Archivio di giugno 2008

VE NE RACCONTO UNA – STORIE DI DEMOCRAZIA VISSUTA – CRONACA DELL’INCONTRO FRA CITTADINO E DEMOCRAZIA NELL’ITALIA DELLE TANGENTI, DELLA MAFIA E DELLA RESISTENZA (Pubblicato sul settimanale “LA BOTTEGA”, 1993)

mercoledì, 25 giugno 2008

 Il sottoscritto, che piaccia o meno ai lettori, fa parte del Movimento Fascismo e Libertà, legalmente costituitosi con atto notarile il 25 luglio 1991. Tale movimento ha fin dalla sua apparizione contribuito a dare nuova linfa vitale ai cadaveri della Storia d’Italia, quali partigiani vari e sinistre assortite; costoro infatti si sono presi la briga di denunciare per più di 550 volte il Movimento, il suo fondatore Giorgio Pisanò, e vari iscritti delle più disparate località. Purtroppo per costoro circa venti procure della Repubblica d’Italia hanno archiviato ogni denuncia, riconoscendo al Movimento piena legalità, con la motivazione che, pur richiamandosi nel nome e nel simbolo al disciolto Partito Fascista, non ne fa propri i mezzi violenti, rientrando quindi nel pieno diritto della libertà di espressione. Certo, questo non è assolutamente gradito alle consorterie di ebrei, partigiani, mafiosi, comunisti e tangentisti, ma purtroppo per loro anche la legge talvolta non si confà perfettamente ai “liberatori” italici. Buona parte comunque di questa immonda confraternita si è dovuta adattare alla coesistenza con il Movimento Fascismo e Libertà, ma non tutti sono disposti ad arrendersi. E inizia così l’esperienza del sottoscritto, che vado a riassumere in breve. Il 15 marzo 1992 vengo delegato dalla dirigenza a richiedere per conto del Movimento Fascismo e Libertà la concessione degli spazi elettorali di affissione in occasione delle propaganda referendaria; lo stesso giorno invio un fax al Comune di Asti contenente la suddetta richiesta. Il 17 marzo la Giunta comunale, presieduta dal Sindaco, decide di denunciare alla Procura della Repubblica il sottoscritto, in virtù della barbara reliquia resistenziale denominata “Legge Scelba”. Ed ecco avviene il miracolo! Nell’Italia delle tangenti, della mafia, della burocrazia eterna, delle pensioni che arrivano dopo dieci anni di attesa, delle sentenze emesse dopo decine di anni, ecco che la parola “fascista” fa scattare la molla dell’efficienza. Come ai “bei tempi” della giustizia partigiana – ovvero quando si poteva entrare in casa di chiunque, torturarlo, derubarlo, ucciderlo con un colpo alla nuca ed ottenere infine la medaglia al valore – il CLN di Asti si compatta e parte all’attacco! Il giorno 18 alle ore 13 mi ritrovo in casa un Maresciallo dei Carabinieri, un Ispettore di Polizia ed un milite della Guardia di Finanza (forse temevano che il Movimento Fascismo e Libertà evadesse anche le tasse?); per mia fortuna e ad onore del vero devo ringraziare costoro di non essere stati allevati ad immagine e somiglianza di Starsky ed Hutch, visto che mi vengono risparmiati i mitra spianati, i giubbotti antiproiettile, le sgommate pirotecniche e le porte sfondate. Tuttavia, mi esibiscono un regolare mandato firmato dalla Magistratura di Asti (quella stessa Magistratura, per intenderci, che manda in giro a piede libero e a testa alta un delinquente come Giovanni Goria), in virtù del quale devono perquisire la mia abitazione alla ricerca di documentazione politica. Fra parentesi vi è da notare che analoghe domande di spazi elettorali erano già state accolte dal Comune di Torino (60 Km di distanza), nonché da ben 5 comuni minori della stessa Provincia di Asti, fatto che da solo basterebbe a dimostrare che l’Italia non è affatto uno Stato unitario di diritto, bensì una ridicola repubblica delle banane, retta da infami sceriffi che cambiano la legge a proprio uso e consumo ogni decina di chilometri che si percorrono. Riprendendo il discorso, capito che nessuno nascondeva nulla, e presa visione di alcune sentenze di assoluzione di altri tribunali italiani, i poveri tutori dell’ordine iniziano a capire in che razza di bufala si sono infilati loro malgrado, grazie all’ineffabile sindaco “resistente” astigiano; così mi si invita a malincuore al Tribunale di Asti per chiedere lumi al Magistrato; qui costui, con altrettanta rapidità, capisce ciò che già avevano capito i tre tutori dell’ordine, ma la prassi lo obbliga a trattenere il materiale politico sequestratomi, e ad aprire un procedimento ai miei danni con le solite vecchie imputazioni di “Ricostituzione, Apologia” e chi più ne ha più ne metta. Torno così, fortunatamente a piede libero, nella mia abitazione, dopo una giornata di lavoro persa per i motivi sopra indicati; l’indomani ricevo una telefonata dal Tribunale, ove devo ri-recarmi per firmare un documento non firmato il giorno prima (ovvero, altra mezza giornata di lavoro persa), ed insieme una lettera firmata “Il Sindaco di Asti” nella quale, con un tono mafioso che ben si addice ad un sindaco democristiano nonché  “resistenzialista”, mi si diffida dall’effettuare affissioni sino a nuovo ordine! Ma purtroppo per questo buffone astigiano, nel breve volgere di otto giorni il Magistrato incaricato chiude la questione (forse vergognandosi un po’ di quanto era stato costretto a fare dalla segnalazione del buffone suddetto), invitandomi al Tribunale per restituirmi quanto mi era stato sequestrato, nonché per annunciarmi l’archiviazione del procedimento. Così, dopo aver perso la terza mezza giornata lavorativa grazie alla cialtroneria del mafioso astigiano (purtroppo tali personaggi che vivono sulle spalle della collettività non possono certo comprendere cosa significhi giornata lavorativa, ma il sottoscritto purtroppo si), ottengo lo stesso giorno l’ennesima soddisfazione: l’Assessore competente dell’Ufficio Elettorale mi telefona tempestivamente annunciandomi l’assoluta disponibilità dello spazio di affissione,  partire da quel momento. E così anche la “repubblica partigiana” di Asti alza bandiera bianca; la celerità e il repentino cambiamento di tono utilizzato mi fanno però pensare che anche in queste lande desolate abbiano scoperto l’esistenza dell’art. 294 del Codice Penale, il quale recita: “Chiunque con violenza, minaccia o inganno, impedisca in tutto o in parte l’esercizio del diritto politico, ovvero determina taluno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. O magari, senza scendere in particolari da penalisti, che abbiano scoperto gli articoli del Codice Civile che parlano di “Abuso d’ufficio”, “Calunnia e Diffamazione”, “Omissione di Atti d’Ufficio” ed altri? Sarà o non sarà il caso di avvalersi di questi articoli di Legge per far abbassare la boria mafiosa del caro Sindaco di Asti? Cosa ne pensano i lettori, da qualsiasi parte politica stiano? E cosa ne pensa il “partigiano” Sindaco di Asti? Non pensa che Le si addica di più la parte del giullare di corte che non quella del “Monarca”? 

Carlo Gariglio

STATO PONTIFICIO OGGI (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

mercoledì, 25 giugno 2008

Nostro malgrado ogni giorno veniamo letteralmente bombardati, tramite i mezzi di (dis)informazione di massa, da varie requisitorie del Papa, dei teologi, di Vescovi ed Arcivescovi, associazioni cattoliche e via discorrendo; non c’è giornale o telegiornale che non dedichi ampi spazi alle suddette persone, anche quando queste violano palesemente i confini religiosi per intromettersi in questioni politiche o di vita quotidiana. Perché accade ciò? La Chiesa Cattolica, grazie ai propri ampi interessi in politica, potrebbe contare, per divulgare il suo verbo, su un quotidiano, su vari settimanali, nonché su un canale radiofonico, ma ciò non basta agli uomini con la gonna residenti in Vaticano. Costoro pretendono di entrare di diritto nelle case di TUTTI gli italiani, ovvero anche in quelle di chi con loro e con le loro superstizioni nulla vuole avere a che fare, e purtroppo ciò gli è concesso dal tacito contratto di mutua assistenza che intercorre tra i vertici vaticani ed i vertici dello Stato Italiano o, per meglio dire, fra la Chiesa e la Democrazia Cristiana (con l’assistenza degli alleati di turno).Grazie a questo scambio di cortesie, la Chiesa ottiene ampi spazi che altrimenti non meriterebbe, la sua dottrina continua a venire insegnata nelle scuole (soltanto ammaestrando una persona fin dalla più tenera età la si può convincere delle cose che costoro predicano), le varie associazioni cattoliche, ivi comprese quelle più microscopiche, ottengono sempre notevole risalto per le loro iniziative e, dulcis in fundo, tutta la categoria delle tonache non viene mai neppure sfiorata quando si parla, come in questo infausto periodo, di austerità e di tagli.Ma qual è il contraltare a quanto appena descritto? Naturalmente è l’intervento, mirato e coordinato con grande anticipo, delle gerarchie ecclesiastiche che cercano di puntellar il regime rendendo pubbliche le loro prediche ad hoc; degli esempi? E’ presto detto. La Lega di Bossi mette in pericolo i cadreghini del quadripartito? Ecco il Padreterno di turno tuonare, dall’alto dei pulpiti offerti dalla stampa italiana e da mamma RAI, contro “le forze disgregatrici dell’unità italiana”. Le elezioni si avvicinano ed i sondaggi vedono male il governo? Ecco allora un altro Messia infervorarsi invitando i veri cristiani a votare per il solito partito. Il Governo sta passando i limiti con tasse e gabelle da grassazione? Il cittadino che non ne può più sta già pensando alla disobbedienza fiscale? Ed ecco scomodarsi addirittura i teologi con il loro nuovo catechismo dove, guarda caso, fra i peccati meritevoli dell’inferno compare il non pagare le tasse!Se non fosse una situazione drammatica, per quelli come noi che sono costretti a viverla, ci sarebbe veramente da ridere per questi patetici tentativi di puntellarsi a vicenda da parte di due entità, Chiesa e Stato, che non hanno più nulla da dire alle persone perbene e che farebbero miglior figura togliendosi di mezzo da soli. Ciò naturalmente non accadrà, data l’ottusità dei membri delle due entità; la Chiesa, in tutta la sua Storia, non ha mai capito nulla del mondo che la circondava, limitandosi a condannare, bruciare, torturare e combattere tutti coloro i quali non erano in linea con i suoi dettami, salvo poi, a sconfitta avvenuta, ravvedersi ed adeguarsi al nuovo andazzo per riuscire a sopravvivere tenendo legati a se un certo numeri di indottrinati. E’ sufficiente un piccolo sguardo verso le cose passate per rendersi conto del livello di questi individui; i preti sono passati con estrema disinvoltura dal sostegno incondizionato alle monarchie assolute a quello, altrettanto incondizionato, agli “immortali” principi di uguaglianza, fraternità e libertà; da strenui sostenitori dello Stato della Chiesa (cioè al diritto di potere temporale del Papa) a convinti fautori dell’Unità d’Italia da difendere dagli attacchi dei bari boss; dall’antifascismo democratico alla militanza fascista, per poi rimodellarsi in antifascisti partigiani; dall’antisemitismo più duro e puro alle requisitorie retoriche contro la discriminazione dei “fratelli” ebrei… Non c’è che dire: un bel quadretto di coerenza è stato dipinto dai nostri “fratelli” Vaticani nei secoli della loro storia!Ma, beati loro, ancor oggi continuano, incuranti di ogni senso del ridicolo, a dettare precetti, ad auto-considerarsi il massimo dell’autorità morale (!), a scaraventarci all’inferno se solo osiamo portare al collo un talismano (solo loro possono permettersi di adottare crocefissi, santini, madonne ed altri feticci) o se consultiamo l’oroscopo di un giornale, a disprezzarci se facciamo l’amore con una donna senza mettere al mondo un figlio la settimana (per poi ridurci al livello della Somalia, con miriadi di bambini “cristianamente” destinati a crepare), a discriminarci se non sottostiamo ai loro voleri (salvo poi coccolare gli extracomunitari per cercare di riempire le loro chiese ormai vuote), e così si potrebbe continuare per mesi.Del resto, invece di sprecare tante parole e tanti esempi, per capire la barbarie mentale e culturale che affligge gli uomini con la gonna, basterebbe ricordarsi della moglie del povero Falcone, massacrata insieme al marito dalla mafia, ed esclusa dall’ineffabile Capo di Stato Vaticano perché sposata in seconde nozze! Alla luce di questi esempi è veramente molto triste pensare che ancor oggi moltissime persone, in Italia e nel mondo, prestino orecchio a questa casta, arrivando persino a votare per il partito che rappresenta i suoi interessi nel territorio della Repubblica Italiana, e continuano, giorno per giorno, a discriminare e disprezzare fiori di galantuomini rei soltanto di vivere seguendo una logica non ottenebrata da precetti medioevali.L’unica cosa che noi persone perbene non ancora ipnotizzate e cloroformizzate dal potere (sia esso “spirituale” o politico) possiamo sperare è che, il giorno in cui finalmente anche il nostro popolo di pecoroni riuscirà a liberarsi dal giogo di questa classe politica, non si dimentichi dei loro complici storici Vaticani, e non si lascino abbindolare dall’ennesimo voltafaccia che sicuramente costoro tenteranno di compiere per garantirsi, ancora una volta, la permanenza alla testa di quella parte di persone che necessitano di una falsificazione mistica e trascendentale per poter meglio accettare la dura vita di tutti i giorni.E se nel frattempo capiterà, come nei giorni scorsi,che qualcuno degli antenati dei soldati papalini si prega la briga di organizzare una contro-celebrazione della Breccia di Porta Pia, sostenendo la causa dello Stato della Chiesa, orbene, sfruttiamo la situazione e regaliamo nuovamente a costoro i loro territori per ricostituire il loro Stato, ivi convogliando tutti quanti sono concordi con loro; ed in aggiunta, doniamo loro tutti i palazzi romani sedi di attività politiche, naturalmente completi del loro contenuto, e subito dopo chiudiamo con un bel lucchetto tutte le frontiere; forse così riusciremo a vivere bene ed in pace anche noi poveri “Cristi”!                     

Carlo Gariglio

E PANTALONE CONTINUA A PAGARE (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST, 1993)

martedì, 24 giugno 2008

Vi è in Italia una categoria di cittadini che, a giudicare dalle ruberie e dalle prevaricazioni che accetta, pare aspirare al martirio; parlo naturalmente dell’automobilista. Costui, costretto da lavori sempre più disagiati e da residenze sempre più lontane dai luoghi di lavoro, deve giocoforza piegarsi all’uso dell’auto; da questo momento assume il ruolo del giullare di Stato. Si inizia subito con la spesa per l’acquisto, non inferiore a 15 milioni per chi deve utilizzare l’autovettura per percorrenze medie; immediatamente dopo subentra lo spauracchio dello Stato, che travestendosi ora da assicurazione obbligatoria (e salata), ora da tassa di proprietà comunale, inizia a grassare il povero Pantalone. Ma non finisce qui, naturalmente; l’auto comprata, assicurata e munita di bollo dovrà essere rifornita di carburante: detto, fatto, ecco i prezzi dei prodotti petroliferi più alti in assoluto d’Europa, poiché il Governo ladro arriva quasi a triplicare il prezzo del prodotto con le sue gabelle medioevali. Vogliamo allora fare un giro in autostrada? Ecco servito il Pantalone al volante: limiti di velocità ridicoli ed assurdi, fatti apposta per consentire alle divise del regime di rapinarci legalmente tramite autovelox e altri simili marchingegni; tratti autostradali carissimi (poco più di 200 Km di percorrenza in Italia costano come un anno di percorrenza in Svizzera, tanto per fare un esempio); lavori in corso perenni per consentire alle mafie degli appalti di continuare in eterno lavori richiedenti in effetti pochi giorni; autostrade faraoniche in luoghi di sotto-utilizzo e vere e proprie trappole mortali (tipo la Torino – Savona) dove il traffico scorre con frequenza; e ancora colonnine di soccorso inesistenti o non funzionanti, tratti privi di segnaletica a terra (fondamentale in caso di nebbia), lavori non segnalati o mal segnalati, e così si potrebbe continuare per pagine intere. Ma vogliamo lasciare perdere le autostrade e circolare in città? Bene, ecco allora che Pantalone si scontra con larghe fasce di divieto di transito (al povero Cristo, naturalmente, poiché “gli amici degli amici” hanno bello e pronto un permesso di circolazione per auto), mancanza assoluta di parcheggi (e presenza delle solite divise che, preavvisate della difficile situazione economica dello Stato, riescono a risanare il bilancio sottraendoci miliardi dalle tasche sotto forma di multe varie), impianti semaforici assurdi ed antiquati, regolati a bella posta per creare ingorghi, mercati rionali che sbarrano intere zone, e non per ultimi i soliti ed eterni lavori in corsi di SIP, ENEL, ITALGAS…Basta così? E no, perché oltre a tutto quanto accennato sopra, Pantalone è da anni costretto anche a sorbirsi gli insulti di un infame ed infausta categoria di nuovi politici, alias i Verdi, i quali, con sadismo degno dei loro trascorsi politici di ex sessantottini, demoproletari e radicali, pretendono di gettare sulle spalle del povero Pantalone – automobilista tutte le responsabilità dell’inquinamento ambientale, dimenticando (per errore?) i veri responsabili di ciò, e cioè le grandi industrie ed i riscaldamenti a gasolio, unici colpevoli di quello che respiriamo. Possibile che in mezzo ad un mare di sindacati, partiti, leghe et similia, non ci sia nessuno in grado di difendere noi automobilisti?                                                                                                                                                                                     Carlo Gariglio

COMICITA’ MINISTERIALE (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

martedì, 24 giugno 2008

Ci risiamo: i “nostri” amati governanti, non paghi delle ruberie e dei soprusi che ci propinano da anni, si gettano senza ritegno nel campo della comicità, ottenendo risultati migliori del più famoso degli umoristi televisivi. E’ dei giorni scorsi, infatti, la proposta di limitare l’uso dell’autovettura a chi non riuscirà a caricarvi sopra almeno tre persone; un’idea così meravigliosa è tale da oscurare persino la buffonata dell’ex Ministro Ferri, il quale, adducendo nobili intenti di livellamento, ebbe l’idea di limitare la velocità massima in autostrada a 110 Km/h per tutte le cilindrate di autovetture, favorendo così la rapina legalizzata dell’autovelox (molto più semplice da tarare e da usare quando il limite è unico). Immagino già i risultati di questa nuova meraviglia governativa: le orde di extracomunitari lavavetri e posteggiatori abusivi si trasformeranno in accompagnatori abusivi, ciondolando tutto il giorno lungo il perimetro delle zone vietate in attesa di farsi caricare da qualche automobilista che non può permettersi di rispettare l’iniquo divieto (e che non può permettersi le relative mance per ottenere i permessi di transito validi nelle zone vietate); i rappresentanti e gli agenti di commercio, dimenticando le leggi della concorrenza di mercato, organizzeranno bus interi per recarsi tutti insieme negli stessi esercizi; le casalinghe d’assalto, ovvero quelle che macinano centinaia di chilometri al giorno passando da un ipermercato ad un altro, si organizzeranno mediante camion con rimorchi per poter caricare, oltre a loro stesse, le spese effettuate; i figli di papà con fuoristrada faranno studiare dai loro ricchi genitori delle limousine a sei posti, tre da riempire per poter entrare in centro, ed altre tre da riempire con le avvenenti ragazze che passeggiano scosciate in attesa dell’arrivo di uno dei suddetti principi azzurri; infine, veri e propri kamikaze, gli ottuagenari con pensioni accreditate su conti correnti o uffici postali interni alle zone vietate, organizzeranno interi convogli, in occasione dei giorni di paga, per recarsi a riscuotere quanto dovuto dallo Stato.Mi rimane un ultimo dubbio: se un marito carica sulla sua autovettura la moglie gravida colta dai primi sintomi del parto, e tenta di recarsi in qualche clinica sita all’interno delle zone vietate, il solerte tutore dell’ordine di turno dovrà considerare ciò infrazione, perché tecnicamente sull’auto sono presenti due sole persone, o il Ministro competente diramerà una circolare nella quale autorizzerà a considerare la coppia sopra citata come un terzetto già in regola?Coraggio Ministro, non ci faccia penare, metta mano alla penna e, dall’alto della sua lungimiranza, ci illumini anche su questo caso: la storia della comicità ministeriale avrà così un nuovo capitolo!                                                                                                                                                                             .
Carlo Gariglio

UN NOTEVOLE RISPARMIO (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

venerdì, 20 giugno 2008

In data 24 settembre 1992 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha deciso di attenersi, in tema di senatori a vita, all’interpretazione della norma Costituzionale che ne delimita la presenza a cinque in totale. 

Fortunatamente per le esauste casse dello Stato Italiano l’attuale presidente ha posto un freno alla perversa interpretazione data alla stessa norma dai suoi due predecessori.


Costoro nominarono allegramente ben cinque Senatori a vita ciascuno, creando (come se non bastassero gli altri) un surplus di parassiti mantenuti a vita con circa 18.000.000 di Lire mensili, senza contare naturalmente la pensione (pardon, il vitalizio) e le eventuali rendite proprie derivanti da altre attività.
 

Da notare, inoltre, che i vari Senatori a vita possono permettersi, pur essendo spesso e volentieri minati dalla senilità, di partecipare alle varie votazioni concernenti aspetti di primaria importanza per la vita del Paese, rischiando così di divenire determinanti nei cambi di direzione che uno Stato può avere negli anni, mentre dovrebbero limitarsi a preoccuparsi soprattutto di cambiarsi regolarmente il pannolone o il catetere!
 

Ebbene, in questo clima di austerità e di rapine a man bassa per risanare la situazione, il gesto di Scalfaro si può a ragione considerare un atto finalmente ragionato e ragionevole, sia analizzandolo dal punto di vista strettamente economico, sia considerandolo sotto un più ampio aspetto di coerenza politica.
 

Pur senza provare nessuna simpatia né per il signor Presidente, né tanto meno per il partito che lo ha “partorito”, sento una volta tanto il desiderio di complimentarmi per la felice decisione. Peccato soltanto che il signor Presidente non continuerà su questa strada, battendosi per abolire del tutto l’inutile Senato!
 

Carlo Gariglio

UNA FARSA CHIAMATA RAZZISMO (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

giovedì, 19 giugno 2008

 

Da ormai lungo tempo l’informazione asservita al regime continua a bombardarci con la parola magica razzismo; il tabaccaio che si lamenta del marocchino che vende sigarette di contrabbando è razzista; il fiorista che dopo aver pagato fior di tasse deve sopportare decine di extra comunitari che vendono fiori ad ogni angolo di strada non può lamentarsi per non essere tacciato di razzismo; il padre di famiglia non può lagnarsi se la propria figlia rischia di essere violentata da un’orda di drogati africani, pena l’accusa di razzismo, e così via.

I nostri beneamati governanti hanno fatto di tutto per favorire l’invasione del suolo patrio da parte degli immigrati arabi ed africani, trovando in ciò il solito valido ausilio della Chiesa Cattolica, sempre a caccia di nuovi fedeli e sempre pronta a barattare un pasto caldo con una conversione; perché questo atteggiamento?

E’ presto detto; fedeli al vecchio motto “Dividi per imperare” i governanti italiani (ma si potrebbe dire europei) necessitando di qualsiasi cosa che possa creare tensioni tra la gente comune, allo scopo di poter meglio coprire le loro nefaste azioni, soprattutto in campo economico.

Ecco che allora il favorire l’arrivo di questi poveri disgraziati, prendendo quali giustificazioni delle ridicola affermazioni di solidarietà con i più bisognosi, crea (e non potrebbe essere altrimenti) tensioni fra strati più poveri della popolazione autoctona, nuovi immigrati, e strati benestanti locali (giacché questi ultimi, non sentendosi – e non essendo effettivamente – minacciati dai nuovi arrivati, tenderanno a minimizzar il problema dell’immigrazione se non, addirittura, a solidarizzare con gli extra comunitari, naturalmente attraverso una solidarietà che richiama alla mente i primi socialisti utopisti e paternalisti).

Questa frattura sociale è indispensabile per riempire pagine di giornali, telegiornali e conferenze varie; intanto loro, i “soliti noti”, preparano nuove stangate, sghignazzando mentre in piazza la destra ricomincia a scontrarsi con la sinistra sulla questione razziale, mentre i poveri cristi nostrani si scagliano sui poveri cristi immigrati, questi ultimi si difendono direttamente o nascondendosi dietro miriadi di sigle di organizzazioni varie, le quali poi si riducono, immancabilmente, o alla Chiesa Cattolica, o all’estrema sinistra mascherata.

 Le piazze di tutte le città si riempiono di gente, ora pro, ora contro, e la situazione non cambia mai. Questa vergognosa situazione, è bene dirlo a voce alta, non è assolutamente casuale, ma è un vergognoso calcolo politico dove tutti, nessuno escluso, svolgono il ruolo di burattini legati a fili di trame ben più ampie.Del resto, a controprova di ciò, dovrebbe bastare l’esperienza passata di diverse parti del mondo, ove il fenomeno che sta solo ora interessando l’Italia è già da tempo accaduto e dove ha provocato i medesimi problemi; basti pensare alla situazione degli USA, dove dai tempi della formazione del Ku Klux Klan a tutt’oggi nessuna integrazione è mai stata del tutto accettata dalle parti in causa e dove prevale ancora (e chissà ancora per quanto prevarrà) la guerra fra ghetto etnico e ghetto etnico; o ancora dai Paesi dell’Est europeo, dove migliaia di stranieri (Vietnamiti e Cubani soprattutto) furono fatti affluire (a spese dei residenti) per avvalorare la ridicola immagine della fratellanza fra le genti dei Paesi comunisti.Tutte queste esperienze si possono accomunare a quanto sta vivendo l’Italia oggi, per i seguenti motivi: 

  1. gli immigrati sono stati attirati direttamente dal potere politico, mediante controlli di frontiera largheggianti, facilitazioni e sussidi concessi dopo l’arrivo, nonché con una vergognosa latitanza di rimpatri anche verso criminali riconosciuti;

  1. le ingiustizia verso i residenti sono state pesanti e palesi, quali ad esempio la tolleranza assoluta dei commerci illeciti ed abusivi, ed il farsi carico da parte delle autorità del problema delle soluzioni abitative esclusivamente per gli immigrati;

  1. le forze politiche che hanno consentito quanto descritto si sono infine palesemente schierate a favore dell’illegalità portata da questi extra comunitari, falsificando clamorosamente l’opinione pubblica e tacciando di nazismo, leghismo, razzismo chissà cos’altro tutti quanti si permettevano una giusta lamentela.

  Tutto ciò, oltre a servire agli scopi immediati di cui sopra, persegue anche un obiettivo di lunga scadenza, e cioè il meticciato di tutte le società, situazione che, ovviamente, è molto più semplice da controllare per il potere politico, dal momento che con il passare del tempo le varie identità nazionali perderanno identità, forza e coesione, trasformandosi in calderoni di persone costrette a vivere in comune e per questo in guerra perenne tra loro.Non si spiegherebbe altrimenti la continua mistificazione alla quale assistiamo ogni giorno, perseguita con la criminalizzazione e la “nazistizzazione” di ogni voce dissenziente; eppure i risultati ai quali andremo incontro li abbiamo sotto gli occhi; nella vicina Germania, la gente è stufa di pagare le tasse per mantenere la solita masnada governativa, migliaia di sfaccendati, incivili e non integrati, portati nelle loro case dalla megalomania di chi governa; a nulla servirà la criminalizzazione di chi deve rinunciare al pane per sfamare i figli mentre a due passi una famiglia di Vietnamiti vive con i sussidi dello Stato; poco importa qui il razzismo (filosofia molto complessa che dovrebbe innanzitutto studiare tutte quelle nullità del nostro giornalismo che lo citano a sproposito); poco importa il nazismo, poco importano gli skin heads. 

Chi si è ribellato in Germania e chi si è ribellato in Italia è povera gente comune, sfruttata ed oppressa dal potere; e se costoro si schiereranno al fianco di nazi-skin o di qualsiasi altra forza politica, ciò non sarà dovuto né alle idee razziste (troppo complesse, ripeto, per essere fatte proprie dalla gente comune), né alla forza delle idee naziste, né tanto meno dal carattere trascinatore dei vari Bossi, Fini e Gremmo.

 La responsabilità dell’esplosione di un conflitto sociale simile ad una vera e propria guerra civile dovrà ricadere solo ed esclusivamente sui governanti (alleati clericali compresi) che hanno favorito tale situazione, e sulle sinistre che, ormai vomitate dalla Storia e da tutta Europa, stanno disperatamente tentando di tenersi a galla fallendo clamorosamente, ancora una volta, il nemico da combattere e l’alleato da difendere. Unico rammarico: questa guerra civile che prevedo non molto lontana sarà, come al solito, una guerra fra poveri, dove si vedrà gente senza pane per sfamarsi combattere altra gente senza mezzi di sussistenza, a tutto vantaggio, come al solito, di qualche oligarchia politica che ben saprà schierarsi all’ultimo momento dalla parte del vincitore, chiunque esso sia…

Carlo Gariglio

TEMPO DI LADRI (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

giovedì, 19 giugno 2008

Chiunque si cimenti nell’arte dello scrivere, sia per diletto sia per professione, non può esimersi in questo periodo dal soffermarsi su quelle che il clan del signor Amato definisce “manovre economiche per il risanamento”.Sgombrando per una volta il campo dalle belle parole e dai commenti falsamente distaccati di una certa parte di giornalismo, l’unica cosa che a questo proposito si può dire senza tema di essere smentiti è questa: LADRI!Questa indegna congrega dopo aver amministrato come metodi mafiosi questo Stato per ben quarantasette anni, dopo aver dilapidato immense risorse, dopo aver preteso sacrifici ininterrotti per garantire stipendi principeschi a se stessi ed alla loro corte di “amici degli amici”, ora pretenderebbe di riciclarsi e di collocarsi, ancora una volta, alla testa del Paese per inseguire il risanamento.E naturalmente nel fare ciò promettono “lacrime e sangue!” In qualsiasi Stato del mondo una siffatta banda di usurai avrebbe già dovuto fuggire all’estero per salvare la pelle, ma qui, nel Paese di Fantozzi, la gente si catapulta al catasto, agli uffici postali e alle tabaccherie per mettersi in regola, legittimando in tal modo chi continua a divertirsi alle nostre spalle spremendo e bruciando tutto il ricavato nell’ormai solito e vecchio modo: aumento retroattivo delle marche per patenti e passaporti, intesa mafiosa con le banche per poter entrare nei nostri conti correnti e derubarci, abolizione pressoché locale dell’azienda mutualistica nonostante si continui a pretendere tasse quali quella sulla salute, gabelle medioevali persino sulla prima casa acquistata a suon di sacrifici e mutui ventennali, e poi ancora tagli sulle pensioni, blocco dei salari, ritocco età pensionabile e creazione di un nuovo meccanismo truffa per il calcolo della pensione… Indubbiamente a ben guardare per molto meno ci sono state (e ci saranno) intere popolazioni riversate nelle piazze a fare giustizia sommaria di simili ladroni; rammento la rivolta del pane in Algeria, dove il popolo scese compatto in piazza a protestare per il raddoppio del prezzo del pane, costringendo gli Amato locali ad un rapido dietro front per conservare il cadreghino e… La pelle!Ma niente paura; nulla di tutto questo accadrà in Italia.Assisteremo nuovamente alle solite scenette patetiche delle manifestazioni in piazza e delle roboanti parole lanciate dai banchi dell’opposizione, sentiremo ancora i vari Bossi, Fini ed Occhetto minacciare rivolte epiche per poi rimangiarsi tutto l’indomani. Ci sorbiremo ancora una volta i degni complici di queste grassazioni, cioè la Chiesa Cattolica ed i suoi stipendiati, raccontarci che è peccato mortale non pagare le tasse e intanto loro, i soliti Amato o qualche epigono salito sul carrozzone per il principio dell’alternanza (nel rubare), si accorgeranno che quanto rastrellato dalle nostre tasche non basta per pagare i loro stipendi e le loro spese pazze (pubbliche e private), e che perciò sarà necessaria un’altra manovra, magari rispolverando i classici aumenti di bollo auto, sigarette e chi più ne ha più ne metta.Peccato che questi signori (in senso ironico, naturalmente) non abbiano capito che ogni corda, anche la più robusta, finisce per spezzarsi se tirata in modo esagerato; abituati ad un popolo di inetti, che assiste imperterrito a mezzo secolo di grassazioni senza reazione alcuna, neppure quella modesta che si può attuare nel buio di una cabina elettorale, continueranno ad incassare stipendi medi di circa 18.500.000 Lire mensili, manterranno all’infinito questo sistema bicamerale zoppo dove una camera è l’inutile doppione dell’altra (tanto paghiamo noi gli stipendi per tutti, no?), moltiplicheranno le auto blu e le scorte che danno un impagabile senso di importanza, manterranno in vita le decine e decine di enti inutili che il liberale Costa ha catalogato e reclamizzato inutilmente e continueranno a taglieggiare il Nord per meglio mantenere le attività mafiose del Sud.Senonché, grazie alla loro cecità, arriverà il giorno in cui il cittadino non ne potrà più e, lo dico con timore, non potrà che accadere qualcosa di molto simile alla guerra civile; certo, questo giorno è ancora lontano, poiché tutta l’opinione pubblica è cloroformizzata dalle due potentissime lobbies dell’informazione, e cioè quella massonica e quella israelitica, vere e proprie colonne portanti di questo infame regime. Ma certamente prima o dopo il cittadino capirà il trucco dei media, i quali tendono a stemperare le vere situazioni drammatiche per depistare e portare l’attenzione su fantomatici golpe, su biechi nazisti che stanno per prendere il potere (mentre in realtà si tratta di comuni cittadini stufi di essere rapinati a favore di immigrati vari), su tangenti che esistono da sempre e dovunque ma che vengono fuori solo dove e quando fa comodo a qualcuno, e naturalmente su farneticanti papalini che biascicano qualcosa circa il nuovo catechismo e la nuova “classifica” dei peccati.

Signori politici e signori complici dei media, presto o tardi anche la maggioranza inetta e silenziosa si accorgerà di tutto questo, e allora… Ne vedremo delle belle!

Carlo Gariglio

IL BURATTINO ONU E MANGIAFUOCO BUSH (Pubblicato sul settimanale “DALNORDOVEST”, 1993)

giovedì, 19 giugno 2008

Mai come in questo periodo è sotto gli occhi di tutti (di tutti quelli che vogliono vedere, naturalmente) una ben triste realtà internazionale: il ruolo dell’ONU. Questo vuoto organismo, infatti, dopo essere Stato per decenni un mero terreno di scontro del duopolio USA-URSS, si è trasformato dopo la dissoluzione dell’impero sovietico in un vuoto fantoccio che serve a coprire le mire del nuovo ordine mondiale perseguite dagli USA in generale, e dal folle Gorge Bush in particolare. I segnali in tal senso, già visibili da tempo, si sono trasformati in prove inconfutabili a partire dalla criminale guerra di aggressione perpetrata dai gangster di Bush ai danni dell’Iraq di Saddam Hussein, e stanno avendo conferma definitiva in questi giorni, ovvero mentre i comunisti serbi si dedicano al macello sistematico di Croati e Bosniaci con l’indiretto avallo degli USA e delle sue colonie europee (prima fra tutte l’Italia). Se infatti gli incontri dell’ONU fossero veramente di pacificazione mondiale, se l’intervento in Iraq fosse veramente Stato dettato dal desiderio di difendere la democrazia e la libera determinazione dei popoli, non ci sarebbe altro da fare che togliersi il cappello di fronte a questo organismo; ma danni che esiste da anni uno Stato pirata, Israele, che pur essendosi formato solo grazie al terrorismo ed all’usurpazione dei territori arabi, che pur non rispettando alcuna convenzione internazionale né nessun confine (altrimenti non ci sarebbe da parte di questi banditi sistematici bombardamenti sui paesi confinanti, e quasi sempre a danno dei campi profughi ospitanti prevalentemente donne e bambini), che pur infischiandosene delle risoluzioni ONU, che pur non avendo il benché minimo rispetto dei diritti dell’uomo e delle leggi internazionali (il rapimento in Italia del tecnico Vanunu, il suo processo con cappuccio sul viso e mani legate dietro la schiena bastino come esempio), e che, nonostante tutto questo, ottiene consensi e protezioni tali da permettergli qualsiasi cosa ai danni di chiunque senza sopportare conseguenza alcuna, difficilmente si può sostenere la buona fede ONU. Se l’ONU non fosse un vuoto burattino nelle mani di Bush e delle lobbies ebraiche sparse nel mondo, farebbe rispettare con la stessa forza delle armi le risoluzioni anche allo Stato pirata di Israele; se questo organismo avesse veramente tutte le preoccupazioni umanitarie di cui tanto a vanvera ciancia, non avrebbe consentito (e non consentirebbe tuttora) il massacro sistematico commesso dai comunisti Serbi; se veramente fosse importante la legalità internazionale e l’autodeterminazione dei popoli, l’ONU non avrebbe consentito al malato di mente Bush l’invasione dello Stato libero di Panama, compiuta con la scusa del narcotraffico (chissà perché il “buon” Bush non sbarca in Colombia?), ma voluta per non perdere il controllo sul canale di Panama, controllo che certamente avrebbe perso se al potere fosse rimasto un uomo, Noriega, che pur con tutti i suoi difetti (primo fra tutti quello di essere un ex-agente della CIA) era comunque intenzionato a fare del suo Paese uno Stato vero e non una repubblica delle banane; se all’ONU stesse veramente a cuore il diritto internazionale non si accanirebbe nel dividere ancor oggi l’Iraq in tre zone, proteggendo così di fatto i ribelli fuorilegge Curdi e Sciiti, mentre la Turchia continua ancora oggi a bombardare, con armamenti NATO, gli stessi ribelli Curdi, senza sopportare nessuna conseguenza.E per rendersi conto di che ruolo meschino e patetico ha l’ONU quando i padroni americani non hanno interessi in ballo, basta vedere la stupida farsa attuata nell’ex Jugoslavia, dove miseri contingenti di caschi blu vengono mandati non si sa bene a fare cosa e non si sa bene a favore di chi, con l’unico pregevole obiettivo raggiunto di farsi utilizzare come bersaglio da tiro a segno dalle varie fazioni in lotta.Purtroppo per il mondo libero la situazione internazionale sopra accennata non è delle più rosee: chiunque si opponga ai disegni megalomani degli USA viene, prima o dopo, attaccato ed invaso con qualche scusa meschina (il narcotraffico per Panama, il Kuwait per l’Iraq); nello stesso tempo l’opinione pubblica manovrata interamente dagli americani e dalle lobbies ebraiche giustifica tali azioni con martellanti azioni di propaganda, ricorrendo spesso e volentieri a madornali falsità per coprire il tutto. Lo stesso scatenarsi della guerra in Iraq fu una bellissima preparazione della diplomazia americana. Gli iracheni comunicarono a suo tempo le intenzioni del regime di Baghdad all’allora ambasciatrice americana, la quale, dietro ordine di Washington, garantì il totale disinteresse USA per la questione. Sennonché, ad invasione irachena già conclusa, il perfido Bush gettò la maschera ed iniziò il suo assurdo diktat. Tutte le prove di buona volontà di Baghdad, come la proposta legittima e logica di obbedire alle risoluzioni ONU in cambio della medesima obbedienza allo stesso organismo da parte dello Stato pirata di Israele, vennero ridicolizzate e neppure prese in considerazione dall’opinione pubblica mondiale. E così fu guerra, una guerra che costò ai civili iracheni decine di migliaia di morti, una guerra vile condotta prima ancora che sul campo sul terreno della propaganda, degnamente pagata dall’emiro del Kuwait (individuo noto esclusivamente per i milioni di dollari spesi nei vari casinò e bordelli del mondo) e spalleggiata dall’infame televisione CNN americana; il mondo oramai narcotizzato dalle falsità ebraico-americane assistette senza fiatare ai bombardamenti terroristici sulle città irachene, ai soldati di Baghdad sepolti vivi dai vili soldati americani capaci solo di combattere azionando ruspe (solo nei films di John Wayne i prodi militari USA combattevano con eroismo e sprezzo del pericolo) alla colonna di Iracheni che, pur avendo accettato la resa e pur avendo deposto le armi, vennero attaccati più volte e decimati durante la marcia di ritorno dal Kuwait, alle grossolane falsità circa bambini Kuwaitiani buttati fuori dalle incubatrici (fatto inventato da un diplomatico americano pagato qualcosa come otto miliardi dall’emiro del Kuwait per dirigere la “propaganda” a favore del suo Paese), o circa prigionieri americani ed alleati torturati (mentre tutti, dal primo all’ultimo, sono tornati a casa sani, salvi ed in ottima salute, ivi compresa la soldatessa USA per la quale tutto il mondo ipocrita pianse)…

Obiettivamente si potrebbe continuare ad elencare infamie per pagine e pagine, ma ciò non cambierebbe i fatti: chi ha occhi per vedere ha già visto a suo tempo e tratto le sue conclusioni, mentre chi preferisce non vedere, per viltà o perché riceve uno stipendio da queste sudice lobbies, continuerà a suffragare le azioni criminali di USA ed Israele, fingendo di non sapere che l’ONU è un organismo fantoccio, fingendo di non sapere che Saddam Hussein è il legittimo capo dell’Iraq, fingendo di non sapere che Baghdad ha tutto il diritto di difendere i suoi confini dalle bande armate e sobillate da Americani, Israeliani ed in parte Iraniani. E continueranno tutti, a cominciare dai giornalisti di mamma RAI per finire a quelli della carta (igienica) stampata dei nostri quotidiani, ad ignorare la realtà, camuffandola secondo gli usi e i costumi del nuovo ordine mondiale del maniaco Bush (il quale, per inciso, non è neppure in grado di mantenere il suo “nuovo ordine” a Los Angeles); almeno fino a quando non toccherà a noi di ricevere la visita degli eroici Marines, magari con la scusa di combattere… La Lega Nord!

 Carlo Gariglio