Archivio di luglio 2008

RIBALTONI DI REGIME (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Ottobre 1998)

martedì, 29 luglio 2008

In quelli che, come il sottoscritto, hanno sempre ritenuto che il valore principale di un uomo fosse la coerenza, il vergognoso spettacolo offerto dalla nostra classe politica nelle ultime settimane non può che aver procurato intensi conati di vomito. Abbiamo assistito, in un lasso di tempo estremamente limitato, al riassunto dei comportamenti più ignobili che la politica italiana ricordi, con tradimenti, voltafaccia, dichiarazioni solerti ritrattate nel giro di poche ore, veti incrociati, nomine immeritate, con il condimento di scissioni e di indebite ingerenze del Presidente della Repubblica nella vita politica del Paese. Si è iniziato con quello che pareva un fatto particolarmente bene augurante per la nostra bistrattata Italia, ovvero il voltafaccia di Bertinotti, che avrebbe dovuto avere quale conseguenza più immediata la caduta del “mortadellone” e del rapido avvicinamento ad elezioni anticipate, poiché come i soloni della democrazia ci insegnano, quando in un paese non vi è più la maggioranza che ha vinto le elezioni e che di conseguenza governava, la parola dovrebbe tornare agli elettori. Dovrebbero, perché in Italia, come è ormai noto a tutti, si può votare solo quando i poteri forti i sono organizzati in maniera tale da consentire un ribaltone della Lega Nord, allorquando tutti, da Scalfaro in giù, fecero di tutto per non concedere il voto agli italiani nel periodo in cui l’opinione pubblica era tutta con il centro-destra e la Lega Nord veniva data ai minimi storici. Naturalmente il voto ci fu soltanto nel momento in cui la coalizione di centro – sinistra si era ben consolidata, grazie al faccione ben rassicurante di Prodi ed alla truffa della cosiddetta desistenza, in virtù della quale Rifondazione Comunista, presentatasi da sola in alcuni collegi utilizzando il più rassicurante nomignolo “I progressisti”, fece un pieno di voti che mai avrebbe ottenuto in elezioni serie, con tutti i contendenti in lizza, divenendo così decisiva nella formazione del primo Governo (truffa) di sinistra italiano. Sulla falsariga di quanto sopra, anche oggi le elezioni avrebbero rischiato di vedere irrimediabilmente in rotta le sinistre e così, ancora una volta, il “buon” Scalfaro e tutti i “poteri forti” si sono coalizzati in una sorta di “fronte antinazionale”, al solo ed unico scopo di non andare al voto; all’ombra di questo panorama, già di per se squallido, abbiamo potuto vedere l’ex assassino partigiano Cossutta, ormai roso dall’arteriosclerosi, dapprima dichiarare solennemente la sua fedeltà alle linee del partito della RC, per poi l’indomani annunciare la scissione. Non soddisfatto, dopo alcuni giorni rilasciò un’altra delle sue “dichiarazioni” solenni, ovvero “mai con Prodi”, per poi smentirsi nuovamente e venire ripagato con qualche Ministero, soprattutto quello della Giustizia(?), ai vertici del quale è stato paracadutato il compagno marxista e togliattiano Oliviero Diliberto, con buona pace di quanti ritenevano ancora possibile l’esistenza di una giustizia in Italia. Spostandosi più al centro, lo stesso Cossiga, che in fatto di arteriosclerosi non pare secondo a nessuno, dapprima ha gridato per ottenere un governo di larghe intese, indi ha tentato esilaranti veti, ma si è infine adattato ad un governo qualunque con dentro chiunque a patto naturalmente che vi potessero mettere becco direttamente lui ed i suoi scagnozzi, cioè trenta traditori (il richiamo ai trenta denari viene quasi spontaneo) eletti con i soldi ed i voti della destra, passati a sostenere la sinistra più sfacciata.In questo triste quadro di “ominicchi” non poteva mancare l’indignazione di Ciampi, oggi offeso e certo di non entrare nel nuovo governo e domani fiero di essere nuovamente Ministro; Buttiglione, il prototipo del traditore sfortunato, l’uomo che disfò il Partito Popolare per portarlo a destra, colui che fondò il CDU per restare eternamente fedele al Polo, quello che aderì all’UDR convinto di portarla nell’orbita del Polo, si è trovato a dover dichiarare un prosaico “vado al governo con i comunisti, ma voglio un Ministero”, trovandosi alfine senza ministeri e con l’atroce dubbio se restare con gli “straccioni” di Cossiga o continuare a peregrinare fra sigle varie; D’Alema, disposto ad andare al governo soltanto dopo regolari elezioni, ma prontissimo ad andarci comunque grazie ad una congiura di palazzo; Agnelli, novello cantore delle beltà del governo Prodi (forse alludendo ai miliardi che lo Stato gli ha girato grazie agli incentivi sulla rottamazione), prontissimo a votare anche per D’Alema, forse in attesa di un revival degli incentivi (ma intanto, ingrossatosi il portafoglio con i soldi pubblici, è nuovamente pronto alla cassa integrazione), prosegue le tradizioni di famiglia, ovvero la prontissima e servile collaborazione con chiunque detenga il potere, da Mussolini agli americani invasori, dai comunisti gli ebrei con i quali si imparentarono, finendo poi a Prodi e D’Alema. Che dire ancora? Mi rendo conto che fare in quadro completo dell’attuale situazione politica italiana sia un’impresa difficile, tanto che persino codesto articolo mi pare tutt’altro che chiaro; tuttavia nel patetico quadro che è stato tracciato non possono mancare altri quattro fenomeni da baraccone della politica italiana: Di Pietro, Bertinotti, Bossi e Rauti.Lo straniero Di Pietro, avendoci ormai abituati a parlare una lingua non comprensibile, non ci ha ancora chiarito il suo “elevato” pensiero politico; ama ancora il suo ex imputato Prodi, ma vota con D’Alema a titolo personale (perché? Chi altri rappresenterebbe?), non rinunciando però ad attaccare Cossiga, ovvero colui che ha permesso la nascita del governo D’Alema, riservandosi infine il diritto di criticare i parlamentari dell’UDR, i quali non sono stati votati da nessuno in quanto tali; e i pochi imbecilli che dicono di far parte dell’Italia dei Valori (200 Milioni più telefono cellulare e Mercedes), da chi sarebbero stati votati? Il guitto travestito da cimice, ovvero il buon Bossi, dopo aver fatto cadere il Governo polista nel quale vantava ben sette Ministeri che non avrebbe neppure in Padania, vedendo la sua Lega ridotta al lumicino, crede di aver trovato la giusta strada, ovvero vuole andare sempre al governo, chiunque vinca! Triste fine per uno che sognava di marciare su Roma alla testa di bergamaschi e varesini direttamente discendenti dai Celti. Speriamo invece che, chiunque vinca, si ricordi di sputare in faccia a lui ed ai suoi sgherri. E il povero Bertinotti? Dopo aver dimenticato ad oltranza le classi meno abbienti che dice di amare (come mai non ha tentato il suo ostruzionismo quando il Governo ha regalato miliardi ad Agnelli e soci?), ha tentato un’impennata d’orgoglio, invero molto tardiva, ma come unico risultato ottenuto si è ritrovato con un partito spaccato, degnamente rappresentato dalle due ascelle maleodoranti di Cossutta e Diliberto che gli si agitavano sulla testa in Parlamento; a lui comunque va il merito di aver fatto sparire per sempre Prodi dalla politica italiana, nonché di aver riportato in auge alcune richieste che il poveretto ritiene comuniste, ma che in realtà furono attuate solamente dal regime mussoliniano: libri gratuiti per i poveri, sgravi fiscali ed esenzioni per i meno abbienti… Che sia pronto ad iscriversi al MFL? Ringraziamolo comunque per i motivi di cui sopra e per aver ridato il sorriso agli italiani, aprendo le porte del Comitato Centrale di un partito ove, udite, udite, esistono ancora trotzkisti, naturalmente divisi in due correnti! Perché nessuno si fa carico di spiegare a questi poveretti che Lenin è morto e che il muro di Berlino è stato abbattuto? Buon ultimo, in tutti i sensi, Rauti ed il suo MSFT; pare che ultimamente i poveretti si siano improvvisamente riscoperti fascisti! Da una cricca che obbligò Giorgio Pisanò ad andarsene perché “non voleva sentire parlare di voti fascisti” non può che creare meraviglia un simile ritorno alle “origini”! E pensare che pochi anni fa Rauti si vantava pubblicamente di avere proposto a Bertinotti iniziative comuni in chiave anticapitalista! Probabilmente dopo le teorie bizzarre dello sfondamento a sinistra, delle vergognose avance a braghe calate fatte alla Alessandra Mussolini e a Di Pietro, un po’ di sano anticomunismo e di rispolvero del Fascismo potrebbero portare a questi traditori nostrani qualche 0,1% di voti in più  di elezioni. Anche se a giudicare da alcuni articoli di “Linea” il programma è ben altro: aggregarsi al carro di quel polo liberale e capitalista che a parole Rauti e soci dicevano di voler distruggere. Come interpretare altrimenti un recente articolo apparso sul giornale del MSFT ove, con toni criptati, si tenta di rammentare al “Cavaliere” che le scorse elezioni le perse perché rifiutò alleanze e desistenze con la Fiamma e che i missini sono anticomunisti come i dirigenti della coalizione polista, ma da tempo molto più lungo? Non c’è che dire, il potere dà alla testa, ma anche il tentativo di ottenerlo fa molto male alla salute; rautiani lanciati nel disperato tentativo di non sparire dal Parlamento Italiano nella scia del “Cavaliere”. Viene quasi da pensare, non certo per la stessa importanza, ad un pagliaccio nostrano, tale Lorenzo V. che, traumatizzato dal fatto di non contare più nulla a nessun livello, si è fatto da solo (insieme a 4 palermitani e 4 pescaresi) un “congresso” ove, guarda caso, si è autoproclamato “Segretario Nazionale MFL”, come già fece la contadina della bassa Padania rispondente al nome di Letizia P. Povera Italia e poveri noi! 

Carlo Gariglio

LE MENZOGNE SIONISTE TRADITE DALLA STORIA (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Settembre 1998)

lunedì, 28 luglio 2008

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Per i pochi che ancora dovessero dubitare circa la serietà degli appartenenti al popolo d’Israele, pubblichiamo da “La Stampa” di Torino la “rivelazione” dei tentativi (miserabili) dei sionisti degli anni 20, di coinvolgere Benito Mussolini nella causa dello Stato d’Israele. Il fatto che il nostro beneamato Duce abbia risposto come i giudei meritavano ha, molto probabilmente, determinato quella sorta di odio viscerale che l’ebraismo intero riserva ai fascisti di ogni epoca; l’invenzione di gran parte dell’olocausto, le accuse farneticanti al regime italiano, ovvero la patetica e ridicola risiera di San Sabba, trovano alla luce di questa rivelazione la giusta collocazione. Come è ormai noto, chi non sta con gli ebrei, ovvero chi non li asseconda nel loro sporco progetto mondialista tendente alla globalizzazione del mondo intero, naturalmente sotto il loro tallone, è un nemico da abbattere e quale migliore arma della calunnia, della menzogna e della falsificazione storica senza sosta hanno mai avuto gli “amici” israeliti? Il Nazismo avversò gli ebrei? Dichiarazione di guerra! Nacque così il mito delle camere a gas, dei campi di sterminio, dei sei milioni di morti e via dicendo; il Fascismo non cedette alle lusinghe ebraiche? Guerra totale, accuse di complicità nel presunto olocausto, invenzione di campi di sterminio, odio viscerale nei confronti degli eredi (anche dei più lontani quale il buffone Fini) di quella ideologia. Resta solo da vedere per quanti anni ancora centinaia di milioni di esseri umani di ogni razza e popolo continueranno bovinamente a farsi calpestare da un pugno di mascalzoni pronti a tutto pur di giungere al potere assoluto, prendendo per buone tutte le baggianate che la loro fervida e malata fantasia suggerisce, tipo i sei milioni di morti o i documenti storici scritti dall’ebreo “fantascientifico” Steven Spielberg!

Carlo Gariglio

LA RELIGIONE E’ L’OPPIO DEI POPOLI? (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Settembre 1998)

lunedì, 28 luglio 2008

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Come se non bastassero gli integralisti islamici dediti ai più barbari degli omicidi in nome di un non meglio identificato Dio, anche gli integralisti cattolici tentano di farsi notare, utilizzando comunque richiami meno “vistosi” degli islamici; come noterete dall’articolo riprodotto, nella quieta Lourdes, alcuni fanatici approfittano della notte per incollare immagini sacre sopra quei manifesti pubblici giudicati a loro modo “osé”. Ciò che è più triste è il fatto che alcuni “camerati” pretenderebbero di collegare le sorti della nostra ideologia con qualcuno dei fanatici suddetti, ovvero alcuni con gli islamici, altri con i cattolici. Possibile che nessuno si accorga del pericolo insito in questi personaggi medioevali pronti a scagliarsi contro i propri simili in virtù di precetti e comandamenti risalenti a secoli fa? E non pensi qualcuno che gli integralisti cattolici siano meno pericolosi, magari facendosi fuorviare da questo articolo, poiché questi signori hanno smesso di bruciare il prossimo sui roghi solo perché non hanno più il potere per farlo, non certo per virtù! I toni infervorati con i quali certi “tradizionalisti” scrivono sui loro giornali, le parole di fuoco che scagliano contro quelli che “tradiscono” la loro verità, ricordano da vicino i proclami con i quali gli ecclesiastici dell’epoca arringavano i fedeli per convincerli a dirigersi verso la “Terra Santa” ove avrebbero potuto, finalmente, dare libero sfogo alle frustrazioni di una vita, ammazzando frotte di “infedeli”. Intendiamoci, personalmente non ho nulla contro nessuna delle fedi religiose né, tanto meno, mi permetto di rimproverare a qualcuno il suo credere o non credere in qualche divinità; ciò che reputo intollerabile è la commistione fra politica e religione, poiché essa è portatrice di lutti e sciagure inimmaginabili. Già la politica pura e semplice porta spesso a scontri di portata non trascurabile, ma quando a questa si aggiunge il “sacro”, ovvero la convinzione di avere Dio dalla propria parte, ecco che si giunge a dei veri e propri carnai che, oltre tutto, non lasciano neppure un rimpianto negli autori, poiché si trattava di sterminare degli “infedeli”, dei “Satana” e via discorrendo. La religione dovrebbe interessare il lato spirituale di ciascuno di noi, senza entrare in questioni politiche e pratiche; per credere nella ideologia Fascista non è assolutamente necessario sentirsi portatori dei valori della Chiesa autentica, né sentirsi la reincarnazione della “spada dell’Islam” e neppure prosecutori delle vecchie tradizioni pagane. Si può certamente essere dei buoni fascisti sia da cristiani, sia da musulmani, così come da atei o pagani, ma non lo si può essere se, credendo di diffondere il Fascismo, con facciamo altro che contrabbandare un’idea politica inquinata e piegata ad interessi che vanno oltre il materiale. Chiunque ha il diritto, in casa propria o in appositi luoghi di culto, di inginocchiarsi a pregare il Dio nel quale crede, ma nessuno ha il diritto di imporre agli altri la propria personalissima visione del trascendentale, meno che mai utilizzando la forza o spacciando precetti religiosi per politici. Certo è necessario che all’interno di un paese e di una certa civiltà si rispetti il sentire comune, ovvero in paesi cattolici non si dovrebbe avere l’insana pretesa di imporre l’Islam, così come nei paesi islamici non è consentito a nessuno di importare altre religioni. Dunque evitiamo accuratamente di legare i nostri destini a quelli di fanatici incapaci di ragionare e di comprendere quanto non sia scritto sui loro testi sacri, ed evitiamo di prendere posizioni politiche che siano strumentalizzabili da questi; ovvero, prendendo ad esempio l’annosa questione dell’aborto, si può (si deve) essere contrari a questo, ma senza cadere in isteriche prese di posizione legittimate dal religioso di turno e soprattutto senza pretendere di crocifiggere o ardere su un rogo chi nonostante tutto non la pensi come noi. Per molte donne l’aborto non è una scelta o un giochetto, ma una tragica fatalità e questo non verrà mai concepito dal religioso oltranzista di turno. 

Carlo Gariglio

I PALESTINESI NON HANNO ACQUA POTABILE (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Settembre 1998)

lunedì, 28 luglio 2008

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Nonostante notizie come quella che riportiamo da “La Stampa” si susseguano ogni giorno, l’opinione pubblica cloroformizzata continua a pensare che lo Stato d’Israele sia l’unica forma di democrazia esistente in Medio Oriente, con buona pace dei palestinesi, popolo che da decenni sta subendo un olocausto vero per mano degli ebrei locali, nell’assoluta indifferenza mondiale. Il popolo ebraico, ovvero l’unico popolo veramente razzista, fin dai tempi biblici, non solo ha saputo conservare nella diaspora quell’odio razziale bestiale che pretende di addebitare ad altri, ma lo ha addirittura affinato, giungendo a discriminare gli stessi ebrei provenienti da paesi americani ed asiatici. Dulcis in fundo, continua a fare morire di fame e sete la popolazione palestinese, razionando l’acqua come illustrato nell’articolo riportato e mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa della popolazione non ebrea dei territori occupati a suo tempo mediante il terrorismo. Viene spontaneo chiedersi come milioni di arabi abbiano potuto permettere che un pugno di terroristi costituisse nel cuore dei propri territori uno Stato pirata, il quale non solo dura nel tempo, ma si rafforza sempre di più, tanto da essere divenuto una potenza nucleare, tutelato dalla comunità internazionale complice, la quale preferisce scagliarsi contro i poveracci pakistani ed indiani, per dei test nucleari che lasciano il tempo che trovano; ma probabilmente la risposta è semplice, poiché un popolo che mostra il proprio coraggio e la propria voglia di battersi sgozzando neonati innocenti (Algeria), bastonando donne ree di aver gioito per una partita di calcio (Iran), fornendo basi ed appoggi ai nemici di sempre (Arabia Saudita e emirati vari), ed in genere uccidendo cumuli di innocenti in attentati velleitari, non merita evidentemente altro. 

Carlo Gariglio

GLI EXTRACOMUNITARI FANNO IL TURNO DI NOTTE? BEN VENGANO! (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Settembre 1998

lunedì, 28 luglio 2008

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Ormai persino la ricerca dei giusti aggettivi per definire il cretinismo manifestato in varie occasioni dal “buon” Prodi è un’impresa impossibile; come testimoniato dall’articolo accluso, il Presidente del Consiglio (povera Italia!) ha tentato di fare propri i cavalli di battaglia che vari dementi di sinistra usano per difendere la presenza degli immigrati extracomunitari in Italia. E così, secondo questo affetto da sindrome di Down che ci governa, gli immigrati fanno i turni di notte nelle fabbriche, lavorano nei ristoranti, fanno le pulizia, e vari altri atti eroici! Ma questo idiota, che non ha mai lavorato un solo giorno della sua vita, non ha mai visto nessuno dei milioni di italiani che fanno il turno di notte nelle fabbriche, nonché vari altri lavori umili e degradanti? Nessuno ha mai informato il boiardo della vecchia DC che mentre lui accumulava miliardi immeritati, prestandosi magari agli sporchi affari che la Magistratura gli ha condonato (grazie Di Pietro!), milioni di altri italiani dovevano fare i conti con stipendi di poco superiori il milione mensile? Prodi è ancora più stomachevole e repellente dei ladroni che lo hanno preceduto al Governo, poiché oltre alla disonestà e alla incapacità assoluta, unisce un ingrediente nuovo, ovvero la presa per i fondelli che elargisce costantemente agli italiani con i suoi sorrisini ironici e con le “uscite” come questa. Infine, il chiedere all’intervistatore Elkann (strano cognome!) se fosse disponibile a fare lavorare di notte suo figlio nelle fonderie, oppure a raccogliere i pomodori ignorando (o fingendo di farlo) che il figlio di costui, ventenne, siede nel consiglio di amministrazione della FIAT, chiarisce più di ogni altra cosa il livello intellettivo del personaggio, nonché di chi lo ha votato. 

Carlo Gariglio

TORINO: OGGI LE COMICHE (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Agosto 1998)

sabato, 26 luglio 2008

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Sulla medesima pagina de “La Stampa” sono stati pubblicati gli articoli a cui si riferiscono i titoli riportati: chiunque non sia affetto da sindrome di Down, dovrebbe agevolmente rilevare una certa contraddittorietà. Da un lato il roboante Sindaco Castellani che promette la linea dura contro la criminalità, dall’altra i vigili urbani che si lamentano di essere stati privati persino dello sfollagente, divenuto un’arma impropria! Poco importa che gli extra comunitari più “pacifici” circolino liberamente con veri e propri machete celati alla bene e meglio, poco importa se non esiste uno straccio di albanese che non sia munito di pistola: i tutori dell’ordine non devono portare armi improprie! Riguardo poi quelle proprie, tutti conoscono la celerità della Magistratura nel vomitare addosso ad agenti e vigilanti varie accuse di omicidio, tentato o riuscito, non appena questi tentino di prevenire la propria uccisione sparando per primi. Ma la “linea dura” di Castellani e compagni non si è fermata qui! Le Autorità hanno addirittura vietato la vendita di birre in bottiglia nei quartieri più malfamati di Torino, ovvero S. Salvario e Porta Palazzo, sperando così di porre un freno alle gole tagliate per mano marocchina in città! Inutile spiegare a questi dementi che tali provvedimenti non fanno altro che affossare ancora di più gli affari di esercenti già in crisi, senza produrre nessun effetto positivo, poiché chiunque può comprare casse di vino, birra e super alcolici nei vari supermercati o addirittura cambiare quartiere, rifornirsi e poi tornare alla base! Senza contare, infine, che se le bottiglie di birra possono essere armi pericolose, figurarsi i bottiglioni da due di litri di vino. Altro provvedimento comico che dovrebbe partire in futuro è l’eliminazione dei cassonetti dei rifiuti dalle strade dei quartieri in questione, così gli extra comunitari non potranno più nascondersi dietro e non potranno più utilizzarli come deposito di droga e merci varie! Possibile che a questi dementi comunisti non venga mai in mente che l’unico provvedimento da prendere in questi gasi è sbattere in galera, gettando via la chiave, tutte queste immonde canaglie che vivono terrorizzando i cittadini onesti? Le cosiddette “forze dell’ordine” invece di impegnarsi tanto in multe per divieto di sosta, perché non intervengono per fare quello che la gente si aspetta da loro? Se esistono ordini dall’alto per comportarsi così, che lo si denunci e se invece tale menefreghismo deriva da vigliaccheria propria, che si punisca duramente chi percepisce uno stipendio per un servizio che non svolge! Altro che vietare le birre e nascondere i cassonetti! Che si pattuglino le strade 24 ore su 24 e si intervenga con la necessaria durezza invece di lasciare correre per concentrarsi su operazioni meno rischiose e più redditizie.L’ultima perla torinese, che però ha già trovato vari imitatori in Italia, è la lotta alla prostituzione: ebbene, si sa che prostituirsi è un reato, si sa che il 99% delle prostitute sono prive di permesso di soggiorno e si sa, soprattutto, che dietro di loro ci sono vari rackets sanguinari che gestiscono il tutto. Qual è la risposta delle Autorità? Si multano senza pietà i clienti delle prostitute le quali, tra l’altro, non vengono più definite tali o con altri aggettivi simili, ma passano di grado e vengono definite “lavoratrici del sesso”. Basterebbe infiltrarsi nel racket, pedinare le prostitute per scoprire gli sfruttatori – schiavisti, provvedere al rimpatrio forzato delle stesse, ma come al solito è molto meno rischioso prendersela con gli sfigati che delle prostitute si servono, taglieggiandoli con multe enormi e con la minaccia mafiosa di inviare tutto a domicilio in caso di mancato pagamento! E questo sarebbe uno Stato di diritto? A mio parere siamo giunti all’istituzionalizzazione delle prassi mafiose, ovvero al pagamento del “pizzo” per posteggiare l’auto e non trovarla “danneggiata” e al pagamento del ricatto per non essere sputtanati in famiglia. Per quanto ancora consentiremo tutto questo? 

Carlo Gariglio

IL FANTOCCIO CHIAMATO ONU (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Agosto 1998)

sabato, 26 luglio 2008

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Ancora una volta si palesa agli occhi del mondo intero il ruolo dell’ONU, ovvero un’organizzazione fantoccio nelle mani di americani ed ebrei, utile soltanto a dare una solenne investitura ai crimini internazionali commessi dalle suddette potenze; come si può evincere dall’articolo riprodotto, infatti, gli “amici di Israele”, per l’ennesima volta, hanno risposto sdegnosamente agli inviti dell’ONU circa l’espansione unilaterale che costoro stanno progettando per Gerusalemme. Sono affari interni, non prenderemo sul serio le richieste dell’ONU (un po’ come dire che sono tutti buffoni), siamo ormai il capro espiatorio (i soliti noti piagnistei vittimistici ebraici): ecco il rispettosissimo metodo con il quale gli ebrei accolgono le proposte dell’ONU. Naturalmente, come si nota nell’articolo, la banditaglia USA ha fatto il solito giochetto del blocco della risoluzione per evitare che la condanna divenisse più formale. Ma a cosa sarebbe servito? Non sappiamo forse tutti qual è la considerazione israeliana ed americana per le risoluzioni ONU? Esistono infatti già da decenni delle risoluzioni che “ordinano” agli israeliani la restituzione dei territori occupati della Cisgiordania, ma queste non solo sono state accolte dagli israeliani con una sonora pernacchia, ma non hanno neppure trovato un solo membro dell’ONU disponibile a farle rispettare con la forza; ben altra sorte toccò alle risoluzioni di condanna all’Iraq, le quali trovarono orde di criminali, fra i quali i lacché italiani, pronte a vomitare tonnellate di ordigni esplosivi sulle inermi popolazioni irachene, ree soltanto di voler riunire la propria Patria, smembrata dai colonialisti britannici, che per difendere i propri interessi commerciali crearono artificialmente staterelli farsa quali il Kuwait, retti da emiri noti soltanto per le loro frequentazioni in casinò e bordelli di lusso. Per non parlare poi dei vari atti di terrorismo internazionale, compiuto dai soliti noti, quali il bombardamento americano sulla casa di Gheddafi per ucciderne i figli o il bombardamento israeliano al presunto reattore nucleare iracheno, avvenuto ben prima del lancio dei missili Scud su Israele che Saddam Hussein utilizzò come ritorsione; tutto questo non porta condanne ONU e quand’anche le porta, esse rimangono inchiostro su carta. L’ONU che conosciamo non ha alcun motivo di continuare ad esistere, se non quello di legittimare i piani criminosi di americani ed ebrei, tendenti a dominare il mondo intero; anche il reticente miserabile tentativo di istituire un Tribunale ONU per i crimini di guerra ed il terrorismo internazionale si risolverà in un ennesimo potentissimo maglio da far abbattere sui paesi “non allineati”, mentre consentirà come sempre ad USA e Israele di spadroneggiare su tutto e su tutti, legittimando bombardamenti terroristici, violazioni del diritto internazionale, embarghi affama popoli ed ispezioni varie. E del resto, dato che il riferimento che va per la maggiore per questo Tribunale – farsa è proprio Norimberga, dovrebbe già essere chiaro ai più che cosa significherà questo, ovvero ebrei, americani e loro lacché a giudicare chiunque non si pieghi alle loro volontà, con “confessioni” estorte a suon di lesioni ai testicoli ed altre “raffinatezze” simili, perfezionate da questi banditi proprio a Norimberga ai danni degli sconfitti tedeschi. Il tempo, come sempre, dimostrerà la giustezza di questa analisi. 

Carlo Gariglio

FASCISTI PART – TIME (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Agosto 1998)

sabato, 26 luglio 2008

A prescindere dall’appartenenza partitica, sono ancora molti, addirittura troppi se paragonati ai risultati ottenuti, quelli che pomposamente si definiscono fascisti. Abbiamo fascisti in AN, in Fiamma, in Forza Nuova, nel Fronte Nazionale, nel nostro MFL, nonché nella miriade di movimenti e associazioni che si agitano nella cosiddetta “area”. Poi, naturalmente, abbiamo carabinieri, vigili urbani, poliziotti, metronotte e via discorrendo che giurano di essere fascisti (non tutti, chiaramente) tanto che spesso viene da chiedersi come mai non siamo al potere, invece di essere i soliti quattro gatti rancorosi ed inconcludenti. Certamente è facile limare di molto il numero dei presunti fascisti, se eliminiamo quanti dicono di esserlo per tornaconto elettorale o per interesse “professionale” (poliziotti e digossini vari), o ancora per pura e semplice millanteria, ma ciò nonostante, il numero dei presunti fascisti rimane sempre alto. E probabilmente ciò risponde a verità, ovvero abbiamo molti fascisti in Italia, ma la stragrande maggioranza di questi è, per così dire, part-time. Come si potrebbero altrimenti definire tutti quei “camerati” che in occasione delle varie ricorrenze “sacre” (28 Ottobre, 28 Aprile ed altre) si presentano agghindati di tutto punto alle varie commemorazioni (le quali finiscono immancabilmente in solenni abbuffate e relative bevute), ma che, non appena terminati i banchetti, tornano alle loro case, gettando nell’armadio le “divise” ricalandosi nei miseri panni del borghesucolo senza ideali, né interessi, tornano al modus vivendi del “tengo famiglia”? Li abbiamo (purtroppo) conosciuti tutti questi personaggi con “l’alalà” facile in trattoria, ma tremebondi nel definirsi fascisti nel proprio borgo d’origine, sempre pronti a pontificare sulla “rivoluzione fascista” (che naturalmente dovranno fare gli altri!), sulle eroiche battaglie combattute a suo tempo (che se fossero tutte reali non si spiegherebbe come mai la guerra sia stata persa), ed immancabilmente sulla impossibilità assoluta di impegnarsi in politica al presente a causa dei sempre minacciosi partigiani, ebrei, autonomi e quant’altro, che si celerebbero ovunque per far perdere lavoro, averi ed affetti ai nostri “eroici” camerati. Ho ancora personalmente nelle orecchie le scuse miserevoli di certi “eroi” nostrani, sempre pronti a pensare alle loro lucrose attività da non mettere in pericolo, alla salute cagionevole (la quale però non impedisce di recarsi a Predappio per abbuffarsi, ad esempio), alla crisi economica sempre più nera che impedisce di iscriversi al movimento e di contribuire all’attività (anche se il mese di vacanze non se lo toglie nessuno!): l’avvocato di Varese, che dopo aver pontificato per mesi, si è ritirato in buon ordine per non pagare la tessera, lo scrittore di Parma, che nonostante le idee battagliere e rivoluzionarie preferisce infine pensare a scrivere i suoi libri ed a venderli, l’eroe con la bandiera di Pordenone che scappa di fronte alla battaglia e cambia un movimento al giorno, l’avvocato di Foggia che voleva dirigere tutto restando nell’ombra, per non mettere in pericolo lo studio legale, i possedimenti, le case di proprietà, gli uliveti e quant’altro, e ancora “l’inventore” di Pesaro, che dopo aver dato la disponibilità si nasconde e non risponde più a lettere, telefonate, fax… Potrei continuare per pagine, ma un certo senso del pudore, frammisto a disgusto, mi impedisce di proseguire; oltre tutto, a ben vedere, persino fra quanti, in un modo o nell’altro, hanno deciso di schierarsi vi sono personaggi che del fascista hanno ben poco, ovvero tutti quelli che non vogliono qualificarsi troppo, quelli che, pur esercitando una carica, non fanno assolutamente nulla per paura di essere identificati, quelli che si dileguano non appena sentono parlare di contributi alla causa, e ancora quelli che non si sognano di fare uscire nella loro zona neppure un manifesto per paura di subire seccature legali. Questi fascisti part-time rappresentano la peggiore pubblicità che la nostra causa possa farsi, poiché indecisione, vigliaccheria e furbizia all’italiana mal si sposano con l’ideale fascista; nascondersi dietro i soliti noti che si impegnano, spendendo soldi, rischiando se non la galera perlomeno una denuncia, è forse fascista? O è fascista sedersi sulla poltrona di casa propria senza schierarsi aspettando che la battaglia interna al MFL si esaurisca per schierarsi con il vincitore a cose fatte? Molti dei nostri presunti camerati hanno capito poco del Fascismo, pur apprezzandone qualche aspetto; o si è fascisti, o non lo si è. Non esistono mezze misure e i part – time! Chi crede sinceramente in un simile ideale deve dimostrarlo 24 ore su 24, costi quel che costi, in barba a paure legali, affaristiche e/o familiari! Certo questo non significa vestirsi da pagliacci ogni giorno, con gagliardetti, fez, divise e ammennicoli vari, utili soltanto a sputtanare soltanto chi ha combattuto davvero, ma significa impegnarsi in attività politiche attuali atte a riportare con dignità sulla scena politica il nome ed i simboli del Fascismo e quindi aderendo ad un movimento, creando rapporti di vero cameratismo con gli altri iscritti, contribuendo alla causa comune, distribuendo materiale propagandistico, diffondendo il notiziario del movimento, intervenendo su ogni tipo di stampato per rivendicare la propria fede e le proprie credenze di fronte ai mille falsificatori della Storia. In breve: darsi da fare, non rinnegare e non nascondersi! Quanti possono dire di essere a posto con la propria coscienza di Fascista? Quanti hanno un comportamento coerente con il nostro ideale per 365 giorni l’anno? Da mille piccole cose si possono valutare le persone e da ciascuna  di queste mille cose dovrà sempre e solo risaltare un personaggio: il Fascista! E allora basta con i distinguo, basta con i puerili tentativi di personalizzare il Fascismo a proprio uso e consumo, basta con il tradimento degli alleati di un tempo, al fine di non essere coinvolti in chissà quali accuse e basta con lo squallido spettacolo di “fascisti” che passano le serate al fast food della MC Donald’s o che vanno in ferie a casa degli infoibatori della Slovenia e della Croazia, o a casa degli invasori islamici perché “costa meno”! Anche dal boicottaggio del nemico si vede il vero Fascista! Che triste spettacolo vedere il “fascista” che corre ogni mattina a comprare Il Corriere o La Stampa, contribuendo così con i propri soldi alle campagne diffamatorie nei confronti dei camerati e ancora quale squallore notare il “camerata” che corre al cinema per la prima del film dell’ebreo Spielberg, noto mistificatore storico che è riuscito a travestire la fantascienza da Storia, con tanto di coglioni che hanno preso (e prenderanno) per verità le sue deliranti invenzioni! Finché non riusciremo tutti a capire che la nostra fede va difesa a spada tratta ogni giorno ed in ogni occasione, persino nei momenti di ferie e di svago, non saremo null’altro che “utili idioti”, convinti di essere fascisti, ma in realtà perfettamente asserviti ai giochetti dei potentati mondialisti che cercano di controllare le nostre menti agendo su tutto, ivi compresi giornali, TV, cinema e prodotti delle varie multinazionali ebraico – americane; l’Italia ed il Fascismo prima di tutto! 

Carlo Gariglio

IL MERAVIGLIOSO MONDO DEGLI ANTIFASCISTI (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, LUGLIO 1998)

mercoledì, 23 luglio 2008

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 Anche il Sindaco di Milano, Albertini, non ha saputo alle sirene dell’antifascismo. Durante il mese di Maggio infatti cercò un po’ di notorietà tramite la dura ed indignata presa di posizione illustrata nel primo articolo che vi proponiamo. Spalleggiato dal comunista Gay (quando si dice il futuro scritto nel cognome!), il “buon” Albertini tuonò “allo scandalo” perché un dipendente comunale di AN si era permesso di sposare due suoi amici, rivolgendo loro a fine cerimonia frasi di augurio mutuate direttamente da Benito Mussolini, il quale le aveva a sua volta pronunciate in occasione di un matrimonio di un amico nel 1925. Le frasi, del tutto innocue, non erano altro che un inno alla famiglia, all’amore fra coniugi ed alla vita, ovvero a cose e valori che chiunque, ad eccezione del solito comunistume marcio, dovrebbe difendere ed apprezzare; ma non il polista Alberini, il quale, forse per non essere da meno del Sig. Gay, gridò allo scandalo, scagliandosi contro “la grossolanità e la rozzezza culturale” che avrebbe ispirato certe frasi. Dopo poco più di un mese, il Sig. Albertini ci chiarisce finalmente qual è il suo concetto di finezza: nel breve volgere di due giorni, tutti i maggiori quotidiani italiani hanno omaggiato i lettori con delle squallide e patetiche immagini del Sindaco di Milano, ora sfoggiante un meraviglioso paio di ciabatte di plastica, affettuosamente abbracciato ai noti stiliti omosessuali “Dolce e Gabbana”, ora indossando un costume da bagno in cashmere denominato “libidinoso” affiancato in foto dall’altrettanto noto stilista omosessuale Valentino. Ecco dunque il livello culturale dell’ultimo degli antifascisti; indignato per delle frasi bene auguranti dettate da pura e semplice civiltà, ma felice di sguazzare in ciabatte e mutande fra noti omosessuali, ai quali fra l’altro dona pubblicità gratuita che dovrebbe far riflettere circa la liceità del comportamento. Caro Sindaco, si tenga la sua “finezza”, la sua “cultura” e le sue amicizie; noi Fascisti preferiamo la “rozzezza culturale” di chi elogiava la famiglia, il matrimonio, l’amore e le coppie eterosessuali. Mi sorge un dubbio: che l’indignazione del Sindaco dipenda proprio da una sua preferenza per le “coppie di fatto” alla Dolce e Gabbana? 

Carlo Gariglio

IL BUE CHE DICE CORNUTO ALL’ASINO (Pubblicato sul mensile “COSTRUIRE”, Luglio 1998)

mercoledì, 23 luglio 2008

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Capita spesso che i giornali di regime tocchino involontariamente vertici di comicità inarrivabili pubblicando un giorno articoli di sdegno roboanti contro qualcuno, per poi smentirsi da soli pochi giorni dopo. E’ il caso de “La Stampa” e dei due articoli dei quali riproponiamo i titoli; nel primo articolo si dà notevole evidenza alla meschinità ebraica, unita alla total prostrazione dei Tribunali italiani nei confronti di questi. Come già accennai in un precedente articolo, la sete di vendetta del popolo di Israele non risparmia nessuno, né vecchi (Priebke), né bambini (il ragazzo del liceo trattato da criminale per aver scritto un articolo contro la religione ebraica); la stampa asservita, per giustificare il tutto, si nasconde dietro la parola-simbolo: “razzismo”!  Ma allora quello di cui si parla nell’articolo seguente come lo dovremmo chiamare? E quanti giornalisti “onesti” dovrebbero indignarsi chiedendo la sacrosanta punizione per i razzisti ebrei? Perché il popolo d’Israele, che è il più razzista fra quelli che hanno vissuto e vivono tutt’ora nel mondo, non è mai chiamato a pagare per le esternazioni razzistiche delle quali fa spesso e volentieri vanto? Questi inventori di tragedie, olocausti e persecuzioni assortite, questi famelici lupi che incassano ancora oggi dalla Germania milioni di marchi di indennizzo per i sei milioni di morti (cifra ridicola che non viene oggi presa in considerazione neppure dagli storici di parte ebraica) che avrebbero subito questi razzisti DOC che ancora oggi proibiscono i matrimoni misti e che considerano esseri inferiori tutti gli esseri umani non ebrei ed anzi, anche i convertiti all’ebraismo, questi assassini massacratori di palestinesi, che cosa pretendono ancora?Unitamente al titolo riportiamo la parte più interessante dell’articolo in questione, affinché tutti possano riflettere sul vero volto di questi falsi perseguitati e veri persecutori; leggete e meditate! 

Carlo Gariglio