… Raccontano mascalzoni e mafiosi in toga, insieme ai loro compari politicanti… E qualche coglione ci crede anche!
Ebbene, a beneficio dei tanti coglioni che hanno una buona opinione della magistratura, in realtà la più immonda cloaca che questa repubblica delle banane vede prosperare sotto la sua bandiera, prosegue nello stupirci. Avete tutti letto i miei due articoli a proposito dei sabotaggi subiti dal MFL nelle ultime elezioni provinciali e comunali ( http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=477; http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=484); poteva bastare? No di certo!
Infatti, mentre noi e tutti gli altri comuni mortali ci vediamo rigettare i ricorsi pre-elettorali perchè le mummie del Consiglio di Stato hanno deciso così, almeno a partire dal novembre 2005, qualcuno, evidentemente più “uguale” davanti alla Legge, se li vede accogliere e può partecipare alle elezioni!
Non ci credete?
Allora godetevi la versione html ( http://effepi70.wordpress.com/2009/05/31/lista-pdl-riammessa-alle-elezioni-provinciali-di-savona-le-motivazioni-del-tar-liguria-considerazioni-e-documento/) e pure quella grafica!
Si sveglino i coglioni che tanto amano la magistratura: quello è il vero nemico, non i soliti politicanti che potremmo spazzare via con un solo voto, una volta tanto, intelligente!
Del tutto casualmente sono venuto a conoscenza dell’esistenza del blog di Andrea Carancini (http://andreacarancini.blogspot.com/), che ho prontamente aggiunto ai link che segnalo nel mio blog. Non conosco il sig. Carancini, nè conosco il suo orientamento politico, tuttavia la mole imponente di materiale che pubblica sul revisionismo storico è troppo importante per non essere segnalata. Io, nel mio piccolo, sto cercando di pubblicare su questo blog tutte le notizie possibili (se ben documentate) inerenti l’argomento (almeno finchè resterò a piede libero, dato l’avanzare della “democrazia” e della “libertà” in Europa), ma la documentazione prodotta da Carancini è imponente e spesso introvabile.
Spero di contribuire a rendere un servizio alla libertà di pensiero ed a svegliare i cervelletti intorpiditi da decenni di lavaggio delle menti operati dai diffusori di menzogne olocaustiche.
Oltre a segnalare il blog di Carancini ed a consigliare di visitarlo spesso, mi permetto di ricopiare un articolo che ritengo particolarmente significativo… Riguarda le cretinate raccontate da quanti pretendono di essere scampati da una camera a gas dopo averla vista dall’interno, giusto per potere venire a spiegarci come era costruita e come funzionava…
Al di là delle matte risate che provoca questo articolo ad una prima lettura, è bene soffermarsi a riflettere su un dato: sono queste le “prove” dell’esistenza dell’olocausto e delle camere a gas… “Prove” che portano alla galera onesti e preparati studiosi di ogni genere (avvocati, storici, chimici, ingegneri…) perchè osano negare la veridicità di queste “prove”… Le quali sono, al massimo, nulla più che ridicole gag degne dei filmetti di quart’ordine stile Alvaro Vitali e Bombolo!
Chissà quando se ne accorgeranno anche i nostri storici, politici, magistrati, scrittori…
Sul numero 149 dello Smith’sReport[2] pubblicai un articolo intitolato “Experto Crede, o Come fuggire da una camera a gas omicida”, dedicato a una categoria speciale di sopravvissuti della Shoah: a quegli ebrei ingegnosi che avevano visto dall’interno una di queste favolose camere a gas naziste, ed erano riusciti a fuggire per raccontare la propria storia. Riuscire in quest’impresa equivale a superare persone come Arnold Friedman, che sopravvisse ad una gasazione a Flössenburg (!) respirando dal buco della serratura. Le “testimoni oculari” di Auschwitz Sophia Litwinska e Regina Bialek furono salvate all’ultimo momento quando una SS aprì la camera (quand’era in corso la gasazione) per tirarle fuori di lì (loro due, e nessun altro); ovviamente, la spiegazione è che erano considerate elementi preziosi dai tedeschi, per una ragione o per l’altra, e perciò vennero risparmiate affinché potessero raccontare al mondo la propria storia. La testimone di Majdanek, Mary Seidenwurm Wrzos sopravvisse alla camera a gas in modo simile, per quanto assai più scaltro: quando il gas iniziò a fluire, attraverso “tre grandi buchi neri”, ella iniziò a colpire la porta, gridando di essere una guardia tedesca. Alla fine, gli uomini muniti di maschera antigas aprirono la porta e la tirarono fuori. Curiosamente, non venne rispedita nella camera a gas – o punita in altro modo – quando i tedeschi scoprirono che non era una di loro…Un altro detenuto di Majdanek, Mietek Grocher, semplicemente se la svignò dalla porta ancora aperta della camera a gas mentre la (singola!) guardia guardava da un’altra parte e quindi schivò una gragnuola di pallottole dai tedeschi che lo inseguirono.
Tuttavia, ho scoperto recentemente che vi sono casi documentati di fughe dalla camera a gas persino più astute. Sfortunatamente, non abbiamo i nomi dei protagonisti ma sappiamo che ve ne sono più di uno e che si tratta di donne (chiaramente, non donne inclini al panico e isteriche ma rappresentanti lucide e ingegnose del proprio sesso). Nel suo libro DenLifsfarligaGlömskan [L’oblio fatale], Brombergs, Stoccolma, 1986, Inga Gottfarb, una scrittrice ebrea-svedese – e attivista sionista – fa la seguente citazione da un rapporto da lei inviato all’AmericanJewishJointDistributionCommittee di New York “alla metà di Maggio del 1945”, e riguardante l’accoglimento di ex detenute dei campi di concentramento nella città svedese di Malmö avvenuto il 29 Aprile dello stesso anno (pp. 162-163):
“Många hade varit i Auschwitz, hade “gasnummer” intatuerade på sina armar. Några hade lyckats ta sig ut ur gaskammaren genom ett fönster».
Traduzione:
“Molte sono state ad Auschwitz e sono stati loro tatuati sul braccio i “numeri del gas”. Qualcuna è riuscita a fuggire dalla camera a gas dalla finestra”.
Si può essere più bravi di così? O bisogna aspettarsi di scoprire un giorno la storia di un fortunato raccoglitore di serrature di camere a gas? Come ha detto una volta H. L. Mencken (o forse il grande burlone P. T. Barnum): “Nessuno è mai diventato povero sottovalutando la stupidità umana”.
Diciamo la verità: non ci rimane che l’ironia per affrontare le malefatte del regime nato dalla resistenza e da un referendum istituzionale truccato che proprio in questi giorni si sta celebrando in pompa Magna… E proprio per usare questa ironia mi accingo a continuare l’articolo uscito sullo scorso numero del periodico, parafrasando il titolo della seconda puntata del famoso film: “Il pianeta delle scimmie”, ovvero: “L’altra faccia del pianeta delle scimmie”.
Chiudevo l’articolo sopra citato con queste parole: “La situazione elettorale per il 6 e 7 giugno è la seguente: saremo presenti con il logo storico e la scritta “Fascismo e Libertà” nei comuni della provincia di Astidi Cellarengo, Dusino San Michele e Moncucco, nonché nel comune milanese di Nosate, che è la vera sorpresa, in quanto, pur essendo la prima volta in assoluto che il MFL si presenta alle elezioni in quella provincia, nessuno ha trovato alcunché da obiettare nel nostro simbolo!” (1). Ebbene, mi sbagliavo! Non avevo preventivato che, in una repubblichetta nata dal banditismo partigiano e consolidatasi grazie all’apporto di politici ladri, funzionari corrotti e magistrati degni del duo Di Pietro/Ascione (per chi non conoscesse la questione, una semplice ricerca su Google inserendo i due cognomi basterà ad erudirli…), neppure le lecite decisioni di una commissione elettorale rappresentano un fatto certo. Accade, infatti, che il giorno 18 maggio 2009 (ovvero 9 giorni dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali, 8 giorni dopo la scadenza fissata dalla Legge per notificare eventuali irregolarità riscontrate dalla Commissione Elettorale e 6 giorni dopo l’effettuazione del sorteggio che ci aveva assegnato il posto sulla scheda elettorale!), la Sottocommissione Elettorale di Milano con sede in Legnano ci notifica tramite fax la ricusazione del nostro simbolo presentato alle elezioni di Nosate (MI), a seguito di una nuova riunione in sede di “autotutela”…!
Tanto per fare capire al lettore il grado di squallore di certi provvedimenti e l’unicità di questo abuso, mi permetto di riportare quanto recita l’art. 30 del Testo Unico 16 maggio 1960 n° 570: ART. 30. (T. U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 28, E LEGGE 23 MARZO 1956, N. 136, ART. 17): “LA COMMISSIONE ELETTORALE MANDAMENTALE, ENTRO IL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DELLA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE:
a) VERIFICA CHE LE CANDIDATURE SIANO SOTTOSCRITTE DAL NUMERO PRESCRITTO DI ELETTORI, ELIMINANDO QUELLE CHE NON LO SONO;
b) RICUSA I CONTRASSEGNI DI LISTA CHE SIANO IDENTICI O CHE SI POSSANO FACILMENTE CONFONDERE CON CONTRASSEGNI NOTORIAMENTE USATI DA ALTRI PARTITI O RAGGRUPPAMENTI POLITICI, OVVERO CON QUELLI DI ALTRE LISTE PRESENTATI IN PRECEDENZA, ASSEGNANDO UN TERMINE DI NON OLTRE QUARANTOTTO ORE PER LA PRESENTAZIONE DI UN NUOVO CONTRASSEGNO. RICUSA, ALTRESÌ, I CONTRASSEGNI RIPRODUCENTI IMMAGINI O SOGGETTI DI NATURA RELIGIOSA;
c) ELIMINA I NOMI DEI CANDIDATI PER I QUALI MANCA LA DICHIARAZIONE DI ACCETTAZIONE DI CUI AL SETTIMO COMMA DELL’ART. 28, O IN CERTIFICATO DI ISCRIZIONE NELLE LISTE ELETTORALI;
d) CANCELLA I NOMI DEI CANDIDATI GIÀ COMPRESI IN ALTRE LISTE PRESENTATE IN PRECEDENZA;
e) RICUSA LE LISTE CHE CONTENGONO UN NUMERO DI CANDIDATI INFERIORI AL MINIMO PRESCRITTO E RIDUCE QUELLE CHE CONTENGONO UN NUMERO DI CANDIDATI SUPERIORI AL MASSIMO CONSENTITO, CANCELLANDO GLI ULTIMI NOMI”.
Notate la sottolineatura: entro il giorno successivo a quello della presentazione delle candidature! Abbiamo tentato di fare notare telefonicamente alla Presidentessa della Sottocommissione Elettorale che un simile provvedimento è indegno persino per una Repubblica delle banane, ma la gentile Signora ci ha risposto con estrema sicurezza che loro sono coperti dalla Legge; infatti esiste un’apposita Sentenza del Consiglio di Stato, risalente al 1972, che autorizza questi delinquenti di regime a rimangiarsi una decisione sottoscritta precedentemente da loro stessi senza alcuna costrizione! Per la precisione:
CONSIGLIO DI STATO
V Sezione, 24 marzo 1972, n. 218.
Le deliberazioni delle Commissioni elettorali circondariali sottostanno alla regola del potere di autotutela, purché esercitato prima della pubblicazione del manifesto con le liste dei candidati.
Omissis - In ordine al primo motivo va osservato che le deliberazioni delle Commissioni elettorali mandamentali sono veri e propri atti amministrativi e come tali per principio sottostanno alla regola del potere di autotutela di cui dispone la Pubblica amministrazione.
Quanto al limite temporale entro il quale tale potere sia esercitabile, si osserva che nella specie unico limite desumibile è quello derivante dal disposto dell’art. 31 della L. 16 maggio 1960 n. 570 che prescrive che la pubblicazione del manifesto con le liste dei candidati deve avvenire entro il quindicesimo giorno precedente l’elezione.
Per cui una volta assicurata la rigorosa osservanza di tale termine, come puntualmente è avvenuto nella specie, non può giammai parlarsi di tardivo esercizio del potere di autotutela da parte della Commissione elettorale mandamentale allorché questa proceda, evidentemente in tempo utile, ad annullare d’ufficio una sua deliberazione in precedenza adottata.
Omissis.
In poche parole questi “signori democratici” (?!?) possono tranquillamente, fino al 15° giorno che precede le elezioni, buttare fuori dalla competizione una lista sgradita ai poteri forti, anche se questa è stata in un primo momento considerata valida ed ammessa alla competizione… Ironia su ironia: spesso, quando siamo noi a tentare di fare valere la Sentenza del Consiglio di Stato del 1994 che sancisce la piena legittimità del nostro simbolo del Fascio Repubblicano, ci sentiamo rispondere dai Soloni delle Commissioni Elettorali che la nostra sentenza è “vecchia”…! Vecchia perché del 1994, mentre la loro mafia pretende di giustificare i suoi abusi in base ad una sentenza di poche righe risalente al 1972!
Potrebbe bastare? Nemmeno per sogno! Apprendiamo nei giorni successivi, dopo esserci rifiutati di sottostare a questo abuso presentando un simbolo alternativo, della nostra esclusione dalle elezioni in virtù di una circolare della Prefettura di Milano! Come si può verificare all’indirizzo: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=33230. La fonte di tale notizia non è certamente male informata, in quanto è uno dei membri della Sottocommissione di Legnano; costui, contattato da noi, ci ribadisce che la Sottocommissione deliberò all’unanimità la piena liceità della lista del MFL, e che solo dopo la perentoria richiesta del Prefetto tornò a riunirsi ma senza di lui, poiché deciso a non prendere parte ad un simile abuso!
Navigando sul sito ufficiale della Prefettura di Milano, alla voce “circolari elettorali” si trovano vari documenti, ma non quello contenente l’imposizione di eliminare la lista Fascista dalle elezioni di Nosate, il che prova che esistono circolari e circolari… Alcune ufficiali, che vengono divulgate, altre più simili ai “pizzini” di Provenzano, delle quali è bene nascondere l’esistenza! Ci toccheranno un ennesimo ricorso al TAR ed una causa contro il Prefetto di Milano… Vi immaginate come finiranno? Ma dato che al peggio non vi è mai fine in Italia, e che ogni volta che ci si illude di avere toccato il fondo si scopre che è possibile andare ancora più in basso, rimane da analizzare l’argomento TAR; come ricorderanno i lettori attenti, avevo annunciato il ricorso al TAR del Piemonte per ottenere l’annullamento della delibera vergognosa ed illegittima grazie alla quale la lista MFL veniva buttata fuori dalle elezioni provinciali di Torino. Il ricorso è stato depositato, ma è l’unico ricorso elettorale a non essere stato discusso a tutt’oggi! Stranamente tutti i ricorrenti hanno già avuto udienza dal TAR e qualcuno addirittura dal Consiglio di Stato, ma per quanto riguarda il MFL, nulla ci è stato comunicato! In ogni caso, a parte l’ennesima manifestazione di cieco e squallido antifascismo da parte della casta mafiosa dei togati, tutti quanti ricorrono in questi giorni al TAR si vedono dichiarare inammissibili i loro ricorsi, sia dal TAR, sia dal CDS… Perché? Semplicemente perché i TAR, dopo 34 anni di attività (sono stati istituiti nel 1971), si sono accorti, grazie ad una Sentenza del Consiglio di Stato del 24 novembre 2005, che le decisioni delle Commissioni Elettorali non sono più impugnabili immediatamente per ottenere la riammissione d’urgenza alle elezioni…
Dunque tutti i ricorrenti si sentono rispondere che il ricorso pre-elettorale è irricevibile e che esso va presentato dopo le elezioni, per contestare la proclamazione degli eletti e chiedere la ripetizione dell’intero procedimento elettorale! Lascio immaginare al lettore quali siano le concrete possibilità per una lista espressione di un piccolo movimento come il nostro (e tanti altri) di vedersi riconosciute le ragioni spettanti e di ottenere la ripetizione delle elezioni, tanto più se si tratta di elezioni che coinvolgono milioni di cittadini e miliardi di Euro di costi!
E così, nella Repubblica delle Banane gestita dalla cricca mafiosa di resistenti e magistrati collusi, quando un movimento politico non piace a “lorsignori” può essere buttato fuori dalle elezioni per i motivi più disparati (ed illegittimi), senza più avere alcuna speranza di vedere tutelati i suoi diritti di associazione ed i diritti politici dei suoi iscritti. Oggi sarà per mano di un Prefetto in odore di mafia esperto in “pizzini”, domani sarà per un Ufficio Elettorale Centrale composto da magistrati mafiosi, corrotti e naturalmente antifascisti; dopodomani sarà per una Commissione Elettorale che decide di rimangiarsi la decisione di ammettere una lista alle elezioni; successivamente ci penseranno TAR e CDS a frustrare le speranze di vedersi riconosciuti i diritti costituzionali e politici…
Non sarà forse che dandoci la certezza di non avere diritti garantiti vogliono a qualche reazione inconsulta volta a difenderci da soli, in modo tale da avere una scusa più concreta per sbatterci in galera e privarci definitivamente di ogni diritto residuo?
O non sarà forse che vogliono convincerci che la “democrazia è una vecchia puttana circondata da interessati papponi”? Noi ne eravamo già convinti.
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
(1) CIAOEUROPA n° 6/2009 del 25 maggio 2009 – IL LAVORO FASCISTA n° 5 – Maggio 2009
Si è regolarmente tenuta il 23 maggio scorso la riunione MFL a Predappio; una volta tanto possiamo definirci soddisfatti anche del numero e della qualità delle presenze, come testimonia la foto pubblicata in questa pagina.
Ci siamo ritrovati con Camerati che si erano persi di vista da un po’, come il Capo Provincia di Viterbo Luigi De Lorenzo ed il suo pari grado di Livorno Riccardo Lucchesini, nonché il neo Federale Regionale delle Marche, Davide Agostini… Ma soprattutto è stata un’ottima occasione per conoscere tanti nuovi Camerati, a cominciare dal gruppo di Napoli capitanato da Vincezo Stravolo e Marco Macrì, passando per i Capi Sezione di Civitavecchia (Raimondo Spiga) e Cassino (Antonio Salera), per finire con i nuovi Camerati della Provincia di Ascoli Piceno guidati dal Capo Provincia Angelo Gorrasi; gradita anche la presenza del simpatizzante milanese Alberto Baldani, che speriamo di avere presto fra gli effettivi tesserati.
Ovviamente qualcuno ha brillato, per l’ennesima volta, per la sua assenza unita ad un totale menefreghismo per la vita del MFL, mentre altri sono mancati giocoforza a causa di gravi problemi familiari e lavorativi, come il Camerata Simone Fanti, o a causa della difficoltà di collegamento unita alla distanza, come i Camerati della Sicilia e della Sardegna.
Detto della soddisfazione per le presenze, devo tuttavia rammaricarmi per lo svolgimento di questi incontri; infatti, al di là della conoscenza e dello scambio di materiali (cose indubbiamente importanti), a mio parere si dovrebbero capitalizzare queste occasioni di incontro per chiarirsi tutti i dubbi eventuali circa la militanza e l’attivismo da realizzare in seguito nella propria zona di riferimento, ma spesso accade che, vuoi per timidezza dei nuovi Camerati, vuoi per la dispersione che si viene a creare in luoghi poco adatti ai dibattiti come un ristorante, ci si parli per pochi istanti a testa, limitandosi a pochi convenevoli ad ai saluti.
Senza volere con questo criticare nessuno, a mio parere sarà il caso che in occasione delle prossime riunioni, ciascun dirigente locale si prepari un elenco di argomenti e dubbi da chiarire, al fine di creare un dibattito con il Segretario Nazionale, ma anche con i Camerati delle altre Province… A tal fine, per favorire quanto sopra e per evitare l’inevitabile caos di dovere dibattere all’interno di un ristorante fra cibarie e bevande, sarà utile individuare fin dal prossimo incontro, previsto intorno alla metà di ottobre, un locale adeguato ove sorseggiare con calma un aperitivo e potere discutere di tutto quanto passa per la testa ai Camerati, specie se freschi di militanza e con poca esperienza politica. Al limite, qualora non si trovasse un locale adatto, si potrà optare per il bellissimo parco pubblico di Predappio… Qualche battuta seduti su una panchina sarà preferibile al silenzio! Dato che possiamo permetterci non più di 2 o 3 incontri l’anno, cerchiamo di renderli proficui al massimo!
Proseguendo nell’immane sforzo di tentare di risvegliare un minimo di intelletto in chi ha la bontà di leggermi, ripropongo oggi un meraviglioso e documentatissimo articolo che fa giustizia delle solite balle, trite e ritrite, che si scrivono a proposito del “bieco” guerraffondaio Hitler e della sua volontà di dominare il mondo.
Se qualcuno si degnasse di leggere e documentarsi, forse si direbbero meno cretinate su Fascismo, Nazismo ed olocausti assortiti…
Ma riusciranno mai i nostri eroici concittadini a sganciarsi dal “Grande Fratello” in TV e dalla lettura del ciarpame stampato da Repubblica, Corriere, La Stampa, Panorama, Espresso…?
Ci spero, ma non ci conto!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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Traduzione a cura di : Gian Franco Spotti
Se c’è qualcuno che meritava il Premio Nobel per la Pace, questo era Adolf Hitler.
Hitler non voleva la guerra. La Seconda Guerra Mondiale fu imposta alla Germania.
La Polonia fu incoraggiata ad attaccare la Germania dalle promesse dell’Ambasciatore Britannico Sir Howard William Kennard and dell’Ambasciatore Francese Leon Noel.
Promisero incondizionatamente che l’Inghilterra e la Francia sarebbero arrivate in aiuto immediato alla Polonia in caso di guerra con la Germania; quindi non importava ciò che facesse la Polonia per provocare la Germania, in quanto aveva l’assicurazione da parte di Inghilterra e Francia.
Forte di questa garanzia, la Polonia iniziò a comportarsi crudelmente. Inoltre Kennard e Noel lusingarono la Polonia facendole credere di essere una grande potenza. Come un detto cinese dice: “Puoi lusingare un uomo a tal punto da convincerlo a saltare giù dal tetto “. Essi sabotarono gli sforzi di quei dirigenti politici polacchi che volevano una politica di amicizia con la Germania (1).
La Polonia impartì il primo colpo ed Hitler annunciò: “Dall’alba di oggi, stiamo rispondendo al fuoco“ mentre parlava al Reichstag il 1° Settembre 1939.“Rispondere al fuoco “ non è un termine usato da un aggressore (2). Quando Hitler attaccò, Donald Day disse che la Polonia aveva avuto ciò che si meritava. Nessuno dei paesi confinanti con la Polonia se ne dispiacque. La Polonia aveva condotto una politica di terrore. I cittadini di origine tedesca che vivevano sul suolo tedesco che fu ceduto alla Polonia alla fine della Prima Guerra Mondiale in base al Trattato di Versailles, furono maltrattati in modo tale che 2 milioni di loro abbandonò la regione per andare in Germania o altrove (3). Furono cacciati da quella che fu la loro patria molto tempo prima della Prima Guerra Mondiale.
Leon Degrelle, un giovane leader politico belga degli anni 30 e che in seguito si unì alla più battagliera unità combattente di Hitler, le Waffen SS, con oltre 400.000 volontari composti da europei non tedeschi, disse: “Di tutti i crimini della Seconda Guerra Mondiale, non si sente mai parlare dei rudi massacri che avvennero appena prima della guerra. Migliaia di uomini tedeschi, donne e bambini furono massacrati in modi orribili da facinorosi istigati dalla stampa. Hitler decise di fermare questo macello e irruppe per andare in soccorso “ (4). I ragazzi tedeschi, quando erano fatti prigionieri dai polacchi, venivano castrati (5).
William Joyce, soprannominato Lord Haw Haw dalla propaganda britannica, divenne cittadino tedesco e parteggiò per la causa tedesca. Egli descrisse le condizioni dei tedeschi che vivevano in Polonia in seguito al Trattato di Versailles:
“Gli uomini e le donne tedesche venivano cacciati come bestie selvagge per le strade di Bromberg. Quando venivano catturati, venivano mutilati e fatti a pezzi dalla folla polacca. Ogni giorno il massacro aumentava. Migliaia di tedeschi partivano dalle loro case in Polonia con solo i vestiti addosso. Inoltre non vi era alcun dubbio che l’esercito polacco stesse preparando i piani per il massacro di Danzica. Nelle notti tra il 25 ed il 31 Agosto 1939, ci furono, oltre a innumerevoli attacchi a civili di sangue tedesco, ben 44 atti perfettamente autenticati di violenza armata contro tedeschi e loro proprietà. Nella notte del 31 Agosto un gruppo di disperati polacchi occuparono la stazione di trasmissioni radiofoniche tedesche di Gleiwitz. A meno che le truppe tedesche fossero entrate subito, era chiaro che nessun uomo, donna o bambino di sangue tedesco all’interno del territorio polacco poteva aspettarsi di evitare la persecuzione o la morte (6)”.
A causa degli atti atroci commessi dalla Polonia nei confronti del popolo tedesco, Hitler disse all’Ambasciatore Britannico Sir Neville Henderson, il 25 Agosto 1939; “Le provocazioni della Polonia sono diventate intollerabili “ (7).
Quindi fu la Polonia a colpire per prima e non la Germania. Il primo colpo fu importante per gli Stati Uniti nella sua guerra col Giappone. Diede agli USA il diritto e la giustificazione di fare ciò che era necessario per sconfiggere i giapponesi. Ma la Germania non aveva questo diritto con la Polonia nemmeno dopo che questa ebbe sferrato il primo colpo. Quale persona di buon senso, se conoscesse i veri avvenimenti nella situazione polacca, potrebbe biasimare Hitler per il suo attacco di risposta alla Polonia? Questa meritava esattamente ciò che la Germania le stava rendendo in contropartita. Non appena Hitler iniziò a proteggere il popolo tedesco all’interno della Polonia, egli era pronto a cessare le ostilità ed iniziare le trattative di pace.
Il principe Strdza racconta:
“Solo poche ore dallo scoppio delle ostilità fra la Germania e la Polonia, Mussolini, rinnovando i suoi sforzi per la pace, propose a tutte le potenze interessate un’immediata sospensione delle azioni belliche e l’immediata convocazione di una conferenza fra le grandi potenze, alla quale avrebbe partecipato anche la Polonia. Le proposte di Mussolini furono sollecitamente accettate da tutti i governi interessati, tranne che dalla Gran Bretagna “. (8)
Prima che la guerra scoppiasse, l’Ambasciatore britannico a Berlino, Sir Neville Henderson, il 30 Agosto 1939, disse nel suo rapporto finale circa le basi proposte dalla Germania per le trattative:
“Quelle proposte dopo tutto non sono irragionevoli “.
Anche Pierre e Renee Gosset, nel loro libro totalmente anti-tedesco, intitolato Hitler, affermano:
“Fu una proposta estremamente moderata. Era infatti un’offerta che nessun statista alleato avrebbe potuto rifiutare in buona fede “ (9).
Nel Gennaio 1941 Hitler fece enormi sforzi per arrivare ad un accordo di pace con l’Inghilterra, facendo offerte generose. Egli offrì, se l’Inghilterra avesse assunto un atteggiamento neutrale, di ritirarsi da tutto il territorio francese, di lasciare l’Olanda e il Belgio, di evacuare la Norvegia e la Danimarca e di sostenere le industrie francesi ed inglesi comperando i loro prodotti. La sua proposta aveva altri punti favorevoli per l’Inghilterra e l’Europa Occidentale. Ma i leaders inglesi non volevano la pace. Volevano la guerra. Non festeggiarono forse la loro dichiarazione di guerra ridendo, scherzando e bevendo birra ? (10).
Hitler permise agli inglesi di evacuare Dunkerque.
Egli non voleva combattere contro l’Inghilterra. Il generale tedesco Blumentritt spiegò perché Hitler permise agli inglesi di fuggire:
“Hitler ci stupì parlando con ammirazione dell’impero inglese, nella necessità della sua esistenza e della civilizzazione che la Gran Bretagna aveva portato nel mondo.
Egli fece notare, con una scrollata di spalle, che la creazione dell’impero fu raggiunta per mezzo di sistemi spesso duri, ma “dove ci sono cantieri c’è polvere“. Egli paragonò l’impero britannico alla chiesa cattolica affermando che erano entrambi elementi essenziali di stabilità nel mondo. Disse che tutto ciò che lui chiedeva all’Inghilterra era il riconoscimento tedesco sul continente europeo. La restituzione delle colonie tedesche sarebbe stato auspicabile ma non essenziale ed avrebbe perfino offerto il suo sostegno militare all’Inghilterra se questa fosse stata coinvolta in qualsiasi genere di problema, ovunque. “ (11).
L’affermazione di Blumentritt non è la sola nota in merito alle speranze di pace e di amicizia di Hitler con l’Inghilterra. Il celebre esploratore svedese Sven Hedin fece osservare la scompiglio che creò in Hitler il rifiuto inglese di accettare le suo offerte di pace: Hitler “riteneva di aver ripetutamente teso la mano della pace e dell’amicizia agli inglesi ma che questi ogni volta gli rispondevano con un pugno in un occhio “.
Hitler disse: “La sopravvivenza dell’impero inglese è negli interessi della Germania perché se l’Inghilterra perdesse l’India, noi non ci guadagneremmo niente “ (12).
Harry Elmer Barnes afferma che Hitler perse la guerra perché era troppo buono.
Mentre la teoria della diabolicità di Hitler è generalmente accettata, ci sono persone molto bene informate che asseriscono che egli portò se stesso e la Germania alla rovina perché troppo tenero, generoso e onorevole, piuttosto che duro e senza pietà. Esse puntano alle seguenti considerazioni: egli fece una vera e propria offerta di pace all’Inghilterra il 25 Agosto 1939; permise agli inglesi di salvarsi a Dunkerque onde incoraggiare la Gran Bretagna a fare la pace, e tutto questo gli costò più tardi la guerra in Nord Africa; non riuscì ad occupare tutta la Francia, a prendere tutto il Nord Africa e a dividere l’impero inglese. Perse la Battaglia d’Inghilterra non volendo adottare la selvaggia barbarie militare che ebbe un ruolo fondamentale nella vittoria Alleata.
Egli ritardò il suo attacco alla Russia ed offrì a Molotov ampie concessioni nel Novembre del 1940 per mantenere la pace fra la Russia e la Germania. Perse la guerra con la Russia ritardandone l’invasione in seguito al suo impegno di tirare fuori dai guai Mussolini nel suo stupido attacco alla Grecia. Infine dichiarò guerra agli Stati Uniti per mantenere la parola data al Giappone il quale aveva già dimostrato di non meritare una tale lealtà e considerazione da parte di Hitler (13).
La dettagliata descrizione di David Irving circa la stima di Hitler per la Gran Bretagna conferma ciò che altri avevano già detto circa l’intenzione di Hitler di non aggredire l’Inghilterra:
“Per 20 anni Hitler aveva sognato un’alleanza con l’Inghilterra. Fino a guerra inoltrata egli rimase attaccato a questo sogno con la vana e ridicola tenacità di un amante che non vuole ammettere di non essere corrisposto. Come disse Hitler al Magg. Quisling il 18 Agosto 1940: dopo aver fatto una proposta dietro l’altra agli inglesi circa la riorganizzazione dell’Europa, mi trovo ora costretto contro la mia volontà a combattere questa guerra contro l’Inghilterra.”
Questa era il dilemma con il quale Hitler si confrontava in quell’estate. Egli esitò a schiacciare gli inglesi. Non intendeva impegnarsi a programmare un’invasione. Addirittura tenne alla briglia la Luftwaffe e proibì ogni attacco su Londra, pena la corte marziale.
Il bombardamento a tappeto di Londra, che i suoi consiglieri strategici Raeder, Jodl e Jeschonnek gli sottomisero, fu sempre respinto con una ragione dietro l’altra non plausibile. Sebbene il suo staff aveva l’ordine di esaminare ogni posizione britannica periferica, come Gibilterra, Egitto e Canale di Suez, per la loro vulnerabilità ad un attacco, al cuore dell’impero britannico fu concesso di continuare a battere, senza essere disturbato finchè non fu troppo tardi.
In quei mesi un assistente militare udì Hitler urlare rabbiosamente al telefono della Cancelleria:
“Non abbiamo alcun interesse a distruggere l’Inghilterra. Siamo completamente incapaci di raccoglierne l’eredità”, riferendosi all’impero; e parlò di conseguenze devastanti nel caso l’impero fosse crollato (14).
Il 2 Marzo 1940, Hitler disse al Sottosegretario di Stato Sumner Welles:
1 – che era sempre stato a favore del disarmo ma che non ricevette alcun appoggio né dalla Francia, né dall’Inghilterra;
2 – che era a favore del libero commercio internazionale;
3 – che la Germania non aveva altro obiettivo che quello di far ritornare il popolo tedesco nei territori che furono storicamente loro;
4 – chenon aveva alcun interesse a controllare popoli non tedeschi e che non aveva alcuna intenzione di interferire nella loro indipendenza;
5 – che voleva la restituzione delle colonie che furono rubate alla Germania col Trattato di Versailles (15)
Churchill voleva la guerra, Churchill era un criminale di guerra. Churchill non voleva la pace. Egli voleva che la guerra durasse il più a lungo possibile.
In una lettera inviata a Stalin, il 1° Gennaio 1944, Churchill disse:
“Non abbiamo mai pensato alla pace, nemmeno in quell’anno quando eravamo completamente isolati ed avremmo potuto fare la pace senza troppe conseguenze per l’Impero Britannico e quindi a Vostre spese. Perché dovremmo pensarci ora quando la vittoria si sta avvicinando per noi tre? “(16).
Questa è addirittura una confessione di Churchill che conferma che Hitler non volle mai la guerra con l’Inghilterra.
Churchill, nel suo discorso alla Guildhall nel Luglio del 1943 affermò con estrema semplicità:
“Siamo entrati in guerra di nostra spontanea volontà, senza che venissimo direttamente attaccati “ (17).
Quando Churchill partì da Londra per incontrare Roosevelt ad una conferenza in Québec nella tarda estate del 1943, un giornalista chiese se avesse intenzione di offrire condizioni di pace alla Germania. Churchill rispose: “Santo cielo, no! Accetterebbero immediatamente “ (18). Così la guerra continuò dall’Agosto 1943 a Maggio 1945, per altri 22 mesi solo perché non furono offerte condizioni di pace.
Churchill voleva che l’Inghilterra entrasse in guerra con la Germania fin dal 1936 (19).
Roosevelt era un criminale di guerra. Egli voleva la guerra e voleva che la Seconda Guerra Mondiale durasse il più a lungo possibile.
Hitler ed il popolo tedesco non volevano la guerra ma Roosevelt la voleva e si diede da fare affinché essa scoppiasse. La voleva per motivi politici. Jesse Jones, un membro del gabinetto di Roosevelt per cinque anni, afferma: “Al di là delle sue ripetitive affermazioni circa il suo odio per la guerra, egli propendeva ad entrarci poiché ciò gli avrebbe assicurato un terzo mandato “ (20).
Mentre il presidente ripeteva che non voleva la guerra e non intendeva inviare corpi militari in Europa, i segretari della Marina e del Dipartimento di Guerra, Knox e Stimson, denunciarono la legislazione di neutralità in discorsi e dichiarazioni pubbliche e sostennero l’intervento americano nella Battaglia dell’Atlantico. In qualità di membri del gabinetto essi non avrebbero potuto farlo senza il consenso del presidente (21).
Quando la stampa riportò le parole di Frank Knox che dicevano: “La sola speranza di pace per gli Stati Uniti è quella di battere la Germania “, Franklin Delano Roosevelt non lo biasimò. (22).
Il Dr. Milton Eisenhower, il fratello del Generale Eisenhower, disse: “Il Presidente Roosevelt ritenne necessario far entrare il paese in guerra per salvare le sue politiche sociali “ (23).
Clare Booth-Luce stupì molte persone dicendo alla Convenzione del Partito Repubblicano del 1944 che Roosevelt aveva mentico al paese per entrare in guerra.
Tuttavia, dopo aver provato che tale dichiarazione era vera, i sostenitori di Roosevelt cessarono di negarla, anzi la lodarono affermando che fu obbligato a mentire per salvare il suo paese, l’Inghilterra e il mondo. (24).
Il repubblicano Hamilton Fish fece il primo discorso al Congresso l’8 Dicembre 1941, chiedendo la dichiarazione di guerra contro il Giappone. Nel suo libro: Franklin Delano Roosevelt, l’altra facciata della medaglia, Fish dice che oggi si vergogna di quel discorso e che se avesse saputo ciò che Roosevelt stava facendo per provocare l’attacco giapponese, egli non avrebbe mai chiesto una dichiarazione di guerra (25). Fish disse che Roosevelt fu la principale scintilla che accese la miccia della guerra sia in Europa che nel Pacifico (26).
La vera politica di Roosevelt fu rivelata quando i tedeschi riuscirono ad esaminare i documenti polacchi e trovarono negli archivi di Varsavia “ i dispacci degli ambasciatori polacchi a Washington e a Parigi che misero allo scoperto gli sforzi di Roosevelt di trascinare la Francia e l’Inghilterra nella guerra. Nel Novembre 1938, William C. Bullitt, suo personale amico ed ambasciatore a Parigi, aveva indicato ai polacchi che il desiderio del Presidente era di fare arrivare la Germania e la Russia ad uno scontro, dopodichè le nazioni democratiche avrebbero attaccato la Germania per costringerla alla sottomissione. Nella primavera del 1939 Bullitt disse che Roosevelt era determinato a partecipare alla guerra non dall’inizio ma di entrarvi alla fine (27).
Oliver Lyttelton, dirigente industriale britannico al tempo di guerra, era indubbiamente in buona fede quando dichiarò: “L’America non fu mai veramente neutrale. Non vi erano dubbi sulle sue simpatie e sarebbe un travestimento della storia asserire che gli Stati Uniti furono costretti alla guerra. L’America provocò i giapponesi a tal punto che questi furono costretti ad attaccare. “ (28)
I giapponesi chiesero la pace prima del lancio delle bombe atomiche e MacArthur consigliò di negoziare sulla base delle aperture giapponesi. Ma Roosevelt spazzò via i suoi consigli con la seguente nota: “ MacArthur è il nostro più grande generale ed il nostro peggiore politico “. (29)
Queste affermazioni raccontano l’intera storia della Seconda Guerra Mondiale dall’inizio alla fine.
La guerra fu iniziata per mantenere Roosevelt nel suo incarico e fu mantenuta per molto più tempo di quanto fosse necessario. Sarebbe potuta finire in qualsiasi giorno a partire dal 1943 in poi.
Mentre i soldati americani combattevano per portare a fine il conflitto, i maggiori leader politici americani facevano tutto il possibile per continuare il conflitto per ragioni politiche.
Hitler aveva solo un obiettivo per quel che riguarda le sue relazioni con le altre nazioni. Quell’obiettivo era la pace. Il 17 Maggio 1933, Hitler si rivolse al Reichstag in questo modo circa le sue intenzioni:
“La Germania è perfettamente pronta a smantellare il suo intero apparato militare ed a distruggere le sue rimanenti armi se le nazioni confinanti faranno la stessa identica cosa. La Germania è disposta a rinunciare a qualsiasi tipo di armamento aggressivo se le nazioni armate, dal canto loro, distruggeranno i loro armamenti entro un determinato periodo e se il loro uso verrà messo al bando da una convenzione internazionale. La Germania è comunque preparata a rinunciare ad armamenti offensivi se il resto del mondo farà la stessa cosa. La Germania è disposta ad aderire a qualsiasi patto solenne di non aggressione in quanto non ritiene di attaccare nessuno ma solamente di acquisire sicurezza “ (30).
Nessuna delle “ democrazie amanti della pace “ tenne in considerazione l’offerta di Hitler. La sola ragione per la quale a Re Edoardo non fu permesso di rimanere sul trono britannico, fu la sua nota posizione che fintanto che egli rimanevaRe, l’Inghilterra non avrebbe fatto la guerra alla Germania.
Hitler si espresse in questo modo circa i vantaggi che la Germania avrebbe avuto dalla guerra:
“Una guerra europea potrebbe essere la fine di tutti i nostri sforzi anche se dovessimo vincere, perché la scomparsa dell’Impero Britannico sarebbe una tragedia alla quale non si potrebbe riporre alcun rimedio “ (Michael McLaughlin, For Those Who Cannot Speak (per quelli che non possono parlare), pag. 10).
Basandoci su quanto sopra esposto, ad Hitler dovrebbe essere attribuito il Premio Nobel per la Pace postumo. Egli non fu la causa della Seconda Guerra Mondiale e non volle alcuna guerra. Era un uomo di pace e lavorò per essa ogni giorno che poté.
NOTE FINALI:
Donald Day, Onward Christian Soldiers, 68-9. Day era l’unico corrispondente del Chicago Tribune nell’Europa nordorientale prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.
Michael McLaughlin, For Those Who Cannot Speak, 9.
Onward Christian Soldiers, 55
The Journal of Historical Review, Inverno 1982, 454-5
Fish Hamilton, FDR, The Other Side of the Coin, 86
Twilight Over England, 125-6
The Suicide of Europe (memorie del Principe Michel Sturdza, ex Ministro degli Esteri romeno)
Ibid., 145
Idib., 11
McLaughlin, op cit., 10
Harry Elmer Barnes, Perpetual War for Perpetual Peace, 162. L’ultima frase nel paragrafo appena citato dovrebbe mettere fine a qualsiasi pretesa che Hitler voleva conquistare il mondo.
David Irving, Hitler’s War, versione in brossura, Avon History, 236
The Barnes Trilogy, sezione “Revisionismo e Lavaggio del Cervello”,33
Irving, op cit., 236
Charles Callan Tansill, Back Door to War, 577
Udo Walendy, The Methods of Reeducation, 3
James Martin J.,The Saga of Hog Island, 42
James Martin J., Revisionist Viewpoints, 75
Francis Neilson, The Churchill Legend, 350
Jesse Jones H. con Edward Angly, Fifty Billions Dollars: My Thirteen Years with the RFC1932-1945, New York: the Macmillan Company, 1951, 260
Fehrenbach, T.F., F.D.R.’s Undeclared War 1939 to 1941, Pag. 135, 189
Udo Walendy, The Methods of Reeducation, 3
Conrad Grieb, American Manifest Destiny and the Holocaust, 124-5
Walendy, op cit., 3
Ibidem, 144
Ibidem, 149
Irving, op. cit., 235
The Saga of Hog Island, op. cit., 63
William Henry Chamberlain, America’s Second Cruisade, 219
LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI…
martedì, 30 giugno 2009… Raccontano mascalzoni e mafiosi in toga, insieme ai loro compari politicanti… E qualche coglione ci crede anche!
Ebbene, a beneficio dei tanti coglioni che hanno una buona opinione della magistratura, in realtà la più immonda cloaca che questa repubblica delle banane vede prosperare sotto la sua bandiera, prosegue nello stupirci. Avete tutti letto i miei due articoli a proposito dei sabotaggi subiti dal MFL nelle ultime elezioni provinciali e comunali ( http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=477; http://www.lavvocatodeldiavolo.biz/?p=484); poteva bastare? No di certo!
Infatti, mentre noi e tutti gli altri comuni mortali ci vediamo rigettare i ricorsi pre-elettorali perchè le mummie del Consiglio di Stato hanno deciso così, almeno a partire dal novembre 2005, qualcuno, evidentemente più “uguale” davanti alla Legge, se li vede accogliere e può partecipare alle elezioni!
Non ci credete?
Allora godetevi la versione html ( http://effepi70.wordpress.com/2009/05/31/lista-pdl-riammessa-alle-elezioni-provinciali-di-savona-le-motivazioni-del-tar-liguria-considerazioni-e-documento/) e pure quella grafica!
Si sveglino i coglioni che tanto amano la magistratura: quello è il vero nemico, non i soliti politicanti che potremmo spazzare via con un solo voto, una volta tanto, intelligente!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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