Con l'approssimarsi delle più infauste ricorrenze storiche celebrate dai più (dementi) come anniversari di "liberazione", cresce in me e nei pochi uomini liberi (e pensanti) la voglia di diffondere il più possibile brani di Storia vera... Certamente servirà a poco, dato che il popolo delle discoteche, degli stadi e di Face Book non ha affatto bisogno di pensare: lascia simile incombenza a giudei e comunisti, i quali continuano imperterriti a scrivere e diffondere le loro cazzate, incuranti delle smentite puntuali che gli arrivano da storici e studiosi seri.
Ma poco o tanto che serva, il dovere dei pochi rimasti con un cervello funzionante è quello di battersi per la verità, indipendentemente dai risultati ed alla faccia delle tante scimmie ammaestrate che già stanno preparando le bandierine rosse e/o con stella di David da sventolare in occasione delle prossime ricorrenze.
Il buio nel quale ci hanno precipitati le forze oscure del male dopo il 1945 non durerà per sempre!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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SECONDA GUERRA MONDIALE - LA SEQUENZA DELLE AGGRESSIONI
Di Michael Walsh (scrittore e bibliotecario)
Uno dei grandi misteri della storia è quello che, nonostante sia stato provato il contrario, milioni di persone, reputate intelligenti, credono ancora che la Germania fu quel potentissimo aggressore durante la Seconda Guerra Mondiale.
Niente, meglio di questi miti, prova il potere coinvolgente della propaganda.
I fatti dimostrabili indicano che la Germania fu la vittima e non colei che perpetrò l’aggressione a vicini indifesi.
L’IMPERO BRITANNICO
“La Germania è troppo forte. Dobbiamo distruggerla“ – Winston Churchill, Novembre 1936
“In nessun paese di black-out storico è stato più intenso ed efficace come in Gran Bretagna. Qui fu inaugurata la Cortina di Ferro del Discreto Silenzio. In realtà niente è stato scritto per rivelare la verità circa la responsabilità britannica per la Seconda Guerra Mondiale ed i suoi disastrosi
“La guerra non fu solo una questione per eliminare il Fascismo in germania. Ma piuttosto per impossessarsi dei mercati tedeschi“ – Winston Churchill, Marzo 1946
“La Gran Bretagna approfittava della situazione per fare la guerra alla Germania perché il Reich era diventato troppo forte ed aveva ribaltato l’equilibrio economico europeo” – Ralph F. Feeling – Istituto Americano degli Studi Economici
“Ho sottolineato che la sconfitta della Germania e del Giappone e la loro eliminazione dal commercio mondiale avrebbe dato alla Gran Bretagna un’enorme possibilità di ingigantire il suo commercio estero sia in volume che in profitto” – Samuel Untermeyer, The Public Years, p. 347 (Avvocato americano e attivista sionista)
“Il 2 Settembre 1939 un delegato del Partito Laburista si incontrò col Ministro degli Esteri britannico Halifax nel corridoio del Parlamento: nutre ancora delle speranze? – chiese – se lei intende speranze nella guerra – rispose Halifax – allora la sua speranza verrà confermata domani.
DIO SIA RINGRAZIATO! - rispose il rappresentante del Partito Laburista britannico. - Prof. Michael Freund
“Nell’Aprile 1939 (4 mesi prima dello scoppio della guerra) l’Ambasciatore William C. Bullitt, che conoscevo da 20 anni, mi chiamò all’ambasciata americana di Parigi. Egli mi disse che la guerra era stata decisa. Egli non disse, ed io nemmeno lo chiesi, da chi. Me lo lasciò dedurre.
Quando gli dissi che, così facendo, la Germania sarebbe stata gettata nelle braccia della Russia e del bolscevismo, l’ambasciatore rispose: che cosa? Non ci saranno abbastanza tedeschi in vita alla fine della guerra che valga la pena di bolscevizzare! - Karl von Wiegand, 23 Aprile 1944, Chicago Herald American (giornalista americano e reporter di guerra)
“Mi dispiacque per il popolo tedesco. Stavamo progettando, ed avevamo la forza necessaria per portare a termine i nostri piani, di cancellare una nazione una volta potente”
MITO N° 1 – LA NAZIONE TEDESCA E’ UNA NAZIONE AGGRESSIVA
I fatti provano diversamente. Uno “Studio di Guerra” del Prof. Quincy Wright, mostra che nel periodo dal 1480 al 1940 ci furono 278 guerre che coinvolsero paesi europei, la cui partecipazione, in percentuale, era la seguente:
GRAN BRETAGNA 28%
FRANCIA 26%
SPAGNA 23%
RUSSIA 22%
AUSTRIA 19%
TURCHIA 15%
POLONIA 11%
SVEZIA 9%
ITALIA 9%
OLANDA 8%
GERMANIA 8% (inclusa la Prussia)
DANIMARCA 7%
Nello stesso modo, Pitirim Sorokin, Vol. 111, part. 11 “Dinamiche Sociali e Culturali”, indica che dal 12° secolo al 1925, la percentuale di anni in cui le principali nazioni europee furono in guerra, è la seguente:
SPAGNA 67%
GRAN BRETAGNA 56%
FRANCIA 50%
RUSSIA 46%
OLANDA 44%
ITALIA 36%
GERMANIA 28%
Sorokin conclude quindi che la Germania ebbe il minore coinvolgimento bellico, mentre la Spagna il maggiore. Delle principali nazioni europee moderne, l’Inghilterra, la Francia e la Russia indicano chiaramente il doppio delle tendenze aggressive rispetto alla Germania
Tra il 1815 ed il 1907 abbiamo i seguenti dati:
GRAN BRETAGNA 10 guerre
RUSSIA 7 guerre
FRANCIA 5 guerre
AUSTRIA 3 guerre
GERMANIA-PRUSSIA 3 guerre
“Ora io credo che Hitler ed il popolo tedesco non volessero la guerra. Ma noi abbiamo dichiarato guerra alla Germania con l’intento di distruggerla, in base al nostro principio di equilibrio del potere, e fummo incoraggiati dagli “americani” che stavano attorno a Roosevelt. Ignorammo i tentativi di Hitler di scongiurare la guerra. Ora siamo costretti ad ammettere che Hitler aveva ragione“ – Procuratore Generale Sir Hartley Shawcross, 16 Marzo 1984
“L’ultima cosa che Hitler voleva era provocare un’altra grande guerra“ – Sir Basil Liddell Hart
(Storico militare inglese)
“Non vedo alcuna ragione per cui questa guerra debba continuare. Sono addolorato nel pensare a quanti sacrifici essa richiederà. Vorrei evitarli “ – Adolf Hitler, Luglio 1940
Winston Churchill conferma: Siamo entrati in guerra di nostra spontanea volontà, senza essere stati direttamente attaccati. – Discorso alla Guild Hall, Luglio 1943
MITO N° 2 – LE FORZE ARMATE ERA SOVERCHIANTI RISPETTO AGLI STATI VICINI
POLONIA: 3 divisioni operative
10 divisioni di riserva
12 brigate di cavalleria
La Polonia aveva circa 2,5 milioni di uomini addestrati, pronti alla mobilitazione.
FRANCIA: 110 divisioni (65 delle quali operative), incluse 5 divisioni di cavalleria, 2 divisioni
INGHILTERRA: L’esercito regolare inglese, relativamente piccolo ma altamente addestrato, era
GERMANIA: contro queste formidabili forze la Germania era in grado di mobilitare appena 38
BILANCIO FINALE
Il bilancio indicava che i polacchi e i francesi, da soli (senza contare l’Inghilterra ed il suo impero), avevano l’equivalente di 130 divisioni contro un totale di 98 tedesche, delle quali un terzo era composto da uomini praticamente non addestrati.
In quanto a uomini addestrati i tedeschi avevano persino un ulteriore svantaggio: allo scoppio della guerra oltre il 50% delle forze armate tedesche era ippotrainate.
LA GUERRA NEI CIELI
La superiorità della Luftwaffe è stata ampiamente esagerata per creare l’impressione chel’Inghilterra fosse svantaggiata, un Davide che combatteva contro un Goliath.
Nella corsa verso la Battaglia d’Inghilterra (10 Agosto 1940), la Luftwaffe aveva 929 aerei da caccia, per lo più Messerschmitt 109 ad un solo motore.
Di questi, 227 erano bimotori ME-
Il raggio d’azione degli ME-109 restringeva il loro campo operativo. La loro capacità operativa di andata e ritorno era minima, praticamente un tempo di volo di circa 95 minuti ed un tempo di volo tattico di soli 75 minuti. Questo era un grande handicap se si considera che, quando i piloti della Luftwaffe stavano operando a diverse miglia dalla loro base, i piloti inglesi erano spesso in vista tra di loro. Questo svantaggio era ancora più critico dal fatto che i piloti abbattuti della RAF potevano essere salvati, mentre quelli della Luftwaffe ovviamente, se fortunati, fatti prigionieri.
Il bimotore ME-110 era lento e volava un po’ al di sotto delle
Da parte inglese furono ammassati, per la metà di Luglio 1940, 650 aerei da caccia, per lo più Hurricanes e Spitfires, incluso un centinaio circa di modelli più antiquati.
Durante quell’anno l’Inghilterra produsse ben 4238 aerei da caccia, a confronto dei 3000 prodotti in Germania.
In termini di armamenti, lo storico militare britannico B.H. Liddell Hart, affermò: ciò che è chiaro, e divenne evidente fin dall’inizio, era che i bombardieri tedeschi erano troppo scarsamente armati per poterbattere i caccia inglesi senza avere loro stessi una copertura caccia. (Storia della Seconda Guerra Mondiale).
L’ATTACCO ALLA GERMANIA E AD ALTRI PAESI LIBERI
La Polonia effettuò i primi atti di aggressione. Nel Marzo del 1939 la Polonia, che già occupava quella parte di territorio tedesco “acquisito” dal Trattato di Versailles del 1919, entrò in territorio cecoslovacco. Nei mesi che precedettero lo scoppio della guerra, le forze armate polacche violarono ripetutamente le frontiere tedesche. Il 31 Agosto 1939, forze armate polacche irregolari lanciarono un attacco su larga scala sulla cittadina tedesca di confine Gleiwitz.
La ritorsione germanica del 1° Settembre 1939 ebbe come risultato, di lì a poche ore e precisamente il 03 Settembre 1939, le dichiarazioni di guerra di Francia e Gran Bretagna nei confronti della nazione tedesca.
Nel caso inglese, questa dichiarazione di guerra fu costituzionalmente illegale. Non fu, come avrebbe dovuto essere, ratificata dal Parlamento.
Nonostante i suoi confini furono costantemente attaccati dagli eserciti di Francia ed Inghilterra (numericamente superiori) ed economicamente strangolata dalla finanza mondiale, la Germania rifiutava di cascarci, negoziò la pace e porse l’altra guancia per oltre 10 mesi.
Solo quando venne a conoscenza che l’Inghilterra intendeva allargare il fronte occidentale occupando i Paesi Bassi e la Norvegia, circondando e minacciando così tutti i confini tedeschi, allora la Germania effettuò un attacco preventivo.
Il contrattacco difensivo tedesco fu lanciato il 10 Maggio 1940. Il risultato fu la ritirata di 330.000 forze inglesi e francesi (Dunkerque) provocato da un esercito più piccolo. Fu una delle peggiori sconfitte della storia militare (la stampa britannica la definì un miracolo).
La Russia invase la Finlandia il 30.11.1939. .
L’Inghilterra (non era la prima volta) e la Francia invasero la neutrale Norvegia l’8 Aprile 1940.
Per evitare un attacco dal Mar Baltico, la Germania contrattaccò. Nelle piccole battaglie che seguirono (Trondheim) 2000 soldati tedeschi misero in fuga 13.000 inglesi che furono evacuati il 1° Maggio 1940. Per salvare la faccia Churchill fece sbarcare 20.000 uomini a Narvik. Furono respinti da 2.000 austriaci delle truppe alpine.
Il Canada dichiarò guerra alla Germania il 10 Settembre 1939, nel Giugno 1940 la Germania invase la Lettonia, l’Estonia, la Lituania. Nel Giugno 1940 l’Inghilterra dichiarò guerra alla Finlandia, Romania e Ungheria e nel frattempo occupava l’indifesa Islanda (gli isolani considerarono gli inglesi come forza occupante).
Tutti questi atti di aggressione, lo furono, a totale violazione del diritto internazionale e dei trattati precedentemente siglati.
Il 7 Dicembre 1941 un colpo di stato appoggiato dagli inglesi rovesciò il governo yugoslavo.
Il 27 Marzo 1941 le truppe britanniche entrarono in Grecia. Il 6 Aprile 1941 la Germania reagì e gli inglesi si ritirarono nuovamente.
Gli Stati Uniti, apparentemente neutrali, attaccavano di continuo il naviglio tedesco, arrestando, per non dire sequestrando, cittadini tedeschi, anche quelli che vivevano nei paesi sud-americani.
Nell’Agosto 1941 la Germania reagì.
Lo storico militare inglese A.J.P. Taylor affermò: non c’è alcun dubbio che Hitler allargò il fronte bellico nel 1941 solo per motivi preventivi.
Traduzione a cura di: Gian Franco Spotti
LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE… OVVERO, SI SCANNANO ANCHE FRA LORO…
martedì, 21 aprile 2009Pur di avere diritto a raccontare al popolo bue le loro storielle…
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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Data: 04 Marzo 2009
Di: Henry Makow
Miklos Gruner, all’età di 15 anni, fu deportato dall’Ungheria ad Auschwitz-Birkenau nel Maggio del 1944, assieme al padre, la madre, un fratello minore ed uno maggiore.
Dice che sua madre ed il fratello più giovane furono immediatamente uccisi subito dopo il loro arrivo al campo. Lui, il fratello maggiore e suo padre ebbero un numero di matricola tatuato sulle loro braccia e furono inviati a lavorare duramente in una fabbrica di carburante sintetico collegata alla IG Farben, nella quale suo padre trovò la morte sei mesi dopo. Dopodiché il fratello maggiore fu inviato a Mauthausen e, siccome il giovane Miklos restò solo, fu preso sotto la protezione di due prigionieri ebrei adulti, anch’essi ungheresi e amici del padre. Questi due protettori del giovane Miklos erano i fratelli Lazar e Abraham Wiesel.
Nei mesi che seguirono, Miklos Gruner e Lazar Wiesel divennero buoni amici. Lazar Wiesel aveva 31 anni nel 1944. Miklos non dimenticò mai il numero col quale i nazisti tatuarono Lazar: A-7713. Nel gennaio 1945, mentre l’esercito russo si stava avvicinando, i prigionieri furono trasferiti a Buchenwald. Per ben tre mesi, durante questo trasferimento, che si effettuò in parte a piedi ed in parte col treno, più della metà dei prigionieri morì e fra essi vi era Abraham, il fratello maggiore di Lazar Wiesel. L’8 Aprile 1945 l’esercito americano liberò Buchenwald. Miklos e Lazar erano fra i sopravvissuti del campo. Siccome Miklos aveva la tubercolosi, fu inviato in una clinica svizzera e quindi fu separato da Lazar. Dopo la guarigione Miklos emigrò in Australia, mentre il suo fratello maggiore, che sopravvisse pure lui alla guerra, si sistemò in Svezia.
Anni dopo, nel 1986, Miklos fu contattato in Australia da un giornale svedese e fu invitato ad andare in Svezia per incontrare “un vecchio amico “ di nome Elie Wiesel. Mentre Miklos rispose che non conosceva nessuno con quel nome, gli fu detto che Elie Wiesel era la stessa persona che Miklos conobbe nei campi nazisti sotto il nome di Lazar Wiesel e col numero impresso A-7713.
Miklos si ricordava ancora di quel numero ed a quel punto fu convinto ad accettare l’incontro e decise felicemente di recarsi in Svezia il 14 Dicembre 1986 ad incontrare il suo vecchio amico Lazar. Miklos ricorda:
“ fui felicissimo all’idea di incontrare Lazar ma quando scesi dall’aereo, fui sorpreso nel vedere un uomo che non riconoscevo affatto, che non parlava nemmeno ungherese e che parlava inglese con un forte accento francese e così il nostro incontro terminò nel giro di dieci minuti. Come regalo d’addio, l’uomo di mi diede un libro dal titolo “NOTTE “ del quale asseriva di esserne l’autore. Accettai il libro che non conoscevo all’epoca ma dissi a tutti che quell’uomo non era quello che pretendeva di essere “.
Miklos ricorda che durante quello strano incontro, Elie Wiesel rifiutò di mostrargli il numero tatuato sul braccio, dicendo che non voleva esibire il suo corpo. Miklos aggiunge che Elie Wiesel mostrò tempo dopo il suo numero tatuato ad un giornalista israeliano che Miklos incontrò e questo giornalista disse a Miklos che non ebbe il tempo di identificare il numero ma che, certamente, non si trattava di un tatuaggio.
Miklos afferma:
“dopo quell’incontro con Elie Wiesel, feci delle ricerche ovunque per vent’anni e scoprii che l’uomo che si chiama Elie Wiesel non è mai stato in un campo nazista in quanto non figura in nessuna lista ufficiale di prigionieri“.
Miklos scoprì anche che il libro che Elie Wiesel gli diede nel 1986 come un qualcosa che aveva scritto lui, era in effetti stato scritto in ungherese nel 1955 dal vecchio amico di Miklos, Lazar Wiesel e pubblicato a Parigi col titolo “A Vilàg Hallgat“ che più o meno significa “ Il Silenzio del Mondo”.
Il libro fu poi abbreviato e riscritto in francese, nonché in inglese in modo da essere pubblicato col nome dell’autore Elie Wiesel nel 1958 col titolo francese “LA NUIT“ e col titolo inglese “NIGHT”.
Dieci milioni di copie del libro furono vendute nel mondo da Elie Wiesel che ricevette pure un Premio Nobel per questo nel 1986 mentre il vero autore Lazar Wiesel, dice Miklos, misteriosamente non risultava..
Elie Wiesel non volle più incontrarmi, dice Miklos. Egli divenne molto famoso. Prende 25.000 Dollari per un discorso di 45 minuti sull’Olocausto. Ho ufficialmente segnalato al FBI che Elie Wiesel è un impostore ma non ho ricevuto alcuna risposta. Protestai ufficialmente anche presso la Reale Accademia Svedese delle Scienze ma senza risultato. I media americani e svedesi che tentai di contattare furono indifferenti. Ricevetti telefonate anonime dicendomi che sarei potuto essere ucciso se non me ne stavo zitto ma non ho più paura della morte. Ho depositato l’intero dossier in quattro diversi paesi e, se dovessi morire improvvisamente, essi verrebbero resi pubblici.
Il mondo deve sapere che Elie Wiesel è un impostore e lo dirò nel libro che sto per pubblicare dal titolo “La Storia di una Identità Rubata al Premio Nobel“.
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