto per la prima volta nella storia del mondo, ma soprattutto che a tutt’oggi i problemi avuti dalla centrale nucleare hanno creato un paio di morti, mentre il crollo della diga che alimentava la limitrofa centrale idroelettrica ha causato migliaia di morti!
Già il primo referendum sul nucleare speculò su Chernobyl per convincere i Pulcinella nostrani a rifiutare il nucleare, creando così i presupposti per una Nazione assolutamente incapace di rendersi autonoma dal punto di vista del fabbisogno energetico, e costretta ad essere schiava dei Paesi vicini, come la Francia, che ci vendono la loro energia nucleare a caro prezzo. Non a caso la bolletta dell’energia elettrica costa agli italiani dal 30 al 50% in più di quanto costi ai francesi…
Ma se anche per un attimo volessimo dare credito alle nostre Cassandre rosso – verdi, che piagnucolano sulla pericolosità del nucleare, vi basterà guardare la cartina qui sotto…

Ebbene, l’Italia è stretta fra ben 439 centrali nucleari presenti in quasi tutti i Paesi civili d’Europa, molte delle quali sono addirittura a ridosso dei nostri confini, come le centrali francesi e slovene! Già il fatto che quasi tutte le Nazioni abbiano optato per il nucleare da decenni, mentre gli oscurantisti nostrani pensano ancora a petrolio e carbone, la dice lunga sull’eterna mania degli italioti di sentirsi i più furbi di tutti… Eh già, siamo così furbi da rifiutare il progresso ed un’energia pulita ed a basso costo per paura di non meglio precisate conseguenze, ma non ci rendiamo conto che siamo sottoposti comunque a quelle stesse conseguenze, in quanto eventuali scorie nucleari derivanti da un’improbabile incidente non si fermerebbero certo alla frontiera per esibire i passaporti!
Ed ecco, in estrema sintesi, l’imbecillità dell’italico Pulcinella: ci godiamo allegramente tutti i rischi del nucleare, mentre lasciamo che siano solo i nostri vicini più lungimiranti a godere dei profitti!
Il massimo danno con il minimo sforzo, è proprio il caso di dirlo! La seconda cartina che pubblichiamo è ancora più illuminante: le centrali nucleari francesi sono a circa 180 chilometri dal confine con l’Italia, indi, in caso di catastrofe nucleare, è molto più probabile che crepino gli abitanti di Torino e dintorni che non i parigini…

Ma ciò non turba i sonni di Di Pietro, Vendola, Bersani edei tanti cialtroni della cosiddetta “area”, ridottisi al ruolo di noglobal di complemento pur di fare dispetto alla destra berlusconiana!
E dire che il Fascismo lasciò la sua impronta indelebile sull’Italia proprio grazie al progresso ed alle opere pubbliche create… Il Ventennio Fascista fu un periodo irripetibile nel quale sorsero come funghi strade ed autostrade, porti e stazioni ferroviarie, stadi ed impianti sportivi, ponti ed infrastrutture varie, nonché città e terreni coltivabili dalle malsane paludi pontine… Ed oggi, certi loschi individui che fingono di essere Fascisti senza esserlo, si appiattiscono sulle posizioni oscurantiste ed antiprogresso dei soliti comunisti che dicono NO a tutto, dal nucleare alle discariche, passando per ferrovie e ponti!
Oltre tutto, trovarsi fianco a fianco con un infame individuo come Bersani, che arriva smentire le sue stesse idee per danneggiare Berlusconi, è cosa oltremodo stomachevole… Già, perché sapete cosa scriveva Bersani sul suo inutile libro “Per una buona ragione” a pagine 89?

“L’Italia, per risolvere i problemi dell’energia, deve smantellare il vecchio nucleare e partecipare allo sviluppo del nuovo nucleare pulito, avvicinando la quarta generazione”.

Ed ancora, a proposito dell’altro referendum sull’acqua che ha visto i rossi terrorizzare i Pulcinella italici, convinti di essere depredati dal diritto ad usare l’acqua:

“Il pubblico deve avere il comando programmatico dell’intero processo di distribuzione e le infrastrutture essenziali come le dighe, i depuratori, gli acquedotti devono essere sotto il pieno controllo pubblico ma ciò non vuol dire che il pubblico non possa affidare ai privati parti di gestione del ciclo, ovviamente dopo regolare gara e con un’autorità indipendente che vigili costantemente sul rapporto tra capitale investito, tariffe per il consumatore e remunerazione”

Capito, cari sedicenti Camerati, chi è il vostro nuovo alleato? L’ennesimo alfiere del “contrordine compagni”!
Ma c’è ancora un pensiero che mi tormenta quando si parla di nucleare: come mai questo popolo di coglioni e di Pulcinella ha tanta paura del nucleare “buono”, ovvero quello usato per scopi civili, per spezzare le catene che ci legano ad una dipendenza energetica vergognosa da altri Paesi e da fonti di energia altamente inquinanti, mentre nulla ha da dire a proposito del nucleare militare, ovvero quello usato dai criminali USA sul nostro suolo patrio all’interno delle ben note basi di occupazione presenti?
Eh già, perché caso mai qualcuno non lo sapesse, in Italia ci sono ben 113 basi di occupazione USA o NATO (gestite comunque dagli USA), in molte delle quali stazionano più o meno segretamente armamenti nucleari, pericolosissimi in sé, ed altrettanto pericolosi in quanto legittimi bersagli di altre potenze in caso di guerra.
Eppure, nessun Pulcinella italico si strappa i capelli, né scende in piazza per chiedere la chiusura di queste basi; sarà forse vero quello che mi hanno detto molti amici sardi, cioè che le basi USA sono una manna perché portano “lavoro” (ai becchini?) in Sardegna? E dire che proprio i sardi si sono rivelati i più contrari alla presenza di centrali nucleari italiane sul loro suolo… Sì, dunque, agli USA, no all’Italia: perché non facciamo in modo che gli USA annettano la Sardegna? Con quello che costano a tutti gli italiani le Regioni autonome, non sarebbe una brutta idea!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it