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	<title>Blog del Dott. Carlo Gariglio</title>
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	<description>Segretario Nazionale del Movimento Fascismo e Libertà - Partito Socialista Nazionale (MFL - PSN)</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Jul 2010 08:55:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>IL SOLITO APRILE&#8230; (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; APRILE 2010)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 08:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante siano passati molti anni da quando ho deciso di occuparmi di politica, ogni anno ad aprile si ripresentano le stesse identiche situazioni e gli stessi tristi figuri che si agitano intorno ad esse; partendo da sinistra, vediamo la solita pletora di vecchi assassini impadronirsi delle piazze italiane per celebrare la loro “libertà”, ovvero la libertà di stuprare, seviziare, uccidere a tradimento e godersi, per questo tipo di “servigi”, medaglie e brevetti da esibire con orgoglio; a questi luridi macellai vigliacchi si affiancano, ormai ogni anno, i mentecatti della cosiddetta destra, ovvero i vari ex AN-anali e Forzitalioti che sgomitano con i sinistri assassini per avere accesso ai palchi delle pubbliche piazze, dai quali arringare la folla e contendere i “meriti” della loro “liberazione” ai suddetti sinistri; ovviamente i vecchi assassini della stella rossa ed i loro giovani epigoni allevati nei cessi sociali, non gradiscono queste intrusioni, ed ogni anno si fa la conta dei colpiti e dei feriti che si hanno in queste battaglie per monopolizzare l’infamia…<br />
Ma non va certo meglio se volgiamo lo sguardo verso la cosiddetta “estrema destra”, ovvero l’area politica nella quale qualcuno pretende di relegare il Fascismo ed il Nazionalsocialismo; come ogni anno, all’avvicinarsi della fine di aprile, vediamo saccenti articolisti che lanciano su forum e tribune virtuali i loro strali contro la resistenza e la cosiddetta liberazione, mentre il 28 aprile svariate migliaia di perdigiorno si recano a Predappio per fingere di celebrare il ricordo del più grande statista del secolo scorso, Benito Mussolini.<br />
Peccato che tutti questi ricordi finiscano con il finire di aprile, mentre i vari articolisti e pellegrini di Predappio tornano tristemente al loro nulla, ovvero chi ad occuparsi di “centri culturali”, chi di “associazioni” apolitiche, chi di reducismo puro (nonostante la mancanza dei requisiti di età richiesti per essere definiti dei reduci!) e chi addirittura di movimenti “ecologisti”… Senza contare quelli che, una volta riposto nell’armadio il costume da pagliaccio con il quale sfilano a Predappio, tornano allegramente a servire il novello “Cavaliere” dei loro sogni (Berlusconi, non Mussolini!), o peggio, l’infame fra gli infami, Gianfranco Fini… E per una volta evito di parlare dei guitti d’avanspettacolo della cosiddetta “area”…<br />
E così, oggi come ieri, gli unici coglioni che si ostinano a fare una politica seriamente e chiaramente Fascista tutto l’anno restano i quattro gatti del MFL, ovvero i poveri sfigati che ancora non cedono alla tentazione di allearsi con Berlusconi, Fini e Bossi, né a quella di nascondere la loro politica dietro improbabili circoli, gruppetti e porcate varie.<br />
Certo, avere gli attributi al posto giusto costa maledettamente, così come costa restare in piedi fra le rovine con tanto di bandiera al vento, ma noi siamo fatti così… E piuttosto che assomigliare ai tanti decerebrati senza attributi che salutano romanamente quando sono chiusi in casa, ma che di fronte al pubblico si sciolgono smentendo di essere Fascisti, noi preferiamo restare in pochi e goderci la nostra splendida solitudine. E continuiamo a prenderci il diritto di dire in faccia agli assassini della cosiddetta resistenza cosa pensiamo di loro, senza pretendere di sostituirci a loro sui palchi dai quali si celebra una falsa e mai avvenuta liberazione, così come continuiamo a sputare liberamente in faccia a questa destra ipocrita, che in privato finge di solidarizzare con noi in chiave anticomunista, salvo poi vantare in pubblico il suo antifascismo viscerale.<br />
Ci siamo conquistati sul campo di battaglia il diritto ad essere gli unici che insegnano la Storia vera e che si muovono traendo insegnamento da essa; gli unici che non mendicano pacificazioni e parificazioni, ma che pretendono il rispetto della verità storica sancita dalla Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 1954, secondo la quale solo i combattenti della RSI erano militari regolari e legittimamente belligeranti, mentre i cosiddetti partigiani non sono mai stati altro che banditi senza arte né parte, capaci solo di uccidere a tradimento per poi andare a nascondersi fra la popolazione civile che ne subiva le angherie, nonché le rappresaglie legittime provocate a bella posta dagli atti infami di questi “eroi” della Repubblica antifascista nata dalla resistenza, dalla mafia riportate dagli americani e da un referendum vergognosamente truccato!<br />
Mentre tutta la politica italiana corre a scodinzolare fra le gambe di questi vecchia assassini, reclamando benemerenze antifasciste, noi restiamo chiaramente ed orgogliosamente Fascisti, ricordando agli immemori chi erano questi vecchi repellenti che oggi ci parlano di “democrazia”, libertà e Costituzione!<br />
Leggete nella colonna a fianco il breve articolo tratto dalla rivista “Historica”, che meglio di ogni altra cosa aiuta a ricordare chi erano gli avversari del Fascismo e di quali bestialità riuscirono a macchiarsi; l’unica colpa dei Fascisti fu quella di non sapere opporre altrettanta brutalità! Se lo avessero fatto, questi macellai rossi, indegni di appartenere al genere umano, non sarebbero sopravvissuti al Ventennio per poi ricominciare, barbari come sempre, ad uccidere durante e soprattutto dopo la RSI.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/06/Zucconi.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-605" title="Zucconi" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/06/Zucconi-161x1024.jpg" alt="" width="161" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Fascismo trattò con i guanti personaggi che avrebbero dovuto essere sterminati, e lasciò, complice la bontà del Duce, che tutti i maggiori capi dell’antifascismo fossero vivi, vegeti ed in perfetta salute nell’aprile del 1945… Tanto vivi ed in forma da organizzare il barbaro eccidio di chi li aveva graziati, culminato poi con la barbare esposizione di Piazzale Loreto.<br />
Oggi molti di questi macellai si recano ancora in Piazzale Loreto per bearsi del ricordo della loro carneficina indegna persino del mondo animale; e pretendono di chiamare assassini i Fascisti, che assassini non furono mai, neppure quando avrebbero dovuto esserlo per il bene di loro stessi e dell’Italia intera!<br />
E se non vi bastassero le prodezze degli anni 1920 &#8211; 1921 di questi barbari con la bandiera rossa, chiudo il mio pezzo riportando un breve articolo molto illuminante a proposito di barbarie partigiane e balle resistenziali assortite.<br />
Speriamo che a qualcuno serva per dargli il coraggio di impegnarsi in politica dalla parte giusta, senza nascondersi e senza temere le ritorsioni dei criminali che ci governano, in virtù di armi straniere, dal 1945.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
<p style="text-align: center;">********</p>
<p style="text-align: center;"><strong>RAPPRESAGLIE  PARTIGIANE</strong></p>
<p><strong>di Ernest Armstrong</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p>Rappresaglia.<br />
Nell’immaginario collettivo creato dal “mito resistenzialista”, all’udire questa parola appare l’immagine di un plotone di tedeschi che fucilano 10 innocenti civili italiani per ogni loro camerata morto.</p>
<p>In realtà la rappresaglia fu attuata da tutti gli eserciti che combatterono nella seconda guerra mondiale, come ricorda anche Gianni Alasia, attuale esponente di Rifondazione Comunista : “Quando il mio amico Heinz Karl M., di Monaco, militare della Wehrmacht, fu fatto prigioniero in Francia, visse momenti tremendi. Vennero fatte decimazioni, e Carlo non capiva il perchè di una cosa così terribile mentre erano inermi prigionieri.”[1] La rappresaglia era ammessa dal Diritto internazionale del tempo di guerra di Ginevra, a patto che ad eseguirla fosse un regolare esercito (in divisa) che fosse stato attaccato da terroristi (non in divisa). Essa poteva avvenire, qualora non si fossero presentati i colpevoli, su prigionieri o su civili, esclusi donne e bambini, colpevoli di aver protetto i terroristi. Sia i terroristi che chiunque avesse ucciso prigionieri, fuori dai casi previsti, alla fine del conflitto doveva essere processato per crimini di guerra. Questo in Italia non accadde. Chi ordinò uccisioni non giustificate dal Diritto Internazionale , se partigiano, fu ricompensato con l’inquadramento tra i graduati nell’Esercito e con titolo alla pensione.</p>
<p>8 agosto 1944, ore 9 del mattino, a Milano  in Piazzale Loreto angolo viale Abruzzi esplode una bomba posta sul sedile di un camioncino tedesco che rifornisce di latte le famiglie. Muoiono nell’esplosione sei bimbi, una donna e due giovani padri. Tredici i feriti gravi, sei di loro moriranno il giorno dopo. Il bilancio finale sarà di 15 morti, 7 feriti gravi e una decina di feriti leggeri. Nessun tedesco muore nell’attentato ma l’efferatezza è tale che il Comando germanico chiede di procedere ad una rappresaglia in misura di uno per uno. Non tutti sono d’accordo. Il prefetto, Piero Barini, si dimette. Mussolini interviene e protesta con violenza. Anche il cardinal Schuster interviene. Malgrado ciò al mattino del 10 agosto in piazzale Loreto un plotone della Muti fucila quindici persone sospettate di aver rapporti con i partigiani e per questo da tempo incarcerate a S. Vittore. Ed ecco che scatta immediatamente la rappresaglia partigiana, infatti lo stesso giorno da parte della Delegazione per la Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi viene impartito l’ordine alle formazioni partigiane di fucilare militari fascisti e tedeschi loro prigionieri nella misura di tre ad uno. &#8220;Per rispondere agli  efferati delitti che i nazifascisti compiono a Milano:<br />
1)Passare per le armi i prigionieri nazifascisti attualmente in vostro possesso; 2)Tali esecuzioni devono essere comunicate e popolarizzate segnalando che vengono eseguite come rappresaglia degli eccidi di Milano; 3) Se tali eccidi si ripetono le esecuzioni in massa di nazifascisti prigionieri dovranno essere immediatamente eseguite”.</p>
<p>Verranno fucilati 30 prigionieri fascisti e 15 tedeschi, probabilmente dalle Divisioni Ossolane di Cino Moscatelli, in quanto molti di loro erano stati catturati in massa, su alcuni treni, qualche tempo prima, dai partigiani dell’Ossola.Un risvolto drammatico è dato dal fatto che Mussolini ed i gerarchi uccisi a Dongo verranno esposti, il 29 aprile 1945, a Piazzale Loreto per “vendicare la fucilazione di 15 patrioti”.</p>
<p>Purtroppo la prassi di fucilare prigionieri a seguito dell’uccisione di partigiani fu costante in tutte le formazioni.</p>
<p>Un elenco di controrappresaglie eseguite è contenuto in una lettera  del 12 ottobre del 1944 della Delegazione Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi. Un’altra lunga serie di rappresaglie partigiane viene effettuata nel Biellese, se ne trova traccia nel libro “La Resistenza nel Biellese” di Poma e Perona. L’ordine di “prendere fascisti” militi o civili da trattenere come ostaggi per scambi di prigionieri, piuttosto che per fucilarli per rappresaglia viene diramato dai vari Comandi. Così il Comando  della 3a Divisione Liguria può permettersi di comunicare, il 25 agosto 1944, che a seguito del &#8220;Processo  del Tribunale Speciale contro trentun italiani, per ogni fucilazione ordinata dal tribunale, verranno fucilati 2 ostaggi che si trovano in nostre mani”. Si trattava di funzionari e agenti di PS e ufficiali e militi della GNR. Per la fucilazione di due partigiani avvenuta a Varzi, il Comando della 3a divisione Lombardia “Aliotta” ordina che ciascuna delle brigate dipendenti proceda alla fucilazione di 2 prigionieri, mentre dopo la fucilazione di 5 partigiani sulla piazza di Ivestria, la brigata Baltera risponde fucilando 20 SS tenute come ostaggi.</p>
<p>Anche la prassi di stampare ed affiggere manifesti minacciando le rappresaglie non fu prerogativa delle truppe dell’Asse, infatti si legge in un manifestino bilingue diffuso dalla divisione partigiana Serafino della Val Chisone: ”.Soldati tedeschi &#8230;.I vostri comandanti erano stati avvertiti che per ciascun nostro caduto avremmo ucciso tre di voi. Oggi informiamo voi stessi della decisione&#8230;”. Ma un manifesto del CLN del Piemonte, del 27 settembre 1944, alza la posta: &#8220;Alle persecuzioni risponderemo con le persecuzioni. Alle rappresaglie con le rappresaglie. Per ogni patriota ucciso cadranno cinque nazifascisti; per ogni villaggio incendiato cinquanta traditori verranno passati per le armi&#8221;. E non erano minacce a vuoto. Infatti il 12 dicembre 1944, dopo l’uccisione di Duccio Galimberti, il Comando regionale Militare del Piemonte emana il seguente ordine: “Passare per le armi cinquanta banditi delle  Brigate Nere per vendicare la morte del comandante Tancredi Galimberti”. La vita di Galimberti valeva dieci volte di più del minacciato.</p>
<p>Ma c’è già chi passa all’escalation e si prepara ad uccidere anche i familiari di tedeschi e fascisti. Così scrivono, il  28/12/44, i “compagni responsabili” a Pietro, commissario politico della 5a zona Cuneese: &#8220;Se i nazifascisti uccidono per rappresaglia dei pacifici cittadini dovremo passare alla controrappresaglia sui fascisti, tedeschi e anche le loro famiglie&#8221;. Purtroppo anche stavolta alle intenzioni seguirono i fatti.</p>
<p>Nei libri resistenzialisti delle fucilazioni eseguite per controrappresaglia dai partigiani non si trova che qualche traccia, molto ben mascherata, né la stampa o la pubblicistica di destra ha mai approfondito questo tema. Cosicché ancora oggi ci sono ignoti non solo la maggior parte degli episodi, ma anche il numero ed il nome degli uccisi. Che martiri sono, almeno quanto quelli delle Fosse Ardeatine. A questo proposito è emblematico un episodio accaduto in Piemonte, nelle Valli di Lanzo .</p>
<p>Nel  gennaio 1994 mentre ristrutturava la sua casa alla periferia di Cantoira, in Alta Valle di Lanzo, Pierino Losero ritrova uno scheletro. Nasce un caso di cronaca di cui si occupano non solo i giornali locali, ma anche La Stampa di Torino. Si fanno vari esami e varie ipotesi: dai resti di un guerriero medioevale ad un caduto della Prima Guerra Mondiale. Finché una lettera anonima, spedita a La Stampa e pubblicata il 18/01/1995 non svela il mistero. “Le ossa ritrovate un anno fa hanno un nome e cognome: Werner Teschendorff, ufficiale tedesco della Wehrmacht, nato a Dusseldorf nel 1922. La lettera anonima  ha dato ragione a chi pensava ad una vittima della lotta di liberazione&#8221;. Nel marzo o aprile del 1944 &#8211; comincia il primo foglio &#8211; mi trovavo distaccato come partigiano GL in una baita sopra Chialamberto, lì ci vennero affidati tre prigionieri tedeschi dal comando garibaldino di Pessinetto&#8221; In quei giorni venne catturato dalla milizia repubblicana Battista Gardoncini, che venne poi fucilato a Torino, in piazza Statuto. Di conseguenza al gruppo partigiano del mittente, che ora abita nell&#8217; Albese, arrivò l&#8217;ordine immediato di fucilazione per rappresaglia per i tre prigionieri. Il comandante Pedro Francina tentò più volte di far annullare l&#8217;ordine recandosi al comando di Pessinetto. Fu tutto inutile, i tre tedeschi dovevano essere passati per le armi. Due di loro, graduati e richiamati nell&#8217;esercito, furono fucilati in località &#8220;Alpe Crot&#8221;, sopra Chialamberto. Poi il racconto si fa più intenso: &#8220;Erano dei bravi ragazzi con i quali avevo fraternizzato, &#8230;Con il cuore gonfio di tristezza e rimorso… Lo guardavo mentre scriveva le sue ultime volontà… Fu trasportato a Cantoira dove fu fucilato e seppelito in una vecchia casa. Aveva 22 anni, era laureato in botanica, doveva sposarsi di lì a poco, morì dignitosamente gridando &#8220;Viva la Germania&#8221;.</p>
<p>Quello che la lettera anonima non dice è che Werner Teschendorff fu uno dei centoventi prigionieri fucilati per vendicare la morte di “Battista”, ce ne dà conferma, in modo sibillino, Gianni Dolino  capo partigiano delle Valli di Lanzo: ”Battista, comandante delle Valli, e Pino suo commissario vennero catturati a Balme il 29 settembre e fucilati il 12 ottobre ‘44 con sette compagni, in via Cibrario a Torino, presso l’albergo Tre Re. Il comandante della Piazza di Torino, colonnelo Schmidt, rifiutò l’offerta di 120 uomini (tra i quali ufficiali tedeschi) della delegazione Garibaldi, tramite la Curia, in cambio di Battista. Pietà l’è morta: pagheranno i 120 offerti in cambio! [2]</p>
<p>Durante la guerra civile il CLN non risparmiò certo sulla pubblicità da dare alle rappresaglie eseguite. Tranne a farne sparire, a guerra finita, ogni traccia. In nessun libro ho sinora trovato una sola riproduzione dei tanti manifesti in cui si annunciavano le rappresaglie eseguite. Per certo, d’altronde, il 15 ottobre 1944 la Delegazione della Lombardia del Comando Generale delle Brigate Garibaldi, annuncia in un manifesto che ad un eccidio nel Pavese si è risposto con la fucilazione di 8 prigionieri, a quello di 15 patrioti in provincia di Varese con quella di 45 nazifascisti, mentre l&#8217;Unità del 8 ottobre 1944 dà la notizia della fucilazione di 35 prigionieri in risposta all&#8217;uccisione di 7 partigiani. Pubblicità fu data, non sappiamo per certo con quale strumento, all’uccisione di un tenente fascista il 19/10/44, effettuata dalla Divisione autonoma De Vitis, per rappresaglia contro l&#8217;uccisione di un partigiano e alla fucilazione di Luigi Bevilacqua, Luigi Gallo Marchiando, Michele Pozzi e del capitano Aurelio Quattrini, tutti della G.N.R., catturati l’11 marzo mentre eseguivano un trasloco di mobili, ordinata, il 23 marzo 44 , dal capo partigiano Marcellin a seguito di una rappresaglia tedesca a Pomaretto</p>
<p>Alcune rappresaglie portano inequivocabilmente la matrice della vendetta come quella eseguita dai partigiani a Collegno. In quella cittadina, alle porte di Torino, a “liberazione” avvenuta, il 1°maggio 1945 i tedeschi della divisione corazzata del Generale Schlemmer, mentre si ritirano, vengono attaccati dai partigiani che sparando dai tetti uccidono due soldati. I tedeschi sospendono la ritirata, rastrellano le strade ed il mattino seguente, non essendosi presentati i responsabili, fucilano trenta tra civili e partigiani. Quando i tedeschi sono lontani ricompaiono i partigiani che si recano alla Brignione, una fabbrica nelle vicinanze; dentro vi sono trenta giovani della Divisione Littorio, nativi di Cremona e Mantova, nascosti lì, dopo la resa, da un certo Ruchelli, impietositosi dalla loro sorte. Vengono massacrati tutti e trenta assieme agli studenti Tino Di Fullo e Remy Maccani, accusati di essere fascisti. Anche nella zona di Santhià, i tedeschi, che cercano di aprirsi un varco verso oriente, tra il 28 e 29 aprile, provocano  morti, i partigiani per vendetta fucilano a Vercelli un ugual numero di prigionieri fascisti. Sono i giorni di Caino, i giorni in cui il  giornale Il ribelle, organo della IV divisione partigiana Pinan-Chichero, scrive: &#8220;Non basterà colpire l&#8217;idea, bisognerà colpire chi si è macchiato servendo l&#8217;idea fascista e chi si macchierà di fascismo. Occorre epurare: colpire gli individui renitenti, distruggerli, eliminarli integralmente, disinfettare l&#8217;aria infetta&#8230;. L&#8217;eliminazione dovrà colpire migliaia di fascisti ed i colpiti saranno sempre pochi. Non arrestiamoci per sentimentalismo o per stanchezza”. La stessa “filosofia“ viene ribadita con più autorità da Giorgio Amendola sull’Unità del 29 aprile, di Torino: &#8220;Torino è il centro di direzione e di organizzazione di tutto il Piemonte. Il CLNP esercita la sua funzione di governo e coordina e dirige tutta la guerra. I tedeschi e gli ultimi gruppi di banditi neri sono ormai fuorilegge&#8230;..Pietà l’è morta! &#8230;E’ la parola d’ordine del momento. I nostri morti devono essere vendicati tutti. I criminali devono essere eliminati. La peste fascista deve essere annientata. Solo così potremo finalmente marciare avanti. Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l&#8217;ora questa di abbandonarsi a indulgenze che sarebbero tradimento della causa per cui abbiamo lottato. Pietà l&#8217;è morta!”La strage è iniziata, gli ostaggi non servono più. Per essere certi che nessun fascista resti in vita, la Divisione autonoma Val Chisone &#8220;A. Serafino&#8221;, già citata,emana le Disposizioni sul trattamento da usarsi contro il nemico: ”Trasmetto gli ordini ricevuti dal CVL… Gli appartenenti a tutte le truppe volontarie (fasciste) sono considerati fuori legge e condannati a morte. Uguale trattamento sia usato anche per i feriti di tali reparti trovati sul campo… In caso si debba fare dei prigionieri per interrogatori ecc., il prigioniero non deve essere tenuto in vita oltre le tre ore.  firmato: Il Comando di Divisione“.<br />
Si è alla strage autorizzata. Ma torniamo alle rappresaglie, in particolare a quelle eseguite dai tedeschi e fascisti. Già oggi qualche storico ipotizza, a seguito di ricerche svolte, che molte rappresaglie venissero provocate appositamente per indurre la gente ad odiare i tedeschi ed i fascisti, ed anche per liberarsi di alleati “scomodi”, così come una ricostruzione dell’attentato di Via Rasella può fare concretamente dedurre. “I comunisti sapevano che l&#8217;attentato era assolutamente nullo da un punto di vista militare. Sapevano con assoluta certezza che a quell&#8217;attentato, a quel tipo di azione sarebbe seguita una rappresaglia. E&#8217; altrettanto indubbio che sapevano che le vittime sarebbero state scelte fra i prigionieri antifascisti incarcerati a Roma. I dirigenti del PCI sapevano che circa centotrenta tra ufficiali del Centro Militare Clandestino e uomini di vari partiti non comunisti   si trovavano nelle mani della polizia tedesca. L&#8217;attentato di via Rasella venne compiuto all&#8217;insaputa dei responsabili della lotta clandestina della capitale.Nulla da stupirsi dunque che uno degli obiettivi, se non il vero obiettivo, fu quello di eliminare  alleati che al disegno del PCI si opponevano: E&#8217; fuori discussione, infatti, che l&#8217;unico vero risultato raggiunto,  con l&#8217;eccidio di via Rasella, fu  il totale massacro di scomodi alleati che vennero così trasformati in altrettanti comodi martiri al servizio del partito comunista italiano. [3] Lo stesso Indro Montanelli, nel 1983 ,così riassunse l&#8217;attentato: &#8220;L&#8217;attentato fu inutile, perché a chiunque risultava chiaro che la liberazione di Roma era questione di settimane, poi perché prese di mira un reparto di anziani territoriali alto-atesini e scatenò la rappresaglia&#8221;… Da più parti fu sottolineato che &#8220;gli ostaggi fucilati erano in maggioranza antifascisti ma non comunisti”.  La stessa strategia sembra aver suggerito l’uccisione di Ather Capelli. Al mattino del  31 marzo ‘44, vengono arrestati nel Duomo di Torino e sulla piazzetta antistante i componenti del Comitato Piemontese del CLN, in maggioranza badogliano; alle ore 13 dello stesso giorno, due gappisti, Sergio Bravin e Giovanni Pesce, uccidono a revolverate, dentro l’androne di casa, il direttore della Gazzetta del Popolo, Ather Capelli. L’omicidio darà il via alle rappresaglie a Torino e contribuirà notevolmente alla richiesta “di condanna esemplare” che porterà, nonostante gli interventi del Federale Solaro e del prefetto Zerbino per evitarla, alla condanna a morte del generale Perotti  e di altri sette membri del CLN Piemontese, catturati .</p>
<p>Ma non è solo il caso dell’attentato di Via Rasella o di Torino. Così Liano Fanti, autore del libro &#8220;Una storia di campagna. Vita e morte dei fratelli Cervi&#8221;, in una intervista a La Stampa : &#8220;Il PCI ha fatto dei fratelli Cervi una bandiera, in realtà il partito reggiano li aveva emarginati con l&#8217;accusa, sostenuta fino alle soglie dello scontro violento, di essere &#8220;anarchici&#8221;  che non avevano assimilato le linee del partito.… Il partito rifiutò ai Cervi la copertura di una delle tante &#8220;case di latitanza&#8221; (nascondigli che ospitavano i compagni che erano in pericolo o stavano per essere scoperti dal nemico) proprio nel momento di massimo pericolo, per i Cervi il rifiuto fu fatale. Questi fatti si trovano anche nella Storia della Resistenza reggiana di Guerrino Franzini. Dopo la cattura dei Cervi era stato emanato l&#8217;ordine di non compiere attentati per non mettere in pericolo la vita degli arrestati. Ma qualcuno non rispettò l&#8217;ordine e il 17 dicembre &#8217;43  uccide il primo seniore della Milizia Giovanni Fagiani. I fascisti minacciano ritorsioni, ma non fanno nulla. Il 27 dicembre  un gruppo partigiano uccide il segretario comunale di Bagnolo in Piano, Davide Onfiani. Non passano più di 12 ore e la rappresaglia colpisce i fratelli Cervi. Nel 1980 Osvaldo Poppi, che con il nome di &#8220;Davide&#8221; era membro del Comitato Militare, in una lettera inviata all&#8217; Anpi di Reggio Emilia ha scritto che non aveva potuto fare con i Cervi  quello che nel &#8217;44 aveva fatto nel Modenese con Giovanni Rossi, un partigiano refrattario ad accettare la linea del partito. Testualmente: “Non avevo potuto eliminarli in virtù della loro &#8220;grande statura morale &#8220;.</p>
<p>Come si può comprendere molte sono ancora le cose da portare alla luce di quello che fu definito il “secondo Risorgimento”, ma ciò a cui più teniamo è che tutti coloro che ebbero il torto di morire per essersi schierati con  la parte perdente o più semplicemente per colpa dell’odio, non cadano nell’oblio voluto da una storiografia bugiarda. Anche il  “nuovo revisionismo resistenzialista” dell’ultimo libro di Pansa &#8211; I nostri giorni proibiti -  non ci trova d’accordo laddove la morale di fondo è quella  dei  vecchi partigiani che invitano Marco, figlio di un loro compagno misteriosamente ucciso, a smetterla di cercare la verità, ma soprattutto ad abituarsi a non sapere.</p>
<p>[1] (Gianni Alasia in Le ville dei pescecani &#8211; Ed Coop. Cultura Lorenzo Milani &#8211; Torino, 1990, pag.78)</p>
<p>[2] (Gianni Dolino &#8211; Partigiani in Val di Lanzo &#8211; Ed. Franco Angeli &#8211; Milano, 1989,pag.117)</p>
<p>[3] (Pagani &#8211; Cooper &#8211; Kunz &#8211; MARZO 1944 &#8211; pagg. 86 e seg. Vedi anche Adriano Bolzoni &#8211; Quando uccisero la pietà &#8211; Supplemento al Borghese n°11 del 17/03/91).</p>
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		<title>RIFLESSIONI DI UN TROMBATO (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; MARZO 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 09:55:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho già illustrato ai Camerati lettori i risultati elettorali delle liste MFL; in questa sede mi preme soltanto ribadire la soddisfazione per i successi del nostro piccolo movimento, boicottato in ogni modo dai cosiddetti “poteri forti”, ma ancora in grado di dire la sua partecipando a competizioni elettorali ed eleggendo, di tanto in tanto, qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già illustrato ai Camerati lettori i risultati elettorali delle liste MFL; in questa sede mi preme soltanto ribadire la soddisfazione per i successi del nostro piccolo movimento, boicottato in ogni modo dai cosiddetti “poteri forti”, ma ancora in grado di dire la sua partecipando a competizioni elettorali ed eleggendo, di tanto in tanto, qualche Consigliere Comunale, come accaduto nel Comune di Parella, che ha visto Fabio Toma raccogliere un lusinghiero 4,53% che gli ha consentito l’elezione.<br />
Parlando, invece, della esperienza fatta dal sottoscritto alle elezioni regionali piemontesi come candidato indipendente di altra lista, presente  nella sola provincia di Torino, non si può non parlare di fiasco colossale e di vero e proprio tradimento operato da amici, parenti, colleghi di lavoro e sedicenti Camerati (tesserati e non)… Tradimento che mi sta facendo seriamente riflettere circa l’opportunità di proseguire a fare politica, stanti l’ignoranza e la cialtroneria da cui sono afflitti la maggior parte degli elettori italiani… In primis quelli che si spacciano a vario titolo per “camerati”.<br />
Una premessa è comunque doverosa, e spero servirà a ricacciare in gola la risata di soddisfazione che immagino presente sui volti dei tanti idioti buoni solo a criticare e diffamare restandosene seduti sulla poltrona di casa propria… Ovvero, il sottoscritto non ha mai avuto alcuna possibilità di essere eletto a queste elezioni regionali, indi lo sfogo contenuto nel presente articolo è una semplice e neutra analisi dell’affidabilità dell’elettore medio (specie di quello che si spaccia per “camerata”), nonché della sua reale intenzione di cambiare qualcosa nella politica italiana. Non, quindi, il grido di dolore del politico che si illudeva di sbarcare in Regione e che invece è stato “trombato” alle elezioni, ma l’urlo di rabbia di chi si illudeva di potersi fidare di varie persone e della loro voglia di cambiamento.<br />
Se anche avessi ottenuto il centinaio di preferenze che avevo preventivato, non avrei avuto altra soddisfazione all’infuori di essere il più votato della lista che mi ha ospitato, ma nulla di più… E se per caso questa lista sconosciuta ai più avesse ottenuto un clamoroso successo elettorale, neppure con il mio centinaio di preferenze avrei potuto essere fra i più votati ed ambire all’elezione al Consiglio Regionale.<br />
Perché mai mi sono candidato, si chiederà qualcuno… Per semplice amore della battaglia, nonché per cercare altre strade da percorrere per fare conoscere il nostro MFL a sempre più persone, rispondo io. Contrariamente a tanti sedicenti Camerati, infatti, il sottoscritto ha effettuato (nel suo piccolo) una campagna elettorale chiaramente e dichiaratamente Fascista, denunciando in ogni suo stampato questo regime mafioso ed antifascista ove un Fascista vero è costretto ad essere ospitato in altra lista, assolutamente non Fascista, per potere partecipare ad una elezione importante; abbiamo già visto lo scorso anno come 4 magistrati mafiosi possano buttare fuori da una elezione provinciale una lista Fascista… Figuriamoci da una elezione Regionale, ammesso e non concesso che un movimento piccolo come il nostro potesse superare le Forche Caudine delle migliaia di firme da raccogliere in più province!<br />
Campagna elettorale Fascista, dunque, al contrario di quanti millantano la loro “fede” fascista in privato, dichiarandosi poi in pubblico “di destra”, “cattolici” o quant’altro.<br />
Inoltre, è bene ricordare che la Provincia di Torino conta ormai su circa 2 milioni e mezzo di abitanti, mentre il sottoscritto, con i suoi poveri mezzi, ha raggiunto con la sua pubblicità cartacea al massimo tremila famiglie.<br />
Nonostante ciò ci ho provato, consapevole del fatto che almeno tremila famiglie della provincia di Torino (senza contare la propaganda effettuata tramite internet) avrebbero saputo che esiste un certo Carlo Gariglio, che è Segretario Nazionale del MFL e che non si piega ai diktat di un regime retto da magistrati mafiosi e fondato su una falsa storia Patria, buona al più per quei sottosviluppati mentali che ancora amano definirsi “di sinistra”…<br />
Cosa mi ha portato il mio sforzo? Otto voti a Torino città e ben nove in Provincia, per un totale di diciassette preferenze! Con buona pace dei tanti “camerati” che avevano giurato di votarmi e di farmi votare da amici e parenti, nonché di amici e colleghi di lavoro che avevano fatto promesse simili… Ed è proprio questo che ferisce di più; infatti, se possiamo dare per scontato che la stragrande maggioranza delle persone sconosciute non mi avrebbe certo votato in virtù di un depliant trovato nella buca delle lettere, non si può accettare con altrettanta sportività la presa per il deretano di quanti ti conoscono, ti frequentano, vivono e lavorano a stretto contatto con te, fingendo persino di stimarti!<br />
A mio modesto parere, indipendentemente dalle idee politiche del singolo, già il fatto di potere votare, una volta tanto, per una persona onesta, che lavora e non campa di politica sulle spalle altrui, dovrebbe essere visto come un’occasione da non perdere; dopo tanti anni passati a fare i pecoroni che si mettono in coda per votare politici già noti per essere ladri, incapaci e privi della pur minima coerenza, non ci si dovrebbe fare scappare l’occasione!<br />
Quanto sopra vale, a maggior ragione, per i tanti imbecilli della cosiddetta “area”, i quali hanno trascorso decenni a farsi prendere per il deretano dai vari Almirante, Fini, Rauti, Romagnoli, Tilgher, Fiore, senza imparare nulla dalla loro stupidità.<br />
Intendiamoci, non ho nulla di personale contro quelli che votano per certe sigle sapendo di votare non per dei Fascisti, ma per degli esponenti di una destra becera, clericale e sempre disponibile al compromesso con la destra ufficiale di Berlusconi, Fini e Bossi; costoro votano secondo coscienza e fanno bene… Ma che dire dei tanti coglioni che votano per certa gente credendo ancora di fare gli interessi del Fascismo? Che dire di chi vota Forza Nuova fingendo di ignorare le dichiarazioni antifasciste degli stessi responsabili (dichiarazioni che non mi stancherò mai di riportare su queste pagine)?</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/10/Badogliani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-536" title="Badogliani" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/10/Badogliani.jpg" alt="" width="370" height="760" /></a></p>
<p>E di chi continua a votare FT o addirittura AN sentendosi per questo un vero fascista?</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/05/Romagnoli-e-Fiamma-Tricolore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-602" title="Romagnoli e Fiamma Tricolore" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/05/Romagnoli-e-Fiamma-Tricolore.jpg" alt="" width="450" height="630" /></a><br />
Questa amara esperienza mi ha ulteriormente convinto della inutilità delle nostre battaglie politiche, quanto meno se ci riferiamo alle generazioni presenti di elettori; oramai è inutile nutrire speranze di riscatto facendo affidamento sui sedicenti camerati che vanno dai 30 anni fino ai 90… Si tratta di lobotomizzati dal regime, incapaci di sostenere quelle stesse idee che dicono di avere, convinti di essere Fascisti mentre sostengono apertamente l’antifascismo, buoni a nulla incapaci di documentarsi sul Fascismo e circa il passato politico di quanti oggi fingono di essere Fascisti per avere il loro voto… Il loro livello mentale è del tutto analogo a quello degli elettori del centrodestra e del centrosinistra, ovvero cerebrolesi che, incuranti di scandali, malgoverno, tangenti, crisi economica, escort e travestiti, corrono sempre a fare il loro dovere di soldatini disciplinati votando il Prodi o il Berlusconi di turno…<br />
Di fronte a tanta ignoranza ed altrettanta malafede, non possiamo che arrenderci, sperando che magari le generazioni future sappiano educarsi meglio, approfittando ed esempio della rete internet per farsi una cultura storica e politica, invece di rincoglionirsi con i passatempi delle nuove generazioni di decerebrati, ovvero Facebook, Twitter e robaccia simile.<br />
Mirabili esempi dell’umana stupidità sono alcuni individui con cui ho parlato prima e dopo le elezioni… Alcuni si impegnavano a votare, salvo poi confessare che le radiose giornate di sole del fine settimana elettorale li avevano convinti ad optare per la scampagnata al mare… Alla faccia delle pontificazioni che sento fare loro regolarmente contro il governo “ladro” e contro questa politica incapace di offrire un cambiamento. Altri, noti al sottoscritto come ex lustrascarpe di Rauti, Romagnoli e persino AN, dopo avere votato e portato voti per decenni a questi mascalzoni, dichiarano oggi di non volere più votare per nessuno, a causa della loro delusione! Dunque, seguendo il ragionamento di certi ridicoli esponenti del Fascismo all’amatriciana, il fatto di avere fatto propaganda per anni ed anni a favore di noti farabutti li porta oggi a non votare per chi sanno essere un galantuomo! E meno male che sono delusi… Forse dalla scarsa intelligenza di cui li ha dotati Madre Natura?<br />
Per non parlare, infine, dell’esilarante categoria dei qualunquisti un po’ coglioni, i quali ti rispondono che loro non votano perché “sono tutti uguali”! Indi, nella vuota scatola cranica di certi coglioni siamo tutti uguali in quanto candidati alle elezioni, e Gariglio ha le stesse responsabilità politiche di Andreotti, Bertinotti, Berlusconi, Casini, Fini… E poi qualcuno si stupisce se il sottoscritto ed altri definiscono coglione l’elettore medio italico!<br />
Una cosa è certa: è inutile mitizzare la percentuale di italiani che non votano, illudendosi che fra essi si celino le persone migliori in attesa di trovare qualcuno che le rappresenti degnamente… Con il passare degli anni mi sono accorto che quella esposta sopra è una beata illusione, poiché se è vero che una infima minoranza di italiani pratica l’astensionismo consapevole e motivato, è altrettanto vero che la stragrande maggioranza di coglioni si astiene perché reputa più importante la gita fuori porta o la partita; se a questi aggiungiamo, inoltre, l’altra percentuale di coglioni che si recano disciplinatamente alle urne per depositare una scheda bianca o non valida, ovvero quelli che sono così vigliacchi da non avere neppure il coraggio di disertare le urne, tutti dovrebbero comprendere il perché il sottoscritto reputi ormai inutile farsi illusioni circa la volontà e la capacità dell’elettore medio di operare un sano e serio cambiamento.<br />
Nonostante ciò noi, nel frattempo, continueremo a fare il nostro dovere, indicando ai giovani la via da seguire e cercando di spiegare loro che esistono cose molto più importanti dei Social Forum, delle curve degli stadi, delle discoteche e dei telefoni cellulari alla moda. Inoltre, almeno quelli come me, continueranno a metterci la faccia, il tempo ed i soldi per collezionare figure umilianti alle prossime elezioni, sperando che un giorno qualcuno raccolga il testimone e mi ricordi come un esempio da seguire… Uno che continua a difendere i suoi ideali e la vera Storia non solo dai nemici di sempre, ma anche e soprattutto dai tanti cialtroni che vivacchiano abusivamente nel nostro mondo politico e sociale… E pazienza se tutto questo mi costerà ancora tante umiliazioni e tanti tradimenti da parte di quanti si spacciavano per amici e Camerati sinceri.<br />
Ci sono diciassette persone in tutta la Provincia di Torino che mi stimano e mi vogliono bene? Ripartirò da quelle!</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>RISULTATI ELETTORALI MFL (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; MARZO 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 09:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dico subito che questa tornata stava per trasformarsi in una rotta degna di Waterloo (per Napoleone), ma fortunatamente abbiamo salvato la situazione eleggendo un Consigliere Comunale; il regime mafioso antifascista dovrà sorbirsi ancora per 5 anni un esponente del MFL nelle istituzioni, che va ad affiancarsi al superstite Andrea Chessa, Consigliere a Borutta (SS) per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dico subito che questa tornata stava per trasformarsi in una rotta degna di Waterloo (per Napoleone), ma fortunatamente abbiamo salvato la situazione eleggendo un Consigliere Comunale; il regime mafioso antifascista dovrà sorbirsi ancora per 5 anni un esponente del MFL nelle istituzioni, che va ad affiancarsi al superstite Andrea Chessa, Consigliere a Borutta (SS) per un altro anno&#8230; E soprattutto, certi falliti della cosiddetta &#8220;area&#8221; dovranno ancora una volta digerire un successo del MFL che li farà schiattare dall&#8217;invidia e procurerà l&#8217;ennesimo travaso di bile.<br />
Noi continuiamo a presentarci alle elezioni e ad ottenere i nostri piccoli successi&#8230; Altri continueranno a commentare i nostri risultati senza essere in grado di fare nulla, come loro costume.<br />
Vediamo in dettaglio i risultati:</p>
<p>Baldissero Canavese (TO) &#8211; Paolo Sola: 0,22%</p>
<p>Montenero Val Cocchiara (IS) &#8211; Marco De Simone: 0,23%</p>
<p>Osasio (TO) &#8211; Stefano Caramello: 0,49%</p>
<p>Isolabella (TO) &#8211; Carlo Gariglio: 1,88%</p>
<p>Parella (TO) &#8211; Fabio Toma: 4,53%</p>
<p><strong>FABIO TOMA eletto al Consiglio Comunale di Parella </strong></p>
<p><strong>Carlo Gariglio </strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>ELEZIONI 2010 (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; FEBBRAIO 2010)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 08:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccomi qua a parlare delle prossime elezioni e delle solite peripezie sopportate per garantire al MFL una presenza che certamente provocherà il mal di pancia a qualche fallito d’area, in particolar modo a quanti passano il loro tempo non a fare politica, ma a ficcare il naso nei nostri affari, pontificando sulla grossezza dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccomi qua a parlare delle prossime elezioni e delle solite peripezie sopportate per garantire al MFL una presenza che certamente provocherà il mal di pancia a qualche fallito d’area, in particolar modo a quanti passano il loro tempo non a fare politica, ma a ficcare il naso nei nostri affari, pontificando sulla grossezza dei Comuni ove il MFL presenta liste, pur senza essere capaci di fare altrettanto. Ci siamo e ci saremo, con buona pace di quelli che da anni sperano nei nostri fallimenti e fanno il tifo per uno schifoso regime partigiano – mafioso, che tenta sempre ogni porcheria per eliminare gli unici veri Fascisti rimasti sulla scena politica italiana; ci sarà il sottoscritto, candidato alle Regionali piemontesi come indipendente nella lista “Alleanza per Torino – Nuova Libertà”, che sarà presente in tutta la provincia di Torino, ma ci sarà anche il MFL, grazie alle cinque liste nei giorni scorsi ed alle due che verranno presentate in provincia di Palermo, ove si vota il 30 e 31 maggio prossimi.<br />
Parlando della mia candidatura da indipendente, da mesi il presidente del movimento “Nuova libertà”, cioè l’ingegner Nicola Cassano, che fu mio avversario alle elezioni comunali di Torino del 2006, mi aveva proposto di candidarmi nella sua lista, stante l’impossibilità per un movimento come il nostro di organizzarsi autonomamente per partecipare ad una elezione regionale di una Regione come il Piemonte, con circa 4 milioni e mezzo di abitanti e ben 8 province, che richiede migliaia e migliaia di firme da raccogliere… Per non parlare dei comportamenti da mafiosi messi in pratica dalle istituzioni per eliminare le nostre liste dal gioco, come avvenuto lo scorso anno alle elezioni provinciali di Torino. In un primo momento avevo detto no alla candidatura, perché pareva che la lista espressa dal movimento “Nuova Libertà” intendesse apparentarsi con il PDL… Non essendo il sottoscritto un saltimbanco della politica come i segretari dei vari MSFT, FN, La Destra e ciarpame vario, né una starlette fallita priva di ideali come la Alessandra Floriani e la sua omologa Santanchè, non avrei mai potuto candidarmi con qualcuno che sostiene il Polo giudeo – massonico capitanato da Fini e Berlusconi… Ma quando mi è stato comunicato che la lista “Alleanza per Torino – Nuova Libertà” si era invece aggregata al cosiddetto “Terzo Polo” capitanato da Rabellino, leader di “No Euro”, ho sciolto la riserva ed ho accettato questa candidatura, sia per dare una mano all’amico Cassano, benché condivida soltanto il 70 – 80% del programma del suo movimento, sia per dare ai residenti di Torino e provincia l’opportunità di votare per un Fascista vero, ovvero per uno che da sempre si dichiara tale ovunque e comunque, senza saltellare da una coalizione all’altra e soprattutto senza nascondersi dietro a definizioni ridicole. Certo, devo dire di avere appreso con un certo rammarico, all’atto della presentazione delle liste, che anche FT e FN appoggiano la stessa coalizione di Rabellino, ma sono cose che possono capitare quando si ha a che fare con personaggi che girano come trottole fra una coalizione e l’altra… Una volta da soli, una volta in coalizione con la Floriani e Tilgher, una volta con il PDL, una volta con altre minuscole realtà di quella che qualcuno si ostina a chiamare “area”, abbiamo visto “lorsignori” presenti dappertutto… Chissà che non capiti di vederli, un giorno, alleati della sinistra!</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/05/badogliani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-476" title="badogliani" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/05/badogliani.jpg" alt="" width="370" height="760" /></a></p>
<p>Fortunatamente almeno al 50% le cose sono andate bene, in quanto la lista della FT è stata poi esclusa dalla competizione per mancanza di firme… E questo mi dà l’opportunità di ricambiare la cortesia che questi traditori ci fecero nel 2006, dopo la prima ricusazione (poi rientrata) della lista MFL presentata a Torino… Allora sui forum di FT si festeggiava la nostra esclusione; oggi festeggio io la sparizione di questa inutile sigla che raccoglie solo più poveracci di destra venduti al duo Berlusconi – Fini e nessun Fascista.<br />
Circa FN, inutile parlare di Fascismo con personaggi che pubblicamente hanno più volte smentito di credere in questa ideologia… Loro sono cattolici e seguono le direttive del Papa… Ovvero, uno dei tanti gruppetti di “Papa Boys” che seguono una Chiesa asservita al giudaismo e che giudica il nazifascismo come “male assoluto”.<br />
Di certo non ho alcuna possibilità di essere eletto in Regione, ma nella mia campagna elettorale personale non mancherò di sottolineare la mia fede nel Fascismo e nel Nazionalsocialismo; lascio ad altri e ad altre sigle “l’onore” di svendere gli ideali per avere una decina di voti in più!<br />
Ma veniamo alle elezioni comunali, ove la presenza del MFL sarà completa, ovvero con liste proprie; siamo riusciti a presentare liste in 4 comuni della provincia di Torino: Isolabella, Osasio, Parella e Baldissero Canavese; per quanto riguarda i primi due si tratta di un ritorno, mentre gli altri ci vedono in lizza per la prima volta. E ritorniamo a candidarci anche a Montenero Val Cocchiera (IS), dove il nostro Consigliere uscente Marco De Simone si ripresenta al giudizio dei cittadini che ha contribuito ad amministrare per 5 anni.<br />
Tolto il caso di De Simone, la cui lista è stata subito accettata senza problemi di simbolo (Fascio Repubblicano con sigla tricolore “MFL”), per boicottare le 4 liste torinesi è stato fatto di tutto!<br />
Iniziava la commissione elettorale di Moncalieri, competente per il comune di Isolabella, che mi intimava diu recarmi là per una “comunicazione”… Spiegavo che non mi pareva il caso di fare 35 + 35 Km per una comunicazione generica, dato che da tempo hanno inventato i telefoni, i fax e le E-mail; inoltre, avevo indicato sul modulo di presentazione con molta chiarezza il mio numero di fax, indi le comunicazioni andavano inviate là! Poco dopo, dimostrando tutto lo squallore di questi grigi burocrati antifascisti, quelli della commissione elettorale di Cuorgnè, competente per il Comune di Baldissero Canavese, comunicavano telefonicamente al Camerata Paolo Sola che il logo consegnato non era del diametro di 10 cm, ma solo di 9,6 cm, indi occorreva portarne una copia più grossa di 4 millimetri! Ovviamente consigliavo al Camerata Sola di mandarli a quel paese, dato che nessuno era mai arrivato a contare i millimetri mancanti nel simbolo e che certamente il problema sarebbe stato risolto dalla tipografia in sede di stampa… Ed è stata una fortuna, perché dopo circa un’ora la stessa commissione richiamava dicendo che il logo violava la XII Disposizione Transitoria della Costituzione!<br />
Chissà se se ne sono accorti così tardi perché troppo presi a misurare il diametro del cerchio che conteneva il logo, oppure perché i primi “pizzini” prefettizi erano arrivati in ritardo! Comunque, benché in ritardo, i “pizzini” mafiosi avevano finalmente il loro effetto: tutte e 4 le commissioni si accordavano (2 addirittura compilavano un verbale del tutto identico!) per ricusare il simbolo del Fascio associato alla sigla “MFL”… Simbolo che, lo scorso anno, venne bocciato alle provinciali, ma approvato per le elezioni del Comune di Brozolo, che sempre in provincia di Torino è!<br />
Parlando al telefono con i segretari di alcune commissioni, venivamo a sapere che questa volta la cosa che terrorizzava il regime era la lettera “F” presente nella sigla MFL… Essa, se associata al Fascio, potrebbe richiamare alla mente il Fascismo… Il Fascio da solo, invece, no!<br />
E meno male che qualcuno ci deride considerandoci quattro pezzenti senza seguito e senza speranze! Se riusciamo a mettere paura al regime con così poco, chissà cosa farebbero se fossimo un partito di massa!<br />
Comunque, per verificare la bontà delle cose riferiteci dalle commissioni, ho deciso di cancellare del tutto la sigla MFL dai loghi, consegnando il solo Fascio Repubblicano rosso… Non prima di avere verificato un’ulteriore “perla” di questo Stato da operetta: le commissioni di Ivrea e Cuorgnè accettano di ricevere il logo sostitutivo via mail, mentre le commissioni di Moncalieri e Pinerolo sostengono che gli invii tramite mail e fax sono vietati dal Consiglio di Stato! Comune che vai, Legge che trovi!<br />
In verità temevo una nuova trappola del tipo di quella ordita dai magistrati della Corte d’Appello di Torino, i quali prima ci invitarono a ripresentare il Fascio sottolineando la sua liceità, salvo poi, in seconda battuta respingerlo in quanto loro intendevano “un altro” Fascio… Quale dobbiamo scoprirlo ancora oggi!<br />
Fortunatamente le quattro commissioni sopra menzionate non facevano ulteriori scherzi (magari se ne riserveranno qualcuno per i prossimi anni!) e riammettevano le nostre liste con il logo privo di sigla; ovviamente, giusto per non smentirsi, omettevano di comunicarci alcunché, costringendoci così a contattare direttamente i comuni per sapere se eravamo presenti al sorteggio dei numeri di lista e quale numero avevamo ottenuto.<br />
Restiamo così in pista, giova ripeterlo, nei comuni di Montenero Val Cocchiera (IS), con candidato Sindaco il Camerata Marco De Simone, e nei quattro comuni torinesi di Isolabella (candidato Sindaco Carlo Gariglio), Parella (candidato Sindaco Fabio Toma), Osasio (candidato Sindaco Stefano Caramello) e Baldissero Canavese (candidato Sindaco Paolo Sola). Dato il clima non è tanto ma non è neppure poco, specie se consideriamo le altre due liste che saranno presentate nel palermitano. Speranze di essere eletti ce ne sono poche, anche perché tutti i comuni che ci vedono in lizza sono molto ben forniti di liste concorrenti, specie quelli ove avevamo già consiglieri uscenti (Osasio e Montenero Val Cocchiera); i prodi antifascisti agiscono anche così, cioè moltiplicando le liste concorrenti nella speranza di annullare la nostra presenza istituzionale… Ma noi, come ai bei tempi, “ce ne freghiamo” e andiamo avanti per la nostra strada, rispondendo sempre e soltanto alla nostra coscienza.<br />
Terrò informati i Camerati (ed i falliti invidiosi della cosiddetta “area”) a proposito della campagna elettorale e dei risultati che conseguiremo, fermo restando che nulla ci attendiamo e che il vero successo consiste nel continuare ad esistere, alla faccia del regime e dell’area che ci vorrebbero fare sparire nel nulla.</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>LA DITTATURA DEI MAIALI&#8230; IN TOGA! (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; GENNAIO 2010)</title>
		<link>http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=592</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 18:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Camerati che ci seguono  con  regolarità si ricorderanno certamente del ricorso presentato al TAR del Piemonte contro l’illecita esclusione della lista del MFL dalle elezioni provinciali torinesi del 2009; eravamo in attesa della Sentenza, che è finalmente arrivata. Diciamo subito che ci facevamo poche illusioni a proposito: quando si ha a che fare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Camerati che ci seguono  con  regolarità si ricorderanno certamente del ricorso presentato al TAR del Piemonte contro l’illecita esclusione della lista del MFL dalle elezioni provinciali torinesi del 2009; eravamo in attesa della Sentenza, che è finalmente arrivata.<br />
Diciamo subito che ci facevamo poche illusioni a proposito: quando si ha a che fare con quell’immensa cloaca che viene definita Magistratura, specie se si è Fascisti dichiarati, ci sono ben poche possibilità di ottenere Giustizia… E questo vale sia a livello penale, sia a livello civile.<br />
Un minimo più di rispetto l’avevamo per la Magistratura amministrativa, che quanto meno in passato aveva più volte avuto il coraggio di riammettere il nostro simbolo alle elezioni (TAR del Lazio e TAR della Sicilia), nonché di darci ragione contro ricorsi operati dopo la Sentenza favorevole del TAR del Lazio (Consiglio di Stato).<br />
Oggi possiamo dire che questa piccola speranza era mal riposta, dopo avere preso visione della vergognosa “sentenza” emessa dal TAR del Piemonte… Anche i mascalzoni in toga che si occupano di Giustizia amministrativa hanno pensato bene di accodarsi al modo criminale di amministrare le Leggi e la Giustizia di certi maiali in toga rossa a noi ben noti.<br />
Pensavamo di avere visto di tutto: ragazzi per bene in galera per avere fatto un saluto romano, persone oneste inquisite e condannate per reati d’opinione senza avere torto un capello a chicchessia, delinquenti matricolati lasciati liberi di compiere ogni sorta d’infamia in nome dell’anarchia e del comunismo (si noti l’articolo proposto in questa stessa pagina, tratto dal quotidiano “La Stampa” di Torino), infiltrati d’area che da anni rendono i loro servigi al regime danneggiando i movimenti seri e diffamandone i loro dirigenti senza essere mai “seccati” da condanne della Magistratura, toghe rosse che eliminano dalle elezioni movimenti e partiti a loro non graditi (o che ne riammettono altri eliminati da toghe di colore diverso), interi “pool” di farabutti togati che si dedicano esclusivamente alle più disparate aggressioni nei confronti di Berlusconi, arrivando persino a ricorrere alla Corte Costituzionale ogni qual volta il Governo ed il Presidente della Repubblica approvano una nuova Legge…</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/04/Magistrati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-593" title="Magistrati" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/04/Magistrati.jpg" alt="" width="533" height="645" /></a></p>
<p>Ma leggere gli sproloqui di un gruppo di mascalzoni che, dimenticandosi di essere Magistrati di un TAR, ovvero chiamati solo ed esclusivamente a rispondere della legittimità di un Atto Amministrativo impugnato, si permettono di sostituirsi alla Storia, alla Magistratura Penale ed ai colleghi dei TAR e del Consiglio di Stato ribaltandone le Sentenze, non può che lasciarci allibiti e onestamente disgustati dalla protervia di chi crede di potersi atteggiare a Monarca assoluto in nome di un’ideologia depravata e pervertita quanto i suoi incorreggibili sostenitori; ideologia che, nonostante abbia sulla coscienza circa duecento milioni di morti, continua a rovinare la vita di milioni di esseri umani  onesti e laboriosi, vessati in ogni parte dell’universo dagli infami propalatori del morbo comunista, i quali, pur essendo ormai ridotti ad un pugno di mascalzoni per Stato, riescono ancora ad esercitare il loro malefico influsso grazie ai posti chiave delle Nazioni che hanno occupato militarmente nel corso degli anni.<br />
Finché non spazzeremo via dalla Magistratura, dalle Scuole, dalle Università, dalla carta stampata, dalle TV, dall’editoria in genere e dalla politica questi sudici figuri con le mani grondanti di sangue, non potremo sperare di vivere civilmente, tutelati e garantiti da una Legge veramente uguale per tutti.<br />
Leggetevi, cari Camerati, le porcherie scritte da questi assassini del diritto e della Storia; a seguire troverete l’intera “Sentenza”, epurata dalle sole intestazioni iniziali e dai nomi dei cialtroni che hanno osato partorire una simile schifezza: anche il solo nominarli mi disgusta.<br />
Prestate particolare attenzione ai veri e propri insulti che lanciano contro il passato Regime Fascista e contro chi, come noi, ha l’ardire di affondare le radici del suo pensiero in questo passato… Leggete come persino l’uso del tricolore richiami, per questi mascalzoni abituati alla bandiera rossa, a quella che loro chiamano “sedicente” RSI… E già l’uso del termine “sedicente” a proposito di una Repubblica la dice lunga sul livello culturale dei compagni del TAR del Piemonte, dato che tale parola viene descritta in qualsiasi vocabolario come spregiativo dedicato a persona che dice di essere ciò che non è, che si attribuisce qualificazioni, meriti e similari non rispondenti a verità.<br />
Ma possiamo pretendere una preparazione culturale da una toga rossa? Cioè da un individuo che collega il tricolore al Fascismo, senza neppure comprendere che l’Italia è tuttora rappresentata da un tricolore, e lo era ben prima dell’avvento del Fascismo? Possiamo illuderci di avere Giustizia da personaggi così squallidi da non sapere che il Fascio Repubblicano nacque nell’antica Roma pre &#8211; imperiale e che fin da allora (e tuttora!) viene utilizzato in ogni parte del mondo, USA compresi, per simboleggiare uno Stato democratico e repubblicano, retto dalla volontà popolare?<br />
Ma prima di lasciare i lettori addentrarsi nella più profonda melma che rappresenta questa “Sentenza” (contro la quale, ovviamente, abbiamo già proposto ricorso al Consiglio di Stato), vorrei richiamare l’attenzione su una delle parti più stomachevoli della stessa, grazie alla quale si comprende chiaramente con che genere di mascalzoni prevenuti ed arroganti abbiamo a che fare. Secondo questi luminari del “diritto”, infatti, il MFL non sarebbe neppure legale perché, come avrebbero stabilito lorsignori visitando il nostro sito,  <em><strong>“Non pare quindi che i principi e i valori che ispirano il movimento ricorrente, così come propalati anche dai manifesti politici e programmatici diffusi attraverso il sito web, siano improntatati all’antifascismo o quanto meno che concretino un atteggiamento antagonista ai dettami e alle simbologie proprie del fascismo”.</strong></em><br />
Capito Camerati? Secondo i maiali in toga del TAR del Piemonte un movimento politico non può essere legale se non ha principi e valori che si ispirino all’antifascismo! O quanto meno, bontà loro, che evidenzino un atteggiamento antagonista nei confronti del Fascismo! Con buona pace delle tante Sentenze Penali che ci hanno sempre assolto da ogni accusa (e che i mascalzoni in toga non hanno notato, visitando il sito e limitandosi a guardare le figure, ovvero l’unica cosa che potevano comprendere!) e di quella Costituzione che certi cialtroni brandiscono contro Berlusconi senza neppure conoscerla, dato che in essa esistono articoli fondamentali che tutelano la libertà di espressione ed associazione, nonché i diritti politici di tutti, Fascisti compresi!<br />
Svegliatevi italiani e spazzate via questi mascalzoni prima che essi spazzino via del tutto i vostri diritti. Oggi tocca ai Fascisti e molti se la ridono, ma in futuro potrebbe toccare anche ad altri… Non c’è limite all’arroganza ed alla protervia di questi intoccabili maiali in toga rossa!</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
<p>**************</p>
<p><em>FATTO e DIRITTO</em></p>
<p><em>1.1. Il Sig. Gariglio Carlo, in proprio e in qualità di Segretario nazionale e legale rappresentante del Movimento Fascismo e Libertà, a seguito dei comizi elettorali del 6 giugno scorso celebrati per il rinnovo del consesso provinciale di Torino impugna il provvedimento di ricusazione della lista presentata da detto movimento.<br />
Assume che dopo una prima ricusazione da parte dell’Ufficio Elettorale Centrale della Corte d’Appello di Torino del 10.5.2009, adottata sul rilievo che fosse dominante nel proposto contrassegno l’associazione al fascio della scritta laterale di sinistra, letta per prima: “FASCISMO”, (il che costituiva palese emblema di esaltazione del fascismo), il movimento de quo si sarebbe adeguato alla richiesta promanante dal suddetto Ufficio elettorale di presentazione di un legittimo contrassegno di lista.<br />
La coalizione elettorale presentava quindi altro contrassegno, epurato del termine FASCISMO, ma riportante pur sempre un fascio rosso in una circonferenza recante a destra la sigla MFL. Da notarsi i colori dell’acronimo, chiaramente coincidenti con quelli della bandiera nazionale, posto che la M era verde, la F era bianca e la L rossa.<br />
La lista veniva così descritta con apposita didascalia: “Fascio repubblicano rosso iscritto in una circonferenza con alla destra, dall’alto verso il basso, la sigla MFL, con carattere M di colore verde, F di colore bianco e L di colore rosso”.<br />
Ciononostante l’Ufficio elettorale confermava, con determinazione del 12.5.2009, la precedente decisione espulsiva, sostenendo che il movimento avrebbe inteso mantenere il legame con un’istituzione dichiaratamente fascista ed inoltre che la predetta lettera “F” era collegabile anche all’acronimo P.F.R. – Partito Fascista Repubblicano della disciolta repubblica sociale italiana del 1944 &#8211; 45.<br />
1.2. Insorgeva immediatamente avverso la suindicata decisione il Gariglio con gravame che veniva dichiarato inammissibile dalla Sezione con sentenza n. 1599/2009 stante la natura endoprocedimentale dell’atto di esclusione della lista.<br />
Ripropone quindi oggi le medesime censure il ricorrente, dirigendole sia avverso la predetta determinazione di esclusione dalla competizione che contro l’atto di proclamazione degli eletti.<br />
2.1. La difesa dello Stato si costituiva con memoria del 16.9.2009 domandando la declaratoria del difetto di legittimazione passiva dell’Amministrazione centrale.<br />
Alla pubblica Udienza del’8.10.2009 la causa veniva rinviata alla pubblica Udienza del 5.11.2009 ad istanza del ricorrente onde integrare il contraddittorio nei confronti di un controinteressato pretermesso, avendo poi in quest’ultima Udienza subito ulteriori rinvii fino a pervenire alla pubblica Udienza del 14.1.2010 nella quale il gravame è stato introitato per la definitiva decisione.</em></p>
<p><em>2.2. Deve preliminarmente il Collegio dichiarare il difetto di legittimazione passiva al ricorso del’Amministrazione civile degli Interni, stante la radicata acquisizione giurisprudenziale, dalla quale la Sezione non ravvisa ragioni per discostarsi, in ossequi alla quale la temporaneità e straordinarietà delle attribuzioni degli uffici elettorali, investiti unicamente del munus di sovraintendere e organizzare le operazioni di comizio elettivo, non li rendono portatori di interesse giuridicamente apprezzabile al mantenimento in vita degli atti dagli stessi assunti, derivandone la non necessità che il gravame sia notificato all’Amministrazione centrale, essendo unica parte resistente quella locale nella cui sfera organizzativa ed istituzionale ridondano gli effetti dei risultati delle operazioni elettorali (per tutte, A.P., 23.2.1979, n. 7; Cons. di Stato, Sez. v, 3.2.1999, n. 115).<br />
La giurisprudenza ha poi più di recente precisato che ove il gravame venga notificato agli uffici elettorali, circoscrizionale e centrale, stante il delineato difetto di legittimazione – o anche di interesse – a resistere in giudizio in capo alle predetta amministrazione statale, la stessa deve essere estromessa dal giudizio. Si è infatti precisato che “nel giudizio elettorale unica parte pubblica necessaria è l&#8217;Ente locale interessato, che si appropria del risultato elettorale e nel quale si riverberano gli effetti di un eventuale annullamento, ovvero della conferma della proclamazione degli eletti. In particolare, gli organi temporanei, abilitati a dichiarare i risultati finali del procedimento elettorale, come l&#8217;ufficio Elettorale Centrale, e a maggior ragione gli Uffici circoscrizionali e di sezione, non sono portatori di un interesse giuridicamente apprezzabile al mantenimento dei loro atti per cui il ricorso contro le operazioni elettorali non deve essere ad essi notificato. Ove poi, come nella fattispecie, il ricorso sia stato notificato ad uno dei predetti Uffici, quest&#8217;ultimo, qualora lo richieda costituendosi in giudizio, deve essere estromesso dal giudizio elettorale per difetto di legittimazione passiva”.( T.A.R. Lazio &#8211; Roma, sez. II, 7 settembre 2005, n. 6608; in terminis, T.A.R. Toscana, Sez. II, 26 gennaio 2005, n. 318).<br />
Va quindi accolta l’eccezione di difetto di legittimazione dell’Amministrazione centrale della quale va per l’effetto pronunciata l’estromissione dal presente giudizio.</em></p>
<p><em>3.1. Deduce un unico motivo il ricorrente, rubricando violazione dell’art. 8 della Legge 8.3.1951 n. 122, dell’art. 33 del D.P.R. 16.5.19690 n. 570 e dell’art. 3 della L. n. 241/1990, nonché eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei presupposti, carenza o insufficienza di istruttoria e motivazione ed illogicità, contraddittorietà sviamento ed illegittimità derivata.<br />
Come avvertito in fatto, a seguito dei rilievi formulati dagli uffici elettorali, il Movimento Fascismo e Libertà assume di essersi ad essi adeguato, epurando il contrassegno di lista del termine FASCISMO, ma mantenendo pur sempre un fascio rosso in una circonferenza recante a destra la sigla MFL. Da notarsi i colori dell’acronimo, chiaramente coincidenti con quelli della bandiera nazionale, posto che la M era verde, la F era bianca e la L rossa.<br />
La lista veniva così descritta con apposita didascalia: “Fascio repubblicano rosso iscritto in una circonferenza con al la destra, dall’alto verso il basso, la sigla MFL, con carattere M di colore verde, F di colore bianco e L di colore rosso”.<br />
Ciononostante l’Ufficio elettorale confermava, con determinazione del 12.5.2009, la precedente decisione espulsiva, affermando che il movimento avrebbe inteso mantenere il legame con un’istituzione dichiaratamente fascista ed inoltre che la predetta lettera “F” era collegabile anche all’acronimo P.F.R. – Partito Fascista Repubblicano della disciolta repubblica sociale italiana del 1944 &#8211; 45.</em></p>
<p><em>3.2. Lamenta al riguardo il ricorrente che il fascio contenuto nel contrassegno contestato deriva il suo nome e l’aggettivo repubblicano, non dalla Repubblica sociale italiana ma dall’antica repubblica romana, invocando al riguardo un vecchio parere del Consiglio di Stato, secondo cui ormai quell’elemento “ha assunto nel tempo il valore di simbolo della forma repubblicana dello Stato”, benché sia “anche vero che all’occhio dell’osservatore italiano l’emblema del fascio non può non richiamare alla memoria, primariamente, proprio il regime fascista” (Consiglio di Stato, Sez. I 23.2.1994, n. 173).<br />
Sostiene ancora il ricorrente che l’Ufficio elettorale centrale nell’adunanza del 10.5.2009 non avrebbe percepito le sostanziali differenze grafiche tra il precedente simbolo e quello proposto in seguito ai rilievi, differenza che consisterebbe prevalentemente nel fatto che l’ascia consolare, nel contrassegno ricostruito è rivolta a destra, mentre nel fascio in uso durante il periodo fascista era rivolta a sinistra ed era situata all’esterno del fascio di verghe, laddove nel simbolo proposto è interna ad esso.</em></p>
<p><em>3.3. Siffatte argomentazioni non persuadono il Collegio, che opina che malgrado le predette differenze, il simbolo contestato possiede comunque perdurante efficacia evocativa del periodo fascista.<br />
La prima notazione svolta, inerente la presunta riconduzione della lettera F al fascio della repubblica romana anziché a quella sociale di Salò varca per saltum la soglia della fantasiosità, per usare un consentito eufemismo.<br />
Non è chi non veda come non possa ragionevolmente dubitarsi che l’elettorato medio colleghi la lettera F in questione al periodo fascista, anziché agli antichi romani.<br />
Nell’immaginario collettivo, tuttora visitato da ancestrali lugubri e tristi memorie, talora rinverdite dai racconti di chi quella tragica e dolorosa epoca della nostra storia ha vissuto, la lettera F è immediatamente ricollegata al fascismo, solo la fantasia e l’inventiva del ricorrente potendo consentire un suo abbinamento all’antica Res publica romana.<br />
Giova al riguardo rimarcare che ciò che smentisce il predetto assunto di parte ricorrente è la stessa disposizione grafica dei colori della sigla MFL figurante sul contrassegno. Ebbene, tale acronimo, riportato all’interno della circonferenza che racchiude il simbolo a destra dell’ascia sormontante il fascio, reca i colori della bandiera italiana, tra l’altro seguendone la medesima disposizione, in quanto la M è di colore verde, la F è di colore bianco e la L è di colore rosso, esattamente come nella bandiera nazionale, dove l’estremità è di colore rosso, a simboleggiare il fuoco e la forza che si richiedono all’esterno per difendere la Patria.<br />
Non può dubitarsi, quindi, che l’accostamento di quella sigla MFL agli stessi colori della bandiera nazionale è da ricollegare non certo all’antica repubblica romana ma a sedicenti e a noi tristemente più vicine “repubbliche”.</em></p>
<p><em>4. Lamenta ancora il ricorrente che lo statuto del Movimento Fascismo e libertà è ispirato ai valori della democrazia e della libertà politica e associativa, essendo pertanto rispettoso della Costituzione.</em></p>
<p><em>Siffatto argomento è all’evidenza contraddetto proprio dai contenuti emergenti dal sito fascismo e libertà.it.<br />
Invero, dalla consultazione del sito internet del movimento de quo, si legge intanto che esso adopera la denominazione di partito Socialista Nazionale: “Il Movimento Fascismo e Libertà-Partito Socialista Nazionale, vuole realizzare uno Stato sganciato dalle ideologie fallite, sanguinarie e falsamente democratiche imperanti nel X X secolo”.</em></p>
<p><em>A sinistra compare il link per “Il lavoro fascista” che è definito Organo ufficiale del Movimento Fascismo e Libertà – Partito socialista nazionale.</em></p>
<p><em>In alto a sinistra della “home page” figura l’aquila fascista, che compare poi ad ogni sezione contenente dei vari articoli, che risultano tutti firmati da tal Cameratesca-mente.</em></p>
<p><em>Per completare il quadro sinistramente evocativo, sempre a sinistra nella “home page” compare il link “Testamento di Mussolini” cliccando il quale appare la fotografica di Mussolini e in basso il suo integrale testamento politico.<br />
Confessa poi propriamente il Movimento la sua patente estrazione e impronta fascista, là dove in fondo alla “home page” risulta la scritta “Il Movimento Fascismo e Libertà &#8211; Partito Socialista Nazionale aderisce all&#8217;Unione Mondiale dei Nazionalsocialisti”.</em></p>
<p><em>Non pare quindi che i principi e i valori che ispirano il movimento ricorrente, così come propalati anche dai manifesti politici e programmatici diffusi attraverso il sito web, siano improntatati all’antifascismo o quanto meno che concretino un atteggiamento antagonista ai dettami e alle simbologie proprie del fascismo.</em></p>
<p><em>La doglianza in analisi non coglie dunque nel segno e va respinta.</em></p>
<p><em>5.1. Ultima censura articolata in ricorso è l’illegittimità della disposta ricusazione per l’assenza di una norma di copertura, posto che l’art.33 del D.P.R. n. 570/1969 che individua le cause di ricusazione non contempla il motivo posto a base della deliberata oppugnata esclusione.</em></p>
<p><em>La censura non persuade il Collegio.</em></p>
<p><em>Posto che, effettivamente, sul piano letterale la causa di esclusione per rievocazione del partito fascista da parte di un determinato schieramento elettorale non è espressamente annoverata tra le fattispecie definite alla norma in analisi, va tuttavia rimarcato che la conformità all’ordinamento costituzionale repubblicano è una condicio iuris implicita o presupposta all’impianto dell’art. 33 del D.P.R. n. 570/1960.</em></p>
<p><em>Detta implicita presupposizione origina direttamente dalla cogenza della XII Disposizione transitoria e finale della costituzione a norma della quale “ è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.</em></p>
<p><em>È noto che in attuazione e concretizzazione della citata fonte costituzionale è stata emanata la legge 20.6.1952, n. 645 che ha inteso, oltre che predisporre delle sanzioni penali per i comportamenti afferenti a fenomeni riorganizzativi del partito fascista, dettagliare anche le fattispecie concrete attraverso cui quei comportamenti possono estrinsecarsi ed assumere giuridica rilevanza.</em></p>
<p><em>Orbene, l’art. 1 della L. 645/1952 stabilisce che ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque, tra l’altro, “rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. La norma è stata nei predetti sensi sostituita dall&#8217;art. 7, l. 22 maggio 1975, n. 152.</em></p>
<p><em>I contenuti ideologici promananti dal manifesto diramato sul sito web del movimento fascismo e libertà possono con serenità essere ricondotti ad atteggiamenti esaltanti principi propri del partito fascista o al compimento di manifestazioni esteriori di carattere fascista, giusta il disposto della riportata norma.</em></p>
<p><em>5.2. Non va, del resto, trascurato che secondo la giurisprudenza l’art. 33 del D.P.R. n. 570/1960 è inteso a tutelare la libertà di formazione del convincimento elettorale poiché nel vietare l&#8217;utilizzo dei contrassegni di lista tali da trarre in errore l&#8217;elettore, e quindi idonei a pregiudicarne la libertà di scelta politica, mira a tutelare la libertà del voto sancita dall&#8217;art. 48 comma 2 cost. (oltre che nel momento dell&#8217;espressione del voto anche) nel momento della formazione del convincimento dell&#8217;elettore medesimo. (T.A.R. Lazio &#8211; Roma, Sez. II, 28 luglio 2004, n. 7488).</em></p>
<p><em>Ben può, quindi, ritenersi che la causa di esclusione consistente nel rievocare simboli, principi e ideologie appartenuti al disciolto partito fascista opera come precetto implicito o presupposto alla norma di cui all’art. 33 del D.P.R. n. 570/196, del quale non può conseguentemente predicarsi l’avvenuta violazione dall’Ufficio Elettorale Centrale.</em></p>
<p><em>5.3. Va anche debitamente posto in luce che l’esclusione è stata disposta in applicazione non del potere di ricusazione ma di quello di deliberare sulle modificazioni richieste dall’ufficio elettorale, in esecuzione dell’art. 33, comma 3 del D.P.R. n. 570/1960 a termini del quale “la commissione, entro il ventiseiesimo giorno antecedente la data della votazione, si riunisce per udire eventualmente i delegati delle liste contestate o modificate, ammettere nuovi documenti e deliberare sulle modificazioni eseguite”.</em></p>
<p><em>Avendo l’Ufficio competente riscontrato le rilevate anomalie nel contrassegno di lista del ricorrente movimento ed avendolo invitato a rimuoverle, si è poi nuovamente riunito per deliberare sulle modifiche poste in essere dagli interessati.</em></p>
<p><em>E tale giudizio ha condotto al lume dei principi tutti esposti correttamente nei due provvedimenti del maggio 2009 e riconducibili all’interpretazione fornita dalla Corte di Cassazione penale sulla L. n. 645/1952 attuativa della XIII Disposizione transitoria e finale della Costituzione.</em></p>
<p><em>Il potere di escludere la lista che non abbia ottemperato all’invito rivolto al fine di eliminare ogni possibile confusione con le simbologie esteriori proprie del fascismo, o che vi abbia ottemperato solo parzialmente, discende quindi con sicurezza dal potere di deliberare sulle modificazioni eseguite, conferito agli Uffici elettorali dall’ultimo comma dell’art. 33 del D.P.R. n. 570/1960.</em></p>
<p><em>Nessuna infrazione della norma all’esame può quindi a parere del Collegio seriamente prospettarsi nell’operato degli Uffici elettorali.</em></p>
<p><em>In definitiva, il ricorso si profila infondato e va pertanto respinto.</em></p>
<p><em>Le spese possono essere compensate per eque ragioni.</em></p>
<p><em>P.Q.M.</em></p>
<p><em>Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte &#8211; Prima Sezione – definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.</em></p>
<p><em>Estromette dal giudizio l’Amministrazione degli Interni.</em></p>
<p><em>Spese compensate.</em></p>
<p><em>Ordina che la presente Sentenza sia eseguita dall&#8217;Autorità amministrativa.</em></p>
<p><em>Così deciso in Torino nella Camera di Consiglio del giorno 14/01/2010 .</em></p>
<p><em>**************<br />
</em></p>
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		<title>PULIZIE INVERNALI (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; GENNAIO 2010)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 18:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo so bene, cari Camerati lettori: le grandi pulizie si fanno, di solito, nel periodo primaverile o, al limite, a Pasqua… Ma come accade ogni anno, purtroppo, nel MFL si scoprono alcuni cialtroni che hanno aderito al movimento solo ed esclusivamente per arrecare danni dall’interno, mandati dai soliti noti cialtroni della cosiddetta “area”. E così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so bene, cari Camerati lettori: le grandi pulizie si fanno, di solito, nel periodo primaverile o, al limite, a Pasqua… Ma come accade ogni anno, purtroppo, nel MFL si scoprono alcuni cialtroni che hanno aderito al movimento solo ed esclusivamente per arrecare danni dall’interno, mandati dai soliti noti cialtroni della cosiddetta “area”. E così ad ogni fine anno è necessaria una bella pulizia che, seppur noiosa, non arreca mai danni particolari al nostro sodalizio, dato che quasi tutti gli aderenti sono Camerati di lungo corso che ben conoscono i delinquenti, gli usurai, i mascalzoni ed i tanti “ducetti” all’amatriciana che credono di danneggiarci mandandoci i loro tristi infiltrati.<br />
Certo, a volte qualcuno ha l’astuzia di comprendere che il suo gioco è stato scoperto e ci fa la cortesia di sparire da solo nel nulla, ma sovente accade che questi idioti siano talmente cretini da farsi prendere con le mani nella marmellata, ovvero mentre tentano di seminare zizzania fra i Camerati del MFL sia promuovendo incontri ove all’ordine del giorno c’è la diffamazione costante del sottoscritto e dei Camerati seria, sia inviando insulsi messaggi privati agli stessi Camerati, nella vana speranza di trascinare qualcuno nella melma ben rappresentata da certi “movimenti” politici nati al solo fine di danneggiare il MFL e/o il sottoscritto.<br />
E così, un paio di napoletani che fingevano di essere reduci da Forza Nuova sono repentinamente scomparsi, tornando probabilmente all’ovile, dopo avere fatto mille promesse e duemila giuramenti di fedeltà, mentre un laziale, addirittura mandatoci da tal Martorana, sedicente Segretario Nazionale dell’inesistente Nuovo Ordine Nazionale! Cosa che se non fosse tristemente squallida, sarebbe certamente divertente. Così come è divertentissima la triste fine di un babbeo residente a Frosinone, il quale ha pensato bene di rischiare una querela per diffamazione (poi rientrata per ragioni di pietà), inviando a vari Camerati del MFL (purtroppo per lui fedeli e già bene informati sulla caratura di certi sedicenti “leader” di partito) un’allucinante sequenza di diffamazioni a mio danno, suggerite sotto dettatura proprio dall’individuo più infame della cosiddetta “area”… Un triste figuro che ha quale sua unica attività “politica” quella di dedicare pagine e pagine di balle, inventate di sana pianta, al sottoscritto ed al MFL tutto, nonché quella di clonare i nostri siti per attirare Camerati distratti, i quali credendo di entrare nel sito del MFL si ritrovano poi nel sito di una sigla assolutamente inesistente su tutto il territorio nazionale, che ha l’ardire di spacciarsi per fascista!</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/04/traditore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-588" title="traditore" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/04/traditore.jpg" alt="" width="200" height="298" /></a><br />
Ovviamente la cosa non ci stupisce più, né ci indigna più di tanto: ormai siamo tristemente consapevoli della cloaca che è diventata la cosiddetta “area” e non lo diciamo solo da ora; non a caso ci teniamo ben lontani da sigle e siglette varie, consci del fatto che non ci si deve mai soffermare a litigare con un cretino: la gente potrebbe non capire la differenza e certamente il cretino è molto più allenato di noi in questo gioco!<br />
Così due o tre sparizioni, sommate a due o tre espulsioni con calcio nel culo annesso, ci hanno consentito di fare la solita pulizia di fine anno… Pulizia che, mi duole per i tanti falliti che sognano la fine del MFL, non ci ha certo lasciati con la militanza sguarnita, stanti le molte nuove adesioni registrate all’inizio del 2010; camerati giunti da Verona, Torino e Provincia, Padova, Palermo, Roma, Latina, Lecce, che ci hanno consentito di aumentare il numero degli effettivi senza rimpiangere i cialtroni scappati o buttati fuori a pedate.<br />
Il MFL cresce, seppure di poco, così come crescono i falliti d’area che moltiplicano i travasi di bile per questa nostra resistenza… Resistenza agli attacchi di regime, resistenza agli infiltrati d’area e di regime, resistenza alle menzogne diffuse sul mio e nostro conto, resistenza all’oblio che l’opinione pubblica utilizza per coprire le nostre attività e la nostra stessa esistenza.<br />
Speriamo, in attesa di potere nuovamente fucilare alla schiena i traditori e le spie, di consolarci vedendo schiattare dalla rabbia certo infami personaggi che campano di usura ai danni della povera gente, avendo pure l’ardire di spacciarsi pere fascisti!<br />
Presto o tardi verrà l’ora della resa dei conti, ed i tanti mascalzoni che oltraggiano la morale Fascista saranno costretti a farsi proteggere dai loro amici sbirri e magistrati.<br />
Intanto, pazientiamo e godiamoci i loro travasi di bile: il MFL cresce, resiste e diventa sempre più una famiglia che sa come trattare i banditi partigiani che tentano di infiltrarsi per danneggiarla.</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong><br />
<strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>LA STOMACHEVOLE MENTALITA&#8217; COMUNISTA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA” – DICEMBRE 2009)</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 21:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli argomenti che hanno monopolizzato l’informazione politica negli ultimi tempi è la vile aggressione a Silvio Berlusconi. Tale atto è il tipico prodotto del dilagare fra la gente del modo di pensare comunista, ovvero quello di chi non ha altri argomenti da gettare nell’agone politico al di fuori di demonizzazione, aggressioni e violenza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli argomenti che hanno monopolizzato l’informazione politica negli ultimi tempi è la vile aggressione a Silvio Berlusconi.</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/BERLUSCONI.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-573" title="BERLUSCONI" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/BERLUSCONI.jpg" alt="" width="340" height="300" /></a></p>
<p>Tale atto è il tipico prodotto del dilagare fra la gente del modo di pensare comunista, ovvero quello di chi non ha altri argomenti da gettare nell’agone politico al di fuori di demonizzazione, aggressioni e violenza in generale, sia essa verbale o fisica.<br />
Forse qualcuno pensava di leggere dal sottoscritto le solite battute ironiche sull’aggressione,  unite magari ad una malcelata soddisfazione per avere visto in TV la faccia del Cavaliere sanguinante… Ebbene, se qualcuno la pensava così è un merito cretino e dovrebbe cessare immediatamente di leggere i miei scritti, passando magari a quelli degli immancabili fogli di carta igienica stampata dalla solita sinistra, nonché ai tanti messaggi dei sottosviluppati mentali che si agitano su Facebook… Il sottoscritto, infatti, pur non avendo mai avuto peli sulla lingua, né particolari delicatezze nei confronti dei cialtroni che avvelenano la politica da destra come da sinistra, non ha mai contemplato l’aggressione fisica (meno che mai ai danni di un ultrasettantenne) come metodo di lotta politica; non a caso mi sono sempre espresso con disgusto a proposito dei vigliacchi di estrema destra che aggrediscono a casaccio extracomunitari e persone varie, ree ai loro occhi di appartenere a etnie o religioni diverse dalla loro. Si può, dunque, essere contro la immigrazione selvaggia senza prendere a calci un negro o un arabo incontrato casualmente per strada, così come si può essere fieri avversari di Berlusconi e dei suoi sodali senza invocare i proiettili, i treppiedi o le statuette da lanciare addosso al Presidente del Consiglio. Persino nei confronti dell’indegna categoria dei “rossi” non ho mai predicato la violenza, a meno che questa non sia difensiva, ovvero atta ad insegnare un po’ di buona creanza a questi mascalzoni dall’aggressione facile.<br />
Qualcuno starà pensando: “Ma l’aggressore di Berlusconi non era un comunista”… E sarà pur vero, ma non a caso ho parlato di “mentalità comunista”, poiché questo modo di pensare incivile e degno dell’età della pietra si è ormai fatto strada anche fra quelli che l’ideologia comunista non l’hanno mai seguita.<br />
Che dire, infatti, di quelli che ritengono cosa normale e lecita l’aggressione di un poveraccio reo di recarsi allo stadio con una sciarpa  della squadra avversaria? O di quelli che considerano doveroso assaltare le forze dell’ordine in caso di manifestazioni di ogni genere e tipo, salvo poi piagnucolare contro gli sbirri del regime quando questi reagiscono? E ancora, di quelli che inventano e diffondono ogni sorta di infamia al fine di demonizzare gli avversari, nella speranza di sollecitare odio ed aggressioni nei loro confronti?<br />
Non saranno tutti comunisti, ma un comunista sonnecchia in ognuno di loro, dato che hanno scelto consapevolmente di utilizzare gli stessi metodi di lotta di questa spazzatura della storia e della politica. Parliamoci chiaro: nel corso di tutta la storia, remota e prossima, sempre e solo i cosiddetti “rossi” hanno scelto di lottare mediante la violenza, l’aggressione, la sopraffazione, la “rivoluzione”, l’annientamento del nemico… Gli altri, quando hanno accettato questo indegno modo di agire, lo hanno fatto esclusivamente per difesa e reazione; chi non ha studiato la storia nei centri sociali sa benissimo che sia le cosiddette “squadracce” fasciste, sia le SA nazionalsocialiste, nacquero per difendere il diritto di Fascisti e Nazionalsocialisti di fare politica nelle piazze e nelle strade. Non a caso, benché la falsa storia scritta da questi parassiti parli di barbarie nazifascista, la realtà dei fatti evidenzia come i primi morti negli scontri di piazza si siano contati fra le fila dei Fascisti in Italia e dei Nazionalsocialisti in Germania; quanti non dovessero crederci potranno adeguare la loro scarsa cultura leggendo le “prodezze” compiute in Italia da “lorsignori” durante il “biennio rosso” che precedette l’avvento del Fascismo (http://www.fascismoeliberta.info/phpf/readarticle.php?article_id=4), nonché quelle compiute dai cosiddetti socialdemocratici in Germania che tentavano di negare l’agibilità delle piazze ai Nazionalsocialisti.<br />
Purtroppo questo modo di pensare ed agire da comunisti, che avrebbe dovuto suscitare lo sdegno di ogni essere civile, è invece entrato nella mentalità di molti cosiddetti benpensanti, ovvero quella fascia ipocrita della popolazione italiana che è sempre pronta a gridare allo scandalo se qualcuno pesta loro un piedi per sbaglio, salvo poi ritenere che certe aggressioni o certe devastazioni di intere città siano in qualche modo giustificabili da chissà quale diritto!<br />
Pochi giorni dopo l’aggressione a Berlusconi, in un negozio della mia zona, sentivo pontificare un vecchietto dall’apparenza innocua circa l’essersi meritato la statuetta in faccia a causa dei suoi “privilegi”! Eppure gli stessi privilegi se li sono goduti affamatori come Prodi, o farabutti che prendevano per il deretano tutti gli italiani, come Padoa Schioppa (“E’ bellissimo pagare le tasse”!), nonché tante altre caste (prima fra tutti quella dei magistrati) che in Italia vanno per la maggiore. Ovviamente, il vecchietto di cui sopra, quando mi ha sentito dire che per potere finalmente vivere in una società civile, dovremmo semplicemente sparare un colpo alla nuca di chiunque sia di sinistra, in modo tale da eliminare chi avvelena il clima politico e sociale, si è affrettato a lasciare il negozio inorridito, dimostrandomi una volta di più che la mentalità comunista è permeata di ipocrisia e vigliaccheria, dato che ammette la violenza soltanto a tradimento e contro chi non la pensa come loro!<br />
Ma non è finita qui… Un altro aspetto del modo di ragionare ed agire da comunista è ben sintetizzato dal comportamento dei mezzi di informazione di massa, tutti lestissimi nell’attribuire all’aggressore una carattere di pura follia che nulla ha a che fare con la politica. Eppure si tratta degli stessi pennivendoli e mezzibusti che ancora oggi blaterano del neofascista Angelo Izzo (pur non avendo mai avuto nulla a che fare con la politica questo escremento dell’umanità), o dei tre “estremisti di destra” che hanno ammazzato di botte a Verona un povero ragazzo reo di aver rifiutato loro una sigaretta, benché gli stessi magistrati veronesi abbiano escluso la politica dai moventi del brutale gesto. Così come, nel nostro piccolo, possiamo “vantare” anche noi le attenzioni dei giornalisti &#8211; terroristi di stampo comunista, allorquando un bizzarro tizio di Isernia, che si era dimesso anni prima dal MFL perché ci trovava poco duri e cattivi,rifilò una coltellata di striscio ad un dirigente di un locale circolo ARCI: giornali e TV molisani parlarono di: “Dirigente MFL accoltella responsabile di circolo ARCI”!<br />
Ed ecco che abbiamo trovato l’ennesima caratteristica del modo di agire comunista: travisare in ogni modo la realtà per salvare i proprio sodali e rovinare l’immagine del “nemico”! Ancora una volta, le vicende di Berlusconi ci forniscono un ottimo esempio; ricordate la visita del Cavaliere alla festa di compleanno della sconosciuta Noemi? Orbene, benché questa visita si sia realizzata con codazzo di giornalisti, TV e guardie del corpo, la stampa di ispirazione comunista si è affrettata a costruirci su delle speculazioni indegne di un Paese civile; da una parte c’era chi giurava che Berlusconi fosse un vecchio satiro che si accompagnava da chissà quanto con la ragazzina appena divenuta maggiorenne, dall’altra chi garantiva che Noemi fosse la figlia illegittima dello stesso Cavaliere. Nello spandere tutto questo letame virtuale, i compagnucci delle varie redazioni non si sono neppure per un attimo curati di trascinare nel fango, insieme all’odiato Berlusconi, persino una famiglia umile di sconosciuti, descritti da un lato come due genitori che vendono la figlia minorenne per soddisfare i capricci di un vecchio satiro, dall’altra come una madre un po’ “mignotta” che mette al mondo una figlia illegittima e la fa crescere dal classico “cornuto e contento”! Infami senza scrupoli e senza onore, disposti a sacrificare tutto e tutti per demonizzare il Presidente del Consiglio, ma pronti ad indignarsi quando Vittorio Feltri tirò fuori, a sua volta, non una squallida invenzione, ma una triste realtà: l’allora Direttore de “L’Avvenire” aveva, anni prima, patteggiato una condanna per molestie sessuali! Eccoli, quindi, tutti pronti a scatenarsi contro il cosiddetto “imbarbarimento”, solo perché ad essere colpito era stato, una volta tanto, uno dei loro sodali, ovvero il portavoce di quell’immonda pretaglia che, oltre ad avvelenarci l’esistenza con le sue predicazioni cattoliche, strizza contemporaneamente l’occhio al mondo degli assassini comunisti!<br />
Potrei continuare per interi volumi a citare esempi delle malefatte comuniste e para-comuniste, ma credo di avere già reso a sufficienza l’idea. Una Nazione non potrà dirsi civile, se non quando avrà eliminato del tutto la presenza di comunisti e sinistri vari! Tutti gli altri possono fare politica e scontrarsi senza cadere nel terrorismo, ma solo i comunisti rappresentano un pericolo per il vivere civile. Avete mai sentito notizie riguardanti banchetti e gazebo del PD o dell’UDC o dell’ignobile partitucolo di Di Pietro, devastati da attivisti del PDL o della Lega? Avete mai sentito qualcosa a proposito di alti dirigenti della sinistra aggrediti dalla gente di destra?  O di città devastate, di opere pubbliche bloccate e di forze dell’ordine assaltate da esponenti di partiti avversi alla sinistra? Io no, il che dimostra che la sinistra, ed in special modo i comunisti, sono quelli che imbarbariscono il vivere civile e lo scontro politico. E questo vale oggi così come valeva ieri, in quanto anche negli anni passati i rossi si sono macchiati dei peggiori crimini ai danni dei propri avversari, ma anche di innocenti immolati in nome dei loro sporchi giochi di potere. Guardiamo insieme la cosiddetta guerra civile del 1943 &#8211; 1945: mentre tutti combattevano una guerra dura ed inumana cercando di restare entro le Leggi stabilite dei Tribunali militari (e fra questi includo persino i cosiddetti partigiani fedeli a Regno del Sud, i quali tradirono sì la Patria e l’alleato, ma evitarono di macchiarsi di ignobili crimini e di coinvolgere la popolazione civile), i soli comunisti, vigliaccamente nascosti fra la popolazione civile, si dilettavano a gettare bombe nel mucchio (Via Rasella), o addirittura a nasconderle fra le vettovaglie distribuite dai tedeschi alla popolazione (Piazzale Loreto), avendo il solo ed unico scopo di rendere lo scontro più cruento e le reazioni (più che legittime) dei tedeschi e dei Fascisti più brutali.</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/volantinocomunista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-574" title="volantinocomunista" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/volantinocomunista.jpg" alt="" width="550" height="764" /></a></p>
<p>I comunisti non combatterono un solo minuto, ma si limitarono a rapire e seviziare militi isolati, a nascondersi dietro le divise strappate ai morti per commettere assassini, a sparare alla schiena delle truppe tedesche che si stavano ritirando in Germania, a rapinare e trucidare civili innocenti, nonché a seviziare donne e persino bambine per soddisfare i loro istinti animaleschi.<br />
Ed oggi non sono affatto cambiati: che si nascondano dietro il loro solito nome di comunisti, o che si facciano chiamare Dipietristi oggi, o “azionisti” ieri, non sono mai cambiati; rappresentano una forma di vita che non si può neppure definire animale, in quanto gli animali non commettono crudeltà gratuite nei confronti dei loro simili, ma si limitano a farlo per sopravvivere o per difendersi. La bomba di Via Rasella ieri, le molotov dei noglobal oggi&#8230; Il biennio rosso ieri, le violenze dei centri sociali oggi… I partigiani ieri, i brigatisi rossi oggi… I crimini commessi e poi attribuiti agli avversari, le aggressioni a tradimento a danno dei nemici politici… Fino a quando la gente civile di destra e sinistra moderata sopporteranno questa immondizia della società? Quando decideremo si spazzarli via dal mondo e di lottare civilmente per fare prevalere le nostre idee?</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>PREDAPPIO, 7 NOVEMBRE 2009 (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221; &#8211; NOVEMBRE 2009)</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 09:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta, come capita almeno tre volte l’anno, il 7 novembre scorso ci siamo ritrovati a Predappio per una riunione nazionale dei quadri del MFL, ed ancora una volta, come sempre accade nel nostro movimento, motivi di soddisfazione si accavallano a motivi di sconforto… Partendo dalle cose negative, tanto per potere poi chiudere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta, come capita almeno tre volte l’anno, il 7 novembre scorso ci siamo ritrovati a Predappio per una riunione nazionale dei quadri del MFL, ed ancora una volta, come sempre accade nel nostro movimento, motivi di soddisfazione si accavallano a motivi di sconforto… Partendo dalle cose negative, tanto per potere poi chiudere in bellezza, si registra il solito menefreghismo di tanti sedicenti camerati che non solo disertano regolarmente le riunioni, ma lo fanno anche senza degnarsi di inviare uno straccio di comunicazione o di scusa per giustificarsi. Per molti degli iscritti l’unico impegno dell’anno a favore del MFL è il pagamento della tessera, cosa che peraltro fanno sovente tardi ed a malincuore, giusto per fare capire a tutti quale sia il loro livello di adesione agli ideali Fascisti di Cameratismo… Menefreghismo, cafonaggine ai massimi livelli (tipo il non rispondere in alcun modo alle mail ed alle telefonate di chi tenta di contattarli), meschinità assortite, sono i valori che caratterizzano certi sedicenti camerati, alcuni dei quali, purtroppo, detengono ancora cariche dirigenziali della massima importanza.<br />
Ma con l’avvento del 2010 questi signori verranno ringraziati con una pedata sul deretano e ci priveremo della loro brutta compagnia e dei loro modi di fare, più consoni ai pidocchiosi di un centro sociale che dei Fascisti che si rispettino e che rispettino gli altri Camerati.<br />
Lasciando da parte questi indegni personaggi infiltratisi in un movimento che ha sempre cercato di fare della serietà il suo cavallo di battaglia, passiamo alle note positive… Innanzi tutto abbiamo passato una mezza giornata in allegria ed all’insegna del cameratismo, affrontando discussioni ed argomenti interessanti finalmente nella giusta sede, ovvero al cospetto del Segretario Nazionale e degli altri dirigenti; da registrare anche l’ormai consueta calorosa accoglienza da parte del Camerata Pompignoli del negozio “Predappio Tricolore”, divenuto ormai il nostro negozio di riferimento dopo le tante e tristi esperienze avute con altri bottegai della zona, alcuni troppo intenti agli interessi del loro partito di riferimento, altri interessati unicamente al commercio in stile giudaico senza forma alcuna di cameratismo e di rispetto per noi del MFL, evidentemente troppo piccoli e poco redditizi per meritare l’interesse di chi è interessato solo a fare cassa. Il Camerata Pompignoli quanto meno, pur essendo egli stesso un commerciante che deve giocoforza pensare ai suoi interessi, non manca di trattare tutti come dei Camerati, né di interessarsi con simpatia alle nostre attività politiche, abbonandosi anche al nostro mensile ufficiale.<br />
Registriamo anche, fra i motivi di soddisfazione, il ritorno dopo tante assenza di alcuni Camerati spesso alle prese con problemi di lavoro, famiglia e mezzi di trasporto vari; primo fra tutti il Camerata Augusto Sensi (in foto a fianco del Camerata Pompignoli), arrivato a sorpresa dopo essersi liberato all’ultimo minuto di vari impegni, nonché i Camerati Marco De Simone da Isernia, Andrea Chessa dalla Sardegna, Gian Franco Tesauro da Milano, e Paolo Censi da Pescara; quest’ultimo accompagnato da uno dei nuovi Camerati approdati al MFL di recente, ovvero il pescarese Pier Giorgio Basile.</p>
<p><a href="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/foto1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-569" title="foto1" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2010/01/foto1.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>E per finire il discorso, merita una citazione anche l’altro nuovo Camerata che abbiamo conosciuto di persona a Predappio e che ci è apparso molto motivato, cioè il bolognese Giovanni Montoro. Non me ne vogliano gli altri Camerati non citati, ma la loro costante (graditissima) presenza alle nostre riunioni rende inutile il citarli ogni volta.<br />
Fra le cose più interessanti emerse durante il dibattito, registriamo la proposta di alcuni Camerati di aprire un gruppo dedicato al MFL sul famoso social network Facebook; in verità, a livello personale il sottoscritto odia luoghi virtuali come questo e non ha alcun rispetto per quanti confondono la vita e gli impegni reali con lo sproloquiare seduti su una poltrona e davanti ad un monitor, ma purtroppo i tempi che viviamo sono questi, indi non ho esitato ad autorizzare i Camerati interessati a muoversi anche tramite Facebook, a patto che il sottoscritto ne resti fuori! Così il Camerata Pier Giorgio Basile si è offerto di creare questo gruppo denominato MFL-PSN sul social network, mentre successivamente Andrea Chessa ha creato anche un gruppo ufficiale contenente la denominazione “Movimento Fascismo e Libertà &#8211; Gruppo Ufficiale”.<br />
Abbandonando il virtuale, i Camerati più attivi hanno proposto di realizzare banchetti di presentazione del MFL anche in località da sempre trascurate per mancanza di attivisti, quali ad esempio Bologna, ove al momento abbiamo almeno il Camerata Montoro che funge da punto di riferimento; i Camerati del Lazio si sono detti disponibili, oltre a continuare nei loro banchetti regionali, a trasferirsi in gruppo a Bologna per dare manforte a Montoro dopo il periodo delle festività natalizie e di fine anno… Staremo a vedere i risultati!<br />
Infine, si è affrontato il discorso del tesseramento e dei relativi costi; molti Camerati si fanno impressionare dalle litanie di sedicenti aspiranti al tesseramento, i quali lamentano l’eccessivo costo (50 Euro per un anno!) della tessera… Ora, a parte il fatto che ritenere onerosa un’adesione che costa 50 euro annui (o 40 Euro, nel caso di studenti e disoccupati) e che comprende tessera, spilla e abbonamento ad un mensile, è un insulto alla logica ed alle necessità di un movimento politico che non gode di alcun finanziamento, ho ricordato ai Camerati che da anni era stato proposto di finanziare le federazioni locali dando loro l’opportunità di trattenere una percentuale sui nuovi tesserati, ovvero il 20% alla Provincia ed il 20% alla Regione che procurano il nuovo aderente. In parole povere, dei 50 Euro del tesseramento, 10 dovrebbero andare alla Provincia, 10 alla Regione e solo 30 alla Segreteria Nazionale; ovviamente, se qualche dirigente locale ritiene opportuno farlo, potrà rinunciare alle quote di spettanza locale ed accettare il tesserato che versi i soli 30 Euro da inviare alla Segreteria Nazionale, ma ciò è da intendersi a rischio e pericolo dei dirigenti locali, in quanto un conto è andare incontro ad oggettive difficoltà di qualche Camerata a corto di quattrini, mentre un altro conto sarebbe praticare sconti ai tanti figli di papà che sputtanano centinaia di euro alla settimana in discoteche, concerti, partite di calcio, palestre, suonerie per il cellulare e amenità simili, salvo poi piagnucolare sui 50 Euro annui richiesti per aderire al MFL… Certo, abbiamo bisogno di militanti, ma soprattutto abbiamo bisogno di gente seria! La politica della tessera regalata o svenduta, adottata dai tanti pagliacci della cosiddetta “area”, non ha mai portato a nulla di buono e consente solo di millantare un numero di iscritti inutili e nullafacenti che aderiscono non in base ad un credo politico, ma esclusivamente in base al fatto che l’adesione gli costi poco o nulla. Dato che spesso abbiamo riscontrato di avere fra i tesserati dei cialtroni nullafacenti, nonostante il pagamento della quota associativa intera, potete immaginare da soli quale sarebbe l’apporto di personaggi neppure disposti a pagare quella!<br />
Comunque, lascio la scelta futura alla sensibilità dei dirigenti locali, senza porre vincoli o limiti. Personalmente credo che chi si lamenta del versamento di 50 Euro annui sia solo un cialtrone che non ha nulla a che fare con le nostre idee, in quanto chiunque abbia un minimo di sensibilità cameratesca dovrebbe capire quanto possono essere importanti i 40 o 50 euro versati ad un movimento che deve inventarsi ogni giorno salti mortali per stampare e divulgare articoli propagandistici e materiale informativo vario; chi nega al MFL questo aiuto, non è affatto un Fascista ma un degno figlio di questa società giudaica, ove i soldi si spendono solo per soddisfare il proprio egoismo!<br />
Ne riparleremo alla prossima riunione di primavera… E daremo conto dei risultati ottenuti da queste innovazioni proposte e richieste da alcuni Camerati dirigenti locali. Intanto, attendiamo fiduciosi il rinnovo delle tessere da parte di chi c’è già!</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
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		<title>UNO STORICO ESPONE NEI DETTAGLI IL PIANO BIENNALE STALINIANO DI MOBILITAZIONE PER LA CONQUISTA DELL’EUROPA</title>
		<link>http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=566</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 10:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro materiale utile per i tanti coglioni che ancora si ostinano a parlare di &#8220;aggressioni naziste&#8221;&#8230; Carlo Gariglio www.fascismoeliberta.it ******************** Fonte: Insitute of Historical Review (USA) Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI NOTA: Il Giorno “M” è un libro scritto da Vladimir B. Rezun (alias Viktor Suvorov), tradotto dal russo in tedesco da Hans [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro materiale utile per i tanti coglioni che ancora si ostinano a parlare di &#8220;aggressioni naziste&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
<p style="text-align: center;">********************</p>
<p><strong>Fonte: Insitute of Historical Review (</strong><strong>USA</strong><strong>)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI</strong></p>
<p><em>NOTA: Il Giorno “M” è un libro scritto da Vladimir B. Rezun (alias Viktor Suvorov), tradotto dal russo in tedesco da Hans Jaeger, Stoccarda. Ed. Klett-Cotta, 1995, 356 pagine, corredato di foto, riferimento delle fonti, bibliografia, indice.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Di Daniel W. Michaels (laureato alla Columbia University ed ora in pensione dopo 40 anni di servizio presso il Dipartimento Americano della Difesa)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Quando Hitler lanciò “Operazione Barbarossa“ contro l’Unione Sovietica il 22 Giugno 1941, i dirigenti tedeschi giustificarono l’attacco definendolo preventivo al fine di contrastare un imminente invasione della Germania e del resto dell’Europa da parte dei sovietici.</p>
<p>Dopo la guerra i responsabili politici e militari più importanti, ancora in vita, furono condannati a morte a Norimberga con l’accusa di avere, tra le altre cose, progettato e condotto una “guerra aggressiva” contro l’Unione Sovietica.</p>
<p>Il Tribunale di Norimberga rifiutò di accettare le tesi della difesa che definiva “Barbarossa” un attacco preventivo.</p>
<p>Nei decenni successivi, storici, uomini di governo e opere scritte sull’argomento negli Stati Uniti, in Europa e in URSS, hanno mantenuto la versione che fu Hitler a venire a meno agli accordi con i sovietici lanciando il suo attacco traditore a sorpresa, motivato dalla bramosia per le risorse naturali russe e ucraine, dalla ricerca dello “spazio vitale” e da quel pazzesco piano che mirava alla “conquista del mondo”.</p>
<p>In questo studio dettagliato, ben argomentato e documentato, uno specialista russo ha presentato abbondanti prove che, in sostanza, confermano la tesi tedesca.</p>
<p>Basato innanzitutto su una scrupolosa analisi della relativa letteratura politica e militare, nonché sulle memorie di membri di spicco dell’elite di partito e militare sovietica, l’analista militare Suvorov ha presentato una notevole opera revisionista che obbliga ad una rivalutazione radicale della concezione a lungo accettata della storia della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>L’autore, il cui vero nome è Vladimir Bogdanovich Rezun, fu addestrato come ufficiale dell’esercito sovietico a Kalinin e a Kiev. Più tardi, dopo l’espletamento di servizi nel personale da ufficio e dopo aver completato gli studi all’Accademia Diplomatica Militare nel 1974, prestò servizio come ufficiale del controspionaggio militare sovietico (GRU), lavorando per quattro anni a Ginevra sotto copertura diplomatica. Disertò nel 1978 e gli fu concesso asilo politico in Gran Bretagna.</p>
<p>Il suo primo libro sull’argomento, IL ROMPIGHIACCIO,  fu inizialmente pubblicato in lingua russa (in Francia) nel 1988, poi seguirono edizioni in altre lingue, incluso l’inglese.</p>
<p>Fece scalpore negli ambienti del controspionaggio e militari, specialmente in Europa, perché documenta attentamente la natura offensiva del massiccio ammassamento militare sovietico alla frontiera tedesca nel 1941.</p>
<p>Nel libro “Il Giorno M“ Suvorov aggiunge sostanzialmente prove e argomenti presentati ne “Il Rompighiaccio“.</p>
<p>Sviluppando l’argomento, Suvorov evidenzia  l’importanza centrale riguardante il piano di Stalin dello stratega militare Boris Shaposhnikov, Maresciallo e Capo di Stato Maggiore. La sua opera più importante, MOZG ARMII (Il Cervello dell’Esercito), fu per decenni una lettura obbligatoria per ogni ufficiale sovietico.</p>
<p>Stalin non solo rispettava l’acume militare di Shaposhnikov ma, insolitamente, gli era simpatico.</p>
<p>Fu il solo uomo al quale Stalin si indirizzava pubblicamente usando il suo nome patronimico (Boris Mikhailovich), in Russia una personale forma di riferimento, meno che formale ma sicuramente rispettosa. Stalin chiamava chiunque altro col suo cognome preceduto dalla parola “compagno” (esempio: Compagno Zhdanov). L’ammirazione di Stalin derivava dal fatto che sul suo tavolo teneva sempre una copia del libro di Shaposhnikov (Mozg Armii).</p>
<p>Il piano di mobilitazione di Shaposhnikov, fedelmente perfezionato da Stalin, evidenziava un chiaro e logico programma di due anni (Agosto 1939 – Estate 1941) che sarebbe inesorabilmente e volutamente culminato in una guerra.</p>
<p>Secondo Suvorov, Stalin annunciò la sua decisione di perfezionare questo piano ad una riunione del Politburo il 19 Agosto 1939, quattro giorni prima della firma del patto di non aggressione germano-sovietico, (fu a questa riunione del Politburo, dopo che Stalin ebbe concluso le sue draconiane purghe di militari e politici “inaffidabili”, che il leader sovietico ordinò al Generale Georgi Zhukov di attaccare e sconfiggere, col sistema classico della guerra lampo, la Sesta Armata giapponese a Khalkhin-Gol in Mongolia).</p>
<p>Tredici giorni dopo il discorso di Stalin, le truppe tedesche lanciano l’attacco alla Polonia e, due giorni dopo il 3 Settembre 1939, la Gran Bretagna e la Francia dichiarano guerra alla Germania.</p>
<p>Una volta che Stalin decise di imbarcarsi nel processo di mobilitazione, il regime riconvertì l’economia della nazione, indirizzando le enormi risorse fisiche e umane dell’Unione Sovietica verso un’economia di guerra. Per sua natura, questo radicale cambiamento poteva portare solo ad una logica conclusione: la guerra.</p>
<p>In parole povere, la decisione di Stalin del 1939 di mobilitare le truppe, stava a significare inevitabilmente la guerra.</p>
<p><strong>RIARMO MASSICCIO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nel 1938, 1.513.400 uomini prestavano servizio nell’Armata Rossa. Ciò significava circa l’1% della popolazione sovietica, che è generalmente considerata la normale percentuale massima, economicamente sostenibile, di uomini sotto le armi, rispetto alla popolazione.</p>
<p>Come parte del loro programma di mobilitazione di due anni, Stalin e Shaposhnikov arrivarono a più che raddoppiare il numero di uomini sotto le armi, arrivando a oltre cinque milioni.</p>
<p>Durante questo periodo, Agosto 1939 – Giugno 1941, Stalin mise in campo 125 nuove divisioni di fanteria, 30 nuove divisioni motorizzate, 61 nuove divisioni corazzate e 79 nuove divisioni aeree, un totale di 295 divisioni organizzate in 16 armate. Il piano Stalin-Shaposhnikov prevedeva anche una mobilitazione di ulteriori sei milioni di uomini nell’estate del 1941 da distribuirsi in ulteriori divisioni di fanteria, motorizzate, corazzate e aeree.</p>
<p>Fra il Luglio del 1939 e il Giugno del 1941, Stalin aumentò il numero delle divisioni corazzate sovietiche da zero a 61, con altre dozzine in allestimento. Per il mese di Giugno 1941 la “neutrale” Unione Sovietica aveva allestito più divisioni corazzate di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme, una possente forza che poteva effettivamente essere impiegata solamente in operazioni offensive.</p>
<p>Nel Giugno del 1941 Hitler gettò all’attacco dieci divisioni meccanizzate, delle quali, ognuna, aveva più di 340 carri medi e leggeri. Sull’altro versante, Stalin aveva 29 divisioni meccanizzate, ognuna con 1031 carri leggeri, medi e pesanti. Mentre è vero che non tutte le divisioni sovietiche erano a pieno regime, va fatto notare che una singola divisione meccanizzata sovietica era militarmente più forte di due divisioni tedesche messe insieme.</p>
<p>Quando Hitler attaccò la Polonia il 1° Settembre 1939, la Germania aveva un totale di sei divisioni corazzate.</p>
<p>Se questa forza tutto sommato leggera può considerarsi una prova determinante della volontà di conquista del mondo (o almeno dell’Europa) da parte di Hitler, che cosa possiamo dedurre, chiede Suvorov, dal riarmo di Stalin che portò alla creazione di 61 divisioni corazzate fra la fine del 1939 e la metà del 1941, con altre dozzine in allestimento?</p>
<p>Alla metà del 1941, l’Armata Rossa era la sola forza militare al mondo dotata di carri anfibi.</p>
<p>Stalin, di questi mezzi bellici offensivi, ne aveva ben 4.000. La Germania nessuno.</p>
<p>Nel Giugno del 1941 i sovietici avevano aumentato il numero delle loro divisioni paracadutiste da zero a cinque ed il numero dei loro reggimenti da artiglieria campale da 144 a 341, in ogni singolo caso molto di più di tutti gli eserciti del mondo messi assieme.</p>
<p>Allo scoppio della guerra nel Settembre del 1939, la Germania aveva una flotta di 57 sottomarini, anche questo un fatto che viene spesso citato come prova delle intenzioni aggressive di Hitler.</p>
<p>Nel contempo però, afferma Suvorov, l’Unione Sovietica ne possedeva più di 165.</p>
<p>Questi sottomarini non erano dei mezzi mediocri, ma di buona qualità. Nel Giugno 1941 la marina sovietica aveva più di 218 sottomarini in servizio e altri 91 in costruzione. Stalin comandava la flotta sottomarina più grande al mondo, una forza creata per una guerra aggressiva.</p>
<p><strong>UNA GUERRA “MONDIALE” ?</strong></p>
<p>Come fa notare Suvorov, all’epoca dell’attacco di Hitler del 1939 contro la Polonia, nessuno in Germania o nell’Europa Occidentale considerava questo come lo scoppio di una “guerra mondiale”.</p>
<p>Perfino la dichiarazione di guerra contro la Germania da parte dell’Inghilterra e della Francia due giorni dopo, il 3 Settembre 1939, non portava alla considerazione di una “guerra mondiale”.</p>
<p>Fu solo molto più tardi, guardando a ritroso, che la campagna tedesco-polacca venne considerata l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Solo a Mosca, scrive Suvorov, fu ben chiaro fin dall’inizio che era scoppiata una guerra mondiale.</p>
<p>Riprendendo le conclusioni di storici del calibro di A.J.P. Taylor e David Hoggan, Suvorov precisa che Hitler non volle e non pianificò un conflitto su scala europea nel 1939.</p>
<p>Furono le dichiarazioni di guerra britanniche e francesi contro la Germania che trasformarono un conflitto locale fra Germania e Polonia in un conflitto esteso all’Europa.</p>
<p>Inoltre Hitler non autorizzò la conversione dell’economia della sua nazione in una economia di guerra. Il capo del GRU sovietico Ivan Proskurov informò dettagliatamente Stalin che l’industria tedesca non era improntata ad una guerra su ampia scala. In effetti la Germania non trasformò la sua industria a vocazione bellica fino al 1942, due anni dopo l’Unione Sovietica. Ma mentre la produzione di armi e mezzi militari sovietici raggiunse il suo picco nell’estate del 1941, la Germania ci arrivò soltanto nel 1944, tre anni più tardi. Troppo.</p>
<p><strong>PIANO D’ATTACCO</strong></p>
<p>Suvorov presenta un enorme quantità di prove a dimostrazione che Stalin stava preparando una massiccio attacco a sorpresa contro la Germania da lanciarsi nell’estate del 1941 (Suvorov ritiene che l’attacco fosse previsto per il 6 Luglio 1941). A preparazione di ciò, i sovietici avevano dispiegato enormi forze proprio sulla frontiera tedesca, incluso paracadutisti, campi di volo, una vasta serie di armamenti, munizioni, carburante e altri rifornimenti.</p>
<p>Nell’Aprile del 1941 l’Armata Rossa ordinò un massiccio spiegamento di pezzi d’artiglieria e di munizioni alla frontiera, il tutto ammassato all’aperto. Solo questo prova, scrive Suvorov, prova l’intenzione di Stalin di attaccare perché questo armamento andava usato prima dell’autunno quando le piogge annuali sarebbero cominciate.</p>
<p>Ammassare le munizioni all’aperto nel 1941 significava che un attacco si sarebbe dovuto avverare nello stesso anno. “<em>una diversa interpretazione di questo fatto non sarebbe plausibile </em>“, scrive. Suvorov riassume:</p>
<p>“<em>Studiando la documentazione d’archivio e le pubblicazioni ufficialmente disponibili, arrivai alla conclusione che il trasporto (nel 1941) verso la frontiera di milioni di stivali, munizioni, pezzi di ricambio e lo spiegamento di milioni di soldati, migliaia di carri armati e di aerei, non poteva essere una svista o un errore di calcolo, ma piuttosto doveva essere il risultato di una politica ben meditata. Tutto questo aveva come scopo di preparare l’industria, il sistema dei trasporti, l’agricoltura, il territorio dello stato, la popolazione sovietica e l’Armata Rossa ad intraprendere la guerra di “liberazione” nell’Europa centrale e occidentale. In poche parole questo modo di procedere viene chiamato mobilitazione. Fu una mobilitazione segreta. La dirigenza sovietica preparava l’Armata Rossa e l’intero paese per la conquista della Germania e dell’Europa occidentale. La conquista dell’Europa occidentale fu la ragione principale per la quale l’Unione Sovietica scatenò la Seconda Guerra Mondiale. La decisione finale di iniziare la guerra fu presa da Stalin il 19 Agosto 1939“</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Il piano  sovietico, spiega Suvorov, prevedeva un attacco su due fronti importanti: il primo, ovest e nord-ovest, esattamente verso la Germania, ed un secondo, anch’esso potente, verso sud-ovest in Romania per impossessarsi velocemente dei pozzi di petrolio.</p>
<p>L’invasione si sarebbe composta di tre fasi strategiche principali. La prima fase consisteva di 16 armate d’invasione e diverse dozzine di corpi e divisioni per incursioni ausiliarie composte da professionisti dell’Armata Rossa addestrati ad irrompere nelle linee tedesche.</p>
<p>La seconda fase strategica, costituita da sette armate di truppe di inferiore addestramento (inclusi molti prigionieri dei gulag), avrebbe assicurato e allargato gli sfondamenti della prima fase.</p>
<p>La terza fase, costituita da tre armate principalmente composte da truppe dell’NKVD, avrebbe garantito l’occupazione sovietica. Essa avrebbe colpito qualsiasi potenziale resistenza, circondando e uccidendo l’elite militare, politica e sociale tedesca come era già stato ampiamente messo in atto negli stati Baltici e nella Polonia orientale (vedi massacro di Katyn).</p>
<p>Come principale aereo da attacco Stalin scelse il modello “Ivanov” (uno dei sopranomi di Stalin), più tardi denominato Su-2, un bombardiere da attacco molto efficiente che fu prodotto e utilizzato in grande quantità. Stalin ordinò la costruzione di oltre 100.000 Su-2 e l’addestramento di 150.000 piloti. Dal peso di 4 tonnellate, l’Su2 aveva una velocità massima di 486  Km/h, un raggio d’azione di 1200 Km. ed una capacità di carico di 400-600 Kg. di bombe.</p>
<p>Simile ma superiore al bombardiere da picchiata tedesco JU-87 “Stuka”, assomigliava molto al giapponese Nakajima B-5N2 che fu il principale aereo da guerra usato nell’attacco a Pearl Harbor.</p>
<p><strong>LA SOTTOVALUTAZIONE DI HITLER</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per decenni gli storici di regime hanno mantenuto la versione che Stalin si fidava di Hitler.</p>
<p>Quest’immagine di uno Stalin fiducioso e di un Hitler traditore viene largamente e ufficialmente accettata negli Stati Uniti e in gran parte dell’Europa.</p>
<p>Suvorov sfida questa versione e, anzi, afferma che fu Hitler a sottovalutare fatalmente l’astuzia di Stalin durante almeno 15 mesi, finché fu troppo tardi.</p>
<p>Mentre Hitler riuscì a sventare il grande piano di invasione di Stalin, il leader tedesco sottovalutò drammaticamente la magnitudo e l’aggressività della minaccia sovietica.</p>
<p>Suvorov scrive: “<em>Hitler comprese che Stalin stava preparando un invasione ma non riuscì a stimare l’entità dei preparativi di Stalin. A Hitler non era chiaro quanto grande e quanto vicino fosse il pericolo </em>“.</p>
<p>Gli storici, puntualizza Suvorov, non spiegano in modo adeguato perché Hitler decise di attaccare l’Unione Sovietica in un momento in cui la Gran Bretagna non era ancora soggiogata, impegnando quindi la Germania in una pericolosa guerra su due fronti.</p>
<p>Spesso danno come spiegazione la bramosia di Hitler per il cosiddetto LEBENSRAUM (spazio vitale). Addirittura, l’autore russo scrive: “<em>Stalin non diede altra alternativa a Hitler. La mobilitazione segreta sovietica era di così enormi dimensioni che sarebbe stato difficile ignorarla. Essa si estese ad un punto tale che non sarebbe stato più possibile mascherarla. Per Hitler l’unica possibilità rimastagli era un attacco preventivo. Hitler batté Stalin in due settimane</em>”.</p>
<p>Stalin non aveva bisogno che di avvisare dell’attacco Churchill, Roosevelt o la spia sovietica Richard Sorge. Egli aveva già predisposto i suoi preparativi per sistemare la Germania. Ma avendo preparato le sue forze per una guerra offensiva, Stalin non fece niente per un’eventuale azione difensiva.</p>
<p>I tedeschi, scrive Suvorov, ebbero il temporaneo vantaggio della sorpresa perché furono in grado di posizionare  e lanciare le loro forze d’attacco due settimane prima del previsto sfondamento dell’Armata Rossa, cogliendoli così completamente impreparati. La sorpresa fu più che grande perché Stalin non credeva che i tedeschi avrebbero aperto un secondo fronte a Est mentre si trovavano ancora impegnati contro gli inglesi. Ciò che contribuì anche allo spettacolare ed iniziale successo germanico fu il coraggio e la professionalità del soldato tedesco.</p>
<p>Suvorov scrive:</p>
<p>“<em>La sconfitta sovietica all’inizio della guerra (Giugno-Settembre 1941) era dovuta al fatto che la Wehrmacht tedesca lanciò il suo attacco a sorpresa proprio nel momento in cui l’artiglieria sovietica stava per essere spostata sul confine. L’artiglieria non era preparata ad affrontare una guerra difensiva e alla data del 22 Giugno essa non era ancora in grado di andare all’offensiva </em>“.</p>
<p>Siccome la Germania mancava delle risorse naturali per sostenere una guerra di lunga durata, Hitler poteva avere la meglio solo se fosse riuscito a soggiogare la Russia completamente nel giro di quattro mesi, cioè, prima dell’arrivo dell’inverno.</p>
<p>In questo egli sbagliò. Durante l’estate e l’autunno del 1941 Hitler spaccò ma non distrusse la macchina militare sovietica. Fra l’altro, i tedeschi riuscirono ad ottenere uno stupefacente iniziale successo utilizzando i magazzini di rifornimento sovietici, catturati durante quei primi mesi.</p>
<p>Nell’Operazione Barbarossa, Hitler impiegò 17 divisioni corazzate contro i tedeschi. Dopo tre mesi di combattimenti, di questi carri armati ne rimase solo un quarto, mentre le fabbriche di Stalin non solo producevano molti più carri ma anche di migliore qualità.</p>
<p>Durante i primi quattro mesi dell’Operazione Barbarossa, le forze dell’Asse distrussero forse il 75% della capacità bellica di Stalin, eliminando così l’immediata minaccia all’Europa. Tra il Luglio e il Novembre del 1941, le forze tedesche catturarono o  misero fuori uso 303 stabilimenti di munizioni, granate, polvere da sparo che producevano annualmente l’85% dell’intera produzione sovietica di munizionamenti.</p>
<p>Ma, come Suvorov fa notare, questo non bastò: “<em>L’attacco di Hitler non poteva più salvare la Germania. Stalin non solo aveva più carri armati, pezzi d’artiglieria e aerei, più soldati e ufficiali, ma egli aveva già convertito le sue fabbriche in industrie belliche e poteva produrre armamenti nelle quantità che desiderava </em>“.</p>
<p>Il 29 Novembre 1941 il Ministro degli armamenti del Reich Fritz Todt informò Hitler che da un punto di vista dell’economia di guerra e degli armamenti, la Germania aveva già perso la guerra.</p>
<p>Stalin riuscì a farcela perché il residuo 25% della gigantesca economia di guerra sovietica, incluso il 15% della sua produzione di munizioni, per lo più situato ad est del Volga, negli Urali ed in Siberia, rimase intatto. Così, avendo in mano solo una frazione della sua iniziale superpotenza, Stalin fu ancora in grado di vincere le decisive battaglie di Stalingrado, Kursk e Berlino e sconfiggere le potenti forze tedesche (e gli alleati dell’Asse). Ciò che ha contribuito sostanzialmente alla vittoria sovietica fu l’entrata in guerra degli Stati Uniti, il decisivo appoggio americano e, ovviamente, la leggendaria e stoica durezza del soldato russo.</p>
<p>Sebbene Hitler sparò il primo colpo, alla fine della guerra Stalin controllava Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia e Germania Orientale.</p>
<p>Evidenziando il fatto che Hitler rinviò ripetutamente la data d’inizio dell’Operazione Barbarossa, Suvorov sostiene:</p>
<p>“<em>Supponiamo che Hitler avesse rinviato ulteriormente l’attacco contro Stalin e Stalin avesse iniziato le ostilità il 6 Luglio 1941. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se Hitler avesse dilazionato il suo attacco diventando così vittima egli stesso del devastante attacco preparato da Stalin. In tal caso Stalin non avrebbe avuto appena il 15% della capacità produttiva dell’industria del munizionamento, ma bensì il 100%. In questo caso, come si sarebbe conclusa la Seconda Guerra Mondiale? </em>“</p>
<p>In questa situazione non è irragionevole supporre che per Novembre-Dicembre 1941 le forze sovietiche avrebbero raggiunto l’Atlantico, facendo sventolare la bandiera rossa su Berlino, Parigi, Amsterdam, Roma e Stoccolma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>RINVENUTO IL TESTO DI UN DISCORSO</strong></p>
<p>Dalla pubblicazione del libro “Il Giorno M“,  gli studiosi russi hanno ricercato ulteriori prove dagli ex archivi sovietici che confermino le tesi di Suvorov ed obblighi ad una radicale riscrittura della storia della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>Mentre è probabile che molti documenti siano stati rimossi o distrutti, sono state ritrovate alcune carte rivelatrici. Uno dei più importanti documenti, nascosto per lungo tempo, è il testo completo del discorso segreto di Stalin del 19 Agosto 1939. Per decenni i principali esponenti sovietici negarono che Stalin avesse rilasciato queste dichiarazioni, insistendo addirittura che in quella data non si tenne alcuna riunione del Politburo. Altri hanno affermato che il discorso era una falsificazione.</p>
<p>La storica russa T.S. Bushuyeva trovò una versione del testo fra i documenti segreti degli Archivi Speciali dell’URSS e la pubblicò insieme ad un commento, sull’importante giornale russo Novy Mir (N° 12, 1994). Lo scrittore tedesco Wolfgang Strass parla di questo, e di altre recenti scoperte da parte di storici russi, nell’edizione dell’Aprile 1996 del mensile tedesco Nation und Europa.</p>
<p>In base alle conoscenze di questo critico, nessun storico americano ha mai divulgato pubblicamente il testo del discorso.</p>
<p>Va tenuto in considerazione che il discorso fu rilasciato proprio mentre i dirigenti sovietici stavano negoziando con i rappresentanti francesi e britannici circa una possibile alleanza militare con la Gran Bretagna e la Francia, e mentre i dirigenti sovietici e tedeschi stavano discutendo di un possibile patto di non aggressione fra i loro paesi. Quattro giorni dopo questo discorso, il ministro degli esteri tedesco Von Ribbentrop si incontrò con Stalin al Cremino per firmare il patto di non aggressione russo-tedesco.</p>
<p>In quel discorso Stalin dichiarava:</p>
<p>“<em>La questione della guerra o della pace per noi è entrata in una fase critica. Se concludiamo un patto di mutua assistenza con Francia e Gran Bretagna, la Germania si ritirerà dalla Polonia e cercherà un modus vivendi con le potenze occidentali. La guerra verrebbe evitata ma su questa strada le cose potrebbero diventare pericolose per l’URSS. Se accettiamo la proposta tedesca e concludiamo un patto di non aggressione fra di noi, la Germania invaderà la Polonia e l’intervento armato della Francia e dell’Inghilterra sarà inevitabile. L’Europa occidentale sarebbe soggetta a seri sconvolgimenti e disordini. A queste condizioni sarebbe per noi una grande opportunità restarcene fuori dal conflitto e potremmo programmare il momento opportuno per entrarvici. L’esperienza degli ultimi 20 anni ha dimostrato che in tempo di pace il movimento comunista non è sufficientemente forte da prendere il potere. La dittatura di questo partito potrà diventare possibile solo come risultato di un conflitto esteso. La nostra scelta è chiara. Dobbiamo accettare la proposta tedesca e mandare a casa cortesemente la delegazione francese e inglese. Il nostro immediato vantaggio sarà quello di prenderci la Polonia fino alle porte di Varsavia, nonché la Galizia ucraina….</em>”</p>
<p>Riassumendo, Wolfgang Strass fa rilevare che Stalin si impegnava per arrivare ad una guerra su scala europea, una guerra di sfinimento che avrebbe abbattuto gli stati ed il sistema europeo. Dopodiché sarebbe entrato nel conflitto sulle rovine dell’Europa “capitalista” per imporre la sovietizzazione con la forza militare. (la parola “sovietizzazione”, che in russo si dice “Sovietizatsia”, emerge ripetutamente nel suo discorso)</p>
<p>Mentre niente di questo discorso confermi ulteriormente le intenzioni aggressive di Stalin, la prudente Bushuyeva cita Clausewitz circa le guerre che tendono ad assumere le loro direzioni e dimensioni indipendentemente da ciò che una parte o l’altra possa aver programmato o detto.</p>
<p><strong>STORIA DOLOROSA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nel suo articolo su Novy Mir la Bushuyeva scrive del dolore che i russi dovranno ora patire apprendendo che gran parte di ciò che per decenni cedettero fosse la “ Grande Guerra Patriotica” è falso.  Essa fa notare che i giovani nati dal 1922 al 1925, che furono mandati in guerra da Stalin, solo il 3% sopravvisse al conflitto. Scrive la Busheyava: “<em>La gravità della tragedia che investì il nostro esercito di cinque milioni di uomini nel Giugno del 1941 deve essere investigata a fondo. Il male che i dirigenti sovietici avevano programmato su altri, improvvisamente, per via di un destino imperscrutabile, ha colpito il nostro proprio paese </em>“.</p>
<p>Sarebbe facile, continua la Bushuyeva, maledire coloro che “riscrivono” la storia e continuare a credere ai miti ed ai simboli che richiamano al nostro orgoglio nazionale, al patriottismo del popolo russo. “<em>Sì, si potrebbe continuare come prima</em>“, scrive la storica, “<em>se non fosse  per una circostanza particolare. L’uomo è fatto in modo che la verità, per quanto dolorosa, alla fine è più importante  della  falsa gioia di vivere nella menzogna e nell’ignoranza </em>“.</p>
<p>Suvorov afferma altresì che molti russi lo disprezzano per le sue rivelazioni. Egli scrive:</p>
<p>“<em>Ho sfidato la sola cosa sacra alla quale il popolo russo è ancora attaccato: il loro ricordo della “Grande Guerra Patriotica”. Ho sacrificato ogni cosa a me cara per scrivere questi libri. Sarebbe stato intollerabile morire senza aver rivelato al mio popolo ciò che avevo scoperto. Disprezzate i libri! Disprezzate me! Ma cercate almeno di capire</em>”.</p>
<p><strong>ULTERIORE CONFERMA</strong></p>
<p>In seguito alla pubblicazione del discorso di Stalin su Novy Mir, gli storici della Novosibirsk University intrapresero un importante studio revisionistico sulla situazione dell’immediato periodo pre-bellico. I risultati di queste ricerche furono pubblicate nell’Aprile del 1995. La storica russa I. V. Pavlova affermò senza mezzi termini, in un suo intervento al seminario di ricerca, che gli storici del Partito Comunista per molti anni fecero di tutto per occultare sotto una montagna di menzogne i retroscena, le origini e lo sviluppo della Seconda Guerra Mondiale, incluso il discorso di Stalin dell’Agosto 1939.</p>
<p>Un altro studioso che partecipava, V. L. Doroshenko, disse che nuove prove evidenziano che “<em>Stalin provocò e scatenò la Seconda Guerra Mondiale </em>“.</p>
<p>Affermando che Stalin ed il suo regime avrebbero dovuto essere processati a Norimberga, Doroshenko spiega:</p>
<p>“<em>Non tanto perché Stalin aiutò Hitler ma perché era nell’interesse di Stalin che la guerra iniziasse. Primo per via del suo obiettivo generale di conquistare il potere in Europa e, secondo, per via dell’immediato vantaggio acquisito distruggendo la Polonia e impossessandosi della Galizia. Ma il motivo più importante per Stalin era la guerra stessa. Il collasso dell’ordine europeo gli avrebbe reso possibile instaurare la sua dittatura su tutta l’Europa. Per questo, Stalin volle momentaneamente starsene fuori dalla guerra, con l’intenzione di entrarvi solo al momento opportuno. In altre parole, il patto di non aggressione liberò le mani a Hitler ed incoraggiò la Germania a scatenare una guerra in Polonia. Come Stalin firmò il patto, era già determinato a infrangerlo. Fin dall’inizio, quindi, egli non intendeva affatto evitare il conflitto ma, al contrario, tuffarvisi nel momento più adatto</em>”.</p>
<p><strong>IMPORTANTE PASSO AVANTI REVISIONISTA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Fa meravigliare il coraggio mostrato da questi storici russi nella loro determinazione nel venire a patti con questo capitolo di storia carico di emozioni. Essi dimostrano un maggiore franchezza e apertura mentale nel confrontarsi con i tabù della storia del XX secolo, di quanto faccia la loro controparte in Europa occidentale e negli Stati Uniti.</p>
<p>Ci sono però delle eccezioni. Negli anni recenti, alcuni storici occidentali avevano esposto questa visione drasticamente revisionista della storia della Seconda Guerra Mondiale. Fra questi lo storico tedesco Max Kluever nel suo libro del 1986 &#8220;1941–PRAEVENTIVSCHLAG  (1941 – Attacco Preventivo)&#8221; e lo studioso austriaco Ernst Topitsch in “ STALINS KRIEG“ (La Guerra di Stalin), pubblicato in inglese nel 1987 dalla St. Martin’s Press col titolo di “STALIN’S WAR “.</p>
<p>Lo storico americano R.H.S. Stolfi riporta le opinioni di Suvorov nel suo libro del 1991 “HITLER’S PANZERS EAST: WORLD WAR II REINTERPRETED “ (I Panzer di Hitler a Est: la Seconda Guerra Mondiale Reinterpretata &#8211; Recensione nel Journal of Historical Review del Novembre-Dicembre 1995), e lo storico tedesco Dr. Joachim Hoffmann apportò nuove considerazioni al tema grazie al suo impressionante studio del 1995 nel libro “STALINS VERNICHTUNGSKRIEG 1941-1945“ (La Guerra di Sterminio di Stalin 1941-1945).</p>
<p>Secondo Wolfgang Strass, le nuove rivelazioni circa il discorso di Stalin per lungo tempo tenuto nascosto e la reazione all’argomento da parte di storici russi più giovani, costituiscono una vittoria per il revisionismo europeo e rappresentano un importante passo vanti nella ricerca storica.</p>
<p>Intanto, Suvorov e altri storici continuano a ricercare prove storiche. Oltre al lavoro di ricerca d’archivio, Suvorov afferma che, in supporto al libro “Il Rompighiaccio” e “Il Giorno M”, veterani sovietici e tedeschi della Seconda Guerra Mondiale gli hanno scritto per portare ulteriori prove a conforto delle sue tesi. Egli sostiene il suo caso in un terzo libro “THE LAST REPUBLIC” (L’Ultima Repubblica), recentemente pubblicato in russo, nonché in un quarto volume sullo stesso tema ma non ancora pubblicato.</p>
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		<title>L’INTERVISTA PIU&#8217; BELLA DEL MONDO (Pubblicato sul mensile &#8220;IL LAVORO FASCISTA&#8221;, OTTOBRE 2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 20:27:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Q</strong>uella che vi presento in questo articolo è un’intervista che mi riempie di soddisfazione, non tanto per le cose in essa contenute, ma per la sua genesi e realizzazione; chi avrà la fortuna di visitare dal 31 ottobre al 4 novembre questo link: <a href="http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=6063">http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=6063</a> la potrà vedere direttamente ospitata sul sito della rivista online che l’ha pubblicata… Ma gli altri non temano, perché la troveranno inserita in fondo a questo articolo, nonché rappresentata fotograficamente nella stessa veste in cui è uscita online.</p>
<p>Qualcuno comincerà a chiedersi che cosa si celi dietro questa strana intervista e perché la sua pubblicazione online è stata limitata a soli 5 giorni, ed io, per soddisfare la sete di conoscenza dei miei (pochi) lettori, mi accingo ad informavi a proposito di questa strana e, per certi versi, squallida storia di giornalismo comunista.</p>
<p>Nel lontano 2005, cercando casualmente sul motore di ricerca Google qualcosa che riguardasse la mia persona, mi imbattei in una “intervista a Carlo Gariglio”, rilasciata ad un giornalista che non avevo mai sentito nominare e pubblicata su una rivista online a me sconosciuta… Preso dalla curiosità mi precipitai ad esaminarla e, con mia somma sorpresa, scoprii che era un’intervista inventata di sana pianta dal solito mitomane e malato di mente comunista, ovvero uno dei tanti che campano cercando di diffamare e rovinare il prossimo nel nome dell’antifascismo militante.</p>
<p>Costui, essendo privo di argomenti come tutti i comunisti della storia, invece di contattarmi ed intervistarmi sul serio, preferì inventarsi una serie di assurdità, condite con scurrilità varie, da mettermi in bocca per giustificare la sua paranoia comunista; dulcis in fundo, terminava la sua porcata incollando un pistolotto firmato dalla solita “partigiana che scende dai monti”, comunista, divenuta dopo la guerra deputata pagata a peso d’oro per raccontare ai gonzi le solite storielle resistenzialiste. Più precisamente, data la scarsa fantasia fornitagli da Madre Natura, il compagno giornalista copiò integralmente una vera intervista rilasciata dal sottoscritto al Dott. Enrico Oliari, leader dei cosiddetti gay-lib, ovvero quella parte del mondo gay che parteggia per la destra; tale intervista è ancora oggi visibile sul sito del Dott. Oliari: <a href="http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html">http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html</a>. Ma essendosi la suddetta intervista svolta su binari di assoluta correttezza e non potendo così additare al pubblico ludibrio il Fascista tanto odiato, il compagno giornalista decise di taroccarla nel peggiore dei modi, ossia inserendo qua e là dei termini volgari che non ho mai pronunciato in vita mia, tipo “culattoni”, ed inventando del tutto domande e risposte dalle quali si evinceva che il sottoscritto avrebbe definito i Giudici “tutti bastardi, ebrei e comunisti”, ovvero una definizione che neppure un demente oserebbe dare in una pubblica intervista, al di là di quello che dovesse realmente pensare a proposito. A mo’ di ciliegine sulla torta il compagno scribacchino aggiunse anche, sempre a nome mio, qualche insulto e minaccia ai danni degli elettori di AN, nonché un discorso sconnesso volto a difendere uno dei tanti nazisti accusati di avere compiuto stragi ai danni della popolazione italiana durante la guerra, benché io mai avessi parlato di quel caso specifico…</p>
<p>Credeva così il partigiano giornalista di essersi guadagnato l’assunzione presso “Repubblica”, nonché di avere messo nei guai il sottoscritto, descrivendolo come un rozzo ignorante capace solo di pronunciare discorsi sconclusionati, volgari e minacciosi… Magari nella sua fantasia malata di povero comunista sognava una denuncia ai miei danni da parte di qualche suo compagno importante o di qualche toga rossa offesa dai “miei” insulti… Ma aveva fatto i conti senza l’oste, dato che non appena mi accorsi della falsa intervista, mi precipitai a denunciare il fatto alla Magistratura. Francamente temevo che tutto sarebbe finito come al solito, ovvero con qualche solerte PM rosso di Asti pronto ad archiviare la mia denuncia, ma stranamente, almeno per una volta, alle toghe rosse astigiane sfuggì la mia querela ed il compagno giornalista venne rinviato a giudizio!</p>
<p>Accortosi che per una volta il “soccorso rosso” giudiziario stava venendo meno, l’eroico giornalista comunista decise di venire a patti con l’odiato Fascista da abbattere: mi fece contattare da un avvocato, che mi propose di ritirare la denuncia in cambio di ben due interviste riparatrici, una da pubblicarsi sul periodico telematico che già pubblicò quella falsa, probabilmente ad insaputa del direttore, ed una su un periodico cartaceo non meglio identificato.</p>
<p>Divertito dalla cosa, risposi al partigiano che avrebbe dovuto pagare ben di più per il suo squallido comportamento… E così, fra un’offerta ed una richiesta, dopo alcuni mesi di trattative ed udienze in Tribunale, il giornalista rosso (di rabbia, questa volta) si decise a pagare al sottoscritto 1500 Euro e si impegnò a fare pubblicare un’intervista vera sul periodico telematico incriminato… La promessa di pubblicare anche su un giornale cartaceo, come ogni promessa di comunista, svanì nel nulla.</p>
<p>E siamo arrivati all’intervista che segue, che il direttore del periodico, probabilmente per non farsi troppo sporcare il sito dalla presenza di un Fascista, ha deciso di limitare a 5 soli giorni di pubblicazione… Errore mio quello di fidarmi della parola di un comunista senza farmi mettere in forma scritta l’impegno a tenere l’intervista sul sito in archivio per sempre… Ma la soddisfazione di vedere il compagno giornalista partigiano rifugiarsi sulle montagne con le pive nel sacco ed il portafoglio alleggerito è impagabile, così come è impagabile vedere i salti mortali di quanti prima ti offrono un intervista e poi, per paura ed odio politico, la limitano a 5 giorni di pubblicazione.</p>
<p>Qualora qualcuno di noi avesse mai dei dubbi a proposito della necessità di estirpare dalla faccia della terra il cancro comunista per permettere a tutti di vivere sereni ed in pace, certe esperienze non fanno che fortificare le nostre convizioni: non si può lasciare campo libero a questi sudici personaggi, campioni di vigliaccheria, immoralità, falsità e cattiveria allo stato puro, che purtroppo nel corso degli anni si sono annidati come batteri nei settori più importanti della vita quotidiana, quali magistratura, giornalismo, scuola ed università.</p>
<p><strong>Carlo Gariglio</strong></p>
<p><strong>www.fascismoeliberta.it</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-557" title="Intervista1" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/11/Intervista1-724x1024.jpg" alt="Intervista1" width="724" height="1024" /><br />
<img class="aligncenter size-large wp-image-563" title="Intervista2" src="http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/wp-content/uploads/2009/11/Intervista21-1024x418.jpg" alt="Intervista2" width="819" height="334" /></strong></p>
<div id="sezionearticolo">[<a id="linksezione" target="_top">Primo Piano - interni</a>]</div>
<div id="titoloarticolo">Intervista a Carlo Gariglio</div>
<div>di <span id="autorearticolo">Riccardo Castagneri</span></div>
<div id="dataarticolo">31/10/2009</div>
<div>
<p id="corpoarticolo">Dopo una richiesta di rettifica arrivata al nostro giornale, pubblichiamo un&#8217;intervista a Carlo Gariglio, rappresentante del movimento politico fascismo e libertà. L&#8217;intervista, di Riccardo Castagneri, riporta il pensiero politico e le opinione del dottor Carlo Gariglio che lasciamo alla valutazione dei lettori di rivist@. In un precedente articolo, sempre ad opera di Riccardo Castagneri, le opinioni riportate non erano conformi a quanto sostenuto dal movimento politico fascismo e libertà e dal suo rappresentante.</p>
<p><strong>RC: Dottor Gariglio,<br />
Nelle ultime consultazioni lei ha invitato gli iscritti e i simpatizzanti di Fascismo e Libertà all&#8217;astensione al voto. Come pensa di poter sostenere le vostre rivendicazioni e di poterli rappresentare democraticamente?</strong></p>
<p>CG: E quale alternativa avevamo? Quando si vive in una società mafiosa, ove si scontrano una coalizione di mafiosi antifascisti di sinistra ed una coalizione di mafiosi antifascisti di destra, che alternativa hanno quelli che, come noi, amano definirsi fascisti ed antimafiosi? Dovremmo forse scegliere di votare per il meno antifascista? Un fascista con un minimo di amor proprio non può votare per chi si vanta di essere antifascista, anche a costo di non essere rappresentato in alcun modo nella politica odierna.</p>
<p><strong>RC: Per quale motivo ritiene che oggi sia possibile essere fascisti e quali sono i motivi che vi portano a prendere drasticamente le distanze dagli altri movimenti dell&#8217;estrema destra?</strong></p>
<p>CG: Potrei ribaltare la domanda: per quale motivo non dovrebbe essere possibile oggi essere fascisti? Se la sua obiezione riguarda la data di nascita dell&#8217;ideologia, le ricordo che comunismo, socialismo, liberalismo e dottrine varie sono tutte più antiche del fascismo; se, invece, voleva sottintendere qualcosa a proposito dei risultati ottenuti, Le ricordo che il tanto vituperato fascismo prese in mano un&#8217;Italia ferita da una I Guerra Mondiale vinta senza godere dei riconoscimenti promessi dagli alleati, nonché sconvolta dal cosiddetto &#8220;biennio rosso&#8221; (il periodo storico in cui socialisti e comunisti misero a ferro e fuoco l&#8217;Italia nel tentativo di trasformarla in un soviet sull&#8217;esempio della rivoluzione bolscevica in Russia), e la seppe trasformare in un Paese moderno, con una legislazione sociale a tutela delle classi deboli che ci invidiò il mondo intero, con istruzione e sanità gratuite, con diritto alla proprietà della casa per tutti i lavoratori e con un&#8217;espansione di infrastrutture mai più eguagliata. Oggi molti hanno la faccia tosta di dirsi comunisti, benché il comunismo ovunque sia giunto al potere ed in qualsiasi epoca storica, non ha mai prodotto altro all&#8217;infuori di Gulag, stermini, privazioni della libertà, guerre e miseria…<br />
Circa l&#8217;estrema destra, la risposta è molto semplice: non abbiamo nulla a che fare con &#8220;lorsignori&#8221; perché il fascismo non è mai stato di destra, ed anzi, se va a leggersi il primo programma fascista del 1919, lo si potrebbe collocare persino a sinistra! La favoletta del fascismo al soldo di borghesi e capitalisti per soggiogare le classi operaie deriva dai soliti cialtroni che hanno mistificato tutta la storia degli ultimi 90 anni; il fascismo non fu altro che una forma di socialismo nazionale, ovvero un socialismo epurato dalle tante cretinate internazionaliste del marxismo…<br />
Non a caso il fascismo legiferò un Ventennio a favore delle classi umili e meno abbienti, limitando notevolmente le pretese della borghesia rapace e sfruttatrice ed arrivando persino a socializzare le imprese. Sarà forse per questo motivo che i migliori alleati dei sedicenti &#8220;partigiani&#8221; furono proprio gli industriali del Nord Italia, i quali vennero ripagati dai loro compagni di merende del CLN con l&#8217;abolizione immediata della Legge sulla socializzazione?</p>
<p><strong>RC: Ci sono state in passato o ci saranno in futuro delle intese con il PDL di Berlusconi e Fini?</strong></p>
<p>CG: Dato che, come accennavo prima, noi non abbiamo nulla a che fare con la destra, sia essa estrema, sociale, moderata o come diavolo la vogliono chiamare, non abbiamo mai avuto, né mai avremo, qualcosa a che fare con il PDL o con i suoi alleati occulti dei vari Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Azione Sociale ed altri, ovvero con quanti fingono di rifiutare il berlusconismo per poi venire a patti con il duo Berlusconi &#8211; Fini in cambio di qualche sgabello ed un piatto di lenticchie. Senza contare la pregiudiziale antifascista che costoro amano sbandierare…<br />
Certo, a volte non possiamo fare a meno di notare che a fronte del rischio di essere governati da personaggi come Prodi, Di Pietro, Veltroni, Franceschini ed altri, persino un uomo come Berlusconi può apparire un salvatore della Patria ed assurgere al ruolo di statista…  Ma da questo a sostenerlo ce ne passa!</p>
<p><strong>RC: Pur condividendo gli attacchi a mafie, massonerie, scandali e malapolitica, davvero è convinto che il ventennio sia totalmente immune da colpe ed errori?</strong></p>
<p>CG: L&#8217;ho mai detto? Se il fascismo viene guardato con occhi onesti e non con l&#8217;ottica menzognera dei vecchi stalinisti che lo combatterono non per amore di democrazia, ma per trasformare la nostra povera Italia in una colonia dell&#8217;URSS, il bilancio di 20 anni di governo non può che essere largamente in attivo. Le opere pubbliche ancora oggi in piedi ed i pochi diritti rimasti ai lavoratori ed ai poveri provengono tutti dal fascismo, mentre 64 anni di &#8220;democrazia&#8221; cosa hanno portato? Scandali, ruberie, tangenti, mafia (estirpata dal fascismo e riportata dagli &#8220;alleati&#8221; al potere in tutto il sud Italia fin dal primo giorno del loro sbarco), tasse astronomiche, ticket sulle medicine e sulle prestazioni sanitarie, pensioni da fame, corruzione in ogni campo della vita sociale…<br />
Devo continuare?</p>
<p><strong>RC: Converrà che nelle amministrative di giugno 2009, avete raggiunto un risultato significativo in due soli paesini dell&#8217;astigiano. Come pensa che possa essere recepito il messaggio che Fascismo e Libertà è, come dire, un movimento nazionale?</strong></p>
<p>CG: Noto con piacere che si è informato sui nostri risultati elettorali… Bene, ma come al solito l&#8217;informazione è lacunosa, perché dimentica di ricordare che siamo stati sì presenti in 4 piccoli comuni (3 dell&#8217;astigiano ed uno del torinese), ma che saremmo anche stati presenti con pieno diritto alle elezioni Provinciali di Torino (cioè di una provincia con 2 milioni e mezzo di abitanti), nonché ad un&#8217;altra comunale di un piccolo paesino del milanese… Dico saremmo perché, essendo l&#8217;Italia una finta democrazia ed un vero regime mafioso &#8211; partigiano, un gruppuscolo di magistrati torinesi della Corte d&#8217;Appello (le solite toghe rosse in servizio permanente ed effettivo) ha pensato bene di cacciare via la nostra lista dalle provinciali ritenendo il nostro simbolo illegale… E questo nonostante sia lo stesso simbolo che è stato consacrato del tutto legittimo da un&#8217;apposita Sentenza del Consiglio di Stato del 1994… Nonché lo stesso simbolo che è stato ritenuto legittimo per il Comune di Brozolo, che sempre in provincia di Torino è! Dunque è bene tenere presente che le liste MFL presenti alle elezioni sono solo una piccola parte di quelle presentate, dal momento che ogni anno prefetti e vice prefetti corrotti, nonché magistrati partigiani, si divertono a sabotare le nostre liste per guadagnarsi benemerenze da parte del mafioso regime antifascista. In ogni caso, nonostante l&#8217;artiglieria pesante utilizzata dal regime, dal 1999 ad oggi il MFL è riuscito ad essere presente in varie elezioni amministrative delle province di Asti, Torino, Como, Pavia, Brescia, Roma, Isernia, Campobasso, Sassari, Cosenza, ottenendo anche l&#8217;elezione di vari consiglieri comunali (alcuni tuttora in carica) in provincia di Asti, Torino, Isernia, Campobasso e Sassari. Non saremo il PDL o il PD, ma ci siamo… E questo nonostante i sabotaggi da &#8220;Repubblica delle Banane&#8221;, il cui resoconto è puntualmente riportato sul mio blog: www.lavvocatodeldiavolo.biz</p>
<p><strong>RC: Molto spesso denunciate pubblicamente atti di sabotaggio nei confronti delle vostre liste elettorali e limitazioni dei vostri diritti politici: a cosa vi riferite?</strong></p>
<p>CG: Un primo accenno lo ha già avuto a proposito dell&#8217;illegittima esclusione dalla provinciali di Torino. Un altro esempio, di rara gravità, posso farlo a proposito del Comune di Nosate (MI). Lì, in occasione delle ultime elezioni, la Commissione Elettorale ha correttamente valutato la legittimità della lista MFL e del relativo simbolo, approvando entrambi ed inserendoci nel sorteggio per il numero d&#8217;ordine della lista. Ma ben 15 giorni dopo, su sollecitazione addirittura del Prefetto di Milano (il quale non ha un simile potere, è bene saperlo), la commissione si è nuovamente riunita stracciando la precedente decisione ed eliminando dalle elezioni la nostra lista! Tutto questo, mi ripeto, accade in spregio a Leggi e Sentenze stesse della giustizia penale ed amministrativa, in quanto fin dal 1992 le Procure della Repubblica Italiana interpellate, hanno sancito che il MFL è un movimento del tutto legittimo, con uno Statuto ed un programma democratici e che nulla abbiamo a che fare con i reati previsti dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione e dalla cosiddetta &#8220;Legge Scelba&#8221;, mentre i TAR di Lazio e Sicilia hanno sancito, imitati poi dal Consiglio di Stato, la nostra piena legalità anche dal punto di vista del contrassegno elettorale. Ciò nonostante, ogni nostra apparizione alle elezioni mobilita l&#8217;apparato dello Stato con il solo ed unico fine di limitare il più possibile la presenza elettorale e propagandistica del MFL, azioni che non esito a definire attuate con modalità mafiose&#8230; Presenza che, è utile sottolineare, ci sarà sempre impedita per quanto riguarda le elezioni nazionali ed europee, in quanto, nei modi a parer mio non democratici degli apparati del Ministero, che decidono a proposito dei contrassegni che vengono depositati in quelle occasioni, hanno sempre respinto il nostro simbolo, incuranti persino della già citata Sentenza del Consiglio di Stato del 1994, la quale venne promulgata proprio su richiesta dello stesso Ministero dell&#8217;Interno! E questo perché accade? Perché le decisioni del Ministero in tema di contrassegni elettorali sono inappellabili! Ovvero, non esiste organo superiore a cui proporre appello, cosa che è largamente anticostituzionale…<br />
Persino i TAR sono stati prezzolati a questo squallido fine, infatti dal 2005, su indicazione del Consiglio di Stato, tutti i ricorsi pre-elettorali di piccoli partiti o liste scomode come la nostra vengono bocciati con la motivazione che vanno riproposti DOPO le elezioni, al fine di chiederne l&#8217;annullamento e la ripetizione… Si può Immaginare da solo quante possibilità ci sono per un piccolo movimento di vedersi riconoscere giustizia tramite l&#8217;annullamento e la ripetizione di un&#8217;elezione nazionale, europea, regionale o anche solo provinciale! Ovviamente, se a ricorrere è il PDL, il TAR finge di non ricordare la direttiva del 2005 e riammette la lista, come accaduto per le provinciali di Savona del giugno scorso!<br />
E vi stupite ancora se qualcuno, di fronte alla scelta fra un regime all&#8217;acqua di rose come quello del Ventennio ed un regime mafioso &#8211; partigiano impostoci dalle baionette straniere, osa preferire il primo, ove almeno nessuno si riempiva la bocca di vuote parole tipo &#8220;libertà&#8221;, &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;diritti costituzionali&#8221;?</p>
<p><strong>RC: Il suo è comunque un attacco a ministeri, magistratura, alte cariche dello Stato. Un attacco senza quartiere alle istituzioni.</strong></p>
<p>CG: La cosa le pare strana? Noi non facciamo altro che denunciare cose tristi e reali, che chiunque può verificare anche solo visionando sul nostro sito le varie Sentenze disattese che legittimano la nostra esistenza (http://www.fascismoeliberta.info/phpf/viewpage.php?page_id=6) Dovremmo forse accettare supinamente, come fa la maggior parte di questo popolo di rimbecilliti dal Grande Fratello e Face Book, di vivere in una dittatura illiberale camuffata da democrazia?</p>
</div>
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