Archivio di gennaio 2009

27 GENNAIO: AD OGNUNO LA SUA MEMORIA…

martedì, 27 gennaio 2009

Mentre legioni di dementi celebrano uno sterminio mai avvenuto a mezzo di camere a gas mai esistite, le persone serie che non si lasciano abbindolare ricordano olocausti e stermini veri, documentati ed innegabili…

I giudei assassini fanno finire in galera i seri ricercatori storici che hanno sbugiardato le loro favole olocaustiche… Chissà se riusciranno a fare altrettanto con quelli che, come me, si limitano a riportare le loro imprese?

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

 


Il seguente testo è tratto dal discorso-programma pronunciato dal rabbino Reichhorn nel grande raduno dei rabbini che essi chiamano il “kaleb” tenuto a Praga nel 1880:

 

“… è questa è la decima volta che, lungo i mille anni di lotta atroce ed incessante coi nostri nemici, si riuniscono in questo cimitero e presso la tomba del nostro gran maestro, santo rabbino Simeon Ben Jhuda, gli eletti di ogni generazione del popolo di Israele, per concentrarsi sui mezzi di trar vantaggi dai grandi sbagli che non cessaron di commettere i nostri nemici, i cristiani.

Ogni volta il nuovo Sinedrio ha proclamato e predicato la lotta senza tregua contro questi nemici.

Allorché saremo resi unici possessori di tutto l’oro della Terra, la vera potenza passerà nelle mani nostre, ed allora si compiranno le promesse fatte ad Abramo.

… la Chiesa Cristiana, essendo uno dei nostri più pericolosi nemici, noi dobbiamo lavorare con perseveranza a diminuire l’influenza sua. Conviene dunque, imprimere nell’intelligenza di coloro che professano la religione cristiana le idee di libero pensiero, di scetticismo, di scisma e provocare dispute religiose così naturalmente feconde di divisioni e di sette nel Cristianesimo. …

… Se l’oro è la prima potenza di questo mondo, la seconda è senza dubbio la stampa.

Il possedere l’oro e i giornali ci renderanno gli arbitri dell’opinione pubblica e ci daranno l’impero delle masse.

… Noi daremo al mondo ciò che deve credere, ciò che deve onorare e ciò che deve maledire. Forse alcune individualità si leveranno contro di noi, ma le masse, docili ed ignoranti ascolteranno noi e prenderanno le nostre parti. Una volte che saremo padroni assoluti della stampa, noi potremo mutare le idee che corrono circa l’onore, le virtù, la rettitudine del carattere, pertanto il primo colpo a quella istituzione tenuta fin qui sacrosanta:

la famiglia, e ne compieremo la distruzione.

… Conviene, per quanto è possibile, occuparci del proletariato e sottometterlo a quelli che maneggiano il denaro.

Con questo mezzo noi solleveremo le masse a nostro piacere. Noi le spingeremo agli sconvolgimenti, alle rivoluzioni, ed ognuna di queste catastrofi farà avanzare di un gran passo i nostri scopi e ci ravvicinerà all’unico fine, quello cioè di regnare sulla terra come ci era stato promesso dal nostro padre Abramo. ”

 

 

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«La pulizia etnica di David Ben Gurion»

 


Intervista shock dello storico sionista Benny Morris a Haaretz: fu il fondatore d’Israele ad attivare l’espulsione in massa dei palestinesi fin dal 1948. Con nuovi documenti su stragi e stupri finora nascosti. Ma per Benny Morris «Ben Gurion doveva finire il lavoro»

 

MICHELE GIORGIO – GERUSALEMME
Leggendo l’intervista apparsa ieri sul quotidiano Haaretz allo storico israeliano Benny Morris, ex post-sionista ora sionista di destra convinto, si potrebbe commentare «era noto a tutti». Massacri, stupri, espulsioni di decine di migliaia di palestinesi dalle loro case e dai loro villaggi avvenute nel 1948. Ma sarebbe riduttivo e un po’ banale. Le rivelazioni che Morris fa, parlando del suo ultimo libro, sono di una importanza eccezionale perché, forse per la prima volta, un accademico israeliano di destra accetta di riferire, senza esitazioni, del ruolo del «padre della patria», David Ben Gurion, nella «pulizia etnica» avvenuta poco prima e durante la nascita dello Stato di Israele. Un periodo in cui circa 700 mila palestinesi che vivevano all’interno dei confini dello Stato ebraico lasciano la loro terra: su richiesta dei paesi arabi ha ripetuto per anni la storiografia ufficiale israeliana; perché espulsi con la forza dalle armate ebraiche ufficiali e dalle milizie di estrema destra, rivelano i nuovi storici. Ex membro di un kibbutz, in passato si era anche rifiutato di prestare servizio militare nei Territori occupati, tenuto a distanza dagli ambienti accademici ufficiali per un suo noto libro sulle cause della tragedia dei profughi palestinesi, Morris durante l’Intifada si è convertito alla ideologia di destra. Attraverso interviste-shock pubblicate dai maggiori quotidiani israeliani, ha chiesto l’adozione di misure durissime contro i palestinesi e si è persino detto pentito di aver documentato in modo puntiglioso le atrocità perpetrate contro i palestinesi nella cosiddetta Guerra di indipendenza di Israele. Ha tuttavia continuato il suo lavoro, avendo questa volta, grazie alla sua «conversione», accesso a importanti fonti ufficiali. Secondo Morris David Ben Gurion, il leader laburista e premier del nascente Stato di Israele, fomentò l’espulsione sistematica della popolazione palestinese. «Ci sono circostanze storiche in cui la pulizia etnica è giustificata» ha incredibilmente affermato Morris. «Lo stato ebraico non sarebbe nato senza lo sradicamento di 700 mila palestinesi. Era necessario sradicarli», ha aggiunto. Parole gravissime che dovrebbero suscitare sentimenti di sdegno soprattutto in Europa dove, appena qualche anno fa, è stata seguita con orrore la pulizia etnica praticata nella ex Jugoslavia. Affermazioni, peraltro, molto pericolose se si tiene conto che, da alcune settimane, non si parla d’altro che di demografia e del rapido aumento della popolazione palestinese nei Territori occupati e, soprattutto, di quella in Israele (definita da più parti una «bomba ad orologeria»). Morris non critica Ben Gurion per la pulizia etnica ma per non aver «finito il lavoro». «Penso che nel 1948 abbia compiuto un grave errore. Visto che aveva iniziato le espulsioni, forse avrebbe dovuto completare il lavoro… Ritengo che questo posto sarebbe più tranquillo, e avrebbe sofferto meno, se la faccenda fosse stata tagliata di netto: se Ben Gurion avesse fatto una espulsione in massa e avesse ripulito tutta la Terra d’Israele, fino al Giordano». Lo storico israeliano lascia intendere che Israele potrebbe, tra qualche anno, dover finire quel «lavoro» per garantire la sua maggioranza ebraica.

Azmi Bishara: «E tutto tragicamente attuale»


Ritornando indietro di oltre 50 anni, Morris ha affermato che Ben Gurion ammiccava ai comandanti militari affinché entrassero nei villaggi palestinesi e terrorizzassero la popolazione civile per costringerla a fuggire. Il leader israeliano, ha aggiunto, poi si preoccupava che i militari non avessero noie con la giustizia. Un Ben Gurion quindi non diverso da Rehavam Zeevi, l’ex ministro di estrema destra che predicava il «trasferimento», ovvero la pulizia etnica, ucciso due anni fa da un commando palestinese a Gerusalemme. Non viene risparmiato il «martire della pace» Yitzhak Rabin il quale, ricorda Morris, ordinò l’espulsione della popolazione araba di Lod (Lydda). Le reazioni non si sono fatte attendere. La radio statale israeliana ha dedicato ampio spazio alla vicenda, la radio dei coloni, Canale 7, non ha condannato Morris, anzi, ha commentato con toni compiaciuti le sue tesi. Il deputato palestinese-israeliano Azmi Bishara, del partito Tajammo ha detto che l’intervista di Morris è di grande attualità. Bishara nei giorni scorsi, con un articolo pubblicato dal settimanale egiziano in lingua inglese Al-Ahram, aveva descritto il clima pesante, che, a suo avviso, annuncia, una nuova «pulizia etnica» in Israele. «Di recente – ha scritto – il vicepremier Ehud Olmert ha ammesso che il trasferimento di palestinesi non è possibile: perché non è difendibile moralmente e perché non è realistico». Ma Israele, a suo parere, realizza nei Territori occupati un altro modello di segregazione demografica «che è la continuazione diretta del 1948. Gli abitanti sotto occupazione militare sono sottoposti a una legislazione israeliana e al tempo stesso si vedono negati i diritti civili».

 

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LA MIA GIORNATA DELLA MEMORIA…

sabato, 24 gennaio 2009

Nei giorni scorsi ho visto circolare una simpatica ed interessante mail, che in poche righe smascherava le tante balle filogiudaiche scritte a proposito dei lanci di “missili” da parte di Hamas sul cosiddetto Stato di Israele… 

La ripropongo ai lettori del mio blog senza altri commenti, eliminando soltanto l’indirizzo mail dell’autore… Non si sa mai, potrebbe passare dalle parti di casa sua qualche missile nucleare giudeo, lanciato giusto per difendersi dal lancio di verità in forma scritte che testimoniano quanto gli israeliani siano criminali ed assassini!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

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Dall’1/1/2000 al 6/1/2009 i palestinesi hanno lanciato verso Israele 8.621 razzi Qassam che hanno causato  8 morti israeliani pari allo 0,000114285% della popolazione (7.000.000).

Nello stesso periodo e nella sola Napoli i botti di capodanno hanno causato 5 morti pari allo 0,00016129 della popolazione dell’area metropolitana napoletana (3.100.000).

Ne discende che, nel periodo preso in esame, i botti di Napoli hanno manifestato un tasso di pericolosità – riferito ai decessi causati - superiore di oltre il 40%  rispetto a quello fatto resgistrare dai razzi di Hamas. 

Saluti

Giorgio

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E il Signore Jahvé disse a Giosué di distruggere totalmente tutto ciò che si trovava nella città, uomini e donne, giovani e anziani, e i buoi, le pecore, gli asini, passati al filo della tua spada (Bibbia)

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Quando avremo colonizzato il paese, tutto quello che agli arabi resterà da fare e darsi alla fuga come scarafaggi drogati in una bottiglia (Raphael Eitan, Capo di Stato Maggiore delle forze armate israeliane, “New York Times”, 14/4/1983).

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NUOVA INTERVISTA A CARLO GARIGLIO (Pubblicata sul sito: www.almanacco.altervista.org e sul Mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Gennaio 2009).

venerdì, 23 gennaio 2009

Dottor Carlo Gariglio,

il vostro partito, Movimento Fascismo e Libertà, è famoso per il suo esplicito richiamo all’era Fascista e Nazional Socialista, desideriamo porgere alcune domande riguardo alla sua attività politica che saranno pubblicate sul sito www.almanacco.altervista.org

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Com’è nata la vostra passione per la politica?

Ringrazio anticipatamente per lo spazio concessomi.

A causa di un’insieme di circostanze… Fin da piccolo ho sviluppato una vera idiosincrasia per le verità preconfezionate, sia in ambito storico, sia in ambito religioso. Questa mia peculiarità mi ha portato spesso a ricercare le ragioni di quelli che possiamo definire “i vinti”, superando le tante falsità scritte dai soliti gazzettieri di regime. Prima ancora di leggere gli autori revisionisti cominciai a dubitare delle tante balle olocaustiche che si raccontano, così come cominciai a dubitare del fatto che nella II Guerra Mondiale vi fossero schierati da una parte solo criminali, degenerati e psicopatici, mentre dall’altra vi erano solo personaggi adamantini animati dalle migliori intenzioni.
Approfondito questo aspetto storico e verificato quanto bene è stato fatto alla Nazione ed all’Europa intera dal Fascismo e dal Nazionalsocialismo, il passaggio alla politica è stato breve e semplice: si trattava di condividere con tutti quanto avevo compreso io sugli avvenimenti storici e di riproporlo, opportunamente aggiornato, come soluzione politica ancora validissima per i nostri tristi tempi.

Il vostro rapporto con la religiosità: quanto incide con le vostre decisioni politiche?

Dipende da cosa si intende con il termine… Se vogliamo intendere una generica percezione del sovrannaturale e della spiritualità, unito ad un rifiuto netto dello squallido materialismo di stampo marxista, possiamo dire che la religiosità mi guida costantemente nella mia opera politica, in quanto credo e spero di lavorare in armonia con gli spiriti dei nostri Padri e di potere lasciare qualcosa di mio a chi verrà dopo di noi.
Ma se con religiosità si intende la supina accettazione di dogmi religiosi imposti da altri, mi rifiuto categoricamente di accettarli e di rendermi strumento di chi nasconde dietro ad una delle tre religioni che vanno per la maggiore (cristianesimo, giudaismo ed Islam) le sue mire politiche e di potere.
Troppo spesso ho visto sedicenti “camerati” attaccare persone che hanno una visione della vita e della società vicine alla nostra, solo perché esponenti di altre religioni. I tanti “fascisti all’amatriciana” che insultano l’Islam per difendere un cattolicesimo che ci rifiuta e che ci ha relegati fra “il male assoluto” sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo…

Il personaggio religioso che attualmente più stima?

Mi piace per la sua semplicità il Dalai Lama, così come stimo molto il Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, il quale, benché non sia un religioso vero e proprio, esprime nei suoi atti e nei suoi scritti un pensiero spirituale largamente condivisibile. Persino il tanto vituperato Bin Laden nei suoi discorsi dice cose sensate e vere… Purtroppo, non riuscirei a fare neppure il nome di un cattolico fra i personaggi religiosi da stimare.

Qual è il vostro giudizio sul Movimento Sociale Italiano?

Il MSI fu una grande truffa a cui credettero in buona fede milioni di italiani e di Fascisti, compreso il sottoscritto, che fino a 18/20 anni di età lo considerava il partito Fascista rinato dopo il 1945… Poi, leggendo ed informandosi, è bastato poco per comprendere come il MSI nacque non per riproporre l’ideale Fascista, ma per liquidarlo in una ridicola e patetica formazione di destra fedele alla NATO, agli USA, allo Stato pirata di Israele ed ai servizi segreti la cui nascita ispirarono.
Sul MSI pesa la colpa di avere trasformato agli occhi dei giovani un’idea socialista, popolare ed attenta ai bisogni delle classi meno abbienti, in un nulla avente la funzione di fare da ruota di scorta della DC, con il bel risultato di lasciare tutti i temi sociali nelle mani della sinistra, la quale, notoriamente, se ne frega altamente dei reali bisogni dei cittadini, trattati alla stregua di utili idioti da usarsi per scalare i posti di potere.

Riguardo all’attuale situazione in Palestina, qual è la vostra proposta?

Avendo negli occhi i macelli di Gaza degli ultimi giorni, mi verrebbe voglia di dire: “Radiamo al suolo lo Stato pirata di Israele e facciamo poi ricostruire agli Arabi uno Stato chiamato Palestina”. Poi, riflettendo e cercando di essere meno assassino e criminale dei giudei d’Israele, mi limito a proporre quanto la comunità internazionale ha preteso dal Sudafrica dell’apartheid: un uomo, un voto, con parità di diritti per tutti, diritto di rientro nella propria Patria per tutti i Palestinesi deportati dai giudei ed abolizione delle Leggi Razziali che oggi limitano i diritti di cittadinanza della popolazione araba.
Israele deve diventare uno Stato ove gli ebrei potranno vivere come minoranza organizzata, ma non come assoluti proprietari di uno Stato confessionale e razzista a cui non hanno alcun diritto.

L’eterno “limite” quasi sempre attribuito alla Destra Sociale o Radicale italiana è quello di essere spesso ideologica su certe posizioni e poco realista. Siete d’accordo?  E, se si, ci sono possibilità di cambiamento?

Solitamente in ogni intervista mi tocca fare questa precisazione già alla prima domanda; oggi siamo arrivati alla sesta!
Il Fascismo non ha né ha mai avuto nulla a che fare con la destra, sia essa estrema, radicale, sociale o come diavolo la si voglia chiamare. Il programma Fascista del 1919 era, se mai, un programma più di sinistra che di destra, e sebbene venne poi moderato dallo stesso Mussolini nel corso degli anni, mai e poi mai il Fascismo mise in atto le politiche liberali, capitaliste e filoborghesi tipiche della destra. Lo Stato sociale voluto dal Duce diede ai poveri, ai lavoratori ed ai meno abbienti in genere diritti e tutele che il mondo intero ci invidiò. Mentre nell’URSS vergognosamente dipinta come il “paradiso dei lavoratori” si dovette attendere il 1956 per vedere un sistema pensionistico, l’Italia Fascista lo creò con più di 20 anni di anticipo. Mi permetto di citare chi ha più competenza di me nel definire il Fascismo e la sua politica:

«Il Fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto: Non importa se il nostro programma concreto, non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza, ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro.» (Benito Mussolini, 19 agosto 1921 – Diario della Volontà)

Cosa abbiamo a che fare, quindi, con la rozza politica della cosiddetta “estrema destra”? Forse il teppismo da stadio? Forse le aggressioni alle forze dell’ordine? Forse le risse con la feccia uguale e contraria dei centri sociali? Forse le aggressioni agli stranieri?
Il Fascismo, insieme al nazionalsocialismo, furono ideali nobili e complessi, portarono la civiltà all’Europa e tolsero le vite delle classi umili dalle mani dei cosiddetti “democratici” (in realtà giudei e massoni). Non confondiamoli con la teppaglia attuale che è fiera di definirsi “di destra”.
Circa il senso della domanda, rispondendo per i Fascisti come noi e non per i destrorsi, non ci vedo nulla di poco realista nel riproporre ricette politiche e sociali che dimostrarono di funzionare egregiamente per più di 20 anni, e che stavano per fare sparire definitivamente dalla storia forme di governo perverse e maligne come comunismo e liberalcapitalismo.

Il federalismo, secondo voi, potrebbe dare una spinta in più all’Italia?

Il problema in Italia è la classe politica, non la forma di governo. Finché tutto sarà nelle mani di cialtroni ignoranti e corrotti, interessati unicamente ad intascare prebende e tangenti, nonché a sistemare amici e “famiglia”, nulla cambierà.
Inoltre, per un serio federalismo è necessario abolire le Regioni e non certo le Province, come sostiene qualche idiota. Sono le Regioni ad essere fonte di sprechi dalle competenze incerte ed inutili, non certo le Province, le quali hanno, quanto meno, un senso geografico perché accorpano porzioni di territorio omogenee. Un federalismo serio dovrebbe fare scomparire le Regioni e tutti carrozzoni ad esse legati, potenziando al contempo le competenze di Province e Comuni.

La vostra idea di Europa.

L’Europa così com’è vista oggi non ha alcun senso. Preferisco cercarmi alleati fra gli Arabi, dove almeno ci sono ancora movimenti e persone che condividono con noi Fascisti e nazionalsocialisti dei valori comuni, piuttosto che in Paesi a me limitrofi ove si sbattono in galera quanti hanno il torto di definirsi ancora Fascisti o si battono per una seria revisione storica delle tante balle scritte e raccontate.
Altro discorso fu l’Europa di Hitler e Mussolini, che voleva essere un’insieme di popoli e Stati che credevano negli stessi valori e che si immolarono su tutti i fronti per liberarci dal giogo comunista, giudaico e massone. La mia idea di Europa è perfettamente incarnata dal sacrificio delle Waffen SS, ovvero combattenti di ogni nazione europea (e non solo europea) accorsi per servire un’unica idea.

La vostra opinione su: Riforma dell’Università, Riforma scolastica, Riforma della giustizia

Le riforme scolastica ed universitaria sono del tutto necessarie e si muovono nella giusta direzione… Risparmiare ed ottimizzare le risorse, abolire corsi praticamente privi di iscritti, sono cose che dovrebbero trovare il consenso di tutti, mentre abbiamo visto come migliaia di babbei invertebrati (i cosiddetti giovani d’oggi) si siano gettati nelle piazze su ordine di paparini rivoluzionari falliti, docenti e baroni universitari per protestare contro quello che non hanno minimamente compreso, come spesso accade. I giovani, ormai buoni solo a bere, drogarsi e rimbambirsi con rumoracci vari sparati nelle orecchie 24 ore su 24, si sono trasformati ancora una volta nelle truppe d’assalto di quanti li strumentalizzano, da destra come da sinistra, per difendere i propri interessi e privilegi.
L’unica cosa che ritengo inaccettabile è il flusso di denari pubblici che continua a scorrere verso le scuole private gestite da religiosi; credo che se “lorsignori” hanno tanto interesse ad indottrinare i giovani con la loro educazione confessionale, dovrebbero farlo con soldi propri o provenienti da donazioni di chi condivide gli stessi valori.
Circa la giustizia, ben venga anche qui la riforma, ma credo che il problema sia un altro… Come ho già detto a proposito della classe politica, se i magistrati rimangono quelli che sono adesso, ben poco si otterrà da qualsiasi riforma… Oggi i magistrati sono politicizzati, o corrotti o incapaci… O tutte e tre le cose insieme! Finché non si butteranno fuori dalla Magistratura tutti questi rottami, sostituendoli con gente preparata, indipendente e responsabile del proprio operato di fronte alla Legge, non cambierà mai nulla. 

Siete favorevoli alla separazione delle carriere nella Magistratura? Perché?

Premesso che anche questo servirà a poco per i motivi di cui sopra, sono favorevole in quanto credo che separare carriere e funzioni aiuti ad evitare commistioni fra colleghi che lavorano a stretto contatto (PM e magistrati giudicanti) come avviene oggi. Inoltre, ritengo che in qualsiasi settore la specializzazione di un lavoratore sia preferibile alla moltiplicazione dei ruoli esercitati. 

Una soluzione per la crisi economica.

Una è un po’ poco. Diciamo nazionalizzazione delle Banche, nuova moneta nazionale di proprietà dello Stato, uscita dalle logiche perverse di un’Europa unita che ci impone di importare beni che potremmo produrre in proprio, sviluppo di un serio programma nucleare che ci porti ad essere autosufficienti nella produzione di energia… Insieme al ripristino di quello Stato sociale creato dal Fascismo e mai più eguagliato da alcuno, passando per la socializzazione delle imprese, ovvero, la partecipazione di tutti i lavoratori agli utili d’impresa, che oggi servono solo ad ingrassare speculatori e capitalisti. 

Un parere sull’attuale operato del Governo Berlusconi.

Politicamente sono fiero di essere Fascista, nazionalsocialista, anticlericale e nemico degli imperialisti massoni, giudei ed americani… Indi non potrò mai e poi mai dirmi in qualche modo vicino ad un Governo che fa del vassallaggio nei confronti di giudei, massoni, americani e vaticani vari la sua ragione di essere.
Tuttavia, un minimo di onestà intellettuale da cittadino semplice mi impone di considerare in modo positivo alcune riforme fatte, tipo l’abolizione della vergognosa ICI sulla prima casa, o ancora in cantiere, tipo le riforme scolastica, universitaria  e della giustizia di cui si è parlato. Certamente siamo in un altro mondo rispetto al buoi periodo di Prodi e dei suoi compagnucci orfani di Lenin e Stalin.
Ciò, comunque, non mi porterà mai a sostenere Berlusconi né mai a votarlo. Forse un voto di pura simpatia se lo sarebbe meritato se avesse veramente scaricato quella immonda cloaca di partito diretto da sig. Fini! 

Come giudicate l’elezione di Obama negli Stati Uniti e di Medvedev in Russia?

Sulla Russia c’è poco da dire: comanda Putin, Putin voleva eleggere Medvedev, i russi lo hanno eletto. Semplice e lineare. Circa Obama, devo dire che la sua elezione mi ha rallegrato. Infatti, grazie a lui abbiamo visto la famosa area della teppaglia di destra cui ho fatto riferimento in precedenza, ridicolizzarsi ulteriormente, con commenti demenziali e rattristati per l’elezione di un negro alla Casa Bianca! Come se gli USA, che sono da secoli un burattino nelle salde mani di giudei e massoni, fossero un esempio di Stato razziale bianco! Che ridere! E’ un po’ come stupirsi del fatto che nel Burundi venga eletto un presidente negro!
Gli USA, ivi compresi i razzisti all’amatriciana lì presenti, hanno importato i negri come schiavi, li hanno sfruttati e li sfruttano tuttora in varie discipline sportive per garantirsi la loro “grandezza”, li mandano in prima linea in caso di guerra per preservare i vari “Rambo” di carnagione pallida… E nonostante ciò li hanno sempre discriminati con vergognose Leggi Razziali mai criticate da nessuno (sono tutti troppo presi dal criticare le leggi all’acqua di rose approvate in Italia nel 1938!).
Era ora che anche i negri si dessero da fare per dare una mazzata all’ipocrisia di questo vero e proprio Stato canaglia. Dato che li hanno voluti, comprati, sfruttati e vessati in ogni modo, che li accettino anche come presidenti, invece di immischiarsi nel “razzismo” di cui accusano mezzo mondo!
Oltre tutto, vedere un presidente di poco più di 40 anni non può che rallegrare chi, come noi, è costretto a vivere in una gerontocrazia dove solo i rincoglioniti con pannolone e catetere possono aspirare a posti di comando!
Se mai, sarebbe il caso di dire che Obama fa schifo non per la sua abbronzatura (assolutamente casuale, in quanto figlio di una coppia mista… Se fosse nato più chiaro sarebbe più gradito ai nostri razzisti all’amatriciana? Mah!), ma per le sue dichiarazioni di amore cieco nei confronti dello Stato pirata, genocida e razzista che qualcuno chiama Israele!

Vi ringraziamo per la vostra cortese disponibilità.

INTERVISTA A CARLO GARIGLIO SUL RAZZISMO (Pubblicata sul blog: http://www.loscurantista.splinder.com e sul mensile “IL LAVORO FASCISTA”, Dicembre 2008)

mercoledì, 14 gennaio 2009

1) Si può parlare di razzismo per quanto concerne il fascismo italiano? Se si, in quali termini?

Si può certamente, in quanto esistevano durante il Fascismo varie correnti interne, alcune delle quali più sensibili di altre ai temi razziali. Diciamo che il razzismo italiano fu alquanto superficiale, anche perché pretendeva di parlare di una “razza” italica che poteva al massimo esistere sul piano spirituale, ma difficilmente sostenibile per quanto riguarda l’aspetto genetico. Ci fu poi, dopo la conquista dell’Etiopia e dopo la constatazione dell’atteggiamento sempre più ostile del mondo ebraico internazionale nei confronti del Fascismo e del Nazionalsocialismo, una sorta di razzismo “difensivo”, che fu volto a difendere l’Italia fascista dai potenziali nemici e dalle possibili commistioni con essi.

2) Da cosa nacque l’antisemitismo tedesco?

L’antisemitismo, in generale, deriva dall’atteggiamento arrogante e prevaricatore degli ebrei emigrati in ogni parte del mondo, i quali pretendono di dirigere l’economia e la politica dei Paesi nei quali vivono restandone dei corpi estranei. In particolare, per quanto riguarda la Germania, l’antisemitismo era largamente diffuso anche fra chi non aveva nulla a che fare con il nazismo e questo perché gli ebrei erano ritenuti colpevoli sia della sconfitta militare della I Guerra Mondiale, sia delle immonde speculazioni del dopoguerra, che portarono letteralmente a morire di fame migliaia di tedeschi.

3) In cosa consisteva la legislazione razziale tedesca? Quali furono le sue applicazioni?

Una volta eliminate le colossali balle storiche sul razzismo nazista (si veda un mio articolo a proposito: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=408), la legislazione razziale vigente in Germania era persino più blanda delle Leggi Razziali promulgate in Italia nel 1938, in quanto essa prevedeva che poteva essere naturalizzato come tedesco chiunque avesse meno di tre nonni stranieri. In sostanza, se un tedesco sposava una straniera, il loro figlio diveniva tedesco, in quanto aveva due nonni tedeschi e due stranieri. Ovviamente da ciò erano esclusi gli ebrei, ma le applicazioni di ciò non portarono certo all’inesistente “olocausto”, bensì alla semplice emigrazione forzata degli ebrei dall’Europa; non a caso, la tanto decantata “soluzione finale” non era altro che il progetto di evacuare gli ebrei europei in Madagascar, ove avrebbero potuto costituirvi liberamente il loro Stato sovrano. Tale progetto, è bene ricordarlo, non ebbe seguito grazie all’opposizione francese (il Madagascar era un colonia francese)… I francesi dissero ad Hitler: “Gli indigeni sono brava gente. Perché fargli questo?”. Giusto per fare capire che della sorte degli ebrei se ne infischiavano anche quegli Stati che poi la falsa Storia avrebbe descritto come salvatori degli ebrei!

4) Quali motivi spinsero Mussolini ad approvare le leggi razziali del ’38?

L’allargamento dell’Impero italiano conseguente alla conquista dell’Etiopia portò con sé problemi razziali di convivenza e di meticciato, che il Regime pensò di controllare proibendo i matrimoni misti o consentendoli solo in rari casi. Era una Legge non volta a discriminare alcuna razza, ma se mai a preservare la specificità di razze e religioni diverse. Chi blatera a sproposito circa il razzismo Fascista dovrebbe tenere conto del fatto che fu proprio il Fascismo ad abolire la schiavitù nell’Africa Orientale Italiana, mentre prima i tanto difesi negri utilizzavano e vendevano tranquillamente gli schiavi, negri come loro ma appartenenti a tribù meno civilizzate. Quelle Leggi volevano essere un freno alla situazione che si è creata oggi, ad esempio, in Francia, ove decine di migliaia di cittadini “francesi” ma di origine magrebina si comportano come stranieri ed oltraggiano quella che dovrebbe essere la loro Patria, a causa dell’impossibilità di integrarsi in un sistema di vita e di valori che non riconoscono come cosa loro. Per quanto riguarda gli ebrei, le Leggi del 1938 contenevano tali e tante esenzioni da risultare inapplicabili alla quasi totalità degli ebrei italiani, e furono una risposta all’atteggiamento sempre più chiaramente antifascista dell’ebraismo internazionale. Anche su questo argomento mi vedo costretto ad autocitarmi: http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=320

5) L’antisemitismo fu preso in considerazione anche da altri fascismi europei? Se si, per quali motivi?

L’argomento antisemitismo fu direttamente proporzionale ai problemi che le comunità ebraiche procuravano nei vari Paesi europei; in Germania, come già detto, vi era un antisemitismo diffuso a prescindere dal Nazismo, mentre in Italia agli inizi il problema ebraico non era affatto sentito, in quanto la comunità ebraica italiana si mostrava più integrata e non era accusata di particolari infamie. In altri Paesi accadde la stessa cosa, ovvero ci fu chi considerava il problema ebraico centrale e chi invece lo considerava marginale. Certo è che quando l’ebraismo internazionale si scagliò con forza contro i Fascismi al fine di difendere i suoi privilegi, i vari movimenti Fascisti non poterono fare altro che reagire. L’odio con cui l’ebraismo ancora oggi tratta chiunque abbia il coraggio di dirsi Fascista dovrebbe farci capire che non è tanto un problema stabilire se un Fascista è più o meno antisemita, ma al contrario se un ebreo è più o meno antifascista.

6) Fascismo e nazismo furono mai omofobi?

Un’altra delle tante leggende inventate a guerra finita… E’ ben vero che ci furono molti omosessuali internati, ma sempre e solo in quanto persone colpevoli di comportamenti pubblici oltraggiosi per la comune morale. In altre parole, non si puniva l’omosessualità in quanto tale, ma al massimo gli atti osceni in luogo pubblico e/o l’ostentazione di certe tendenze. Non a caso in Germania molti omosessuali riconosciuti aderirono al Partito Nazionalsocialista. Lo stesso capo delle SA, Rohm, era un omosessuale noto a tutti ma non fu mai vessato in alcun modo per le sue preferenze sessuali; è ben vero che finì fucilato, ma solo per avere tradito la rivoluzione nazionalsocialista, non certo per le sue tendenze omosessuali.

7) Discriminarono mai gli zingari?

Coloro che si sono occupati dell’argomento hanno finora generalmente affermato che la politica discriminatoria fascista era indirizzata in particolare contro gli zingari stranieri presenti in territorio italiano e dovuta a ragioni di ordine pubblico. Secondo questa ipotesi fu essenzialmente l’occupazione della Jugoslavia e la conseguente fuga degli zingari da quel paese a costringere le autorità italiane a internare gli zingari. In un certo senso è persino ovvio che le misure di internamento e deportazione degli zingari siano aumentate e divenute più intransigenti con l’occupazione della Jugoslavia, anche solo perché è da quel territorio che molti zingari scapparono in Italia dopo l’occupazione nazifascista. Anche in Germania si internarono gli zingari in quanto asociali, non certo per mere questioni di razza. Ovviamente, la falsa Storia ha poi ricamato anche su questo aspetto, inventando un altro “olocausto” a danno degli zingari… Si pensi che in un libro che pretendeva di raccontare lo sterminio di un milione (!) di zingari da parte dei nazisti, si sosteneva che i pochi sopravvissuti di quel popolo sarebbero stati sterilizzati dai cattivissimi nazisti… Ma naturalmente nessuno sa spiegare da dove vengano gli zingari vivi e vegeti oggi… Se erano quasi tutti morti ed i pochi vivi sterili, come si sarebbero riprodotti, in provetta?

8 ) Stalin può essere considerato antisemita?

Dal «Corriere della Sera», 5 giugno 2001: “Stalin, la notte di sangue degli ebrei. Un libro in America ricostruisce le persecuzioni antisemite in Urss fra ’48 e ’52. E i silenzi dell’Occidente. Un pogrom segreto ordinato dal dittatore sterminò gli intellettuali yiddish”. Non credo di dovere aggiungere altro, no?

9) Quelle che sono comunemente chiamate moderne democrazie (Usa, Israele, Australia, Gran Bretagna) hanno mai messo in pratica politiche di discriminazione verso “il diverso”?

Hanno messo e mettono tuttora in pratica tali politiche, benché tutto si svolga nel silenzio dell’opinione pubblica drogata e controllata. Negli USA fino al 1957, se non erro, rimasero in vigore leggi razziali che negavano i diritti più elementari ai negri… Ed anche in anni successivi alcuni Stati dell’Unione continuarono a servirsi di tali leggi. Mentre la falsa storia racconta la favoletta del cattivissimo Hitler che rifiutò di stringere la mano a Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino del 1936 (favola smentita dallo stesso Owens al suo ritorno in Patria), nei civilissimi USA Cassius Clay (il futuro Muhammad Alì), dopo le Olimpiadi vinte a Roma nel 1960, venne buttato fuori da un ristorante del suo paese, poiché ai negri era vietato consumare i pasti seduti ai tavoli… Potevano solo portarsi via i piatti e consumarli a casa propria! In Australia ancora oggi si negano i più elementari diritti agli Aborigeni, ovvero ai veri nativi australiani (cosa che, del resto, capita anche in USA con i cosiddetti “Pellirosse”). La Gran Bretagna fu la massima potenza coloniale della storia, ed ha vessato e rapinato, nel corso dei secoli, i popoli di Africa ed Asia senza mai porsi grossi problemi etici e morali. Israele è uno Stato pirata costituito su terre espropriate ai palestinesi, consolidatosi con altre terre rapinate ai popoli arabi e mediante veri e propri genocidi… Quasi un milione di Palestinesi venne deportato dagli ebrei insediatisi in Palestina e solo un’infima minoranza, priva di reali diritti, ha potuto restare a vivere nell’entità sionista definita “Israele”. Ovviamente, tutti ci tengono a precisare che Israele deve essere uno Stato ebraico… Ma se qualcuno volesse costituire uno Stato ariano sarebbe accusato di ogni sorta di nefandezza! E se allarghiamo lo sguardo oltre le Nazioni sopra citate, non troviamo certo di meglio; la Francia condivise il ruolo di potenza coloniale e razzista della Gran Bretagna; la Spagna sterminò intere popolazioni del Sud America per esportare la “civiltà” cattolica; Portogallo, Belgio ed Olanda non furono da meno, finché riuscirono ad avere una politica coloniale… Ma il mondo ipocrita ricorda solo il “razzismo” Nazionalsocialista e Fascista!

10) In cosa consisteva l’apartheid sudafricano?

L’apartheid, tradotto legislativamente in una serie di norme che regolavano minuziosamente gli ambiti di residenza, di vita e di lavoro nonché i rapporti reciproci fra i quattro grandi gruppi etnici del paese (bianchi, neri, meticci, asiatici), si prefisse la rigorosa suddivisione della popolazione in insiemi sociopolitici e, in parte, territoriali (homeland), con l’esclusione dei gruppi non bianchi dalla partecipazione attiva alle scelte politiche. Una precisa normativa regolava le aree di necessaria convivenza e interazione fra i gruppi differenti, specialmente in ambito urbano e nel settore produttivo moderno, e categoricamente vietato era il mescolamento biologico (proibizione di matrimoni e relazioni miste). In poche parole, in Sudafrica vigevano leggi del tutto simili a quelle vigenti oggi in Israele, ma la differenza sta nel fatto che il Sudafrica è stato costretto a cambiare politica ed a tornare così indietro di centinaia di anni, mentre Israele viene contrabbandato come “l’unica democrazia del Medio Oriente”! Aggiungiamo il fatto che nel Sudafrica dell’apartheid il tenore di vita era altissimo (anche quello dei negri), mentre oggi, arrivato il potere nelle mani dei negri, la Nazione è diventata uno dei tanti Stati africani ove disoccupazione, criminalità e barbarie la fanno da padroni… Tanto che molti negri ricordano come “bei tempi” quelli in cui erano i bianchi a governare!

11) Cosa dice il saggio di De Gobineau, L’ineguaglianza delle razze?

Non l’ho mai letto, indi non posso pronunciarmi.

12) E quello di Edoardo Longo, Il conflitto razziale?

Innanzi tutto andrei piano con i paragoni; anche se non l’ho letto, il saggio di De Gobineau rappresenta un testo fondamentale molto noto anche nel mondo accademico, mentre quello di Longo è un libretto che rappresenta a malapena il parere personalissimo dell’autore. Al Longo si può riconoscere una certa preveggenza circa gli avvenimenti che oggi sono sotto gli occhi di tutti, ma solo quello. Basti pensare che l’unica soluzione che l’autore ha saputo proporre è quella di “trattare male gli immigrati”! Personalmente credo che il problema dell’immigrazione selvaggia vada risolto dalla politica per mezzo di Leggi apposite, non certo da privati cittadini cafoni che “trattano male” i nuovi arrivati.

13) Ci sono stati soldati ebrei che hanno combattuto per il Reich durante il secondo conflitto mondiale? Se si, in quanti li possiamo quantificare?

Secondo lo storico ebreo BRYAN MARK RIGG autore de “I soldati ebrei di Hitler”, furono ben 150 mila gli ebrei che combatterono per il Reich, fra i quali il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940, l’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssoh, l’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone, il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler, il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort, il generale Gothard Heinrici, il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista, il generale Werner Larzahn decorato da Hitler, il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler, Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer, il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler, il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi, il capitano Helmut Schmoeckel… Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Persino Reinhardt Heydrich, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, diretto superiore di Eichmann, era ebreo da parte di padre ed ebbe l’esenzione da Hitler… Cosa dimostra questo? Semplicemente che sono favole tutte quelle che si raccontano a proposito del razzismo biologico Nazista e dello sterminio sistematico degli ebrei, in quanto non sarebbero esistite le “esenzioni” e/o le dichiarazioni di “arianità” concesse ad ebrei! Né avremmo visto 150 mila uomini collaborare con valore alla eliminazione di loro stessi!

14) Il fascismo fu mai anti-islamico o anti-slavo?

Vogliamo scherzare? Con gli slavi ci furono guerre di confine tendenti a riportare alla Madre Patria delle terre italianissime, nonché tentativi italiani di espansione, ma nulla che aveva a che fare con il razzismo, mentre l’Islam fu uno dei maggiori alleati dell’Italia e della Germania in chiave antibritannica. Gli ottimi rapporti che ebbero Mussolini ed Hitler con il Gran Muftì di Gerusalemme sono verificabili da chiunque sappia leggere… Ma purtroppo oggi vanno di moda quelli che io chiamo “fascisti all’amatriciana”, ovvero quelli che si dicono fascisti ma sono in realtà teppistelli da quattro soldi di estrema destra (indi NON Fascisti), buoni solo ad insultare gli islamici e gli stranieri in genere. Gente che considera alleati i nostri peggiori nemici, come USA, Israele e G. Bretagna, e che sputa sui nostri naturali alleati, ovvero quel mondo arabo ed islamico che come noi si batte contro l’imperialismo giudaico – massone – statunitense.

15) Ci furono volontari extra-europei che combatterono per l’Asse?

Non voglio seccare i lettori riportando dati che sono presenti nel mio articolo che ho già indicato (http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=408); lì chiunque potrà trovare dati e cifre di estrema precisione, tratti da una precedente ricerca del giornalista Alberto Mariantoni. Dati che i fascisti all’amatriciana di cui sopra farebbero bene a studiarsi!

16) Il Giappone imperiale, alleato dell’Asse, fu mai anticinese?

Premesso che non sono un esperto della questione, credo però che la rivalità fra Giappone e Cina sia un qualcosa che non ha nulla a che fare con il razzismo, ma se mai sia un desiderio di supremazia culturale e politica d’area… Un po’ come potrebbe interpretarsi la rivalità esistente fra italiani e francesi, che per quanto spesso possa essere aspra, non ha certamente connotazioni razziali.

17) Domanda finale. I vari regimi comunisti sono mai stati razzisti?

Il comunismo è il massimo dell’ipocrisia; nelle sue enunciazioni si finge sempre immune da ogni discriminazione, ma nei fatti i regimi comunisti si sono sempre dimostrati peggio che razzisti. Non a caso, persino oggi che il comunismo è ufficialmente morto, nei Paesi appartenenti all’ex blocco sovietico i negri sono visti come il fumo negli occhi dalle popolazioni locali. Inoltre, siamo proprio sicuri che sia preferibile chi predica lo sterminio di intere classi sociali, come la borghesia, a chi invece propone la preservazione della propria razza da contaminazioni esterne?

GIUDEI ASSASSINI!

venerdì, 2 gennaio 2009

Solitamente tutti quelli che osano criticare la politica criminale dello Stato – pirata denominato Israele vengono tacciati di “nazismo” e/o “razzismo”.

Chissà se è nazista anche l’ebreo americano Falk, inviato dell’ONU cacciato da Israele perché intenzionato a dire la verità sui crimini israeliani di Gaza…

A seguire il testo delle sue dichiarazioni apparse su “La Stampa” del 02/01/2009

Carlo Gariglio – Segr. Naz. MFL

P. S. Notate quella MERDA di giornalista che fa il finto tonto e domanda: “Ma Israele non si sta difendendo?”

Loro, poveri ebreucci, si difendono dal lancio di petardi utilizzando l’aviazione, i carri armati e l’artiglieria…

www.fascismoeliberta.it

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“IO, INVIATO DELL’ONU CACCIATO DA ISRAELE PERCHE’ DICO LA VERITA’”

Da “LA STAMPA” di venerdì 2 gennaio 2009

Il relatore speciale per i diritti umani dell`Onu, Richard Falk, fermato e cacciato qualche settimana fa da Israele, nonostante le credenziali del Palazzo di Vetro, dice:

«Mi hanno impedito di denunciare la grave violazione dei diritti umani nei territori occupati. E le conseguenze le paga la popolazione civile palestinese».

Ma Israele non si sta difendendo?

«La risposta di Israele ai presunti attacchi di Hamas non è giustificabile. Il rapporto tra le vittime israeliane e quelle palestinesi è assolutamente sproporzionate. Da parte di Gerusalemme c`è stata una aggressione che ha portato a una serie scioccante di atrocità compiute con armi moderne contro una popolazione inerme che già sopporta da mesi un duro embargo».

Perché usa la parola presunti?

«Perché non si capisce qual è il legame tra la Jihad e il movimento palestinese».

Vuol dire che ci sono infiltrazioni terroristiche che Hamas non controlla?

«Hamas era pronto a rinnovare il cessate il fuoco. Israele ha ignorato questa ipotesi e ha continuato l`opera di taglieggiamento degli aiuti umanitari provocando una risposta con i lanci di razzi. Sospetto che la responsabilità di questi tiri non sia di Hamas ma di elementi fuori controllo della Jihad. Il problema è capire che legame c`è tra la Jihad islamica e Hamas. Di fatto Israele ne ha approfittato per condurre un attacco che rappresenta una violazione degli accordi di Ginevra, e il bilancio delle vittime civili lo dimostra».

Crede che ci sia un legame tra ciò che è successo a lei due settimane fa e la guerra in atto?

«Non penso che ci sia un legame diretto. Ma sicuramente il fatto che mi sia stato impedito di entrare a Gaza e l`essere stato trattenuto all’aeroporto Ben Gurion per venti ore e poi rispedito a casa fa parte di una strategia di Israele volta a impedire alla comunità internazionale di sapere cosa sta succedendo a Gaza».

Che cosa è successo quel pomeriggio di metà dicembre?

«Arrivato alla dogana di Tel-Aviv, un funzionario del ministero degli Interni israeliano mi ha detto che la mia visita non era gradita, nonostante avessi un mandato dell’Onu. Era una direttiva del ministro degli Esteri, sono stato portato in un ufficio dove vengono radunate le persone da deportare. Ero con altri cinque uomini. La mattina seguente sono stato imbarcato su un aereo diretto verso gli Stati Uniti».

Israele nasconde qualcosa?

«Vuole evitare che la comunità internazionale conosca le violazioni dei diritti umani e teme le ripercussioni che questa rivelazione potrebbe avere dal punto di vista mediatico».

Qual è la situazione a Gaza adesso?

«Disperata. Il 46 per cento dei bambini soffre di polmonite dovuta alle polveri dei bombardamenti e l`80 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro ai giorni».

Quello che le è successo era mirato?

«Direi che mi hanno riservato un trattamento speciale, probabilmente per il mio passato. Ma di fatto è la prima che volta che hanno adottato una misura di questo genere con un inviato in possesso di un mandato conferito dall’Onu».

Qual è l`obiettivo di Israele?

«Demolire l`ambizione di Hamas di rappresentare il popolo palestinese e impedire la lotta contro l`occupazione dei territori. In secondo luogo Israele vuole indebolire le ambizioni dei movimenti integralisti a Gaza e in Cisgiordania. Di fatto è un comportamento inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani e delle leggi internazionali».

La nuova amministrazione americana potrà cambiare le cose?

«Non sono ottimista. L`orientamento in questo Paese e soprattutto di Washington è così incondizionatamente a favore di Israele da rendere difficile anche per un governo più liberal come quello di Obama di mettere in discussione la politica di Israele».

Si sente di mandare un messaggio allo Stato ebraico?

«Vorrei che il governo israeliano riconoscesse che la sua politica a Gaza non ha nulla a che fare con la sicurezza e che è sarebbe giusto cambiare l`approccio sull’occupazione della Palestina. Trovare una soluzione a un conflitto che per sei decenni ha visto Israele invadere e ha devastato la popolazione palestinese. E` questo il mito che infiamma i fondamentalismi e alimenta il terrorismo».

Proverà a tornare a Gaza?

«Il problema non è se torno a Gaza, ma è come convincere Israele a cooperare».