Archivio di dicembre 2008

LA LIBERALDEMOCRAZIA APPLICATA SUGLI ITALIANI (Pubblicato sul quindicinale “CIAOEUROPA” – Anno XVII – N° 11 – 5 Dicembre 2008)

domenica, 28 dicembre 2008


PREMESSA

 

La lettera che segue questa breve introduzione è stata veramente inviata al Direttore dell’INPS di Asti, mediante raccomandata, il 19 novembre scorso. Rispetto all’originale sono stati resi irriconoscibili i nomi delle aziende implicate, giusto per evitare querele dirette al sottoscritto ed al direttore di CiaoEuropa.

Capita che qualche volta il cittadino – contribuente s’incazzi… E questa volta è capitato a me.

Si parla, in questa lettera, di una delle mie attività lavorative… Non certo l’unica, in quanto difficilmente riuscirei a sopravvivere con le cifre che leggerete, ma in ogni caso, essendo l’accertamento dell’INPS riferito a questa sola attività, mi è parso giusto dire a questa massa di ladri legalizzati cosa penso di loro e delle loro assurde pretese… Secondo “lorsignori”, un cittadino che fattura la bellezza di 700 euro mensili, dovrebbe inviarne circa 250 a loro! Ecosa penso di loro e delle loro questo solamente in quota INPS, fermi restando gli altri obblighi di IRAP, IRPEF ed addizionali truffaldine vaie!

Spero che questa lettera serva da monito soprattutto ai tanti cialtroni, magari coperti da lauti stipendi e coperture varie derivanti da un lavoro subordinato, che tuonano spesso e volentieri contro gli evasori fiscali! Sappiano questi imbecilli che la stragrande maggioranza dei cittadini, me compreso, evade semplicemente per riuscire a campare, non per vivere da nababbi, e che le assurde pretese dei vari Enti che ci tartassano valgono soltanto per la povera gente, non certo per quelli che sfruttano, come vedrete nel prosieguo della lettera. Buona lettura a tutti!

 

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

 

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Egregio Direttore,

 

so bene che non è lei il responsabile di certe infamie, ma dato che rappresenta l’INPS astigiano e firma le richieste che mi sono giunte, mi rivolgo a Lei, innanzi tutto restituendole tutte le carte che troverà in allegato, inerenti la mia pretesa iscrizione all’INPS ed i vari tentativi di estorcermi denaro non dovuto e che mai tirerò fuori.

E’ triste per chi come me rappresenta certi valori politici (che avrà giù intuito dalla carta intestata…), constatare come l’INPS, creazione Fascista voluta da Benito Mussolini per tutelare le classi lavoratrici, i meno abbienti ed i disagiati, si sia trasformata dopo 65 anni di “democrazia”, in un Ente truffaldino che tartassa i lavoratori più umili guardandosi bene dal disturbare i veri evasori che le illustrerò a breve… Quella che si chiamava INFPS (la “F” sta per Fascista) dava la pensione ai lavoratori ed esentava da contribuzioni quelli con i redditi più bassi; quella che si chiama INPS estorce denaro a tutti, inventandosi gli “scaglioni minimi” (e chi non li raggiunge? Che crepi di fame!) sui quali calcolare assurdi contributi dovuti… Contributi che finiranno nelle vostre casse se il lavoratore non raggiunge l’assurdo numero di anni di contribuzioni che vi siete inventati, o che daranno vita, nella migliore delle ipotesi, ad una ridicola pensione di pochi euro mensili… Pensione sempre più incerta e da godersi in età sempre più avanzata!

E poi vi stupite se qualcuno, come il sottoscritto, lotta tutta la vita contro i vostri poteri forti e la vostra magistratura per fare sì che quella “F” torni a governare e civilizzare l’Italia?

Ma cominciamo dal principio: il sottoscritto non è mai stato commerciante, né artigiano, indi ogni richiesta di iscrizione INPS in tal senso è assurda. Così come sono ridicole ed assurde le risultanze del verbale di accertamento firmate dall’eroico sbirro inviato ad indagare sul pericoloso evasore…

Tanto per capirci, il mio lavoro consiste nel recapitare gli abbonati del quotidiano “L* S*****” di un quartiere di Torino le relative copie del giornale. Tali copie vengono distribuite dai furgoni della Società Q******k S.r.l., che ha in appalto il servizio, nei vari posteggi di ogni quartiere, dopo di che gli addetti come il sottoscritto, chi a piedi, chi in bicicletta, chi in motorino, chi in auto, provvedono a recapitare le 100 – 150 copie di loro competenza direttamente nelle buche delle lettere degli abbonati. Ecco tutto!

Tale lavoro impegna 7 giorni su 7, domeniche e festivi compresi, per ben 359 giorni ogni anno… Senza diritto al giorno di riposo garantito (si fa per dire!) dalla Costituzione, senza diritto a ferie e festività pagate, senza diritto a permessi, malattie e quant’altro… Si tratta, da sempre, da decenni, di un lavoro dipendente spacciato per altro tipo di lavoro, a causa della propensione a delinquere dell’Editrice “L* S*****” di Torino e dai vari tirapiedi, tutti rigorosamente provenienti da quella stessa casa editrice, che fondano società di comodo al fine di vedersi assegnare l’appalto del servizio… Appalto che finisce quasi totalmente nelle tasche di “dirigenti” ed ispettori vari, loro sì pieni di diritti, giorni di riposo, ferie…

Iniziai a fare questo lavoro da ragazzino, circa 25 anni or sono e poiché non sono dirigente dell’INPS e neppure un boiardo sistemato da certi partiti politici in posti di responsabilità, me lo sono tenuto stretto per tutti questi anni… Capirà, noi che lavoriamo veramente e non campiamo sulle spalle dei cittadini estorcendo denari e conducendo ispezioni ai danni dei lavoratori, preferiamo non mollare mai alcun tipo di lavoro, anche quello più umile e sottopagato.

Fino al 1988 il lavoro fu regolato dal versamento di una ritenuta d’acconto… Poi, con la costituzione dell’ennesima società ad opera di ex dirigenti de “L* S*****” (la M******** 88, ben presto soppiantata dalla già citata Q******k, il cui Presidente, G****** B***, era stranamente lo stesso ed ancora più stranamente ex dirigente de “L* S*****”), fummo inquadrati tramite i famigerati contratti di “collaborazione coordinata e continuativa”, detti Co. Co. Co… Quando la società non riuscì più a reggere nella farsa dei contratti di cui sopra, ci impose (pena la perdita del lavoro…) di firmare un documento attestante la nostra accettazione del “nuovo” contratto a progetto… Ennesima farsa, dato che non esisteva né esiste alcun progetto nel recapitare giornali nelle buche delle lettere degli abbonati. Ma la nostra categoria conta così pochi membri da non interessare neppure i mitici “Sindacati”, tanto più se a rivolgersi loro è un Fascista! Nel 2001 denunciai il fatto alla CGIL – NIDIL di Torino, ma dopo mille promesse mi dissero che era meglio lasciar correre… Avevano scoperto chi ero e certamente avevano capito che era più redditizio per loro accordarsi con l’editrice “L* S*****” che non con il sottoscritto!

Successivamente, al solo scopo di risparmiare anche quei pochi euro che la società appaltatrice era obbligata a versarci per obblighi INPS ed INAIL, ci comunicarono la “lieta” novella: o prendete la partita IVA e vi iscrivete ad Ufficio IVA e Camera di Commercio, oppure verrete buttati fuori!

E dopo anni di sfruttamento subiti dagli intoccabili “mammasantissima” dell’editrice “L* S*****” e dai loro degni ed interessati lacchè, cosa accade? Forse l’Ispettorato del Lavoro si decide a castigare questi farabutti imponendogli di assumerci nel ruolo spettanteci di dipendenti, seppure part-time e di pagarci 20 anni di mancati versamenti, mancate festività godute, mancate ferie? Nossignore! Arrivano l’INPS e gli sbirri ad essa connessi a pretendere dagli sfruttati dei versamenti che, se non fossero una vera e propria truffa legalizzata, sarebbero da considerarsi una richiesta comica!

Leggiamo insieme il “Verbale” di accertamento congiunto compilato dagli eroici sbirri del KGB – INPS: il pericoloso evasore è risultato godere di un reddito, per l’anno 2007, di ben 8481,49 Euro, pari a 706,79 Euro di reddito medio mensile! Reddito, giova ripeterlo, ottenuto lavorando 7 giorni su 7 senza tutele né diritti vari…

E visto l’elevato reddito nascosto all’INPS, cosa ne deduce lo sbirro? Che il sottoscritto dovrebbe pagare, per l’anno in esame,  2671 Euro di contributi, pari a 222,58 Euro mensili! Ovviamente, senza contare le “sanzioni civili” che verranno conteggiate in seguito!

Perché non chiamate le cose con il loro nome, cioè tentata estorsione?

Ma credete veramente che esistano persone così cretine da lavorare per 706 Euro (al lordo delle spese!) mensili, salvo poi versarne nelle vostre rapaci mani 222?

A casa mia 706 – 222 dà un totale di 484 Euro… Dice che mi basteranno per pagare l’IRPEF (compresi i balzelli locali applicati da Regioni e Comuni per aiutarli a mantenere l’orda di parassiti e burocrati fedeli a questo regime di ladri), l’IRAP e magari qualcos’altro che ora mi sfugge?

Se avanzo qualcosa posso tenerla per me o dovrò versarla magari alla Casa di Riposo per Boiardi e Sbirri dell’INPS in pensione?

Immagino il suo sdegno nel leggere queste verità! Il cittadino che osa ribellarsi contro chi pensa alla sua vecchiaia e vuole obbligarlo a garantirsi una pensione!

Ma quale pensione? Quelle che non date a chi non raggiunge i minimi di versamento stabiliti, spartendovi tra voi il maltolto? O quelle da fame da poche decine di euro che riconoscete a chi è così idiota da versarvi decenni di contributi?

Dolente per lei e per quanti avrebbero voluto aggiungere il mio modesto contributo alle loro prebende, ma il sottoscritto non verserà un solo centesimo di quanto faticosamente guadagnato, costi quel che costi. Attivi pure tutto il vostro apparato repressivo di minacce, ufficiali giudiziari e cartelle esattoriali: purtroppo per voi non troverete un solo centesimo a nome del sottoscritto, né alcun bene di proprietà… Sa com’è, chi si è scelto un hobby pericoloso come il mio, cioè fare politica per un movimento politico che fa troppa paura a parassiti, sbirri e magistrati vari, è già abituato a vessazioni, intimidazioni, perquisizioni, minacce e condanne penali e civili… Dunque mi sono premunito.

Accetta un suggerimento da un povero Cristo, per giunta Fascista dichiarato come il sottoscritto?

Invece di sguinzagliare la vostra sbirraglia alle calcagna di chi accetta di alzarsi ogni mattina alle ore 4,00 per svolgere un lavoro che gli frutterà poco più di 700 Euro mensili, provate ad indagare su quanti sfruttano questi lavoratori per realizzare proventi milionari… Provate ad imporre alla Casa Editrice “L* S*****” di assumere tutti quelli che svolgono le mie stesse mansioni, dato che è evidente a tutti che si tratta di un lavoro dipendente a tutti gli effetti… E condannate questi eterni ed intoccabili farabutti a pagare a noi lavoratori (ed a voi Enti preposti) tutti gli arretrati dovuti.

Successivamente, riservate lo stesso trattamento agli altri farabutti che sono diretta emanazione della suddetta casa Editrice, e che campano sulla nostra schiena facendosi pomposamente chiamare “Presidente”, “Vice Presidente”, “Membro del consiglio di amministrazione”, “Ispettore”, ma che si limitano a controllare, nel modo più confortevole possibile, che i poveracci come il sottoscritto ogni mattina si rechino a svolgere il loro lavoro.

Agendo così certamente incasserete di più che non cercando di tartassare gli umili lavoratori, e tornerete ad essere un Ente simile a quello creato dal Fascismo per tutelare veramente il popolo.

Ma immagino già la sua risposta: “Toccare i Mammasantissima? Tutelare i diritti dei lavoratori veri? Inimicarci i potenti indagando su di loro? Combattere lo sfruttamento? E poi chi ce la salva la poltrona da parassiti? Non possiamo mica metterci a fare la guerra a lobbies e multinazionali protette da uno stuolo di Parlamentari e Senatori!”

Dunque, caro Direttore, continui pure nella sua opera e lanci l’offensiva di estorsioni ed ingiunzioni varie contro questo ingrato ribelle pericolosamente Fascista… Io continuerò, nel mio piccolo, a battermi contro parassiti, burocrati, politicanti, magistrati, sbirri e corte dei miracoli varia che vi scodinzola intorno… Otterrò certamente magri risultati, ma almeno mi terrò i miei soldi e non contribuirò ad ingrassare nessuno di voi con il mio misero contributo.

Fiero di essere un nemico di questo lurido Stato truffaldino e di essere un umile lavoratore, Le invio distinti saluti e mi firmo.                                                

 

Dott. Carlo Gariglio – Segr. Naz. MFL

IL PESCE DOPO TRE GIORNI PUZZA… (Pubblicato sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Novembre 2008).

domenica, 28 dicembre 2008

… Ma in alcuni casi puzza anche quando è vivo e vegeto! No Camerati, non sono impazzito… E’ che mi sto riferendo ad un particolare tipo di pesce, un pesciolino rosso di nome Ulderico, sedicente attore (che nessuno ha mai sentito nominare, ovviamente) ed immancabilmente comunista!
Ci avete fatto caso? I rossi di tutte le gradazioni si spacciano sempre per rappresentanti della classe lavoratrice, salvo poi scoprirsi parassiti della peggior specie, allergici al lavoro vero ed incapaci di produrre qualcosa che non sia ignoranza e prevaricazione. Si vantano di essere artisti, attori, comici, senza contare i vari magistrati, docenti universitari e di scuole varie… Ma lavoratori mai!

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Perché parliamo di questo Ulderico Pesce? E’ presto detto. Il pesciolino è un caso emblematico dello squallore che possiamo trovare nello schifoso mondo della sinistra italiana; volgare, delinquente, prevaricatore e, naturalmente, mistificatore della realtà.
Ma veniamo ai fatti; nel lontano 2005 a Matera, quando ancora collaborava con noi quel Domenico Fittipaldi che da lì a poco sarebbe impazzito, facendosi coinvolgere dall’indegno Angelo Faccia di Perugia in un tentativo di golpe all’amatriciana tanto simile a quello tentato di recente da Mazzer, si tenne un banchetto – volantinaggio del MFL. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, il banchetto era stato autorizzato dalle autorità locali e diversi “digossini” sorvegliavano discretamente la piazza materana.
Contemporaneamente ed incautamente, le autorità locali avevano autorizzato, nella stessa piazza, un comizio radicale a sostegno del “Si” in vista del Referendum sulla Legge 40/2004. Era domenica 15 maggio 2005.
Avendo conservato nei nostri archivi la relazione che ci fece all’epoca il Fittipaldi, cedo la parola ai suoi ricordi del tempo:

“La mattinata non era che all’inizio di quella che definirei una mattinata tutt’altro che tranquiila. Verso le 10,30 si avvicina un pulmino ed inizia a montare microfono e tavolino, praticamente si stava approntando un altro banchetto di fronte a noi, e sul palco situato al centro tra i banchetti, si preparavano i microfoni per un imminente comizio!” (…) “Alle 11,30 doveva iniziare il loro comizio, mancava un ora circa, e in questo lasso di tempo , il loro ”leader”, si e’ avvicinato al nostro banchetto, dicendoci se eravamo anche noi lì per il referendum, e come mai si possa aver causato quell’incidente ideologico, noi gli abbiamo spiegato che si trattava di una coincidenza, e che del referendum , in quel ambito, non ce ne poteva fregare di meno; allora si sono rilassati ed hanno continuato la loro manifestazione”.

Dunque anche con i radicali impegnati in uno dei loro mille referendum si può andare d’accordo e dividere la stessa piazza… Ma tutto cambia quando la spazzatura umanoide di stampo comunista si fa avanti! Ridiamo la parola al Fittipaldi:

“Poco prima del comizio , si avvicina a noi, uno dei più alti esponenti di Rifondazione Comunista, un certo PESCE (il cognome), mentre una decina di zecche dei centri sociali, lo aspettavano a pochi metri di distanza;con molta calma, ci chiede se siamo autorizzati a mostrare quei simboli e a stare contemporaneamente al loro fianco, inoltre si diceva imbarazzato dalla parola fascismo e dal nostro simbolo, gli rispondeva abbastanza esaurientemente il nostro Edgardo (Avvocato), che praticamente lo sputtanava alla grande; lui innervosito, ci ricordava dell’omicidio dei Rosselli, e noi con molta calma, gli ricordavamo l’omicidio del filosofo Gentile. All’ascoltare quest’ultimo nostro esempio della loro brutale ferocia, si allontanava inveendo contro di noi, mentre a debita distanza i comunisti suoi proseliti, ci fotografavano increduli”.

A ben vedere, nella descrizione appena fatta c’è tutto il “meraviglioso” mondo dei comunisti nostrani: l’arroganza che li porta a credersi unici proprietari delle piazze dei luoghi di propaganda, la smania di circolare sempre circondati da qualche decina di sudici teppisti dei centri sociali per impressionare la gente, la beata illusione di essere i depositari della verità e della cultura storica, che ben presto, però, lascia il posto alla brutale incazzatura derivante dal constatare che le due o tre nozioni storiche imparate nei centri sociali vengono ridicolizzate quando si parla con qualcuno che ha letto qualche libro di storia… E così, il guitto comunista che credeva di impressionare e ridurre al silenzio i biechi Fascisti, si trova smascherato e costretto a mostrarsi per l’animale che è!
Restituiamo la parola a Fittipaldi:

“ (…) Prende la parola proprio l’inviperito Pesce, esordendo con queste parole: “cittadini materani, sono venuto da Roma per appoggiare gli amici radicali, ma la mattinata mi pone nella situazione di parlare di un altro problema:  I FASCISTI! Io voglio sapere come è possibile che nella nostra democrazia, ci sia gente che autorizza il banchetto a certa gente, aventi come simbolo il fascio littorio (evidente la sua ignoranza), io non posso parlare di nulla avendo alla mia destra un banchetto così vergognoso, ecc, ecc…
Allora chiedo al popolo materano, come fate a non reagire a tale provocazione, vi chiedo di andare e RIBALTARE IL LORO TAVOLINO CON LE LORO BANDIERE, e chiedo anche dove cazzo stanno le forze dell’ordine, che mettano fine al loro banchetto, sono vergognosi, ecc, ecc…”
Nel frattempo i suoi proseliti lo applaudivano minacciosi nei nostri confronti, poi, dopo tanti insulti a noi, alla popolazione materana e alla forze di polizia, ha concluso così il suo discorso: “IO NON DIRO’ UNA SOLA PAROLA ALLA PRESENZA DI QUEL BANCHETTO, E RIBADISCO AL POPOLO MATERANO DI RIBALTARLO”.
Lascia il palco e scappa via, lui e i suoi comunistelli, intanto la digos, di fronte a tale eccitazione comunista, si era posizionata al nostro fianco per proteggerci, tant’e’ vero che quando lui ha chiesto dove fossero i poliziotti, uno dei suoi aveva risposto da sotto il palco: “dietro il banchetto sono gli sbirri”.
Io parlando con l’ispettore gli dicevo di ascoltare ciò che loro dicevano e soprattutto di notare il suo tentativo per nulla celato di istigazione alla violenza; in tutta risposta, l’ispettore mi diceva di non preoccuparmi e che loro avevano sentito e visto tutto, anche il nostro comportamento che era stato esemplare, e ci ringraziava di cuore.

Niente di nuovo sotto il sole: luridi delinquenti da galera i rossi, gente dal comportamento esemplare i “neri”… Accade da sempre, ma da sempre l’immondizia di sinistra, avvalendosi di giornalisti compiacenti ed autorità conniventi, cerca di ribaltare responsabilità e fatti, spacciando gli aggrediti per “squadristi” e gli aggressori per “sinceri democratici”… Così, come per i recenti casi dell’Università “La Sapienza” di Roma e per le aggressioni rosse di Piazza Navona, i giornali dedicarono ampio spazio agli strali ed agli insulti del guitto comunista, evitando di parlare del suo comportamento delinquenziale e provocatorio… Tanto da meritarsi tutti, giornali e pesciolino rosso, una bella denuncia!
Il lettore si chiederà il perché di questo articolo, a distanza di più di tre anni dai fatti… E’ presto spiegato: una volta tanto la Magistratura, solitamente poco propensa a perseguire i delinquenti rossi ed a difendere i diritti dei Fascisti, decide di rinviare a giudizio il pesciolino rosso per il suo infame comportamento e per le sue ancora più infami dichiarazioni ai giornalisti suoi compagni di partito!
Non so come finirà il processo… Qualche toga rossa che accorre in soccorso dei suoi compagni certamente spunterà fuori… Ma qui mi preme evidenziare l’ulteriore comportamento infame del pesce rosso; questi, infatti, invece di trarre insegnamento dai fatti del 15 maggio 2005, da buon comunista reitera i suoi reati e tenta di farsi passare da “vittima” degli attacchi Fascisti e della Magistratura!
Evidenziando la tipica doppiezza dei comunisti di ogni epoca, questo vero e proprio escremento dell’umanità ha avuto il coraggio di inventarsi una petizione, visibile sul sito www.uldericopesce.com, all’interno della quale, senza alcuna vergogna, così trasforma la realtà dei fatti di Matera:

Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Alla Procura della Repubblica di Cosenza

Gentile Presidente della Repubblica, sono indagato dalla procura della Repubblica di Cosenza e sto subendo un processo penale per i seguenti motivi:
• In occasione del Referendum Popolare, a favore della ricerca sulle cellule staminali, mi ero recato a Matera per fare un intervento a favore della LIBERTA’ DELLA RICERCA.
Durante il mio discorso, sono giunte al di sotto del palco su cui mi trovavo, alcune persone con le teste rasate e le camicie nere.
Questi individui hanno piazzato, in prossimità della nostra postazione, un tavolino sul quale veniva esposto un tricolore con al centro un fascio “littorio” o “mazziniano”, molto simili, con su scritto “FASCISMO E LIBERTA’”.
Successivamente hanno iniziato a distribuire materiale pubblicitario relativo al loro movimento.
• Ho quindi ritenuto opportuno chiedere l’immediato allontanamento della postazione mobile di queste persone.
Mi sono domandato, inoltre, chi avesse potuto autorizzare due manifestazioni così diverse nello stesso luogo.
Dopo il mio sollecito e visto il mancato allontanamento di questi promotori, ho interrotto il mio intervento e mi sono allontanato dalla piazza.
A distanza di alcuni anni la Procura della Repubblica di Cosenza mi ha indagato perché avrei calunniato un MOVIMENTO dal nome “FASCISMO e LIBERTA’” , regolarmente riconosciuto dalle Istituzioni Italiane.

I Firmatari di questa petizione CHIEDONO
l’archiviazione delle indagini e nello stesso tempo si chiede al Presidente della Repubblica, come abbia potuto riconoscere come legittimo un MOVIMENTO DAL NOME INQUIETANTE “FASCISMO e LIBERTA’”, che fa il verso al MOVIMENTO “GIUSTIZIA e LIBERTA’”, creato dai fratelli Carlo e Nello Rosselli, grandi antifascisti, che hanno pagato con la MORTE la loro ricerca e lotta per la libertà, la democrazia e la LIBERAZIONE dal FASCISMO e dal NAZISMO.
Per tenere alta la guardia contro gli “ideali” fascisti e razzisti, e per recuperare la memoria storica dell’Italia, si chiede la cancellazione della legittimità del movimento “FASCISMO E LIBERTA”e l’oscuramento immediato del sito www.fascismoeliberta.info

E così il “lupo” comunista che voleva ribaltare il tavolo dei Fascisti e farli aggredire dalle “zecche” dei centri sociali, diventa “agnello” che piagnucola comprensione da parte delle autorità e dei compagnucci chiamati a raccolta per firmare la sua petizione! Ovviamente, essendo il comunista una sorta di curioso animale a metà fra l’uomo e la scimmia, i firmatari della petizione cominciano infarcendo il sito del pesciolino rosso di insulti e minacce di morte ai danni del MFL e dei suoi esponenti… Mica pretenderete che il comunista comprenda il significato del termine petizione, vero?
Ulteriormente degno di menzione, fra le altre demenziali espressioni del Pesce, il suo concetto di Legge… Per lui e per i suoi compagni di merende, l’archiviazione della posizione di un delinquente si ottiene tramite raccolta firme (sic!), così come la chiusura di un legittimo movimento politico avviene per gentile concessione del Presidente della Repubblica!
Possibile che il pesciolino non abbia ancora capito che sta vivendo in Italia nel 2008 e non in Cina o in URSS, ove i “presidenti” Mao e Stalin potevano chiudere tutti i movimenti politici e le associazioni, sterminandone dirigenti ed iscritti? Possibile che questi orribili aborti a metà fra l’uomo e la scimmia non riescano a comprendere nulla che vada oltre la raffica di mitra alla schiena di partigiana memoria, o l’esposizione dei cadaveri dei nemici a testa in giù? Certo, il “nostro” Presidente è pur sempre un vecchio e caro nostalgico dei carri armati sovietici, ma anche lui ha dovuto aggiornarsi e chiedere scusa, correndo a celebrare quegli insorti ungheresi che mezzo secolo fa definiva con disprezzo “controrivoluzionari”… Possibile che solo il pesciolino rosso ed i quattro pidocchiosi che firmano le sue petizioni non si siano ancora accorti del cambiamento?
Ovviamente, vedendo queste infamie non siamo stati con le mani in mano, ed abbiamo provveduto a denunciare al provider che offre lo spazio internet al pesciolino la presenza di inaccettabili minacce ed insulti… Così il pesce rosso si è visto recapitare una diffida dalla Società “Aruba”, che ha subito pubblicato sul suo sito chiedendo ai compagni di merende di non esagerare troppo con i termini! Evidentemente, il pesciolino prima non se ne era accorto…!
E così, dopo essersi salvato per il rotto della cuffia dalla seconda denuncia, eliminando dalla petizione le parti più compromettenti, il pesciolino è tornato a recitare la parte della vittima, arrivando fino a Milano, ove è stato organizzato un incontro fra lui e le autorità, per parlare della “persecuzione” che starebbe subendo!
E’ proprio vero, non c’è limita allo squallore del mondo comunista.
Dimenticavo: dato che fra pagliacci ci si comprende sempre, il primo ad accorrere per sostenere il guitto comunista è stato l’altro guitto giudeo, tal Moni Ovadia…
Poteva mancare dalla farsa il giudeo che si autodefinisce attore?
L’unica cosa certa è che la parte dei pagliacci falsari la sanno recitare alla perfezione!
Terremo informati i Camerati sugli sviluppi di questa miserabile vicenda.

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

AUGURI DI BUONE FESTE

giovedì, 25 dicembre 2008

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