PREMESSA
La lettera che segue questa breve introduzione è stata veramente inviata al Direttore dell’INPS di Asti, mediante raccomandata, il 19 novembre scorso. Rispetto all’originale sono stati resi irriconoscibili i nomi delle aziende implicate, giusto per evitare querele dirette al sottoscritto ed al direttore di CiaoEuropa.
Capita che qualche volta il cittadino – contribuente s’incazzi… E questa volta è capitato a me.
Si parla, in questa lettera, di una delle mie attività lavorative… Non certo l’unica, in quanto difficilmente riuscirei a sopravvivere con le cifre che leggerete, ma in ogni caso, essendo l’accertamento dell’INPS riferito a questa sola attività, mi è parso giusto dire a questa massa di ladri legalizzati cosa penso di loro e delle loro assurde pretese… Secondo “lorsignori”, un cittadino che fattura la bellezza di 700 euro mensili, dovrebbe inviarne circa 250 a loro! E questo solamente in quota INPS, fermi restando gli altri obblighi di IRAP, IRPEF ed addizionali truffaldine vaie!
Spero che questa lettera serva da monito soprattutto ai tanti cialtroni, magari coperti da lauti stipendi e coperture varie derivanti da un lavoro subordinato, che tuonano spesso e volentieri contro gli evasori fiscali! Sappiano questi imbecilli che la stragrande maggioranza dei cittadini, me compreso, evade semplicemente per riuscire a campare, non per vivere da nababbi, e che le assurde pretese dei vari Enti che ci tartassano valgono soltanto per la povera gente, non certo per quelli che sfruttano, come vedrete nel prosieguo della lettera. Buona lettura a tutti!
Carlo Gariglio
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Egregio Direttore,
so bene che non è lei il responsabile di certe infamie, ma dato che rappresenta l’INPS astigiano e firma le richieste che mi sono giunte, mi rivolgo a Lei, innanzi tutto restituendole tutte le carte che troverà in allegato, inerenti la mia pretesa iscrizione all’INPS ed i vari tentativi di estorcermi denaro non dovuto e che mai tirerò fuori.
E’ triste per chi come me rappresenta certi valori politici (che avrà giù intuito dalla carta intestata…), constatare come l’INPS, creazione Fascista voluta da Benito Mussolini per tutelare le classi lavoratrici, i meno abbienti ed i disagiati, si sia trasformata dopo 65 anni di “democrazia”, in un Ente truffaldino che tartassa i lavoratori più umili guardandosi bene dal disturbare i veri evasori che le illustrerò a breve… Quella che si chiamava INFPS (la “F” sta per Fascista) dava la pensione ai lavoratori ed esentava da contribuzioni quelli con i redditi più bassi; quella che si chiama INPS estorce denaro a tutti, inventandosi gli “scaglioni minimi” (e chi non li raggiunge? Che crepi di fame!) sui quali calcolare assurdi contributi dovuti… Contributi che finiranno nelle vostre casse se il lavoratore non raggiunge l’assurdo numero di anni di contribuzioni che vi siete inventati, o che daranno vita, nella migliore delle ipotesi, ad una ridicola pensione di pochi euro mensili… Pensione sempre più incerta e da godersi in età sempre più avanzata!
E poi vi stupite se qualcuno, come il sottoscritto, lotta tutta la vita contro i vostri poteri forti e la vostra magistratura per fare sì che quella “F” torni a governare e civilizzare l’Italia?
Ma cominciamo dal principio: il sottoscritto non è mai stato commerciante, né artigiano, indi ogni richiesta di iscrizione INPS in tal senso è assurda. Così come sono ridicole ed assurde le risultanze del verbale di accertamento firmate dall’eroico sbirro inviato ad indagare sul pericoloso evasore…
Tanto per capirci, il mio lavoro consiste nel recapitare gli abbonati del quotidiano “L* S*****” di un quartiere di Torino le relative copie del giornale. Tali copie vengono distribuite dai furgoni della Società Q******k S.r.l., che ha in appalto il servizio, nei vari posteggi di ogni quartiere, dopo di che gli addetti come il sottoscritto, chi a piedi, chi in bicicletta, chi in motorino, chi in auto, provvedono a recapitare le 100 – 150 copie di loro competenza direttamente nelle buche delle lettere degli abbonati. Ecco tutto!
Tale lavoro impegna 7 giorni su 7, domeniche e festivi compresi, per ben 359 giorni ogni anno… Senza diritto al giorno di riposo garantito (si fa per dire!) dalla Costituzione, senza diritto a ferie e festività pagate, senza diritto a permessi, malattie e quant’altro… Si tratta, da sempre, da decenni, di un lavoro dipendente spacciato per altro tipo di lavoro, a causa della propensione a delinquere dell’Editrice “L* S*****” di Torino e dai vari tirapiedi, tutti rigorosamente provenienti da quella stessa casa editrice, che fondano società di comodo al fine di vedersi assegnare l’appalto del servizio… Appalto che finisce quasi totalmente nelle tasche di “dirigenti” ed ispettori vari, loro sì pieni di diritti, giorni di riposo, ferie…
Iniziai a fare questo lavoro da ragazzino, circa 25 anni or sono e poiché non sono dirigente dell’INPS e neppure un boiardo sistemato da certi partiti politici in posti di responsabilità, me lo sono tenuto stretto per tutti questi anni… Capirà, noi che lavoriamo veramente e non campiamo sulle spalle dei cittadini estorcendo denari e conducendo ispezioni ai danni dei lavoratori, preferiamo non mollare mai alcun tipo di lavoro, anche quello più umile e sottopagato.
Fino al 1988 il lavoro fu regolato dal versamento di una ritenuta d’acconto… Poi, con la costituzione dell’ennesima società ad opera di ex dirigenti de “L* S*****” (la M******** 88, ben presto soppiantata dalla già citata Q******k, il cui Presidente, G****** B***, era stranamente lo stesso ed ancora più stranamente ex dirigente de “L* S*****”), fummo inquadrati tramite i famigerati contratti di “collaborazione coordinata e continuativa”, detti Co. Co. Co… Quando la società non riuscì più a reggere nella farsa dei contratti di cui sopra, ci impose (pena la perdita del lavoro…) di firmare un documento attestante la nostra accettazione del “nuovo” contratto a progetto… Ennesima farsa, dato che non esisteva né esiste alcun progetto nel recapitare giornali nelle buche delle lettere degli abbonati. Ma la nostra categoria conta così pochi membri da non interessare neppure i mitici “Sindacati”, tanto più se a rivolgersi loro è un Fascista! Nel 2001 denunciai il fatto alla CGIL – NIDIL di Torino, ma dopo mille promesse mi dissero che era meglio lasciar correre… Avevano scoperto chi ero e certamente avevano capito che era più redditizio per loro accordarsi con l’editrice “L* S*****” che non con il sottoscritto!
Successivamente, al solo scopo di risparmiare anche quei pochi euro che la società appaltatrice era obbligata a versarci per obblighi INPS ed INAIL, ci comunicarono la “lieta” novella: o prendete la partita IVA e vi iscrivete ad Ufficio IVA e Camera di Commercio, oppure verrete buttati fuori!
E dopo anni di sfruttamento subiti dagli intoccabili “mammasantissima” dell’editrice “L* S*****” e dai loro degni ed interessati lacchè, cosa accade? Forse l’Ispettorato del Lavoro si decide a castigare questi farabutti imponendogli di assumerci nel ruolo spettanteci di dipendenti, seppure part-time e di pagarci 20 anni di mancati versamenti, mancate festività godute, mancate ferie? Nossignore! Arrivano l’INPS e gli sbirri ad essa connessi a pretendere dagli sfruttati dei versamenti che, se non fossero una vera e propria truffa legalizzata, sarebbero da considerarsi una richiesta comica!
Leggiamo insieme il “Verbale” di accertamento congiunto compilato dagli eroici sbirri del KGB – INPS: il pericoloso evasore è risultato godere di un reddito, per l’anno 2007, di ben 8481,49 Euro, pari a 706,79 Euro di reddito medio mensile! Reddito, giova ripeterlo, ottenuto lavorando 7 giorni su 7 senza tutele né diritti vari…
E visto l’elevato reddito nascosto all’INPS, cosa ne deduce lo sbirro? Che il sottoscritto dovrebbe pagare, per l’anno in esame, 2671 Euro di contributi, pari a 222,58 Euro mensili! Ovviamente, senza contare le “sanzioni civili” che verranno conteggiate in seguito!
Perché non chiamate le cose con il loro nome, cioè tentata estorsione?
Ma credete veramente che esistano persone così cretine da lavorare per 706 Euro (al lordo delle spese!) mensili, salvo poi versarne nelle vostre rapaci mani 222?
A casa mia 706 – 222 dà un totale di 484 Euro… Dice che mi basteranno per pagare l’IRPEF (compresi i balzelli locali applicati da Regioni e Comuni per aiutarli a mantenere l’orda di parassiti e burocrati fedeli a questo regime di ladri), l’IRAP e magari qualcos’altro che ora mi sfugge?
Se avanzo qualcosa posso tenerla per me o dovrò versarla magari alla Casa di Riposo per Boiardi e Sbirri dell’INPS in pensione?
Immagino il suo sdegno nel leggere queste verità! Il cittadino che osa ribellarsi contro chi pensa alla sua vecchiaia e vuole obbligarlo a garantirsi una pensione!
Ma quale pensione? Quelle che non date a chi non raggiunge i minimi di versamento stabiliti, spartendovi tra voi il maltolto? O quelle da fame da poche decine di euro che riconoscete a chi è così idiota da versarvi decenni di contributi?
Dolente per lei e per quanti avrebbero voluto aggiungere il mio modesto contributo alle loro prebende, ma il sottoscritto non verserà un solo centesimo di quanto faticosamente guadagnato, costi quel che costi. Attivi pure tutto il vostro apparato repressivo di minacce, ufficiali giudiziari e cartelle esattoriali: purtroppo per voi non troverete un solo centesimo a nome del sottoscritto, né alcun bene di proprietà… Sa com’è, chi si è scelto un hobby pericoloso come il mio, cioè fare politica per un movimento politico che fa troppa paura a parassiti, sbirri e magistrati vari, è già abituato a vessazioni, intimidazioni, perquisizioni, minacce e condanne penali e civili… Dunque mi sono premunito.
Accetta un suggerimento da un povero Cristo, per giunta Fascista dichiarato come il sottoscritto?
Invece di sguinzagliare la vostra sbirraglia alle calcagna di chi accetta di alzarsi ogni mattina alle ore 4,00 per svolgere un lavoro che gli frutterà poco più di 700 Euro mensili, provate ad indagare su quanti sfruttano questi lavoratori per realizzare proventi milionari… Provate ad imporre alla Casa Editrice “L* S*****” di assumere tutti quelli che svolgono le mie stesse mansioni, dato che è evidente a tutti che si tratta di un lavoro dipendente a tutti gli effetti… E condannate questi eterni ed intoccabili farabutti a pagare a noi lavoratori (ed a voi Enti preposti) tutti gli arretrati dovuti.
Successivamente, riservate lo stesso trattamento agli altri farabutti che sono diretta emanazione della suddetta casa Editrice, e che campano sulla nostra schiena facendosi pomposamente chiamare “Presidente”, “Vice Presidente”, “Membro del consiglio di amministrazione”, “Ispettore”, ma che si limitano a controllare, nel modo più confortevole possibile, che i poveracci come il sottoscritto ogni mattina si rechino a svolgere il loro lavoro.
Agendo così certamente incasserete di più che non cercando di tartassare gli umili lavoratori, e tornerete ad essere un Ente simile a quello creato dal Fascismo per tutelare veramente il popolo.
Ma immagino già la sua risposta: “Toccare i Mammasantissima? Tutelare i diritti dei lavoratori veri? Inimicarci i potenti indagando su di loro? Combattere lo sfruttamento? E poi chi ce la salva la poltrona da parassiti? Non possiamo mica metterci a fare la guerra a lobbies e multinazionali protette da uno stuolo di Parlamentari e Senatori!”
Dunque, caro Direttore, continui pure nella sua opera e lanci l’offensiva di estorsioni ed ingiunzioni varie contro questo ingrato ribelle pericolosamente Fascista… Io continuerò, nel mio piccolo, a battermi contro parassiti, burocrati, politicanti, magistrati, sbirri e corte dei miracoli varia che vi scodinzola intorno… Otterrò certamente magri risultati, ma almeno mi terrò i miei soldi e non contribuirò ad ingrassare nessuno di voi con il mio misero contributo.
Fiero di essere un nemico di questo lurido Stato truffaldino e di essere un umile lavoratore, Le invio distinti saluti e mi firmo.
Dott. Carlo Gariglio – Segr. Naz. MFL

AUGURI DI BUONE FESTE
giovedì, 25 dicembre 2008Pubblicato in Commenti | Nessun commento »