Archivio di settembre 2008

MANCO’ LA FORTUNA, NON IL VALORE! (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Maggio 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Mi accingo a commentare il risultato elettorale di Scarmagno (TO) evidenziato in prima pagina ed i vari retroscena che lo circondano ma prima di addentrami nel commento elettorale vero e proprio, vi illustro il procedimento adottato per sabotarci da quegli infami figli della sinagoga che si nascondono all’interno del quotidiano La Stampa di Torino; come ben saprete, il quotidiano nazionale ha al suo interno una buona parte di pagine locali, le quali variano da provincia a provincia. Una delle sezioni più robuste, ovviamente, è quella dedicata alla cronaca di Torino e dintorni. In essa si trovano sempre, fra le altre cose, tutte le varie liste che si presentano alle elezioni nei comuni della provincia, con pubblicazione delle fotografie dei candidati a Sindaco e dell’elenco dei candidati al consiglio comunale… Il tutto corredato da qualche breve dichiarazione delle varie liste, spesso reperita sul programma politico.
Orbene, già lo scorso anno, con il nostro esordio elettorale nella provincia di Torino avvenuto nei Comuni di Bairo e Montalenghe, notai che gli unici due comuni a non figurare nella presentazione di liste e candidati furono proprio Bairo e Montalenghe… Caso? Distrazione? Sarà… Ma non fu un caso il fatto che, durante la pubblicazione dei risultati elettorali, una delle poche liste a cui fu attribuita una percentuale sbagliata da La Stampa fu proprio la nostra: l’1,4% raccolto a Montalenghe divenne uno squallido zero virgola qualcosa…
Non feci caso più di tanto, anche perché all’epoca le cose a cui pensare erano molte (qualcuno ricorderà i vari “venticinqueluglisti” che dovettero essere allontanati dal MFL ed i “nostalgici” che tentavano di scalzare la legittima dirigenza del MFL per riprenderne la guida); quest’anno, però, ho deciso di tenere sott’occhio con particolare attenzione le pagine relative alla provincia di Torino.
Tutti i Comuni che si presentavano al voto sono stati citati puntualmente, con tanto di foto e dichiarazioni dei candidati a Sindaco persino riferite a comuni più piccoli del nostro Scarmagno… Tutti tranne uno: Scarmagno!
Al fine di non commettere errori, effettuai una ricerca sul sito Internet della Stampa, impostando “Scarmagno” come parola da ricercare… Sorpresa! Trovo un articolo riguardante le liste presenti nel Comune, con relativo elenco di candidati… Il tutto pubblicato martedì 20 maggio a pagina 45! Chiunque potrà ripetere la ricerca seguendo la stessa prassi… Il mio primo pensiero maledice la mia “distrazione”; pur avendo tutte le mattine in mano una copia del quotidiano La Stampa, mi sono fatto sfuggire proprio l’articolo che ci riguardava! Mi procuro, dunque, la copia arretrata del giornale di martedì 20 maggio e… A pagina 45 non trovo nulla! Mi faccio assistere da altri camerati nella lettura della pagina in oggetto, temendo un attacco precoce di senilità, ma il risultato è lo stesso: non esiste traccia del citato articolo su Scarmagno!
Ecco, dunque, l’uovo di colombo della Stampa di Torino: gli articoli citanti il MFL sono pubblicati nella pre-edizione di mezzanotte, che viene venduta in pochissime copie presso i principali incroci delle strade di Torino e che viene utilizzata nelle rassegne stampa notturne, ma spariscono dall’edizione definitiva, ben più letta, che viene stampata poche ore dopo e distribuita ad abbonati ed edicolanti! Certamente anche lo scorso anno, con Bairo e Montalenghe, la tattica usata fu la stessa… Una tattica precisa e scientifica, che non può certo considerarsi casuale, anche perché dall’esame di quella famosa pagina 45 non si trova alcun articolo definito “ultima ora”, uno di quegli articoli, cioè, che raramente vengono inseriti nell’ultima edizione in caso di avvenimenti particolarmente interessanti e/o gravi…
Si conferma senza ombra di dubbio la paura, anzi, il terrore, che il giudeame dei quotidiani nazionali, La Stampa prima fra tutti, nutre nei confronti del microscopico MFL; paura che non provarono lo scorso anno nei confronti dei falsari dei cosiddetti “Fasci del Lavoro”, i quali vennero citati da tutti i maggiori quotidiani (La Stampa, Il Corriere, La Repubblica, Il Messaggero…) e qualificati come i “primi” a ripresentare un simbolo fascista alle elezioni, mentre è ben noto che il MFL fin dal lontano 1993 presenta liste elettorali in Comuni, Provincie e persino Regioni!
Ma il MFL è composta da Fascisti veri, magari pochi, ma assolutamente non disponibili a marmellate “d’area”, ad appoggi più o meno sotterranei al Polo e a vendersi per qualche poltrona o poltroncina, mentre certi “fasci” del lavoro (altrui, dato che come ben sapete hanno rubato Statuto, simbolo e testata giornalistica al MFL…), che vengono rappresentati da un certo generale, invischiato nel golpismo e nel neofascismo dei servizi deviati degli anni 70, nonché noto massone, servono al regime per controllare i Fascisti seri!
Tornando al commento sui risultati di Scarmagno, va subito detto che una nera sfortuna, unita a 26 schede annullate benché votate, ha fatto sì che per un solo voto il nostro Fabio Toma non fosse eletto Consigliere Comunale… Si poteva ricorrere e richiedere il riconteggio delle schede, ma dato che siamo in democrazia, e che la democrazia consente a tutti (i ricchi!) di adire vie legali, l’unica via percorribile era il ricorso al TAR, ovvero un costo che va dai sei agli otto milioni d’avvocato, per tentare di strappare un seggio a Scarmagno (circa 900 abitanti)!
L’occasione era ghiotta e la delusione è stata forte, inutile negarlo; concorreva, infatti, soltanto una lista di paese, capeggiata dal Sindaco in carica e sostanzialmente senza opposizione interna… Le altre quattro liste erano composte da personaggi esterni al Comune, senza seguito ed in cerca del voto dei pochi o tanti delusi che avrebbero cercato un voto di protesta. Una lista di sedicenti socialisti, estranea a tutti i partiti socialisti esistenti e presente soltanto in pochi piccoli comuni del torinese, ha purtroppo ottenuto un risultato incredibile, anche in considerazione del fatto che negli altri Comuni ove era presente la stessa lista ha raccattato due o tre voti… Probabilmente a Scarmagno, che è una sorta di Comune – dormitorio dell’Olivetti ad un passo da Ivrea, la parola “socialista” evoca i bei tempi delle tangenti e di De Benedetti, indi il gioco è stato facile!
Tangenti a parte, duole più di ogni altra cosa il constatare che ben dieci presunti fascisti hanno scelto, come voto di protesta, la lista del cavolfiore tricolore, lista che proprio a Scarmagno ha trovato qualche voto, dal momento che in altri comuni del torinese non ha superato le tre preferenze… Magari saranno i classici “fascisti” di Predappio, quelli che tre volte l’anno sfoderano la camicia nera, per poi riporla nel cassetto e dimenticarsene per il resto dell’anno; gente che è “fascista” di nascosto, ma che vede come il fumo negli occhi gli unici Fascisti veri, che hanno il coraggio di dire chiaramente chi sono e che non si nascondono dietro ad ortaggi variamente colorati. Sarebbe bello conoscere questi dieci personaggi e chiedere loro come si possa considerare un voto di protesta quello dato al cavolfiore tricolore: un partito allo sbando che qua e là si presenta a volte da solo, a volte in improbabili alleanze “d’area” (la loro, non la nostra…) ed altre volte all’interno del Polo berlusconiano. Come ho evidenziato in un recente comunicato diffuso via Internet, a pochi Km da Scarmagno l’inossidabile responsabile regionale piemontese della Fiamma (lo stesso che anni fa fece carte false per sabotare il MFL, che pure si era alleato al Senato con la Fiamma nel collegio di Asti) ha diffuso un comunicato nel quale prendeva posizione a favore del candidato Sindaco sostenuto da AN e dai socialisti… Alla faccia del Fascismo e del voto di protesta!
Rimangono, unici aspetti positivi, la sostanziale soddisfazione per la nostra percentuale (che avrebbe potuto essere certamente più alta, se avessimo avuto qualcuno che controllava lo spoglio e le schede annullate), e per il ridicolo naufragio dei cosiddetti “federativi”, altra entità di cialtroni che anni fa si staccarono dalla Fiamma e si costruirono il loro partitino, siglandosi MFI, tanto per differenziarsi da noi (!) e scegliendosi come simbolo un tricolore con al centro un’aquila, naturalmente senza Fascio fra le zampe! Questi ridicoli personaggi due anni fa ci avvicinarono, in occasione delle elezioni comunali di Torino, proponendoci di eliminare il nostro simbolo e di convergere con loro, in quanto più “grossi”!
La loro grossezza, ben riassunta dal risultato di Scarmagno, li vede da anni tentare di presentarsi in tutti i piccoli comuni del torinese, con risultati intorno ai tre/quattro voti e con “punte” come quelle di Scarmagno!
Purtroppo è un vezzo di una certa area, che per fortuna non ci appartiene, quello di crearsi sigle personali ad un solo iscritto, in nome delle quali recarsi a seccare chi fa politica seriamente da 12 anni, proponendogli di annullarsi per convergere con loro… In nome dell’unità, naturalmente!
Noi a tutti rispondiamo con una sonora pernacchia, ricordando che l’unità dei Fascisti si realizza nel MFL, e che altre entità di falsi fascisti, ex fascisti, sedicenti fascisti, postfascisti, neofascisti e vigliacchi fascisti che preferiscono nascondersi dietro altre sigle (nazionalpopolare è una delle più gettonate…) non ci riguardano affatto!

Carlo Gariglio

“CARI COSSUTTA E VOI DELLA BRIGATA” (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Aprile 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Sonetto tratto dai versetti antimoderni di “SEMI DI ZUCCA” di Mario Castellacci, uno dei ragazzi di Salò che fu anche autore della canzone “Le donne non ci vogliono più bene”.L’autore è scomparso di recente.

 

 Cari Cossutta e voi della brigata che dite e urlate “Amerikani fuori!” ragioniamo. A costoro chi l’ha data la pergamena di “Liberatori”?

Non certo noi di quelle ferme schiere che li avversammo fosso dopo fosso. Ma tutti e due ci sparavate addosso: loro in faccia e voialtri nel sedere.

E fu così che vinsero la tappa, festeggiati all’unisono con voi, gli Americani allora senza kappa e santi e benemeriti ed eroi.

Voi li abbracciaste. E loro, da quel dì, col kappa o senza kappa stanno qui.

INFAME SABOTAGGIO! (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Aprile 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Abbiamo pubblicato a pagina 4 il testo comprovante l’ennesimo squallido sabotaggio antifascista subito dal nostro MFL; la lista presentata al Comune di Monastero Bormida (AT), che per competenza territoriale cadeva sotto la giurisdizione della Commissione Elettorale di Acqui Terme (AL), è stata ricusata. Ciò nonostante il MFL si presenta regolarmente nella stessa provincia di Asti dal lontano 1999; nonostante il sottoscritto sia a tutt’oggi Consigliere Comunale presso il Comune di Dusino San Michele (AT), e lo sarà ancora fino alla primavera del 2004; nonostante la stessa lista ricusata ad Acqui Terme sia stata presentata ed accettata a Scarmagno (TO) lo stesso 26 aprile 2003; nonostante il sottoscritto abbia fatto presente alla Commissione Elettorale di Acqui Terme la legalità del MFL, le precedenti partecipazioni elettorali e l’elezione a Consigliere di cui sopra; nonostante sia stato interpellato telefonicamente, dietro mia richiesta, il Vice Prefetto di Asti che ha dato parere favorevole alla nostra ammissione, la Commissione Elettorale da deciso per la ricusazione!
Una cosa è certa: le canaglie che si sono rese responsabili di questo infame atto antifascista erano ben consapevoli del loro abuso, stanti le considerazioni sopra riportate, che sono state fatte presenti dapprima via telefono, poi via fax, indi di persona ed infine con ulteriore ricorso scritto preparato da un avvocato a noi vicino. Chi pensava di vivere in una repubblica unitaria, governata da Leggi certe e valide su tutto il territorio nazionale dovrà oggi ricredersi: si può essere legali e legittimi a Dusino San Michele, a San Paolo Solbrito, a Casorzo, a Capriglio, a Villanova (tutti i Comuni dell’astigiano dove siamo stati presenti con liste MFL, dal 1999 al 2002), a Bairo, a Montalenghe, a Scarmagno (i Comuni del torinese ove ci siamo finora presentati alle elezioni), ma diventare illegali per presunte violazioni costituzionali a Monastero Bormida! Un triste paesucolo di montagna con circa 900 abitanti, spalleggiato dalla relativa Commissione elettorale, diventa oggi una nuova “repubblica partigiana”, ove lo Stato di diritto non vale più… Torneremo alla raffica di mitra alla schiena? Allo stupro di tutte le donne accusate di simpatia verso i Fascisti? Alle epurazioni che privavano dei diritti civili e politici tutti i Fascisti ed i presunti tali?
Non saprei dirlo; quello che è certo è che i pagliacci comunisti che si annidano in questa Commissione Elettorale non la passeranno liscia con tanta facilità. Certamente i mascalzoni ben sanno che un ricorso al TAR per riammettere la lista, o per ottenere l’annullamento delle elezioni in caso di ritardato pronunciamento del TAR, costa un rilevante quantitativo di milioni, fino ad otto, come mi dicono alcuni avvocati bene informati. E sanno anche che il gioco non varrebbe la candela, come si suol dire… Ma ciò nonostante il sottoscritto ha preso contatti con alcuni avvocati amministrativisti per verificare la praticabilità di tale ricorso ed i costi relativi. Nel frattempo, è allo studio una causa penale (molto meno costosa) contro i singoli membri della Commissione Elettorale, resisi colpevoli del sabotaggio doloso che abbiamo descritto; i reati certi sono l’abuso d’ufficio, il rifiuto di atti d’ufficio, la violazione dell’art. 294 del Codice Penale che tutela i diritti politici dei cittadini, nonché altre violazioni minori in esame.
Alla causa penale seguirà una causa civile, sempre contro i componenti della Commissione Elettorale di Acqui Terme, tramite la quale chiederemo il risarcimento degli ingenti danni materiali, morali e d’immagine arrecati al movimento. Infine, grazie all’interessamento del nostro sempre valido Camerata Angelo Faccia, stiamo trattando con una valente avvocato costituzionalista la possibilità di fare una causa preventiva, a livello Nazionale, per tutelare il nostro nome ed il nostro simbolo in sede Nazioanale, in modo tale da evitare in futuro il ripetersi di azioni “partigiane” ispirate dalle segreterie di ben noti partiti e messe in pratica dalla manovalanza rossastra che si annida nelle varie Commissioni Elettorali.
Proprio a causa di queste novità dell’ultima ora, la presenza a Predappio per la riunione del 31 Maggio è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i dirigenti e per tutti quelli che hanno a cuore veramente le sorti future del MFL. Il 31 maggio il Camerata Faccia avrà già in mano una documentazione inerente l’avvocato costituzionalista sopra accennato, il sottoscritto disporrà degli aggiornamenti a proposito della questione Monatsero Bormida – Acqui Terme, nonché i risultati elettorali del Comune di Scarmagno, ove il nostro bravo dirigente piemontese Fabio Toma si giocherà le sue carte per essere eletto Consigliere Comunale.
Non si può non reagire a provocazioni di questo tipo ed a violazioni legali che farebbero rabbrividire persino Stalin; ma non si può neppure continuare a bruciare milioni in mille piccole cause locali, restando comunque alla mercé del porco comunista di turno che fa strame di ogni legge e regola, in virtù del suo stomachevole antifascismo.
E soprattutto, il sottoscritto non può continuare a combattere queste battaglie in sostanziale solitudine, attorniato da un moltitudine di pseudodirigenti troppo presi dai loro affari per dare una mano e troppo attaccati al loro portafoglio per dare un contributo alla causa!
Saremo chiari una volta per tutte il 31 maggio, con i presenti e con gli assenti…!

Carlo Gariglio

L’EDITORIALE FASCISTA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Aprile 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Si sa, la storia è spesso beffarda; nel mentre si approssimava l’ennesimo rivoltante anniversario del 25 aprile, tristemente noto a tutti gli italiani non badogliani né comunisti, la storia ha voluto mostrare agli occhi di tutti, anche di coloro i quali non hanno avuto modo di vivere quel 25 aprile 1945, di cosa si trattò esattamente quel periodo. A Baghdad, grazie al tradimento ed alle defezioni dei badogliani locali, le truppe dei gangster angloamericani sono entrate senza incontrare una sostanziale resistenza, e subito gli sciacalli “partigiani” sono entrati in azione: ruberie, saccheggi, baci ed abbracci al nemico, devastazioni, simboli del regime abbattuti… Certo, a discolpa del popolo iracheno va detto che gli autori del tradimento e delle infamie suddette sono stati un’infima minoranza, a differenza di quanto accadde in Italia, ove i gangster poterono sbarcare in Sicilia senza sparare un colpo, grazie ai buoni uffici con la mafia locale; così come è utile evidenziare la macroscopica dose di falsità nelle immagini “festanti” provenienti da Baghdad, la maggior parte delle quali vedevano come protagonisti non i veri iracheni, ma le guardie personali dei vari leaders mafiosi che viaggiavano al seguito degli invasori… Anche la farsa dell’abbattimento della statua di Saddam è stata una mera sceneggiata in stile Hollywoodiano, interpretata da comparse e sostanzialmente estranea alla popolazione locale. Ma in ogni caso, i grugno ripresi dalla TV dei vari “partigiani” intenti a svaligiare palazzi e negozi, nonché ansiosi di raccontare ai giornalisti le solite mirabolanti torture e repressioni subite ad opera del Regime, non poteva non richiamarci alla memoria i Moranino, i Boldrini ed i tanti assassini comunisti arricchitisi con le loro “epiche” gesta, quali stupri, sevizie e barbarie varie inflitte ai vinti ed a tutti quanti ebbero il solo torto di avere un portafoglio in tasca, un orologio al polso o qualsiasi cosa di appetibile per il “partigiano” di turno… Così come non siamo riusciti a non pensare ai vari badogliani alla Ciampi, Bocca, Montanelli, Spadolini, quando la stampa ci ha deliziato con i racconti dei vari generalissimi e dirigenti iracheni che avrebbero favorito l’avanzata dei gangster con informazioni e defezioni dal campo di battaglia. Ora come allora, i badogliani sono stati premiati con ricche prebende e con una sostanziale “amnesia” a proposito del loro ruolo nel passato regime…
Interessante da notare, per l’ennesima volta, il ruolo deleterio giocato dalla religione in Iraq: gli Sciiti, pur di fare danno ai Sunniti, hanno sostenuto l’invasione dello straniero, convinti di guadagnarci, prima o poi, qualcosa…
Strana “bestia” questa religione, che spinge a tradire i propri connazionali e la propria Patria in nome di non si sa bene che cosa!
Giova però rilevare che gli iracheni che hanno collaborato con i gangster si sono già accorti del loro errore, e dopo pochi giorni d’occupazione già manifestavano contro gli invasori, mentre la stragrande maggioranza degli italiani, a ben 58 anni di distanza dall’occupazione nemica, ancora gioisce di fronte alle basi militari dei gangster installate sul suolo Patrio, e ben se ne guarda dal lamentarsi di queste presenze…
Inutile sottolineare il fatto che c’è ben poco di cui essere orgogliosi, come italiani!
Unico motivo di soddisfazione è il sostanziale imbarazzo con il quale i partigiani nostrani si saranno apprestati a celebrare le loro barbarie; come conciliare, infatti, il loro “eroismo” partigiano con i comunicati indignati dei gangster, che tutti i mezzi d’informazione asserviti diramavano, nei quali gli stessi si lamentavano del banditismo di tutti quegli iracheni che combattevano senza divisa, confondendosi con la popolazione civile? E come giustificare il mancato riconoscimento dello status di combattente per questi borghesi armati, con conseguente rifiuto di applicare la Convenzione di Ginevra? Voi che ne dite? Saranno fischiate un po’ le orecchie dei cari partigiani, o come al solito, sordi a qualsiasi riferimento storico e legale, avranno continuato a vantarsi del loro epico “eroismo”, con l’avallo del badogliano Ciampi?

Carlo Gariglio

QUELLI CHE ESPORTANO VALORI DEMOCRATICI (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Marzo 2003)

martedì, 30 settembre 2008

La fanciulla e l’orco di Israel Shamir

Uno spaventoso mostro assale la città, uccide i coraggiosi difensori ed avanza per divorare i cittadini. All’ultimo momento una fanciulla si dirige innocentemente verso il mostro. Il suo guardo, lo sguardo dell’innocenza femminile, della vulnerabilità, della spiritualità e della certezza della bontà della causa, arresta il mostro sul suo cammino. La bestia si fa legare il possente collo e si allontana domata. E’ la storia di Santa Genoveffa e di tante altre Sante belle e virtuose; fanno parte del patrimonio religioso dell’umanità e sono il tema di molti stupendi arazzi e dipinti.
Nobili e coraggiose fanciulle sono ancora tra noi. Esse fermavano i treni dell’esercito USA con i soldati durante la guerra del Vietnam, arrestavano il cammino dei carri armati russi a Praga nel 1968 e a Mosca nel 1991. I conducenti dei carri armati francesi, russi, americani e tedeschi lo sapevano: anche un mostro si ferma quando una fanciulla si metteva candidamente sulla loro strada. E’ una legge naturale cui noi tutti siamo soggetti. Rachel Corrie è stata uccisa da un mostro di un’altra storia. Questa giovane ragazza americana, attivista del ISM (Movimento Internazionale di Solidarietà), cercava di fermare col suo fragile corpo un bulldozer sionista che voleva distruggere delle case palestinesi. Essa non avrebbe certo potuto immaginare che il conducente, dopo averla guardata freddamente, sarebbe passato sul suo corpo avanti ed indietro con la sua macchina d’acciaio da dieci tonnellate. Nulla nella sua vita l’aveva preparata all’incontro con un mostro nato e cresciuto nei laboratori sionisti, un mostro totalmente alieno ed ostile agli esseri umani. Rachel aveva scritto ai suoi genitori: “Nessun tipo di lettura, nessuna frequenza a conferenze, nessuna visione di documentari o testimonianze avrebbe potuto prepararmi alla realtà di questa situazione. Voi non potete immaginarvela fino a che non vi sia possibile vederla, il fuoco dei carri armati apre brecce nei muri delle case e le torri di guardia dell’esercito di occupazione scrutano costantemente i bambini palestinesi dal loro orizzonte”.
Sebbene essa avesse visto i corpi dei bambini palestinesi morti con le teste spaccate dai tiri dei cecchini ebrei, ancora nutriva l’illusione delle “difficoltà che l’esercito israeliano avrebbe dovuto fronteggiare se avesse sparato su di un inerme cittadino americano”. Ella si sbagliava. Il Presidente del suo paese manda l’esercito a distruggere l’Iraq e avrebbe lasciato gli assassini Rachel all’arbitrio della massima potenza del Medio Oriente. Se l’azione di Bush fosse stata guidata dagli interessi dell’America egli avrebbe richiesto l’estradizione degli assassini di Rachel. E il conducente del bulldozer non è il solo. La gente dietro i parabrezza corazzati dei Caterpillars sono il prodotto finale del Sionismo. Alla nascita del movimento sionista il suo obiettivo eugenetico fu espresso in un poema:
“Mi dam umi eza Nakim lanu geza” – “Dal sangue e dal sudore noi genereremo una nuova razza vittoriosa e crudele”, cantavano i sionisti. Con l’assassinio di Rachel Corrie l’esperimento è giunto alla sua realizzazione. La “razza crudele” non è più un sogno ma una nuova realtà geopolitica. Pochi mesi fa un conducente ebreo di bulldozer raccontò al mondo la sua esperienza di distruzione a Jenin:
“Io non ho pietà per nessuno. Volevo spazzare via tutto con il mio D-9 e così ho fatto. Ho demolito completamente. Volevo distruggere tutto. Ho pregato gli ufficiali con la radio di lasciarmi radere al suolo tutto dai tetti alle fondamenta. Spianare tutto. Quando mi si diceva di demolire una casa approfittavo dell’opportunità per abbatterne altre. Per tre giorni ho solo distrutto e spianato. L’intera area. Volevo distruggere tutte le case. Tutte quelle di cui ero capace. Non ho mai visto con i miei occhi gente uccisa dalla lama del D-9. Ma se ce ne fossero stati non mi sarebbe minimamente interessato. Se dovessi rimpiangere qualcosa rimpiangerei di non aver spianato l’intero campo. Mi sono preso molte soddisfazioni a Jenin, molte soddisfazioni. Nessuno ha espresso la benché minima riserva circa quello che abbiamo fatto. Chi oserebbe parlare? Se qualcuno provasse ad aprire la bocca seppellirei pure lui sotto il D-9.”
La tragica morte di Rachel dovrebbe aprire gli occhi dell’America sul vero pericolo per il mondo che sta crescendo nel Medio Oriente. I suoi killers possiedono armi nucleari non solo bulldozer. Se Bush fosse davvero interessato ad intervenire nel Medio Oriente e a rimuovere con la forza le armi di distruzione di massa, potrebbe posizionare le sue truppe lì, sulle rive di ar-Rafah, dove c’è veramente una minaccia per la pace mondiale.

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Israel Shamir è nato a Novosibirsk, Siberia, nel 1947. Espulso dall’università per attività sovversiva nel 1969, emigrò “per libera scelta” in Israele e combatté nella guerra del 1973.Corrispondente in Vietnam, Cambogia, Laos e, per molti anni, in Giappone tanto da diventare uno studioso e traduttore della letteratura giapponese. Dal 1989 al 1993 è stato inviato di Ha’aretz in Russia. Al suo ritorno in Israele si è impegnato nella denuncia della politica sionista di apartheid e del genocidio strisciante che, ormai, sembra stia per raggiungere il suo obiettivo finale. Con una febbrile attività letteraria e giornalistica sulla carta stampata e su Internet (il sito http://www.israelshamir.net), nei giri di conferenze in Europa, in Egitto e negli Stati Uniti, Shamir presenta una visione altra del conflitto israelo-palestinese. Per contatti e informazioni in Italia: libroshamir@libero.it

DIO STRAMALEDICA GLI ETERNI GANGSTER DELL’ARIA ANGLOAMERICANI ED I LORO COMPLICI SIONISTI (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Marzo 2003)

martedì, 30 settembre 2008

La sporca guerra voluta dai criminali internazionali Bush e Blair è ormai una triste realtà; tutti sapevamo che sarebbe scoppiata perché troppo alte le brame petrolifere dei gangster d’oltre oceano, e soprattutto perché non è tollerabile per questi servi del sionismo e d’Israele la presenza di un popolo fiero che si oppone alla colonizzazione del Medio Oriente.
In questo preciso istante l’eroico popolo iracheno sta resistendo asserragliato nel centro di Baghdad e delle altre città minori, prima fra tutte Bassora, che secondo i sogni dei criminali britannici sarebbe stata presa in poche ore, mentre dopo venti giorni di dure battaglie e di crimini “alleati” di ogni genere ancora resiste. Le solite ottimistiche e rosee previsioni degli strateghi holliwoodyani si sono dimostrate degne di loro: l’esercito iracheno avrebbe dovuto disfarsi ed invece resiste, benché dotato di armamenti risalenti agli anni 60 e 70; il popolo avrebbe dovuto accogliere festante l’arrivo dei terroristi invasori, ed invece li ha accolti a colpi di mitra e di moschetto; i bombardamenti avrebbero dovuto essere “chirurgici” e risparmiare il popolo iracheno, ed invece il tutto si è svolto come costume dei gangster dell’aria, ovvero con bombardamenti indiscriminati, armi di sterminio e di distruzione di massa, nonché le infamie che già il popolo italiano sperimentò sulla sua pelle nel periodo 40/45, tipo le bombe a grappoli verniciate di giallo per confonderle con le razioni di viveri gettate alla popolazione (in Italia usarono le penne/bomba per uccidere i bambini curiosi che le raccoglievano: cambiano le tecnologie, ma resta invariata la lurida bestialità degli angloamericani). Negli ultimi giorni, poi, il livore dei gangster ha raggiunto vertici indicibili, a causa della delusione per avere trovato un popolo in armi e non un popolo di badogliani e mafiosi come accadde nel 1945 in Italia; niente feste per lo sbarco dei mafiosi, niente donne pronte a donarsi ai “liberatori” per un pacchetto di sigarette o di gomme da masticare, niente parate festose con banda musicale e bandierine… Vedendo le immagini del popolo iracheno che si batte contro ogni umana possibilità di vittoria, viene quasi da vergognarsi di essere italiani e di condividere lo stesso sangue di quanti al Sud accolsero il ritorno dei mafiosi di Lucky Luciano con ampi festeggiamenti, e di quanti al Nord coprirono in qualche maniera gli assassini senza Patria di Togliatti. Così come ci vergogniamo di avere la stessa cittadinanza dei tanti “Emilio Fede” che in questi giorni ci hanno deliziato dalle varie tribune televisive e giornalistiche denunciando i “crimini” iracheni e giustificando ogni porcheria “alleata”; le interviste ai prigionieri di guerra americani, benché condotte senza evidenti violenze e senza particolari costrizioni sono dei crimini, mentre le immagini che indugiano sul trattamento bestiale inflitto dai terroristi angloamericani ai loro prigionieri non suscitano alcuna protesta. Cappucci sulle teste, polsi legati con fascette in plastica che impediscono la circolazione del sangue, percosse a chi è già legato ed indifeso non rappresentano né crimini, né violazioni della convezione di Ginevra. I proiettili all’uranio, le bombe a grappolo, le bombe a frammentazione ed i bombardamenti sui civili non sono criminali; meglio criticare le presunte esecuzioni sommarie dei prigionieri americani (naturalmente tutti vivi e ben curati dagli iracheni) e commentare notizie ridicole come la “camera di tortura” irachena, dotata di una pericolosissima vecchia batteria d’auto a 12 volt…
E che dire della pistola fumante tanto cercata e mai trovata, che avrebbe dovuto giustificare l’infame crimine dell’attacco all’Iraq? Dove sarebbero gli ordigni nucleari e chimici, mai usati né trovati dagli “alleati”?
E’ realistico pensare che un Paese sotto attacco non usi le sue armi più potenti, limitandosi a difendersi con arsenali vecchi di quarant’anni?
Ma queste considerazioni poco importano alla feccia che sostiene i terroristi angloamericani; loro vogliono esportare “valori democratici”, come quelli presenti negli USA (magari a Guantanamo, come abbiamo ampiamente illustrato sul Lavoro Fascista di novembre), ove in questi giorni si sta discutendo di una nuova Legge “democratica” che dovrebbe comminare 25 anni di galera a quanti manifestano contro la guerra; o come quelli presenti in Israele, definito dalle canaglie nostrane a stelle e strisce come “l’unica democrazia del Medio Oriente” (Fini e Gasparri dixit…), democrazia alla quale dedichiamo nelle pagine seguenti alcuni articoli. E chi si oppone a questi valori “democratici” deve necessariamente essere messo in condizioni di non nuocere; meglio ancora, di morire!
Ci hanno parlato del lusso dei palazzi di Saddam dimenticandosi del lusso dei palazzi di Bush e Blair; ci hanno parlato del popolo iracheno che muore di fame, dimenticandosi che questo accade grazie all’embargo criminale applicato nei confronti dell’Iraq da dodici anni, e dimenticandosi che anche una buona fetta del popolo americano muore di fame nei noti quartieri ghetto, pur senza alcun embargo e solo grazie ai loro “democratici” governanti.
Ci hanno anche detto che l’Iraq andava attaccato perché possedeva armi di distruzione di massa, cosa che oltre a non essere vera non basta, comunque, ad attaccare Paesi che queste armi le hanno veramente, come l’India, il Pakistan, la Corea e l’immancabile Israele. Ci hanno detto che Saddam è un dittatore, ma lo è anche il golpista Pakistano che gli USA considerano un alleato “democratico”, dopo l’appoggio fornito nell’attacco terroristico all’Afghanistan, così come lo sono gran parte degli alleati mondiali dei criminali USA, come ad esempio i principi Sauditi. E ci hanno detto che l’Iraq andava attaccato perché non adempie alle risoluzioni ONU, dimenticandosi che l’infame entità sionista denominata Israele ha ben 73 risoluzioni ONU disattese (vedere Il Lavoro Fascista del mese scorso), senza che questo gli abbia procurato il benché minimo problema.
Questa è l’immondizia contro la quale dobbiamo combattere nell’ennesima guerra del sangue contro l’oro; falsari, criminali, assassini, ma anche e soprattutto venduti nostrani che fungono da quinte colonne agli interessi giudaico/americani.
Proprio in queste ore, mentre ci accingiamo a chiudere questo articolo, giungono le ultime notizie di crimini alleati: quattro bombe da una tonnellata cadauna lanciate in piena città per inseguire il fantasma di Saddam Hussein uccidono all’istante 14 civili; i palazzi che ospitavano i giornalisti delle TV Arabe Aljazeera e Abu Dhabi TV bombardati; l’albergo che ospitava i giornalisti occidentali preso a cannonate da un carro armato americano… Pare che i giornalisti italiani, una volta tanto, siano alquanto indignati per questo attacco alle loro stesse persone. L’indignazione che non hanno saputo esprimere in venti giorni di crimini ai danni degli iracheni viene riscoperta oggi, quando ad andarci di mezzo sono le loro auguste persone, accorse a Baghdad per cantare le lodi all’avanzata dei gangster e per inventare crimini e misfatti da addebitare a Saddam ed agli iracheni. Evidentemente, i terroristi angloamericani se ne fregano anche dei loro cantori, ideali alleati nel perpetrare i crimini di guerra cui sono abituati… Mai come in questo caso i giornalisti asserviti dell’occidente si sono meritati la citazione del famoso detto: “Chi la fa l’aspetti”!
Onore, dunque, al popolo iracheno ed agli eroici difensori di Baghdad e delle altre città minori; onore a Saddam Hussein ed a tutti gli uomini che nel mondo rifiutano di assoggettarsi alla logica delle multinazionali giudaiche e dell’american way of life Disprezzo assoluto, al contrario, per gli eterni criminali angloamericani e per tutti i loro reggicoda mondiali (italioti primi fra tutti…), capaci di barattare gli interessi delle loro genti con qualche prebenda a stelle e strisce. E soprattutto, disprezzo e disonore per gli immancabili “partigiani” pronti ad allearsi con l’invasore in cambio di un posto di rilievo nel governo delle colonie USA.
Finché anche un solo iracheno sarà in piedi a rispondere al fuoco dei terroristi USA, noi saremo idealmente al suo fianco nell’immane lotta dei popoli liberi contro il dominio planetario del Nuovo Ordine Mondiale!

Carlo Gariglio

GLI STATI UNITI: I SIGNORI DELLA PROPAGANDA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Febbraio 2003)

martedì, 30 settembre 2008

«Il 2 agosto 1990, le truppe irachene invadevano il Kuwait. Gli USA tentarono di convincere l’ONU ad intervenire militarmente per liberare l’emirato, ma si trovarono ad urtare contro le resistenze dell’organizzazione. L’atteggiamento dell’ONU mutò però di colpo quando, in ottobre, una ragazza e un chirurgo kuwaitiani, in lacrime, descrissero davanti ad una commissione per i Diritti dell’Uomo come i barbari iracheni si fossero scatenati contro l’ospedale della città occupata: essi avevano fracassato le incubatrici e gettato i bambini sul pavimento dove li avevano lasciati morire miseramente. Questa testimonianza sollevò l’indignazione del mondo intero e contribuì largamente al successo dei sostenitori della soluzione militare. Poi, nel marzo 1992, l’impostura andò in pezzi: la storia delle incubatrici era stata escogitata da un’agenzia pubblicitaria di New York alla quale l’Emiro del Kuwait aveva versato 10 milioni di dollari. Il chirurgo non era un chirurgo e la giovane “testimone” era la figlia di un diplomatico kuwatiano in servizio negli Stati Uniti. Tutti e due avevano “provato”, per più giorni, la loro “testimonianza oculare”, e seguito dei corsi di lingua inglese che erano stati loro espressamente impartiti»

(cfr. J. Graf, in L’uomo libero, nº 41, aprile 1996, pag. 40).

*************

A proposito di americani, ridiamoci sopra, fedeli al detto: “Una risata vi seppellirà”!

Trascrizione di una conversazione realmente avvenuta via radio tra una nave della Marina degli Stati Uniti e le autorità locali, al largo della costa di Terranova nell’ottobre del 1995.  La conversazione è stata rilasciata dalle autorità il 10 ottobre del 1995.

Canadesi: Prego, modificate la vostra rotta di 15 gradi Sud per evitare collisioni.

Americani: Prego, modificate la vostra rotta di 15 gradi Nord per evitare collisioni.

Canadesi: Negativo. Voi dovete modificare la vostra rotta di 15 gradi Sud per evitare collisioni.

Americani: Qui parla il comandante di una nave della Marina degli Stati Uniti. Ripeto, modificate la vostra rotta.

Canadesi: No, ripeto, voi dovete modificare la vostra rotta.

Americani: QUI PARLA IL COMANDANTE DELLA PORTAEREI USS LINCOLN, LA SECONDA PIÙ GRANDE NAVE DELLA FLOTTA ATLANTICA DEGLI STATI UNITI.  SIAMO SCORTATI DA TRE CACCIATORPEDINIERE, TRE INCROCIATORI E DA NUMEROSI VASCELLI DI SUPPORTO.  IO RICHIEDO CHE VOI MODIFICHIATE LA VOSTRA ROTTA DI 15 GRADI NORD, RIPETO, UNO CINQUE GRADI NORD.  IN CASO CONTRARIO VERRANNO MESSE IN ATTO LE OPPORTUNE CONTROMISURE PER GARANTIRE LA SICUREZZA DI QUESTA NAVE.

Canadesi: Questo è un faro. Vedete voi.

LETTERA A BUSH DI MONS. BOWMAN, VESCOVO IN FLORIDA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Febbraio 2003)

martedì, 30 settembre 2008

30 novembre 2002

“Siamo bersaglio del terrorismo perché sosteniamo tutte le dittature”

Racconti la verità al popolo, signor Presidente, sul terrorismo! Se le illusioni riguardo al terrorismo non saranno disfatte, la minaccia continuerà fino a distruggerci completamente. La verità è che nessuna delle nostre migliaia di armi nucleari può proteggerci da queste minacce. Nessun sistema di Guerre Stellari potrà proteggerci da un’arma nucleare portata qui su una barca, un aereo, una valigia o un’auto affittata. Nessuna arma del nostro vasto arsenale, nemmeno un centesimo dei 270 miliardi di dollari spesi ogni anno dal cosiddetto “sistema di difesa” può evitare una bomba terroristica.

Questo è un fatto militare. Signor Presidente, lei non ha raccontato al popolo americano la verità sul perché siamo bersagli del terrorismo, quando ha spiegato perché avremmo bombardato l’Afghanistan e il Sudan. Lei ha detto che siamo bersaglio del terrorismo perché difendiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani nel mondo.
Che assurdo, signor Presidente!
Siamo bersaglio dei terroristi perché, nella maggior parte del mondo il nostro governo difende la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento umano. Siamo bersaglio dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perché il nostro governo ha fatto cose odiose.
In quanti Paesi, agenti del nostro governo hanno deposto dirigenti eletti dal popolo, sostituendoli con militari – dittatori, marionette desiderose di vendere il loro popolo a corporazioni americane multinazionali.
Abbiamo fatto questo in Iran, quando i marines e la CIA deposero Mussadegh perché aveva intenzione di nazionalizzare il petrolio. Lo sostituimmo con lo scià Reza Pahlevi e armammo la sua odiata guardia nazionale, che schiavizzò e brutalizzò il popolo iraniano per proteggere l’interesse finanziario delle nostre compagnie di petrolio. Dopo questo sarà difficile immaginare che in Iran ci siano persone che ci odiano?
Abbiamo fatto questo in Cile. Abbiamo fatto questo in Vietnam. Più recentemente, abbiamo fatto questo in Iraq. E, è chiaro, quante volte abbiamo fatto questo in Nicaragua e nelle repubbliche dell’America Latina?
Una volta dopo l’altra, abbiamo destituito dirigenti popolari che volevano che le ricchezze della loro terra fossero divise tra il popolo che le ha prodotte. Noi li abbiamo sostituiti con tiranni assassini che avrebbero venduto il proprio popolo per ingrassare i loro conti correnti privati attraverso il pagamento di abbondanti tangenti affinché la ricchezza della loro terra potesse essere presa da imprese come la Sugar, United Fruits Company, Folgers e via dicendo.
Di Paese in Paese, il nostro governo ha ostruito la democrazia, soffocato la libertà e calpestato i diritti umani.
E’ per questo che siamo odiati nel mondo!
E’ per questo che siamo bersaglio dei terroristi.
Il popolo canadese gode di democrazia, di libertà e di diritti umani, così come quelli della Norvegia e della Svezia.
Lei ha sentito mai dire che un’ambasciata canadese, svedese o norvegese, siano state bombardate?
Noi non siamo odiati perché pratichiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani. Noi siamo odiati perché il nostro governo negò queste cose ai popoli dei paesi del Terzo Mondo, le cui risorse fanno gola alle nostre corporazioni multinazionali. Quest’odio che abbiamo seminato si ritorce contro di noi per spaventarci sotto forma di terrorismo e, in futuro, terrorismo nucleare. Una volta detta la verità sul perché dell’esistenza della minaccia e della sua comprensione, la soluzione diventa ovvia. Noi dobbiamo cambiare le nostre pratiche. Liberarci delle nostre armi migliorerà la nostra sicurezza. Cambiare in modo drastico la nostra politica estera la renderà sicura.  Invece di mandare i nostri figlie e figlie in giro per il mondo per uccidere arabi in modo che possiamo avere il petrolio che esiste sotto la loro sabbia, dovremmo mandarli a ricostruire le loro infrastrutture, fornire acqua pulita ed alimentare bambini affamati.
Invece di continuare a uccidere migliaia di bambini iracheni tutti i giorni con le nostre sanzioni economiche, dovremmo aiutare gli iracheni a ricostruire le loro centrali elettriche, le stazioni di trattamento delle acque, i loro ospedali e tutte le altre cose che abbiamo distrutto e abbiamo impedito di ricostruire con le sanzioni economiche.
Invece di allenare terroristi e squadroni della morte, dovremmo chiudere la nostra Scuola delle Americhe.
Invece di sostenere la ribellione e la destabilizzazione, l’assassinio e il terrore in giro per il mondo, dovremmo abolire la CIA e dare il denaro speso da essa ad agenzie di assistenza.
Riassumendo, dovremmo ESSERE BUONI INVECE CHE CATTIVI.
Chi tenterebbe di trattenerci? Chi ci odierebbe? Chi vorrebbe bombardarci?
Questa è la verità signor Presidente!
E’ questo che il popolo americano ha bisogno di ascoltare.

Mons. Bowman, Vescovo in Florida

SETTANTADUE (72) RISOLUZIONI ONU DI CONDANNA AD ISRAELE (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Febbraio 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Nessun ispettore, Nessuna guerra per farle rispettare.

Principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che esprimono condanna all’operato di Israele. Le risoluzioni sono citate per numero e data; se ne indicano inoltre degli estratti che ne illustrano il contenuto.

1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)

Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita’ decise dalla Commissione stessa.

2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)

Il CS ritiene che l’azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14 – 15ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate il fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.

3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)

Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane è stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate il fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)

Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell’Armistizio Generale e ha
chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l’attacco dell’11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate il fuoco della risoluzione
54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.

5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)

Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la “zona di nessuno” a Gerusalemme.

6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)

Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.

7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)

Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.

8 ) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)

Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.

9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)

Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.

10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)

Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.

11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)

Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.

12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)

Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.

13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)

Il CS dichiara non valido l’atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.

14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)

Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.

15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)

Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell’ONU che verifichi lo stato di occupazione.

16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)

Il CS condanna Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut.

17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)

Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.

18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)

Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.

19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)

Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.

20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)

Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell’ONU su Gerusalemme.

21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)

Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.

22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)

Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.

23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)

Il CS chiede l’immediato ritiro israeliano dal Libano.

24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)

Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.

25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)

Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.

26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)

Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.

27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)

Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.

28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)

Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.

29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)

Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.

30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)

Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.

31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)

Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)

Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.

33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)

Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell’ONU.

34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)

Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.

35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)

Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.

36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)

Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.

37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)

Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri
di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.

38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)

Il CS deplora con forza l’intervento militare israeliano in Libano.

39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)

Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.

40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)

Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell’ordine di non deportare Palestinesi.

41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)

Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.

42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)

Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.

43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)

Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua “Legge Fondamentale”.

44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)

Il CS formula l’imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.

45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)

Il CS condanna con forza Israele per l’attacco alle strutture nucleari dell’Iraq.

46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)

Il CS dichiara nulla l’annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.

47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)

Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.

48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)

Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.

49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)

Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.

50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)

Il CS chiede che Israele tolga l’assedio a Beirut e consenta l’entrata di rifornimenti alimentari.

51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)

Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell’ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)

Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell’ONU in Libano.

53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)

Il CS condanna l’attacco israeliano a Beirut Ovest.

54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)

Il CS condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l’attacco al quartier generale dell’OLP.

55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)

Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.

56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)

Il CS deplora con forza l’uccisione di studenti palestinesi dell’Università’ di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.

57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)

Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.

58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)

Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.

59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)

Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l’ONU e deportato civili palestinesi.

60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)

Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.

61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)

Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.

62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)

Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.

63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)

Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l’ONU.

64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)

Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.

65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)

Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.

66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)

Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.

67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)

Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.

68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)

Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane. Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.

69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)

Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.

70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)

Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.

71) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)

Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin,alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Agenzia dell’ONU per l’Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).

72) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)

Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.

Fonti:

1. Paul Findley, Deliberate Deceptions: Facing the Facts about the US/Israeli Relationship (Chicago: Lawrence Hill, 1993)

2. http://www.un.org/documents/scres.html

*********

Per completare l’opera informativa a proposito di Israele, del suo rispetto per le risoluzioni ONU e della sua pericolosità nucleare, vediamo quanto ha dichiarato un tale Martin Van Crevel, professore di Storia Militare presso l’Università ebraica di Gerusalemme.

(http://www.rense.com/general34/esde.htm>)

Nel corso di un’intervista ha affermato che Israele ha la capacità di colpire con armi nucleari la maggior parte delle capitali europee:

“Possediamo diverse centinaia di testate atomiche e di missili che possiamo lanciare su bersagli in tutte le direzioni, persino verso Roma. Molte capitali europee sono il bersaglio della nostra aviazione militare.” 

Ha inoltre detto che l’unica strategia significativa nei confronti del popolo palestinese è la “deportazione collettiva”, e che l’attuale governo sta soltanto aspettando il momento giusto per farlo. Alla domanda se non si preoccupasse che Israele diventi uno “stato canaglia” qualora effettuasse tale deportazione di massa contro i palestinesi, Crevel ha citato l’ex ministro della Difesa israeliano Moshe Dayan che disse: “Israele dev’essere come un cane rabbioso, troppo pericoloso da importunare”, e che comunque ad Israele non importerebbe gran che diventare uno “stato canaglia”: “Le nostre Forze armate sono la seconda o terza potenza al mondo. Abbiamo la capacità di portare il pianeta alla distruzione insieme a noi, e vi garantisco che è quello che succederà prima che Israele sparisca.”

A cura di Carlo Gariglio 

L’EDITORIALE FASCISTA (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Febbraio 2003)

martedì, 30 settembre 2008

Riconquistata finalmente la periodicità perduta del nostro mensile, possiamo accingerci ad inaugurare una nuova rubrica fissa del nostro giornale: l’editoriale. Con esso cercheremo di rispondere alle molte richieste che ci sono giunte da iscritti e simpatizzanti, i quali chiedono sovente quale sia la linea ufficiale del movimento a proposito dei vari temi di attualità, primo fra tutti la certa guerra fra gli USA ed i loro criminali reggicoda contro l’Iraq.
Francamente non comprendiamo neppure come possa esservi dubbio alcuno, a proposito della posizione del Movimento Fascismo e Libertà circa questa ennesima guerra del sangue contro l’oro. Esiste forse un vero Fascista che possa appoggiare l’ennesima aggressione imperialistica dei criminali anglo/americani e sionisti vari? Esiste forse qualche vero Fascista cui sfugga il parallelo fra la seconda guerra mondiale, voluta e condotta dalle stesse entità nemiche contro un’Europa fascista e fascistizzata?
Ora come allora chi rifiutava “l’american way of life” era un nemico da abbattere, ad ogni costo ed a qualsiasi prezzo. Allora i “tiranni” (amati, però, dai loro popoli) si chiamavano Mussolini ed Hitler, oggi si chiamano Saddam Husseyn ed Osama Bin Laden… Ma le motivazioni rimangono le medesime: stroncare sul nascere qualsiasi forma di opposizione nazionalista che risulti impermeabile alla penetrazione mondialista e sionista. Che ciò si incarni nel Fascismo, nell’integralismo Islamico, nel socialismo arabo, nel nazionalismo, poco importa ai padroni del vapore: bisogna distruggerlo ed impiantare al suo posto un potentato retto da qualche Berlusconi d’accatto, cioè da qualche marionetta che sia disposta a danneggiare il suo popolo, le tradizioni della sua gente e la sicurezza della sua nazione in nome degli interessi americani e sionisti.
Naturalmente il linguaggio, benché stantio, è sempre quello: dobbiamo “liberare” una certa popolazione, lottiamo contro il “terrorismo”, vogliamo impiantare nei Paesi “liberati” la “democrazia”… E, naturalmente, bisogna abbattere il “dittatore” e processarlo per i suoi “crimini”!
Già nel periodo 1940 – 1945 abbiamo compreso il significato di questo linguaggio: per “liberare” l’Europa dal Fascismo la si rase al suolo completamente, regalandone più di metà al comunismo staliniano già irrimediabilmente sconfitto; per donare la “democrazia” ai popoli europei si passò attraverso lo sterminio sistematico di quanti avevano combattuto per il proprio Paese; per combattere il “terrorismo” si finanziavano ed armavano le belve dette “partigiani”, capaci soltanto di stuprare, rapinare, seviziare e colpire alle spalle i combattenti regolari in azioni banditesche che nulla avevano a che fare con la guerra; per processare i “criminali di guerra” si inventarono camere a gas per ogni dove e si nascosero accuratamente i veri crimini sovietici ed anglo/americani. L’eccidio delle fosse di katyn, in Polonia, fu attribuito ai nazisti, nonostante tutti sapessero fin da subito che gli autori di tale infamia erano i sovietici; l’uso delle atomiche sulla popolazione giapponese fu considerato un atto di guerra, i crimini della feccia partigiana in Italia e nell’Europa intera vennero condonati, mentre si perseguitarono i soldati regolari della RSI e dei governi cosiddetti collaborazionisti; le rappresaglie germaniche ed italiane, benché previste dalle convenzioni di guerra dell’Aja e di Ginevra divennero “crimini” perseguiti ancora oggi (ne sanno qualcosa Priebke ed Haas), mentre le sevizie e le barbarie dei partigiani “italiani” e slavi divennero azioni eroiche meritorie di medaglie al valore e di pensioni di guerra; lo sterminio di tre milioni di tedeschi dei Sudeti e di un milione di prigionieri tedeschi furono coperti dall’invenzione di campi di sterminio nazisti, di camere a gas improbabili ed impossibili, nonché di milioni di morti ebrei mai esistiti…
Ora, più modestamente, si parla delle migliaia di bambini curdi “gasati” da Saddam per dimenticarsi dei milioni di bambini iracheni morti in questo decennio a causa dei bombardamenti terroristici e del criminale embargo, nonché delle invenzioni patetiche e ridicole come quella che circolò nel 1991, a proposito di biechi iracheni che avrebbero infierito sui bambini nelle incubatrici degli ospedali del Kuwait (a proposito di questa panzana, pubblicheremo nelle pagine seguenti una testimonianza molto interessante).
Non ci chiedano, dunque, i camerati la posizione del MFL a proposito della guerra del criminale Bush! Si chiedano, piuttosto, se si sentono soddisfatti di avere dato il loro voto alla peggiore feccia filo sionista e filo americana che oggi circola in Italia: Alleanza Nazionale (forse sarebbe il caso di completare il tutto con un “giudaica”?).
I Fascisti veri, quelli che ricordano la loro Patria distrutta dalle fortezze volanti, quelli che ricordano Gorla, Dresda, Hiroshima, Nagasaki, Monte Cassino e le truppe senegalesi e marocchine lasciate libere di seviziare tutte le donne della ciociaria dai “liberatori”, non saranno mai a favore dell’aggressione di un popolo libero che chiede solo di governarsi come meglio gli aggrada. I Fascisti veri ricordano Mussolini come “la spada dell’Islam”, e non fanno quindi crociate antiislamiche; i Fascisti veri non approvano i genocidi degli imperialisti alla ricerca di petrolio gratuito. E soprattutto, i Fascisti veri sanno scegliere e non si nascondono dietro le bandiere arcobaleno che a malapena celano il rosso che si nasconde dietro esse! Alla faccia della spazzatura noglobal, oggi ribattezzata “pacifista”, i Fascisti non si nascondono dietro slogan del tipo: “Né Bush, né Saddam”… Noi sappiamo gridare forte e chiaro: “A morte Bush e lunga vita a Saddam”! Così come sappiamo gridare, senza paure di alcun genere, il nostro disprezzo nei confronti di questa squallida destra al Governo, manutengola di sordidi interessi stranieri ed antinazionali, e di questa stomachevole sinistra all’opposizione, fiera avversaria della guerra voluta dagli USA ed approvata dalla destra oggi, così come fu fiera sostenitrice della guerra voluta dagli USA ieri, ai danni della Serbia, attaccata dai terroristi albanesi dell’UCK, armati e finanziati dagli stessi USA. Posizioni chiare, posizioni Fasciste!

Carlo Gariglio