Ancora utili lezioni che dovrebbero studiarsi a fondo i cialtroni come Alemanno ed il “rettore” dell’Università “La Sapienza” di Roma…
Magari per una volta capirebbero qualcosa dell’argomento con il quale si riempiono la bocca blaterando a vanvera.
Ovviamente quelli del partito giudaico di Repubblica queste cose le sanno bene, essendo uno dei più pericolosi veicoli che il giudaismo italiano utilizza per fare viaggiare le sue aberranti teorie ed i suoi incitamenti all’odio e all’aggressione di chiunque non si pieghi alla religione olocaustica.
E pensare che questi escrementi umani hanno pure il coraggio di manifestare per la “libertà” di stampa (ovvero di stampare ogni sorta di cazzata) e di fare la paternale moralistica a Berlusconi e soci!
Possibile che ci sia ancora qualcuno così coglione da leggere “Repubblica”?
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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OLOCAUSTO: UN PERICOLO IDEOLOGICO – di: Paul Grubach
Il 24 Ottobre 2008, poco prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il revisionista americano Paul Grubach pubblicava il seguente articolo messo poi in rete sul suo sito e su quello di Bradley Smith: http://www.codoh.com/author/grubach.html e http://www.codoh.com/viewpoints/vppgideo.html
Nel 2005, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, fece, a proposito dell’Olocausto, un’astuta riflessione che sarebbe stata ascoltata nel mondo intero: “L’Occidente da più importanza al mito del genocidio degli ebrei che non a Dio, alla religione o ai profeti “.
Egli avanzò in seguito la seguente proposta:
“Se l’Occidente aveva commesso un crimine così abominevole nei confronti degli ebrei, toccava a lui concedere una parte dell’Europa, degli Stati Uniti, del Canada o dell’Alaska. I Palestinesi non avrebbero dovuto pagare per i pretesi crimini commessi da altri“.
Il capo dei riformisti, Mehdi Karroubi, candidato alle prossime elezioni, avrebbe detto che i commenti di Ahmadinejad sono costati un occhio della testa all’Iran: “Abbiamo pagato caro le affermazioni del presidente circa l’Olocaust “, ha affermato, “E non vedo che cosa ci guadagniamo in cambio “.
Ciò che Karroubi ha apparentemente dimenticato di dire è che, in futuro, potrebbe darsi che l’Iran e l’Occidente la debbano pagare cara per questa sottomissione mondiale alla dottrina dell’Olocausto.
Questa assenza di qualsiasi messa in dubbio pubblica e di qualsiasi verifica di questo dogma non ha portato che diffamazioni, morti e sofferenze e il rischio di preparare il terreno ad una futura guerra distruttrice contro il popolo iraniano, ciò che porterà un disastro nel mondo intero.
Come è stato riconosciuto dal celebre universitario ebreo David Klinghoffer nel giornale “FORWARD“: “Il mondo sa bene a che punto la comunità ebraica protegge gelosamente questo Olocausto, sia come memoria che come arma “.
Come andremo a vedere, l’Olocausto è in effetti una potente arma ideologica che è servita contro gli europei, i cristiani, i palestinesi e i musulmani. Ma pare che sarà il popolo iraniano ad essere la futura vittima di quest’arma ideologica mortale.
L’OLOCAUSTO E LA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA
Lo storico israeliano Ilan Pappe che ha insegnato all’università di Haifa e attualmente insegna all’università di Exeter (Gran Bretagna), ha dimostrato come l’Olocausto è stato impiegato come arma contro gli arabi palestinesi nella guerra per la creazione dello Stato di Israele. (Pappe non è revisionista e suppongo che creda alla versione olocaustica tradizionale).
Nel conflitto sionista-palestinese del 1948, i palestinesi, e gli arabi in generale, venivano descritti come dei nazisti pronti a perpetrare un nuovo Olocausto.
Citiamo il Prof. Pappe parola per parola: “Questa volontà di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come dei nazisti era lo stratagemma che permetteva di assicurarsi che, tre anni dopo l’Olocausto, i soldati ebrei non avrebbero esitato nel momento di ricevere l’ordine di pulire,a ammazzare e distruggere altri esseri umani“.
Ciò stava a significare che il preteso Olocausto nazista era il cuore di una campagna di propaganda che aveva come scopo l’accertarsi che i soldati ebrei non avrebbero indugiato ad opprimere e ad uccidere dei palestinesi al momento della presa di controllo della Palestina da parte dei sionisti.
Pappe faceva notare in seguito che la dottrina olocaustica era stata utilizzata in Occidente per mettere a tacere ogni opposizione ai progetti sionisti sulla Palestina: “Una cospirazione del silenzio da parte della Croce Rossa internazionale e dei giornalisti occidentali ha coperto i crimini sionisti (cioè la pulizia etnica della Palestina) “, scriveva ancora Pappe. Per lui “il messaggio inviato agli ebrei era che l’Europa voleva espiare il suo silenzio durante la persecuzione ebraica. Dare il via alla costituzione del loro Stato era un modo di voltare pagina davanti a ciò che l’Occidente aveva permesso che si facesse agli ebrei durante la seconda guerra mondiale “.
Pappe non è il solo universitario israeliano a dimostrare che l’Olocausto è servito da principale arma di propaganda per far tacere ogni opposizione alla presa di controllo della Palestina da parte del sionismo e “giustificare” il non-rispetto dei diritti dell’uomo dei palestinesi.
DOTTRINA OLOCAUSTICA, NEO-CONSERVATORISMO E INVASIONE AMERICANA DELL’IRAK
Cosa importante: Jacob Heilbrunn fa notare che l’Olocausto è servito come “giustificazione” ai neoconservatori per l’invasione americana dell’Irak (Anche in questo caso, Heilbrunn non è revisionista e si può dedurre che creda alla versione ortodossa dell’Olocausto).
Egli scrive: “Finalmente i neoconservatori hanno presentato un certo numero di ragioni per giustificare la guerra contro Saddam. Il loro moralismo non proveniva tanto da sogni imperialisti, quanto da qualcos’altro: la convinzione profonda che l’America era la sola barriera contro un secondo Olocausto. In qualità di ebrei, loro stessi (e i loro alleati conservatori cattolici) erano ossessionati dal ricordo che gli Alleati non fecero niente per mettere fine all’Olocausto e credevano fermamente che era dovere dell’America agire preventivamente per evitarne un altro “.
E allora eccoci al dunque. La dottrina olocaustica era là per “giustificare” la disastrosa invasione americana dell’Irak: nella mente dei neoconservatori, gli Stati Uniti dovevano invadere l’Irak per impedire a Saddam Hussein di perpetrare un nuovo Olocausto contro gli ebrei in Israele.
Risultato: più di 4.000 soldati americani e una moltitudine di civili irakeni vi hanno trovato la morte e ciò prova nuovamente che l’Olocausto è una dottrina pericolosa e una minaccia per gli uomini.

L’OLOCAUSTO CHE “GIUSTIFICA” L’ODIO, LA DIFFAMAZIONE E GLI OMICIDI DI MASSA.
C’è una persona che sparge odio quando parla dell’Olocausto, si tratta del premio Nobel per la Pace e “testimone principale” dell’Olocausto Elie Wiesel. Egli lancia apertamente appelli all’odio quando scrive: “Ogni ebreo, in qualche parte dentro di lui, dovrebbe costruirsi una zona di odio, un odio sano e virile per ciò che il tedesco impersona e per ciò che persiste nel tedesco. Agire diversamente sarebbe come tradire i morti “. Incitamenti come quello, provenienti da un’importante icona ebraica, sono suscettibili a spingere gli ebrei a detestare i tedeschi. Wiesel non si è solo servito dell’Olocausto per incitare all’odio, ma anche per attaccare la civiltà cristiana nel suo insieme. Egli dichiarò infatti che “Auschwitz significa…il fallimento di duemila anni di civilizzazione cristiana…”.
In uno studio apparso nel settimanale ebraico “FORWARD”, il presidente della Union for Reform Judaism, il rabbino Eric Yoffe, dice: “E in Europa, che porta la marca di Caino per via della sua complicità nell’Olocausto, il conflitto arabo-israeliano è diventato un mezzo per discolparsi, presentando le vittime israeliane come dei nazisti. Tentano di liberare le loro coscienze ribaltando su di noi (gli ebrei) i loro peccati “.
Quindi , ancora una volta ci troviamo dinnanzi ad un importante esponente ebraico che afferma che gli europei non-ebrei portano il segno dell’assassino biblico Caino a causa di questo preteso Olocausto.
Nei confronti dell’etica europea moderna, i sionisti ebrei hanno “il diritto” di servirsi dell’Olocausto per diffamare gli europei non-ebrei.
Esiste tuttavia un esempio ancora più scandaloso che dimostra quanto la dottrina olocaustica costituisca una minaccia per la vita sulla terra.
Pubblicata nel 1989, “ Testimony: Contemporary Writers Make the Holocaust Personal” (Testimonianza: autori contemporanei gettano uno sguardo personale sull’Olocausto), si tratta di un’opera importante nella quale romanzieri, saggisti e poeti ebrei spiegano l’influenza che ha avuto l’Olocausto sulla loro vita e sul loro modo di pensare. La testimonianza di Jane De Lynn, autrice premiata, è qualcosa di scioccante. Essa scrive: “Malgrado io sia, in linea di massima, favorevole al disarmo nucleare, sono FELICE che lo Stato d’Israele possegga una bomba atomica ed il mantenimento dell’esistenza di Israele è la sola causa per la quale stimo sia giustificato l’uso delle armi nucleari. Diciamo le cose freddamente e meccanicamente: non ne sono certa ma credo che se dovessi scegliere tra la sopravvivenza di Israele e quella di 4 o 5 miliardi di persone nel resto del mondo, io sceglierei i 4 milioni di ebrei israeliani “.
Il lettore si rende conto dell’orrore ivi profuso? Siccome si dice che sei milioni di ebrei sarebbero periti nell’Olocausto allora la distruzione nucleare del mondo non ebraico sarebbe preferibile e giustificata pur di salvare l’Israele ebraico!
Non pensi il lettore che Jane De Lynn sia una specie di povera pazza e ignorata da chiunque: è una scrittrice celebre rispettata e ascoltata nelle comunità ebraiche e dei Gentili. Quanti fra gli altri sionisti ebrei alto locati condividono la sua convinzione? Non è difficile capire il pericolo che rappresentano pensieri di questo genere.
L’OLOCAUSTO COME ARMA CONTRO I MUSULMANI E CONTRO L’IRAN
Oggi vediamo delinearsi un’altra tendenza. Pare che in futuro gli ideologi sionisti si serviranno dell’Olocausto per oscurare l’immagine dei musulmani e degli Iraniani.
Nel numero dell’8 Gennaio 2006 del “San Francisco Chronicle“, lo scrittore pro-sionista Edwin Black faceva la seguente dichiarazione: “Mahmoud Ahmadinejad si è messo alla testa del negazionismo con le sue affermazioni infiammatorie del mese scorso. Sarebbe piuttosto dell’autonegazionismo: il presidente dell’Iran farebbe bene ad informarsi sul passato del suo paese all’epoca di Hitler e scoprirà che l’Iran e gli Iraniani furono saldamente legati all’Olocausto e al regime hitleriano, come lo è stato tutto il mondo islamico sotto la dirigenza del Mufti di Gerusalemme “.
A dar credito a questo propagandista sionista, gli Iraniani ed in particolare i musulmani in generale sono ora dei “complici” del preteso assassinio di massa degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Mi pare che idee del genere non possano altro che generare odio verso i musulmani e gli iraniani.
Nel Settembre 2007 il presidente Gorge W. Bush invocava la religione olocaustica come “giustificazione” di un eventuale attacco contro l’Iran e lo scoppio di una guerra mondiale.
Bush avrebbe detto: “Perseguendo attivamente una tecnologia che potrebbe portare ad armi nucleari, l’Iran minaccia di mettere la regione, già nota per la sua instabilità e la sua violenza, davanti alla prospettiva di un olocausto nucleare “. E un anziano assistente della Casa Bianca, a proposito della dichiarazione di Bush, precisa: “Utilizzando la parola OLOCAUSTO, il Sig. Bush fornisce una ragione morale allo stato di Israele di fare ciò che deve fare “.
Israele è forse in procinto di pianificare una guerra che comporterebbe un significante numero di morti, servendosi, per “giustificarla”, di affermazioni dubbiose sull’Olocausto degli ebrei risalente all’ultimo conflitto mondiale. Ciò è stato confermato in seguito dal candidato repubblicano alle presidenziali John McCain il quale, pure lui, si è riferito alla dottrina dell’Olocausto per “legittimare” un eventuale prossimo attacco contro l’Iran.
Nel suo primo dibattito con Barak Obama, McCain ha pronunciato: “Non possiamo permettere che abbia luogo un secondo Olocausto “.
Il capo religioso riformista Karroubi ha in parte ragione: l’Iran è stato condannato dai governi occidentali e dai media a causa delle critiche formulate dal presidente Ahmadinejad contro la religione dell’Olocausto. Ciò che però Karroubi dimentica di far notare è il fatto che, accettare senza dire niente la dottrina olocaustica, il fatto di non contestarla, può portare ad una guerra distruttrice contro il suo stesso popolo e questo si trasformerebbe in un disastro per il mondo intero.
Per essere chiari, la dottrina olocaustica è, come ho già dimostrato, usata oggigiorno come “giustificazione” ideologica per una futura guerra devastatrice contro l’Iran. Solo per questa ragione l’Olocausto dovrebbe essere l’oggetto di un dibattito e di un esame solidi. Se si riuscirà a sbullonare questa “giustificazione”, si potrà evitare questa guerra e salvare decine di migliaia di vite.
Prima di criticare i propositi del presidente Ahmadinejad sull’Olocausto, Karroubi farebbe meglio a rendersi conto come questa dottrina rischia di andare contro il popolo iraniano e come questa sia stata usata in passato contro gli europei, i cristiani e i palestinesi.
CHE COSA FARE ALLORA?
Come ho già dimostrato, la rappresentazione tradizionale dell’Olocausto è servita a “legittimare” l’odio, la diffamazione, la pulizia etnica nonché future guerre con massacri di massa.
In Occidente l’ideologia olocaustica è stata elevata a statuto di religione intollerante.
Contestarla è l’ultimo “peccato mortale”. Anche il professore israeliano Beit-Hallami ha l’onestà di riconoscere che da quando viene brandito il dogma dell’Olocausto per “giustificare” un progetto politico, ogni dibattito, ogni discussione, diventano impossibili.
Un simile scenario è dunque in contraddizione con la filosofia politica dei governi democratici, poiché ogni dottrina suscettibile di influenzare la politica di una nazione o nel mondo, com’è senz’altro il caso dell’Olocausto, dovrebbe essere oggetto di un esame scrupoloso.
In un mondo di guerre senza fine e di violenza dove noi viviamo, è dovere di ciascuno di noi contribuire a portare delle soluzioni pacifiche ai problemi sui quali si confronta l’umanità. In quanto a questi interessi potenti che sono dietro all’ideologia dell’Olocausto, sta ora a loro di impegnarsi con i loro avversari, i revisionisti, per un dibattito pacifico e democratico al fine che sia fatta luce sulla sorte degli ebrei nell’ultima guerra mondiale. Si: fare uno studio critico del dogma dell’Olocausto sarebbe agire nell’interesse dell’Iran, degli Stati Uniti e del mondo nel suo insieme.
E’ così che parteciperemo alla costruzione di un ordine mondiale più ragionevole e più umano.



Quanti spesso mi chiedono perché il MFL non vuole avere nulla a che fare con i “camerati” delle altre sigle, non hanno che da conservare questo articolo e rileggerlo di tanto in tanto… Magari mettendolo insieme ad altri (vedere a fianco) che parlano dei nuovi compari del MNP!
Dirk Zimmerman: così si condanna un uomo nella “democratica” Germania
lunedì, 26 ottobre 2009Immagino che questa notizia procurerà un vero orgasmo ai vari Alemanno, Marrazzo (i cui orgasmi con i travestiti di solito costano ben di più…) e giudeame assortito, ivi compreso colui che abusa della carica di Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, pur mostrando una cultura storica da scuole elementari ed una civiltà sociale e giuridica degna di Di Pietro…
Ecco cosa può capitare a chi vive in quella che i leghisti definirono, non a torto, Forcolandia… Presto, grazie agli infami politici italiani stipendiati dalla lobby giudaica, anche noi ci ritroveremo prelevati notte tempo dalle nostre case e trasportati in Germania o in Repubblica Ceca, dopo di che, terminato un processo farsa degno dei tribunali “del popolo” di partigiana memoria, ci accomoderemo in una cella a scontare la nostra pena per avere osato contestare cifre e modalità di esecuzione del pretesto “olocausto”.
A meno che l’opinione pubblica e la collera del popolo non facciano fare la fine che si meritano a questi maiali prestati alla politica, alla polizia del pensiero ed alla magistratura asservita.
Ma su questo non mi farei illusioni… Al decerebrato medio che rappresenta il cittadino italiano, bastano le partite di calcio, i concerti rock, le discoteche ed i reality show per non ribellarsi e protestare!
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it
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“Oggi ha avuto luogo il processo, lungamente atteso, contro Dirk Zimmerman, che aveva inviato una copia delle Conferenze sull’Olocausto[1] di Germar Rudolf al sindaco di Heilbronn e rispettivamente ai pastori cattolico e protestante della sua comunità. L’aula del tribunale era stracolma, molti visitatori hanno dovuto portarsi dietro la sedia da altre sale dell’edificio in modo da potersi sedere. I sostenitori si sono comportati tutti in modo magnifico – niente risate, risatine, brontolii, nervosismi o mormorii ecc, assolutamente nulla. Tutti ben vestiti. Il giudice – Frank Haberzettel – ha aperto l’udienza alle 13.45, circa. Ha dapprima verificato le generalità di Dirk, poi il pubblico ministero ha letto l’imputazione. La solita roba. Il libro di Rudolf è pieno di antisemitismo, istiga all’odio razziale, Zimmerman ha messo in pericolo la quiete pubblica distribuendo il libro e, inoltre, Zimmerman vuole che i destinatari diffondano il detto libro. Ha chiesto una condanna a 9 mesi, senza sospensione della sentenza.
Dopo che l’avvocato di Dirk aveva puntualizzato che non avrebbe annoiato la corte con la presentazione di mozioni, Haberzettel ha proceduto a interrogare l’imputato. Le domande sono state molto dirette: Perché ha inviato le copie del libro? E’ d’accordo con il contenuto del libro di Rudolf? Ha letto altre cose sull’argomento, come libri “mainstream” di storia della seconda guerra mondiale? Perché ha mandato copie del libro a quei destinatari specifici? In caso di condanna, continuerebbe su questa strada dopo aver scontato la pena? Ecc. ecc. Dirk ha risposto a tutte le domande con sincerità, calma e chiarezza, mettendo soprattutto in chiaro che egli dubita della veridicità della Olo-storia e chiedendo il diritto alla libertà di opinione e di parola. Tuttavia, l’ultima domanda era delicata, poiché Dirk non voleva mentire. Haberzettel ha ripetuto la domanda varie volte, perché Dirk trovava difficile rispondere in modo sincero senza vanificare ogni speranza di assoluzione trovandosi però nello stesso tempo nell’impossibilità di mentire.
Dopo che l’imputato ha risposto alle domande, Haberzettel ha chiamato un testimone – il funzionario di polizia che aveva interrogato Dirk per primo. Il funzionario ha detto alla corte che Dirk era d’accordo con i contenuti del libro e che l’imputato gli ha fatto una buona impressione. Il testimone ha poi detto alla corte che l’imputato aveva cancellato la parola “tedesco” nella parte del verbale in cui si dichiara la nazionalità della persona, e l’aveva sostituita con “Reich tedesco”. Richiesto del perché aveva agito in tal modo, Dirk aveva fatto notare che “tedesco” è un aggettivo e non può essere usato correttamente per descrivere la nazionalità.
Poi è stata la volta delle dichiarazioni conclusive. Il pubblico ministero ha evidenziato il pericolo del negazionismo e della diffusione di questo tipo di letteratura, riferendosi al libro di Rudolf come un cumulo di porcherie, e ha descritto Dirk come un fanatico confuso e contorto. La solita roba. Poi ha parlato l’avvocato di Dirk, che ha detto di credere totalmente all’Olocausto ma che Dirk è un bravo ragazzo che non ha fatto nulla di male e che dovrebbe essere assolto. Infine, è stato Dirk a rendere la sua dichiarazione, con cui ha mostrato che il pubblico ministero aveva mentito quando ha detto che Dirk aveva chiesto ai destinatari del libro di diffonderlo – cosa che Dirk non aveva fatto, e ha anche mostrato che essere bollato come fanatico è assolutamente ridicolo, visto che lui è interessato solo alla libertà di parola. Tutto sommato, un discorso breve e buono, che veniva dal cuore.
Haberzettel si è poi ritirato per 40 minuti per prendere la sua decisione. Alle 15.35 ha letto il verdetto: 9 mesi di reclusione, la sentenza non sarà sospesa. Come motivazione ha detto che la libertà di parola è garantita ma che essa non si estende all’Olo. Non vi può essere discussione sull’Olo perché è avvenuto. Di nuovo, la solita roba. Mentre per la severità della sentenza, il giudice ha fatto notare che Dirk non ha afferrato il “ponte d’oro” che gli era stato offerto, e cioè ha risposto in modo sbagliato alla domanda finale: avrebbe continuato anche in futuro sulla stessa strada? Haberzettel ha detto che il profilo sociale di Dirk era davvero buono, poiché è sposato, ha due bambini e non ha precedenti penali. E ha poi fatto la seguente affermazione: “Il suo profilo criminale però è scioccante e sono convinto che non abbiamo ancora visto l’ultima delle sue malefatte”.
E questo è tutto: per aver mandato il libro di Rudolf a tre persone, Dirk Zimmerman, padre di due bambini, nessun precedente penale, con un lavoro fisso, è stato condannato a 9 mesi di prigione”.
Markus Haverkamp
[1] http://vho.org/dl/ENG/loth.pdf
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