Nessun ispettore, Nessuna guerra per farle rispettare.
Principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che esprimono condanna all’operato di Israele. Le risoluzioni sono citate per numero e data; se ne indicano inoltre degli estratti che ne illustrano il contenuto.
1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)
Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita’ decise dalla Commissione stessa.
2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)
Il CS ritiene che l’azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14 – 15ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate il fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.
3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)
Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane è stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate il fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)
Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell’Armistizio Generale e ha
chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l’attacco dell’11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate il fuoco della risoluzione
54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.
5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)
Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la “zona di nessuno” a Gerusalemme.
6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)
Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.
7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)
Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.
8 ) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)
Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.
9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)
Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.
10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)
Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.
11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)
Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.
12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)
Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.
13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)
Il CS dichiara non valido l’atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.
14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.
15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell’ONU che verifichi lo stato di occupazione.
16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)
Il CS condanna Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut.
17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)
Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.
19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.
20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)
Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell’ONU su Gerusalemme.
21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)
Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)
Il CS chiede l’immediato ritiro israeliano dal Libano.
24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)
Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)
Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)
Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.
27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)
Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.
28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)
Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.
29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)
Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.
30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)
Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)
Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)
Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)
Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell’ONU.
34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)
Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.
37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)
Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri
di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)
Il CS deplora con forza l’intervento militare israeliano in Libano.
39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)
Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)
Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell’ordine di non deportare Palestinesi.
41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)
Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.
42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)
Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.
43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)
Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua “Legge Fondamentale”.
44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)
Il CS formula l’imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.
45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)
Il CS condanna con forza Israele per l’attacco alle strutture nucleari dell’Iraq.
46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)
Il CS dichiara nulla l’annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.
47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)
Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)
Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.
49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.
50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele tolga l’assedio a Beirut e consenta l’entrata di rifornimenti alimentari.
51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)
Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell’ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)
Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell’ONU in Libano.
53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)
Il CS condanna l’attacco israeliano a Beirut Ovest.
54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)
Il CS condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l’attacco al quartier generale dell’OLP.
55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)
Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)
Il CS deplora con forza l’uccisione di studenti palestinesi dell’Università’ di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)
Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.
58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)
Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)
Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l’ONU e deportato civili palestinesi.
60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)
Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.
61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)
Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)
Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.
63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l’ONU.
64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)
Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)
Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.
67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.
68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)
Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane. Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)
Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.
70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)
Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.
71) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)
Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin,alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Agenzia dell’ONU per l’Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).
72) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)
Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.
Fonti:
1. Paul Findley, Deliberate Deceptions: Facing the Facts about the US/Israeli Relationship (Chicago: Lawrence Hill, 1993)
2. http://www.un.org/documents/scres.html
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Per completare l’opera informativa a proposito di Israele, del suo rispetto per le risoluzioni ONU e della sua pericolosità nucleare, vediamo quanto ha dichiarato un tale Martin Van Crevel, professore di Storia Militare presso l’Università ebraica di Gerusalemme.
(http://www.rense.com/general34/esde.htm>)
Nel corso di un’intervista ha affermato che Israele ha la capacità di colpire con armi nucleari la maggior parte delle capitali europee:
“Possediamo diverse centinaia di testate atomiche e di missili che possiamo lanciare su bersagli in tutte le direzioni, persino verso Roma. Molte capitali europee sono il bersaglio della nostra aviazione militare.”
Ha inoltre detto che l’unica strategia significativa nei confronti del popolo palestinese è la “deportazione collettiva”, e che l’attuale governo sta soltanto aspettando il momento giusto per farlo. Alla domanda se non si preoccupasse che Israele diventi uno “stato canaglia” qualora effettuasse tale deportazione di massa contro i palestinesi, Crevel ha citato l’ex ministro della Difesa israeliano Moshe Dayan che disse: “Israele dev’essere come un cane rabbioso, troppo pericoloso da importunare”, e che comunque ad Israele non importerebbe gran che diventare uno “stato canaglia”: “Le nostre Forze armate sono la seconda o terza potenza al mondo. Abbiamo la capacità di portare il pianeta alla distruzione insieme a noi, e vi garantisco che è quello che succederà prima che Israele sparisca.”
A cura di Carlo Gariglio
MANCO’ LA FORTUNA, NON IL VALORE! (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Maggio 2003)
martedì, 30 settembre 2008Mi accingo a commentare il risultato elettorale di Scarmagno (TO) evidenziato in prima pagina ed i vari retroscena che lo circondano ma prima di addentrami nel commento elettorale vero e proprio, vi illustro il procedimento adottato per sabotarci da quegli infami figli della sinagoga che si nascondono all’interno del quotidiano La Stampa di Torino; come ben saprete, il quotidiano nazionale ha al suo interno una buona parte di pagine locali, le quali variano da provincia a provincia. Una delle sezioni più robuste, ovviamente, è quella dedicata alla cronaca di Torino e dintorni. In essa si trovano sempre, fra le altre cose, tutte le varie liste che si presentano alle elezioni nei comuni della provincia, con pubblicazione delle fotografie dei candidati a Sindaco e dell’elenco dei candidati al consiglio comunale… Il tutto corredato da qualche breve dichiarazione delle varie liste, spesso reperita sul programma politico.
Orbene, già lo scorso anno, con il nostro esordio elettorale nella provincia di Torino avvenuto nei Comuni di Bairo e Montalenghe, notai che gli unici due comuni a non figurare nella presentazione di liste e candidati furono proprio Bairo e Montalenghe… Caso? Distrazione? Sarà… Ma non fu un caso il fatto che, durante la pubblicazione dei risultati elettorali, una delle poche liste a cui fu attribuita una percentuale sbagliata da La Stampa fu proprio la nostra: l’1,4% raccolto a Montalenghe divenne uno squallido zero virgola qualcosa…
Non feci caso più di tanto, anche perché all’epoca le cose a cui pensare erano molte (qualcuno ricorderà i vari “venticinqueluglisti” che dovettero essere allontanati dal MFL ed i “nostalgici” che tentavano di scalzare la legittima dirigenza del MFL per riprenderne la guida); quest’anno, però, ho deciso di tenere sott’occhio con particolare attenzione le pagine relative alla provincia di Torino.
Tutti i Comuni che si presentavano al voto sono stati citati puntualmente, con tanto di foto e dichiarazioni dei candidati a Sindaco persino riferite a comuni più piccoli del nostro Scarmagno… Tutti tranne uno: Scarmagno!
Al fine di non commettere errori, effettuai una ricerca sul sito Internet della Stampa, impostando “Scarmagno” come parola da ricercare… Sorpresa! Trovo un articolo riguardante le liste presenti nel Comune, con relativo elenco di candidati… Il tutto pubblicato martedì 20 maggio a pagina 45! Chiunque potrà ripetere la ricerca seguendo la stessa prassi… Il mio primo pensiero maledice la mia “distrazione”; pur avendo tutte le mattine in mano una copia del quotidiano La Stampa, mi sono fatto sfuggire proprio l’articolo che ci riguardava! Mi procuro, dunque, la copia arretrata del giornale di martedì 20 maggio e… A pagina 45 non trovo nulla! Mi faccio assistere da altri camerati nella lettura della pagina in oggetto, temendo un attacco precoce di senilità, ma il risultato è lo stesso: non esiste traccia del citato articolo su Scarmagno!
Ecco, dunque, l’uovo di colombo della Stampa di Torino: gli articoli citanti il MFL sono pubblicati nella pre-edizione di mezzanotte, che viene venduta in pochissime copie presso i principali incroci delle strade di Torino e che viene utilizzata nelle rassegne stampa notturne, ma spariscono dall’edizione definitiva, ben più letta, che viene stampata poche ore dopo e distribuita ad abbonati ed edicolanti! Certamente anche lo scorso anno, con Bairo e Montalenghe, la tattica usata fu la stessa… Una tattica precisa e scientifica, che non può certo considerarsi casuale, anche perché dall’esame di quella famosa pagina 45 non si trova alcun articolo definito “ultima ora”, uno di quegli articoli, cioè, che raramente vengono inseriti nell’ultima edizione in caso di avvenimenti particolarmente interessanti e/o gravi…
Si conferma senza ombra di dubbio la paura, anzi, il terrore, che il giudeame dei quotidiani nazionali, La Stampa prima fra tutti, nutre nei confronti del microscopico MFL; paura che non provarono lo scorso anno nei confronti dei falsari dei cosiddetti “Fasci del Lavoro”, i quali vennero citati da tutti i maggiori quotidiani (La Stampa, Il Corriere, La Repubblica, Il Messaggero…) e qualificati come i “primi” a ripresentare un simbolo fascista alle elezioni, mentre è ben noto che il MFL fin dal lontano 1993 presenta liste elettorali in Comuni, Provincie e persino Regioni!
Ma il MFL è composta da Fascisti veri, magari pochi, ma assolutamente non disponibili a marmellate “d’area”, ad appoggi più o meno sotterranei al Polo e a vendersi per qualche poltrona o poltroncina, mentre certi “fasci” del lavoro (altrui, dato che come ben sapete hanno rubato Statuto, simbolo e testata giornalistica al MFL…), che vengono rappresentati da un certo generale, invischiato nel golpismo e nel neofascismo dei servizi deviati degli anni 70, nonché noto massone, servono al regime per controllare i Fascisti seri!
Tornando al commento sui risultati di Scarmagno, va subito detto che una nera sfortuna, unita a 26 schede annullate benché votate, ha fatto sì che per un solo voto il nostro Fabio Toma non fosse eletto Consigliere Comunale… Si poteva ricorrere e richiedere il riconteggio delle schede, ma dato che siamo in democrazia, e che la democrazia consente a tutti (i ricchi!) di adire vie legali, l’unica via percorribile era il ricorso al TAR, ovvero un costo che va dai sei agli otto milioni d’avvocato, per tentare di strappare un seggio a Scarmagno (circa 900 abitanti)!
L’occasione era ghiotta e la delusione è stata forte, inutile negarlo; concorreva, infatti, soltanto una lista di paese, capeggiata dal Sindaco in carica e sostanzialmente senza opposizione interna… Le altre quattro liste erano composte da personaggi esterni al Comune, senza seguito ed in cerca del voto dei pochi o tanti delusi che avrebbero cercato un voto di protesta. Una lista di sedicenti socialisti, estranea a tutti i partiti socialisti esistenti e presente soltanto in pochi piccoli comuni del torinese, ha purtroppo ottenuto un risultato incredibile, anche in considerazione del fatto che negli altri Comuni ove era presente la stessa lista ha raccattato due o tre voti… Probabilmente a Scarmagno, che è una sorta di Comune – dormitorio dell’Olivetti ad un passo da Ivrea, la parola “socialista” evoca i bei tempi delle tangenti e di De Benedetti, indi il gioco è stato facile!
Tangenti a parte, duole più di ogni altra cosa il constatare che ben dieci presunti fascisti hanno scelto, come voto di protesta, la lista del cavolfiore tricolore, lista che proprio a Scarmagno ha trovato qualche voto, dal momento che in altri comuni del torinese non ha superato le tre preferenze… Magari saranno i classici “fascisti” di Predappio, quelli che tre volte l’anno sfoderano la camicia nera, per poi riporla nel cassetto e dimenticarsene per il resto dell’anno; gente che è “fascista” di nascosto, ma che vede come il fumo negli occhi gli unici Fascisti veri, che hanno il coraggio di dire chiaramente chi sono e che non si nascondono dietro ad ortaggi variamente colorati. Sarebbe bello conoscere questi dieci personaggi e chiedere loro come si possa considerare un voto di protesta quello dato al cavolfiore tricolore: un partito allo sbando che qua e là si presenta a volte da solo, a volte in improbabili alleanze “d’area” (la loro, non la nostra…) ed altre volte all’interno del Polo berlusconiano. Come ho evidenziato in un recente comunicato diffuso via Internet, a pochi Km da Scarmagno l’inossidabile responsabile regionale piemontese della Fiamma (lo stesso che anni fa fece carte false per sabotare il MFL, che pure si era alleato al Senato con la Fiamma nel collegio di Asti) ha diffuso un comunicato nel quale prendeva posizione a favore del candidato Sindaco sostenuto da AN e dai socialisti… Alla faccia del Fascismo e del voto di protesta!
Rimangono, unici aspetti positivi, la sostanziale soddisfazione per la nostra percentuale (che avrebbe potuto essere certamente più alta, se avessimo avuto qualcuno che controllava lo spoglio e le schede annullate), e per il ridicolo naufragio dei cosiddetti “federativi”, altra entità di cialtroni che anni fa si staccarono dalla Fiamma e si costruirono il loro partitino, siglandosi MFI, tanto per differenziarsi da noi (!) e scegliendosi come simbolo un tricolore con al centro un’aquila, naturalmente senza Fascio fra le zampe! Questi ridicoli personaggi due anni fa ci avvicinarono, in occasione delle elezioni comunali di Torino, proponendoci di eliminare il nostro simbolo e di convergere con loro, in quanto più “grossi”!
La loro grossezza, ben riassunta dal risultato di Scarmagno, li vede da anni tentare di presentarsi in tutti i piccoli comuni del torinese, con risultati intorno ai tre/quattro voti e con “punte” come quelle di Scarmagno!
Purtroppo è un vezzo di una certa area, che per fortuna non ci appartiene, quello di crearsi sigle personali ad un solo iscritto, in nome delle quali recarsi a seccare chi fa politica seriamente da 12 anni, proponendogli di annullarsi per convergere con loro… In nome dell’unità, naturalmente!
Noi a tutti rispondiamo con una sonora pernacchia, ricordando che l’unità dei Fascisti si realizza nel MFL, e che altre entità di falsi fascisti, ex fascisti, sedicenti fascisti, postfascisti, neofascisti e vigliacchi fascisti che preferiscono nascondersi dietro altre sigle (nazionalpopolare è una delle più gettonate…) non ci riguardano affatto!
Carlo Gariglio
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