Uno dei motivi per i quali la cosiddetta “area” è destinata a continuare nei suoi fiaschi e nella sua marginalità politica è proprio la crassa ignoranza storica che caratterizza molti dei militanti e moltissimi dei cosiddetti “leader”…
Non a caso si leggono spesso posizioni deliranti e demenziali, degne del Ku Klux Klan o di qualche altro gruppetto razzista americano, spacciate per “fascismo” o “nazismo” da qualche giovinastro che confonde le sue antipatie personali con la dottrina politica di questi movimenti storici; posizioni che, fra l’altro, paiono essere fatte apposta per legittimare l’avversione dei “democratici” nei confronti di questi “nazisti” e “fascisti” all’amatriciana.
Tante volte mi è capitato di litigare sui forum telematici del MFL con personaggi che insultavano senza remore gli altri popoli (africani, orientali, arabi…) ed altre religioni (molti sedicenti “fascisti” credono ancora che un “vero” Fascista debba difendere il mondo cattolico, ovvero quel mondo che ha tradito il Fascismo ancora prima della fine della guerra, e che l’ha relegato oggi al ruolo di “male assoluto” e barbarie…), utilizzando linguaggi ed aggettivi da trivio, degni al massimo di qualche borgataro da stadio.
Quando si tenta di spiegare a qualcuno di questi idioti che Fascismo e Nazionalsocialismo non si sognarono mai di prendersela con lo straniero in quanto tale, né tanto meno di avversare la religione Islamica, costoro alzano le spalle e quasi ti scambiano per un cretino!
Ricordo un forzanovista “DOC”, ovviamente pelato e tatuato, al quale feci vedere una foto storica di Hitler a colloquio con il Gran Muftì, esclamare: “Ma che ci fa il Fuhrer seduto insieme ad un arabo?”
Ecco, in questa frase si sintetizza la “cultura” storica dei tanti estremisti di destra da quattro soldi, che qualcuno pretenderebbe di collocare abusivamente nel nostro mondo, orgogliosamente Fascista e Nazionalsocialista, ma che invece stanno benissimo a braccetto con i loro degni alleati della CDL, Lega Nord in primis.
Quando mai, il Nazionalsocialismo tedesco, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, si è sognato di essere antiturco, antiarabo, antivietnamita o semplicemente antistraniero?
Basta sfogliare un qualunque libro di storia seria per apprendere che durante il Secondo conflitto mondiale, il Gran Muftì di Gerusalemme, Haji Amin Al-Husseini, parlava da Radio Berlino per incitare alla rivolta i popoli Arabi sottomessi e colonizzati da quelle Potenze, loro sì razziste ed imperialiste, che la falsa storia ci ha sempre spacciato come “democrazie”, cioè Francia e Gran Bretagna; che il generale Rachid Ali al-Khilani, nel 1941, aveva preso il potere in Iraq dichiarandosi alleato delle ideologie dell’Asse; che lo Shah Reza d’Iran aveva delle simpatie naziste e per quella ragione era stato detronizzato, costretto ad abdicare e deportato in Sud Africa dagli Inglesi nel 1942 (dove fu fatto morire di stenti, in prigionia, a Johannesburg, nel 1944); che il Polacco Dr. Szymkowicz, Mufti dell’Ostland, e Mohamed El-Gazani, poeta e capo fila dei Musulmani antisovietici dell’URSS, avevano aderito al Nazionalsocialismo; che il Turco Alparsan Türkes (capo dei “Ulkücüler” e delle “Formazioni Turaniane”) era un alleato del III Reich; che gli Indiani Ali Ginnah (futuro fondatore del Pakistan nel 1949), i fratelli Subhas e Sarat Shandra Bose, il Dr. M.K. Mukherjee, Nambiar Habibur Rahman e diversi leaders del Sud Est Asiatico si erano politicamente schierati dalla parte dell’Asse Roma – Berlino – Tokio.
Basta informarsi adeguatamente (ma non presso gli alleati dell’estrema destra come Borghezio e Calderoli…) per scoprire che la maggior parte dei Movimenti nazionalisti arabi dell’epoca – come il “Mouvement des Jeunesses Destouriennes” di Férid Bourguiba; il “Parti National Arabe” di Benouna; il “Parti National des Réformes” di Abdel Khaled Torrès; il “Comité d’Action Révolutionnaire Nord Africain” di Yassine Abderrahmane; le “Chemises Bleues” di Mustapha El-Ouakil; “Jeune Egypte” di Ahmed Hussein; le “Chemises d’Acier” di Michel Aflak e Salah El-Din El-Bitar; “Misr-el-Fatat”, le “Chemises Vertes” egiziane; la “Haras el-Arab”, la Guardia Araba siriana; il Gruppo “Nadi-el-Arabi” del Dr. Saïd Abd el-Fattah Iman; il “Club el-Mutunah” di Saïd Thabit e Amine El-Rueihei; il “Club El-Futuah” di Abdul Ghafur El-Bedri; il “Comité d’Action Marocain” di El-Uazzani; il “Consiglio di Difesa della Palestina Araba” di Nabi El-Azma e Adil Arslan; il “Cercle Franco-Musulman” di Mohamed Luaïeb; la “Lega d’Azione Nazionalista” di Abu El-Huda El-Yafi; la “Fraction Istiqlal” di Ahmed Balafrej, Brahim El-Uazzani e Mohamed Lïazidi; il Movimento degli “Ufficiali Liberi” del Generale egiziano Aziz El-Misri; ecc. – sostenevano apertamente la politica di hitleriana di quel periodo.
È sufficiente, infine, recarsi nel cosiddetto “Medio Oriente”, per apprendere che negli anni ’30, Antoun Saadé e Fakhri El-Barudi, fondatori del Partito Popolare Socialista Siriano o Pierre Gemayel fondatore delle Falangi Libanesi (Kataeb), si erano ispirati all’ideologia nazista e fascista di quell’epoca; che il Druzo Chekib Arslan (Presidente del “Comitato Sirio-Palestinese” e fondatore del Movimento panarabo), l’Algerino Ben Badis, il Tunisino Habib Bourguiba e diversi fondatori del FLN algerino degli anni ’50, nonché Gamal Abdel Nasser, Anuar El-Sadat, Abdel Munim Abdul-Rauf (dirigenti del movimento degli “Ufficiali Liberi” egiziani) e lo stesso N’Kruma (futuro Présidente del Gana) avevano espresso simpatie per quell’ideologia e ricevuto congrui appoggi finanziari e militari da parte del regime di Hitler.
Non dimentichiamo che tra gli ispiratori del Movimento Nazionalista Arabo di quell’epoca, c’erano uomini come Hassan Salamè (Palestinese filo-nazista), i fratelli Mohammed e Ahmed el-Salman (nazionalisti iracheni filo-fascisti e rispettivamente, nel ’36, Capitano e Generale d’aviazione), Musftafà el-Ouakil e Ahmed Hussein (egiziani ed ex responsabili delle «camicie verdi» filo-fasciste del loro paese). Ed ugualmente, Abderrahmane Yassine (nazionalista algerino filo-nazista), Takki El-Din El-Hilali (siriano filo nazista, uno degli speakers ufficiali in lingua araba di radio Stuttgart e di radio Berlino), Brahim Tobal, Rachid Driss, Hassine Triki ed il Dr. Ben Slimane (nazionalisti tunisini favorevoli all’Asse), Younès el-Bahri e Ali El-Okab (iracheni filo nazisti, speakers a radio Berlino) Belkacem Radjeff e Momahed Igherbouchène (Berberi o Kabili filo nazisti, speakers a radio Paris-Mondial), Mansour Daoud (Principe egiziano ed ex-volontario nelle Waffen-SS), Béchir Madhébi (Tunisino ed ex responsabile dei servizi di propaganda dell’Asse nel suo paese), El-Salam Benouna, El-Naciri, Brahim el-Ouazzani (nazionalisti marocchini filo nazisti) e Mohammed El-Maadi (Maghrebino ed ex Comandante della prima Brigata volontaria Araba nei ranghi della Wehrmacht, in Francia)…
Questo, naturalmente, senza contare le centinaia di migliaia di volontari Bosniaci (due Divisioni musulmane Waffen SS, la 13° Gebirg-Division “Handschar” e la 23° Gebirgs-Division “Kama”), Croati (cinque Divisioni Nazionali “Hravatsko Domobranstvo”, la “Crna Legija”, la Milizia Ustascia, nonché due Divisioni e numerose Legioni volontarie sul fronte dell’Est), Albanesi (Waffen-Gebirgs-Division der SS “Skanderberg” guidata da Mostepha Bey Frashery), Cosacchi (la Ostlegion, la XIV Kosaken-Kavallerie-Korps der SS Don-Kosaken, la 19° Waffenverbände der SS «Kuban-Kosaken», la 20° Waffenverbände der SS «Terek-Kosaken», la 21° Waffenverbände der SS «Sibir-Kosaken»), Arabi (quarantottomila volontari integrati nella Wehrmacht, senza contare quelli della “Phalange Africaine”, della “Deutsch-arabische Lehrabteilung”, della “Brigade El-Maadi”, della “Französische Freiwilligen Legion” e delle diverse milizie armate costituite tra il 1942 ed il 1944 dal “Rassemblement National Populaire” di Marcel Déat, dal “Parti Popoulaire Français” di Jacques Doriot, dal “Mouvement Franciste” di Bucard e dal “Mouvement Social Révolutionnaire” di Eugène Delonche) e Russi (più di un milione di uomini inquadrati nella “Russkaja Osbodie Telnaja Armia”, l’Esercito di liberazione nazionale russo, agli ordini del Generale Andreï Vlassov).
Non parliamo delle Divisioni e delle centinaia di Brigate e Reggimenti composti da volontari Bulgari, Serbi (inquadrati nella Divisione SS “Prinz Eugen”), Turchi, Ukraini (l’Esercito di liberazione Ucraino), Bielorussi, Turkestani (la Legione Turkestana), Tartari (la Legione della Volga dell’Obersturmfürer Olzcha), Caucasici (la Legione Caucasica di Ali Khan), Azeri (la Legione SS guidata dal generale Mikhail Dudanginsky), Armeni (la Legione Armena), Georgiani (la Legione Georgiana), Tibetani (un Battaglione di volontari figurerà tra i difensori di Berlino nel 1945) ed Indiani-Indù (la 17° Indische Legion der Waffen-SS ed i quattromila volontari del 950° Panzergrenadierregiment e della 18° Unità della SS Freiwilligen-Panzergrenadierdivision “Horst Wessel”, senza contare i 50.000 volontari dell’Indian National Army di Subhas Shandra Bose, inquadrati nell’esercito nipponico).
Venendo ad anni e personaggi più recenti, come dimenticare il Partito Baath di Saddam Hussein, vera e propria trasposizione moderna dei partiti e dei regimi Fascista e Nazionalsocialista? E come dimenticare i tanti mentecatti italioti di destra, felici di appoggiare il cosiddetto “mondo occidentale” (che ha da decenni ripudiato ogni forma di Fascismo e Nazionalsocialismo…) negli eccidi e nelle rapine operate ai danni dell’Iraq, nel 1991 prima (con tanto di voto favorevole all’aggressione del MSIDN!) e nel 2003 poi?
Del resto, per sbugiardare la favola del razzismo nazista, può bastare un semplice sguardo ad uno dei tanti filmati d’epoca riferiti alle Olimpiadi di Berlino del 1936, ove ci vengono mostrati atleti ed accompagnatori di squadre africane, arabe ed asiatiche, sciamare tranquillamente per la città di Berlino, sedendosi spesso nei Caffè locali, ove venivano serviti da camerieri tedeschi… Vi immaginate voi una cosa simile nei locali di molti Stati del sud degli Stati Uniti, ove la segregazione razziale è stata sancita per Legge fino quasi agli anni ’70? Eppure la Germania Hitleriana ci viene dipinta come un mostro razzista, mentre gli USA di ieri e di oggi vengono contrabbandati come la più alta forma di democrazia dell’universo!
Mentre il mondo si affanna ancora oggi a considerare l’Italia Fascista una Nazione barbara per l’adozione delle Leggi Razziali del 1938 (Leggi che, è bene dirlo, rimasero largamente inapplicate, tali e tante erano le esenzioni contenute al loro stesso interno), nessuno osa ricordare il razzismo americano contro negri ed ispanici, o quello australiano, grazie al quale gli aborigeni fino a pochi anni or sono erano addirittura privi dei diritti politici! Ma USA ed Australia sono state meta, guarda caso, dei viaggi entusiasti del tedesco che dirige la Città del Vaticano, il quale non ha perso occasione per lodare questi regimi razzisti e per straparlare della solita “barbarie nazista” che gli avrebbe rovinato la gioventù!
Verrà prima o poi il momento in cui i nostri nazisti all’amatriciana da stadio saranno rinchiusi in modo coatto dentro una scuola, ove potere studiare con profitto la vera storia ed i veri Fascismo e Nazionalsocialismo? Verrà il momento in cui potremo dirci Fascisti e/o Nazionalsocialisti senza dovere prima prendere le distanze da questi cerebrolesi, che si divertono a farsi partigiani non di una ideologia, ma della parodia storica della stessa che gli hanno dipinto sopra antifascisti, giudei e comunisti assortiti?
Ne dubito, ma continuo a sperare…
Carlo Gariglio
P. S. Si ringrazia per il contributo il noto giornalista Alberto Mariantoni, da cui ho attinto i numerosi dati riguardanti i movimenti extraeuropei che collaborarono con il Nazismo (http://www.nuoviorizzontieuropei.com/opinione/opinione10.htm).


